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Informazione difesa negli anno 30.
Enzo Baldi Online
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#1
Informazione difesa negli anno 30.
Un'infinita di volte si ha occasione di leggere dell'inferiorita tecnica dei nostri mezzi all'entrata in guerra nel 40.
Al punto che nasce una considerazione:
al giorno d'oggi,grazie alle riviste specializzate come RID e a un'infinita di testi e audiovisivi di facile reperimento e' possibile avere un quadro molto ampio dello stato dei sistemi d'arma navali,aerei e terrestri di tutte le nazioni mondiali.
E ai piu' alti livelli e' logico supporre si disponga di informazioni piu' approfondite.
Ora,a fine anni 30,possibile che in Italia si ignorassero del tutto le prestazioni per esempio degli aerei inglesi e tedeschi in fase di avanzato sviluppo o gia in servizio,come lo Spitfire o il Me109( che era gia apparso nella guerra di Spagna),e si potesse avere fiducia in biplani di tela sottopotenziati e sottoarmati come il CR42, e in tanti trabiccoli analoghi ?
Stesso discorso per gli armamenti terrestri e navali.
Nell'Europa Occidentale mancava totalmente la stampa specializzata oggi cosi diffusa ?
I segreti erano gelosamente mantenuti piu' di oggi ?
Senza considerare,ripetiamolo,i servizi informazione a disposizione delle autorita preposte a questi problemi.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-06-2019, 08:57 PM da Enzo Baldi.)
12-06-2019, 08:23 PM
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Jethro66 Offline
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#2
RE: Informazione difesa negli anno 30.
All'epoca le Riviste di Forza Armata esistevano e non mancavano certo le trattazioni e le discussioni.
Riguardo le ragioni della nostra impreparazione generale alla fine degli anni '30, queste sono di natura multifattoriale e sono state individuate a più riprese dal dopoguerra in poi, in modo da poter tracciare un quadro piuttosto chiaro.

Le FFAA fasciste dimostrarono un notevole provincialismo e disinteresse nell'approfondire le questioni tattiche e tecniche, si procedeva spesso per dettame ideologico, soprattutto in Regia Aeronautica e Regio Esercito, ma più di ogni altro errore, rinunciarono al promuovere la razionalizzazione del comparto industriale bellico; in questo disordine nel procurement si affermò il dettato caotico degli interessi industriali puri e semplici.
Non si perseguì il miglioramento tecnico, basando molti dei progetti su tecnologie obsolete o acquisendo brevetti, non di molto più avanzati, all'estero, in modo da disporre di prodotti poco onerosi da dare in pasto al cliente pubblico e all'export di poche pretese.
Talvolta si raggiunsero risultati di eccellente qualità, ma rimasero casi sporadici.
In genere l'innovazione non era incoraggiata.

In alcuni casi le scelte tecniche furono scientemente adattate allo scarso livello culturale del Paese e alla sua scarsità di risorse e di materie prime, pur di soddisfare richieste di massa, completando in questo modo la chiusura del circolo vizioso.
Invece di intervenire dall'alto sulle radici dei veri problemi, e modificare gli assunti errati della nostra postura strategica interna ed esterna, si vollero solo ottenere gli strumenti per legittimare e perpetuare gli errori; si sarebbe dovuto scegliere in modo diametralmente opposto invece, puntare dunque sulla qualità, a scapito dell'inutile pletorica quantità, e sull'incoraggiamento del progresso tecnico, culturale e civile di tutta la Nazione, allo stesso tempo adattando le scelte strategiche alle possibilità effettive e alle autentiche convenienze politiche, perseguendo la crescita economica e gli scambi internazionali.
Ci si adattó invece ai nostri peggiori limiti e difetti, finendo per aggravarli e impedendo l'emersione di elementi che favorissero il progresso.
Le scelte politiche sbagliate portarono poi all'isolamento, alle alleanze sciagurate e al disastro finale.
D'altro canto un Paese Fascista non poteva fare di meglio.
In venti anni i progressi furono largamente inferiori alle effettive potenzialità, e le scelte sbagliate superarono in quantità e impatto quelle corrette.

La politica fallì nel dare l'indirizzo pratico, interessata com'era quasi esclusivamente agli aspetti esteriori e propagandistici, mentre dietro le quinte si consumava il banchetto degli interessi particolaristici, ovviamente con responsabilità da riportare primariamente alla fallimentare gestione del Capo.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 15-06-2019, 10:52 AM da Jethro66.)
15-06-2019, 10:11 AM
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Enzo Baldi Online
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RE: Informazione difesa negli anno 30.
(15-06-2019, 10:11 AM)Jethro66 Ha scritto: La politica fallì nel dare l'indirizzo pratico, interessata com'era quasi esclusivamente agli aspetti esteriori e propagandistici, mentre dietro le quinte si consumava il banchetto degli interessi particolaristici, ovviamente con responsabilità da riportare primariamente alla fallimentare gestione del Capo.

Concordo pienamente,specialmente perche i difetti di allora sono perfettamente visivili ai giorni nostri :
basta guardare il diffusissimo "analfabetismo funzionale" (vale a dire ignoranza asinina !)dovuto sia al sempre piu' scadente livello scolastico nostrano sia al peggiorare di quella mentalita antiscientifica vecchia di generazioni cui hai accennato tu stesso.
I sintomi sono evidenti nel "terrapiattismo",nell'"antivaccinismo",nella credenza delle scie chimiche ed altre idiozie a profusione.
Anche la megalomania dell'era fascista e' rimasta,cambiando semplicemente forma:lasciato da parte il militarismo ora tanti nostri
illustri personaggi pretendono di impressionare il mondo intero col nostro "pacifismo buonistico",col nostro "assistenzialismo universale",con la nostra politica della totale accoglienza ,che finira fatalmente per provocare guasti altrettanto catastrofici.
15-06-2019, 01:59 PM
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Jethro66 Offline
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RE: Informazione difesa negli anno 30.
Grazie Enzo... Certi tuoi spunti poi sono molto interessanti.

L'infomazione libera all'epoca di un regime totalitario non poteva trovare spazio, ma in un contesto di relativa libertà la presenza di una eccessiva "offerta" di informazione può rappresentare un pericolo ugualmente preoccupante.
La diffusione di teorie complottistiche e pseudoscientifiche non è un unicum della nostra epoca, ma oggi sfrutta mezzi nuovi e incontrollabili; allo stesso tempo l'ipotesi di stabilire un controllo su tali mezzi introduce interrogativi ancor più inquietanti.

Bisogna però ammettere che la diffusione di tante panzane patagoniche è un sintomo, più che un problema in sé. Sintomo di ignoranza diffusa forse già oltre i livelli di guardia. 
Il vero problema è l'istruzione e la promozione di una idea coerente di educazione pubblica, che sia rivolta a formare e fortificare le coscienze individuali attraverso strumenti di conoscenza che possano rendere capace ognuno di pensare con la sua testa, salvando dunque la soggettività che porta a sviluppare opinioni varie, ovviamente, ma salvando al tempo stesso la capacità di riconoscere ciò che è oggettivo.

Sono convinto che ci siano ancora notevoli margini di miglioramento in questo campo, e non bisogna mai pensare di aver fatto abbastanza.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 15-06-2019, 02:42 PM da Jethro66.)
15-06-2019, 02:40 PM
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Enzo Baldi Online
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RE: Informazione difesa negli anno 30.
(15-06-2019, 02:40 PM)Jethro66 Ha scritto: Grazie Enzo... Certi tuoi spunti poi sono molto interessanti.

L'infomazione libera all'epoca di un regime totalitario non poteva trovare spazio, ma in un contesto di relativa libertà la presenza di una eccessiva "offerta" di informazione può rappresentare un pericolo ugualmente preoccupante.
La diffusione di teorie complottistiche e pseudoscientifiche non è un unicum della nostra epoca, ma oggi sfrutta mezzi nuovi e incontrollabili; allo stesso tempo l'ipotesi di stabilire un controllo su tali mezzi introduce interrogativi ancor più inquietanti.

Bisogna però ammettere che la diffusione di tante panzane patagoniche è un sintomo, più che un problema in sé. Sintomo di ignoranza diffusa forse già oltre i livelli di guardia. 
Il vero problema è l'istruzione e la promozione di una idea coerente di educazione pubblica, che sia rivolta a formare e fortificare le coscienze individuali attraverso strumenti di conoscenza che possano rendere capace ognuno di pensare con la sua testa, salvando dunque la soggettività che porta a sviluppare opinioni varie, ovviamente, ma salvando al tempo stesso la capacità di riconoscere ciò che è oggettivo.

Sono convinto che ci siano ancora notevoli margini di miglioramento in questo campo, e non bisogna mai pensare di aver fatto abbastanza.

Temo che sia entrambe le cose:l'ignoranza,(come pure la malafede interessata)produce si disinformazione,basti pensare alle
stupidaggini propinate continuamente dalla stampa,come e' bene illustrato in questo link:
https://attivissimo.blogspot.com/
ma e' ovvio che tanta disinformazione servira ad accrescere l'ignoranza,insomma un infernale circolo vizioso.
Ricordi le parole di Umberto Eco :"Oggi qualunque imbecille,grazie ad internet,riesce ada aver piu' udience di quanta ne ebbe mai Einstein!"
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 15-06-2019, 03:05 PM da Enzo Baldi.)
15-06-2019, 03:01 PM
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Jethro66 Offline
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#6
RE: Informazione difesa negli anno 30.
Credo che più che dall'ignoranza certe storielle siano originate dalla possibilità di farci qualche soldino...
A spese degli ignoranti, ovviamente.
15-06-2019, 03:12 PM
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