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anteprima logo RID Mar Cinese Meridionale, tensioni in aumento

Lo scorso 8 maggio, la Marina Americana ha inviato la Littoral Combat Ship USS MONTGOMERY (LCS-8) e la nave da rifornimento USNS CESAR CHAVEZ (T-AKE-14) in prossimità della WEST CAPELLA, una nave da perforazione battente bandiera panamense situata nella zona economica esclusiva (ZEE) della Malesia, al fine di monitorare le controversie sui diritti minerari che da mesi dividono Malesia e Cina. Si tratta di un ulteriore messaggio alla Cina, e questa volta gli Stati Uniti non hanno utilizzato mezzi termini: “Il Partito Comunista Cinese deve porre fine al suo modello di bullismo nei confronti del Sud-Est Asiatico per il petrolio, il gas e la pesca d'altura”, ha dichiarato pochi giorni fa il Comandante della US Pacific Fleet, J. C. Aquilino. La crisi sanitaria del coronavirus non ha infatti arrestato né tantomeno ridotto le attività militari cinesi nell’area. Se da un lato, la pandemia in corso ha dato a Xi Jinping l’occasione perfetta per rilanciare l’immagine della Cina offrendo sostegno a centinaia di stati, dall’altro le navi da guerra di Pechino rimangono costantemente impegnate nel Mar Cinese Meridionale. Le misure cinesi nella regione prevedono continue minacce alle navi militari e ai pescherecci degli Stati che rigettano la validità delle rivendicazioni cinesi di sovranità sulla quasi totalità di questo Mare, e la creazione di porti e di isole artificiali, destinate ad ospitare avamposti militari. Criticate a partire dal 2015 dall’allora Segretario della Difesa americano, Ash Carter, le azioni cinesi sono motivate dalla rilevanza economica e strategica dell’area, una delle rotte di navigazione più trafficate al mondo e una regione ricca di riserve di petrolio e gas. Una recente dimostrazione della suddetta politica risale al 20 marzo quando, secondo l’agenzia di stampa Xinhua, la Cina avrebbe inaugurato 2 centri di ricerca nel Mare Occidentale delle Filippine, su 2 isole artificiali che originariamente erano scogliere sommerse e che Manila rivendica come parte integrante del suo territorio: la scogliera di Subi e di Croce di Fuoco. Non si tratta di un evento isolato ma dell’ennesima violazione della ZEE, prevista dall'articolo 57 UNCLOS, e del diritto di passaggio inoffensivo, previsto dall'articolo 17 UNCLOS. Il 3 aprile, il peschereccio vietnamita QNg90617TS, accusato dalle autorità cinesi di aver pescato illegalmente nei pressi delle Isole Paracelso, è stato speronato e affondato. L'incidente ha alimentato ulteriori tensioni tra i Paesi ed il Ministro degli Esteri vietnamita ha accusato apertamente la Cina dell'accaduto. Ad aumentare le tensioni tra America e Cina sono state anche le parole del portavoce del People’s Liberation Army (PLA), L. Huamin. Lo scorso 28 aprile, infatti, in una dichiarazione sui social media, Huamin ha reso noto che le autorità cinesi hanno forzatamente allontanato il cacciatorpediniere USS BARRY (DDG-52) mentre transitava al largo del Vietnam. Queste parole sono state immediatamente smentite da J. Supple, il portavoce americano, che ha affermato che lo USS BARRY ha condotto l’operazione di libertà di navigazione (FONOP) senza incontrare alcun ostacolo, operando con l'incrociatore missilistico USS BUNKER HILL (CG-52), la fregata HMAS PARRAMATTA (FFG-154) e la nave d'assalto anfibia USS AMERICA (LHA-6). Nel frattempo, secondo i media di Taiwan e le più recenti immagini satellitari, la Cina ha dispiegato nei pressi dell’isola artificiale Croce di Fuoco un aereo AWACS KJ-500 ed un pattugliatore marittimo KQ-200. Le stesse fonti hanno suggerito che questa mobilitazione possa essere un tentativo per stabilire una nuova zona di identificazione della difesa aerea (ADIZ) nel Mar Cinese Meridionale. In generale, la Cina continua a proiettare la sua forza militare nel Mar Cinese Meridionale, violando le norme contemplate nella Convenzione di Montego Bay, e la sentenza del 2016 della Corte Permanente dell’Arbitrato, la quale ha sancito che la Cina non ha nessun diritto storico sul questo Mare. Per contro, gli Stati Uniti contestano le rivendicazioni cinesi attraverso le operazioni FONOP e mettono in discussione la ADIZ, annunciata unilateralmente dalla Cina nel novembre 2013. Tuttavia, la posizione degli Stati Uniti potrebbe indebolirsi dopo che il Governo filippino ha deciso di terminare il Visiting Force Agreement (VFA), un accordo bilaterale di difesa che garantisce alle forze americane l’accesso a 5 basi militari presso o sul Mar Cinese Meridionale. Trump ha tempo fino al 9 agosto per salvare o negoziare un nuovo VFA con Duterte. In conclusione, Washington accusa Pechino di sfruttare la pandemia come distrazione per esercitare un maggiore controllo militare nel Mar Cinese Meridionale ed è in questa chiave di lettura che bisogna interpretare la recente mobilitazione della USS MONTGOMERY e dalla USNS CESAR CHAVEZ, e l’escalation di tensione tra i 2 Paesi.

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anteprima logo RID Varato il secondo PPA

Si è svolta oggi, presso il cantiere Fincantieri del Muggiano (la Spezia), la cerimonia di varo del Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), FRANCESCO MOROSINI, seconda unità classe THAON DI REVEL. La cerimonia di varo tecnico della nave, che è sempre in configurazione Light, si è svolta a porte chiuse data la situazione legata al COVID-19. I PPA hanno un dislocamento a pieno carico di 6.270 t, una lunghezza di 132,5 m e possono raggiungere un velocità massima di 31 nodi. Il FRANCESCO MOROSINI, che costituisce il secondo PPA (oltre che il secondo PPA Light) realizzato su un totale complessivo di 7 unità, dovrebbe essere consegnato nel corso del 2022.

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In un momento di grande mutamento degli scenari internazionali e di grande trasformazione dottrinale, in campo navale si stanno studiando progetti in grado di operare in futuro accanto alle navi dal design tradizionale. Abbiamo già parlato al proposito delle nuove unità leggere anfibie a cui stanno pensando US Navy e Marines e delle NUE (Nuove Unità Expeditionary), un concetto, quest’ultimo, da RID reso agli onori della cronoca e sottoposto all’attenzione degli Stati Maggiori. Adesso è il momento di parlare delle “drone carrier”, un ulteriore concetto che si sta delineando e sul quale sta conducendo una riflessione pure la Marina Militare. Ci riferiamo in particolare a navi madre con un dislocamento attorno alle 15.000 t, condotte da un equipaggio numericamente molto contenuto, assistito da robusti moduli di intelligenza artificiale, e configurate per operare con droni di ogni tipo – aerei, navali e subacquei – con i quali condurre operazioni di disturbo, stimolo e saturazione delle difese avversarie. Unità del genere offrirebbero una minore segnatura rispetto alla tradizionale portaerei o alla tradizionale nave anfibia, mettendo però in campo una serie di capacità con le quali aumentare le potenziali linee d’attacco ed i dilemmi per l’avversario. In pratica, il compito di tali navi sarebbe demoltiplicare i gruppi navali e loro capacità incrementandone allo stesso tempo la resilienza. Approfondimento su una monografia di prossima uscita come x-Trà.

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Dopo la conquista di Watiya, nelle successive 48 ore il GNA ha mantenuto il controllo sulla base, sequestrando diversi equipaggiamenti e materiali lasciati dal LNA dopo la fuga.

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Nei cantieri Chantiers de l’Atlantique di Saint Nazaire si è svolta la cerimonia del taglio della lamiera della prima delle 4 nuove unità logistiche BRF (Bâtiment Ravitailleur de Force (BRF) destinate alla Marina Francese e derivate dalle VULCANO prodotte da Fincantieri per la Marina Italiana. La consegna è prevista nel 2022. Le BRF, che hanno un dislocamento a pieno carico di 31.000 t, fanno parte di un programma congiunto franco-italiano gestito dall’OCCAR, entrato ufficialmente nel vivo con l’ordine assegnato nel gennaio 2019 ad un raggruppamento temporaneo d’impresa tra Chantiers de l’Atlantique e Naval Group. Nell’ambito del programma, Fincantieri realizza il troncone prodiero delle unità nel suo cantiere di Castellammare di Stabia. La consegna del troncone per la BRF capoclasse è prevista il prossimo anno. Ulteriori dettagli su RID 7/20.

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E’ stata presentata al Parlamento l’annuale relazione sull’export militare italiano. Nel 2019 l’Italia ha esportato un totale di 5,1 miliardi di euro di sistemi d’arma: un numero in leggera flessione rispetto al 2018, ma sempre di tutto rispetto. Dal documento si apprende che i principali destinatari dell’export militare italiano sono l’Egitto, con 871 milioni di euro – dovuti principalmente alla vendita di 24 elicotteri AW-149 (a cui si aggiungono pure 8 AW-189) – ed il Turkeministan, con 446 milioni di euro – dovuti principalmente alla fornitura di aeromobili e componenti ed equipaggiamenti elettronici per navi da guerra. Per quanto riguarda gli aeromobili, incrociando i dati contenuti nel documento si deduce che dovrebbe trattarsi di 6 M-346 sia in versione training che da attacco leggero. Il terzo destinatario dell’export militare italiano è il Regno Unito, seguito da Stati Uniti e Francia. Approfondimenti e dettagli su RID 7/20.

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Negli ultimi giorni si sono susseguite voci, basate su informazioni provenienti dalla Russia, riguardanti il presunto avvio della produzione del primo esemplare di caccia multiruolo supermanovrabile Su-35S FLANKER-E destinati all’Egitto. 

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A partire dal 20 maggio i dipendenti Elettronica potranno contare, nell’ambito della vita aziendale, su un ulteriore elemento di sicurezza contro il rischio di infezione da Covid19.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Missione in Afghanistan: avvicendamento al comando JATF

Ha avuto luogo oggi presso Camp Arena, sede del contingente italiano nella missione in Afghanistan, l’avvicendamento al vertice della Joint Air Task Force (JATF), la componente aerea della missione che gestisce lo scalo aeroportuale di Herat e coordina gli assetti dell’Aeronautica Militare presenti in teatro operativo.

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anteprima logo Esercito Italiano Il Vice Comandante di RS in visita al TAAC-W

Il Vice Comandante della missione Resolute Support (RS), generale (UK) Giles Hill, ha visitato nei giorni scorsi il Train Advise and Assist Command-West (TAAC-W) di Herat, attualmente a guida 132^ Brigata corazzata "Ariete", nell'ambito delle attività di verifica e controllo della situazione legata all'emergenza covid-19, nelle zone ove operano le forze della coalizione internazionale in Afghanistan.


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anteprima logo Marina Italiana Continua l’attività della Marina Militare per la sicurezza marittima in Oceano Indiano

Continua, nonostante la pandemia da COVID 19, l’attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima in Oceano Indiano della Fregata Carlo Bergamini. La nave della Marina Militare, che ha lasciato il porto di Taranto lo scorso 8 febbraio, è parte della flotta europea impegnata nell’ Op. Atalanta di contrasto alla pirateria.

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anteprima logo Aeronautica Italiana T345, il nuovo velivolo di addestramento in arrivo a Galatina

Prosegue il processo di sviluppo e modernizzazione del 61° Stormo, scuola di volo internazionale dell'Aeronautica Militare, con sede sull'aeroporto militare di Galatina.

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