anteprima logo RID Sinai sotto attacco 24-11-2017

È di oltre 230 morti il bilancio dell'attacco terroristico avvenuto stamattina contro una moschea di Bir al-Abed, a ovest della città di El Arish, nel Nord Sinai, in Egitto. Il bilancio potrebbe crescere ancora, mentre sulla dinamica sembra chiaro che i terroristi abbiano fatto esplodere degli ordigni sul luogo di culto per poi sparare sui fedeli in fuga e sulle prime ambulanze che stavano accorrendo. L’azione non è ancora stata rivendicata, ma gli occhi sono tutti puntati sul Wilayat Sinai, la Provincia del Sinai, ovvero la diramazione locale dello Stato Islamico (in precedenza nota come Ansar Beit Al Maqdis). La Moschea pare infatti fosse frequentata da beduini della tribù Sawarka, una delle più importanti del nord del Sinai che dallo scorso maggio, assieme ai potenti Tarabin, si era rivoltata contro la presenza di ISIS nella zona iniziando a collaborare con le forze di sicurezza egiziane. Fino ad allora tra tribù beduini e ISIS c’era stata una sorta di non belligeranza, se non una vera e propria commistione in alcuni casi. Un patto che alla fine si è rotto perché l’ISI aveva avuto l’ardire di interferire con i contrabbandi in cui da sempre sono coinvolte le tribù della zona, a cominciare dal traffico di sigarette. I beduini del Sinai sono organizzati in tribù, le maggiori delle quali sono la Sawarka e la Tarabin nel nord e la Muszeina a sud, che tradizionalmente sono state tenute ai margini della società egiziana non potendo accedere alle cariche pubbliche e restando fuori dallo sviluppo economico dell'area. Una situazione situazione che ha causato la crescita esponenziale del malcontento e la creazione di un’unità d’intenti tra tribù beduine e quei gruppi salafiti che, storicamente, hanno in Egitto la propria culla ideologica e che nella regione del Sinai hanno trovato rifugio. Solo negli ultimi anni del “regno” di Mubarak, e dopo la stagione degli attentati ai resort turistici di Sharm, si era riusciti a trovare un equilibrio, grazie al sostegno dato dal Governo ad importanti leader tribali che aveva calmierato le rivendicazioni beduine, e l’intesa tra beduini e gruppi salafiti era venuta meno, comportando una sostanziale stabilizzazione della situazione nella Penisola. Con lo scoppio della cosiddetta Primavera Araba, la caduta di Mubarak e la successione di Morsi e Al Sissi, gli accordi di cui sopra sono venuti meno e la situazione è di nuovo precipitata, aggravata per di più dall'affermazione di ISIS che ha potuto reclutare nuovi adepti tra le centinaia di persone (tra questi anche adepti della Fratellanza Musulmana riciclatisi nei movimenti jihadisti) liberate dalle carceri egiziane nei giorni della fine del regime di Mubarak. In pochi anni, pertanto, il Sinai si è trasformato di nuovo in un crocevia di attività illegali e terroristiche, cosa che ha costretto l'Egitto a schierare nella Penisola un contingente dell'Esercito, in deroga agli accordi di Camp David, grazie al consenso di Israele, presso El Arish, a 50 km dalla Striscia di Gaza, dove è stato spostato anche il comando operativo del Second Field Army, la componente dell’Esercito che insieme al Third Field Army (il cui comando operativo è ora stato spostato nel villaggio di Nekhel, nella regione centrale del Sinai), è responsabile per la sicurezza della Penisola. Negli ultimi mesi, grazie anche al supporto delle tribù beduine, le forze di sicurezza egiziane sembravano però aver inferto duri colpi al Wilayat ottenendo anche importanti risultati sul campo come l’uccisione di diversi leader e quadri del movimento. Fino all’attacco di oggi, che ha tutta l’aria di essere un avvertimento firmato col sangue per chi collabora con il Generale Al Sissi.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima logo RID Vola il primo E-2D giapponese 23-11-2017

Lo scorso 15 novembre la Northrop Grumman ha comunicato di aver concluso, con pieno successo, i primi test in volo del primo dei 2 velivoli AEW&C E-2D ADVANCED HAWKEYE destinati all’Aeronautica Giapponese (JASDF). Gli E-2D furono scelti nel 2014 dal Ministero della Difesa nipponico per affiancare gli attuali 13 E-2C - appartenenti al Airborne Early Warning Group di stanza a Misawa (601° Squadrone) e Naha (603° Squadrone) - che dal 1987 svolgono i compiti di pattugliamento e sorveglianza dello spazio aereo del Giappone, nonché i 4 AWACS Boeing E-767. Oltre al velivolo oggetto del test, effettuato presso l’Aircraft Integration Center of Excellence della NG di St. Augustine (Florida), nelle prossime settimane dovrebbe uscire dalla linea di produzione il secondo esemplare destinato alla JASDF che, secondo quanto previsto, inizierà i test di volo verso la fine dell’anno, con prevista consegna di entrambi gli aerei nella la seconda metà del 2018. In base all’accordo, definito tramite programma FMS (Foreign Military Sales), il costo totale dell’acquisizione sarà di 1,7 miliardi di dollari, cifra che comprende il costo “flyaway” dei velivoli (158 milioni l’uno) più la fornitura di pezzi di ricambio e un pacchetto di supporto decennale. Rispetto alla variante precedente “C”, l’E-2D è equipaggiato con una suite avionica totalmente rinnovata che include un nuovo radar ibrido scansione meccanica/AESA in banda UHF AN/APY-9 prodotto dalla Lockheed Martin (che sostituisce il sistema doppler a scansione meccanica presente sugli E-2C), in grado di tracciare un numero maggiore di minacce navali ed aeree - compresi velivoli a bassa tracciabilità radar e missili cruise in ambienti con forte clutter costiero - ad una distanza maggiore. Restando nell’ambito degli aggiornamenti avionici, oltre alle capacità del nuovo radar, particolarmente interessante è la presenza di un nuovo sistema di comunicazioni/trasmissione dati composto dal “classico” Link-16/CEC (Cooperative Engagement Capability) - già presente sugli E-2C HAWKEYE 2000 - a cui è stato affiancato un nuovo datalink Tactical Targeting Network Technologies (TTNT) che incrementa portata e larghezza della banda di trasmissione dei dati. Il resto degli upgrade riguarda la presenza di un nuovo computer di missione, di un nuovo sistema per la gestione del volo, di un “glass cockpit” ed il potenziamento dei motori turboelica T56-A-427A. Durante la scorsa estate, inoltre, la US Navy ha effettuato i primi test di rifornimento in volo sui propri ADVANCED HAWKEYE, in vista di un retrofit che verrà effettuato su tutti gli E-2D, sia americani che giapponesi, che disporranno di tale capacità entro il 2020, il che porterà quasi a raddoppiare l’autonomia degli E-2D dalle attuali 6/8 ore fino al 12 ore.

a cura di Andrea Mottola
anteprima logo Aeronautica Italiana Delegazione brasiliana in visita alle scuole AMI 23-11-2017

Giovedì 23 novembre una delegazione della Forza Aerea Brasiliana ha concluso il giro di visite tenutesi in questi giorni presso il 61° Stormo di Galatina (LE), il 72° Stormo di Frosinone (FR) e il Centro Addestramento Equipaggi Multi Crew (CAE MC) di Pratica di Mare (RM), Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare.

a cura di Aeronautica Militare
anteprima logo Stato Maggiore Difesa TF Praesidium costituisce il 1° team joint 23-11-2017

Si è conclusa la prima settimana di attività del Mosul Dam Civil Affair Team, il gruppo cui partecipano la TF Praesidium e le Forze di Sicurezza irachene presenti nell’area della Diga

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima logo RID Quattro nuovi mezzi da sbarco per la MM 22-11-2017

Il Cantiere Navale Vittoria sta costruendo i 4 nuovi mezzi da sbarco destinati alla nuova LHD della MM.

a cura di Eugenio Po
anteprima logo RID La scomparsa del sottomarino SAN JUAN 21-11-2017

Non dà segni di vita da mercoledì 15 novembre. E dopo quasi 6 giorni di black-out, la preoccupazione circa la sorte del sommergibile argentino SAN JUAN, e dei 44 militari presenti a bordo, non può che aumentare trasformandosi in rassegnazione.

a cura di Giuliano Da Frè
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Afghanistan – conclusa EAP italiano 21-11-2017

"Le Forze afgane, assistite dagli advisor italiani, hanno consolidato la loro presenza ed esteso il controllo nel distretto di Shindand"

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima logo RID La Norvegia riceve il primo AW-101 SAR 20-11-2017

Leonardo ha annunciato oggi la consegna al Ministero della Giustizia e Pubblica Sicurezza norvegese del primo dei 16 elicotteri AW-101 SAR ordinati nel 2013 con un contratto da oltre 1,1 miliardi di euro. La macchina aveva lasciato lo stabilimento di Leonardo a Yeovil, Regno Unito, il 17 novembre per volare alla volta della base aerea di Sola nel sud della Norvegia, dove comincerà un periodo di collaudi e valutazioni operative prima di entrare in servizio con l’Aeronautica Norvegese nel 2018. Le consegne continueranno fino al 2020 e gli elicotteri saranno distribuiti su 6 diverse basi operative. L’AW-101 norvegese, assieme all’AW-101 CSAR dell’AM, rappresenta il top di gamma del triturbina ed è nella fattispecie dotato di un pacchetto di equipaggiamenti SAR all’avanguardia comprendente il radar di sorveglianza AESA a facce fisse OSPREY, capace di garantire una copertura a 360°, un avanzato autopilota, 2 verricelli di salvataggio, faro di ricerca, dispositivi elettro-ottici e un sistema integrato avionico e di missione. Altri equipaggiamenti includono sistemi per il rilevamento di telefoni cellulari e di allerta di prossimità degli ostacoli, un radar meteo, apparecchiature elettromedicali e una console di missione. Ulteriori approfondimenti su RID 1/18.

a cura di Redazione
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Sei sospettati di pirateria fermati da Nave Fasan 19-11-2017

Il giorno 19 Novembre, Nave Virginio Fasan ha intercettato e sottoposto a fermo un gruppo di sei persone sospettate di atti di pirateria. I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer e di un peschereccio d’altura, battenti rispettivamente bandiera Panamense e delle Seychelles.

 

a cura di Stato Maggiore Difesa
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