LEONARDO
Viaggi RID
anteprima logo RID Test eso-atmosferici per l’ARROW 3

Il 28 luglio scorso, il missile anti-balistico ARROW 3, sviluppato congiuntamente dalla Israeli Aerospace Industries (IAI) e da Boeing a partire dal 2008, ha completato una campagna di test durata 10 giorni presso il Pacific Spaceport Complex – Alaska a Kodiak, Stati Uniti. Oltre ad essere coinvolti a livello industriale tramite Boeing, gli Stati Uniti hanno finanziato buona parte dello sviluppo del sistema con i fondi per la sicurezza destinati annualmente ad Israele. I test, articolati su 3 differenti scenari, hanno visto l’ARROW 3 portare a termine ingaggi esoatmosferici contro un bersaglio balistico non identificato ma appartenente alla famiglia israeliana di missili-bersaglio SPARROW prodotta da Rafael. Viste le caratteristiche dei test, probabilmente si è trattato di bersagli SILVER SPARROW, che replicano il Medium Range Ballistic Missile SHAHAB-3 iraniano, ovvero la principale minaccia che l’ARROW 3 è destinato a contrastare. L’intero sistema ARROW 3 è stato testato, schierando sia il Battle Management Centre GOLDEN ALMOND sia il Fire Control Centre CITRON TREE di Elisra (sussidiaria di Elbit Systems) e ovviamente il radar EL/M 2080S SUPER GREEN PINE di Elbit. Con la collaborazione della Missile Defense Agency statunitense è stato coinvolto anche un radar americano AN/TYP-2, così da dimostrare l’interoperabilità dei sistemi, particolarmente importante poiché un AN/TYP-2 americano è basato permanentemente in territorio israeliano. L’ARROW 3 va a completare la difesa stratificata dei cieli israeliani, fornendo la copertura ad altissima quota. Al di sotto opereranno ARROW 2, DAVID’S SLING e IRON DOME.

a cura di
anteprima logo RID Parte la produzione in serie del Su-57

Secondo quanto comunicato dal Vice Primo Ministro Yuri Borisov, la Russia ha avviato (finalmente) la produzione in serie del caccia stealth autoctono Su-57.

a cura di
anteprima logo RID LCS: consegnata la INDIANAPOLIS

Nell’ambito del programma Littoral Combat Ship (LCS), il consorzio di cui fanno parte Fincantieri, tramite la sua controllata Fincantieri Marinette Marine (FMM), e Lockheed Martin Corporation, ha consegnato “Indianapolis” (LCS 17) alla US Navy presso il cantiere di Marinette (Wisconsin).

a cura di
anteprima logo RID Parte lo sviluppo dell'ARIETE AMV

E' stato firmato ieri il contratto per l'upgrade del carro ARIETE dell'EI.

a cura di
anteprima logo RID Avanti verso il G2G italiano

In uno scenario industriale sempre più competitivo e complesso, popolato di grandi player storici, ma sempre più anche di “new comers”, il supporto governativo all'export militare è un fattore determinante. Storicamente questo è un tallone di Achille del sistema Paese italiano che molto spesso, pur avendo eccellenti prodotti, non è riuscito a piazzarli per mancanza di supporto o, meglio, per un supporto scoordinato e disomogeneo. Viceversa, questo è sempre stato un punto di forza dell’export militare di altri Paesi, come, limitandoci solo all’Europa, la Francia piuttosto che il Regno Unito, dove il vertice politico-esecutivo si fa garante presso lo Stato acquirente della commessa – mettendo la sua firma su un’offerta o su un contratto - con tutto ciò che ne consegue in termine di stabilità e continuità della relazione, ritorni, ecc. Nel caso della Francia si va pure oltre con un ruolo di primo piano da parte del Presidente della Repubblica che opera sulla scena come vero e proprio manager e venditore dei prodotti dell’industria nazionale. Negli ultimi anni, tuttavia, si è cercato pure in Italia di fare qualcosa e di introdurre degli elementi di “garanzia governativa” per l'export militare e nel 2010 si è intervenuti mediante un Decreto legislativo sul Codice dell'Ordinamento Militare con l’Art.537 Ter stabilendo che: “Il Ministero della Difesa, nel rispetto dei principi, delle norme e delle procedure in materia di esportazione di materiali d’armamento di cui alla Legge 9 luglio 1990, n. 185, e successive modificazioni, d’intesa con il Ministero degli affari esteri, può svolgere per conto di altri Stati esteri con i quali sussistono accordi di cooperazione o di reciproca assistenza tecnico-militare, e tramite proprie articolazioni, attività di supporto tecnico-amministrativo per l’acquisizione di materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale anche in uso alle Forze Armate e per le correlate esigenze di sostegno logistico e assistenza tecnica, richiesti dai citati Stati, nei limiti e secondo le modalità disciplinati nei predetti accordi”. A tale normativa è stata poi data attuazione con il regolamento emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2015. In pratica, con questi 2 passaggi è stato dato vita ad un primo rudimento di modello G2G italiano formalizzando un ruolo di supporto ed indirizzo da parte della Difesa, ovvero del Governo, rispetto all’export militare ed alle iniziative industriali in questo settore. Il regolamento in questione ha precisato poi che per supporto era da intendersi un insieme di attività quali “assistenza tecnica, ingegneristica, logistica, manutentiva, addestrativa, formativa, amministrativa, legale, nonché di coordinamento della contrattualistica e degli aspetti connessi alla gestione finanziaria, anche nella fase di pianificazione e definizione dell’esigenza e del relativo impatto sui costi, discendente dagli accordi o dalle intese internazionali”. I risultati si sono visti subito e anche grazie a questa nuova cornice normativa l’Italia ha vinto commesse strategiche come quelle in Kuwait, per la vendita degli Eurofighter TYPHOON, di cui è prime contractor Leonardo, ed in Qatar, per la costituzione della Flotta della Marina locale, di cui è prime contractor Fincantieri. Ma questo non basta e adesso si sta cercando di compiere un passo ulteriore per completare tutto il processo e far sì che il Governo possa svolgere pure attività di carattere contrattuale come avviene, per esempio, nell’ambito del sistema Foreign Military Sale americano. A tal proposito il 3 luglio la Commissione Difesa del Senato ha approvato all’unanimità una Risoluzione che impegna il Governo: “a predisporre le opportune iniziative al fine di permettere allo Stato italiano di svolgere, nei confronti degli Stati con i quali sussistono accordi di cooperazione o di assistenza tecnico-militare, oltre alle attività di supporto tecnico-amministrativo, sostegno logistico e assistenza tecnica, anche attività di carattere contrattuale, nel rispetto delle norme e delle procedure in materia di esportazione di armamenti di cui alla legge n. 185 del 1990”. A ciò bisogna aggiungere l’impegno a: “prevedere adeguate forme di coordinamento istituzionale a sostegno del comparto dell’industria della difesa, anche attraverso cabine di regia interministeriali; a prevedere un nucleo tecnico-operativo, di ausilio alla struttura di coordinamento di cui all’impegno precedente, che, operando nel pieno rispetto della normativa vigente concernente l’esportazione dei materiali d’armamento, costituisca l’interfaccia tra i vertici del Governo e il sistema delle imprese, in modo da fornire a queste ultime ogni possibile supporto nella competizione sui mercati mondiali”. In tale quadro, su impulso del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ci si sta già attivando in ambito governativo e presso l’Ufficio del Consigliere Militare di Palazzo Chigi, Amm. Carlo Massagli, è stato costituito un tavolo tecnico su più livelli – presidenza del consiglio dei ministri, inetrministeriale e industriale – con il compito di vagliare le ipotesi, da presentare poi in Consiglio dei Ministri, per attuare quanto richiesto dalla Commissione Difesa del Senato. Un’accelerazione molto importante e che come RID intendiamo seguire passo per passo. Tra le ipotesi di cui si sta discutendo, c’ anche quella di un intervento legislativo per modificare in maniera molto semplice il citato Art.537 Ter per consentire al Governo, ovvero alla Difesa - magari attraverso l’Agenzia Industrie Difesa (AID), che diventerebbe in tal senso l’Agenzia contraente (una sorta di Defense Security Cooperation Agency, DSCA, italiana), oppure attraverso la stessa Segredifesa – di condurre pure attività “contrattuale” apponendo la propria firma su un’offerta e/o un contratto per la fornitura di beni e servizi militari dell’industria nazionale ad un Passe estero. In questo modo una commessa militare non solo riceverebbe il supporto del Governo, ma avrebbe sin da subito il sigillo formale della garanzia governativa, fattore sempre più richiesto dagli Stati acquirenti, in particolare quelli fuori dal circuito di alleanze strutturate come la NATO. Se veramente si dovesse ultimare questo processo, un esito che RID auspica fortemente, l’export militare italiano ne trarrebbe un enorme beneficio e l’Italia si metterebbe al pari degli altri grandi Paesi del mondo.

a cura di
anteprima logo RID Canada, riparte l'acquisizione del nuovo caccia

In una nuova puntata della “querelle” riguardante la scelta del nuovo caccia, il 23 luglio il Canada ha ufficialmente inviato una RFP (Request For Proposal) per il requisito riguardante 88 nuovi caccia multiruolo che andranno a sostituire la flotta di 85 CF-188A/B HORNET che rappresentano la spina dorsale della Royal Canadian Air Force, assieme ai 25 F/A-18A/B ex australiani, 2 dei quali consegnati lo scorso gennaio. Alla richiesta dovrebbero rispondere i soliti candidati - Airbus con l’Eurofighter, Boeing con il SUPER HORNET, Lockheed Martin con F-35A JSF e Saab con il JAS-39E GRIPEN – che avranno la possibilità di essere presentati in 2 fasi: la prima, preliminare, è prevista entro il prossimo autunno, mentre la seconda, definitiva, con scadenza nella primavera 2020. Ulteriori dettagli su RID 10/19.

a cura di
anteprima logo RID PPA, avanti con le 3 opzioni

Nel corso della sua importante audizione parlamentare, il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, ha annunciato l’intenzione di esercitare l’opzione per i 3 PPA restanti in aggiunta ai primi 7 già ordinati. Si tratta di una notizia di grande rilievo anche perché l’Ammiraglio ha contestualmente affermato la necessità di configurare almeno 2 di queste 3 nuove unità in variante antisom. Il PPA non è concepito come unità antisom dedicata, pur avendo capacità in tal senso con la variante Full, ma grazie alla sua ampia modularità/flessibilità - data dalla baia di missione poppiera e dall’area riconfigurabile a centro nave - potrebbe essere equipaggiato pure con AUV (Autonomous Underwater Vehicle), USV (Unmanned Surface Vehicle), e droni in generale operando come nave madre per il controllo di assetti sepcializzati nella lotta antisom. Ulteriori approfondimenti sui prossimi numeri di RID.

a cura di
anteprima logo RID Il B-21 volerà entro il 2021

Secondo quanto dichiarato dal Vice Capo di Stato Maggiore dell'USAF, Gen. Stephen Wilson, lo scorso il 24 luglio, il primo volo del nuovo bombardiere strategico stealth B-21 RAIDER è atteso per dicembre 2021, mentre la capacità operativa iniziale è prevista per il 2024. Nel suo intervento Wilson ha evidenziato che l’opinione generale all’interno dell’Air Force è che ad oggi “non si dispone di una capacità di attacco a lungo raggio sufficiente” e per tale motivo si sta procedendo al profondo aggiornamento della flotta di B-52H, con upgrade a motore e suite avionica. Sempre restando al deficit capacitivo manifestato dall’USAF, Wilson ha confermato che, a partire dagli anni ’50, quando saranno ritirati dal servizio i velivoli che compongono l’attuale flotta di bombardieri strategici (B-1 e B-2, teoricamente nei primi anni ’30, ma il termine potrebbe essere rivisto in caso di numeri ridotti nelle consegne dei RAIDER per quella data) e B-52 (prima metà dei ’50), “l’Aeronautica avrà bisogno di almeno 100 B-21”. Tornando alla data prospettata da Wilson per il primo volo del RAIDER, tali dichiarazioni integrano quelle di inizio mese, quando il CSMA dell’USAF Goldefein aveva confermato l’avvio della costruzione del primo prototipo del velivolo e dello sviluppo del relativo software di bordo.

a cura di
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Missione in Lettonia: terminato l'intenso ciclo addestrativo

Il contingente italiano schierato nella missione in Lettonia presso la base di ?daži ha appena concluso il ciclo addestrativo denominato "Reaper Prime" sviluppando una serie di attività addestrative individuali con l'impiego dei VCC80 Dardo e dei carri armati C1 Ariete, in bianco e a fuoco, nonché degli assetti logistici schierati in teatro, con lo scopo di preparare le unità per un successivo impiego congiunto in attività addestrative con altri Paesi dell'Alleanza Atlantica.

a cura di
anteprima logo Esercito Italiano Esercitazione "Precise Response" 2019

Si è conclusa in questi giorni la Precise Response 2019 (PR19), la principale esercitazione programmata dalla NATO presso la base militare di SUFFIELD (Canada) per la condotta di attività live agent CBRN.

a cura di
anteprima logo Marina Italiana Operazione Atalanta: la Marceglia è Flagship della missione

Partita da Taranto il 13 luglio e inserita dallo scorso 20 luglio nel dispositivo navale europeo dell’operazione di contrasto alla pirateria “Atalanta”, la fregata Antonio Marceglia ha assunto oggi in porto a Gibuti il compito di flagship della Task Force aeronavale.  

a cura di
anteprima logo Aeronautica Italiana IFTS: addestramento e tecnologia in continua evoluzione

Venerdì 19 agosto, per la prima volta dalla nascita dell’International Flight Training School presso il 61° Stormo di Galatina (LE), è stata interamente pianificata un’attività addestrativa di volo della Fase IV utilizzando unicamente il Training Management and Information System (TMIS), l’avanzato software gestionale sviluppato dalla Divisione Velivoli di Leonardo S.p.A. con la collaborazione diretta del Comando Scuole dell’Aeronautica Militare.

a cura di
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>