a cura della Rivista Italiana Difesa
Trump crea opportunitą: si scalda il Donbass data: 02-02-2017 a cura di: Pietro Batacchi

Negli ultimi giorni la situazione nel Donbass sta vivendo una pericolosa escalation. Anche oggi si sono registrati scontri ed intensi scambi di artiglieria e fuoco di armi pesanti. L’epicentro è sempre l’area di Adveevka, soprattutto l’area industriale, in mano ai governativi, nei pressi di Donetsk, ma è tutto il fronte lungo la linea di cessate il fuoco che si sta surriscaldando con decine di morti, anche civili, da entrambe le parti. Ad Adveevka, la posta in gioco riguarda il controllo di un’area che adesso permette ai governativi di tenere sotto tiro i sobborghi settentrionali di Donetsk e che costringe le forze separatiste (nella foto il leader della Repubblica Popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko) a spendere parecchie risorse sulla difensiva. Se i governativi dovessero perdere l'area industriale, perderebbero un vantaggio evidente e la situazione per loro si farebbe insostenibile anche nella stessa cittadina. L’altro hot point è quello di Mariupol, a sud, da sempre obbiettivo dei separatisti e porta di accesso ad un corridoio che potrebbe eventualmente collegare il Donbass “ribelle” con la Crimea. L’ultimo significativo innalzamento nel livello di conflittualità tra le parti si era registrato tra il 16 e il 28 dicembre del 2016, quando sia l’Esercito Ucraino che le milizie separatiste erano tornate a scontrarsi in prossimità della linea di contatto facendo un massiccio impiego di artiglieria e carri armati con numerose perdite da ambo i lati. Al di là delle questioni legate alle posizioni sul terreno, l’attuale escalation nel Donbass potrebbe essere dovuta al cambiamento di amministrazione alla Casa Bianca, come se Trump offrisse ad entrambi un’opportunità. Kiev potrebbe essere tentata di “sondare” le intenzioni della nuova amministrazione, in particolare alla luce della volontà, professata in campagna elettorale, di disimpegno (almeno in parte) dall’Europa e di reset con Mosca. Un modo per valutare l’effettivo livello di supporto americano ed europeo in un momento particolarmente difficile a causa della cronica crisi politica ed economica in cui si dibatte il Paese. Ma a ben vedere lo stesso ragionamento lo potrebbero fare anche i separatisti, desiderosi di capire se effettivamente il vento anche in Europa è cambiato e quali opportunità adesso vi sono per creare situazioni sul campo modificando a proprio vantaggio la linea di cessate il fuoco.


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