a cura della Rivista Italiana Difesa
USS Enterprise: il lungo addio della “Big E” data: 03-02-2017 a cura di: Giuliano Da Frè

Si, il Generale Douglas MacArthur aveva ragione: “I vecchi soldati non muoiono mai, svaniscono lentamente”. Oggi, 3 febbraio, la USS ENTERPRISE, la prima portaerei a propulsione nucleare della storia, ammaina per l’ultima volta la bandiera. Dopo 51 anni di servizio attivo (2 generazioni), e 5 di riserva. E dire che, nonostante le dimensioni più che generose (95.000 t a pieno carico e 342 metri di lunghezza per 78 di larghezza massima del ponte di volo: le NIMITZ sono lunghe “solo” 332 metri), era stata invece costruita a tempo di record. Il contratto (da 450 milioni di dollari dell’epoca, autorizzato dal Congresso nel 1954) era stato firmato il 15 novembre 1957, e l’impostazione era avvenuta il 4 febbraio successivo: il 24 settembre 1960 la nave era stata varata presso il Newport News Shipbuilding and Drydock Company, e consegnata il 25 novembre 1961 al suo primo Comandante, Vincent P. de Poix. Le prime 3 NIMITZ hanno richiesto 7 anni di lavoro, in media, poi scesi a 5 con le unità successive. Completato nel gennaio 1962 l’iter addestrativo e i collaudi, in ottobre la nave, che riprendeva il soprannome di “Big E” assegnato all’omonima, leggendaria portaerei protagonista della guerra nel Pacifico, dove aveva partecipato a una ventina di azioni, diventava la punta di lancia dello schieramento aeronavale dispiegato da Kennedy durante la “crisi dei missili” di Cuba. Il 2 dicembre 1965, giunta al largo delle coste vietnamite, lanciava il primo raid aereo partito da una portaerei nucleare. In Estremo Oriente la “Big E” avrebbe svolto 6 missioni di guerra, subendo danni e gravi perdite (quasi 350 tra morti e feriti) a causa dell’esplosione accidentale di alcuni missili il 14 gennaio 1969, svolgendo un ruolo da protagonista anche durante la crisi con la Corea del Nord del 1968-1969, seguita alla cattura della nave spia americana PUEBLO, e all’evacuazione di Saigon nel 1975. Ammodernata nel 1979-1982, partecipò ad alcune delle “Reagan’s War”, entrando in azione contro Libia (1986) e Iran (1988), e colpendo coi suoi aerei A-6E INTRUDER 2 fregate iraniane, affondando la SAHAND. Mancato l’appuntamento con la Guerra del Golfo del 1991 a causa del secondo upgrade completato nel 1994, la “Big E” è comunque stata più volte impiegata nelle operazioni di “diplomazia coercitiva” contro il regime di Saddam Hussein (SOUTHERN WATCH e DESERT FOX), per poi partecipare anche RESTORE HOPE (Somalia), JOINT ENDEAVOR (Bosnia) ENDURING FREEDOM (Afghanistan) e all’attacco finale contro l’Iraq del 2003. Nel Golfo Persico la portaerei ha poi compiuto diversi dispiegamenti sino all’ottobre 2012. Dopo un ultimo intervento di revisione e “ricarica” nucleare, nel gennaio-luglio 2011 la “Big E” è andata a caccia di pirati somali. Al rientro dall’ultima missione nel Golfo, la nave è stata poi passata in riserva il 1° dicembre 2012, per poi iniziare il processo di disarmo e di rimozione di armi e sensori nei mesi successivi, con la bonifica del reattore completata a fine 2016. Oggi la radiazione definitiva, cui dovrebbe seguire lo smantellamento, se non ne verrà decisa la (complicata, data l’origine nucleare) trasformazione in nave-museo. Il nome però resterà: la nuova “Big-E” sarà la CVN-80, terza unità della classe FORD, la cui costruzione inizierà nel 2018.


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