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RID - Rivista Italiana Difesa 24-04-2019 Haftar resiste e contrattacca Dopo aver perso terreno, l'LNA riguadagna posizioni grazie al supporto di vecchi alleati data: a cura di:

Dopo che lo scorso 19 aprile le forze del GNA erano riuscite a far arretrare verso sud le forze del LNA, costrette a ripiegare da al-Azizia fino ad una decina di chilometri a nord di Gharyan, hub di comando e controllo del LNA per l’offensiva su Tripoli, durante i 5 giorni successivi le forze di Haftar sono riuscite ad arrestare la controffensiva delle milizie filo Serraj e a riguadagnare terreno almeno fino al villaggio di al-Hira, anche se alcune fonti parlano di una ritirata ancora più a nord delle milizie GNA/TPF. In tale contesto è risultato fondamentale il supporto di una parte delle milizie di Zintan, riavvicinatesi al Generale dopo alcuni forti disaccordi negli ultimi mesi, che hanno colpito il fianco occidentale delle milizie pro Serraj. Durante gli scontri, peraltro, l’LNA ha rivendicato l’abbattimento dell’unico Mirage F1.ED operativo appartenente al GNA – un altro è stato probabilmente utilizzato come fonte di pezzi di ricambio per quest’ultimo – abbattimento avvenuto durante un presunto raid del velivolo ai danni della base aerea del LNA di al-Watiyah. Nelle ultime ore, tuttavia, sono emersi diversi dubbi sul fatto che si tratti di uno dei 2 Mirage F1 (rispettivamente nelle varianti AD ed ED) appartenenti al LNA. Il caccia dovrebbe essere stato abbattuto da ”fuoco amico” tramite un sistema missilistico spalleggiabile, tenuto conto che non si hanno notizie di complessi antiaerei operativi e/o completi a disposizione delle milizie di Haftar. Oltre alle milizie di Zintan, l’LNA ha sfruttato anche il supporto di una coppia di UAV emiratini WING LOONG di fabbricazione cinese, decollati dalla base di Al-Khadim (Cirenaica) ed utilizzati per colpire alcune postazioni delle TPF nella zona meridionale di Tripoli. Sul fronte meridionale, invece, l’LNA ha ripreso il controllo sulla base di Tamanhint, fondamentale asset logistico e strategico di Haftar nel Fezzan, dopo che lo scorso 18 aprile circa 20 veicoli della South Protection Force, raggruppamento di milizie filo Serraj responsabili delle operazioni militari nella regione meridionale, avevano fatto irruzione nella base, assumendone il controllo per meno di 24 ore. Nell’area di Jufra, inoltre, si segnalano ancora attività legate a miliziani Daesh, con sporadiche imboscate a pattuglie del LNA. Dal punto di vista politico, infine, va segnalato che il recente riapproccio di Trump verso Haftar, potrebbe implicare una qualche forma di coordinamento tra AFRICOM e le forze del Generale per operazioni antiterrorismo. Del resto non si tratterebbe della prima collaborazione: nel 2013, infatti, forze speciali statunitensi avevano addestrato le Saiqa Forces e le Special Deterrence Forces della Cirenaica nell’ambito dell’Operazione “OBSIDIAN LOTUS” per il contrasto ai nuclei jihadisti (Daesh ed Al Qaeda) di Bengasi e Derna.


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