LEONARDO
Viaggi RID
anteprima logo RID P1HH, via al programma "dual use"

Tra i decreti di approvazione per programmi di acquisizione inviati di recente al Parlamento, c'è pure l'UAV tipo MALE P1HH, che rientra nell'ambito del piano di salvataggio di Piaggio Aerospace concordato tra Governo, sindacati e azienda. La relativa scheda di approfondimento ci consente di acquisire ulteriori dettagli. Il programma ha un valore di 160 milioni di euro, distribuiti tra il 2019 ed il 2026, e prevde la certificazione del sistema e l'acquisizione di 2 velivoli unitamente ad una Grund Station. Ricordiamo che si tratta di velivoli già prodotti per gli EAU, ma che adesso verranno utilizzati come test bed per la valutazione di una serie di tecnologie e apparati e per il consolidamento di un know how da spendere poi nell'ambito del progetto EUROMALE. I velivoli, che saranno gestiti dall'Aeronautica Militare, verranno messi a disposizione di quei Dicasteri ed Agenzie che vorranno avvalersi dei relativi servizi per una pluralità di compiti: supporto in caso di calamità naturali, monitoraggio ambientale, contrasto ai traffici illeciti in mare, ecc.

a cura di
anteprima logo RID La Cina mostra i muscoli

La Cina ha celebrato il 70° anniversario della nascita della Repubblica Popolare con una grande parata militare svoltasi su piazza Tienanmen, a Pechino. Nell’occasione hanno sfilato nuovi sistemi d’arma che l’industria locale ha realizzato negli ultimi tempi. Tra questi il missile intercontinentale pesante tristadio a propellente solido DF-41, dotato di un numero massimo di 10 testate di rientro, ed il sistema ipersonico DF-17. Quest’ultimo si compone di un vettore balistico a medio raggio e di una testata planante ipersonica, nota per ora come DF-ZF e capace di volare tra Mach 5 e Mach 10. Nel novembre del 2017 la Cina aveva completato con successo i primi 2 lanci con il DF-17 equipaggiato con il glider ipersonico DZ-ZF. Un’altra novità è stata il missile da crociera a lungo raggio alto-supersonico/ipersonico DF-100/CJ-100 che è sfilato abbinato ad un veicolo dotato di una rampa con 2 grossi tubi di lancio. Molto importante anche la presenza del drone supersonico WZ-8 da penetrazione e ricognizione. Il velivolo è caratterizzato da una configurazione aerodinamica a bassa riflettività con una cellula molto affilata ed un’ala a delta a forte freccia. Alle estremità ci sono 2 superfici verticali di controllo che sembrano essere ripiegabili per favorire il trasporto da bombardieri e aerei da trasporto e come testimoniano anche i 2 “buchi” sul dorso della cellula. Il drone è infatti aviolanciabile. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

a cura di
anteprima logo RID Presentazione XII° Regional Seapower Symposium

Oggi si è svolta, presso Palazzo Marina a Roma, la conferenza di presentazione del XII° Regional Seapower Symposium, evento programmato a Venezia dal 15 al 18 ottobre e di cui RID è media partner.

a cura di
anteprima logo RID Via alle nuove corvettone finlandesi

Entra nel vivo il programma SQUADRON-2020, il più ambizioso mai avviato dalla Marina Finlandese dopo il 1927, quando erano state ordinate 2 potenti corazzate costiere e 5 sommergibili. Il 26 settembre, infatti, il Ministero della Difesa di Helsinki ha firmato i primi 2 contratti con il raggruppamento formato da Rauma Marine Constructions (RMC) e Saab, rispettivamente del valore di 647 e 412 milioni di euro, relativi alla costruzione di 4 corvette/fregate leggere classe POHJANMAA, e alla fornitura e integrazione dei sistemi imbarcati, cui provvederà l’azienda svedese. Il valore dell’intero programma è di 1,32 miliardi di euro, negli anni 2019-2027: la costruzione delle unità è prevista a partire dal 2022, con consegne nel 2025-2026 ed una capacità operativa finale entro il 2028. Queste grandi corvette saranno navi multiruolo estremamente sofisticate con scafo stealth, lunghe 105 m e da 3.300 t di dislocamento a pieno carico; l’equipaggiamento comprenderà una ricca dotazione sensoristica (CMS 9LV di Saab, al pari dei radar SEA GIRAFFE-4A a 4 facce fisse, e SEA GIRAFFE-1X, e contromisure Rheinmetall MASS, con mast integrato), e saranno armate con missili antinave GABRIEL Mk-5/Advanced Naval Attack Missile, e sup/aria RIM-162 ESSM, in modulo a 32 celle VLS, oltre al cannone Bofors da 57/70 mm SAK-3, e con capacità di operare come posamine, e sistemi antisom (lanciasiluri ASW, elicottero). Il programma è completato da quello da 223 milioni di euro avviato nel 2017, per l’ammodernamento di mezza vita entro il 2021 delle 4 FAC classe HAMINA, realizzate in 2 fasi tra 1997 e 2006, per prolungarne la vita sino al 2035, ed equipaggiarle con nuove armi (anche antisom) e sensori, in parte adottati per le nuove corvette, visto che imbarcheranno lo stesso CMS, e i missili GABRIEL Mk-5.

a cura di
anteprima logo RID Il programma NGSW dell’US Army

Il programma NGSW (Next Generation Squad Weapon) mira a sostituire in tempi brevi sia le carabine M-4/M-4A1 sia le mitragliatrici leggere M-249, tutte in calibro 5,56x45 NATO. Si tratta di un programma veramente ambizioso anche perché prevede l'introduzione di una nuova munizione, molto avanzata e potente. L'attuale progetto si può far risalire al 2017 quando prese l'avvio il programma NGSAR (Next Generation Squad Automatic Rifle) che aveva l'obiettivo di sostituire le mitragliatrici leggere (LMG, Light Machine Gun) MINIMI concepite dalla FN Herstal, note nello US Army come M-249 SAW (Squad Automatic Weapon). L'intenzione era quella di realizzare una nuova arma di squadra per i Brigade Combat Teams (BCT) e altre unità in grado di offrire gittate e volume di fuoco simili a quelli di una mitragliatrice media (MG, medium machine gun): anzi, si voleva qualcosa di meglio, dato che si parlava di gittata efficace contro bersagli a 600 m e di capacità di soppressione delle minacce sino a 1.200 m. Nel requisito veniva detto che l'arma poteva utilizzare “una munizione non necessariamente presente attualmente nell’arsenale dell’US Army”. Nel testo si specificava inoltre: “Dovrà combinare la potenza e la portata di una mitragliatrice con la precisione e l’ergonomia di una carabina, offrendo capacità migliorative in precisione, gittata e letalità. L’arma sarà leggera e dovrà sparare munizioni leggere con letalità migliorata”. In altra parte della specifica, si escludevano dal peso totale desiderato eventuali “colpi o caricatori”; quindi l’arma poteva essere sia ad alimentazione a nastro che a caricatore amovibile. Si voleva un'arma del peso inferiore a 5.443 g (compresi bipiede e moderatore di suono) e lunghezza massima complessiva inferiore a 965 mm (e minore di 889 mm con calcio ribaltato o retratto).

a cura di
anteprima logo RID Lo scudo e la spada dei samurai

Per alcuni il 29 agosto 2017 può essere una data priva di significato, ma sicuramente non la è stata per i responsabili della difesa e sicurezza del Giappone. Quel giorno, e per la prima volta da quando si ha memoria, un missile balistico della categoria IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) lanciato dalla Corea del Nord ha sorvolato la grande Isola nipponica di Hokkaido e dopo un volo di circa 2.700 km si è inabissato nell’Oceano Pacifico. Secondo fonti di Seoul e di Tokyo, l’ordigno era stato lanciato da una località nei pressi di Pyongyang, ha volato per circa 14 minuti e - come riferito dall’allora Ministro della Difesa nipponico Itsunori Onodera - non è stato intercettato perché si è valutato che esso non avrebbe colpito il Giappone. L’evento ha suscitato numerose critiche a livello internazionale, una reazione che non ha certamente impedito alla leadership nordcoreana di rivendicare la paternità del lancio e, anzi, di ritenerlo un passo avanti nello sviluppo di capacità per minacciare le basi degli Stati Uniti nel Pacifico Occidentale e anche quelle delle Nazioni alleate di Washington. L’escalation verbale fra Washington e Pyongyang seguita al lancio dell’ordigno - identificato come HWASONG-12 - ha dato il via a una serie di eventi di natura politico-diplomatica che se da un lato hanno contribuito ad allentare la tensione fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, dall’altro hanno accresciuto nei dirigenti nipponici la consapevolezza di dover agire in maniera strutturata per fronteggiare una minaccia concreta e reale. Infatti, non è una novità che il quadrante asiatico nord-orientale sia diventato una regione instabile e foriera di crisi, uno scenario certificato non solo dall’atteggiamento bellicoso della Corea del Nord ma anche da una politica sempre più assertiva della Repubblica Popolare Cinese, fondata pure sull’impiego della forza militare nella risoluzione di contenziosi locali e regionali.

a cura di
anteprima logo RID I sistemi di guida dei missili aria-aria

Le caratteristiche che contraddistinguono un moderno missile aria-aria (AAM, Air to Air Missile) sono l’estrema agilità (ottenuta attraverso una combinazione di “thrust vectoring” e controlli aerodinamici avanzati), notevoli capacità di acquisizione “off-boresight” e di lancio integrate con sistemi installati nel casco di volo (HMD), sensori e sistemi di guida con notevolissima resistenza alle IRCM (Infra-Red Counter Measures) e alle contromisure radar (nel caso rispettivamente di missili a guida IR e a guida radar). Questi requisiti rigorosi richiedono nuovi approcci nella realizzazione dei sistemi di guida, di controllo e di stima della posizione del bersaglio (in caso di contromisure e/o manovre repentine di quest’ultimo ed eventuale perdita del contatto): sono questi i principali componenti del missile che devono anche soddisfare requisiti operativi come precisione, basso costo e possibilità di semplici aggiornamenti nel tempo; quindi prestazioni molto avanzate in ambienti elettronicamente complessi e inquinati. Naturalmente sono fondamentali l’analisi della cinematica dell’ingaggio e della dinamica del bersaglio prima di passare all’analisi di sistemi quali autopilota, sistema di guida, contromisure e relativa integrazione. La guida è il metodo attraverso il quale il missile riceve ed elabora i comandi richiesti per spostarsi lungo la traiettoria, adeguarsi alle manovre del bersaglio e colpirlo. L’homing è il tipo più comune di sistema di guida utilizzato nei missili moderni: con questo sistema il missile si dirige verso il suo obiettivo utilizzando un sensore in grado di rilevare determinate caratteristiche distintive del bersaglio. Dato che il sensore è a bordo del missile, esistono solo 2 punti di interesse primario: il missile e il bersaglio, motivo per cui l’homing è noto anche come “guida a 2 punti”. L’homing può essere suddiviso a seconda di come viene generata la caratteristica distintiva del bersaglio, per cui avremo sistemi di ricerca passiva e homing attivo.

a cura di
anteprima logo RID L’Aeronautica Argentina

Come per la maggior parte delle altre Forze aeree sudamericane, anche in Argentina l’impiego militare del più pesante dell’aria avvenne alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, con la creazione nel 1912 di una Escuela de Aviación Militar presso il Campo de Mayo di Buenos Aires, dove già nel 1910 era stata realizzata una pista di volo. Tra il 1919 e il 1921 furono attivati, all’interno dell’Esercito e della Marina, e sulla falsariga di quanto avveniva negli altri Paesi, reparti aerei militari, mentre nel 1945 veniva creata una Forza Armata autonoma, la Fuerza Aérea Argentina (FAA). La nuova realtà aeronautica crebbe rapidamente: e mentre venivano realizzate nuove infrastrutture, e acquisito materiale moderno, la FAA fu anche la prima Aeronautica Sudamericana a transitare, nel 1947, su aerei a getto, grazie ai Gloster METEOR inglesi. Nel frattempo, veniva accumulata una discreta esperienza operativa. In primis con il coinvolgimento delle forze aeree nazionali (comprese quelle di Esercito e Marina) nei numerosi sommovimenti interni che scossero il Paese per un trentennio: come il bombardamento effettuato da 30 aerei su Plaza de Mayo durante un fallito golpe nel giugno 1955, o le azioni aria/aria e aria/terra svoltesi durante la successiva rivolta che 3 mesi dopo cacciò Peròn dalla Casa Rosada; senza contare la partecipazione alle operazioni COIN durante la guerriglia degli anni ’70. Nel 1982 la FAA (sempre supportata dalle Forze aeree di Esercito e Marina) veniva infine impegnata in un moderno conflitto aeronavale, e contro un avversario d’élite, ossia il contingente aereo inglese fornito da RAF e Fleet Air Arm per la riconquista delle Falkland. Pur subendo gravissime perdite, i piloti argentini (dell’Aeronautica, della Marina), ai comandi per lo più di aerei ancora validi benché operanti al limite della propria autonomia, misero a segno la maggior parte dei successi tattici conseguiti da Buenos Aires durante la breve ma intensa campagna bellica, affondando e danneggiando numerose navi e abbattendo diversi velivoli.

a cura di
anteprima logo RID I missili anti-nave supersonici

Se si considerano i missili anti-nave in servizio nel mondo, una delle prime osservazioni riguarda la disparità delle velocità. Le Marine occidentali continuano a basarsi prevalentemente su missili subsonici, spesso evoluzioni tecnologiche di modelli nati negli anni '70. Al contrario, Cina, India e Russia (e Iran…) mostrano una significativa attenzione per i missili supersonici, che schierano in gran numero e, ancor più importante, continuano a sviluppare nuove armi supersoniche ed ora anche ipersoniche (oltre 5 Mach). Si assiste ad una vera e propria proliferazione, con numerosi modelli di missili anti-nave supersonici che vengono proposti sul mercato, sia per l’esportazione che per il Paese produttore, e con l’intera gamma d’impiego per quanto riguarda le piattaforme di lancio: aerei, navi di superficie, sottomarini, batterie costiere. La differenza operativa è significativa, specie per quanto riguarda i tempi a disposizione della difesa per la scoperta, identificazione e per sviluppare una reazione efficace. Un missile subsonico occidentale (EXOCET, HARPOON, TESEO, ecc.) impiega 10 minuti per percorrere 180 km. Un missile che voli a 3 Mach percorre la stessa distanza in poco più di 3 minuti. Un missile ipersonico da 5 Mach impiegherebbe meno di 2 minuti. Il ridotto tempo a disposizione rende complesso sia l’intercetto che, soprattutto, la verifica dei risultati, eliminando quindi la parte “look” della sequenza shoot-look-shoot o shoot-shoot-look, comportando quindi un consumo di munizioni molto maggiore. L’ultima linea di difesa affidata a sistemi a cortissimo raggio tipo CIWS, operanti a 1.000-1.500 m, risulterebbe poi probabilmente inefficace, visto che anche nell’ipotesi di un colpo a segno, i rottami di un missile supersonico avrebbero un’energia cinetica tale da proseguire per inerzia fino all’impatto con la nave.

a cura di
anteprima logo RID H-6N: l’ultima evoluzione del bombardiere cinese H-6

Il web cinese si è popolato di nuove e interessanti immagini che ritraggono una ennesima evoluzione del bombardiere cinese H-6, derivato dal Tu-16 BADGER, ripresa in volo durante quelle che si ritiene siano le prove per l’imminente parata per i 70 anni della Repubblica Popolare Cinese, in programma per il 1° ottobre. La nuova variante dello H-6, prodotto dalla Xi'an Aircraft International Corporation, è l’ultima, in ordine di tempo, delle evoluzioni di questo velivolo, al centro del potere aereo cinese fin dagli anni 70. Nel 2009 era apparsa la versione H-6K, già ampiamente modificata rispetto alle precedenti e pensata per trasportare il massimo carico possibile di missili a lungo raggio antinave e da attacco al suolo. La nuova versione H-6N si caratterizza per la prominente sonda frontale per il rifornimento in volo e, soprattutto, per l’eliminazione della stiva bombe, rimpiazzata da un recesso aerodinamico destinato al trasporto semi-conformale di un grande missile ancora da scoprire. Nelle foto comparse sul web cinese, il recesso è chiaramente distinguibile ma vuoto, mentre sotto le ali il velivolo trasporta 2 missili da crociera KD-20 land-attack a lungo raggio (anche noti come CJ-20, o CJ-10K nella moltitudine di denominazioni per l’arsenale cinese) ai piloni più interni e 2 KD-63 land-attack a corto raggio (anche noti come YJ-63) ai più esterni. Il missile destinato al trasporto nel recesso di fusoliera è ancora da scoprire. Secondo alcuni rapporti si chiamerebbe CH-AS-X-13 e sarebbe un derivato aerolanciato del missile balistico con capacità antinave DF-21D. Un missile di questo tipo, lanciato da un bombardiere capace di essere rifornito in volo, rappresenterebbe una seria minaccia per le basi e le portaerei americane nel Pacifico nell’area della “seconda catena di isole”, quindi includendo Guam.

a cura di
anteprima logo RID Gli F-35 italiani in Islanda

Un Task Force del 32° Stormo di Amendola composta da 6 F-35 è stata rischierata in Islanda, presso la base di Keflavik, nell’ambito della missione di Air Policin della NATO. I velivoli hanno già iniziato l’attività di volo, mentre la FOC (Final Operational Capability) del contingente verrà conseguita ai primi di ottobre. Il velivolo dimostra così una volta di più la sua polivalenza e la capacità di operare in contesti di difesa aerea puri. Il rischieramento della Task Force del 32° Stormo durerà fino alla fine di ottobre.

a cura di
anteprima logo RID Proseguono i test del missile ipersonico DEEPSTRIKE

Secondo quanto comunicato dalla Raytheon, il missile ipersonico DEEPSTRIKE sta effettuando la fase conclusiva di test ed attività di integrazione che culmineranno con il primo volo previsto entro la fine del 2019. Va ricordato che ad inizio anno il DEEPSTRIKE aveva passato la fase di valutazione preliminare - riguardante design, sistema di guida, propulsione e testata bellica – con l’approvazione dello US Army. Successivamente, la Raytheon ha effettuato con successo un test statico del motore a razzo a combustibile solido del missile (sviluppato dalla Northrop Grumman Innovation Systems), passando alla fase successiva dello sviluppo riguardante la detonazione della testata bellica del vettore in ambiente controllato, detonazione che avrebbe superato i requisiti di performance richiesti dall’Esercito Americano. Il DEEPSTRIKE rappresenta la soluzione proposta dalla RAYTHEON per il requisito Precision Strike Missile dello US Army riguardante la sostituzione dell’ATACMS, in servizio dal 1990. L’Esercito americano prevede l’acquisizione di un sistema d’arma tattico sup-sup, che abbia una gittata superiore ai 300 km (portata massima dell’ATACMS), che possa essere utilizzato con precisione contro un’ampia gamma di bersagli terrestri (compresi quelli fortificati e quelli mobili) ed in ogni condizione meteorologica, e che sia compatibile con i sistemi M142 HIMARS ed M270A1 MRLS. Oltre alle capacità evidenziate dall’azienda riguardo all’architettura modulare ed alla manovrabilità, nonché alla gittata del missile (che oscilla tra un minimo di 60 ed un massimo di 499 km, valore probabilmente conservativo che rispettava la soglia stabilita dal Trattato INF), alla carica esplosiva (200 libbre ad alto esplosivo a frammentazione) e al sistema di guida (basato sul Flight Termination System a doppio canale GPS/INS), le caratteristiche peculiari del DEEPSTRIKE stanno nella velocità (che sarà superiore a Mach 6, quindi il doppio rispetto all’ATACMS) e, ancor più, nelle dimensioni ridotte (3,9 m di lunghezza per 43 cm di diametro e 771 kg di peso) che ne consentirebbero l’alloggiamento a coppie all’interno di un singolo pod lanciatore prodotto dall’azienda e già integrato coi veicoli trasportatori di HIMARS (2 DEEPSTRIKE ognuno, rispetto ad un singolo ATACMS) ed MRLS (4 missili ognuno, a fronte di 2 ATACMS).

a cura di