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Varie ed eventuali
sahureka Offline
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#81
RE: Varie ed eventuali
Ilyushin IL-2 Šturmovik restaurato in volo. http://igor113.livejournal.com/873588.html

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10-08-2017, 01:10 AM
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Marcoflorian Online
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#82
RE: Varie ed eventuali
(24-07-2017, 11:47 PM)paolo angioy Ha scritto:
Per commentare adeguatamente gli ignobili recenti comportamenti di Macron e della Francia è d'uopo rammentare il più fulgido episodio di resistenza del Regio Esercito alla Wehrmacht dopo l'8 Settembre (insieme all'erioca, sfortunata difesa di Lero): la liberazione della Corsica, episodio depennato dalla storiografia Francese e taciuto da quella Italiana: Mi affido alla sintesi di Wiki:

<<Le forze d'occupazione italiane ammontavano nel settembre 1943 a circa 76 000 uomini su due divisioni (Cremona e Friuli), tre divisioni e un reggimento costiero, un raggruppamento mobile e quattro Battaglioni M d'assalto anfibio a disposizione del comando del VII Corpo d'armata[56].
Dal giugno del 1943 si aggiungeranno circa 4 000 tedeschi della brigata SS Reichsführer[/url] e alcuni reparti minori.
Il comando militare italiano controlla l'isola con una certa facilità grazie all'imponenza della forza d'invasione (la Corsica contava circa 200 000 abitanti) e grazie al fatto che sia la Gendarmerie francese, sia l'amministrazione civile locale, mantengono gran parte delle loro funzioni.
L'opposizione della popolazione all'occupazione è dapprima scarsa per non dire inesistente: una parte degli isolani collegata all'irredentismo dei
Corsi italiani di Petru Giovacchini, sebbene minoritaria, accoglie gli italiani come liberatori, mentre i militari hanno in genere un contegno corretto e persino umano che contribuisce a mantenere un clima tutto sommato tranquillo.
Successivamente nella primavera 1943 i francesi della "Francia libera" gollista iniziano ad organizzare una rete di resistenza: il duro intervento dell'OVRA (talvolta affiancata dai carabinieri) contro i pochi oppositori riesce, assieme alla fame (cui contribuiscono le requisizioni di viveri), a far serpeggiare il malcontento, sul quale fanno leva i capi del nascente movimento di resistenza, sia quella comunista, sia quella repubblicana e nazionalista francese.
Infatti Charles de Gaulle invia nell'isola un suo uomo di fiducia, Fred (Godefroy) Scamaroni (nato ad Ajaccio nel 1914), per organizzare ed unire le anime della Resistenza, sino a quel momento rimasta puramente platonica.
Scamaroni coordina con esponenti locali un piano di sviluppo che prosegue per molti mesi contando anche su rifornimenti clandestini via mare (molti dei quali assicurati dal sommergibile francese Casabianca) e su aviolanci notturni.
Arrestato dai carabinieri ad Ajaccio e torturato dall'OVRA durante gli interrogatori, Scamaroni, pur di tacere, si dà la morte in carcere il 19 marzo 1943.
Ha nel frattempo luogo qualche attentato che alimenta una spirale di repressione sempre più impietosa. Si moltiplicano così gli arresti e le deportazioni all'Elba e in Calabria, mentre la resistenza si raggruppa nell'impenetrabile maquis (macchia) còrso, dando così il nome a tutto il movimento di liberazione in Francia.
Il nuovo capo militare della resistenza còrsa, Paolo Colonna d'Istria, arrestato, riesce a farsi liberare convincendo le guardie d'essere un agente segreto italiano grazie alla sua padronanza della lingua.
Il 27 giugno 1943, ancora ad Ajaccio, l'OVRA arresta anche Giovanni Nicoli (detto Jean), capo del Fronte Nazionale (resistenza comunista) sull'isola. Trasferito a Bastia, Nicoli viene condannato alla fucilazione da eseguirsi il 30 agosto. Il suo corpo sarà però ritrovato straziato e decapitato.
L'armistizio dell'8 settembre
Con l'8 settembre 1943 gran parte delle forze italiane, al comando del generale Giovanni Magli, si oppongono con le armi al tentativo delle forze tedesche, che come altrove, tentano di renderle inoffensive.
Già in serata esplode una battaglia al porto di Bastia, che i tedeschi cercano di catturare. Il giorno 9 settembre, giorno seguente l'armistizio, il capitano di fregata Carlo Fecia di Cossato al comando della torpediniera Aliseo, un'unità della Classe Ciclone, sostiene un vittorioso scontro nelle acque della Corsica contro 7 unità tedesche di armamento complessivo superiore; tra queste, cinque sono motozattere armate (F 612, F 459, F 387, F 366 e F 623), a cui si aggiungono due cacciasommergibili, UJ 2203 (ex-francese Minerva) e UJ 2219 (ex-francese Insuma), che vengono tutti affondati dal tiro dei cannoni[58][59] e i piroscafi Humanitas e Sassari, con equipaggio italiano ma personale alle armi tedesco, resi inoffensivi. L'azione scaturisce dall'attacco portato dai tedeschi ad una unità gemella della Aliseo, l'Ardito, in uscita dal porto di Bastia al seguito della Aliseo. L'unità viene gravemente danneggiata, mentre il MAS 523 viene catturato così come il comandante del porto. Prontamente, Fecia di Cossato inverte la rotta e l'Aliseo affronta con i suoi 3 cannoni da 100 mm il naviglio tedesco presente, affondando le sette unità sopra elencate. Per questa azione verrà conferita a Fecia di Cossato la medaglia d'oro al valor militare.
[Immagine: 220px-Corsica_8_settembre_1943.png]

La situazione militare della Corsica alla sera dell'8 settembre 1943. In verde le unità italiane, in rosso unità e reparti germanici
Magli in un primo tempo tratta con il comandante tedesco, l'abile generale Frido von Senger und Etterlin (si distinguerà per il ruolo chiave svolto nella battaglia di Montecassino), che ha a sua disposizione nel sud dell'isola truppe corazzate di prim'ordine. Di fronte alla minaccia di una tenaglia per lo sbarco, presso Bonifacio, di altre forze motorizzate germaniche (90ª Divisione PanzerGrenadier) provenienti dalla Sardegna (che i tedeschi evacuano proponendosi di consolidare il controllo della Corsica), Magli prende contatto con Paolo Colonna d'Istria per concordare una linea comune contro i tedeschi.
Agli ordini del generale Henry Giraud (che si trova in Nordafrica), sbarcano frattanto sull'isola i primi soldati coloniali francesi (Goumiers del Marocco) insieme ad alcuni agenti e ranger statunitensi.
Il 12 settembre Magli respinge un ultimatum di Albert Kesselring. Dal 13 settembre 1943 gli italiani (salvo ridotti gruppi di camicie nere che s'uniscono alle truppe germaniche) combattono fianco a fianco con i circa 12 000 uomini della resistenza insorti (e con le poche centinaia di soldati coloniali francesi) contro i tedeschi, le cui forze a sud cercano di raggiungere Bastia, frattanto strappata alla divisione Friuli da un bombardamento della Luftwaffe e da un attacco in forze di cannoni d'assalto StuG III.
L'intento di von Senger è ormai quello di assicurarsi il controllo della città e del suo porto per portare in salvo le sue truppe e i suoi carri verso Livorno (da dove dovrebbero andare ad opporsi allo sbarco di Salerno). Mentre Bastia viene tenuta sotto pressione dai Bersaglieri e dall'artiglieria italiana, violenti scontri hanno luogo in tutta l'isola.
Il 17 settembre sbarcano ad Ajaccio nuove truppe coloniali francesi agli ordini del generale Henry Martin[62], e il 19 successivo la Luftwaffe bombarda il comando di Magli a Corte.
Il 21 settembre il generale Giraud raggiunge il comandante italiano. Le forze francesi sull'isola salgono a circa 6 000 uomini. Durante gli scontri i tedeschi minano e fanno saltare numerosi ponti, distruggendo, tra gli altri, il Ponte Nuovo che era stato teatro dei più accaniti scontri nell'omonima battaglia del 1769 che segnò la fine della Corsica indipendente di Pasquale Paoli.
Dal 29 settembre scatta l'offensiva generale italo-francese. Le posizioni tedesche a Bastia vengono bombardate dalle artiglierie italiane (i francesi quasi non ne dispongono). Il 3 ottobre i Bersaglieri prendono Bastia, ma si ritirano immediatamente, in base agli accordi, per lasciare ai francesi l'onore di sfilare in città come liberatori il giorno seguente. Bastia, pertanto, subisce per errore un pesante bombardamento alleato, che provoca notevoli danni e numerosi morti tra la popolazione civile.
Il 5 ottobre 1943 si spengono le ultime sacche di resistenza tedesca sull'isola, che diviene così il primo dipartimento francese liberato e l'unica grande regione europea nella quale gli italiani abbiano combattuto vittoriosamente i tedeschi all'indomani dell'8 settembre.
A testimonianza del decisivo contributo dato dalle truppe di Magli nel liberare la Corsica dalle truppe tedesche è il numero dei caduti italiani nei combattimenti, circa 700, quasi tre volte superiore a quello della somma dei caduti della resistenza e delle truppe agli ordini dei generali francesi (poco più di 240 morti).
Giovanni Magli potrà scrivere nelle sue memorie:
« i fatti dimostrarono [...] come e quanto, indipendentemente dal colore della camicia, gli animi di tutti i componenti il Corpo di Occupazione della Corsica fossero legati da un unico, saldo sentimento di dedizione alla Patria. »
Tra l'8 e il 10 ottobre [url=https://it.wikipedia.org/wiki/1943]1943, la Corsica liberata viene visitata da Charles de Gaulle, che presto destituirà Giraud giudicato colpevole, tra l'altro, di aver lasciato troppo spazio alla parte comunista della resistenza. L'isola diviene un'importante base di partenza per gli attacchi alleati contro le forze tedesche in Italia e in Germania, oltre che un elemento chiave per lo sbarco in Provenza, nel 1944.
La guerra e l'occupazione italiana hanno decisivamente contribuito, malgrado il riscatto italiano dopo l'8 settembre 1943 (che verrà accuratamente oscurato da grandissima parte della storiografia francese e singolarmente quasi ignorato da quella italiana), ad allontanare la Corsica dall'Italia.
Ancora una volta si è ripetuto la formula della Corsica occupata che si affida ad un liberatore e ad un capo, impersonato per di più da un personaggio dotato del carisma di de Gaulle.
La sconfitta del fascismo segna la fine ad ogni aspirazione di irredentismo, trascinando con sé anche la rottura dei rapporti culturali della Corsica con la vicinissima Penisola e ogni prospettiva di un recupero di cittadinanza sull'isola per la lingua italiana.>>

Aggiungo:
1.- all'arrivo di De Gaulle all'areopotro di Ajaccio, il Gen Magli era lì ad accoglierlo, ma il Grande Charles si rifiutò di risondere al saluto e di stringergli la mano.
2.- nei giorni successivi le General ordinò alle sue truppe coloniali l'invasione dell'Elba, per estendere le conquiste territoriali ai danni dell'Italia. Tant'e che anche nell'Isoa toscana ci furono episodi di donne "marocchinate" . Ma quando IKE lo seppe, ordino pare in malo modo a De Gaulle di ritirare le sue truppe....
Bellissimo post Paolo. Illuminante!
13-08-2017, 01:26 PM
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sahureka Offline
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RE: Varie ed eventuali
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