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Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
Tudap Offline
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#1
Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
Facendo seguito ad un tema che si é iniziato a trattare sul 3D dedicato alla Turchia, ho ritenuto opportuno aprire un 3D autonomo in cui dibattere sulle possibili strategie per meglio diffondere la cultura della difesa (ma anche e più in generale della politica internazionale) in Italia.

Obiettivo primario dovrebbe essere quello di fare in modo che le conoscenze relative alle tematiche di politica internazionale e di difesa non siano patrimonio (quasi) esclusivo degli appartenenti ai Ministeri degli Affari Esteri e della Difesa (FFAA incluse) ma costituiscano un patrimonio culturale  più o meno diffuso tra la classe dirigente del Paese.

Per far cio' occorre a mio avviso operare su più livelli.

In primo luogo occorre intervenire a livello universitario sia sotto il profilo della ricerca che quello della didattica. 

Per quanto riguarda la ricerca, i Ministeri degli Affari Esteri e della Difesa dovrebbe finanziare, attraverso bandi competitivi rivolti a professori e ricercatori delle universitá italiane, progetti di ricerca nei settori delle relazioni internazionali e della storia delle relazioni internazionali, il primo, e nei settori degli studi strategico-militari e della storia militare il secondo. Tali finanziamenti andrebbero naturalmente ad aggiungersi (e non a sostituirsi) ai finanziamenti del MIUR.

Inoltre i docenti di relazioni internazionali/studi strategici dovrebbero costituire una Societá Italiana di Studi Internazionali sulla falsariga della British International Studies Association, che abbia quale finalità quella di favorire lo sviluppo degli studi internazionali in Italia.

A livello di didattica andrebbe previsto un corso obbligatorio in Studi Strategici nella LM 52 - Classe delle lauree magistrali in Relazioni Internazionali.

In secondo luogo ocorre intervenire nei think-tanks.

Lo Stato dovrebbe sovvenzionare solo quelli slegati dai partiti e capaci di competere nell'area internazionale (l'Ipalmo, giusto per fare un esempio, dovrebbe donare la sua biblioteca all' IAI e chiudere baracca e burattini, sempre non abbia già' chiuso).

IAI e ISPI dovrebbero coprire tutte le principali aree tematiche (all'ISPI manca il programma Sicurezza & Difesa assolutamente da implementare!) mentre il CeSI dovrebbe occuparsi, a livello di ricerca, prevalentemente di politiche di cooperazione allo sviluppo, mentre la SIOI di diritto internazionale, diritti umani e più in generale di questioni "onusiane".

In terzo luogo occorre intervenire sui media. 

Nei grandi giornali internazionali mancano editorialisti esperti (nel vero senso della parola) di studi internazionali e strategici. I docenti universitari che vi scrivono sono prevaletemente economisti e i pochi politologi si occupano di politica interna. 
Qui sta ai direttori dei giornali scegliere di affidarsi ad accademici e/o ricercatori dei citati think-tanks del settore.

Cio' posto vedrei bene il Direttore come editorialista di Italia Oggi :-) 

Per quanto riguarda i giornalisti, bisogna intervenire anche in questo caso nella formazione, prevedendo ad esempio, nei master di giornalismo, specifici moduli che trattano di politica internazionale e di difesa.  
  
Questi alcuni primi spunti, fatemi sapere cosa ne pensate e attendo le vostre idee
28-03-2018, 11:51 PM
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Tudap Offline
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#2
RE: Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
Errata corrige intendevo "nei grandi giornali nazionali" (nonna internazionali"
29-03-2018, 09:28 AM
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Erikvm Offline
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#3
RE: Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
Sarebbe una cosa estremamente positiva portare un minimo di cultura strategica.

Da parte mia, posso dire che il primo passo potrebbe consistere nel ridimensionare il pacifismo fanatico (qualcuno di voi si ricorda della proposta di legge per la "difesa civile non violenta"?) che purtroppo impera nel nostro Paese.

Tanto per fare un esempio, mi viene in mente che quando facevo le superiori la mia insegnate di Lettere e Storia non disdegnava di fare qualche sparata pacifista ogni tanto.
Bisogna dire che lei era una sessantottina e che l'anno era il 1999. All'epoca, a causa dell'intervento in Serbia, l'antiamericanismo e di conseguenza, il pacifismo erano ai loro massimi storici. Per intenderci, era l'anno de "il mio nome è mai più, mai più, mai più..."
Insomma, mi ricordo che la prof. ci dava tracce per i temi del tipo "la guerra non risparmia nessuno, neanche i vincitori che credono di esserne immuni" e cose del genere.
Mi ricordo che una volta disse: "ma lo sapete che i politici americani leggono tutti Il Principe di Machiavelli" e lo diceva con il tono di voce di chi denuncia chissà quale scandalo.

In conclusione, se si vuole portare in Italia la cultura strategica (e anche la cultura in generale) bisogna prima di tutto intervenire sulla scuola e ricordare a tutte le fighette non violente che l'Italia ha dovuto fare 3 guerre d'indipendenza per essere libera.
Per non parlare poi dei partigiani italiani (che a quanto pare si sono costruiti le armi da soli sulle montagne stile Rambo) e dell'idolo dei sinistrodi, Che Guevara. Tutta gente estremamente pacifista...

Scusate se sono stato volgare e se ho messo tanti ricordi personali ma tanto è una discussione libera e quindi faccio un' po come mi pare Wink
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 29-03-2018, 11:59 AM da Erikvm.)
29-03-2018, 11:57 AM
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Tudap Offline
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#4
RE: Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
Segnalo un'interessante riflessione sugli studi strategici in Italia apparsa poco tempo fa su AffarInternazionali.it:
http://www.affarinternazionali.it/2018/0...pa-italia/
03-04-2018, 06:02 PM
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G.Ciampaglia Offline
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#5
RE: Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
...Questo esercizio richiede strumenti di comprensione adeguati e diffusi in ambito socio-politico, linguistico, economico, giuridico e tecnologico…
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Peccato che nel brano citato non si fa alcun cenno alle pubblicazioni periodiche come RID e altre che si occupano dei problemi della difesa e trattano perciò anche di strategia. E' una realtà che prima del 1960 era praticamente inesistente, a parte le tre riviste delle Forze Armate, e che ha permesso di diffondere nel grande pubblico la trattazione e la comprensione delle connesse problematiche.
06-04-2018, 10:32 AM
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Tudap Offline
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#6
RE: Cultura della Difesa (e di Politica Internazionale)
Hai ragione, l'articolo pecca nel soffermarsi unicamente su accademia e centri studi senza affrontare il mondo dell'editoria di settore
06-04-2018, 12:26 PM
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