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Argomento Selezionato: Sicurezza
anteprima logo RID Secondo corso anfibio per personale libico

I militari della Brigata Marina San Marco addestrano le Forze Speciali della Marina libica

anteprima logo RID A caccia di droni con R&S®ARDRONIS

La minaccia dei droni commerciali, o rudimentali, è sempre più sentita. E quanto questa percezione sia fondata lo dimostrano i recenti accadimenti nel teatro oeprativo siriano con gli attacchi condotti da sciami di droni contro la base aerea di Jableh/Latakia.

anteprima logo RID La pistola mitragliatrice PMX

La nuova pistola mitragliatrice Beretta PMX in calibro 9x19 Parabellum, che è già stata adottata dai Carabinieri, ha l’onore e l’onere di rinverdire i successi della PM-12 in un segmento, quello dei mitra, davvero competitivo. L’arma ha molte qualità quali la leggerezza, l’ergonomia e la sicurezza.

anteprima logo RID L’Egitto e l’Operazione anti-ISIS SINAI 2018

Tra il 9 e l’11 febbraio, l’Egitto ha avviato un’operazione su larga scala, denominata SINAI 2018, contro le postazioni della Wilayat Sinai – costola egiziana del Daesh - situati nel Sinai centro-settentrionale, ma anche nell’area del delta del Nilo e nel deserto occidentale, nei pressi del confine con la Libia. L’offensiva egiziana è stata lanciata come risposta all’incremento degli attacchi del “Califfato” verificatisi negli ultimi 3 mesi, il primo dei quali avvenuto a novembre, quando un attacco contro la Moschea Sufi di Al Rawdah, nel Sinai del nord, causò 311 vittime. Secondo i dati divulgati dal Ministero della Difesa egiziano, i bombardamenti dell’Aeronautica – che ha eseguito tra le 35 e le 40 sortite - e dell’artiglieria dell’Esercito hanno eliminato 66 obiettivi (la maggior parte dei quali situati ad est di Rafah e a sud di Sheikh Zuwayid), tra cui 3 depositi di esplosivi C4 e TNT, 2 tunnel sotterranei di 25 metri, una struttura per l’assemblaggio di IED, un centro di comunicazione, campi e laboratori per la lavorazione dell’oppio, centri logistici ed una sessantina di veicoli, 10 dei quali colpiti nei pressi del lato libico del confine e, pare, pronti ad entrare in Egitto con grossi quantitativi di armi ed esplosivi. Secondo il portavoce dell’Esercito, Col. Rifai, in 6 giorni di operazioni sarebbero stati uccisi 28 terroristi ed altri 392 arrestati durante le incursioni delle forze speciali dell’Esercito e della Polizia avvenute nella città di Al Arish e Rafah. Tra i vari mezzi impiegati nelle operazioni (carri armati M-60 e UAV di fabbricazione cinese CH-5 e WING LOONG, nonché turboelica Beechcraft 1900 impiegati in diverse sortite ISR nell’area di Rafah e nella Striscia di Gaza, da cui provengono molti dei miliziani di Wilayat Sinai, tra cui il suo Comandante Rasem Abu Jaraz), anche una delle 2 navi d’assalto anfibio classe MISTRAL della Marina Egiziana, che incrocia al largo di Al Arish e viene utilizzata principalmente per la “messa in sicurezza” della costa settentrionale della Penisola e come punto di partenza per le incursioni delle forze speciali. Non è la prima volta che il Governo egiziano avvia un’intensa offensiva volta, secondo le dichiarazioni ufficiali del Cairo, “ad eliminare definitivamente il problema della militanza islamica all’interno del territorio egiziano” (non limitata quindi al solo Sinai). In altre occasioni, nel recente passato, sono state annunciate operazioni simili che, tuttavia, non hanno mai dato i risultati sperati ma che, al contrario, hanno portato ad un incremento degli attentati da parte della Wilayat Sinai. Una delle differenze rispetto alle passate operazioni, oltre al citato utilizzo di alcuni assetti impiegati per la prima volta in combattimento (MISTRAL, WING LOONG, ecc.), potrebbe riguardare la tempistica. L’offensiva, infatti, giunge ad appena 6 settimane dalle elezioni - previste tra 26 e il 28 marzo con la sicura riconferma di Al Sissi alla presidenza, fondamentalmente per mancanza di avversari – che, tuttavia, secondo un video apparso lo scorso 13 febbraio, Wilayat Sinai minaccia di prendere di mira con un’ondata di attacchi contro i seggi elettorali.

anteprima logo RID La battaglia di Tripoli: segnali per Roma

Mentre in Italia già divampa la campagna elettorale, e si dà il via libera alle nuove missioni in Niger, Tunisia e nella stessa Libia (quest'ultima una rimodulazione), all'aeroporto tripolino di Mittiga ieri è andata in scena una battaglia durissima combattuto con l'impiego di mezzi pensanti, lanciarazzi e artiglieria e che ha lasciato sul terreno decine di morti. La milizia Al Bugra, fedele all'ex Premier islamista Khalifa Ghwell e basata nella cittadina di Tajura,, 14 km ad est di Tripoli, ha attaccato il complesso dell'aeroporto per liberare alcuni prigionieri. Mittiga è controllato dalla RADA, la milizia guidata da Abdul Rauif Kara, uomo di Abdelhakim Belhadj (storico esponente del Gruppo Islamico Combattente Libico, riciclatosi in uomo...d'affari al servizio di Trchia e Qtar), una delle milizie che sostiene il Consiglio Presidenziale di Serraj. In soccorso degli uomini di Kara sono presto accorsi i miliziani della Brigata dei Rivoluzionari di Tripoli di Haithem Tajouri e i miliziani Abdul Ghani Al-Kikli, detto Ghneiwa, e l’attacco è stato respinto seppur al prezzo di perdite ingenti. Mittiga resta ancora chiuso, pare che almeno un pai

anteprima logo RID L'Italia cambia marcia in Africa

Il Governo italiano ha deciso di cambiare il proprio approccio alla sicurezza in Nordafrica e nel Sahel adottando un profilo più incisivo basato sull'assistenza ai partner locali e sul cosiddetto “capacity building”. E' in quest'ottica che va letto il contenuto della Delibera che contiene gli impegni internazionali dell'Italia per il 2018 - prevista dalla Legge Quadro Garofani sulle missioni all'estero del 2016 (L.141/2016) - e che andrà all’attenzione delle commissioni parlamentari la prossima settimana, e di cui in esclusiva vi abbiamo già dato ampie anticipazioni. La Delibera prevede soprattutto 2 nuove missioni, quella in Niger ed in Tunisia, e la riconfigurazione dell’impegno in Libia con un incremento del nostro contingente presente nel Paese fino ad un massimo di 400 unità. In Niger e Libia si tratta di missioni bilaterali, richieste dai Governi dei 2 Paesi, basate sostanzialmente sul medesimo approccio, ovvero addestramento e formazione, mentoring ed assistenza alle forze di sicurezza locali per migliorarne le capacità nelle operazioni di lotta al terrorismo e di monitoraggio dei confini e dei flussi migratori. In pratica, le 2 missioni si complementeranno ed integreranno con l’obbiettivo di garantire una più incisiva tutela dell’interesse nazionale in un’area strategica per l’Italia. Una certa integrazione potrebbe esserci anche sul piano operativo. Se, infatti, come sembra, in Niger dovessero essere schierati anche UAV PREDATOR del 32° Stormo di Amendola dell’Aeronautica per le operazioni di ricognizione e sorveglianza è ovvio che...i loro “occhi” guarderebbero anche al sud della Libia ed al Fezzan dove negli ultimi mesi si vanno riformando anche nuclei dello Stato Islamico (lo Stato Maggiore non ha tuttavia fornito dettagli più precisi circa la composizione della missione). In più la “nuova” missione in Libia, come già anticipato da RID, prevede anche le attività per il ripristino dell'efficienza dei principali mezzi terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, impiegati dalle forze che sostengono il Governo Serraj (a cominciare da quelle di Misurata, tradizionalmente più vicine all'Italia). Per quanto riguarda, invece, la Tunisia, il Governo ha deciso di prendere parte alla neo-costituenda missione NATO per il supporto alla creazione di un Comando Joint di livello brigata per trasformazione del già esistente Comando della 1ª Brigata di fanteria dell’Esercito Tunisino. L'iniziativa è inserita nell'ambito delle attività di cooperazione per la sicurezza svolte dalla NATO con i Paesi cosiddetti partner, quali, appunto, anche la Tunisia (con la quale la NATO collabora già nel campo dell’intelligence), ed è volta ad intervenire su 2 aspetti complementari ed integrati: lo sviluppo capacitivo ed ordinativo del Comando brigata attraverso attività di addestramento, consulenza ed assistenza e la realizzazione di un'adeguata infra/info-struttura di supporto alla capacità di comando e controllo. In particolare, questo nuovo Comando, che integrerà membri pure della Polizia e della Guardia Nazionale tunisina, avrà il compito di coordinare e gestire le operazioni di lotta al terrorismo e di controllo delle frontiere. Il contingente italiano comprenderà consiglieri, addestratori, nuclei di supporto, team sanitario e aliquota di force protection per un totale massimo di 60 unità (costo fino al 30 settembre 2018 di poco inferiore ai 5 milioni di euro).

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