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anteprima logo RID LAMPO 2021

Il 25 novembre scorso si è conclusa l’esercitazione di evacuazione di non combattenti (NEO, Non Combatant Evacuation Operation) denominata LAMPO 2021. L’attività, svolta tra il Lazio e l’Emilia Romagna, è durata 2 settimane, nelle quali l’Italian Joint Force Headquarters (ITA-JFHQ) del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) ha pianificato ed eseguito tutte le attività relative all’evacuazione. L’esercitazione è importate perché da una parte consolida e incrementa le capacità dell’ITA JFHQ, dall’altra può servire come modello per missioni all’estero. Alla LAMPO 2021 hanno preso parte: una compagnia del Reggimento Lagunari SERENISSIMA; un’unità anfibia dell'Esercito parte nel Comando delle Forze Operative Nord; un plotone di genieri del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza, alle dipendenze del Comando delle Forze Operative di Supporto, incaricato di fornire la logistica nelle aree addestrative; personale OCT (Observer Coach Training) del Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito; assetti TUAV (Tactical Unmanned Aerial Vehicle) del 41° Reggimento IMINT CORDENONS di Sora; velivoli della 46a Brigata Aerea di Pisa e dell’Aeronautica Militare. Inoltre erano presenti degli effettivi della Marina Militare e degli effettivi del 7º Reggimento TRENTINO ALTO-ADIGE dei Carabinieri. Infine, è stato attivato un Centro di Controllo Evacuazione (CCE), che ha coordinato le operazioni, affiancato da un Posto Comando.

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anteprima logo RID Firmato il Trattato del Quirinale. Italia e Francia rafforzano la loro relazione strategica

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, hanno firmato oggi al Quirinale il “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata”, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle delegazioni italiana e francese. Al termine della cerimonia il Presidente Draghi e il Presidente Macron hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa a Villa Madama. Il Trattato è molto importante ed è il primo di questa natura e portata sottoscritto dall’Italia con un altro “grande”. Finora, infatti, tolta la storica partnership bilaterale con gli USA in campo difesa e sicurezza, l’Italia non aveva nulla del genere, se non accordi di minore entità con UK e Germania. La Francia, invece, ha trattati simili sia con la Germania sia con il Regno Unito. Con Londra, nonostante la Brexit, Parigi ha una cooperazione strategica che riguarda, tra le altre cose, il pattugliamento deterrente con i sottomarini nucleari, ma pure la CJEF, Combined Joint Expeditionary Force, che è diventata pienamente operativa a fine novembre 2020. Insomma, l’Italia fa un deciso passo in avanti e formalizza un Trattato che consentirà di “gestire” la partnership con la Francia entro un quadro chiaro e strategicamente definito permettendo anche di regolare quelle differenze che in passato hanno portato i 2 Paesi a competere. Il Trattato abbraccia molti campi, dall’economia, all’agricoltura, passando, ovviamente, per la difesa e la sicurezza. Roma e Parigi del resto negli ultimi tempi si sono riavvicinate molto, soprattutto in Africa e nel Sahel, ma pure in Libia le differenze sono meno accentuate che nel passato. La Francia è reduce poi dalla batosta dell’AUKUS ed ha tutto da guadagnare da una convergenza con Roma, da spendere poi sul fronte della “special relationship” con la Germania, alle prese con la laboriosa formazione del nuovo governo orfano di Angela Merkel. Dal canto suo l’Italia ha bisogno di avere un partner forte anche nel continente bilanciando così la sua tradizionale vicinanza al Regno Unito. Sullo sfondo ricordiamo poi il via alla fase finale del percorso di approvazione della Bussola Strategica con la nuova forza di intervento rapido europea da 5.000 uomini – la cui approvazione definitiva è prevista a marzo nell’ambito del semestre francese di presidenza dell’Unione. I terreni di incontro, dunque, ci sono e sono molti. In campo industriale, le joint spaziali tra Leonardo e Thales sono un esempio virtuoso, così come l’esperienza ATR e la cooperazione dentro il colosso MBDA, mentre la joint venture tra Fincantieri e Naval Group, NAVIRIS, sta muovendo i primi passi sulla spinta di grandi programmi come quello dell'ammodernamento dei cacciatorpediniere antiaerei ORIZZONTE e delle nuove fregate EPC (European Patrol Corvette). Ma in agenda c’è adesso pure la questione OTO Melara/WASS, con tutti i risvolti che questa potrebbe avere sul piano di un’ulteriore aggregazione in chiave europea e sull’onda dei grandi investimenti che si annunciano nel settore terrestre: dal nuovo carro armato, al veicolo da combattimento per la fanteria, passando per lo sviluppo di un vero e proprio sistema dei sistemi terrestre europeo. Ulteriori dettagli su RID 12/21.

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anteprima logo RID AUKUS, l’Australia firma il primo accordo per i nuovi sommergibili nucleari

Il 22 novembre, il Ministro della Difesa australiano Peter Dutton ha firmato il primo accordo relativo al nuovo programma per l’acquisizione di almeno 8 sottomarini a propulsione nucleare, accordo che si inserisce nella più ampia partnership nel settore difesa siglata lo scorso settembre tra Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti, comunemente conosciuta come AUKUS. Il documento – denominato ENNPIA (Exchange of Naval Nuclear Propulsion Information Agreement) - formalizza e disciplina la condivisione di informazioni sensibili riguardanti il sistema propulsivo di tipo nucleare da parte della Royal Navy e della US Navy in favore della Marina Australiana. Nello specifico, l’ENNPIA limita la condivisione e lo scambio unicamente alle informazioni – anche classificate – considerate fondamentali per la fase di ricerca, sviluppo, progettazione e produzione del sistema di propulsione nucleare dei futuri battelli australiani, fornendo anche i dettagli sui meccanismi di accesso del personale della RAN a tali informazioni. Al contrario, il documento non include né prevede trasferimenti di dispositivi, materiali e tecnologie che verranno regolamentati da un accordo successivo. Secondo quanto dichiarato dal Ministro Dutton, l’ENNPIA dovrebbe agevolare il processo di studio e di esame dei requisiti dei nuovi sommergibili destinati alla Royal Australian Navy che, secondo i tempi dichiarati, dovrebbe concludersi in 18 mesi. Dutton ha anche evidenziato che l’Australia è interessata unicamente alla propulsione nucleare dei propri battelli e non ad eventuali armamenti, che resteranno di tipo convenzionale. Ha ribadito, inoltre, la volontà del Governo di costruire i sommergibili in Australia, presumibilmente ad Adelaide.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa TREDICESIMA BILATERALE ITALIA - PAKISTAN

"Da 70 anni Italia e Pakistan sono legati da solidi rapporti di amicizia e da una importante collaborazione bilaterale in molti campi, tra cui quello della Difesa. Rapporti che possiamo ulteriormente consolidare."

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anteprima logo RID MANGUSTA 2021

Nel mese di novembre, la Brigata Paracadutisti FOLGORE ha svolto l’Esercitazione MANGUSTA nelle aree addestrative della Toscana e del Friuli Venezia Giulia . Tali attività hanno verificato la prontezza e la piena capacità operativa della FOLGORE, e hanno lo scopo di: addestrare la Brigata nella pianificazione, preparazione e conduzione di operazioni avio-portate, anche soprattutto in ambiente ostile, e mantenere una testa di aviosbarco in attesa del ricongiungimento con le Follow on Forces. Inoltre, l'Esercitazione è importante perché da una parte serve per continuare a migliorare gli standard della FOLGORE e, dall’altra, a causa degli scenari operativi sempre più incerti e volatili, soprattutto quelli di matrice ibrida, ad incrementare le capacità di prontezza e risposta alla crisi. Quest’anno si è data maggiore importanza alle attività volte all’integrazione interforze e all’interoperabilità con forze alleate. Infatti, alla MANGUSTA 2021 hanno partecipato circa 700 militari, di cui una parte appartenenti ad unità alleate: il 173th Airborne Brigade americano; un Landing Zone Control Team dell’11th Air Mobile Brigade Olandese; tutte le unità della FOLGORE; la Brigata INFORMAZIONI TATTICHE; i velivoli C-27J e C-130J della 46a Aerobrigata di PISA per gli aviorifornimenti; 3 NH90 e 2 A129 MANGUSTA della Brigata AEROMOBILE FRIULI.

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anteprima logo RID Gli Americani accelerano sugli intercettori anti-ipersonici

La Missile Defense Agency ha messo sotto contratto Lockheed Martin, Northrop Grumman e Raytheon per lo sviluppo iniziale di missili destinati alla difesa contro armi ipersoniche manovranti nell’ambito del progetto Glide Phase Interceptor. Il programma era stato avviato nel 2020 con la richiesta di proposte all’industria per soluzioni mature adeguate all’intercettazione di missili ipersonici manovranti nella loro fase terminale d’attacco, ovvero quando stanno già “planando” a velocità di Mach 5 o superiori. L’obiettivo è sviluppare il sistema rapidamente, per averlo disponibile idealmente già attorno alla metà della decade. Tutte e 3 le aziende selezionate hanno significative competenze nel campo ipersonico. Inizialmente si era pensato di selezionare “almeno una” proposta, ma la MDA ha evidentemente deciso di osservare tutte e 3 le proposte e fare una selezione finale solo dopo aver valutato i prototipi. Il nuovo missile GPI dovrà rispettare le restrizioni volumetriche delle celle MK41 già esistenti poiché è destinato ai DDG-51 della US Navy, e sarà integrato per l’uso nel sistema AEGIS Baseline 9, il più recente. La limitazione imposta dalle celle MK41 è un fattore significativo: le prime armi ipersoniche americane prossime all’ingresso in servizio usano infatti razzi propulsori di diametro molto superiore alle celle MK41. Il Conventional Prompt Strike missile per la US Navy usa lo stesso glider e lo stesso razzo propulsivo del Long Range Hypersonic Weapon dell’US Army, con diametro di 34,5 pollici (87,6 cm) e verrà infatti lanciato dal MAC (Multiple All-up round Canister), ovvero il lanciatore a revolver sviluppato a partire dai tubi di lancio per i missili intercontinentali TRIDENT. Il MAC può contenere 7 misisli TOMAHAWK e sarà adattato per contenere 3 armi Conventional Prompt Strike. I MAC così modificati equipaggeranno gli SSN classe VIRGINIA entro il 2028. Si prevede anche di rimuovere i cannoni AGS da 155mm dei DDG-1000 per rimpiazzarli con almeno 4 MAC, per complessivi 12 missili. Sviluppare armi ipersoniche, difensive ed offensive, compatibili con il lanciatore MK41 sarà ovviamente di importanza cruciale per la US Navy.

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anteprima logo Marina Italiana NAVE CAVOUR PROTAGONISTA DI ATTIVITÀ DI COOPERAZIONE A CARATTERE INTERNAZIONALE E INTERFORZE

Obiettivi delle attività: accrescere il livello di addestramento, rafforzare la cooperazione e l’interoperabilità tra mezzi di diverse nazioni e di diverse forze armate

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Il Ministro Guerini a Roma ha incontrato il Ministro delle Forze Armate della Repubblica francese Parly

L'incontro bilaterale tra i Ministri della Difesa di Italia e Francia si è svolto alla vigilia della stipula dell'accordo di cooperazione bilaterale rafforzata tra Italia e Francia, il Trattato del Quirinale, che sarà sottoscritto venerdì 26 novembre

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anteprima logo RID La Marina Russa prosegue i test di loitering munitions

Seguendo un trend ormai pressoché globale, anche la Marina Russa ha recentemente testato l’impiego di munizioni circuitanti/UAV spendibili. Dopo le prove effettuate lo scorso aprile da unità litoranee d'attacco veloci BK-16 RAPTOR (vedi foto), alla fine di ottobre sono stati effettuati ulteriori test in Kamchatka da parte della 40ª e della 155ª Brigata di Fanteria di Marina. Tali test, secondo fonti non confermate, avrebbero visto il coinvolgimento di una fregata classe GORSHKOV equipaggiata con sistemi di lancio tramite catapulta per l’impiego di UAV KUB e LANCET. Si tratta di velivoli già impiegati nel conflitto siriano con un peso massimo al decollo estremamente basso – rispettivamente 5 kg per i LANCET-1 e 12 kg per i LANCET-3 – che include le testate esplosive a frammentazione da 1 a 3 kg a seconda del modello - quest’ultimo stesso peso della testata presente sui KUB - e con un’autonomia varia tra i 10 ed i 30 minuti, entro un raggio di circa 40 km. Anche il concetto operativo russo prevede l’utilizzo degli UAV loitering contro obiettivi navali, come ad esempio: imbarcazioni veloci e di piccole dimensioni, centri radar e C2, veicoli e velivoli parcheggiati, al fine di facilitare le operazioni di sbarco della fanteria di Marina e delle Forze Speciali nel corso di operazioni costiere.

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anteprima logo RID La potenza di fuoco del complesso AK-630M2 russo

L’AK-630M-2 è un complesso binato da 30mm di produzione russa per la difesa antimissile e contraerea. Nel video si può vedere il sistema in azione su una Corvetta classe BUYAN-M. Grazie alle due canne è in grado di sparare fino a 10000 colpi/min, rispetto al CIWS americano PHALANX da 20mm che ne spara 4000.

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anteprima logo RID Il Pakistan sposta la sua attenzione sulle forze corazzate

Come molte potenze occidentali, anche la leadership politico-militare del Pakistan ha deciso di spostare la sua principale attenzione, e allocazione di risorse, dal condurre operazioni antiterrorismo e di contro-insorgenza verso i gruppi militari Tehrick e Taliban Pakistan (TTP) al confronto convenzionale peer-to-peer con il suo nemico storico, l’India. Tale cambiamento di direzione può considerarsi provocato principalmente da due cause. La prima si riferisce al fatto che, negli ultimi venti anni, si è assistito ad una costante diminuzione della minaccia rappresentata dal TTP, grazie alle campagne civili-militari condotte dalle Forze Armate pakistane che hanno eliminato tutte le cellule terroristiche nel Paese, limitandone la libertà di movimento alla sola provincia di Khyber Pakhtunkhwa, sotto l’amministrazione di confine delle famose Federally Administere Tribal Areas (FATA). La seconda causa è invece relativa alle decisioni prese dall’establishment militare dell’India stessa. Quest’ultimo ha infatti effettuato delle oculate acquisizioni che hanno creato non poche preoccupazioni oltre confine: l’approvvigionamento dei moderni carri T-90MS, la costruzione di un gran numero di carri T-90A e l’aggiornamento dell’intera flotta dei carri T-72M1. Tali mosse hanno innescato un’attenta rivisitazione del parco veicoli corazzati pakistano, e non solo, con una maggiore spinta alle nuove acquisizioni e ai programmi di aggiornamento, oltre a un miglioramento dell’integrazione di tutti i sistemi sul campo di battaglia. Durante una visita presso gli stabilimenti nazionali della Heavy Industries Taxila (HIT), il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale Qamar Javed Bajwa, ha rivelato quelle che saranno le aree in cui verteranno le risorse e i nuovi progetti dell’Esercito Pakistano: Nuove misure di protezione dei veicoli corazzati e nuove stazioni di controllo remoto per sistemi d’arma per carri armati in servizio o in acquisizione. Un nuovo sistema di artiglieria da 155mm di sviluppo nazionale. Nuovi sistemi di protezione per i mezzi di trasporto della fanteria per il contrasto di minacce anti-tank e C-IED. L’avvio di programmi per la produzione, manutenzione e aggiornamento in campo nazionale di ogni piattaforma da combattimento corazzata. Durante la stessa visita sono stati mostrate delle immagini con il veicolo di produzione nazionale VIPER e una versione migliorata del carro Type-85APII, probabilmente già alla versione Type-85 UG, entrambi dotati di una nuova corazza protettiva. Quello che però sembra chiaro è il fatto che il Pakistan riuscirà a raggiungere una possibile posizione di equilibrio con le Forze Armate indiane, solo quando riceverà un sufficiente numero di carri VT-4 prodotti dal China North Industries Group (NORINCO). Il primo dei quali è entrato in servizio nello scorso giugno, e che possiedono una moderna e reattiva corazza, APS, sistemi di osservazione termica di terza generazione, un avanzato sistema di tiro e di fuoco in grado di lanciare anche missili controcarro; capacità queste che gli permetterebbero di affrontare ad armi pari, su un possibile campo di battaglia, i carri T-90MS indiani.

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anteprima logo RID Consegnata la prima FREMM FREDA alla Marina Francese

Il 22 novembre, è stata consegnata la FREMM FREDA (Frégate Européenne Multi-Mission Dèfense Aérienne) ALSACE alla Marina Francese. Si tratta della prima FREMM nella versione DA (Défense Aérienne), varata il 18 aprile 2019 presso il cantiere di Naval Group a Lorient, e nona fregata costruita dall’azienda, nonché settima unità di tale modello per la Marina nazionale. L’ALSACE andrà a sostituire insieme alla LORRAINE (già varata, in attesa di consegna prevista per la seconda metà del 2022) le 2 fregate classe CASSARD, di cui la capoclasse è stata dismessa il 15 marzo 2019 e la JEAN BART il 31 agosto di quest’anno. Le FREDA mantengono le stesse capacità antisom (ASW) delle altre FREMM, ma saranno ulteriormente potenziate per ciò che concerne la difesa contraerea di area. Infatti, oltre all’intercettatore ASTER 15 avranno in dotazione anche l’ASTER 30, che garantirà una maggiore copertura. Il ruolo specifico pensato per le FREDA sarà, presumibilmente, la difesa della portaerei CHARLES DE GAULLE e delle LHD classe MISTRAL. Seguiteci sul nostro canale Telegram al link: https://t.me/joinchat/YUrAkb7Tl984NWRk

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