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Argomento Selezionato: Industria
anteprima logo RID Al via i test per il BriteCloud sui Typhoon della RAF

il Ministero della Difesa UK effettuerà test in volo con il BriteCloud di Leonardo nel Regno Unito e negli Stati Uniti per autorizzarne l’impiego operativo sulle flotte dei Typhoon entro il 2019. Lo scorso anno il sistema è entrato in servizio a bordo dei Tornado GR4 della RAF. Il BriteCloud è un dispositivo di ridotte dimensioni, basato su tecnologia “Active Expendable Decoy” (EAD), che protegge gli aerei da combattimento dalle minacce a guida radar più sofisticate. Leonardo è il principale fornitore di sistemi di protezione elettronica per velivoli militari nel Regno Unito

anteprima logo RID Il Gruppo Elettronica con Spherea per gli NH-90 tedeschi

Durante AOC EW Europe Show di Stoccolma, il Gruppo Elettronica ha siglato un accordo di collaborazione con Spherea relativo all’adozione di nuove soluzioni di test per sistemi ESM/RWR per elicotteri. L’obbiettivo, in particolare, sono gli NFH-90 della Marina Tedesca per i quali Elettroncia sta offrendo il suo RWR ELT-160, già selezionato da Esercito e Marina italiane per la flotta di NH-90 TTH.

anteprima logo RID Elettronica ad IMDEX Asia 2019
anteprima logo RID IDEF 2019: la Turchia al bivio

Si sta svolgendo in questi giorni, presso il centro Congressi Tuyap di Istanbul, il salone IDEF, tradizionale appuntamento con l'industria della difesa turca e vetrina privilegiata sul mercato centro-asiatico. IDEF, aperto dalla blindatissima visita del Presidente Erdogan, giunge quest'anno in un momento particolarmente delicato per la Turchia e per le sue relazioni con l'Occidente. La questione S-400, con le consegne dei primi sistemi previste per luglio, ha fatto precipitare al minimo le relazioni tra Ankara e gli USA che hanno reagito all'indisponibilità turca a rivedere il procurement del sistema antiaereo russo bloccando il trasferimento degli F-35. Tra l’altro tra S-400 ed F-35 c’è un'incompatibilità tecnica di fondo. Con il sistema antiaereo russo, infatti, il velivolo dovrebbe volare solo in maniera non stealth poiché rischierebbe altrimenti di essere abbattuto considerando che gli Americani non hanno nessuna intenzione di condividerne i codici di identificazione. Ma tant'è, l'attuale leadership della Turchia, capofila in tutto il Medio Oriente dell'Islam politico incarnato dalla Fratellanza Musulmana, non sembra voler mollare su questo punto e, anzi, sta intensificando le proprie relazioni con Mosca. Relazioni che, dopo l'S-400, potrebbero allargarsi anche al settore elicotteristico ed a quello dei caccia da combattimento, laddove, in questo secondo caso, se dovesse realmente naufragare la cooperazione turca sull'F-35, non vi sarebbero alternative se non quella di "andare" su prodotti come il Su-35S o lo stesso Su-57. Vedremo come questa intricata matassa si dipanerà nei prossimi mesi. Per il resto il salone sta dicendo molto sulle intenzioni della Turchia in ambito difesa anche se la crisi economica, con il crollo del valore della lira, sta rallentando i progetti più ambiziosi, a cominciare dalla fregate leggere classe ISTANBUL (MILGEM II). La prima unità è in costruzione e dovrebbe essere varata entro l’anno, ma su questo punto non c’è certezza, mentre le altre 3 al momento non sono finanziate. Resta però evidente la realtà di una crescita del comparto nazionale notevole negli ultimi anni. I numeri lo testimoniano. La Turchia ha ridotto negli ultimi anni la sua dipendenza dall'estero nel settore della difesa dall'80% al 35%, anche se per alcune tecnologie core tale dipendenza continua ad essere importante, e nel 2018 ha esportato poco più di 2 miliardi di euro. Per quest'anno si punta ad un export di 2,5 miliardi con i settori più rilevanti ancora rappresentati da ordigni, missilistica e mezzi terrestri. Per quanto riguarda i prodotti, al salone è stato esposto per la prima volta il mock up del nuovo UAV bimotore tipo MALE ANKA AKSUNGUR, il cui prototipo ha effettuato il primo volo il 26 marzo scorso, ed il prototipo del nuovo carro ALTAY in configurazione di serie T1 di cui verranno prodotti 40 esemplari nell’ambito di un contratto concesso a BMC nel novembre scorso. La TAI ha presentato anche una demo del futuro cockpit virtuale del caccia nazionale di nuova generazione TF-X ed ha riproposto, dopo l’esordio di Farnborough, il mock up del nuovo addestratore/attacco leggero a getto supersonico HURJET. L’azienda conta di effettuare il primo volo con l’HURJET nel 2022, ma considerando che ancor il velivolo è a livello di mockup tale previsione ci sembra particolarmente ottimistica. Del velivolo si stanno studiando le geometrie ed ancora non si ha idea della categoria di peso. Venendo all’Italia in primo piano c’è la presenza di Leonardo. L'azienda di Piazza Montegrappa ha rapporti molto forti e consolidati con la Turchia e con alcuni Paesi dell'Asia Centrale. Uno dei focus principali è in questo momento l'M-346, che potrebbe interessare la stessa Turchia, soprattutto qualora la vicenda F-35 dovesse sbloccarsi e in considerazione delle incertezze legate al progetto nazionale HURJET, ma anche altre realtà della regione. Del Pakistan abbiamo già scritto in passato, ma a ciò bisogna aggiungere il forte interesse dell’Azerbaijan (che ha un requisito per 12 macchine) e non solo. Non è un caso che nella giornata di oggi l'azienda abbia dedicato un briefing proprio alla IFTS (International Flight Training School) di Galatina, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle FA di diversi Paesi. In Turchia c'è in ballo pure il C-27J, ma la relativa gara è stata posticipata e verrà riformulata su nuove basi, mentre le consegne dei 6 ATR-72 TMPA verranno effettuate entro la fine del prossimo anno. Confermata invece la selezione del 76 mm SR, in configurazione single-feeding, per le 4 corvette classe ADA (MILGEM I) che la Turchia ha venduto al Pakistan sulla base di un contratto stipulato lo scorso autunno con la neonata ASFAT (che sembra destinata ad assorbire le competenze di STM). Tre unità saranno prodotte a Karachi mentre la prima negli Istanbul Military Shipyards. Per chiudere un accenno anche ad un’eventuale cooperazione tra Italia e Turchia sugli elicotteri da combattimento. Dopo il successo dell’operazione T-129 ATAK, che ha fruttato a Leonardo un notevole introito economico (senza dimenticare il mantenimento del controllo su alcune tecnologie core quali le trasmissioni), adesso si sta esplorando la fattibilità di una cooperazione pure sul nuovo elicottero d’attacco pesante ATAK 2. A tal proposito si sta verificando la possibile convergenza tra i requisiti turchi e quelli italiani espressi al momento nell’AW-249.

anteprima logo RID Piaggio Aerospace: ancora incertezze sul futuro

L’incontro svoltosi il 24 aprile scorso al MiSE su Piaggio Aerospace ha portato alcune novità di un certo rilievo sul futuro dell’azienda ligure attualmente in amministrazione straordinaria, ma non autorizza facili ottimismi, anzi. In particolare, nel breve periodo è previsto il riavvio delle attività di manutenzione dei velivoli P180 e della produzione degli stessi, nonché la finalizzazione della certificazione dell’UAV P1HH HAMMERHEAD e l'impegno su quest’ultimo fronte all'acquisizione di 2 sistemi (4 velivoli). L’acquisto di 4 sistemi, per un totale di 8 velivoli, prospettato lo scorso febbraio viene dunque meno anche se il comunicato del MiSE genericamente fa riferimento all'acquisizione di “altri sistemi” nel medio periodo con “l'obiettivo a lungo termine di avere in azienda le capacità per lo sviluppo di ulteriore tecnologia legata alle linee guida del Ministero della Difesa”. Secondo il Governo, ciò consentirebbe a Piaggio Aerospace di entrare nell’attività di progettazione di sistemi a livello europeo e, in particolare, nel programma EUROMALE. Un passaggio fondamentale e lo snodo attraverso il quale il Governo intenderebbe adesso rilanciare l’azienda da un punto di vista industriale, dopo lo scarso gradimento manifestato dall’Aeronautica per la prospettiva di rilancio precedente legata al solo UAV P1HH HAMMERHEAD (che l’AM non vuole). Tuttavia ritagliare adesso una quota di partecipazione per Piaggio Aerospace nel programma EUROMALE sembra alquanto difficile considerando che i giochi sono ormai fatti. Per l’Italia, Leonardo dovrebbe detenere un workshare nel progetto tra il 20 ed il 25%, mentre la capocommessa è Airbus ed un ruolo di rilievo spetta pure a Dassault. Alla luce di questo diventa difficile capire cosa potrebbe fare Piaggio Aerospace dentro l’EUROMALE, basti pensare che anche nel P2HH, programma al momento defunto, la “fetta” di Leonardo era notevolmente cresciuta (rispetto a quella posseduta nel P1HH) fino alla produzione di tutta l’ala e delle superfici mobili (oltre all’avionica ed al sistema di missione e di controllo). L’altro obbiettivo del Governo è creare con Piaggio Aeropsace “un polo unico per la manutenzione” , ma lo stesso comunicato del MiSE non specifica in maniera più dettagliata i termini della questione e quali attività in tale ambito verrebbero svolte oltre a quelle che attualmente Piaggio Aerospace già effettua come, per esempio, quelle sui P180 o sui motori degli MB339 o, ancora, le attività sui motori PW-206/207 (di cui l’azienda produce pure importanti componenti) degli elicotteri AW-109 ed AW-169. Le prospettive dell’azienda, pertanto, alla luce di questo ultimo incontro, restano se possibile ancor più incerte di prima, mentre il Commissario Straordinario continua la ricerca di un partner industriale e il 2 maggio inizia la cassa integrazione per i lavoratori.

anteprima logo RID Firmato il contratto per gli AW101 polacchi

Leonardo ha annunciato oggi la firma di un contratto del valore di circa 380 milioni di euro (1,65 miliardi di zloty) per la fornitura di 4 AW101 alla Marina della Polonia. Il contratto comprende anche servizi di supporto logistico e addestramento, ed è stato firmato alla presenza del Primo Ministro polacco, Mateusz Morawiecki, del Ministro della Difesa, Mariusz B?aszczak, e dell’Amministratore Delegato di Leonardo, Alessandro Profumo. La controllata di Leonardo in Polonia PZL-?widnik agirà in qualità di prime contractor e sarà responsabile per l’esecuzione del contratto. Le macchine sono destinate a vari compiti, compresi il contrasto alle minacce sottomarine, la ricerca e soccorso e il recupero di personale, con consegne entro il 2022. La firma di questo contratto fa seguito all’Accordo di Offset recentemente annunciato e del valore di circa 90 milioni di euro (400 milioni di zloty).

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