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anteprima logo RID La Turchia approva la produzione in serie dell’addestratore armato HURJET

La Turchia ha avviato la produzione in serie di un primo lotto di addestratori avanzati HURJET, sviluppati dalla Turkish Aerospace. Si tratta di una decisione quantomeno strana, considerando che l’aereo – dal suo “lancio” ufficiale nel 2018 - non ha ancora mai eseguito un volo e non parrebbe esistere se non sulla carta o come simulacro. Attualmente, risulterebbe in fase di assemblaggio uno dei 2 prototipi destinati alle prove di volo che, nei programmi, dovrebbero partire verso la fine del 2022. Ad essi si aggiungeranno altri 2 prototipi riservati ai test statici. Riguardo al volo del primo velivolo di serie, invece, è stata più volte indicata la volontà di eseguirlo il 18 marzo del 2023, data estremamente importante per la Turchia perché coincide con la decisiva vittoria nella battaglia di Gallipoli contro la Royal Navy durante la prima guerra mondiale – avvenuta il 18 marzo del 1914 - senza contare che il 2023 sarà l’anno del centenario della Repubblica turca. Tornando al HURJET, secondo i programmi ufficiali il suddetto primo lotto di serie dovrebbe includere 6/7 aerei nel 2023, mentre i 2 anni successivi il rateo dovrebbe attestarsi sui 20/24 aerei l’anno. I progetti turchi prevedono lo sviluppo di una variante dedicata all’addestramento avanzato, in sostituzione degli anziani 68 T-38M e dei 12 NF-5, a cui si aggiungono gli F-5 della pattuglia acrobatica turca dell’Aeronautica turca, con configurazione in tandem degli abitacoli di allievo ed istruttore, e una versione maggiormente “combat” da attacco leggero/CAS e difesa aerea. Non è chiaro quali saranno le caratteristiche specifiche di quest’ultima configurazione. Quello che si sa è che entrambe saranno equipaggiate con un singolo motore - non è chiaro se un General Electric F404-GE-102 oppure l’Eurojet EJ200 - in grado di erogare una spinta massima pari a 17,600 libbre e garantire una velocità supersonica (Mach 1,2). L’autonomia massima dovrebbe attestarsi intorno ai 2.200 km, mentre la capacità di carico utile sarà di 6.000 libbre (poco più di 2.700 kg) trasportabili su 6 punti d’attacco, dei quali 2 posti sulle estremità alari. La struttura dovrebbe consentire l’esecuzione di manovre brevi tra +8g e -3g, con capacità di manovre maggiormente sostenuto fino a 5,5 g. Sarà dotato di comandi digitali fly-by-wire e in grado di essere rifornito in volo. Entrambe le varianti verranno sviluppate con l’obiettivo di ritagliarsi una fetta di mercato nel settore AJT/LIFT e addestratori armati puntando su un costo, teoricamente, più contenuto rispetto agli attuali leader del settore M346 e T-50. Si è parlato anche di una versione imbarcata per possibili utilizzi sulla LHD ANADOLU. Tale prospettiva, tuttavia, appare quantomeno improbabile, tenuto conto della totale impreparazione turca nella progettazione di componenti critiche per un velivolo con simili caratteristiche – vedasi, ad esempio, il carrello – nonché del futuro probabilmente segnato della nave, destinata al ruolo di portadroni.

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anteprima logo RID Verso grandi navi senza equipaggio per la Royal Navy

La “Special Purpose Ship” servirà come dimostratore e laboratorio per lo sviluppo dell’Autonomia in mare. La Royal Navy intende acquistare una piccola nave da usare come piattaforma sperimentale per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale ed Autonomia necessarie per impiegare in future Uncrewed Surface Vehicles di grandi dimensioni. I requisiti pubblicati richiedono che l’unità sia, essenzialmente, di nuova costruzione: non deve aver avuto proprietari precedenti. Le dimensioni desiderate sono contenute entro i 48 metri di lunghezza e le 500 tonnellate, con un pescaggio massimo di 3,5 metri. La nave deve poter navigare almeno 2.500 miglia nautiche e toccare almeno i 20 nodi. Per favorirne l’eventuale trasformazione in USV, sono richiesti controlli di macchina digitali e un autopilota anch’esso completamente digitale. All’unità è richiesto un ponte cargo di almeno 120 metri quadrati, che possa accogliere almeno 2 container da 40 piedi e che sia predisposto con connessioni elettriche ed idrauliche e con una gru capace di sollevare almeno 3,5 tonnellate a 4,5 metri. Internamente sarà creato uno spazio modulare da impiegare come laboratorio. La nave potrà supportare un equipaggio di 8 e un team imbarcato di 12 persone, con 6 marinai sufficienti a condurre l’unità. Il MOD vuole perfezionare l’acquisto entro il 31 marzo 2022 e avere l’unità modificata al massimo entro il marzo 2023. Viste le caratteristiche richieste, l’unità sarà probabilmente una “Crew Boat” di quelle comunemente impiegate per il trasporto di personale e materiali da e per le piattaforme di estrazione offshore. Il ponte cargo sarà utile per testare i carichi modulari NAVYPODs (Navy Persistent Operational Deployment System) che la Royal Navy sta sviluppando parallelamente. I dimostratori Large USV della US Navy sono unità concettualmente simili, seppure di maggiori dimensioni. Uno dei dimostratori americani, RANGER, si è distinto per aver lanciato un missile SM-6 da un lanciatore containerizzato.

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anteprima logo RID THAAD degli Emirati Arabi Uniti neutralizza attacco missilistico Houthi

Lunedì scorso gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato che il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) ha intercettato, per la prima volta, un missile balistico a medio raggio degli Houthi. Tale sistema antibalistico (che utilizza un intercettore endo/eso atmosferico) ha delle prestazioni che si collocano a metà strada tra quelle del PATRIOT PAC-3 e quelle dei sistemi Standard SM-3 dell’AEGIS. Nell’attacco sopracitato gli Houthi hanno utilizzato anche dei missili da crociera e dei droni che hanno ucciso 3 civili e ferito altre 6 persone. Le aree maggiormente interessate da tale strike sono state l’aeroporto internazionale e il terminal petrolifero di Mussafah vicino la base aerea di Al-Dhafra, che ospita forze americane e francesi. Gli EAU nel 2012 avevano ordinato 9 lanciatori THAAD, operativi dal 2015, tramite un contratto FMS (Foreign Military Sales), diventando così il primo cliente straniero del sistema statunitense. Anche l’Arabia Saudita nel 2017 ha acquistato il sistema antibalistico, prodotto da Lockheed Martin, per difendersi dagli attacchi missilistici degli Houthi, con cui ormai sono in guerra da 8 anni. Attualmente gli Stati Uniti hanno schierato tale sistema in Corea del Sud, Giappone, Guam, Israele e Romania.

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anteprima logo RID IRON FIST 2022, Giapponesi e Americani si addestrano alle operazioni anfibie

E’ iniziata l’esercitazione anfibia bilaterale tra Americani e Giapponesi denominata IRON FIST 2022 presso le acque e le aree addestrative antistanti la base dei Marines di Camp Pendleton in California. La stessa sarà la prima esercitazione complessa che vedrà l’impiego intensivo in mare degli Amphibious Combat Vehicle (ACV) di Iveco DV/BAE Systems. Supportati dalle unità navali del Navy Amphibious Squadron 5, le forze anfibie dei 2 Paesi svolgeranno un intensa attività tra spiagge e poligoni focalizzata sull’addestramento al tiro, la ricognizione anfibia, l’assalto con combinazione di fuoco e manovra, il supporto logistico e medico seabased e l’integrazione del supporto di fuoco da sorgenti multiple. L'attività, a difficoltà crescente, culminerà con un assalto combined dal mare in ambiente urbano. Le forze americane partecipanti all’esercitazione saranno rappresentate dagli uomini e donne provenienti dalla I Marine Expeditionary Force (MEF) di Camp Pendleton e della III MEF di Okinawa (Giappone), mentre il Paese del sol levante parteciperà con elementi provenienti dall’Amphibious Rapid Deployment Brigade, reparto costituito nel 2018. Nel dettaglio, le forze giapponesi partecipanti, includono elementi dell’Amphibious Assault battalion, una compagnia d’assalto di fanteria ed un team del Field Artillery Battalion con operatori e sistemi UAV. Nonostante il limitato numero rispetto alle edizioni precedenti, le forze giapponesi, lavorando a stretto contatto con quelle americane, considerano critica la loro partecipazione alla IRON FIST 2022, data la chiara necessità di accrescere le proprie capacità nel condurre operazioni anfibie joint e combined, quale parte di una più ampia campagna navale difensiva contro possibili minacce nell’area del Pacifico.

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anteprima logo RID Israele acquista 3 nuovi sottomarini lanciamissili dalla Germania

Israele ha sottoscritto un accordo con i cantieri tedeschi TKMS di Kiel per la fornitura di 3 nuovi sottomarini che andranno a rimpiazzare in seno alla Mairna Israeliana i DOLPHIN I attualmente in servizio. La nuova classe sarà denominata DAKAR. L’azienda tedesca ha rilasciato un rendering che mostra un battello caratterizzato da una grande falsatorre estesa per buona parte dello scafo. Una falsatorre così grande potrebbe significare maggiori spazi per le operazioni con le forze speciali ma anche con droni. Non è tuttavia nemmeno da escludere che la stessa falsatorre possa ospitare celle di lancio verticale per l'impiego di missili da crociera o di missili balistici (come sugli ex sovietici GOLF e sull’attuale GORAE nordcoreano, nei quali, appunto, nella falsatorre sono collocati i pozzi verticali per il lancio di missili balistici). Ricordiamo che i sottomarini DOLPHIN israeliani impiegano i missili da crociera, probabilmente equipaggiati con testate nucleari, TURBO POPEYE, impiegabili dai tubi lanciasiluri. Secondo alcune fonti l'ultimo dei 3 DOLPHIN II, attualmente impegnato nelle prove in mare, il DRAKON, potrebbe essere più prestante dei predecessori e già dotato di celle VLS.

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anteprima logo RID F-35B, verso un gruppo integrato Marina Aeronautica

Si va verso un gruppo integrato di F-35B tra Aeronautica e Marina Militare: una forza di 30 velivoli “a disposizione della Difesa” nel cui ambito gli F-35B dell’AM potranno operare dal CAVOUR e dal TRIESTE e gli F-35B dell’Aeronautica da terra. E’ quanto ha dichiarato oggi il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Enrico Credendino, intervenuto a margine della cerimonia di imbascamento di 7 nuovi incursori del GOI svoltasi nella storica base del Varignano. La forza, in caso di operazioni navali, sarebbe sotto comando Marina, e sotto comando Aeronautica in caso di operazioni a terra. Dei segnali in questo senso si sono già visti con i primi appontaggi di un F-35B dell’AM da nave CAVOUR, mentre la prossima settimana un F-35B della MM opererà assieme ad un F-35B dell’Aeronautica in un'attività addestrativa dall’Isola di Pantelleria. Ulteriori dettagli su RID 3/22.

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anteprima logo RID Un futuro (anche) da drone carrier per il GARIBALDI?

Nei prossimi mesi Nave GARIBALDI sarà impegnata nell’esercitazione NATO COLD RESPONSE in Norvegia, assolvendo il ruolo di CATF-CLF (Commander Amphibious Task Force-Commander Lnading Force). Nel 2024 verrà sostituito dal TRIESTE nel ruolo di unità comando e piattaforma aerea per operazioni anfibie, in concomitanza al ritiro degli ultimi AV-8B Harrier dal servizio e della contemporanea IOC degli F-35B. In considerazione del valore dell’unità, e della sua vita residua, la Marina Militare sta valutando le ipotesi per il futuro impiego. Come era già stato indicato da RID giusto un anno fa, lo Stato Maggiore Marina intende perseguire il progetto SIMONA (Sistema di Messa in Orbita Navale) per il lancio di satelliti, in maniera autonoma, rapida e flessibile. Il progetto potrebbe essere realizzato con fondi europei, perché la piattaforma servirebbe anche al lancio di payload civili o dual-use, sia per utenti nazionali, che europei, che NATO. Si tratta di lanciatori VEGA per la messa in orbita di satelliti LEO (orbita bassa) con una massa di circa 300 kg. Oltre a questo ambizioso progetto il GARIBALDI dovrebbe essere impiegato per la valutazione di sistemi d’arma, tra cui si citano anche missili ipersonici, e come drone-carrier per droni aerei, navali e subacquei. Quest’ultima è una vera e propria primizia di cui RID è venuta a conoscenza nelle ultime ore. Il possibile utilizzo di drone carrier è un campo dove diversi Paesi (Turchia, Cina, Regno Unito, Stati Uniti) stanno attualmente concentrando l’attenzione, grazie all’accresciuta capacità operativa che potrebbe essere assicurata con l’impiego in ambito marittimo di droni sia per la sorveglianza/ricognizione che per l’attacco, che necessitano di un ponte di volo relativamente lungo per il decollo e l’appontaggio. Maggiori approfondimenti sui prossimi numeri di RID.

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anteprima logo RID Consegnati i primi 6 RAFALE alla Grecia

Sono stati consegnati all’Aeronautica Greca i primi 6 caccia Dassault RAFALE. I velivoli, che sono stati presi in carico dal cliente sulla base di Tanagra, fanno parte di un pacchetto, la cui fornitura è stata formalizzata nel gennaio 2021, comprendente 18 RAFALE – 12 prelevati direttamente dalla linea dell’Aeronautica Francese e 6 di nuova costruzione – ai quali si sono aggiunti nello scorso autunno 6 ulteriori esemplari, inizialmente previsti in opzione. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Ministro della Difesa Guerini incontra a Roma il Ministro della Difesa albanese Peleshi

Sicurezza nel quadrante Sud dell'Europa, revisione del concetto strategico della Nato, cooperazione in ambito Difesa tra i due Paesi i temi al centro del bilaterale

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anteprima logo Esercito Italiano Cambio del Direttore dell'Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri

Si è tenuta in data odierna, presso l’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Nettuno (Roma), Ente che ha il compito di gestire i contratti di approvvigionamento dei materiali d’armamento per le Forze Armate e di svolgere attività balistiche sperimentali, alla presenza del Tenente Generale Paolo Giovannini, Direttore della Direzione degli Armamenti Terrestri, la cerimonia di avvicendamento nella carica di Direttore dell’Ente tra il Colonnello ing.t.ISSMI Roberto Di Costa, Direttore cedente e il Colonnello ing.t.ISSMI Dario Porfidia Direttore subentrante. 

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anteprima logo Marina Italiana Marina Militare, brevettati 7 nuovi incursori del GOI

Oggi, venerdì 21 gennaio 2022, 7 marinai hanno ricevuto l’ambito “basco verde” diventando a tutti gli effetti incursori della Marina Militare, in una cerimonia svoltasi presso il Comando Subacquei e Incursori (Comsubin) della Marina Militare alla Spezia, alla presenza del Sottosegretario alla Difesa, Senatore Stefania Pucciarelli, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di squadra Enrico Credendino, e di autorità civili e militari. Presente alla cerimonia anche la signora Irene Birindelli, figlia della Medaglia d’oro al valor militare Ammiraglio Gino Birindelli, padre fondatore dell’incursione navale e del Comando Subacquei e Incursori. Grazie alle possibilità offerte dai vari concorsi ufficiali, sottufficiali e volontari in ferma prefissata, 49 giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno caratterizzato da 4 fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessaria a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri. Solo 7 sono riusciti a concludere il 72° Corso ordinario incursori: “non esiste in Forza armata un percorso talmente selettivo e questo rende la misura dell’impegno e della devozione necessari, per raggiungere questo ambito traguardo” ha ricordato l’Ammiraglio Credendino. 

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Nell'ambito del dispositivo di sicurezza messo in campo dal Ministero della Difesa per il G20, il personale ed i velivoli dell'Aeronautica Militare hanno contribuito in particolare alla salvaguardia dello spazio aereo su Roma

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