anteprima F-35 diventa il principale programma della Difesa 03-10-2017

Da quest'anno il caccia multiruolo F-35 è diventato il più importante programma della Difesa italiana con uno stanziamento di 724 milioni di euro. Si tratta del finanziamento più cospicuo, superiore anche a quello per il caccia Eurofighter TYPHOON (che quest'anno ottiene a bilancio 717 milioni di euro), tra quelli che vanno a sostene i programmi di acquisizione del Ministero della Difesa. I fondi per l'F-35 , tutti rigorosamente inscritti nel bilancio ordinario della Difesa, saliranno poi a 727 milioni nel 2018 ed a 747 milioni nel 2019 consentendo di sostenere la cosiddetta Fase 1 del programma, ovvero la fase associata allo sviluppo ed all'acquisizione dei velivoli appartenenti ai lotti di produzione LRIP (Low Rate Initial Production). Tale fase doveva terminare nel 2019, ma è slittata di un anno a causa del ritardo della conclusione della fase di sviluppo del velivolo. Nel 2021 partirà poi la Fase 2 relativa alle acquisizioni pluriennali di serie. Ad oggi, l'Italia ha ordinato 15 aerei, compresi i 3 del LRIP 11 (2 F-35A ed un F-35B), e 4 sono già dispiegati presso la base di Amendola dell'Aeronautica dove stanno conducendo l’attività addestrativa. Si tratta di velivoli dotati di software Block 3i/2B, mentre una versione iniziale del Block 3F, ovvero del software che garantisce al velivolo una completa capacità bellica, è in fase d’introduzione sugli F-35A della base adedstrativa di Luke (Arizona) e sugli F-35A del 34° Fighter Squadron di Hill (Utah), i cui velivoli dovrebbero essere rischierati nel Pacifico entro l’anno, nonché sugli F-35B del VMFA-121 “Green Knights” dei Marines già presenti nella base aerea giapponese di Iwakuni.  La release finale del Block 3F è prevista per metà del 2018, con un ritardo di oltre un anno rispetto ai programmi iniziali.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Ecco la prima base USA in Israele 02-10-2017

Il 18 settembre gli Stati Uniti hanno ufficialmente comunicato la loro prima presenza fissa in territorio israeliano, la Site 883 Life Support Area. Una piccola cerimonia si è tenuta sulla base militare di Mashabim, nel deserto del Negev, che già ospita altri reparti dell’Israeli Air Defense Command (il comando della difesa aerea israeliana che gestisce la difesa missilistica). Il complesso statunitense comprende alcune palazzine destinate ad ospitare i militari dello U.S. European Command (EUCOM) che gestiscono il radar mobile antimissile AN/TPY-2, schierato nel Negev dal 2009. Sebbene si tratti di un sedime piccolo, in grado di accogliere tra i 40 e i 100 uomini, sia Israele che gli Stati Uniti hanno enfatizzato molto l’evento, il quale è il punto di arrivo di una serie di accordi stipulati con il Presidente Obama a partire 2008, e confermati nel tempo. Gli ufficiali israeliani hanno parlato di “base statunitense” in territorio israeliano, mentre gli Stati Uniti hanno cautamente precisato che si tratta di una “facility logistica” all’interno di una base israeliana. Poco cambia, in realtà, sul ruolo statunitense in Israele, specialmente da quando è stato schierato il radar. Infatti, sebbene almeno parte del contingente si stabilirà nei pressi del kibbuz di Mashabei Sadeh, la posizione reale del radar è poco chiara. Alcune fonti lo riportano presso la facility radio di Dimona, altre presso la base aerea di Ramon, altre ancora presso la base aerea di Nevatim o addirittura presso una postazione fissa dell’intelligence israeliana sul monte Keren. Più probabilmente, il sistema non ha una postazione unica e si sposta periodicamente proprio per non dare punti di riferimento. L’AN/TPY-2 è un radar mobile in banda X ad altissima risoluzione e lungo raggio. Il sistema è autocarrato e comprende una grande antenna rettangolare con superficie di oltre 9 m2 (contenente oltre 25.000 moduli), un centro comando, generatori di energia, modulo supporto tecnico e alcuni container logistici, cui si aggiungono i veicoli di una piccola scorta. Tutto è costruito per operare in condizioni climatiche estreme, incluso l’ambiente desertico. Il TPY-2 può operare in 2 modalità: “forward-based mode”, in funzione di sorveglianza e pre-allarme a livello regionale, e “terminal mode”, ovvero asservito al sistema anti-missile Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), per intercettare i missili balistici nella fase terminale del rientro in atmosfera. L’AN/TPY-2 presente nel Negev è utilizzato in modalità forward-based, configurazione che permette di acquisire, tracciare, discriminare, classificare, identificare e calcolare la traiettoria di minacce balistiche di ogni natura (SRBM, MRBM, IRBM e LRBM) a partire dalla fase di lancio. In questa modalità, il raggio d’azione del radar supererebbe i 5.000 km contro i “soli” 1.000 km di quando utilizzato in “terminal mode”. La grande portata consentirebbe agli Stati Uniti di scoprire il lancio di un missile balistico 6-7 minuti prima dei radar GREEN PINE/SUPER GREEN PINE israeliani (accreditati di 500 e 8-900 km rispettivamente) che servono le batterie del sistema antimissile ARROW-2/3, raddoppiandone il preavviso – gli israeliani avrebbero 11-13 minuti per reagire invece di 5-6. Tuttavia, la gestione delle informazioni rimane esclusivamente statunitense. Il TPY-2 rappresenta uno dei nodi della BMD (Ballistic Missile Defense) americana, integrato grazie al Command and Control, Battle Management and Communications (C2BMC) della Missile Defense Agency (MDA). E’ probabile che le 2 vistose antenne fisse installate a sudovest del Negev Nuclear Research Center servano proprio ad assicurare (o facilitare) il collegamento diretto e continuo tra il TPY-2 e gli Stati Uniti. In caso di lancio, sarebbe quindi la catena di comando statunitense ad avvertire prontamente gli israeliani della minaccia in arrivo, migliorando ulteriormente la già impressionante reattività delle batterie ARROW-2/3 e DAVID’S SLING. In questo modo gli Statunitensi si garantiscono il diretto e completo flusso di informazioni, mentre gli Israeliani si assicurano che gli Stati Uniti siano coinvolti fin dalle prime fasi di un confronto militare di questo livello.

a cura di Marco Giulio Barone
anteprima Cambio alle Contromisure Mine 02-10-2017

Oggi 2 ottobre alle ore 10:00, presso la Banchina Giovannini della Base Navale di La Spezia, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al Comando delle Forze di Contromisure Mine ed Idrografiche tra il Contrammiraglio Enrico Pacioni, cedente, ed Il Contrammiraglio Davide Berna, subentrante. Il passaggio di consegne è stato presieduto dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano. Il Contrammiraglio Enrico Pacioni ha ceduto il Comando dopo un anno, per assumere a Cagliari l’incarico di Comandante del Comando di Supporto Logistico della Marina, durante il quale ha preso parte a diverse attività operative, inclusa l’Operazione MARE SICURO, di cui ha appena ceduto il comando.

a cura di Marina Militare
anteprima Mosul: alpini sulla diga 02-10-2017

Nei giorni scorsi, presso la Diga di Mosul, si è conclusa una complessa attività di verifica dei lavori di ricostruzione di un ponte, condotta da una squadra di alpinismo della Task Force “Praesidium” a favore del personale del US Army Corps of Engineers (il Corpo ingegneri dell’Esercito statunitense).

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima CyberTech 2017 29-09-2017

Il 26 e il 27 settembre si è svolta a Roma la 2ª edizione del CyberTech, evento organizzato in collaborazione con Leonardo, uno dei principali appuntamenti del settore a livello mondiale e al quale hanno partecipato le principali aziende del settore e i soggetti istituzionali ad esso legati. Durante la 2 giorni di conferenze ed esposizioni sulle ultime innovazioni del mondo virtuale, il tema principale è stato quello della cybersecurity; in particolare, le iniziative europee in tema di standardizzazione delle politiche di sicurezza cyber, le strategie di sviluppo dei principali player mondiali, le applicazioni nelle infrastrutture critiche e nei sistemi di utilizzo quotidiano e la capacità di innovazione di Università, start up e delle PMI europee. A tal proposito, infatti, ci sono da considerare gli elementi emersi da alcune stime di mercato, che parlano dell’80% delle imprese europee colpite da attacchi cyber nell’ultimo biennio, il 71% dei quali effettuati ai danni di aziende con meno di 100 dipendenti. Inoltre, secondo uno studio pubblicato da Accenture nel 2017, il costo medio dei crimini informatici a livello mondiale ha raggiunto 11,7 milioni di dollari per azienda (6,73 milioni la media per le aziende italiane), con un aumento del 23% rispetto al 2016 dovuto in larga parte ad attacchi malware come WannaCry e Petya. Tra i vari relatori, presenti l’AD di Leonardo, Alessandro Profumo, il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, e diversi esponenti di aziende leader nel settore (Kaspersky, RSA, Cisco, Accenture) e di istituzioni internazionali (Commissione UE, Parlamento Europeo), nazionali (MISE, Ministero dell’Interno, DIS, Polizia Postale, ENAV) e di altri paesi (Regno Unito, Israele, Estonia). Nel suo intervento d’apertura dei lavori, l’AD di Leonardo Alessandro Profumo ha sottolineato come “la cybersecurity rappresenti una priorità assoluta, nella quale Leonardo riconferma il proprio impegno per lo sviluppo tecnologico e la cooperazione/sinergica tra settore pubblico e privato, ma anche tra i vari Paesi e tra agenzie ed aziende, vitale per creare un fronte comune nella lotta al cybercrime”. Sinergie che possono essere create: aumentando la percezione del rischio; facendo gioco di squadra, soprattutto in Europa seguendo la Direttiva NIS (Network & Information Security) che impone l’adozione di misure di sicurezza comuni; unire pubblico e privato come sistema Governo-Industria-Università, sulla falsariga di quanto sta realizzando Israele con il distretto tecnologico di Silicon Wadi che ospita Università, centri di ricerca, grandi aziende, organizzazioni istituzionali e start-up; innovare continuamente, puntando ad una nuova generazione di prodotti con tecnologie duali; sviluppare competenze cyber; valorizzare le start-up attive in tale settore; aumentare la competitività. L’AD ha proseguito ricordando come “la tecnologia non può esistere senza le persone, ragion per cui diventa assolutamente necessario investire nella formazione per diffondere la cultura della sicurezza”. Riguardo agli investimenti, Profumo ha parlato di una spesa nel settore della cybersecurity “in forte crescita nel prossimo futuro. Se fino a oggi, di fatto, la sicurezza informatica si è concentrata su come reagire a un attacco – ha spiegato – ora la nuova frontiera è rappresentata dallo sviluppo di strumenti di cyber intelligence che prevedono e anticipano le mosse del nemico”. E, in tal senso, andranno indirizzati nuovi investimenti. Secondo i dati elaborati da Leonardo, infatti, il mercato globale della cybersecurity passerà da 120 miliardi di euro nel 2017, a circa 180 nel 2021. All’interno di tale cifra, l’Europa rappresenta il 25% del mercato, con un valore economico che nel 2021 raggiungerà i 44,6 miliardi di euro. Molti degli argomenti evidenziati da Profumo sono stati ripresi dall’intervento del Ministro Pinotti, che ha sottolineato come “l’ampia partecipazione di aziende attive nella cybersecurity all’evento, testimonia l’importanza del settore per il funzionamento dei servizi della società e di come ciò renda imprescindibile una sua tutela. Una tutela dal cybercrime che non deve essere di dominio esclusivo dello Stato e delle istituzioni pubbliche, il cui ruolo resta importante nell’ambito delle risorse destinate alla cybersecurity, ma anche dei privati, dai singoli alle grandi aziende informatiche. Gli attori tecnologici attivi nel settore cybersecurity devono essere coinvolti nei temi dello Stato, serve collaborazione ad ogni livello, ma è un terreno importante per costruire partnership tra pubblico e privato”. Il Ministro ha proseguito il suo intervento ricordando come “troppo a lungo sia stato sottovalutato il potenziale cyber anche nell’ambito terroristico e, in particolare, nella radicalizzazione degli individui e di come, ad oggi, le capacità offensive cyber siano di livello elevato, laddove le capacità di difesa non sono ancora al passo”. “Un settore, quello cyber – ha concluso il Ministro - dove la deterrenza risulta estremamente difficile, soprattutto a causa dell’enorme difficoltà nell’individuazione del soggetto attaccante, per il contrasto dei quali servono soluzioni nuove”. Mark Sayers, Vice Direttore del Cyber & Government Security Cabinet Office del Regno Unito, ha evidenziato come il Governo britannico abbia iniziato a lavorare su una comunicazione più efficace tra istituzioni e cittadini, in modo da semplificare i messaggi che arrivano in ambito cyber, ed aumentare la consapevolezza, dando messaggi positivi su ciò che può essere fatto. Altro elemento fondamentale, ricordato da Sayers, è quello riguardante “la stretta collaborazione, che nel Regno Unito avviene già da qualche anno grazie all’esistenza di diversi programmi di cooperazione, tra le startup operative nel settore sicurezza ed il Governo. Tuttavia – ha concluso Sayers - è necessario superare i confini nazionali e creare una vera collaborazione per avere un’Europa più sicura in tale ambito. Come detto, oltre a conferenze e workshop, al CyberTech era presente un grande spazio espositivo con i vari stand delle aziende attive nel settore, con una nutrita rappresentanza di società israeliane: dal gigante della difesa IAI - Israel Aerospace Industries a ben 13 startup (BitDam, Commugen, Crusoe Security, CybInt, GuardiCore, Idefend, Minerva, NsKnox, SecBI, SecuPi, SIGA- SCADA, Reblaze e Votiro). Tra gli stand di aziende italiane, oltre a quello di Leonardo, particolarmente interessante quello di CY4GATE, dove è stato possibile assistere ad una demo dell’eccellente sistema D-SINT (Digital and Spectrum Intelligence System), una piattaforma integrata di Cyber Intelligence, basata su intelligenza artificiale, che utilizza un'architettura flessibile e open, con l’obiettivo di: gestire e sostenere il ciclo strategico delle organizzazioni, estrapolare informazioni su un tema target a partire da grandi volumi di dati, ridurre i tempi di risposta per prendere decisioni, presentare e diffondere informazioni chiave ai decision maker.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Nuova ala per l'AW-609 29-09-2017

Il gruppo Magnaghi ha lanciato un progetto, nell’ambito del programma di ricerca europeo CLEAN SKY 2, per sviluppare un’ innovativa ala in composito per il convertiplano civile Leonardo Elicotteri AW-609. La nuova ala contribuirà ad un sostanziale incremento di prestazioni in termini di efficienza aerodinamica e riduzione del peso grazie all’impiego di avanzate tecniche di progettazione ed innovative tecnologie di produzione ed assemblaggio a basso impatto ambientale. Ciò consentirà inoltre di incrementare sensibilmente il rapporto tra efficienza e costi di gestione nonché ridurre significativamente le emissioni di CO2 e l’inquinamento acustico del velivolo. Questo ambizioso progetto, che mira a sviluppare un prototipo di nuova ala in due anni e mezzo, rappresenta una concreta occasione di crescita per il Gruppo Magnaghi, in quanto naturale evoluzione delle competenze maturate durante il programma Bombardier C-Series sul quale è impegnato dal 2009 in progettazione, test, certificazione e produzione di flaps, spoiler e porte carrello. L’avanzata proposta tecnica, presentata alla Comunità Europea con acronimo TWING, è stata realizzata in collaborazione con partner internazionali tra cui importanti centri di eccellenza come il CIRA, che avrà il ruolo di coordinatore, l’Università di Napoli Federico II ed altre 3 PMI, di cui 2 della Regione Campania (OMI e SSM) ed una tedesca (IBK), con consolidata esperienza nei rispettivi settori di competenza. La compagine di progetto sarà guidata da MAGNAGHI e SALVER in qualità di leader industriali per una quota parte di attività pari a circa il 60% dell’intero progetto. MAGNAGHI sarà responsabile delle attività di progettazione e qualifica a supporto di Leonardo per l’ottenimento dell’autorizzazione al volo. Invece SALVER sarà responsabile delle attività di produzione, assemblaggio ed ispezioni non distruttive dell’ala.

a cura di Redazione
anteprima STX e la partita sul futuro della cantieristica 28-09-2017

Alla fine, con un colpo da industria creativa, è uscito fuori un compromesso su STX che fino ad un mesetto fa era veramente difficile pronosticare. L'Italia ottiene il controllo operativo ed industriale di STX France/Chantiers de l'Atlantique, ma la Francia, con lo Stato e Naval Group (più industrie locali e dipendenti), mantiene la parità azionaria. Un impossibile reso possibile dal prestito azionario dell'1% da parte dello Stato francese a Fincantieri che, così, potrà di fatto controllare il cantiere e nominare AD e Presidente. La Francia avrà il diritto di veto sulle nomine e potrà, qualora Fincantieri non mantenga certi impegni in termini di livelli occupazionali e trasferimenti tecnologici, ritirare il prestito. A quel punto, però, Fincantieri si avvarrebbe del diritto di rivendere il 50% ai Francesi che così si ritroverebbe un'altra volta Chantiers de l'Atlantique tra le mani. L'accordo – dopo che Macron aveva stracciato il precedente siglato tra Italia e Francia con Hollande Presidente – permette di salvaguardare gli interessi francesi, e soprattutto la faccia francese, garantendo allo stesso tempo l'aspirazione italiana a controllare il cantiere, aspirazione legittimata dal fatto che Fincantieri aveva

a cura di Pietro Batacchi
anteprima IDS sigla un accordo con Siemens PLM 28-09-2017

Nel corso del convegno MEET 2017, IDS, Ingegneria dei Sistemi, ha annunciato la sottoscrizione di un accordo strategico con Siemens PLM Software, società specializzata nei software di progettazione. Siemens PLM Software è una business unit con circa 20.000 dipendenti della Divisione Siemens Digital Factory, che a sua volta fa parte della conglomerata Siemens (circa 350.000 dipendenti). Venendo più nel dettaglio all’accordo, esso riguarda l’inserimento della GALILEO Suite e delle soluzioni CAE elettromagnetiche sviluppate e realizzate da IDS nel “pacchetto” integrato di progettazione e simulazione Simcenter3D di Siemens PLM. Più in generale questa partnership prevede che Siemens possa beneficiare dell'esperienza e del know-how di IDS nel campo dell’elettromagnetismo applicato alle fasi di test e dell’engineering. IDS possiede infatti di grandi competenze nel campo dell’elettromagnetismo (in particolare delle alte frequenze) disponendo sia di capacità di progettazione e realizzazione di sistemi, sia di pacchetti software molto avanzati specifici per la progettazione, la simulazione ed il test. Per fare un paio di esempi pratici, i prossimi campi di applicazione di questo accordo strategico dovrebbero riguardare il mondo automobilistico (automotive) ed il cosiddetto “Internet of Things” (internet degli “oggetti”). Nel primo caso Siemens considera estremamente utili le competenze di IDS (e le sue suite software) nell’ambito delle attività di realizzazione delle automobili a guida autonoma (settore molto attuale e sul quale tutte le grandi case automobilistiche stanno investendo). Naturalmente la automobili in grado di “guidare” in modo autonomo saranno dotate di molti sensori elettronici (radar, telecamere, ecc..): fondamentale sarà quindi capire se e come tali apparati potranno funzionare ed interagire con quelli dei veicoli vicini senza disturbarsi (senza provocare interferenze pericolose). Per di più i prototipi dei veicoli dotati guida “automatica” non potranno essere testati su strada nel traffico (per ovvie ragioni di sicurezza) ma si renderanno necessarie campagne di simulazione quanto più possibile realistiche e accurate. In entrambi i campi, relativamente al mondo dell’elettronica delle alte frequenze, l’esperienza di IDS risulterà veramente fondamentale. Lo stesso discorso si può applicare al mondo dell’Internet of Things, cioè della messa in rete di molti oggetti di “uso comune”: anche in questo caso risulterà fondamentale nella loro progettazione conoscerne le caratteristiche elettromagnetiche (anche in dettaglio e per esempio relativamente al loro comportamento in caso di “interferenze”). Quindi, grazie a questo accordo, Siemens PLM potrà disporre di un pacchetto di progettazione e simulazione veramente completo in ogni suo aspetto (elemento fondamentale, poiché oggi si punta sempre più spesso a progettare in modo “multidisciplinare”, considerando contemporaneamente aspetti meccanici, elettronici, elettrici, fluodinamici, termici, ecc), mentre per IDS si apriranno mercati “civili” che prima le erano preclusi (poiché la società si era concentrata nell’ambito militare, nell’aerospazio e in poche nicchie civili).

a cura di Eugenio Po
anteprima Conclusa ZAPAD-17, un’esercitazione realistica 27-09-2017

Dal 14 al 20 settembre si è svolta l’esercitazione ZAPAD 2017 tra le Forze Armate di Russia e Bielorussia. Oltre a costituire il classico esempio di esercitazione congiunta – assieme all’altro importante evento addestrativo SHCHIT SOYUZA - inserita nel framework di un accordo firmato tra i presidenti Lukashenko e Medvedev nel 2009 - questo tipo di esercitazione “copre” anche l’altro grande evento addestrativo delle Forze Armate del Cremlino che, annualmente, coinvolge uno dei 4 distretti militari russi (in attesa della prima grande esercitazione che coinvolga il 5°, relativo alla regione Artica). Lo scorso anno fu la volta di quello meridionale con la CAUCASUS 2016, preceduta da quello centrale (2015) e da quello orientale (VOSTOK 2014). Formalmente, la ZAPAD (Ovest in lingua russa) ha visto la partecipazione di 12.700 uomini – dei quali 7.200 bielorussi e 5.500 russi -

a cura di Andrea Mottola