LEONARDO
Viaggi RID
anteprima logo Marina Italiana Conclusa l'Operazione antipirateria di nave MARTINENGO

Rientrata oggi a Taranto nave Martinengo. Partita il 1 settembre scorso e dopo oltre 111 giorni di attività operativa, la fregata ha lasciato le turbolenti acque del Golfo di Guinea, dove ha operato sin dal mese di settembre.

a cura di
anteprima logo RID L’USAF ritirerà 17 B-1 nel 2021

Boeing ha confermato quanto già anticipato dall’ultimo budget della difesa statunitense: nel 2021 l’USAF ritirerà 17 dei 62 bombardieri strategici B-1B LANCER. La decisione, che ancora va ufficializzata con la formale approvazione dal Congresso, prevede il taglio dei 17 aerei più anziani, mentre almeno 36 dei restanti 44 dovrebbero proseguire il servizio fino al 2035/2036. Secondo una nota dell’azienda di St. Louis, le operazioni di supporto e manutenzione in favore delle cellule maggiormente usurate sarebbero divenuto eccessivamente onerose, implicando investimenti di decine di milioni di dollari per il loro ripristino nel breve termine. L’accentuata usura di tali cellule è dovuta, secondo la Boeing, ad un utilizzo estensivo dei velivoli nel corso degli ultimi 20 anni, in un ruolo per il quale non erano originariamente stati progettati. In effetti, prima in Afghanistan e poi in Siria, l’USAF ha diffusamente impiegato i velivoli per compiti “semi CAS” in supporto alle truppe terra, seguendo profili di volo medio-alti per i quali i B-1 non sono strutturalmente ottimizzati. E, proprio alla luce delle ottime capacità dimostrate dai LANCER in tali contesti, l’Air Force ha spinto per un aggiornamento sensibile delle cellule meno usurate – come quello volto all’integrazione di nuovi armamenti trasportabili anche esternamente (JASSM e LRASM) o l’aggiornamento avionico previsto dal programma IBSM (Integrated Battle Station Modification) - da svolgersi parallelamente al ritiro graduale degli apparecchi più anziani. Ciò al fine di garantirne il mantenimento in servizio fino all’arrivo del nuovo bombardiere B-21 RAIDER.

a cura di
anteprima logo RID 200 ore di volo per il VALOR

A 3 anni di distanza dal primo volo, il convertiplano Bell V-280 VALOR ha raggiunto il traguardo delle 200 ore di volo. Il VALOR, ricordiamolo, è la proposta di Bell per il requisito FLRAA del programma dell’US Army FVL ed è in competizione con l’elicottero compound Boeing/Sikorsky SB-1 DEFIANT. Su RID 1/2021 il punto sul programma FVL e sulla possibile cooperazione tra Italia e USA.

a cura di
anteprima logo RID US Army, via alle prove dei primi 2 prototipi di Light Tank

L’US Army ha annunciato che sono arrivati presso la base di Fort Bragg in North Carolina, sede della 82ª Divisione Aerotrasportata, i 2 prototipi in lizza per il contratto del nuovo light tank. Secondo quanto riportato, il requisito del nuovo mezzo nasce dall’esigenza della fanteria americana di avere un veicolo ad alta mobilità e potenza di fuoco in grado di supportare con fuoco diretto la manovra sul terreno. I prototipi per questo motivo sono stati definiti Mobile Protected Firepower (MPF) e verranno messi a dura prova dagli Brigade Combat Teams dell’82ª a partire dall’inizio del prossimo anno. I consorzi guidati da BAE Systems e General Dynamics Land Systems sono stati selezionati nel dicembre 2018 per la produzione di 12 esemplari per la fase dei test iniziali. General Dynamics presenta un prototipo evoluzione del GRIFFIN 1, realizzato utilizzando elementi dello scafo dell’AJAX e della torre dell’M1/A2 SEP(V2) dell’ABRAMS, mentre BAE Systems presenta invece una versione migliorata del M8 BUFORD – cancellato nel lontano 1997 - dotato di nuovi componenti e sensoristica avanzata (entrambi i prototipi sono dotati al momento di cannone da 105 mm). Il Generale di Brigata Glenn Dean, ufficiale dell’esercito americano responsabile dei progetti relativi alle piattaforme terrestri, si è definito entusiasta delle ampie potenzialità del programma e del rispetto delle tempistiche mostrato dai due consorzi. Lo scopo finale dell’Esercito Americano è stato ampiamente pubblicizzato nell’ultimo anno: dotarsi di un veicolo che abbia a bordo il meglio dei sistemi correnti e, allo stesso tempo, le capacità in termini di potenza, elettrica e motoristica, e di spazi, per ospitare le tecnologie che si svilupperanno nel futuro e che vedranno nel MPF la piattaforma di utilizzo sul terreno. I prototipi quindi non saranno messi alla prova nei classici test standard ma saranno invece utilizzati per sviluppare TTPs innovative, che poi guideranno a loro volta i requisiti operativi e lo sviluppo delle nuove tecnologie militari. Nelle migliori ipotesi, l’US Army spera di passare alla fase di produzione del veicolo vincitore alla fine del 2022, con una prima assegnazione alle unità operative a partire dal 2025.

a cura di
anteprima logo RID Decimomannu, via alla IFTS

Presso la base dell’Aeronautica Militare di Decimomannu (Sardegna), si è svolta ieri la cerimonia di posa della prima pietra della nuova International Flight Training School. L'International Flight Training School (IFTS) costituisce una partnership tra l'Aeronautica Militare e Leonardo per la realizzazione di un centro di addestramento avanzato al volo che costituirà il riferimento internazionale nella formazione dei piloti militari a partire dalla fase avanzata dell’addestramento di quei piloti successivamente impiegati su velivoli caccia di ultima generazione. Con l’avvio dei lavori per la costruzione del nuovo campus IFTS presso la Base di Decimomannu verrà realizzata una vera e propria accademia del volo in grado di ospitare allievi, personale tecnico nonché aree ricreative, mensa, impianti sportivi, infrastrutture logistico-manutentive che dovranno gestire l’operatività della flotta di 22 M-346 (18 di proprietà dell’AM e 4 di proprietà di Leonardo). Un intero edificio sarà dedicato al Ground Based Training System (GBTS) per ospitare le aule di formazione e l’installazione di un moderno sistema di addestramento basato su sistemi di simulazione di ultima generazione. La realizzazione di tali opere avrà positive ricadute in favore dell’indotto locale. Completato l’adeguamento infrastrutturale, l’IFTS sarà operativa a partire dal 2022, generando importanti ricadute occupazionali sul territorio. L’IFTS avrà a disposizione 40 istruttori (15 dell’AM ed altri 25 ex militari selezionati e qualificati dalla stessa AM) e potrà formare fino ad oltre 70 allievi l’anno. Ulteriori dettagli su RID 2/21.

a cura di
anteprima logo RID F-22, F-35 e VALKYRIE per la prima volta insieme

Il 9 dicembre scorso, nei cieli sopra il poligono di Yuma, l’USAF ha compiuto un importante passo avanti negli sforzi per costruire il suo Advanced Battle Management System, il network alla base delle nuove tattiche multi-dominio. In particolare, al centro dell’esperimento c’era il nuovo sistema di comunicazione multi-data link “GatewayONE”, che possiamo descrivere, semplificando, come un traduttore-aggregatore capace di mettere in comunicazione piattaforme fino ad ora separate da data link proprietari ed incompatibili. Grazie a GatewayONE, per la prima volta, F-35 ed F-22 hanno potuto condividere dati in tempo reale ed in modo sicuro direttamente in volo, senza bisogno di un centro dati a terra. F-35 ed F-22, infatti, impiegano 2 particolari data link sicuri per la condivisione dati all’interno della formazione, rispettivamente il Multifunctional Advanced Data Link (MADL) e l’Intra-Flight Data Link (IFDL). Questi sistemi offrono comunicazioni sicure, ma finora non erano in grado di comprendersi e trasferirsi vicendevolmente informazioni. GatewayONE ha inoltre esteso la condivisione dati sicura al di fuori della formazione, trasmettendo e ricevendo informazioni e tracciamento del bersaglio anche da sensori basati a terra. Tutti i dati sono arrivati a ciascuna piattaforma nel suo formato “nativo”, così che i sistemi di bordo non hanno avuto problemi ad integrare la traccia e a presentarla agli operatori pienamente integrata nella simbologia e negli apparati. Questa condivisione multi-direzionale è cruciale per realizzare la visione della collaborazione costante fra piattaforme appartenenti a tutti i Domini operativi. Un altro fondamentale passo compiuto con questo esperimento è stato l’integrazione in formazione mista di un velivolo non pilotato “sacrificabile” Kratos XQ-58A VALKYRIE. Questo velivolo è uno dei candidati per il ruolo di Loyal Wingman a basso costo. Lanciato con l’uso di razzi e recuperabile con paracadute o in acqua, il VALKYRIE è indipendente dalle piste aeroportuali e potrà aggiungere sensori ed armi supplementari rispetto a quelle dei caccia pilotati che è destinato a supportare. Quello del 9 dicembre è stato il primo volo semi-autonomo in formazione con i 2 stealth pilotati. Il test del 9 dicembre, per quanto importante, non è stato però un completo successo: anche il VALKYRIE era equipaggiato di modulo GatewayONE, ma il sistema ha avuto un malfunzionamento dopo il decollo che ha reso impossibile dimostrare la piena integrazione del loyal wingman. Di conseguenza, solo 9 delle 18 dimostrazioni previste si è conclusa con successo. Fra i test conclusi con successo si segnala anche la condivisione di immagini Full Motion Video trasmesse da un F-35B agli operatori a terra. Questa funzione non era originariamente inclusa nel sistema designazione obiettivi EOTS ma è in corso di retrofit. Le informazioni sono state condivise in volo anche con un’aerocisterna KC-46 PEGASUS e una stazione dati a terra, impiegando tecnologie router internet di origine civile, adattate per impiegare la banda di comunicazione del Tactical Targeting Network Technology.

a cura di
anteprima logo RID COSMO SKYMED SEC.GEN., altri 2 satelliti

Sono stati siglati con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il Ministero della Difesa i contratti per gli ultimi 2 satelliti, Satellite 3 e 4, della costellazione COSMO SKYMED Seconda Generazione. COSMO SKYMED è una costellazione satellitare per l’osservazione della Terra dell’ASI e del Ministero della Difesa realizzata da Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio. I satelliti, che sono impiegabili tanto per applicazioni militari quanto civili/commerciali, dispongono di radar SAR in grado di catturare immagini ad alta risoluzione e di monitorare ciò che avviene sulla superficie terrestre. Con le innovazioni della Seconda Generazione, va citata la capacità di acquisire simultaneamente 2 immagini di 2 aree a centinaia di chilometri di distanza tra loro e, quindi, di servire eventualmente anche 2 richieste che sarebbero state in conflitto per qualsiasi altro sistema satellitare.

a cura di
anteprima logo Aeronautica Italiana Posata prima pietra dell'International Flight Training School

Si è svolta oggi, presso la base dell'Aeronautica Militare di Decimomannu in Sardegna, la cerimonia di posa della prima pietra della nuova International Flight Training School. 

a cura di
anteprima logo RID Marines, primo taglio agli organici

L’ultimo disegno di legge della Difesa americana prevede la riduzione di circa 5.000 effettivi dello US Marine Corps. Quest’ultimo ha, allo stato attuale, un organico di 186.200 effettivi ma secondo quanto previsto nell’ultimo National Defence Authorization Act, si prevede una riduzione del personale in servizio attivo a 181.200. Nonostante le minacce ventilate dal Presidente uscente Trump di porre il veto sul provvedimento, data la sua sempre sbandierata volontá di aumentare i numeri dei Marines, se trasformato in legge, il provvedimento vedrebbe la maggiore riduzione del famoso Corpo dal 2006. Il portavoce del Manpower and Reserve Affairs, il Maggiore Cochran, ha però precisato che non ci saranno congedi anticipati come avvenuto per i marines “carristi”, a cui è stata proposta la possibilità di transitare nell’Esercito o di chiudere il contratto di lavoro senza penali. La riduzione, quindi, verrà gestita dal dipartimento delle risorse umane dei Marines che verosimilmente ritoccherà i numeri dei nuovi ingressi nel Corpo. Nonostante le opinioni contrarie al taglio proposto, quest’ultimo rappresenta solo l’inizio di una pianificazione più ampia che vede una riduzione totale di 12.000 marines entro il 2030, cosi come pianificato nel concetto Force Design 2030. Già ampiamente pubblicizzate dal Generale Berger, Comandante del Corpo, le motivazioni dietro alla riduzione: la volontà è quella di avere una forza con maggiore mobilità e focalizzata nel ruolo di supporto alla Marina nell’ambiente littoral. Un progetto che prevede meno Marines ma meglio addestrati, armati e operativamente flessibili. Un risparmio sulle spese del personale e degli equipaggiamenti pesanti, quindi, necessario per reindirizzare i fondi sui nuovi equipaggiamenti con i quali affrontare le future minacce agli interessi della nazione.

a cura di
anteprima logo RID F-35 per EAU, vendita sempre più vicina

Come noto, lo scorso 10 novembre il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di un pacchetto di armamenti – comprensivo di 50 cacciabombardieri F-35A LIGHTNING II, 18 UCAV MQ-9B REAPER e munizionamento vario – agli Emirati Arabi Uniti, per un valore di circa 23 miliardi di dollari (dei quali 10,4 relativi ai LIGHTNING II). Tale vendita, tuttavia, è stata fortemente contestata da 3 senatori (2 democratici ed un repubblicano) tanto da spingerli, lo scorso 9 dicembre, a presentare in Senato una doppia proposta volta a bloccare l’accordo, proposta respinta seppur con un margine ridottissimo. Teoricamente il via libera del Senato avvicina ulteriormente la vendita degli F-35A agli EAU che, tuttavia, potrebbe essere rivista o bloccata da Biden nel caso in cui l’accordo non venga finalizzato entro le 5 settimane che mancano al suo insediamento. Le perplessità rispetto alla chiusura dell’accordo, soprattutto per la parte concernente gli F-35, derivano dalla discutibile preoccupazione di molti – pare anche all’interno della futura Amministrazione – riguardo alla cessione di un sistema d’arma particolarmente avanzato ad un Paese che, anche nel settore difesa, mantiene rapporti molto stretti con Cina e Russia. Tali preoccupazioni, tuttavia, non tengono in debita considerazione il fatto che gli EAU già dispongono di una delle varianti più avanzate dei caccia F-16 (gli F-16E/F Block 60 DESERT FALCON), nonché di sistemi missilistici PATRIOT e THAAD, tralasciando la costante presenza di F-35A dell’USAF presso la base emiratina di al-Dhafra. Un’altra motivazione, maggiormente pertinente, addotta dal fronte contrario all’accordo considera la vendita, al netto del suo enorme valore economico e geopolitico - i velivoli emiratini rappresenterebbero un ulteriore deterrente rispetto all’Iran, il che spiega la non opposizione israeliana - un elemento che verrebbe visto dall’Iran come ulteriore minaccia alla propria sicurezza, rendendo ancor più difficile la ripresa di un dialogo con Teheran, considerato uno dei punti fondamentali della politica estera annunciata da Biden. Tornando ad aspetti maggiormente commerciali, in caso di chiusura dell’accordo quella emiratina diverrebbe la 19ª forza aerea - la prima nell’area del Golfo Persico – a disporre del LIGHTNING II.

a cura di
anteprima logo RID L’Italia aumenta le spese militari per il 2021

Dal disegno di legge di bilancio presentato al Parlamento emerge per il 2021 un deciso incremento delle spese militari italiane. La previsione per il nuovo anno, infatti, parla di una spesa complessiva di 24,5 miliardi di euro, ovvero 1,6 miliardi di euro in più rispetto alla previsione per il 2020. L’aumento si riduce a circa 600 milioni di euro se guardiamo al bilancio a legislazione vigente 2020, ovvero rispetto a quanto la Difesa spende effettivamente al 31 dicembre 2020. Per quanto riguarda la Funzione Difesa vera e propria, (ottenuta sottraendo dai 24,5 miliardi di euro le spese per Forestale, CC e cosiddette Funzioni Esterne), secondo i nostri calcoli lo stanziamento è pari a 16,9 miliardi, rispetto ai 15,4 miliardi del bilancio previsionale 2020, di cui ben 4 miliardi dedicati all’ammodernamento dello strumento militare. Una cifra molto importante, anzi, un vero e proprio record, che raggiunge i 7,4 miliardi di euro se sommata alla spese del MiSE destinate al procurement militare. Anche l’Italia, grazie all’ottimo lavoro svolto dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, si allinea così agli altri Paesi europei ed incrementa in maniera sensibile le spese militari, in particolare sul fronte dell’ammodernamento. Evidentemente, si è ben compreso l’importanza dell’investimento nel settore della difesa: un investimento altamente produttivo, con un alto moltiplicatore di valore, fortissimi ritorni in termini tecnologici e di occupazione specializzata e, dunque, un investimento che più di ogni altro contribuisce alla resilienza del sistema Paese in un momento segnato dalla pandemia globale. Nel nostro piccolo, con lo scoppiare della pandemia da COVID 19, abbiamo iniziato da subito una campagna in questo senso, dedicando all’argomento lo scorso giugno pure un Webinar al quale ha preso parte tutto il gota istituzionale ed industriale della difesa italiana, e ci fa dunque piacere che il nostro messaggio sia stato recepito con numeri che riteniamo molto importanti. L’approfondimento completo in edicola con RID 2/21.

a cura di
anteprima logo RID Lockheed Martin per il futuro caccia giapponese?

Secondo la stampa locale, Lochkeed Martin sarebbe stata selezionata come partner di Mitsubishi Heavy Industries per lo sviluppo del futuro caccia nazionale giapponese (F-3). Il velivolo rimpiazzerà in seno all’Aeronautica Giapponese l’F.-2 attualmente in servizio. L’azienda americana, in particolare, fornirebbe la sua assistenza nel design e progettazione dell’aereo.

a cura di