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anteprima logo RID 50° anniversario Ferretti Yachts

Si sono svolte dal 22 al 24 Giugno a Venezia le celebrazioni per il 50° anniversario di Ferretti Yachts

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anteprima logo RID Nave ALPINO a Cadice

La fregata tipo FREMM ALPINO ha sostato dal 23 giugno a Cadice da dove ripartirà oggi. L'unità è di ritorno dalla campagna in Nordamerica che ha rappresentato una preziosa occasione di addestramento, utile a mantenere elevati i livelli di cooperazione con gli alleati trans-regionali finalizzati al confronto ed al rafforzamento dei rapporti con Marine amiche e alleate. La campagna, inoltre, ha permesso di far apprezzare le capacità del disegno FREMM alla US Navy nell'ambito della gara per l'acquisizione di una nuova fregata che dovrà colmare il gap nella flotta americana tra le LCS e i caccia ARLEIGH BURKE.

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anteprima logo RID Parte la produzione del missile JAGM

Dopo aver completato la fase EMD (Engineering and Manufacturing Development) e superato l’ultima parte di test, lo scorso 8 giugno è ufficialmente partita la LRIP (low-rate initial production) di 96 esemplari del nuovo missile JAGM (Joint Air-Ground Missile) destinato ad US Army e Marines. Secondo i programmi, tale fase produttiva dovrebbe concludersi entro quest’anno, mentre dal settembre 2019 – dopo la certificazione della capacità operativa iniziale attesa per marzo - è prevista la produzione su larga scala del missile destinato a sostituire gli HELLFIRE. Da questi ultimi e, in particolare, dalla versione AGM-114R HELLFIRE II, il JAGM si differenzia essenzialmente per un nuovo seeker dual-mode (che integra le 2 diverse modalità di ricerca - in banda millimetrica e laser semi-attiva - presenti nelle varie versioni della famiglia HELLFIRE), ma ne mantiene il sistema di controllo, il motore a razzo a combustibile solido e la testata.Ulteriori approfondimenti su RID 8/18.

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anteprima logo RID MBDA: antinave e non solo

Di recente abbiamo avuto l’opportunità di effettuare una visita presso gli stabilimenti di MBDA Italia di La Spezia ed Aulla – quest’ultimo ospitato all’interno del CIMA (Centro Interforze Munizionamento Avanzato) della Marina Militare – che ci ha permesso di fare il punto sulla situazione dei principali programmi in campo navale, e non solo, dell’azienda e di tutta una serie di attività di alto profilo strategico che MBDA Italia conduce in questi 2 siti. Si è parlato, pertanto, di TESEO e MARTE, ma anche di STORM SHADOW, in un contesto segnalato dall’eccellenza e dalla valenza che la missilistica continua a rappresentare per l’industria della difesa italiana nel suo complesso. Lo stabilimento di Spezia nacque negli anni ‘70 per supportare la decisione politica di dotare l’Italia di una capacità sovrana nel segmento missilistico tattico di superficie. Le attività vennero avviate attraverso una cooperazione industriale tra OTO Melara (1) e la francese MATRA per sviluppare il sistema missilistico TESEO, la cui versione per l'export nota come OTOMAT riscosse poi un notevole successo commerciale con oltre 1.000 esemplari venduti. Il sito ha una superficie totale di 22.500 m², dei quali 10.500 coperti su 3 edifici. Attualmente, le attività principali riguardano sviluppo, test e produzione di missili, comprensivi di canister, e progettazione meccanica ed aerodinamica. È bene precisare che in questo caso si parla di produzione e assemblaggio del missile completo, eccetto però le parti piriche che vengono integrate nello stabilimento di Aulla. A queste attività bisogna poi aggiungere la produzione dei lanciatori per le piattaforme aeree, navali e terrestri. Completa il quadro tutto ciò che riguarda la ricerca e gli studi in laboratorio, la simulazione e il "sintetico", le prove di compatibilità ed interferenza elettromagnetica e la revisione dei motori turbogetto dei missili (che vengono smontati e riassemblati a fini manutentivi e valutati nelle performance sugli appositi banchi prova).

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anteprima logo RID Expeditionary Fast Transport

La costruzione e le operazioni di unità navali ausiliarie non sono oggetto di attenzione e di analisi come succede per le loro “sorelle maggiori” combattenti, ma qualche loro peculiarità suscita a volte interesse e curiosità, soprattutto quando si tratta di naviglio realizzato secondo canoni diversi da quelli tradizionali e nell’ambito di concetti operativi consolidati. Per esempio, la proiezione di forze militari in aree avanzate ha costituito uno dei cardini essenziali attorno ai quali si è sviluppata la strategia marittima degli Stati Uniti negli ultimi 20 anni, secondo un modello d’attuazione che privilegia anche la velocità e il posizionamento degli assetti a elevata distanza dalla costa. Per tradurre concretamente i principi consolidati congiuntamente con il Corpo dei Marines e l’US Army, l’US Navy decise, all’inizio del XXI secolo, di avviare un percorso sperimentale comprendente anche la movimentazione rapida di mezzi e materiali all’interno di un determinato teatro operativo e facendo perno sull’ormai nota “base marittima” (vedi RID N.8/2016, pag. 60). L’interesse condiviso di un requisito globale di natura inizialmente logistica - trasferire rapidamente e via mare mezzi e materiali dalla base alla terraferma - spinse l’US Navy e l’US Army a intraprendere, all’inizio degli anni 2000, 2 campagne di sperimentazione interconnesse (ma separate dal punto di vista amministrativo) utilizzando alcuni mezzi veloci modificati per l’occasione anche secondo le indicazioni provenienti dalla Marina Australiana, da poco reduce da un ciclo operativo nel Pacifico sudoccidentale in cui un catamarano - il JERVIS BAY - aveva totalizzato 100.000 miglia di navigazione in 2 anni. Mentre l’US Army s’indirizzò verso un mezzo veloce lungo 98 m con scafo a catamarano battezzato SPEARHEAD e noleggiato da un operatore commerciale, l’US Navy lanciò il programma per un’unità designata come Joint High-Speed Vessel, JHSV, anch’esso relativo al noleggio di un mezzo similare che divenne il JOINT VENTURE (HSV-X1) e di cui beneficiarono anche i Marines e l’US Army. Da un punto di vista tecnico-amministrativo, queste attività furono regolamentate e finanziate considerando le unità come dimostratori tecnologici per validare alcune capacità particolari: nella fattispecie, il JOINT VENTURE fu equipaggiato con un ponte di volo e impiegato come nave appoggio per operazioni speciali. Il Corpo dei Marines non rimase a guardare, perché al 2002 risale il noleggio di un terzo catamarano veloce, il WESTPAC EXPRESS, testato dai reparti di stanza a Okinawa per sviluppare concetti e procedure finalizzate al trasporto veloce all’interno dell’arcipelago giapponese. A fattor comune dei 3 mezzi veloci c'era la provenienza commerciale, perché realizzati dalle 2 aziende australiane, Incat e Austal, fornitrici di numerose compagnie di navigazione, e con la seconda già allora impegnata nella realizzazione degli scafi a trimarano scelti dall’US Navy per una delle varianti del noto, ambizioso e tormentato programma LCS.

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Nel cantiere Fincantieri di Muggiano si è svolto ieri sera un suggestivo varo completo della nuova unità di supporto logistico della Marina Militare LSS VULCANO a soli 3 anni dalla concessione del contratto, come ha tenuto a sottolineare orgoglioso l'Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono. L’unità – che assieme ai PPA ed all’LHD TRIESTE rientra nella “Legge Navale” - ha una lunghezza fuori tutto di 193 m, una larghezza di 24 m ed un dislocamento di oltre 27.000 t. La nave può ospitare un equipaggio di 235 persone, ha un hangar capace di ricoverare 2 elicotteri EH-101 e come armamento principale possiede un cannone da 76 mm Leonardo SUPER RAPIDO. L'unità è fondamentale per il supporo della squadra navale disponendo di grande autonomia, di depositi di carburante (aeronautico e navale) e di viveri, di officine, depositi di pezzi di ricambio, ecc. Alla cerimonia hanno preso parte il Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Valter Girardelli, i vertici di Fincantieri e Leonardo, nonché di altre aziende della difesa, e pure il Nuovo Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, alla sua prima partecipazione ad un evento del genere. Il Ministro ha sottolineato l'importanza del fattore tencologico e delle capacità industriali annesse "da tutelare e rafforzare per consentire all'Italia di restare tra i grandi e consentirle di difendere al meglio i propri interessi nazionali vitali". Parole importanti alle quali speriamo facciano quanto prima seguito atti concreti, a cominciare dalla riproposizione di quella "legge sessennale sugli investimenti" contenuta nel DDL di attuazione del Libro Bianco non approvato durante l'ultima legislatura. 

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anteprima logo RID Consegnati i primi 2 F-35 per la Turchia

Lockheed Martin ha consegnato alla Turchia i primi 2 F-35A nel corso di una cerimonia svoltasi nello stabilimento dell’azienda di Fort Worth (Texas). I velivoli resteranno negli USA, presso la base dell’USAF di Luke, fino al novembre 2019. Entro il 2020, il Paese riceverà altri 4 esemplari ed i rimanenti 24 aerei – ricordiamo che la Turchia ha al momento ordinato 30 F-35 – entro il 2024. La sorte del programma F-35 turco resta però a rischio dopo che il Congresso americano ha bloccato le vendite dei velivoli al Paese in relazione alle recenti posizioni in termini di politica di sicurezza e difesa assunte da Ankara con l'acquisizione, tra l’altro, del sistema antiaereo russo sup-aria polivalente S-400.

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anteprima logo RID SEAFUTURE entra nel vivo

SEAFUTURE 2018, in corso presso la base navale di La Spezia, sta entrando nel vivo. Tanti i temi oggetto del nutrito programma di seminari e conferenze. Ricordiamo i seminari sui fondi europei per la Difesa oppure il seminario dedicato allo sviluppo delle batterie al litio per l’impiego sui futuri sottomarini della Marina Militare (U-212 NFS). Presentati anche i risultati sulle attività di certificazione del munizionamento guidato a lunga gittata della famiglia VULCANO sviluppato da Leonardo, sull’uso delle realtà virtuale nel processo di progettazione delle nuove unità della Marina Militare, nonché sulla stampa 3D delle parti di ricambio. Come di consueto si è parlato anche di refitting con le esperienze portate a completamento da Fincantieri sulle unità navali entrate in servizio con la Guardia Costiera del Bangladesh e con la Marina Peruviana. Più specificamente, il focus della terza giornata ha visto protagonista gli attori responsabili rispettivamente a livello nazionale ed internazionale dei programmi di sviluppo, progettazione, produzione, trasformazione ed ammodernamento, in pratica della gestione nel corso della vita operativa, delle unità militari: da una parte la Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM) e dall'altra l'Organizzazione per la Cooperazione Congiunta in Materia di Armamenti, meglio conosciuta come OCCAR. Quest'ultimo ente indipendente a livello europeo gestisce ben 13 programmi internazionali nel settore del procurement terrestre, aeronautico e navale, fra cui quello congiunto italo-francese delle fregate multi-missione europee FREMM e delle nuove unità da supporto logistico (LSS) e dei Pattugliatori Polivalenti d'Altura (PPA) per la Marina Militare. Nel presentare le capacità della propria organizzazione, l’attuale Direttore di OCCAR, Generale Arturo Alfonso Meiriño, ha evidenziato come quest'ultima assicuri una flessibilità di gestione dei programmi non ottenibile a livello nazionale e si candidi quale struttura di gestione dei futuri progetti nel settore della Difesa della Comunità Europea. Gli ha fatto eco il Direttore di NAVARM, l'Ammiraglio Ispettore Capo Matteo Bisceglia (futuro Direttore di OCCAR), che ha rimarcato come l'assunzione ad OCCAR dei programmi per la costruzione e gestione in servizio delle nuove unità della Marina Militare, ha dato risalto ai medesimi contribuendo all'allargamento alla Francia del progetto LSS ed alla partecipazione come osservatore del Brasile in vista di una possibile acquisizione. Nel corso della connessa tavola rotonda, gli esponenti di Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Orizzonte Sistemi Navali hanno confermato la bontà del sistema di gestione offerto da OCCAR e della scelta di NAVARM. Tornando agli eventi più “tecnici” sono proseguiti i lavori del workshop della Marina Militare e del CSSN sull’uso dei veicoli non pilotati nella lotta subacquea, affiancato dal seminario sulla gestione della crisi cibernetica organizzato da Segredifesa e sulle tecnologie per la sicurezza cibernetica organizzato dall’Università di Pisa.

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anteprima logo RID Novità sul 76 mm SOVRAPONTE

Lo sviluppo del nuovo cannone navale Leonardo 76/62 SOVRAPONTE, destinato da equipaggiare i PPA della Marina Militare, è in stato molto avanzato. Secondo quanto risulta a RID, proprio di recente, l’azienda ha condotto presso il balipedio Cottrau di Portovenere i test di una raffica da 15 colpi. Un passaggio importante che dà una misura empirica estremamente affidabile circa la solidità del progetto, in vista delle FAT (Factory Acceptance Test) previste entro la fine dell’anno. Il complesso sarà poi imparcato sul primo PPA nekl primo quarto del 2019. Ricordiamo che il SOVRAPOPNTE conserva le stesse prestazioni del 76/62 standard, ma con un peso del 30% inferiore che garantisce un più ampio spettro di possibilità installative come, per esempio, sopra l’hangar di una nave (vedi il caso dei PPA). In tal senso il SOVRAPONTE può prendere il posto anche di sistemi missilistici quali il RAM offrendo, tuttavia, una maggiore flessibilità d’impiego che va oltre l’autodifesa contro i missili da crociera, ma che comprende anche tiro controcosta, contro-superficie, ecc.

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anteprima logo RID ACV: vincono Iveco DV e BAE Systems

Iveco Defence Vehicles e BAE Systems si sono aggiudicate il programma ACV dei Marines.

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anteprima logo RID La Francia ritira i MIRAGE 2000N

Domani, 21 giugno, l’Armee de l’Air terrà, presso la base di Istres, la cerimonia di ritiro ufficiale degli ultimi 29 - degli originari 75 - cacciabombardieri nucleari tattici MIRAGE 2000N ancora operativi presso l’Escadron de Chasse 2/4 La Fayette.

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anteprima logo RID Quale Eurofighter per la Germania?

La Germania sembra ormai aver deciso che il sostituto del TORNADO sarà l’Eurofighter TYPHOON. Ragioni politiche e industriali del resto spingono in questa direzione nonostante la palesata – ufficialmente e non ufficialmente – preferenza della Luftwaffe per l’F-35. I tempi sono stretti e da qui ad un annetto sapremo probabilmente chi l’ha spuntata per un requisito di 90 velivoli più eventualmente altri 33 esemplari per rimpiazzare i TYPHOON Tranche 1. Certo è che se il TYPHOON – caccia agile, potente e veloce per eccellenza – dovrà sostituire un cacciabombardiere come il TORNADO, le modifiche dovranno essere tante e molto estese, e gli investimenti significativi, a tutto vantaggio però dell’industria del Vecchio Continente. Per prima cosa il radar. Già adesso si sa che i Tedeschi vogliono la configurazione R1 Plus Plus del CAPTOR-E, ma questo giocoforza significa aggiornare anche il sistema di autoprotezione DASS PRAETORIAN per evitare interferenze di sorta e permettere ai 2 sistemi di lavorare assieme in maniera ottimale. Come noto, infatti, il CAPTOR-E, nelle sue 2 versioni più evolute, R1 Plus Plus e R2 (quest’ultima appannaggio dei soli Inglesi) ha anche capacità di guerra elettronica che, appunto, dovranno sposarsi con le funzionalità offerte dal DAS per ottimizzare le prestazioni della macchina nel suo complesso. Poi bisognerà intervenire sul motore - in particolare sul FADEC, ma si parla anche di ingrandire la ventola - per adattarlo al nuovo ciclo e pure valutare in che modo estendere l’autonomia – anche se al momento non si parla di CFT. Un’ultima annotazione. Oltre ai TORNADO IDS, il TYPHOON dovrebbe eventualmente rimpiazzare anche i TORNADO ECR ed essere adattato per lo strike nucleare. Nel primo caso, bisognerà ragionare sull’integrazione di un escort jammer – e qui la mente corre all’EDGE di Elettronica, l’unico prodotto non americano e non israeliano eventualmente disponibile – e dei missili anti-radiazioni. In Europa, la Germania è l’unica nazione assieme all’Italia che dispone di questa capacità: fondamentale, dunque, non perderla, soprattutto se si pensa alla piega che stanno prendendo i nuovi scenari. Nel secondo caso, si dovrà parlare con gli Americani per integrare la bomba nucleare B-61 e certificare il velivolo. Una cosa per nulla banale e che Washington già adesso sta usando come leva di ricatto in favore dell’F-35. In definiva si tratta di tutte modifiche molto costose, ma che servirebbero all’industria tedesca per rilanciarsi, dopo anni di scelte sbagliate che l’hanno fatta decadere notevolmente soprattutto nel settore elettronico e aeronautico, e pure a quella italiana che certe capacità, fortunatamente, ce l’ha ancora. Pregasi di non dimenticarlo.

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