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RID - Rivista Italiana Difesa 04-12-2015 L'Aeronautica accetta il primo F-35. Update. data: a cura di:


Nello stabilimento di Cameri è stato consegnato il primo F-35 all'Aeronautica Militare. Si tratta del primo esemplare, AL-1, prodotto in Italia (da Alenia Aermacchi in cooperazione con Lockheed Martin) e del primo in assoluto realizzato fuori dagli Stati Uniti. Il velivolo a febbraio/marzo dovrebbe poi partire per la base dell'USAF di Luke, Arizona, dove viene condotto l'addestramento dei piloti italiani, già iniziato su F-35 di altri Paesi, compiendo la trasvolata atlantica e venendo rifornito in volo da un aerocisterna KC-767A della stessa Aeronautica. Ad oggi l'Italia ha contrattualizzato l'acquisto di 8 velivoli – 3 dei LRIP (Low Rate Initial Production) 6-7 e 2 del LRIP-8. A novembre Lockheed Martin ha firmato con il Pentagono il preliminare di contratto per i nuovi lotti di produzione a basso ritmo 9 e 10, LRIP 9 e LRIP 10, nel quale però non sono menzionati i velivoli italiani. La ragione è che ancora il Governo sta valutando se acquistare i 6 velivoli originariamente previsti, 3 F-35A e 3 F-35B, o se acquistarne di meno oppure se compiere un ribilanciamento tra le 2 varianti. In pratica la pianificazione andrà rivista alla luce delle decisioni che verranno prese come ci hanno confermato fonti della stessa Difesa. In entrambi i casi summenzionati si otterrebbero comunque dei risparmi, considerato per esempio che l'F-35B costa “a pezzo” una quindicina di milioni di euro in più rispetto alla variante convenzionale, ottemperando così a quelle risoluzioni parlamentari che da tempo chiedono una diminuzione della spesa del programma. Riduzione che, peraltro, c'è già stata con il rallentamento e la diluizione nel tempo degli ordinativi come stabilito nel Documento Programmatico Pluriennale 2015-2017 in cui è stato formalizzato l'impegno all'acquisizione di un numero massimo di 38 velivoli (contro i 101 originariamente previsti) entro il 2020. La prima base ad essere operativa con l'F-35 sarà Amendola, che dovrebbe ricevere il primo velivolo entro la fine del 2016, seguita da Grottaglie nel 2018. Poi sarà la volta della portaerei CAVOUR, sulla quale i lavori di predisposizione inizieranno nel 2016 in concomitanza con il fermo nave, e Decimomannu che dovrà essere adeguata per consentire il rischieramento di gruppi di velivoli in occasione di esercitazioni. L'ultima base ad essere convertita sarà Ghedi dove i lavori inizieranno nel 2017.  


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