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anteprima logo RID Il Congresso congela i fondi per il nuovo caccia

La Commissione Difesa della Camera dei Rappresentanti ha congelato per il momento l’85% dei fondi per il caccia di nuova generazione – Next Generation Air Dominance (NGAD) – di USAF ed US Navy. Il “blocco” durerà finché la Commissione non riceverà maggiori dettagli ed un analisi più approfondita circa il programma in questione che prevede la realizzazione di 2 diversi caccia per Marina ed Aeronautica. In realtà, l’USAF al momento punta ad un sistema di combattimento aereo con al centro un caccia pilotato – da produrre eventualmente a cicli quinquennali grazie all’impiego delle nuove tecnologie di progettazione digitale, di architettura aperte e degli sviluppi avanzati nel campo del software - che coordina droni, UAV ed altri sistemi ed ha richiesto nel buget per l’anno fiscale 2021 1 miliardo di dollari. Le intenzioni dell’US Navy sono al momento meno chiare. La Marina sembra puntare ad un caccia a grande autonomia, attagliato soprattutto per l’impiego nel teatro Asia-Pacifico, affiancato da un grosso UCAV ed ha deciso di tagliare l'acquisizione dei SUPER HORNET da 36 esemplari a 24 esemplari tra gli anni fiscali 2022 e 2024 per liberare risorse da destinare, appunto, al futuro caccia/UCAV. Tuttavia, il Congresso non sembra attualmente disponibile ad accordare una riduzione nel procurement dei SUPER HORNET.

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anteprima logo RID Sigonella, via ai test in volo degli RQ-4D PHOENIX

La NATO ha dato il via ai test in volo degli UAV strategici da ricognizione e sorveglianza RQ-4D PHOENIX – variante customizzata del GLOBAL HAWK americano - del sistema AGS (Alliance Ground Surveillance) di Sigonella. La prima missione ha avuto una durata di 9 ore e si è svolta nel quadrante mediterraneo. I primi 2 velivoli erano giunti a Sigonella a novembre e dicembre 2019. La Initial Operational Capability è prevista entro la fine di quest’anno e la Final Operational Capability a fine 2021.

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anteprima logo RID Droni, il Regno Unito accelera

Il Ministero della Difesa britannico ha comunicato che la Fase 1 del progetto MOSQUITO è stata completata e che è stata avviata la valutazione delle proposte dell’industria per avviare la Fase 2. MOSQUITO è il programma di dimostrazione tecnologica che deve aprire la strada al primo Loyal Wingman della RAF, da acquisire nell’ambito del progetto LANCA (Lightweight Affordable Novel Combat Aircraft) e da impiegare pure nell’ambito del progetto TEMPEST per il sistema di combattimento aereo del futuro. La Fase 1 ha visto il il Rapid Capabilities Office della Royal Air Force siglare contratti, al RIAT 2019, con 3 team industriali per maturare altrettanti design. I contratti sono andati a Blue Bear Systems Research Ltd, Boeing Defence UK, e Callen-Lenz (un raggruppamento formato dal Team BLACKDAWN in partnership con la Bombardier di Belfast e Northrop Grumman UK). La Fase 2 vedrà la selezione di 1-2 design, con la produzione dei prototipi con i quali condurre una prima fase di dimostrazioni in volo nel 2022. Boeing, che come noto ha già un sistema di questo tipo in costruzione in Australia, ha ottenuto dal Governo di Canberra l’autorizzazione a condividere i dati del progetto con il Regno Unito, aprendo la strada ad uno sviluppo britannico del Boeing Airpower Teaming System. Non è attualmente previsto che i dimostratori portino direttamente ad una capacità operativa, ma il successo del Project MOSQUITO chiaramente è necessario perché il LANCA possa entrare nel vivo. Buoni progressi anche per il progetto “Many Drones Make Light Work”, che è arrivato alla Fase 3, quella finale. Questo progetto, avviato in ambito DASA (Defence and Security Accelerator), è in corso dall’agosto del 2016 ed è incentrato sulla dimostrazione delle capacità ottenibili impiegando uno sciame di un massimo di 20 UAV ad ala fissa pesanti fino a 20 kg, ciascuno equipaggiato con 1 o 2 sensori o payload di missione. Individualmente semplici e poco costosi, i droni nello sciame devono agire come una squadra per ottenere risultati di molto superiori al loro valore singolo. Sono richiesti sia sensori ottici che in radiofrequenza, passivi ed attivi. I payload RF attivi includono anche jammer. Le prime prove in volo per la Fase 3 si sono concluse con successo nel marzo scorso. Per i team di UAV si immaginano molteplici ruoli, fra cui anche la ricerca e il contrasto agli IED e la ricognizione CBRN: in un contratto separato, il MOD ha infatti finanziato lo sviluppo di sensori chimici per UAV e UGVs. Una prima capacità operativa è attesa in luglio, dopo che il 1° aprile scorso, sulla base di Waddington, è stato riformato il 216 Squadron proprio per far maturare il concetto d’impiego dei droni a sciame.

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anteprima logo RID Un missile strategico per la Marina Militare

La Difesa ha come noto deciso l'acquisizione di un missile a lungo raggio lanciabile da unità navali e sottomarini per l’attacco a bersagli collocati in profondità sul territorio nemico. Tale capacità farebbe il paio con il missile STORM SHADOW, lanciabile però solo da aerei e nell’inventario della nostra Aeronautica, e garantirà pure alla Marina la disponibilità di un’arma strategica, per di più con il vantaggio di poterla impiegare da una piattaforma per sua natura occulta come il sottomarino. A questo punto resta solo da definire il tipo di arma, con soli 2 candidati al momento disponibili. L’americano TOMAHAWK ed il franco-europeo SCALP NAVAL (al momento questo sembrerebbe il favorito). Il primo ci renderebbe, di fatto, dipendenti (ancor di più) dagli Americani – e l’esperienza in tal senso degli Inglesi non è ottimale – mentre il secondo ci garantirebbe una maggiore autonomia considerando anche che nell’ambito dell’EDIDP (European Defence Industrial Development Programme) ha ufficialmente preso il via il progetto GEODE, da 92 milioni di euro, che punta alla militarizzazione del sistema di posizionamento e navigazione GALILEO -finora utilizzabile solo per applicazioni civili e governative (polizie, guardie costiere, ecc.) - che potrebbe così essere impiegato pure per la guida di bombe e missili, emancipando l’Europa dalla dipendenza americana nel settore. Per inciso, il GEODE raggruppa tutte le principali aziende europee, comprese le nostre Leonardo ed Elettronica. Dettagli e a approfondimenti su RID 8/20.

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anteprima logo RID Un "105" per la CENTAURO II

Leonardo ha lanciato una variante della torretta HITFACT Mk II della blindo pesante CENTAURO II con cannone da 105 mm. Quest’ultimo è una variante ammodernata rispetto al cannone della CENTAURO originaria, di cui mantiene gli spessori per ridurre le problematiche di omologazione, ma che impiega però gli stessi materiali della bocca da fuoco da 120 mm che equipaggia la torre HITFACT Mk1 delle blindo CENTAURO dell’Oman. La HITFACT Mk2 può, pertanto, montare indifferentemente una delle 2 bocche da fuoco, con un risparmio in termini di massa attorno ai 750 kg nel caso di adozione del “105”. La scelta di Leonardo è dovuta al grande interesse per il calibro 105 mm che ancora oggi c’è nel mercato. Approfondimenti e dettagli su RID 8/20.

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anteprima logo RID Libia, congelato il fronte (per ora)

Dopo l’avanzata delle forze filo-Serraj appoggiata dalla Turchia, che hanno ribaltato la situazione del conflitto libico in Tripolitania, il fronte adesso sembra essersi congelato sulla linea Jufra-Sirte. Lo stesso Presidente egiziano Al Sissi, minacciando un intervento diretto in Libia, ha detto chiaramente di ritenere tale linea un confine non oltrepassabile dalle milizie che sostengono il Governo di Tripoli. In pratica, fallita la conquista di Tripoli e della Tripolitania da parte del Generale Haftar, il Paese è ora più che mai diviso in 2 entità, ma né Il Cairo né Mosca sembrano disposte a tollerare che Serraj ed Erdogan vadano oltre. Non a caso i MiG-29 ed i Su-24, probabilmente siriani, dispiegati nella stessa base di Jufra, sono finora intervenuti solo a protezione di Sirte, considerata evidentemente nel perimetro di influenza russo-egiziano. Insomma, ciò che si sta delineando sul terreno è una grande situazione di fatto con un Paese spaccato a metà e 2 aree di influenza: una turca ed una russo-egiziana con l’Italia a giocare un difficile ruolo di broker.

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anteprima logo RID AIRBUS: un SATCOM-On-The-Move bi-banda

In gran parte dei casi, alla base dello sviluppo di un nuovo sistema vi sono le lezioni apprese nei recenti impieghi operativi. 

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anteprima logo RID Germania, via libera alle super-fregate da 9.000 tonnellate

Dopo una lunga fase progettuale avviata 11 anni fa, il programma MehrzweckKampfSchiff MKS-180, ha ottenuto il via libera dal Parlamento tedesco. 

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anteprima logo RID Concluso il collocamento di CY4GATE

CY4GATE - società attiva nel mercato cyber a 360°, comunica la conclusione, con un importante successo, del collocamento delle proprie azioni con una domanda complessiva di quasi 4 volte l’offerta totale.

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anteprima logo RID Australia, il disastro dei sottomarini

A causa dei ritardi relativi al programma di acquisizione dei 12 nuovi sottomarini classe ATTACK /SHORTFIN BARRACUDA Block 1A - variante a propulsione diesel elettrica dei battelli nucleari francesi della classe BARRACUDA/SUFFREN – la Royal Australian Navy sarà obbligata a sottoporre ad un pesante refit i propri sottomarini classe COLLINS, figli di un altro programma già di per sé travagliato e disastroso. Tale aggiornamento risulta necessario al fine di garantirne il servizio almeno fino a metà degli anni ’30 quando, secondo i programmi aggiornati, dovrebbero partire le consegne dei nuovi sottomarini. Va ricordato che, inizialmente, il ritiro dei COLLINS – entrati in servizio tra 1996 e 2003 – era previsto per il 2024/2026. I ritardi nella fase di design dei nuovi sottomarini obbligheranno i COLLINS a restare in servizio per un’altra decina d’anni. Secondo alcune voci provenienti dalla Difesa australiana, il refit dovrebbe avere un costo base minimo di 3,5 miliardi di dollari australiani (circa 2,2 miliardi di euro) - a seconda che si proceda all’aggiornamento di tutti e 6 i sottomarini o solo una parte di essi - e interesserà principalmente la sostituzione del sistema propulsivo, in particolare motori e generatori diesel, più una serie di upgrade relativi alla quasi totalità dei sistemi di bordo (elettrico, CMS, sensoristico e periscopico con l’adozione di mast optronici digitali). Tale cifra, che non comprende le spese di mantenimento in servizio di tutti o parte dei battelli per un’altra decade, andrebbe ad aggiungersi ai circa 80 miliardi di dollari australiani (circa 49 miliardi di euro!) stimati per l’acquisizione dei nuovi battelli prodotti da Naval Group. Riguardo al numero di sottomarini da sottoporre al refit, una decisione finale è prevista per la prima metà del 2021.

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anteprima logo RID SUPER HORNET Block 3, via ai test in volo

Il primo F/A-18E/F SUPER HORNET nella nuova configurazione Block 3 ha iniziato i test in volo. L’aereo, un biposto numero di matricola F287, verrà consegnato, assieme ad un altro SUPER HORNET, ai reparti test e valutazioni VX-9 e VX-23 della US Navy al fine di permettere agli equipaggi di familiarizzare con i nuovi sistemi presenti sulla variante Block 3 ed effettuare i vari test di verifica riguardanti l’idoneità alle operazioni su portaerei. Va ricordato che gli upgrade previsti dalla nuova configurazione includono modifiche strutturali agli apparecchi – in primis la presenza di serbatoi conformali per il trasporto di 3.500 libbre addizionali di carburante, mancanti nell’F/-18F utilizzato nei primi test in volo, e una generale riduzione della segnatura radar – nonché un aggiornamento della suite sensoristica (incluso il nuovo IRST21 Block 2 dotato di maggiore portata ed efficacia contro obiettivi a bassa segnatura radar), di comunicazione (connettività rete SATCOM avanzata e maggior capacità di trasmissione dati grazie al nuovo processore DTP-N e datalink TTNT a bassa latenza) e dell’abitacolo (con unico schermo multifunzione touchscreen da 10x19 pollici). L’upgrade, inoltre, consentirà un incremento della vita operativa delle cellule che passerà dalle attuali 6.000 ore previste dalla configurazione Block 2 ad oltre 10.000. In base all’accordo firmato nel marzo 2019, Boeing ha ottenuto una commessa da 4 miliardi di dollari per la fornitura, entro il 2024, di 78 SUPER HORNET Block 3 di nuova produzione (61 monoposto F/A-18E e 17 biposto F/A-18F). Inoltre, in futuro è prevista la conversione della gran parte dei Block 2 della US Navy alla nuova configurazione, conversione che avverrà nel periodo 2022-2033. La consegna dei primi SUPER HORNET Block 3 operativi avverrà nel corso del prossimo anno, mentre per il 2024 la Marina prevede la presenza di almeno uno squadrone di Block 3 per ogni Carrier Air Wing.

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anteprima logo RID F-35 per l’Italia, completata la Fase 1

Il Pentagono ha formalmente concesso a Lockheed Martin il contratto, del valore di 368 milioni di dollari, per la fornitura di 6 F-35 all’Italia (5 F-35A ed 1 F-35B) appartenenti al lotto di produzione a basso rateo n.14 (LRIP 14). Si chiude così formalmente la Fase 1 del programma italiano che ha comportato l’acquisto da parte del nostro Paese di 28 aerei. Adesso si procede, dunque, con la Fase 2, annunciata dal Ministro ella Difesa Lorenzo Guerini a fine 2019, che comprende il procurement di altri 27 velivoli ed un primo stanziamento da 32 milioni per l'acquisizione dei cosiddetti materiali a lunga durata dei velivoli appartenenti ai lotti produttivi successivi al n.14. Quest’anno, lo stanziamento nel Bilancio della Difesa per il programma F-35 ammonta a 859 milioni di euro.

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