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anteprima logo RID Truppe Alpine: il corso Mountain Warfare

Il Centro Addestramento Alpino di Aosta ha sviluppato un nuovo iter addestrativo. 

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anteprima logo RID Dal Project 20380 al Project 20386

La famiglia Project 20380 ha attraversato una tale evoluzione che il suo ultimo discendente, designato 20386 (o 20380.6) non sembra neanche appartenere allo stesso filone. 

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anteprima logo RID Sensori passivi per velivoli da combattimento

Un moderno aereo da combattimento è sostanzialmente una sofisticata piattaforma per sensori e sistemi d’arma. I sensori devono garantire capacità operative sia offensive che difensive, il tutto nei complessi scenari operativi odierni e in quelli previsti per l’immediato futuro. Tutto ciò rappresenta un fattore chiave dal punto di vista sia tecnologico che operativo. Tipologie, caratteristiche e funzioni dei moderni sensori sono ben note, ma oggi è di fondamentale importanza non solo un miglioramento delle loro capacità, ma anche un nuovo approccio verso una profonda integrazione tra tutti i sensori (sensor fusion) unitamente alle caratteristiche di passività dei sistemi, indispensabili per non essere rilevati dal nemico.

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anteprima logo RID Piaggio Aerospace: ancora incertezze sul futuro

L’incontro svoltosi il 24 aprile scorso al MiSE su Piaggio Aerospace ha portato alcune novità di un certo rilievo sul futuro dell’azienda ligure attualmente in amministrazione straordinaria, ma non autorizza facili ottimismi, anzi. In particolare, nel breve periodo è previsto il riavvio delle attività di manutenzione dei velivoli P180 e della produzione degli stessi, nonché la finalizzazione della certificazione dell’UAV P1HH HAMMERHEAD e l'impegno su quest’ultimo fronte all'acquisizione di 2 sistemi (4 velivoli). L’acquisto di 4 sistemi, per un totale di 8 velivoli, prospettato lo scorso febbraio viene dunque meno anche se il comunicato del MiSE genericamente fa riferimento all'acquisizione di “altri sistemi” nel medio periodo con “l'obiettivo a lungo termine di avere in azienda le capacità per lo sviluppo di ulteriore tecnologia legata alle linee guida del Ministero della Difesa”. Secondo il Governo, ciò consentirebbe a Piaggio Aerospace di entrare nell’attività di progettazione di sistemi a livello europeo e, in particolare, nel programma EUROMALE. Un passaggio fondamentale e lo snodo attraverso il quale il Governo intenderebbe adesso rilanciare l’azienda da un punto di vista industriale, dopo lo scarso gradimento manifestato dall’Aeronautica per la prospettiva di rilancio precedente legata al solo UAV P1HH HAMMERHEAD (che l’AM non vuole). Tuttavia ritagliare adesso una quota di partecipazione per Piaggio Aerospace nel programma EUROMALE sembra alquanto difficile considerando che i giochi sono ormai fatti. Per l’Italia, Leonardo dovrebbe detenere un workshare nel progetto tra il 20 ed il 25%, mentre la capocommessa è Airbus ed un ruolo di rilievo spetta pure a Dassault. Alla luce di questo diventa difficile capire cosa potrebbe fare Piaggio Aerospace dentro l’EUROMALE, basti pensare che anche nel P2HH, programma al momento defunto, la “fetta” di Leonardo era notevolmente cresciuta (rispetto a quella posseduta nel P1HH) fino alla produzione di tutta l’ala e delle superfici mobili (oltre all’avionica ed al sistema di missione e di controllo). L’altro obbiettivo del Governo è creare con Piaggio Aeropsace “un polo unico per la manutenzione” , ma lo stesso comunicato del MiSE non specifica in maniera più dettagliata i termini della questione e quali attività in tale ambito verrebbero svolte oltre a quelle che attualmente Piaggio Aerospace già effettua come, per esempio, quelle sui P180 o sui motori degli MB339 o, ancora, le attività sui motori PW-206/207 (di cui l’azienda produce pure importanti componenti) degli elicotteri AW-109 ed AW-169. Le prospettive dell’azienda, pertanto, alla luce di questo ultimo incontro, restano se possibile ancor più incerte di prima, mentre il Commissario Straordinario continua la ricerca di un partner industriale e il 2 maggio inizia la cassa integrazione per i lavoratori.

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anteprima logo RID P-72A/ATR-72 MP, molto più di un pattugliatore marittimo

L’ATR-72 MP di Leonardo Velivoli, noto in seno all’Aeronautica Militare come P-72A, rappresenta una soluzione molto interessante da un punto di vista del rapporto tra costi e prestazioni.

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anteprima logo RID L'ATOS, un sistema di missione in continua crescita

L'ATOS (Airborne Tactical Observation and Surveillance), il sistema di missione installato a bordo dell'ATR-72 MP/P-72A e realizzato dalla Divisione Elettronica di Leonardo, è stato progettato per effettuare principalmente missioni di sorveglianza marittima, sorveglianza terrestre e SAR (Search And Rescue).

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anteprima logo RID Firmato il contratto per gli AW101 polacchi

Leonardo ha annunciato oggi la firma di un contratto del valore di circa 380 milioni di euro (1,65 miliardi di zloty) per la fornitura di 4 AW101 alla Marina della Polonia. Il contratto comprende anche servizi di supporto logistico e addestramento, ed è stato firmato alla presenza del Primo Ministro polacco, Mateusz Morawiecki, del Ministro della Difesa, Mariusz B?aszczak, e dell’Amministratore Delegato di Leonardo, Alessandro Profumo. La controllata di Leonardo in Polonia PZL-?widnik agirà in qualità di prime contractor e sarà responsabile per l’esecuzione del contratto. Le macchine sono destinate a vari compiti, compresi il contrasto alle minacce sottomarine, la ricerca e soccorso e il recupero di personale, con consegne entro il 2022. La firma di questo contratto fa seguito all’Accordo di Offset recentemente annunciato e del valore di circa 90 milioni di euro (400 milioni di zloty).

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anteprima logo RID L'US Army sacrifica i CHINOOK Block II

L'Esercito dirotta i fondi verso altri programmi, ma Boeing spera che il Congresso si metta di traverso.


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anteprima logo RID In 5 in gara per il FARA

Il Future Attack and Reconnaissance Aircraft (FARA) procede con la selezione di 5 di 8 proposte ricevute.

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anteprima logo RID Haftar resiste e contrattacca

Dopo che lo scorso 19 aprile le forze del GNA erano riuscite a far arretrare verso sud le forze del LNA, costrette a ripiegare da al-Azizia fino ad una decina di chilometri a nord di Gharyan, hub di comando e controllo del LNA per l’offensiva su Tripoli, durante i 5 giorni successivi le forze di Haftar sono riuscite ad arrestare la controffensiva delle milizie filo Serraj e a riguadagnare terreno almeno fino al villaggio di al-Hira, anche se alcune fonti parlano di una ritirata ancora più a nord delle milizie GNA/TPF. 

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anteprima logo RID Deriverà dal 525 il FARA di Bell

La scommessa: da un super-medio da 9 tonnellate ad uno Scout da 200 nodi. 

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anteprima logo RID La geopolitica degli attentati in Sri Lanka

Dei terribili attentati in serie che hanno colpito lo Sri Lanka ci sono 2 fattori che balzano immediatamente all’occhio. Il primo, è l’ampiezza e l’estensione, che suggeriscono il coinvolgimento di un gruppo molto strutturato e ramificato, con probabili appoggi all’esterno. Il secondo, la tardiva e "scaglionata" rivendicazione dell'ISIS. Un fattore quest’ultimo che mal si concilia con un’eventuale paternità dello Stato Islamico – che tende, infatti, sempre e comunque a rivendicare tutto - e rimanda semmai ad organizzazioni più sofisticate, con legami anche in apparati d’intelligence statali, come, per esempio, Al Qaeda. Ma oltre a questi esiste un terzo fattore – colpevolmente trascurato su buona parte della stampa nostrana – di rilevante importanza per indurre ad interpretare quanto accaduto in Sri Lanka in maniera molto più complessa e articolata di quanto si sia fatto finora, ovvero il timing dell’attacco. Quest’ultimo, infatti, è giunto proprio durante il durissimo scontro istituzionale che da mesi contrappone il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe e Parlamento, da un lato, e il Presidente Maithripala  Sirisena, dall’altro. Uno scontro che aveva portato Sirisena a dimissionare lo scorso autunno Wickremesinghe ed a richiamare l’ex Presidente Mahinda Rajapaksa, l’uomo forte che aveva sconfitto le Tigri Tamil, ma che aveva pure portato il Paese a stringere relazioni via, via più forti con la Cina. Lo scontro è stato poi risolto solo dalla pronuncia della Corte Suprema contraria alla decisione di Sirisena, ma da allora il Paese continua a dibattersi in una crisi sul cui sfondo si agita la competizione tra India e Cina per l’influenza sulla strategica isola e che ha visto negli ultimi anni lo Sri Lanka scivolare sempre più nell’orbita di Pechino. In questo quadro, fa specie ricordare che il siluramento di Wickremesinghe sia stato giustificato dal Presidente Sirisena alla luce di un complotto ai suoi danni ordito con la complicità di un membro del Governo e del famigerato RAW (Research and Analysis Wing), il servizio segreto indiano. Un’accusa al RAW che sarebbe stata mossa da Sirisena durante una riunione di gabinetto, ma che, dopo essere uscita sull’indiano “The Hindu”, lo stesso Presidente si sarebbe affrettato a smentire. Al di là delle congetture e delle smentite, resta però l'impressione che la bicefalia che regna in questo momento a Colombo abbia fatto da brodo di coltura ideale per la gestazione e la preparazione del drammatico attacco di Pasqua, che nell’ombra qualcuno potrebbe aver facilitato per strumentalizzare ai propri fini geopolitici.

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