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anteprima logo RID Via all’ATR STOL

Il Consiglio di Amministrazione di ATR – joint venture tra Leonardo ed Airbus - ha dato il via libera al lancio del nuovo ATR 42-600S STOL (Short Take Off and Landing), ovvero una variante capace di decollare ed atterrare da piste corte – 800 m, mentre adesso un ATR-42 ha bisogno di 1.050 m di pista. Si potranno così raggiungere 500 nuovi aeroporti in tutto il mondo. L’ATR STOL potrebbe andare sul mercato in 3 anni ottenendo nello stesso arco di tempo la certificazione. La joint venture ha già registrato per questa nuova variante un impegno per l’acquisizione di 20 velivoli da parte di Elix Aviation Capital e Air Tahiti. Anche le fusoliere di questo nuovo membro della famiglia ATR verranno prodotte nello stabilimento Leonardo di Pomigliano d’Arco.

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anteprima logo RID Attacco a petroliera iraniana nel Mar Rosso?

Questa mattina sono circolate notizie di origine iraniana su 2 esplosioni a bordo della petroliera SABITI, battente la bandiera di Teheran e in navigazione nel Mar Rosso a circa 100 km al largo del porto saudita di Jeddah. Le esplosioni sono state inizialmente attribuite ad un attacco missilistico, lanciato secondo alcuni da velivoli e secondo altre fonti dalla costa. Tuttavia le foto della nave hanno mostrato un incendio a bordo, poi domato, con danni di lieve entità e nessun ferito, mentre l’agenzia iraniana IRNA ha reso noto che la perdita di petrolio è stata arrestata. Si potrebbe dunque pensare ad un sabotaggio o ad un semplice problema a bordo. L’unità trasporta un milione di barili di greggio ed è di proprietà della compagnia di stato iraniana NITC. Inizialmente anche l’identità della petroliera in difficoltà è stata fonte di confusione, poiché nelle immediate vicinanze si trovava anche la SINOPA ed i primi rapporti suggerivano che fosse questa la nave colpita. Un particolare interessante è che la SABITI avrebbe navigato a lungo prima dell’attacco con il transponder spento. In tutta la regione, dopo episodi analoghi accaduti nei mesi scorsi a petroliere emiratine, e l’attacco contro i siti petroliferi sauditi di ARAMCO del mese scorso, la tensione resta altissima.

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anteprima logo RID PRIMAVERA DI PACE nel Kurdistan siriano

Sono iniziate ieri le operazioni militari turche nel Kurdistan siriano dopo gli annunci degli scorsi giorni ed il via libera da parte dell’Amministrazione Trump. Alla campagna, denominata PRIMAVERA DI PACE, partecipano le Forze Armate e le Forze Speciali regolari turche ed i miliziani del filo-Ankara National Syrian Army (NSA), ex FSA (Free Syrian Army). Al momento vanno registrati una serie di attacchi aerei contro la città di confine di Ras Al Ayn ed un'incursione terrestre nell’area di Tal Abyad, respinta dai miliziani Curdi dell’YPG. Nonostante le dichiarazioni e le analisi, gli obbiettivi di Erdogan sembrano per ora limitati, ovvero creare un’area di sicurezza lungo il confine turco-siriano all’interno del cosiddetto cantone curdo di Hasakah/Kobane/Qamishli. Poi, a seconda delle reazioni americane e della comunità internazionale, nonché di Russia ed Iran - si vedrà se andare oltre oppure no. Del resto stiamo parlando di un’area molto vasta – paragonabile come estensione a Lombardia, Veneto ed una parte del Piemonte – che si estende dal confine iracheno fino alla riva orientale dell’Eufrate all’altezza di Manbij. Per occuparla interamente non basterebbe probabilmente un anno ed una forza d’invasione massiccia. Basti pensare che la Turchia per l'Operazione SCUDO DELL’EUFRATE - che ha portato tra il 2016 ed il 2017 alla conquista dell’area molto più piccola nel nord della Siria tra Al Bab, Jarabulus e Azaz - ha messo in campo tra i 6.000 e gli 8.000 regolari, più oltre 10.000 miliziani dell’FSA e delle Syrian Turkmen Brigades, e che per raggiungere tutti gli obbiettivi ha impiegato ben 7 mesi. A ciò aggiungiamo che i Curdi dell’YPG rappresentano un osso molto duro. Stiamo parlando di non meno di 30.000/40.000 miliziani (a cui bisogna aggiungere circa 15.000 effettivi dell’Asaysh, la sicurezza interna), motivati, ben armati e addestrati dagli Americani da cui hanno inoltre ricevuto durante la campagna contro ISIS armi, munizioni, equipaggiamenti e veicoli di vario tipo. E che l'operazione sia molto più complessa di quanto possa sembrare lo dimostra il fatto che gli Americani hanno lasciato le loro postazioni lungo il confine, ma non le altre basi diffuse su tutto il territorio del Nordest siriano. Ricordiamo che in quest’aerea gli USA hanno almeno 1.500 soldati, tra forze speciali, consiglieri e Marines, distribuiti tra una decina di basi, comprese 3 installazioni aeree che consentono di operare con aerei da trasporto, elicotteri, convertiplani e velivoli non pilotati. Oltre agli Americani, nella regione operano pure forze speciali francesi e britanniche. Poi, come si diceva, bisognerà vedere come reagiranno Russi e Iraniani, ovvero Damasco. Uno scenario potrebbe essere quello di una luce verde da parte di Assad a Eerdogan, in cambio di un via libera alle forze governative su Idlib, dove la Turchia ha una presenza militare discreta e può contare un paio di gruppi che operano come proxi insieme ai gruppi filo-qaedisti. Da questo punto di vista potrebbe suonare sinistra, per i Curdi, la nota di ieri del Ministero degli Esteri siriano che stigmatizzava l'attacco turco ma ne riteneva responsabile alcuni gruppi curdi… Non dimentichiamo che in questa zona della Siria restano sotto controllo curdo le principali ricchezze petrolifere del paese, che Damasco vorrebbe riprendersi. Insomma il grande gioco è solo agli inizi.

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anteprima logo RID Da Bell ecco il 360 INVICTUS, la proposta per la gara FARA

Bell Textron ha presentato il rendering della propria proposta riguardante il futuro elicottero da scout armato a pilotaggio tradizionale - ma con opzione per utilizzo unmanned – per la gara FARA (Future Attack Reconnaissance Aircraft) dell’US Army e la sostituzione dei già ritirati OH-58D KIOWA WARRIOR. Il design dell’apparecchio, denominato 360 INVICTUS, appare maggiormente tradizionale rispetto a quello dei concorrenti e fortemente ispirato al progetto di elicottero stealth Boeing/Sikorsky RAH-66 COMANCHE risalente agli anni ‘80 e mai entrato in servizio (seppur un suo stretto aprente fosse stato impiegato nel raid di Abbotabad che portò alla cattura di Bin Laden nel 2011...). Con il COMANCHE, l’INVICTUS condivide la scelta di adottare un rotore principale singolo a 4 pale (derivato più piccolo di quello pentapala presente sull’utility medio-pesante civile 525 RELENTLESS), un rotore anticoppia integrato nella struttura del trave di coda, tipo fenestron, e leggermente inclinato, le dimensioni (adatte al trasporto all’interno di un C-17 GLOBEMASTER III), il carrello totalmente retrattile e, in generale, le linee della fusoliera. L’elicottero avrà un armamento principale costituito da un cannone da 20 mm (che sarà il General Dynamics XM915 già selezionato dall’Esercito Americano) posizionato sotto al muso, razzi (guidati e non), missili HELLFIRE e futuri ordigni adatti al combattimento in ambienti urbani montabili su lanciatori integrati presenti in 2 piccole baie laterali (altra comunanza col COMANCHE) poste sotto ciascuna delle semiali, anch’esse equipaggiabili con piloni subalari per il trasporto di payload supplementare. Peraltro, tali semiali dovrebbero garantire circa il 50% della portanza necessaria durante la velocità di crociera, il che permetterebbe al rotore di dedicare maggior potenza alla spinta dell’apparecchio. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

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anteprima logo RID Altri 9 F-35 per l’Olanda, buone notizie per l’Italia

L’Olanda ha confermato l’acquisto di 9 F-35 supplementari, che portano il programma da 37 a 46 velivoli. I caccia aggiuntivi permetteranno all’Aeronautica Olandese non solo di meglio sostenere le operazioni della flotta, ma di cominciare a costituire un terzo Squadron, in aggiunta ai 2 programmati finora. Il numero di F-35 dovrebbe aumentare ulteriormente in seguito, probabilmente di 6 velivoli, per completare la dotazione di questa terza unità. L’Aeronautica Olandese finora ha pianificato la flotta F-35 sulla base dell’impegno costante per la difesa dello spazio aereo nazionale e, al contempo, sulla base della necessità di sostenere un contingente di 4 velivoli in rischieramenti all’estero. Il terzo squadrone potrebbe consentire un modesto aumento di questa capacità “di proiezione”. Gli F-35 olandesi sono attualmente in produzione presso lo stabilimento di Cameri, dove dovrebbe essere realizzato pure questo ulteriore lotto a tutto vantaggio dell’industria del nostro Paese e della sua expertise nel campo della quinta generazione di velivoli da combattimento.

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anteprima logo RID Altri 3 ATR-72 MP per la Finanza

Leonardo ha firmato con la Guardia di Finanza un contratto del valore di oltre 150 milioni di euro per la fornitura di altri 3 ATR 72MP e dei relativi servizi di supporto tecnico-logistico. Il contratto completa l’acquisizione di 4 velivoli, avviata con un primo ordine formalizzato a luglio 2018, nell’ambito dell’aggiudicazione di un bando di gara europeo. Il primo velivolo sarà consegnato entro la fine del 2019 mentre l’intera fornitura sarà completata entro il 2022. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

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anteprima logo RID Un bomba planante per l’UAV MQ-1C GRAY EAGLE

Lo United States Army Special Operations Aviation Command (ARSOAC), insieme allo United States Special Operations Command (USSOCOM), ha effettuato una serie di test della bomba planante Dynetics GBU-69/B Small Glide Munitions (SGMs) da un UAV tipo MALE MQ-1C GRAY EAGLE Extended Range (GE-ER). La campagna è stata svolta presso la US Naval Air Weapons Station China Lake ed ha segnato la prima volta che l’ordigno è stato rilasciato da un velivolo non pilotato. La GBU-69/B SGM ha un peso di 27,2 kg, un diametro di 11,4 cm ed un’apertura alare di 71,1 cm. Il sistema di guida combina un ricevitore GPS con modulo anti-spoofing ed un seeker SAL ad apertura distribuita derivato da quello del razzo guidato BAE Systems APKWS. L’arma è dotata di una testata da 16,3 kg, capace di detonate sia ad impatto sia in modalità “air-burst”, ed un kit aerodinamico comprendente delle alette ripiegabili collocate a metà della cellula e 3 superfici di controllo in lattice in coda per la stabilizzazione. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

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E’ proprio il caso di citare una nota canzone...e così il dibattito sull’F-35, dopo mesi di silenzio, ricomincia. Senza nessuna vera novità, e con il solito corredo di banalità, tipo “meno F-35, e più scuole ed ospedali”, ma, ben peggio, con il corredo di “non partecipiamo ad operazioni militari, ma solo ad operazioni di pace, ergo compriamone pure meno”. Francamente, ce ne chiamiamo volentieri fuori perché dalle nostre parti si fa solo analisi empirica. Ma l’analisi empirica ci dice che un ridimensionamento del programma avrebbe conseguenze industriali rilevanti, con meno ali prodotte per Leonardo ed un appeal minore per quei Paesi che avrebbero ancora voglia di venire a Cameri a produrre i loro aerei. E poi ci sarebbero le conseguenze operative sullo strumento Difesa nel suo complesso. Guardiamoci intorno. Oggi l’alternativa non è più tra scenari asimmetrici e scenari “leggermente” ibridi, ma tra scenari ibridi e scenari convenzionali. La deterrenza è tornata a giocare un ruolo di primo piano, mentre non possono essere esclusi neppure casi di conflitti tra pari, seppur circoscritti. Gli Stati Maggiori lo sanno e stanno rivedendo dottrina e pianificazione di conseguenza, mettendo l’accento su operazioni distribuite e multi-dominio. Ebbene, l’F-35, tolto l’F-22, tra i caccia è quello che più di ogni altro può operare al meglio in questi scenari – scenari in cui il contrasto militare aumenta ed in cui anche l’ultimo guerrigliero – proxi magari di qualche potenza statale… - dispone di sistemi d’arma avanzati. La rivoluzione tecnologica del resto c’è stata per tutti, e certi processi hanno ormai una diffusione ampia ed orizzontale: Siria, Yemen, Libano, sono lì a dimostrarlo. Ecco perché l’F-35 è importante: perchè ti garantisce superiorità informativa e versatilità operativa. Ti permette di vedere prima e di colpire prima, e di coordinare e sorvegliare il campo di battaglia. E’, insomma, un moltiplicatore indispensabile per i futuri scenari multi-dominio. E’ ben saperlo, prima di farsi prendere da frenesie e compiere decisioni affrettate.

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anteprima logo RID L’India riceve il primo RAFALE

Con una cerimonia svoltasi presso lo stabilimento Dassault di  Bordeaux-Mérignac, la Difesa indiana ha preso in consegna il primo dei 36 caccia RAFALE ordinati nel 2016. Il velivolo resterà in Francia fino a metà del prossimo anno per consentire la formazione dei primi istruttori indiani. Tutti i dettagli su RID 11/19.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Missione in Afghanistan: 3000 ore di volo per lo Shadow 200

L'UAV Shadow 200, dell'Aviazione dell'Esercito, ha compiuto 780 missioni operative nella missione in Afghanistan

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anteprima logo RID Marina Saudita, via alla costruzione delle nuove corvette AVANTE-2200

L’Arabia Saudita ha dato il via al primo atto concreto del Saudi Naval Expansion Program-2 (SNEP II), del valore complessivo stimato in 20 miliardi di dollari. Il 4 ottobre, infatti, col taglio della prima lamiera nel cantiere di Cadice, sono iniziati i lavori sulla capoclasse delle 5 corvette tipo AVANTE-2200, una variante delle unità già realizzate per il Venezuela da Navantia, che per il programma saudita ha stretto una joint venture con Saudi Arabian Military Industries (SAMI). Un mese fa era stato firmato un primo contratto da 900 milioni di euro (la metà del valore dell’intero programma) per fornitura, installazione e integrazione dei sistemi; le unità saranno costruite in Spagna, ma parte degli interventi successivi verrà effettuata in Arabia Saudita, il cui Governo punta a realizzare localmente entro il 2030 il 50% degli equipaggiamenti necessari alla Difesa. Le nuove unità saranno consegnate nel 2022-2023, e si presentano come grandi corvette lunghe quasi 100 m e con un dislocamento di 2.500 t, avanzata architettura stealth, e una sofisticata panoplia di armi e sensori, comprendente cannone SR da 76/62 mm di Leonardo, 8 lanciatori per missili antinave HARPOON Block-2, un modulo VLS a 16 celle per missili RIM-162 ESSM, radar multifunzione, sonar, 2 impianti trinati lanciasiluri ASW, ed elicottero, supportato da hangar e ponte di volo. Il rinnovamento passa infatti anche attraverso l’acquisizione, già avviata, di 14 elicotteri MH-60R SEAHAWK ottimizzati per la lotta antisom e controsuperficie (cui potrebbero aggiungersi 6 aerei P-8A POSEIDON), oltre a decine di motovedette e 2 guardacoste da 60 m di costruzione tedesca e francese, e 4 fregate tipo Multi-Mission Surface Combatant Ships (MMSC), versione customizzata e più performante – e armata con cannoni Leonardo da 76/62 mm – delle LCS FREEDOM coprodotte da Fincantieri, mentre resta nel limbo il contratto per 3 FAC tipo COMBATTANTE FS56. Ricordiamo che la Marina Saudita ha l’esigenza di sostituire 4 fregate, 4 corvette e 9 FAC costruite nei primi anni ’80, e in prospettiva, 2 rifornitori di squadra e 3 cacciamine di poco più recenti, senza contare le crescenti necessità logistiche, anfibie, e le vecchie ambizioni relative ai sottomarini.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Islanda: la TFA 32nd Wing raggiunge la Full Operational Capability

Dopo un iniziale periodo di ambientamento, ma con ben 2 giorni di anticipo rispetto a quanto pianificato, la Task Force Air 32nd Wing ha raggiunto la completa capacità operativa, la cosiddetta Full Operational Capability (FOC), della missione, ottenendo così dalla NATO la certificazione utile a garantire la sicurezza dei cieli in Islanda nell'ambito delle operazioni di Air Policing.

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