rob
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Presentazione: Apprezzo il vostro forum ove spesso vi sono interventi di notevole spessore. Mi piacerebbe provare a proporre delle riflessioni diverse da quanto discusso sinora (molti thread li ho letti dall’inizio). Non lavoro nel settore e trovo la materia molto interessante in tutte le sue sfaccettature. Mi affascina l’idea adottata dai giapponesi della moderna fortezza volante rappresentata dal P-1. Trattasi di una soluzione del tutto complementare all’impiego degli F-35 e subordinata alla loro capacità SEAD . Il P-1 è un areo concepito per uso militare, con una stiva interna capace di portare qualsiasi tipo di arma (Wikipedia: ”Armaments are managed by a Smith Aerospace-built stores management system, which includes a newly developed Universal Stores Control Unit (USCU) capable of accommodating hundreds of different munitions, including future ones and precision weapons.“) per un carico bellico complessivo dell’ordine delle 10 tons, spazi e pesi per apparecchiature SIGINT/ECM e/o operatori per guida UCAV e/o armi difensive ad energia diretta, il tutto con raggio d’azione e tassi di disponibilità molto superiori a un F-35/ F-15E e spese operative orarie che dovrebbero assomigliarsi (per ora di volo, mentre se si valuta per minuti di permanenza in area operazioni e/o carico bellico il costo operativo del P1 diventa frazionale). Scrive foxtrotalpha: “Such a capability would give Japan a more persistent over-land close air support capability than their fighter jet force can provide. In this way the P-1 would work as a communications and surveillance node, as well as an arsenal ship/bomber”. Dunque in un unico mezzo avremmo capacità SEMA e arsenal ship. Possedere solo mezza dozzina di P-1 richiederebbero probabilmente una spesa di circa 1,2 Mld€ e stimandone cinque operativi , essi trasporterebbero il carico in configurazione stealth di un numero triplo di F-35A che per il diverso tasso di disponibilità richiederebbero l’acquisizione di circa 26 mezzi (di cui 3 negli USA) ad un costo più che doppio. Una simile soluzione conferirebbe all’AMI una preziosissima capacità SIGINT/ISR in tempo di pace (ma anche supporto ASW in combinazione con aerei specializzati) e in tempo di crisi gli darebbe l’autonomia di decidere che mix di sottosistemi EW/ECM/ ELINT/ COMINT/ESM e armi integrare. Disponendo l’Italia di una evoluta industria in materia, avremmo l’autonomia di fare sperimentazioni e aggiornamenti HW e SW creando un mezzo estremamente dissuasivo con un raggio d’azione che abbraccia l’intera area mediterranea. L’eventuale impiego operativo in combinazione con F-35 e CAEW offrirebbe una molteplicità di soluzioni tattiche a largo raggio che penso oggi solo gli USA e Israele hanno a disposizione. Argomento di cui non ho trovato riflessioni nel forum navale è l’enorme potenziale che – ben inteso a mio modesto avviso – potrebbero avere UCAV integrati in un sistema navale. Suppongo in molti stiano studiando qual è la formula migliore, se una tradizionale CATOBAR o STOVL. Già un mezzo con le prestazioni dell’MQ-9 Reaper fornirebbe capacità di ricognizione d’area importantissime. Avere una nave che in caso di necessità possa gestire costantemente 2/3 UCAV in pattugliamento, più altrettanti armati pronti al decollo, darebbe a una piccola squadra navale un raggio d’azione molto superiore al presente in termini di controllo d’area. Inoltre grazie ai 127 vulcanizzati della scorta, non sarebbe nemmeno necessario armarli, quantomeno non tutti. Considerato che abbiamo allo studio il MALE 2025, mi parrebbe logico utilizzare le analisi in corso anche per cercare di individuare un parallelo MALE NAVY 202X insieme a francesi e spagnoli (ma forse anche australiani e inglesi). Se il mezzo aereo fosse ben ripiegabile e un’unità tra la Mistral e la Trieste ne potesse tenere 14/18 (con almeno 6 linee di guida) più un gruppo di 6/8 NH90, difesa di punto, ATAS, elettronica essenziale con LRR ereditato dal DlP, dimezzate capacità di imbarco soldati e solo eventualmente un piccolo bacino per mezzi speciali sminamento/GOI, avremmo un mezzo preziosissimo. Con una spesa dell’ordine di 1,6 Mld€ comprensivi di 20 UCAV e 10 NH-90 otterremmo una capacità di presenza e pattugliamento di ampie aree marine che un gruppo centrato su nave Cavour e F35B non credo sia in grado di uguagliare essendo molto più una capital ship votata alla superiorità e non al pattugliamento. Avremmo due flottiglie, una ottimizzata al contrasto e l’altra al controllo, più un gruppo di unità anfibie per la proiezione di forza, un insieme organico che non richiederebbe ulteriore espansione della componente F/DDG (oltre la ventina di unità oggi preventivabili) di prima linea ma che anzi ne completerebbe le potenzialità facendo da moltiplicatore di forze. Mi piacerebbe sapere cosa pensano persone esperte di queste idee di un semplice appassionato. Vi ringrazio in ogni caso.