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anteprima logo RID Royal Canadian Navy: la sfida del futuro

La Marina Canadese ha superato i 110 anni di vita, essendo nata nel 1910 quale forza navale (Naval Service of Canada) del Dominion britannico, stato sovrano (sotto la corona inglese) dal 1867. Nel 1911 divenne la Royal Canadian Navy, distintasi nelle battaglie dell’Atlantico dei 2 conflitti mondiali, e quindi prezioso strumento della forza antisom NATO durante la Guerra Fredda. Impegni che hanno inciso profondamente nell’attuale struttura della Marina Canadese. Nel 1968, al termine di un radicale processo di riorganizzazione interforze dell’apparato militare nazionale, la componente navale - ora “integrata” - prendeva la denominazione di Maritime Command (MARCOM ). Il 16 agosto 2011, tuttavia, per sottolineare spirito e tradizioni della forza navale canadese il Governo ha riesumato la vecchia denominazione di Royal Canadian Navy (1). Un ritorno però più al futuro che al passato: lo spirito interforze che segna profondamente da oltre mezzo secolo il mondo militare canadese non viene messo in discussione (dal ‘75 infatti la stessa componente aeronavale è gestita dalla Royal Canadian Air Force), mentre proprio nel 2012 la connotazione joint è stata rafforzata dalla nascita del Canadian Joint Operations Command (CJOC), che integra in 6 task force regionali le varie componenti delle Forze Armate nazionali. Di queste, 2 sono a guida “navale”: ossia la Joint Task Force Pacific, con base a Victoria, nella Columbia britannica, e il doppio cappello del comando della flotta del Pacifico; e la Joint Task Force Atlantic di Halifax, nella Nuova Scozia, sede delle forze navali canadesi in Atlantico. Più composita la Joint Task Force North, attivata in maniera autonoma nel 2006 sulle ceneri della Canadian Forces Northern Area (CFNA), esistente dal 1970, e che il profilarsi di nuovi scenari (legati alle conseguenze dei cambiamenti climatici) e il riaffacciarsi della minaccia russa nella regione artica, riempiono di nuovi significati; sebbene per il momento i reparti inquadrati nella JTF-N siano incentrati su fanteria leggera, ranger artici, e aerei da collegamento e supporto logistico.

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anteprima logo RID Gli aspetti militari della Guerra Ibrida

Uno dei termini che negli ultimi anni è emerso con maggiore forza negli ambiti militari è “Guerra Ibrida”. Il suo interesse in Occidente risale all’occupazione russa della Crimea nel 2014 e al conflitto con l’Ucraina. Il termine viene fatto, erroneamente, risalire alla cosiddetta Dottrina Gerasimov, dal nome del generale russo Capo di Stato Maggiore della Difesa e Vice Ministro della Difesa. In realtà Gerasimov non ha mai enunciato una vera e propria dottrina, ma ha parlato della Guerra di nuova generazione (New Generation Warfare), voyna novogo pokoleniya, o anche “Guerra del XXI Secolo”, nell’ambito di un articolo del 2013 che ha avuto una notevole rilevanza, tanto in patria quanto all’estero. Lo studio presentato da Gerasimov prende anzi lo spunto da diverse operazioni condotte dall’Occidente, ad esempio il ruolo avuto dalla NATO nella ex Jugoslavia, per sottolineare come l’Occidente abbia creato una situazione che agevolasse e legittimasse l’intervento militare. A suo avviso gli Stati Uniti ed altri Paesi NATO hanno sobillato gruppi indipendentisti, fornendo loro armi, sostegno finanziario e guida, creando così una situazione di crescente instabilità e violenza ed hanno condotto una campagna di disinformazione tale da focalizzare tutte le colpe sul Governo federale e successivamente sulla Serbia, paventando rischi di pulizia etnica e di massacri della popolazione civile non-serba. In tal modo gran parte dell’opinione pubblica mondiale ha preso posizione a favore di un intervento militare che invece di ristabilire la pace e la stabilità, ha condotto una campagna di aggressione contro la Serbia, fino ad arrivare alla progressiva demolizione della Repubblica federale di Jugoslavia in una serie di stati etnici favorevoli all’Occidente, isolando la Serbia filo-russa e sottraendole successivamente anche il territorio della provincia kosovara ribelle. Un altro esempio portato da Gerasimov riguarda l’Operazione IRAQI FREEDOM del 2003. Per influenzare l’opinione pubblica mondiale gli Stati Uniti hanno inventato un inesistente programma di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, hanno indebolito il regime attraverso uno strettissimo embargo, si è fornito aiuto ai gruppi indipendentisti interni, si sono corrotti numerosi comandanti militari, ed infine si è intervenuti con una capacità militare molto avanzata, con una campagna intensa ma di breve durata, specialmente in termini di strike di precisione ed integrazione tra forze aeree e forze di terra, annientando in pochi giorni e con perdite minime uno degli eserciti più potenti del Medio Oriente. L’ultimo esempio portato da Gerasimov riguarda le cosiddette Primavere arabe del 2011, dove, secondo il Generale russo, l’Occidente ha pilotato una serie di insurrezioni volte a ribaltare regimi amici di Mosca. La sua attenzione è rivolta particolarmente alla Libia e alla Siria. Gli strumenti sono stati ancora una volta la diffusione di notizie false, l’aiuto a gruppi locali di insorti con armi e finanziamenti, a cui è seguito l’intervento clandestino di nuclei delle forze speciali e, particolarmente in Libia, una serie di attacchi aerei e missilistici contro le forze governative, sotto il pretesto di proteggere la popolazione civile. Alla fine di questa analisi Gerasimov esprimeva la necessità che la Russia dovesse utilizzare strumenti diversi da quelli della guerra tradizionale, che consentano di conseguire obiettivi strategici senza dover ricorrere ad interventi massicci ed aperti delle Forze Armate; in altre parole, risparmiando “blood and treasure”. 

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anteprima logo RID La Royal Air Force fra modernizzazione e problemi di budget

C’è molta incertezza sull’Integrated Review che verrà e su quello che comporterà per le Forze Armate britanniche. In un precedente articolo abbiamo esaminato la situazione del Senior Service, la Marina, più antica branca delle Forze Armate, evidenziando il precario equilibrio fra ambizione e ristrettezze di bilancio (vedi RID 06/2020 pagg. 58-73). Per la Forza Armata più giovane, la Royal Air Force, la situazione di base non è diversa: a fronte di importanti investimenti che sono sul punto di modernizzare diverse capacità operative, altre sono esposte a riduzioni o a rischio cancellazione. Il Primo Ministro Boris Johnson ha promesso una revisione strategica che abbracci ogni aspetto della posizione internazionale britannica del dopo-Brexit, dando vita alla Review “Integrata” che riguarderà non solo forze armate ed intelligence ma, più che mai, anche la diplomazia e l’uso del cospicuo budget per gli aiuti internazionali. Non a caso, il governo ha deciso di riassorbire il Department for International Development all’interno del Foreign Office. Le enormi spese pubbliche impreviste dovute al COVID-19, però, complicano decisioni già delicate e mettono il budget della Difesa sotto forte pressione. Per vedere come la RAF si avvicina a questa fondamentale Review, che potrebbe essere già stata resa pubblica al momento della lettura del presente lavoro, analizzeremo status e progetti delle sue componenti principali. Con la dismissione del TORNADO GR4, oggi il cuore della RAF è rappresentato dai 7 Squadroni della TYPHOON Force, che ricoprono sia la missione di difesa aerea sia la grande maggioranza dei compiti aria-suolo. Con il ben noto programma CENTURION, i TYPHOON della RAF sono stati equipaggiati di missili stand-off land attack STORM SHADOW e di missili polivalenti aria-sup BRIMSTONE, oltre che dell’aria-aria a lungo raggio METEOR. Merita menzione anche l’introduzione di una testata avanzata anti-bunker per la bomba a guida duale (laser/GPS) PAVEWAY IV, che rimpiazza capacità fino a poco tempo fa riservate ai TORNADO, unici ad impiegare le grosse bombe PAVEWAY III con testata perforante BLU-109.

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anteprima logo RID Assicurare le migliori performance AESA

Il progresso tecnologico ha introdotto delle innovazioni rivoluzionarie, come la sintesi digitale diretta, le antenne phased array e l’uso del nitruro di gallio (GaN), dando vita ad una nuova tipologia di radar multifunzionali, ovvero gli AESA (Active Electronic Scanned Array). Le prestazioni dei radar AESA dipendono principalmente dalla qualità dei moduli di trasmissione / ricezione (TRM) di cui si compongono le loro antenne e, a causa della loro complessità, i TRM richiedono molte verifiche e test durante il loro sviluppo, con un conseguente grande impatto su tempistiche e sui costi.

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anteprima logo RID Primi PATRIOT alla Romania

La Romania ha ufficialmente preso possesso del primo sistema missilistico di difesa aerea a lungo raggio PATRIOT PAC-2 GEM-T, consegnato al centro nazionale d’addestramento difesa aerea dell’Aeronautica Rumena di stanza a Capu Midia (nei pressi della città portuale di Constan?a che affaccia sul Mar Nero). Il primo sistema era giunto in Romania lo scorso agosto e per le successive 6 settimane ha eseguito i test di accettazione propedeutici alla consegna formale. Nel 2018 Bucarest ha ordinato 7 batterie di PATRIOT in base ad un contratto del valore complessivo di 3,9 miliardi di euro, cifra che include il supporto tecnico e la fornitura di 168 missili intercettori MIM-104F PAC-3 MSE e 56 MIM-104E PAC-2 GEM-T. I programmi prevedono la consegna delle prime 3 batterie al 74° Reggimento Patriot dell’Aeronautica entro il 2021 e, tra il 2023-2024, l’arrivo delle restanti 4 destinate all’Esercito. La Romania è il primo Paese nella regione del Mar Nero a disporre del sistema antiaereo e antimissile (balistici e cruise) PATRIOT.

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anteprima logo RID Tagli ai WEDGETAIL per la RAF?

Londra sta discutendo da tempo con Boeing per ristrutturare al ribasso il suo recente ordine per 5 velivoli radar E-7 WEDGETAIL, come parte dell’Integrated Review attualmente in corso. Il Regno Unito aveva selezionato il velivolo di Boeing nel 2018 come rimpiazzo per gli attuali E-3D SENTRY, terminando anzitempo una competizione in cui SAAB, in team con Airbus, aveva offerto una soluzione con un radar ottenuto accoppiando 2 antenne SAAB ERYEYE, da installare su fusoliere A330. Questa inedita soluzione era stata giudicata troppo rischiosa e poco matura rispetto al WEDGETAIL, già in servizio e già conosciuto dalla RAF grazie all’Australia che ha accolto equipaggi britannici sui suoi velivoli impiegati in Siria e Iraq. Di contro, va detto che non esiste una vera linea di produzione attiva per il WEDGETAIL, visto che sono passati anni dal completamento delle ultime consegne. I WEDGETAIL in servizio nel mondo sono basati su cellule 737-700IGW (increased gross weight) non più in produzione, mentre sembra che i velivoli per la RAF useranno fusoliere 737-800ERX, le stesse impiegate dal P-8 POSEIDON. Il contratto con Boeing era stato annunciato il 22 marzo 2019, con un valore di 1,98 miliardi di dollari. Il programma prevede la conversione di 2 fusoliere di seconda mano, procurate dal mercato civile, oltre all’allestimento di 3 velivoli di nuova produzione. Tutti gli E-7 per la RAF saranno allestiti nel Regno Unito presso STS Aviation Services, all’aeroporto di Birmingham, con Leonardo UK responsabile per la suite di autoprotezione. La prima consegna è attesa nel 2023, con completamento nel 2025. Il Ministero della Difesa britannico è preoccupato dai costi della nuova flotta nel lungo periodo. A parte il contratto di acquisizione, ovviamente preoccupano i costi accessori e il supporto in servizio. Gli oneri accessori determinano una spesa attesa superiore ai 2,68 miliardi di dollari, in un periodo in cui il MOD è alla ricerca di risparmi e di fondi da dirottare verso altre priorità, soprattutto nei settori Cyber e Spazio. A seconda delle fonti, tutte le opzioni rimangono sul tavolo, cancellazione totale inclusa. Una riduzione da 5 a 3 macchine è comunque vista come più probabile.

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anteprima logo RID Il primo GRIPEN E arriva in Brasile

Il primo caccia multiruolo GRIPEN E destinato all’Aeronautica Brasiliana (numero di matricola 4100) è giunto nel Paese sudamericano. L’aereo, designato ufficialmente F-39E dai brasiliani, è stato trasportato via mare da Norrkoping fino al porto di Navegantes a bordo della nave container Elke. Si tratta del primo dei 36 apparecchi – 28 monoposto JAS-39E/F-39E e 8 biposto JAS-39F/F-39F – ordinati dal Brasile. Come previsto dai programmi, il velivolo continuerà ad eseguire la prima fase di test, parzialmente già effettuati da piloti collaudatori brasiliani nello stabilimento Saab di Linköping tra settembre 2019 e lo scorso 20 agosto, data dell’ultimo volo del “4100” – durato circa 50 minuti sul Mar Baltico - prima del suo trasferimento. Una volta giunto in Brasile, infatti, l’aereo non è stato formalmente consegnato all’Aeronautica Brasiliana, tenuto conto che l’iter stabilito prevedeva l’invio del GRIPEN agli stabilimenti Embraer di Gavião Peixoto, dove proseguirà i test. Ciononostante, il nuovo F-39E brasiliano dovrebbe effettuare un sorvolo della capitale Brasilia in occasione della festa dell’aviatore, prevista per il prossimo 23 ottobre. Per quanto riguarda i restanti 35 caccia (12 dei quali verranno assemblati in Svezia, mentre i restanti saranno costruiti a Sao Bernardo do Campo), entro il 2021 il Brasile dovrebbe iniziare a ricevere i primi F-39E operativi – destinati al 1° Grupo de Defesa Aérea di Anàpolis - mentre gli F-39F biposto non dovrebbero essere consegnati prima del 2022. Le consegne dovrebbero completarsi nel 2024, ma la crisi Covid potrebbe causare uno slittamento di circa un anno.

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anteprima logo RID L'AM testa l'aviolancio e l'operativita' del sistema di rifornimento avanzato FARP

L'Aeronautica Militare, nell'ambito delle esercitazioni FIT (Force Integration Training) e Tende Scaglia 2020,  ha testato nei giorni scorsi alcune delle capacità pregiate che consentono di estendere il "braccio operativo" degli elicotteri HH-101, effettuando l'aviolancio di speciali contenitori di carburante avio (nella circostanza utilizzando a scopo esercitativo liquidi non infiammibili).

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anteprima logo RID Prende forma il nuovo REAPER

Northrop Grumman, Lockheed Martin e General Atomics hanno già rivelato i loro rendering del futuro velivolo non pilotato che dovrà rimpiazzare il REPAER nell’ambito di un programma denominato per ora MQ-NEXT. Ricordiamo che l’USAH aveva emesso una RFI in proposito lo scorso giugno. Tutte e 3 le aziende propongono un design ad ala volante, mentre Kratos e Boeing non hanno per il momento svelato i loro progetti. Nei programmi dell’USAF, il nuovo UAV che sarà chiamato a rimpiazzare il REAPER dovrà avere delle caratteristiche tali da incrementarne le doti di sopravvivenza e “penetrazione” a fronte di minacce sempre più sofisticate ed evolute. Oltre alle missioni classiche di ISR e strike, la nuova macchina, o le nuove macchine, dovranno svolgere anche compiti “sentinella” di assetti strategici come velivoli AWACS, SIGINT, ecc, di gregario, ma non solo. Insomma, l’USAF vuole versatilità e capacità modulari, ed un’architettura basata su autonomia selettiva ed intelligenza artificiale, denominata DARC (Distributed Autonomy Responsive Control), capace di ottimizzare le risorse disponibili sulla base degli obbiettivi della missione. Ulteriori dettagli su RID 11/20. Un’altra caratteristica ricercata dall’USAF è la grande autonomia e la capacità di essere operativamente persistenti molto a lungo. Da qui, la necessità di studiare nuove forme di propulsione, per ovviare ai limiti della disponibilità di carburante a bordo di machcine con profilo tuttala e “affilati”. Vedremo questo concetto come si evolverà in futuro. Intanto, il Congresso sta cercando di estendere ancora il procurement dei REAPER, che l’USAF voleva terminare nell’anno fiscale 2021, ma allo stesso tempo ha chiesto di accelerare il programma MQ-NEXT in modo tale da avere una nuova capacità operativa prima del 2030.

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anteprima logo RID Nuovi radar da Leonardo

Durante la IEEE Radar Conference, l’Ing. Marco De Fazio di Leonardo ha illustrato alcuni dei programmi ai quali l’azienda italiana sta lavorando. Alcuni di essi risultano (relativamente) noti, altri sono completamente nuovi.

L’Ing. De Fazio, Deputy Managing Director of the Electronics Division e Head of Electronics ITA Business Unit di Leonardo, ha evidenziato come la famiglia KRONOS, che comprende sensori in banda C e in banda X, sta evolvendo non solo nel campo navale con il KRONOS Dual Band dei PPA ma anche nel settore terrestre con il nuovo KRONOS HP (High Power, destinato a quanto ci risulta all’evoluzione del sistema superficie-aria SAMP/T destinato all’Italia). Sempre nell’ambito dei radar terrestri, in questo caso nel campo dei radar long range (o meglio gli Early Warning Radar in banda L, attualmente appartenenti alla famiglia RAT-31), Leonardo, partendo dalle tecnologie messe a punto per i radar della Legge Navale (famiglie di sensori in banda X, C ed L), ha messo in piedi una roadmap evolutiva volta alla realizzazione di un radar Early Warning terrestre di tipo AESA (facendo quindi tesoro di quanto sviluppato nell’ambito del radar navale KRONOS POWERSHIELD anch’esso in banda L). Tale roadmap prevede anche lo sviluppo di un RAT-31D/L completamente digitale: su tratta di un sensore RAT-31 dotato di moduli trasmetti ricevi, TRM, completamente digitali (realizzati con la tecnologia del Nitruro di Gallio). Novità assoluta, che fa sempre tesoro di quanto sviluppato e realizzato da Leonardo nell’ambito dei sensori della Legge Navale (nel caso specifico in banda X) è costituita dalla nuova famiglia AESA Light 3D in banda X (nella foto). Si tratta di una nuova famiglia di sensori 3D pensata per prendere il posto della famiglia di radar 2D/da ricerca di superficie SPS-732 (RASS, RASS costiero, ecc..). Analogamente alla famiglia RASS, anche questi nuovi radar comprenderanno una variante navale ed una costiera (con antenna più grande) a cui si aggiungerà pure una versione terrestre totalnmente nuova destinata ai sistemi contraerei (SHORAD e VSHORAD). Nel campo degli IFF, accanto ai nuovi IFF navali ad array circolare installati sulle ultime FREMM, Leonardo ha sviluppato pure un nuovo IFF ad antenna singola (SIR-AI/200) destinato al KRONOS GRAND (cioè il KRONOS ad antenna singola rotante, noto anche come MFRA) e adatto ad applicazioni terrestri e navali. Ulteriori dettagli su RID 11 in edicola prossimamente.

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anteprima logo RID Elettronica prima classificata come Welfare Champion 2020

Oggi Elettronica è stata insignita dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte del Premio di Welfare Champion 2020, come prima classificata nella categoria industria.

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anteprima logo RID Gli USA militarizzano Palau contro la Cina

Durante la visita del Segretario della Difesa Americano Mark Esper nel piccolo arcipelago dell’Oceano Pacifico, il Presidente dello Stato di Palau, Thomas Remengesau, ha annunciato la comune volontà di incrementare la presenza di truppe americane, in particolare Marines, nel prossimo futuro. Le strette relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Palau sono state formalizzate nel 1994, con la firma di un Compact of Free Association, in cui gli stessi USA si sono impegnati nel garantire la difesa nazionale del piccolo arcipelago nei pressi delle Filippine. A seguito della visita del Segretario Esper, tale accordo verrà modificato con un notevole incremento in termini di personale e di investimento di risorse. In visione anti-Cina, l’arcipelago in questione, costituito da più di 300 isole, offre dei non trascurabili vantaggi: posizionato fuori dalla portata dei maggiori sistemi d’arma a lungo raggio cinesi, questo gruppo di isole rappresenta la perfetta immagine di Expeditionary Advanced Base Operations (EABO) teorizzata dal Generale Berger, Comandante dello USMC. Secondo questa dottrina, le EABO dovranno ospitare aliquote contenute e mobili di Marines, tanto da non costituire un bersaglio permanente e pagante, pronte a implementare bolle antinave e antiaeree; con l’ulteriore capacità di poter rifornire unità navali in piena ottica DMO (Distributed Maritime Operations). Le autorità militari americane hanno però tenuto a precisare che l’eventuale presenza di forze Marines su Palau, posizionato a circa 2700 miglia dalle coste cinesi, non costituisce una minaccia a Pechino, in quanto fuori portata da ogni sistema d’arma dei Marines. Tuttavia, lo stesso arcipelago può giocare un fondamentale ruolo nel caso in cui la Cina decida invece di “allargare i propri orizzonti”, soprattutto con il suo nuovo, e ogni giorno più temibile, strumento aeronavale. Proprio in questo periodo, la rotazione annuale di forze USMC su Palau, chiamata Task Force KOA MOANA, operante sotto il Comando della I Marine Expeditionary Force, ha ultimato la riparazione dell’aeroporto di Angaur, originariamente costruito proprio dalle forze americane per supportare la battaglia dell’isola di Peleliu, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo solo 7 giorni di lavoro, quest’ultimo aeroporto è stato dichiarato ufficialmente idoneo per l’impiego di velivoli C-130 HERCULES ed in grado di garantire oltre che la flessibilità logistica dello strumento militare nell’area, anche la possibilità per l’isola di far atterrare velivoli turistici ed implementare cosi l’economia della piccola isola e dell’arcipelago stesso. Come viene definita negli ambienti anglofoni, una win-win situation.

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