a cura della Rivista Italiana Difesa
Gli obiettivi di Mosca in Siria data: 01-10-2015 a cura di: Pietro Batacchi

Gli obiettivi di Mosca in Siria sono, al contrario di quelli americani ed europei, molto chiari. Sul piano politico l'obbiettivo è, nell'immediato, rafforzare Assad, evitandone il collasso. Nel lungo periodo, invece, l'obbiettivo è salvaguardare i propri interessi e la propria influenza in Siria, considerata come un puntello fondamentale per una presenza in Medio Oriente e nel Mediterraneo Orientale. In quest'ottica, la Russia non avrebbe problemi a rinunciare ad Assad, accompagnandone un'uscita softe favorendo una transizione politica, purchè siano garantiti quegli interessi fondamentali di cui sopra. Sul piano militare questi obbiettivi politici vengono perseguiti con un'azione aerea che mira, nell'immediato, a rinsaldare l'asse centrale Damasco, Homs, Hama in mano ai governativi, neutralizzando la sacca ribelle tra Homs e Hama, rafforzare il collegamento tra quest'asse e la roccaforte alawita costiera ed alleggerire la pressione su quest'ultima proveniente da nord, ovvero dalla provincia di Idlib caduta praticamente per intero nelle mani dei qaedisti e islamisti di Al Nusra ed Ahrar Al Sham a partire da febbraio. Raggiunti questi obbiettivi, la fase successiva potrebbe puntare, invece, direttamente su Idlib, per riprendere i territori perduti, e su Aleppo per riconquistarne i quartieri in mano ribelle e alleggerirne una pressione che negli ultimi mesi si è fatta sempre più insostenibile. L'azione aerea russa gode del supporto a terra delle forze lealiste e di elementi del GRU (il servizio segreto militare russo), ma presumibilmente anche di nuclei delle forze speciali e di personale a contratto, che raccolgono l'intelligence necessaria a garantire una campagna più efficace (vantaggio, questo, che gli Americani in Siria non hanno) e guidano i velivoli sui target. Nell'eventuale seconda fase, invece, le forze aeree offrirebbero supporto di fuoco ravvicinato ai lealisti. 


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