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Unione Europea
michele Offline
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RE: Unione Europea
Volete un’ Europa unita? Impero Romano 2.0 L’unico momento in cui eravamo davvero “uniti”
23-05-2019, 01:48 PM
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OmegaLine Offline
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RE: Unione Europea
(23-05-2019, 01:45 PM)Capitan Harlock Ha scritto: Ragazzi, ma qualcuno di voi ha visto mai le edizioni dell'Eurofestival degli ultimi anni? Ecco, quello è uno splendido esempio dei "valori europei", della "cultura europea" prodotte da QUESTA Europa. Ma davvero si può pensare che basti una più stretta unione politico-amministrativa o anche militare a far sorgere "per magia" da QUESTA Europa quei valori identitari profondi, quelle tradizioni, quei sentimenti, quei miti fondativi che soli possono fare di un coacervo di popoli e lingue UN POPOLO e UNA CULTURA? Mi pare che si continui a mettere il carro davanti ai buoi, come fatto ininterrottamente dalla fine della guerra. Si è pensato che per realizzare l'unità dell'Europa bisognasse realizzare surrettiziamente, quasi inavvertitamente, a piccoli passi, una serie di sovrastrutture economiche, finanziarie, burocratiche e legislative che "costringessero" progressivamente i popoli europei a "ritrovarsi" un giorno, per incanto, uniti in "un'unica sorte". Questa ingegneria tecnocratica non funziona; peggio ancora è pericolosa. E' una sovrastruttura soffocante e arbitraria che può essere riempita da qualunque "contenuto ideale" si voglia. Non possiamo abbandonare le nostre pur modeste, deboli e litigiose identità storiche per ingollare questo nauseabondo e tossico beverone. Per fare davvero l'Europa bisogna invertire la logica usata, da una "top down" a un'altra "bottom up". Bisogna animare davvero un profondo, sincero, anche accanito e violento, "dibattito delle idee", una ricerca spassionata di ciò che davvero unisce i popoli e le culture europee, la definizione del nostro vero "minimo comune multiplo", la chiara "definizione del (nostro o nostri) nemico" per usare una imprescindibile categoria schmittiana...
Capitano, 
il tuo mi sembra un discorso che forse vuole "guardare un po troppo in là".
capisco gli ideali e la "visione d'insieme", ma intanto, rendiamoci conto di cosa siamo capaci di combinare noi in casa nostra, prima d'impegnarci a cambiare l'Europa.
Dico, che non ha senso criticare chi (forse) legifera sulle dimensioni della "zucchine di mare" (Meloni docet), quando nessuno dei politici ad oggi ascoltati ha messo bocca su cosa intende fare, in casa nostra appunto, per presentare programmi capaci di "catturare", spendere, in Italia i 32 miliardi e oltre 400 milioni di € che la UE ci ha assegnato da anni per sviluppare progetti regionali e che siamo stati capaci di progettare "roba" per soli 400M€.

Se queste sono le premesse……..
Sarpedonte has been KIA
23-05-2019, 02:02 PM
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montiovis Offline
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RE: Unione Europea
Servono decenni e un'unica lingua conosciuta da tutti, in passato era il latino,  ora si potrebbe rispolverare l'esperanto come seconda lingua nazionale  e come prima lingua della UE con la quale dialogare  con gli altri popoli  dell'Unione senza muri linguistici e senza che questo idioma  si identifichi in una sola nazione, che viene indicato come l'inglese, ancor più oggi  che proprio  la GB  ha deciso di lasciare.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-05-2019, 02:05 PM da montiovis.)
23-05-2019, 02:03 PM
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MarcoM_MO Offline
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RE: Unione Europea
dal Corriere della sera:
La corsa a prendersi l’Europa editoriale di F.Fubini
https://www.corriere.it/opinioni/19_magg...8297.shtml
- - -
"Per soddisfare strutturalmente il requisito chiave di un’età media relativamente bassa è necessario che solo per una parte della forza complessiva la professione militare possa perdurare per tutta la vita lavorativa.".
Libro Bianco 2015 capitolo 8 punto 213
23-05-2019, 02:37 PM
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Dan Cooper Offline
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RE: Unione Europea
(23-05-2019, 01:45 PM)Capitan Harlock Ha scritto: Ragazzi, ma qualcuno di voi ha visto mai le edizioni dell'Eurofestival degli ultimi anni? Ecco, quello è uno splendido esempio dei "valori europei", della "cultura europea" prodotte da QUESTA Europa. Ma davvero si può pensare che basti una più stretta unione politico-amministrativa o anche militare a far sorgere "per magia" da QUESTA Europa quei valori identitari profondi, quelle tradizioni, quei sentimenti, quei miti fondativi che soli possono fare di un coacervo di popoli e lingue UN POPOLO e UNA CULTURA? Mi pare che si continui a mettere il carro davanti ai buoi, come fatto ininterrottamente dalla fine della guerra. Si è pensato che per realizzare l'unità dell'Europa bisognasse realizzare surrettiziamente, quasi inavvertitamente, a piccoli passi, una serie di sovrastrutture economiche, finanziarie, burocratiche e legislative che "costringessero" progressivamente i popoli europei a "ritrovarsi" un giorno, per incanto, uniti in "un'unica sorte". Questa ingegneria tecnocratica non funziona; peggio ancora è pericolosa. E' una sovrastruttura soffocante e arbitraria che può essere riempita da qualunque "contenuto ideale" si voglia. Non possiamo abbandonare le nostre pur modeste, deboli e litigiose identità storiche per ingollare questo nauseabondo e tossico beverone. Per fare davvero l'Europa bisogna invertire la logica usata, da una "top down" a un'altra "bottom up". Bisogna animare davvero un profondo, sincero, anche accanito e violento, "dibattito delle idee", una ricerca spassionata di ciò che davvero unisce i popoli e le culture europee, la definizione del nostro vero "minimo comune multiplo", la chiara "definizione del (nostro o nostri) nemico" per usare una imprescindibile categoria schmittiana...

In linea teorica non avrei alcun problema a dargli ragione Capitano, ma c'è una criticità pratica contro la quale questa tesi si scontra. Le sovrastrutture tecnocratiche e i quadri legislativi dei vari paesi UE, dalla fine della prima guerra fredda in poi, sono stati pensati (e tradotti in leggi e costituzioni), affinché non garantiscano capacità decisionale autonoma (SOVRANITA'). Quand'anche si facesse un profondo, sincero, accanito "dibattito delle idee" ricercando appassionatamente ciò che davvero unisce i popoli e le culture europee, trovando il nostro minimo comune denominatore..., ci scontreremmo poi su come attuarlo politicamente perché organizzati con infrastrutture politiche (e militari) predisposte e atte al contenimento solo di valori culturali e strategie d'importazione (mica erano fessi i padri e sopratutto i TUTORI dei padri costituenti...).

Quindi l'unica strada percorribile è prima cercare di modificare il contenitore rendendolo legislativamente più impermeabile ai prodotti di importazione (rendendolo un contenitore SOVRANO) e magari contemporaneamente sviluppare il dibattito su tutte quelle belle cose sulle quali concordo perfettamente con lei. 

Ecco perché pragmaticamente reputo interessante il timido approccio di F&D nel tentativo di aggiramento di ciò che gli architetti della UE e i loro TUTORI volevano non scavalcabile. 
IMHO F&D, ancora timidamente, si muovono verso la creazione di un nucleo sovrano al di la della UE e delle impalcature tecnocratiche.

Nel terzo millennio la contesa non sarà più tra Stati nazionali, tra Repubbliche marinare, tra Comuni o regioni secessioniste, tra contrade... 
ma tra Imperi finanziari e multinazionali a loro legate (e pure gli Stati in molti casi risultano già infrastrutture vuote ai loro interessi assoggettati).

Chi ambisce a definirsi "sovranista" dovrebbe necessariamente fare un salto qualitativo, passando da una visione a livello di microcosmo ad una prospettiva da macrocosmo, da interessi da politica parrocchiale ad una prospettiva veramente geopolitica.
E' in questo contesto che andrebbe ricercata la SOVRANITA' e i contenitori legislativi atti a contenerla e sopratutto ad esercitarla.
Il resto è purtroppo pensiero sovranista da giullari di corte.

L'articolo di Fubini, giunge ad una conclusione NECESSARIA e logica: SVEGLIAMOCI finché siamo in tempo.
Aggiungerei che la SVEGLIA non basta. 
Poi bisogna AGIRE e occorre una strategia.
23-05-2019, 03:23 PM
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dottor Piergiorgio d' Errico Offline
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RE: Unione Europea
Dan, non riesco a seguirla.

Vorrebbe sostituire il sovranismo disgregante con un sovranismo aggregante ?

Saluti,
dott. Piergiorgio.
23-05-2019, 09:21 PM
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Dan Cooper Offline
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RE: Unione Europea
(23-05-2019, 09:21 PM)dottor Piergiorgio d\ Errico Ha scritto: Dan, non riesco a seguirla.

Vorrebbe sostituire il sovranismo disgregante con un sovranismo aggregante ?

Naturalmente... 
in un mondo multipolare dove contano solo le grandi concentrazioni continentali, per rimanere sovrano dovresti riuscire a farti grande, unendo tante piccole realtà nazionali in un'unica realtà continentale. Se non ci riesci, diventi terra di conquista e rimani confinato al vassallaggio, nella migliore delle ipotesi. L'Unione è in mezzo ad un guado. Se vuoi garantirti sovranità, devi procedere ad una trasformazione della UE in chiave politica e non più finanziaria, passando da una tecnocrazia che non decide, ad una democrazia che decide a maggioranza.
24-05-2019, 12:39 AM
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dottor Piergiorgio d' Errico Offline
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RE: Unione Europea
Qui in generale siamo d' accordo sui fini ma non ci capiamo sui mezzi...

personalmente, l' interpretazione migliore che posso dare sul termine "sovranismo europeo" è quella di sovvertire il sovranismo nazionalista trasformandolo in un sovranismo sovranazionalista. Cosa che mi vede altamente scettico, stante le forzature franco-tedesche ai danni dell' Italia (depositaria dei simboli e luoghi del sovranazionalismo europeo e mediterranneo; non dimentichiamoci che l' Imperatore romano-germanico scendeva a Roma per farsi incoronare dal Pontefice Massimo, che tralaltro non va mai dimenticato, resta un Ufficio dello Stato Romano) rendono estremamente difficile il seguire questa strada.

Strada che tralaltro in teoria è incredibilmente fattibile: a quanto mi risulta (non ho grandi cognizioni di diritto Romano), essendo Roma, almeno in "Occidente", rimasta formalmente una Repubblica fino alla fine (Romolo Augustolo, come tutti i precedessori, fu formalmente eletto dal Senato; e nel Secondo Impero era la Dieta imperiale di Aquisgrana che nominava l' Imperatore, in molti casi non formalmente, che poi veniva appunto incoronato a Roma), nulla vieta al Pontefice Massimo di adattare alla moderna Democrazia la Restituitio Imperi, "incoronando" il Parlamento Europeo come Senato Romano; va da sè che sono cose che richiedono il pieno consenso di Roma e quindi dell' Italia.

Inoltre, per forza di cose, per quanto galli e germani possano girarci intorno, un Unione politica Europea non può avere altra capitale che Roma.

quindi, pur concordando con i fini, e spero anche sulle implicazioni dei fini (un Unione politica Europea, va riconosciuto, è la restaurazione dello Stato Romano...) cerchiamo di capirci sui mezzi.

Saluti,
dott. Piergiorgio.
24-05-2019, 07:59 AM
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