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anteprima logo RID Ecco il nuovo missile israeliano RAMPAGE

In un comunicato apparso lo scorso 11 giugno, la Israeli Military Systems – IMI ha dichiarato di essere vicina alla conclusione dello sviluppo congiunto con la Israel Aerospace Induastries – IAI, del nuovo missile aria-sup supersonico ad alta velocità RAMPAGE in grado di colpire bersagli situati ad una distanza superiore ai 165 km. L’annuncio è avvenuto proprio nel pieno della recente campagna di raid aerei israeliani contro obiettivi iraniani in Siria, che ha visto un incremento dell’utilizzo di armi stand-off data la complessa e stratificata rete di difesa aerea presente nel Paese. La produzione in serie del missile - che rappresenta la versione aviolanciata derivata dal razzo guidato d’artiglieria a lungo raggio EXTRA (Extended Range Artillery) prodotto dalla stessa IMI - dovrebbe partire nel 2019, ma nel corso degli ultimi 2 anni sono stati effettuati diversi test da F-16I SUFA. Rispetto all’EXTRA, il RAMPAGE si differenzia per alcune lievi differenze al design esterno relative, in particolare, all’aggiunta di una sezione rinforzata della struttura centrale con alette di fissaggio. Portata, lunghezza (4,70 m), peso (567 kg di cui circa 100 di testata) e sistema di guida - basato su un sistema di navigazione inerziale GPS assistita ad alta resistenza al jamming (grazie alla presenza di un sistema di navigazione di backup basato su algoritmo) – sono pressoché identici a quelli dell’arma terrestre. Secondo quanto trapelato, la IMI dovrebbe essere responsabile della produzione della testata, del motore a razzo e della struttura del missile, mentre alla IAI è destinata la produzione dei sistemi di controllo e di navigazione. Ulteriori approfondimenti su RID 8/18.

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anteprima logo RID Tre C-27J e AW-139 per il Kenya

Leonardo ha confermato la fornitura al Kenya di 3 velivoli da trasporto tattico C-27J SPARTAN e di un numero non precisato di elicotteri AW-139. Per quanto riguarda il C-27J, il Kenya sarà il primo cliente a ricevere il velivolo con la nuova suite avionica e con ulteriori modifiche che rendono l'aereo più efficiente ed operativamente meno costoso. Le consegne dovrebbero iniziare nel 2019. L'Africa si conferma così un mercato privilegiato per il C-27J dopo che il velivolo è già stato ordinato da Ciad, Zambia e Marocco, mentre ulteriori prospettive potrebbero concretizzarsi a breve.

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anteprima logo RID La Marina pensiona altre 3 unità

Tre bandiere ammainate in un colpo solo. Il 16 luglio, infatti, lasceranno il servizio 3 esemplari di quella “grande flotta” nata tra anni ’70 e ’90, grazie soprattutto alla Legge navale del 1975, e a successivi programmi integrativi. 

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anteprima logo RID Quale sicurezza per Balcani e Mediterraneo centro-orientale?

Con la recente rielezione del Presidente turco Recep Tayyip Erdo?an, coronata dalla maggioranza assoluta in parlamento ottenuta dalla coalizione di riferimento fra i Partiti AKP e MHP dell’ultranazionalista Devlet Bahceli, si rafforzano i timori di instabilità nel bacino del Mediterraneo centro orientale e della penisola balcanica, da sempre una delle aree di riferimento per la sicurezza e lo sviluppo italiano.

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anteprima logo RID In Australia vince la Regina

BAE Systems si è aggiudicata la gara per la fornitura alla Marina Australiana di 9 nuove fregate in configurazione antisom (classe HUNTER). Oggi dovrebbe arrivare anche l'ufficialità. BAE ha battuto con il design Type 26 la concorrenza di Navantia, mai veramente in gara, e, sopratutto, di Fincantieri che correva con la FREMM. Una sconfitta per la cantieristica italiana che, tuttavia, va analizzata per quella che è veramente. La Marina Australiana, ormai sembra assodato, voleva la FREMM: una nave da tempo in servizio e matura, di eccellenti caratteristiche, e, dunque, un programma nel complesso a basso rischio e con ampi margini. La scelta però è caduta sulla Type 26: una nave ancora in sviluppo – con la costruzione della prima unità per la Royal Navy avviata solo la scorsa estate – le cui prestazioni sono, pertanto, tutte da dimostrare. E poi la Type 26 è una fregata che sembra essere molto grossa: oltre 8.000 t di dislocamento e questo significa costi maggiori ed esercizio più pesante. Un aspetto quest’ultimo fondamentale per un Paese dai piccoli numeri e dallo scarso fattore umano come l’Australia. Nella scelta, tuttavia, ha inevitabilmente influito il fattore politico: l’Australia è un Paese del Commonwealth il cui Capo di Stato è formalmente la Regina Elisabetta II e sappiamo quanto in questi contesti può pesare la “fratellanza anglosassone” e la comunanza di lingua, cultura e destino (il famoso “manifest destiny”). Da questo punto di vista, l’Italia sin dall'inizio partiva svantaggiata e certo la lunga crisi politico-istituzionale vissuta dal nostro Paese non ha certamente giovato. L’importante adesso è rimboccarsi le maniche, fare sistema e vincere con la FREMM la gara negli Stati Uniti per la nuova fregata dell’US Navy. Il Presidente Conte sarà da Trump a fine luglio. La strategia della Casa Bianca è chiara: fare perno sull’Italia in Europa per “marcare” Francia e, soprattutto, Germania. Bene: chiediamo qualcosa in cambio...

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anteprima logo RID Amendola: gli F-35 in attività

In questi giorni abbiamo avuto l'opportunità di visitare il 32° Stormo di Amendola che con il 13° Gruppo ha in carico al momento i primi 5 F-35A dell'Aeronautica Militare. I velivoli conducono giornalmente un'intensa attività e sono già stati integrati pure nel dispositivo della difesa aerea nazionale nell'ambito del quale montano regolarmente di allarme, e questo nonostante che la IOC (Initial Operational Capability) non sia stata ancora ufficialmente dichiarata, alternandosi a rotazione con altri assetti di altre basi della Forza Armata. Per questa tipologia di missione il velivolo è equipaggiato con missili aria-aria a lungo raggio AIM-120 C5 AMRAAM (anche se l'AM non ha fornito ulteriori dettagli su tale aspetto). In pratica, come ci ha spiegato il Comandante del 32° Stormo, Col. Davide Marzinotto, il velivolo ha dimostrato una sorprendente maturità, considerando che si tratta pur sempre di una macchina di preserie che ha appena completato il suo sviluppo. Attualmente gli F-35A di Amendola operano con la release di software Block 3i – che offre sia capacità aria-aria che aria suolo con AIM-120 AMRAAM, JDAM GBU-31 e bombe a guida laser GBU-12 – ma entro l'anno transiteranno alla configurazione 3F, che aggiungerà nuove capacità – tra queste, la capacità di poter impiegare il cannone tipo Gatling a canne rotanti GAU-22/A - e garantirà il definitivo completamento dell'inviluppo di volo. A quel punto il velivolo avrà raggiunto anche formalmente la capacità operativa iniziale. Peraltro, sempre entro l'anno, il 32° Stormo dovrebbe ricevere pure altri 2 velivoli ed il reparto avrà un numero di piloti e tecnici manutentori sufficiente a soddisfare le esigenze di un’unità della dimensione di un gruppo di volo. Tutti gli approfondimenti e i dettagli su RID 8/18.

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anteprima logo RID Nave ALPINO rientra in Italia

Sabato 30 giugno rientrerà a Taranto la fregata tipo FREMM ALPINO della Marina Militare, a conclusione della campagna negli Stati Uniti d’America (campagna di cui RID è stata media partner). Al suo arrivo in porto all’interno della Stazione Navale Mar Grande, la nave sarà accolta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano e da familiari, amici e colleghi dell’equipaggio. Partita da Taranto lo scorso 2 maggio, nave ALPINO ha fornito una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l'Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di cooperazione militare. Le attività condotte nei quasi 2 mesi di campagna si inquadrano, più in generale, all'interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare assicura al nostro Paese ed alla collettività senza soluzione di continuità in tutte le aree di interesse strategico, garantendo quindi presenza navale finalizzata al sea-control, sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (SLOC), vigilanza sulle attività marittime nazionali, deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, cooperazione internazionale e addestramento. La campagna appena conclusa può essere considerata rilevante sia per aver proiettato l'immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del sistema Paese in aree di non usuale gravitazione sia per il supporto fornito alla competitività internazionale di importanti realtà nazionali. In questo ambito, si inquadra anche l'importante attività che ha permesso di mostrare e far conoscere le capacità operative dell'unità a delegazioni composte da membri del Congresso degli Stati Uniti ed ufficiali della US Navy, nell'ambito del processo informativo per la definizione da parte dell’US Navy di una nuova classe di fregate (programma di acquisizione denominato Future Frigate Program FFG(X)) destinata a colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) e i cacciatorpediniere ARLEIGH BURKE.

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L’esercitazione NATO Unified Vision 2018, iniziata l’11 giugno, si è conclusa dopo 2 settimane di attività addestrative che hanno coinvolto 17 paesi membri e 2 paesi partner (Finlandia e Svezia).

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anteprima logo RID Cresce la capacità bellica dei B-52

Lo scorso 21 giugno, l’Air Force Materiel Command (AFMC) dell’USAF ha inviato una RFI (richiesta di informazioni) riguardante un requisito per la fornitura di nuovi piloni subalari che possano incrementare la capacità di carico bellico trasportabile esternamente dai bombardieri strategici B-52H STRATOFORTRESS. 

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anteprima logo RID SEASTEMA e l’automazione navale

SEASTEMA è una società del gruppo Fincantieri che si occupa di integrazione di sistemi e che è specializzata nel campo dell’automazione navale, della navigazione e di altri settori dell’elettronica di bordo. Nata nel 2009 come joint venture tra ABB e Fincantieri, dal 2014 l’azienda è divenuta interamente di proprietà della società cantieristica italiana. SEASTEMA, che ha circa 80 dipendenti altamente specializzati, suddivisi tra le sedi di Genova, Lucca, Roma e Trieste, compete oggi “ad armi pari” con le più grandi aziende del settore, con soluzioni innovative e allo stato dell’arte. La società, che opera in tutti i principali settori navali (navi militari, navi da crociera, megayacht e navi speciali), è stata concepita “fondendo insieme” le competenze ingegneristiche di Fincantieri e quelle di prodotto legate al mondo ABB in tema di automazione navale. Il binomio “Fincantieri ed ABB”, infatti, a partire dagli anni 2000, ha realizzato tutti i sistemi di automazione a bordo delle navi della Marina Militare che sono poi diventati il punto di partenza dell’attuale portafoglio prodotti di SEASTEMA. A quella stagione risalgono, per esempio, i sistemi di gestione della piattaforma e della propulsione dei pattugliatori delle classi BORSINI e SIRIO. Successivamente questa sinergia ha portato alla realizzazione dei sistemi di gestione della piattaforma di nave ELETTRA della Marina Militare, della portaerei CAVOUR e delle unità tipo SAETTIA realizzate per le Marine di Malta (P-61) e dell’Iraq (classe AL-BAHRYYA AL-’IRAQIYYA o SAETTIA Mark IV). Certamente uno dei progetti più complessi sul versante dell’automazione di bordo è stato il SIASP (Sistema Integrato di Automazione e Supervisione della Piattaforma) realizzato per la portaerei CAVOUR: all’epoca della sua realizzazione il SIASP rappresentava quanto di più avanzato disponibile in questo settore. Successivamente il progetto del sistema di automazione e gestione della piattaforma per le fregate classe BERGAMINI, cioè le unità tipo FREMM italiane (vedi box di pag. 64) sviluppato da SEASTEMA, ha consentito di fare un grande salto di qualità. Tali navi presentano 2 innovazioni di notevole importanza: da una parte esse sono dotate di un impianto propulsivo combinato molto complesso (tipo CODLAG, COmbined Diesel eLectric And Gas, incentrato su una turbina a gas, 2 motori elettrici e 4 diesel generatori elettrici) che ha richiesto un sistema di gestione della propulsione altrettanto complesso con utilizzo anche di simulazioni dinamiche dei sistemi di controllo, dall’altra esse sono dotate, per la prima volta, di un impianto di automazione denominato SMS (Ship Management System) con un’interfaccia diretta verso il CMS (Combat Management System). Lo Ship Management System costituisce un’evoluzione del precedente Integrated Platform Management System (IPMS) caratterizzato dall’aggiunta di ulteriori sottosistemi e di molte altre funzionalità. Partendo da queste realizzazioni, SEASTEMA sta fornendo tutta la componente relativa all’automazione per le unità della “Legge Navale” (cioè i Pattugliatori Polivalenti d’Altura, PPA, l’unità da assalto anfibio a bacino allagabile LHD e l’unità logistica e rifornitrice, LSS). In questo programma SEASTEMA si è occupata anche dei sistemi e degli apparati di comunicazione interna (cioè sostanzialmente dei sistemi in fonia e di quelli di diffusione di allarme tramite gli altoparlanti di bordo). Nel caso delle unità della Legge Navale, tuttavia, come evoluzione della soluzione FREMM si è privilegiata una netta separazione, anche fisica, tra le 2 reti, e cioè quella non classificata di automazione e quella classificata del CMS, che possono dialogare solo in maniera unidirezionale passando attraverso un apposito firewall.

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anteprima logo RID Il telerilevamento iperspettrale

Con telerilevamento o remote sensing si intende l’acquisizione di informazioni sull’ambiente e su oggetti posti a distanza attraverso uno strumento che non entra in contatto diretto con l’oggetto della ricerca. È quindi una metodologia analitica per ottenere informazioni sulla superficie terrestre, sugli oggetti e sui materiali presenti, attraverso energia di vario tipo (suoni e vibrazioni, radiazioni in una o più regioni dello spettro elettromagnetico o energia gravitazionale) emessa o riflessa dalla zona di superficie terrestre d’interesse (bersaglio). Esempi di strumenti per il telerilevamento basati sulle radiazioni elettromagnetiche sono i sensori radar, ottici e infrarossi; questi strumenti possono essere posti su piattaforme terrestri, navali, aeree o satellitari. I sensori radar sono generalmente di tipo attivo (cioè per funzionare emettono una radiazione, rivelando così la propria posizione), mentre i sensori ottici e infrarossi sono di tipo passivo, cioè funzionano solo captando ed elaborando le radiazioni emesse dal bersaglio (o emesse da sorgenti naturali e riflesse dal bersaglio), senza emettere e quindi senza rivelare la posizione della piattaforma su cui sono installati. Ogni corpo a temperatura diversa dallo zero assoluto (-273°C) è, infatti, in grado di emettere, riflettere e assorbire una certa quantità di energia elettromagnetica in base a coefficienti di riflettività, assorbimento ed emissività tipici del materiale di cui è composto. La quantità di radiazione elettromagnetica riflessa, assorbita o emessa da un oggetto dipende dalla composizione chimica, dallo stato fisico e dalla temperatura dell’oggetto stesso, e varia secondo la lunghezza d'onda; è quindi possibile l'identificazione e la separazione di diverse sostanze o classi di sostanze sulla base della quantità di radiazione EM che viene emessa, riflessa o assorbita alle diverse lunghezze d'onda. Ogni materiale può essere caratterizzato da una curva che descrive l’andamento della radiazione su tutto l’intervallo spettrale, nota in letteratura come firma spettrale. Vari tipi di superfici possono quindi essere riconosciute e distinte fra loro grazie a tale firma.

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anteprima logo RID Una nuova nave-spia per la Svezia

Le crescenti tensioni con la Russia nello scacchiere settentrionale stanno rifocalizzando l’attenzione di Stoccolma verso il proprio apparato militare, ridimensionato dai tagli avviati negli anni ’90. 

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