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anteprima logo RID Operativo il RAFALE F3-R

L’Aeronautica Francese ha dichiarato la capacità operativa iniziale dello standard F3-R del caccia RAFALE. Tale standard è caratterizzato dall’adozione del missile aria-aria lungo raggio MBDA METEOR e del pod Thales TALIOS. Quest’ultimo riunisce la funzioni di targeting e ricognizione (Non-Traditional Information, Surveillance and Reconnaissance, NTISR) in un unico pod e, grazie alla tecnologia brevettata Permanent Vision™ , consente di incorporare l’imagery in real time raccolta in mappatura 3D a colori. L’integrazione del missile METEOR, in combinazione con il radar AESA RBE2 consentirà, invece, di sfruttare appieno tutto l’inviluppo dell’arma elevando notevolmente le capacità del RAFALE nel combattimento aereo (dove il velivolo sconta l’adozione di un motore non certo esuberante, a fronte di un significativo “ingrassamento”).

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anteprima logo RID Bagarre sul nuovo caccia giapponese

Sul progetto del futuro caccia giapponese – noto come F-3 e destinato a rimpiazzare l’F-2 attualmente in servizio (nella foto) – si è accesa una vera e propria battaglia tra Stati Uniti e Regno Unito. L’obbiettivo di Tokyo è sviluppare il velivolo su base nazionale, ma coinvolgendo un’azienda esterna per fornire assistenza e supporto alla progettazione. Un po' come accaduto per il KF-X sudcoreano per il quale Seul ha fatto ricorso all’assistenza di Lockheed Martin, ma non solo, visto il ruolo di Leonardo, per esempio, nell’IRST. Il Giappone sta sondando, dunque, l’ipotesi di una collaborazione con gli Americani, in particolare con Lockheed Martin, ma sta guardando anche ad ipotesi di diversificazione allacciando contatti con Londra e BAE Systems. In questo secondo caso, più di un ingresso di Tokyo nel TEMPEST, si dovrebbe parlare adesso di un’assistenza britannica al progetto giapponese a partire dall’esperienza del TEMPEST. Negli ultimi tempi, sulla questione è entrata prepotentemente in scena l’Amministrazione Trump che sta esercitando fortissime pressioni sul Giappone per scegliere l’assistenza statunitense.

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anteprima logo RID AW-249, prosegue lo sviluppo verso la CDR

Lo sviluppo dell'elicottero d’attacco AW-249 sta procedendo. La macchina ha superato la Preliminary Design Review e si avvia verso la Critical Design Review (CDR), attesa tra la fine di quest'anno ed il prossimo, mentre la Difesa ha stanziato altri 380 milioni di euro per finanziare progettazione, certificazione, qualificazione e supporto logistico della configurazione FOC (Final Operational Capability) con il relativo retrofit delle prime 3 macchine di preserie. Questa seconda tranche di finanziamento segue la prima, contrattualizzata nel 2017 e del valore di 487 milioni di euro, per lo sviluppo e la qualifica delle succitate prime 3 macchine di preserie in configurazione IOC (Initial Operational Capability). Ricordiamo che il l fabbisogno complessivo del programma, che riguarda lo sviluppo e l'acquisizione di 48 macchine, è pari a 2,7 miliardi di euro (fondi MiSE).

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anteprima logo RID Nuovo test balistico da Israele

Israele ha effettuato il test di un razzo motore dalla base aerea di Palmachim, a sud di Tel Aviv. E’ presumibile che il test sia parte dello sviluppo di una nuova variante della famiglia di missili balistici tipo JERICHO. Attualmente Israele ha in servizio il JERICHO II a medio raggio ed il JERICHO III a raggio intermedio/lungo raggio, entrambi equipaggiabili con testate atomiche. Al test avrebbero partecipato anche un velivolo specializzato nelle rilevazione telemetriche, 2 G550 – uno in configurazione AEW e l’altro in configurazione SIGINT – e velivoli da trasporto C-130. Da tempo, si parla di una nuova variante del JERICHO – designata come JERICHO IIIA o JERICHO IV – con una gittata a tutti gli effetti equiparabile alla gittata classica dei missili balistici intercontinentali, ICBM (laddove sulla gittata effettiva del JERICHO III non c’è accordo tra le fonti).

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anteprima logo RID La Francia ordina 6 OPV per la ZEE

Non solo portaerei, sottomarini e fregate di nuova generazione. La scorsa settimana infatti il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato, nel corso del Maritime Economy Congress di Montpellier, l’ordine ai cantieri Socarenam, di Boulogne-sur-Mer, per la costruzione di 6 nuovi OPV da 70 m, tipo POM (Patrouilleurs Outre-Mer), destinati alla sorveglianza della ZEE, e alla difesa delle zone di pesca nazionali, al fine di fronteggiare – ha sottolineato il Capo dello Stato – “un contesto di minacce crescenti alle nostre risorse di pesca, biodiversità e norme marittime internazionali”. La ZEE francese è tra l’altro, anche a causa dei resti del suo impero coloniale, la più vasta del mondo, pari a 4,5 milioni di km², superando di misura quella statunitense. Le nuove unità potranno raggiungere una velocità massima di 22 nodi, Ed avranno un’autonomia di 5.500 miglia, per missioni della durata di un mese. Saranno armate probabilmente con una mitragliatrice da 20 mm a comando remoto più armi leggere a puntamento manuale, e nella sezione centro-poppiera dispongono di baie di missione per RHIB, e un ponte di volo con un hangar destinato a droni ad ala fissa e rotante da 700 kg. I 6 OPV saranno consegnati tra 2022 e 2025, e andranno a sostituire i rimanenti pattugliatori degli anni ’80 classe P-400, LE MALIN, e ARAGO. Saranno così suddivise: 2 unità nel Pacifico, in Nuova Caledonia, nella base di Noumea; 2 navi nella base insulare di Port Réunion (Oceano Indiano); una a Papete, in Polinesia, e la sesta a disposizione in Francia per le turnazioni legate alla manutenzione.

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anteprima logo RID Droni persi in Libia, la mano dei Russi

Un portavoce dell’AFRICOM ha confermato all’Agenzia Reuters che la perdita del drone americano a fine novembre in Libia sarebbe stata causata da sistemi antiaerei impiegati da personale di una compagnia privata russa. Nella fattispecie si tratterebbe di personale della Wagner che avrebbe impiegato per l’occasione un apparato per il jamming. A questo punto, il sospetto è che anche il PREDATOR/REAPER italiano perduto in Libia nello stesso periodo possa aver subito la medesima sorta.

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anteprima logo RID A2/AD e Nuove Unità Expeditionary

Il proliferare delle bolle A2/AD ed in generale l’aumento degli scenari a più alto livello di contrasto militare stanno imponendo alle FA un riorientamento dottrinale verso nuove forme di lotta convenzionale “eterodosse”. I capifila di questa evoluzione sono senza dubbio l’US Navy ed i Marines con il concetto delle operazioni marittime distribuite e della letalità distribuita. Il nuovo Comandante dell’USMC ha dato un’ulteriore spinta in tale direzione con delle linee guida ancor più innovative nelle quali si mette l’accento sulla necessità per una forza navale/anfibia sempre più integrata di essere meno tracciabile, diffusa, ma non per questo meno letale. Da qui il via anche ad una riflessione su un complemento di unità più piccole, con e senza equipaggio, da affiancare alle tradizionali unità anfibie e di supporto. A nostro avviso in questo complemento dovrebbe figurare pure un nuovo tipo di unità, che si potrebbe definire Nuova Unità Expeditionary (NUE), appositamente concepita per operare nei contesti A2/AD supportando le Littoral Raid Force (LRF), ovvero unità di basso livello ordinativo “miste” - SOF + fanteria di Marina. Noi immaginiamo queste unità con un dislocamento compreso tra le 5.000 e le 8.000 con un ponte di volo configurato principalmente per operare con droni e remote carrier di diverso tipo (remote carrier ISR, EW, strike, “suicidi”), missili controcarro a lungo raggio montati su affusti, pozzetto universale per missili sup-aria a corto-medio raggio (tipo CAMM ER, per esempio) e missili antinave, e lanciarazzi “in pack”. Per questi sistemi sarebbe fondamentale la possibilità di essere campalizzabili per lo sbarco e/o il dispiegamento in siti avanzati di opportunità per impiantare le “contro-bolle”. Le NUE dovrebbero infine operare con un nuovo tipo di mezzi veloci da inserzione, lanciabili da un piccolo bacino allagabile, e con RHIB “oceanici ospitabili sulle fiancate in baiette con chiusura stealth. Sui prossimi numeri di RID dettagli, approfondimenti e novità.

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anteprima logo RID Altri 14.000 soldati USA in Medio Oriente?

Gli USA starebbero pensando di incrementare la loro presenza militare nel Medio Oriente con altri 14.000 soldati. Le voci circa questa eventualità si stanno rincorrendo ormai da giorni, alla luce di tensioni con l’Iran sempre più forti, e trovano ulteriore alimento dagli ultimi episodi accaduti in questi giorni. Il primo è il sequestro da parte del caccia tipo ARLEIGH BURKE USS FORREST SHERMAN – sequestro confermato da un portavoce del Pentagono – di un carico di componenti per missili di sospetta origine iraniana a bordo di un’imbarcazione (sembra) diretta in Yemen. L’altro episodio è un attacco contro la base aerea irachena di Al Asad, il principale hub del dispositivo militare americano nel Paese, non rivendicato da nessun gruppo, e condotto con droni, anche se alcune fonti parlano di razzi. A ciò bisogna aggiungere un’intensificazione dell’attività ricognitiva nei confronti di obbiettivi americani nell’area da parte di droni operati dalle milizie filo-iraniane.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Open Skies: delegazione russa effettua un volo in Italia

Il Trattato Cieli Aperti/Open Skies, firmato ad Helsinki nel 1992, costituisce uno dei pilastri del controllo armamenti convenzionali e consente l’effettuazione reciproca di missioni di osservazione aerea sui territori degli Stati parte aderenti.

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anteprima logo Esercito Italiano Esercitazione Scorpion Legacy 2019

La componente pesante del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°) di Bellinzago Novarese (NO), su piattaforma Blindo Armata “Centauro”, ha terminato ieri l'importante esercitazione internazionale denominata "Scorpion Legacy 2019", presso il comprensorio addestrativo del Land Forces Combat Training Center "Getica" di Cincu in Romania.

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anteprima logo Marina Italiana 5+5 defense: Conclusa esercitazione Sea Border 2019

La Sea Border è una delle più importanti esercitazioni organizzate dalle Nazioni partecipanti al programma  5+5 defense. Lo scopo di questa esercitazione è di addestrare gli equipaggi nelle operazioni di sicurezza marittima, cooperazione multinazionale e contrasto alle attività illegali, incrementando la connettività, la conoscenza reciproca e lo scambio di informazioni, anche attraverso l’utilizzo della piattaforma VRMTC (Virtual Regional Maritime Traffic Center).

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anteprima logo Aeronautica Italiana Inaugurato a Pozzuoli l'Anno Accademico 19-20

Si è svolta a Pozzuoli, presso l’Accademia Aeronautica, alla presenza del Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, la tradizionale cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019-2020 degli Istituti di Formazione dell’Aeronautica Militare.

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