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anteprima logo RID Pentagono, contratto per i motori F-135

Il Pentagono ha annunciato il contratto per l’acquisto di 233 motori F-135 destinati agli F-35 dei Lotti 12, 13 e 14. Il contratto assegnato a Pratt & Whitney ha un valore di 3,239 miliardi di dollari. L’accordo prevede la consegna, entro il gennaio 2022, di 56 motori PW-100 per l’USAF, 10 motori per l’US Navy e 24 tipo PW-600 STOVL per gli F-35B dell’USMC. Ricordiamo che questi numeri si riferiscono al solo Lotto 12 per gli Stati Uniti, mentre appartengono a tutti e 3 i Lotti i 125 motori PW-100 destinati agli F-35A per i Paesi partner e Foreign Military Sales, come anche i 18 PW-600 per altrettanti F-35B (17 britannici e 1 italiano).

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anteprima logo RID La Russia offre all’India la produzione in loco del MiG-35

Sulla stregua di quanto fatto da Boeing per il SUPER HORNET, da Lockheed Martin per l’F-16 Block 70/F-21 e dalla Saab per il GRIPEN E, anche la russa RAC/MiG ha proposto la produzione in loco del proprio MiG-35 all’India nella gara MMRCA 2.0 per 114 nuovi caccia multiruolo. Secondo quanto comunicato dall’AD della MiG, Ilya Tarashenko, se il MiG-35 FULCRUM-F dovesse essere selezionato, i velivoli verrebbero costruiti nel Paese asiatico, secondo il programma “Make in India”, lanciato Primo Ministro Modi nel 2014. L’accordo implicherebbe, quindi, il trasferimento di tecnologie necessarie alla produzione ed alla manutenzione degli aerei e dei vari sistemi/sottosistemi sul territorio indiano da parte delle industrie locali, che verrebbero supportate da aziende russe. Inoltre, le infrastrutture logistiche già ampiamente usate in India per i MiG-29 potrebbero facilitare la commessa. In base ai programmi della MiG, i velivoli indiani sarebbero altamente customizzabili. In primis riguardo all’armamento imbarcabile, con l’integrazione di armi prodotte localmente o provenienti da paesi terzi (leggi Israele). Inoltre, è altamente probabile che i MiG-35 indiani verrebbero dotati di motori Klimov RD-33OVT a spinta vettoriale bidirezionale, caratteristica ancora assente sul primo lotto di 6 FULCRUM-F consegnati alla VVS russa ed il cui sistema propulsivo è ancora basato sui turbofan RD-33MK. Ulteriori dettagli su RID 7/19.

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anteprima logo RID Ipersonico, la corsa degli USA

L’US Army ha annunciato che il primo Joint Flight Test di un vettore armato con la testata planante ipersonica Common Hypersonic Glide Vehicle Block I avrà luogo l’anno prossimo, e sarà poi seguito da ulteriori test ogni 6 mesi fino alla maturazione del sistema. Il Common Hypersonic Glide Vehicle è la prima arma ipersonica americana ad acquisire una valenza operativa, e, come suggerito dal nome, sarà comune anche alle armi in sviluppo per impiego aereo da parte dell’USAF e per il lancio da navi e sottomarini US Navy. Questo Glider ha le sue origini in quello che fu il programma Advanced Hypersonic Weapon dell’US Army, che portò ad un test riuscito nel 2011. La DARPA sta lavorando ad un Glider più avanzato, capace di maggiori velocità e agilità, ma le Forze Armate hanno deciso che l’acquisizione di capacità in questo settore è troppo importante per aspettare. Il Common Glide Vehicle sta prendendo forma al Sandia National Laboratories, nel New Messico. Nel 2022 è previsto il primo lancio da un Transporter Erector Launcher, un veicolo TEL per l’Esercito, secondo quanto affermato dal Tenente Generale Neil Thurgood, Direttore del Rapid Capabilities and Critical Technologies Office dell’Esercito. Nel 2021, prima di quello storico lancio, una Batteria d’artiglieria verrà equipaggiata con il veicolo di lancio e i canister per avviare l’addestramento. Sono previsti 4 veicoli lanciatori, ciascuno destinato a trasportare 2 missili. La Batteria in questione potrebbe essere parte di uno “Strategic Fires Battalion” inserito in una Brigata d’Artiglieria, in particolare la 17th Field Artillery Brigade “Thunderbolt”, parte del 1st Corps, Forze del Pacifico, l’unità incaricata di sperimentare i concetti della nuova strategia Multi Domain Operations. Il veicolo lanciatore impiegherà una motrice Heavy Expanded Mobility Tactical Truck M983A4 per trainare un rimorchio M870 modificato con la rampa TEL per 2 missili in canister sigillati. I canister saranno lunghi circa 30 piedi, ovvero 9 m. Per il comando e controllo, la batteria ricorrerà all’ Advanced Field Artillery Tactical Data System 7.0, già disponibile. La batteria servirà a far passare il progetto da una fase di sviluppo in laboratorio ad una di maturità tecnica e potenziale producibilità in serie. Per il 2023, la batteria prototipo avrà una “residuale” capacità operativa e potrà potenzialmente essere impiegata come arma contro “bolle” Anti Access Area Denial (A2AD) avversarie.

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La Malesia ha confermato il proprio interesse per l'acquisizione di seconda mano dei caccia F/A-18 C/D attualmente in servizio con l’Aeronautica del Kuwait. Questi ultimi verranno infatti rimpiazzati a partire dal 2021 dai SUPER HORNET Block III che sono in fase di produzione presso lo stabilimento Boeing di Saint Louis. L’altra priorità dell’Aeronautica della Malesia è l'acquisizione di un nuovo velivolo d’attacco leggero derivato da un trainer.

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Oltre 10 anni di sogni franco-tedeschi per un programma congiunto non hanno portato a niente. 

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anteprima logo RID Il PICOSAR sui RUAV UMS SKELDAR V-200 delle FA canadesi

Leonardo ha annunciato la firma di un contratto multimilionario con il prime contractor QinetiQ per la fornitura di un certo numero di radar AESA PICOSAR che equipaggeranno i RUAV delle FA canadesi UMS Skeldar V-200. Grazie alle dimensioni estremamente compatte, il PICOSAR è ideale per essere installato su UAV e RUAV garantendo allo stesso tempo alte prestazioni. Con il PICOSAR, prodotto nello stabilimento Leonardo di Edinburgo, gli operatori avranno a disposizione una vasta gamma di funzionalità, tra cui la generazione di immagini ad alta risoluzione ad apertura sintetica (SAR, Syntetic Aperture Radar) e informazioni sui movimenti di bersagli a terra (GMTI, Ground Movement Target Indication), offrendo un'efficace mappatura e capacità di sorveglianza nell’ambito di missioni ISTAR. Ulteriori dettagli su RID 7/19.

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anteprima logo RID Vola con pilota MM il secondo F-35B italiano

Il secondo F-35B della Marina Militare ha inziato presso lo stabilimento di Cameri i voli con a bordo un pilota della Marina Militare. Il velivolo raggiungerà poi il primo F-35B della MM presso la base dei Marines di Beaufort, nella Carolina del Sud (USA), per addestramento e test.

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anteprima logo RID Lockheed Martin lascia la gara FFG(X)

Lockheed Martin ha annunciato la propria decisione di lasciare come prime contractor la gara dell’US Navy per l'acquisizione di una nuova fregata. Nell’ambito del programma, noto come FFG(X), Lockheed Martin correva con un’evoluzione della sua LCS classe FREEDOM, simile alla MMCS per la Marina Saudita, in partnership con Fincantieri che, ricordiamo, produce la classe FREEDOM presso i suoi cantieri di Marinette Marine nel Wisconsin. Restano, pertanto, in gara la stessa Fincantieri, con un’evoluzione della FREMM, Austral USA, che propone un derivato della LCS INDEPENDENCE, HHI, con una variante del cutter alturiero classe LEGEND, e General Dynamics, che offre in partnership con Navantia una variante delle fregate F-100. Lockheed Martin, tuttavia, continuerà ad avere un ruolo importante considerando che molti equipaggiamenti di fornitura governativa che andranno a bordo del progetto selezionato sono di propria produzione, a cominciare dal CMS COMBATSS-21 e dal lanciatore a celle verticali Mk41. La motivazione addotta da Lockheed Martin per la decisione è stata che il design FREEDOM sarebbe tirato al massimo per soddisfare il requisito e accogliere tutte le capacità richieste. Del resto la MARINA Americana vuole una fregata vera e propria e non un’unità multimissione litoranea “ingrassata”. Nelle prossime settimane è attesa una RFP (Request For Proposal) definitiva e l’assegnazione è prevista nel 2020.

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anteprima logo RID Il Giappone spinge forte sull’F-35

Durante la sua visita ufficiale in Giappone, il Presidente Trump ha confermato che Tokyo acquisterà altri 105 caccia multiruolo stealth di 5ª generazione nelle varianti F-35A/B LIGHTNING II, numero che consentirebbe alla nazione nipponica di possedere la più grossa flotta di JSF dopo quella statunitense. Tali aerei fanno parte della voce presente nell’ultimo budget per la difesa giapponese, pubblicato lo scorso dicembre, in cui si prevede, appunto, l’acquisizione di ulteriori 105 F-35. Le consegne dovrebbero terminare entro il 2028 con la stragrande maggioranza degli apparecchi che dovrebbe essere assemblata da Lockheed Martin a Fort Worth e non nella FACO Mitsubishi di Nagoya. Questi velivoli affiancheranno i 42 F-35A già ordinati da Tokyo e la flotta raggiungerà dunque un totale di 146 apparecchi, dei quali 104 nella variante F-35A e 42 nella versione STOVL F-35B. Riguardo ai primi, 13 F-35A risultano già consegnati al 302° Squadrone dell’Aeronautica giapponese - con 12 aerei operativi dopo la perdita di un velivolo precipitato nel Pacifico lo scorso 9 aprile. Passando agli F-35B, i 42 esemplari, inseriti interamente nel gruppo dei nuovi 105 previsti dall’ultimo budget della difesa e annunciati da Trump, dovrebbero essere destinati alla Marina per essere impiegati – a partire dal 25/26 - sulle 2 unità tuttoponte multiruolo classe IZUMO, come aveva già lasciato intendere il Ministro della Difesa Takeshi Iwaya lo scorso novembre. Le navi, pur essendo già predisposte all’utilizzo dei velivoli, dovrebbero comunque sottoporsi ad un periodo di fermo per consentire i necessari allestimenti (ALIS, software) e modifiche strutturali (rinforzo e trattamento del ponte di volo ed eventuale ski-jump, per quanto quest’ultimo non sia strettamente necessario per il decollo degli F-35B).

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anteprima logo RID Altri 1500 soldati USA nel Golfo

Su richiesta del Comandante di CENTCOM, Gen. Kenneth F. McKenzie Jr., il Segretario alla Difesa ad interim Patrick M. Shanahan ha approvato il rischieramento di altri 1500 soldati americani nel Golfo. Si tratta di un'ulteriore misura presa dopo l’invio nell’area della portaerei LINCOLN, di una task force di bombardieri B-52 e di una batterie di missili antiaerei/antimissile PATRIOT. Gli USA stanno premendo sull’Iran per costringerlo a tornare al tavolo delle trattative ed a sottoscrivere un nuovo accordo sul nucleare, ma anche per contenerne l’influenza in tutta la regione allargatasi significativamente dopo la rimozione del regime iracheno di Saddam Hussein.

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anteprima logo RID Trentadue F-35 per la Polonia

La Difesa polacca ha ufficialmente inviato al Pentagono e Lockheed Martin una richiesta di acquisizione per la fornitura di 32 caccia multiruolo F-35A. Oltre che l’acquisto in FMS dei velivoli, la richiesta comprende anche supporto logistico e training. Con l’Aeronautica Polacca gli F-35 rimpiazzeranno i MiG-29 ed i Su-22 attualmente in servizio.

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anteprima logo RID Roccia, mortai e ferrata: il maggio intenso del 9° Alpini

Un maggio particolare e pieno di attività: il personale della Caserma “Pasquali” dell’Aquila, sede del 9° Reggimento Alpini della Brigata TAURINENSE, vive un periodo di intensa preparazione ai molteplici impegni che l’unità è chiamata a sostenere. “Racchetta a 45 gradi, mi raccomando: tutti allineati. No, ora gli sci incrociati sulle spalle”. La preparazione per la ricorrenza del 73° della Repubblica Italiana è già nel vivo, con gli Alpini che sembrano perfettamente inquadrati come quando dovranno sfilare per via dei Fori Imperiali. In realtà si tratta solo di uno dei molteplici impegni che assorbono i circa 1100 militari in servizio al 9°. Strade Sicure rappresenta ancora, infatti, un’attività importante e per la quale l’attenzione degli istruttori è massima. Le penne nere, al momento impegnate a sorvegliare le zone terremotate e altri centri italiani, verranno presto chiamate ad un turno di 180 giorni nella Capitale, contribuendo a vegliarne l’ordine pubblico dall’estate al periodo natalizio. Poco prima dell’alza bandiera, in un’Aquila assonnata e bagnata dalla pioggia, una compagnia ha lasciato la “Pasquali” alla volta del Monte Stabbiata, poligono naturale da decenni teatro di esercitazioni molto realistiche: dall’uso delle armi individuali e di squadra all’orienteering. D’altronde la vastità degli spazi, il verde rigoglioso, gli ostacoli naturali e i frequenti sbalzi climatici ne fanno luogo ideale per testare capacità e resistenza allo stress delle truppe da montagna. La compagnia è su 4 team, ciascuno composto da un tavolettista, un goniometrista, un calcolatore e un radiofonista; a coordinarli il comandante del plotone che, ricevute le coordinate, le comunica al comandante squadra di tiro. “C’è! C’è! C’è! C’è! Pronti al fuoco. Fuoco!” E l’imponente Brandt Thomson MO-120-RT-61 da 120 mm spara… senza sparare. E’ un’esercitazione, molto vicina alla realtà va bene, ma la granata non serve poiché ciò che conta è il rispetto delle procedure e degli ordini impartiti dalla catena di comando. Il “C’è c’è” indica la precisione del puntamento: la manopola sotto il fusto dell’arma rotea fino a “toccare” il punto preciso. Poi, gli Alpini sollevano il pesante simulacro verso la bocca: partisse davvero, il proiettile avrebbe un tiro utile fra gli 8.000 e i 12.000 m con una cadenza stimata di 6-10 colpi al minuto. Procedure tutt’altro che facili da ricordare specie quando stanchezza, stress e freddo iniziano a farsi sentire. Altri team sono al lavoro a Paganica, località simbolo del terremoto 2009 dove una lapide ricorda il contributo delle Forze Armate al ripristino della strada che collega il paese al Santuario della Madonna d’Appari. E proprio qui, fra Paganica e Camarda, nel suggestivo scorcio della montagna abruzzese che incrocia l’edificio sacro del XIII Secolo, dopo una galleria ricavata dalla roccia (niente fari e cemento, un vero e proprio buco), che si erge una parete di alcune decine di metri dove gli Alpini si esercitano… in verticale. Anche in questo caso il livello di preparazione (e di realismo) è alto: si inizia con una parete finta, in palestra, si prosegue sul monte e si guarda più in alto, al Corno Piccolo del Gran Sasso prossima meta per una iniziativa singolare, quanto importante e la cui eco resterà nel tempo. “Non è la prima volta che una croce viene posizionata in vetta: la prima operazione avvenne oltre 30 anni fa ad opera dei Vigili del Fuoco; questa volta sarà però una squadra del Soccorso alpino militare dell’Esercito Italiano che ne poserà una nuova in luogo della precedente. Un’iniziativa che ha uno scopo ben preciso: valorizzare le bellezze naturalistiche del Parco nazionale e consolidare i rapporti di collaborazione e amicizia con le autorità locali e con i VVF, molto impegnati nel corso delle operazioni di soccorso alla popolazione durante il sisma” spiega il Maggiore Careddu, capo dell’Ufficio operazioni, dal quale dipendono tutte le attività del 9°. Scalata del Corno Piccolo compresa. La sezione del Maggiore è una sorta di “Grande Fratello” delle truppe alpine in grado di rendere operativi gli ordini del comandante senza mai perdere di vista la situational awareness. Da grandi schermi è infatti possibile seguire le attività degli alpini, così da essere pronti ad ogni evenienza: non è solo controllare che si lavori bene, ma soprattutto che lo si faccia in sicurezza. Un’ulteriore attività che impegna il reggimento è il poligono, con tiro singolo o in squadra: esercizio fondamentale e non solo per saper sparare. Infatti è qui che si completa la formazione del militare di Strade Sicure, un’operazione importante e motivo di orgoglio per l’Esercito Italiano che, dal 2008, schiera il maggior numero di uomini e donne in situazioni delicate, dai borghi del cratere per prevenire episodi infami di sciacallaggio alle metropoli e ai siti sensibili. Obiettivi nei quali, più che avere una buona mira, fondamentale sono la calma, la lucidità e valutazione della situazione, elementi tenuti in grande considerazione dagli istruttori del 9° Alpini.

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