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anteprima logo RID Una DARPA francese

In virtù del cambio di governo e dell’aumento delle spese militari francesi, la LPM (Loi de Programmation Militaire) è ricca di novità, piccole e grandi. La riforma della Direction Géneral de l’Armement (DGA) è tra quelle meno vistose ma più significative. La DGA è l’ente francese deputato a ricerca, elaborazione dei requisiti, valutazione e acquisizione dei sistemi d’arma francesi, nonché della loro vendita all’estero. In breve, la DGA è dedicata all’innovazione, sia in termini di vantaggio tecnologico sull’avversario che in termini di competitività per aprire nuovi mercati alle imprese francesi. Al fine di creare la miglior sinergia possibile tra gli attori che sostanziano queste dinamiche, nel 2016 la DGA ha varato l’iniziativa DGA Lab, ovvero un punto di incontro tra civili e militari che coinvolge Forze Armate, esperti provenienti dai 9 centri di ricerca della DGA, università e industria. Con la collaborazione delle aziende di consulenza strategica CEIS e Sopra Steria, la DGA indice delle sessioni periodiche a tema in cui i partecipanti hanno occasione di presentare le nuove tecnologie e/o preconizzarne un futuro impiego militare. In questo modo, la DGA si prefigge di tenere il polso delle tecnologie emergenti che potrebbero interessare le Forze Armate, non solo di quelle che riguardano i programmi in sviluppo. Il Ministro della Difesa Florence Parly, in accordo con il Delegato Generale Joël Barre, ha recentemente presentato alla Commissione Difesa dell’Assemblée Nationale un progetto ancora più ambizioso, ovvero trasformare il DGA Lab in una realtà simile alla DARPA statunitense. Si tratta di un approccio diverso ai temi dell’innovazione tecnologica in ambito Difesa. Al momento, la selezione delle tecnologie di interesse militare avviene con un approccio tendenzialmente “top-down”. Le tecnologie da esplorare vengono individuate a monte, e gli attori ritenuti rilevanti invitati alle sessioni. Il “modello DARPA” funziona diversamente: le tecnologie civili d’avanguardia vengono reputate automaticamente di interesse strategico. Il loro sviluppo consente al paese di alimentare il proprio sistema di innovazione a prescindere dal fatto che tali tecnologie abbiano un immediato contenuto di interesse militare – e gli Stati Uniti ritengono questo processo strategico in sé. Tornando alla Francia, il mutamento è reso necessario dalle dinamiche che muovono l’innovazione tecnologica oggi. Un tempo la ricerca militare era il propulsore dell’innovazione e le tecnologie civili erano spesso uno spin-off di quelle militari. Dunque, il settore Difesa era leader indiscusso dell’innovazione. Se per alcuni settori questa dinamica rimane ancora oggi, per esempio nel settore aerospazio, in molti altri le aziende civili si innovano autonomamente a ritmi frenetici in settori chiave come i teleguidati, l’informatica, gli algoritmi per l’analisi, la simulazione, l’optronica, i nuovi materiali, l’intelligenza artificiale e molti altri. È dunque necessario che le innovazioni con potenziale di crescita siano all’interno degli “schermi radar” della DGA, sia per il ruolo classico di garanzia del vantaggio tecnologico che per l’esigenza, recentemente sentita da molti Paesi europei (e dall’UE stessa), di mappare le tecnologie con potenziale di sviluppo per evitare che queste vengano acquisite, sul libero mercato, da Paesi ostili. Il Ministro Parly ritiene che il modello adottato dalla statunitense DARPA sia quello ideale per avere sempre il polso della situazione nel campo dell’innovazione, anche in quei casi in cui questa non riguarda immediatamente il processo di modernizzazione delle Forze Armate (ma potrebbe averlo in futuro). In virtù di queste considerazioni, il DGA Lab si trasformerà in Innovation Defénse Lab che, al di là dei giochi linguistici, permetterà alla DGA di mappare e valutare le tecnologie civili disponibili in maniera sistemica ed acquisire quelle più interessanti – pur mantenendo in “terreno di coltura” le altre. Sebbene non sia specificato nei materiali oggi disponibili, è probabile che il Ministero della Difesa francese abbia in mente anche un possibile impatto positivo sulla promozione delle aziende francesi all’estero. Da questo punto di vista, la DGA è espressione di un sistema-paese che consente alle aziende francesi del settore di ottenere dall’estero circa un terzo del loro fatturato. Al di là delle ricadute tecnologiche, è lecito supporre che in cambio della propria disponibilità, le aziende civili avrebbero opportunità di vendita sia in Francia che all’estero. Per dare un’idea dell’impatto che una decisione di questo genere può avere sui rapporti tra ciclo di innovazione e Forze Armate, ricordiamo che la DGA è oggi responsabile di circa 80 programmi della Difesa francese, sia in patria che in 20 Paesi esteri (cui si aggiunge una rappresentanza alla NATO e una presso l’UE). Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2016 i suoi 9.700 funzionari hanno gestito 10,8 miliardi di euro di commesse nazionali, 14 miliardi di commesse internazionali e 804 milioni di fondi per la ricerca. Trasformare il DGA Lab in un sistema nazionale di innovazione mette in moto una macchina molto capace al servizio dell’intero Paese. Viste le premesse, l’esperimento andrebbe tenuto d’occhio da vicino da parte italiana, considerando che l’analogo comparto nazionale insiste su alcuni mercati comuni, sia in collaborazione che, a volte, in competizione.

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Leonardo ha annunciato di aver ottenuto un contratto dal Ministero della Difesa del Regno Unito per fornire una suite di protezione elettronica per la nuova flotta di elicotteri da combattimento APACHE AH-64E GUARDIAN dell’Esercito. In base agli accordi con il Ministero della Difesa britannico e con Boeing, Leonardo integrerà sensori e contromisure per garantire a questi elicotteri il livello di protezione più elevato al mondo. Tale suite comprende il processore AGP (Aircraft Gateway Processor), l'RWR SG200-D (la una specifica variante della famiglia SEER realizzata dal Leonardo per gli elicotteri britannici) e riutilizzerà alcuni sistemi che sono attualmente a bordo della flotta di APACHE AH Mk1 dell’Esercito come l'LWR S1223, sempre di Leonardo, l'MWS AN/AAR-57 di BAE Systems ed il dispenser di contromisure VICON di Thales.

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Pochi giorni dopo che la US Navy ha annunciato la dismissione, entro il 2020, di 136 F/A-18 A-D HORNET dai propri VFA (su un totale di 270 aerei, comprendenti quelli riservati ai test, all’addestramento, alla Riserva ed ai Blue Angels) in favore dei SUPER HORNET – con quelli già in servizio che verranno aggiornati allo standard Block III, mentre altri 134 verranno acquistati ex novo nei prossimi 6 anni – lo USMC ha comunicato che gli apparecchi più recenti e giudicati in buone condizioni dei 136 in dismissione dalla Marina verranno acquisiti dai VMFA dei Marines, mentre i restanti verranno cannibalizzati come fonte di pezzi di ricambio. Inoltre, è probabile che i velivoli provenienti dalla Marina possano essere sottoposti al programma “Lethality Upgrade” già in corso per l’attuale flotta di HORNET dei Marines. Tale aggiornamento prevede l’imminente integrazione del kit di guida laser BAE APKWS per razzi da 70 mm - con un primo Squadron già operativo (il VMFA-314 BLACK KNIGHTS) – e dei missili aria-aria AIM-120D AMRAAM ed AIM-9X Block II e del pod per il jamming INTREPID TIGER II che dovrebbero essere adottati entro la fine del 2018. Per quanto riguarda le capacità aria-sup, è in corso di valutazione l’integrazione di diversi armamenti, tra cui le Joint Direct Attack Munition — Extended Range (JDAM-ER), le GBU-53/B Small Diameter Bomb (SDB) II, nonché la versione C1 del missile stand-off AGM-154 Joint Stand-Off Weapon (JSOW). E’ prevista, inoltre, l’adozione del del pod di targeting LITENING. Ulteriori approfondimenti su RID 5/18.

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anteprima logo RID Tripoli: nave CAPRERA rileva nave CAPRI

Si svolge oggi il “passaggio di consegne” tra nave CAPRI e nave CAPRERA nell’ambito della Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia (MIASIT).

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anteprima logo RID Nuova vita per il ponte galleggiante PFM

Non tutti i sistemi sviluppati nel corso della Guerra Fredda, quindi per il teatro operativo europeo, sono in grado di adattarsi ai nuovi scenari. Tuttavia, tenendo conto dei bilanci e delle priorità nel rinnovamento degli equipaggiamenti, dare alle Forze Armate la possibilità di aggiornare i loro sistemi significa consentire loro di mantenere intatte determinate capacità operative e, possibilmente, ampliarle grazie a un incremento di flessibilità dei sistemi stessi.

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anteprima logo RID L'Italia guarda al nuovo cruise europeo

Secondo quanto risulta a RID, anche l'Italia potrebbe entrare nel programma FC/ASW (Future Cruise/Anti Ship Wepon) per lo sviluppo di un nuovo missile da crociera con il quale rimpiazzare STORM SHADOW/SCALP (nella foto), TOMAHAWK, EXOCET ed HARPOON. Inizialmente, il nostro Paese potrebbe essere invitato come osservatore e questo potrebbe già accadere il prossimo anno, ovvero prima del termine della fase di studio in corso. Ricordiamo che il programma è stato lanciato da Francia e Regno Unito nel marzo 2017 e riguarda una valutazione triennale sul concetto ed i requisiti, al termine della quale si partirà con la fase di dimostrazione e sviluppo vera e propria. Il programma è indubbiamente fondamentale per l'autonomia strategica dell'Europa e considerando che l'Italia è un utilizzatore dello STORM SHADOW, impiegato con grande successo dai bombardieri TORNADO durante la campagna di Libia, è logico pensare ad una partecipazione dell'Italia a questa iniziativa, all’interno della quale portare l’esperienza nel frattempo già accumulata con il TESE MK2/E, “nuovo TESEO”, il cui finanziamento è già stato approvato e per il quale si potrebbe firmare il contratto già entro quest’anno. Infine, un’ultima osservazione: i missili che il "futuro cruise" dovrà rimpiazzare sono diversi, così come sono diverse le capacità, le portata, ecc, che essi esprimono. Pertanto, si potrebbe ipotizzare anche allo sviluppo di più di un nuovo ordigno con, tuttavia, forti elementi di comunalità tecnologica. Ulteriori aggiornamenti su RID 5/2018.

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anteprima logo RID MBDA: i risultati 2017

Oggi si è tenuta a Roma l'annuale conferenza stampa di MBDA dedicata alla presnetazione dei risultati finanziari e commerciali del 2017. Il colosso missilistico europeo ha annunciato di avere registrato nel 2017 - e per il quinto anno consecutivo - ordini record pari a 4,2 miliardi di euro e ricavi per 3,1 miliardi di euro, con il portafoglio ordini più alto di sempre e pari a ben16,8 miliardi di euro.

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anteprima logo RID Al via il progetto OCEAN 2020

Leonardo ha firmato oggi l’accordo di finanziamento per OCEAN2020, il più importante progetto relativo al bando di gara del Fondo Europeo per la Difesa sulle tecnologie per la sicurezza marittima, finanziato dall’Unione Europea e implementato dall’Agenzia Europea per la Difesa (EDA). Quest’ultima agirà in qualità di contracting authority, nell’ambito del programma “Preparatory Action on Defence Research”.

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Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito in visita alla Brigata Pinerolo in addestramento a Lecce.

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anteprima logo Marina Italiana Brigata San Marco,conclusa l'esercitazione italo-spagnola FTX 2-18

Brigata Marina San Marco, conclusa l'esercitazione italo-spagnola Field Training Exercise 2-18

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anteprima logo RID Altri 4 M-346 per la Polonia

Leonardo e il Ministero della Difesa della Polonia hanno firmato un contratto per la fornitura di 4 ulteriori velivoli M-346 Advanced Jet Trainers (AJT) che, entro il 2020, si uniranno alla flotta di 8 aerei già in servizio con l’Aeronautica Polacca. Il contratto ha un valore di oltre 115 milioni di euro e include opzioni per altri 4 aerei e il relativo supporto logistico.

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anteprima logo RID Nuovo test per il segretissimo missile LRASM

Durante la prima settimana di marzo, la Lockheed Martin ha effettuato il sesto test di lancio del nuovo missile antinave a lungo raggio AGM-158C LRASM. Il missile, lanciato da un bombardiere B-1B del 337° Test Squadron della Dyess AFB, ha colpito con successo il proprio bersaglio – un portacontainer - situato nel Sea Test Range al largo di Point Mugu, in California. Il LRASM è un missile stand-off (con gittata stimata in 550/600 km) a bassa tracciatura radar e ad alta precisione, basato sull’architettura del missile aria-sup AGM-158B JASSM-ER (Joint Air-to-Surface Standoff Missile - Extended Range) – da cui differisce nella suite sensoristica, nel seeker e nel sistema di guida, sviluppati da BAE Systems e nel sistema propulsivo (aspetti rispetto ai quali finora non si sa pressochè niente, anche se pare che il seeker, multimodale, abbia un canale IIR ed uno radar passivo) - ed è progettato per eliminare bersagli specifici all’interno di un gruppo navale anche in scenari fortemente “inquinati” da bolle EW, grazie alla capacità di targeting autonomo (implementata con, pare, “pezzi” di intelligenza artificiale). Secondo i programmi, il missile verrà integrato sui bombardieri B-1B dell’USAF (fino a 24 missili alloggiabili nelle weapons bays) entro la fine del 2018, mentre la IOC sugli F/A-18E/F SUPER HORNET (fino a 8 missili agganciabili ai piloni subalari) della Marina è prevista entro la prima metà del 2019, e soddisferà l’urgente requisito operativo Offensive Anti Surface Warfare Increment 1 della US Navy, riguardante l’adozione di una nuova arma a lungo raggio per incrementare le proprie capacità offensive ASuW rispetto a quelle attualmente garantite dagli HARPOON. Non va dimenticato, inoltre, che il LRASM può essere alloggiato nei canister dei VLS Mk41 presenti su diverse navi di superficie della US Navy. Infine, il missile viene valutato anche come modello da cui partire per lo sviluppo di nuovi missili ipersonici – tra cui lo scramjet HAWC (Hypersonic Air-breathing Weapon Concept) - attualmente in fase di studio congiunto tra DARPA e Laboratorio di Ricerca dell’Air Force (AFRL).

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