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anteprima logo RID Da Rohde & Schwarz ecco l’R&S PR200

Rohde & Schwarz ha lanciato un nuovo ricevitore di monitoraggio portatile denominato R&S PR200. Il nuovo apparato, presentato ufficialmente a settembre 2019 nel corso dell’ITU Telecom World a Budapest, è molto versatile grazie alla sua capacità di coprire un’ampia gamma di frequenze che va da 8 kHz a 8 GHz, e addirittura fino a 18 GHz se impiegato in congiunzione con l'antenna portatile HF907DC SHF con downconverter. L'R & S PR200 esegue l'elaborazione del segnale in due percorsi separati, ciascuno con una larghezza di banda in tempo reale fino a 40 MHz, consentendo simultaneamente la visualizzazione e l'analisi dello spettro nel dominio della frequenza, nonché la visualizzazione del segnale e la demodulazione nel dominio del tempo. L'R & S PR200 rileva in modo affidabile segnali con una durata di 1,5 microsecondi, quindi può rilevare praticamente qualsiasi segnale. Grazie all'elevata linearità e all'efficace preselezione, il ricevitore è in grado di affrontare con successo anche gli ambienti di segnale più complessi e disturbati. Per evitare sovraccarichi e operare anche nelle condizioni più difficili, il ricevitore offre anche il controllo automatico del guadagno (AGC) per attenuare o amplificare il segnale in ingresso. L'R&S PR200 è uno strumento utilissimo per autorità di regolamentazione, operatori di reti mobili, unità militari e altre organizzazioni di sicurezza, poiché utilizzando il ricevitore portatile si possono cercare e analizzare emissioni radio, siano esse note o sconosciute, e localizzare le fonti del segnale. Il sistema offre varie opzioni di visualizzazione a schermo e altri strumenti per l'analisi del segnale. Markers – che si intende? Nello sviluppo dell'R&S PR200 si è posta particolare attenzione sulla riduzione del peso. Il risultato è un apparato pesante solo 3,5 kg e un’autonomia d’operazioni di oltre 3,5 ore, che lo rendono perfetto per lunghe operazioni sul campo. Le richieste, i commenti e i suggerimenti degli utilizzatori Beta durante la fase di sviluppo hanno consentito di ottimizzare il PR200 fino a farne il sistema di riferimento per il settore. Il PR200 può registrazione un’ampia varietà e quantità di dati per favorire la successiva analisi del segnale e la compilazione di documentazione. Ad esempio, il ricevitore può registrare e riprodurre tutti i valori misurati, come l'ampiezza, la direzione di provenienza, lo spettro e le informazioni audio demodulate di un segnale ricevuto, lungo un consistente periodo di tempo. È anche possibile scattare un’istantanea dei dati I / Q con un massimo di 60 milioni di campioni. Il PR200 può supportare un’ampia gamma di applicazioni grazie alla disponibilità di numerose opzioni ed estensioni. In combinazione con l’R&S MobileLocator, il sistema ha una funzione aggiuntiva Direction Finding (DF): trasportato temporaneamente su un veicolo, questa combinazione consente un’efficace geolocalizzazione di tutte le emissioni radio, anche in ambienti difficili e saturi di segnali, come le aree più densamente urbanizzate. Jörg Pfitzner, direttore della divisione di monitoraggio, test e gestione prodotti di Rohde & Schwarz, ha spiegato: "L'R & S PR200 presenta eccellenti caratteristiche RF combinate con un’innovativa elaborazione del segnale e un'eccezionale facilità d'uso. Il PR200 è il successore del precedente PR100, rispetto al quale si presenta con dimensioni, pesi e aspetti simili pur essendo completamente nuovo e superiore al predecessore in molti aspetti chiave. Dopo i precedenti EB100, EB200 e PR100, che sono già impiegati con successo da molti clienti, l'R & S PR200 rappresenta la quarta generazione di ricevitori portatili di Rohde & Schwarz".

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anteprima logo RID Australia, le ADF nell’emergenza incendi

Una catastrofe dalle proporzioni inimmaginabili che non si può ancora definire chiusa quella degli incendi che stanno flagellando l’intero continente australiano. Un territorio bruciato pari all’intera Inghilterra che continua ad espandersi ogni giorno, milioni gli animali vittime del fuoco e un bilancio di vittime umane a 2 cifre che preoccupa sempre di più. La situazione, vista nei numeri, ha veramente i caratteri di un disastro naturale immane. È per questo motivo che il Governo Australiano ha deciso di schierare massicciamente le proprie Forze Armate al fine di supportare le autorità statali e locali nel fronteggiare l’emergenza. Migliaia gli uomini e le donne impiegate delle 3 Forze Armate sotto il Comando del Major General Jake Ellwood, nominato Coordinatore Nazionale delle Australian Defence Forces (ADF) per l’emergenza che, con la sua Combined Joint Task Force, è impegnato nella gestione della neo-battezzata Operazione BUSHFIRE ASSIST 19/20. Tre le Joint Task Force ai suoi comandi, organizzate in supporto dei singoli Stati di Victoria (JTF 646), New South Wales e Australian Capital Territory (JTF 1110) e South Australia e Tasmania (JTF 1111). Più di 3.000 i riservisti richiamati e schierati insieme al personale in servizio permanente per il supporto alle autorità civili in assistenza alla popolazione. Oltre alla normale attività di spegnimento degli incendi, la RAAF, Aeronautica Militare Australiana, è massicciamente impiegata con tutta la sua componente di trasporto strategico (C-17A GLOBEMASTER III), tattico (C-130J HERCULES e C-27J SPARTAN) e ad ala rotante nell’evacuazione dei cittadini dalle aeree a rischio e nel pronto rischieramento di vigili del fuoco e personale specializzato dove necessario. La Royal Australian Navy ha invece impiegato le navi (HMAS ADELAIDE, HMAS CHOULES e MV SYCAMORE) e i velivoli (S-70 SEAHAWK e MRH-90 TAIPAN) della propria componente anfibia nel delicato compito di evacuazione dei cittadini di alcune zone del New South Wales rimasti, in alcuni casi, intrappolati tra la linea di fuoco avanzante e l’Oceano. L’Esercito Australiano, oltre a fornire la struttura di Comando e Controllo delle operazioni, è impegnato in molteplici attività campali, con i suoi reparti del genio, per riaprire le strade e permettere ai soccorsi di raggiungere le comunità rimaste isolate dagli incendi, di soccorso e distribuzione di aiuti accogliendo presso le proprie basi i cittadini evacuati dai centri distrutti o a rischio. Importantissimo anche l’impegno joint delle ADF nel salvare gli animali selvatici e domestici a rischio della vita, grazie all’impiego dei propri team veterinari a supporto dei centri di emergenza attivati. A rinforzare il significativo schieramento delle ADF, reparti del genio e elicotteri di differenti nazioni sono stati prontamente rischierati su suolo australiano provenienti dalla Nuova Zelanda, Singapore, Papua Nuova Guinea e Fiji.

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anteprima logo RID Mattarella in Qatar per rafforzare la partnership strategica con l’Emirato

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è in Qatar dove oggi ha incontrato l’Emiro Tamim bin Hamad Al-Thani. Il Qatar è attualmente il principale partner strategico italiano nell’area del Golfo insieme al Kuwait. I rapporti politico militari sono estremamente stretti e solidi e riguardano per prima cosa la creazione da parte dell’Italia della flotta dell’Emiro con l’annessa fornitura di 7 unità navali – 4 fregate leggere classe DOHA, 2 pattugliatori ed una nave anfibia con capacità anti-balistiche – e la formazione e l’addestramento di tutto il personale. A ciò bisogna aggiungere la fornitura di batterie costiere antinave e di elicotteri NH-90. Queste commesse, il cui valore è abbondantemente superiore ai 6 miliardi di euro, coinvolgono le principali aziende della difesa italiane, da Leonardo, a Fincantieri ed MBDA Italia, passando per Elettronica. Ma altre interessanti prospettive potrebbero aprirsi per gli addestratori/velivoli d’attacco leggero M-346 di Leonardo e per i mezzi ruotati anfibi ACV di Iveco DV.

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Gli esiti della tanto attesa Conferenza di Berlino sulla Libia sono stati accolti generalmente in maniera favorevole, ma le incognite sul futuro della guerra civile che dilania il Paese restano ancora molte, forse troppe. Il risultato più concreto portato a termine dalla Cancelliera Merkel è la creazione di un Comitato Militare congiunto, che dovrebbe riunirsi a Vienna a partire dal 27 gennaio, incaricato di tracciare le linee del cessate il fuoco e monitorarle. A quel punto nel Paese potrebbe essere dispiegata una missione di stabilizzazione europea sotto mandato ONU, di cui però nel documento approvato a Berlino non si fa menzione perchè altrimenti Haftar non lo avrebbe accettato. Il resto sono impegni generici, come quello sull'embargo di armi al Paese. Nulla di vincolante, l'embargo è lasciato alla "buona volontà" dei singoli Paesi, anche se sono previste delle sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU in caso di sue violazioni. Altrettanto generica la richiesta per il disarmo e la smobilitazione di tutte le milizie, le vere protagoniste del conflitto libico. In definiva il pallino resta in mano ai signori della guerra libici, ed al trio Putin, Erdogan, Al Sissi, con buona pace dell'Europa, che hanno una presenza militare sul terreno da far valere alla bisogna. Al momento Haftar ha una posizione di forza essendosi spinto nel cuore della Tripolitania, ma a Serraj restano comunque la capitale, dove vivono un terzo dei Libici, ed un importante porto come Misurata, più alcuni assetti energetici strategici. In queste condizioni il lavoro del Comitato Militare per la demarcazione delle linee di cessate il fuco non si profila affatto facile, anche perchè in questa fase Haftar difficilmente accetterebbe di ritirare troppo indietro le proprie truppe e milizie. Siamo di fronte, pertanto, ad una situazione sul terreno per cui – per arrivare veramente ad un cessate il fuoco duraturo – le milizie filo-Serraj dovrebbero avanzare per riequilibrare i rapporti, ma non hanno la forza per farlo, mentre Haftar non è in grado di prendere la capitale e "domare" Misurata. Uno stallo, insomma, che potrebbe restare tale ancora per molto tempo, fino a cristallizzarsi in una ripetizione dello scenario siriano-libanese-iracheno, ovvero in una divisione in sfere d'influenza di un Paese che non c’è più.

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Il video mostra il primo volo del nuovo light-MALE di Leonardo FALCO XPLORER. Il velivolo potrebbe rimpiazzare i PREDATOR-A dell'AM ed ha delle interessanti prospettive pure sul mercato internazionale.

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anteprima logo RID Libia, la Turchia schiera sistemi antiaerei a Mitiga

Alcune immagini e video apparsi in rete nelle ultime ore sembrano confermare l'invio di sistemi d'arma turchi rischierati presso l'aeroporto di Tripoli/Mitiga.

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anteprima logo RID Primo volo per il FALCO XPLORER

Il FALCO XPLORER, il nuovo UAV light-MALE di Leonardo, ha effettuato con successo il primo volo di prova. Il drone è decollato dalla base aerea di Trapani-Birgi, ha volato sul Golfo di Trapani in uno spazio aereo dedicato per circa 60 minuti ed è infine rientrato atterrando in sicurezza. Si tratta di un importante risultato, raggiunto anche grazie al supporto tecnico e ingegneristico fornito dal Reparto Sperimentale di Volo dell’AM nelle fasi di pianificazione del volo e delle attività collegate. Il velivolo inizierà ora una campagna di test per valutare l'intera gamma di capacità, compreso il sistema di sensori di bordo. Tutti i dettagli su RID 3/20.

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anteprima logo RID Missioni all’estero, l’Italia cambia

Il Decreto per il rifinanziamento delle missioni all’estero non è ancora stato presentato dal Governo. I motivi sono presto detti. Da una parte ci sono gli importanti appuntamenti elettorali in Calabria ed in Emilia Romagna, dall'altra, soprattutto, ci sono i repentini cambiamenti di scenario che stanno imponendo al Governo un approfondito supplemento di riflessione. Al momento per le missioni italiane all’estero è previsto per il 2020 uno stanziamento di 1,308 miliardi di euro, lo stesso importo effettivamente speso nel 2019, anche se per lo scorso anno le previsioni, ancora in sede di assestamento, parlavano di 997 milioni di euro. Vedremo, dunque, se la cifra prevista dallo Stato di Previsione del MEF basterà oppure se bisognerà intervenire in corso d’opera pure nel 2020 come, appunto, accaduto lo scorso anno. Detto questo, per quanto riguarda l’impegno italiano nei teatri di crisi, alcune indicazioni sono già state fornite dal Ministro della Difesa Guerini al Parlamento. Il cambiamento più importante dovrebbe riguardare la Libia con una rimodulazione dell’attuale missione MIASIT (Missione bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia) ed una sua internazionalizzazione alla luce di quelli che saranno i risultati della Conferenza di Berlino e dell’eventuale cessate il fuoco permanente che dovesse essere finalmente sottoscritto da entrambi i contendenti. In questo caso, è lecito attendersi una missione molto piu’ robusta – con molti piu’ uomini e mezzi terrestri ed aerei – sul modello dellUNIFIL in Libano per garantire sul terreno la sicurezza ed il rispetto degli accordi. L’auspicio è che l’Italia ne assuma la leadership e che il dispositivo sul terreno sia veramente “deterrente”. Allo stesso tempo dovrebbe essere “riattivata” la dimensione navale dell’Operazione SOPHIA con una rinnovata enfasi sull’embargo di armi verso la Libia. Restando in Africa, è possibile che venga incrementato il contingente in Niger, fermo restando che i compiti, ovvero l’assistenza alle Forze di sicurezza locali, non dovrebbero mutare. Spostandoci nel Golfo, potrebbe essere rimodulata la presenza nell’ambito dell’Operazione anti-Daesh INHERENT RESOLVE in Iraq e Kuwait, mentre, come suggerito dal Ministro Guerini, la “NATO potrebbe progressivamente sostituirsi alla coalizione” con un focus sempre più accentuato sulla dimensione training e mentoring. Allo steso tempo, l’Italia potrebbe entrare a far parte della missione navale europea, a guida francese, che a breve dovrebbe affiancarsi a quella americana per garantire la sicurezza del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Infine, è lecito attendersi una riduzione dell’impegno in Afghanistan e la chiusura di alcune, delle tante, missioni minori alle quali l’Italia partecipa in ogni parte del globo.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Generale Vecciarelli in visita ai militari italiani impiegati nelle missioni internazionali

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli,  durante i giorni delle festività natalizie ha fatto visita al personale italiano attualmente impiegato nelle diverse missioni internazionali.

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Si è svolta dal 06 al 10 gennaio 2020, nell’area operativa del settore Ovest del Libano, attualmente sotto la responsabilità della Brigata Granatieri di Sardegna, una settimana addestrativa cha ha coinvolto la compagnia italiana del Sector Mobile Reserve alimentata dal reggimento Lancieri di Montebello (8°) e la Force Commander Reserve composta da unità finlandesi della Jäger Company della RUK (Reserviupseerikoulu-Reserve Officer School).

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Sul ponte di volo del Cacciatorpediniere Andrea Doria, ormeggiata presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, si è svolta la cerimonia di avvicendamento del comando dell’Operazione Mare Sicuro tra il Contrammiraglio Silvio Vratogna (cedente) e il Contrammiraglio Stefano Turchetto (subentrante).

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anteprima logo Aeronautica Italiana T-345A: primo volo per l’Aeronautica Militare sul nuovo addestratore

Nella tarda mattinata del 4 dicembre, un equipaggio costituito interamente da personale (pilota ed ingegnere sperimentatori) del Reparto perimentale di Volo dell’Aeronautica Militare ha volato, per la prima volta, ai comandi di un velivolo T-345A: addestratore made in Italy di nuova generazione. 

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