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anteprima logo RID Da Rohde & Schwarz prestazioni che prevalgono

Garantire prestazioni più elevate per i moderni sistemi radar

Con l'avvento di sofisticati sistemi radar e di comunicazione, il rumore di fase è diventato il fattore più importante da affrontare nella fase di progettazione e validazione di questi sistemi. Questo perché la stabilità di fase è il parametro chiave per la capacità di un radar di acquisire il bersaglio, o per garantire l'integrità spettrale nei sistemi di comunicazione, e anche per poter efficacemente ridirigere il fascio radar generato da antenne a scansione elettronica attiva (AESA).

Questo è ancor più vero quando si parla di progetti di ultima generazione per radar multifunzionali sviluppati per far fronte alla crescente complessità delle missioni e alle difficoltà causate dalla saturazione di segnali elettronici all’interno di ambienti congestionati di emettitori e contesi , oltre che dai rapidi progressi nelle capacità di guerra elettronica (EW).

 

Le sfide da superare per misurare accuratamente i parametri dei moderni radar

Le più moderne architetture radar presentano una serie di sfide progettuali particolarmente importanti e difficili, incentrate sulla frequenza, le forma d'onda e l’agilità nel passare da una modalità di scansione all’altra.

La stabilità di fase e di ampiezza degli impulsi trasmessi dal radar è cruciale per rilevare bersagli difficili, ad esempio tracce piccole e lente come quelle di droni e UAV. Misurare accuratamente questi parametri è fondamentale per valutare correttamente la sensibilità del radar.

Gli amplificatori di potenza (PA), in particolare, possono degradare la stabilità di fase, e questo impone agli ingegneri la ricerca di nuovi strumenti capaci di misurazioni più precise.

In passato, queste misurazioni ad alta sensibilità della stabilità di fase e ampiezza degli impulsi richiedevano test complessi, eseguiti con l’ausilio di molteplici strumenti attentamente configurati.

Una nuova opzione per l'analizzatore di rumore di fase FSWP di Rohde & Schwarz, però, rende queste misurazioni semplici e immediate. Per ottenere questo risultato, l'opzione FSWP-K6P sfrutta appieno l’eccezionale design dell’R&S FSWP, che presenta valori ultra-bassi di rumore di fase, ineguagliati da altri sistemi sul mercato.

Questa soluzione consente ai progettisti di portare a termine misurazioni ad alta sensibilità con l’utilizzo di un singolo strumento.

Sviluppato appositamente per essere capace di generare complesse sequenze di impulsi come quelle prodotte dai sistemi radar reali, il FSWP può alimentare l'amplificatore di potenza - o un altro dispositivo in prova - e analizzare il segnale di risposta proveniente dall'amplificatore, contemporaneamente.

 

 

Sensibilità impareggiabile per le migliori misurazioni del rumore di fase

L’FSWP ha un oscillatore di rumore di fase ultra-basso incorporato e le sue componenti interne sono ottimizzate per testare il rumore di fase.

Questo garantisce un'ampia gamma dinamica per le misure di stabilità di fase.

Dal momento che l'oscillatore locale nell’FSWP e il segnale pulsato applicato al DUT sono correlati, il rumore di fase può essere ulteriormente soppresso, diminuendolo di fino a 50 dB, così da testare soltanto l'instabilità di fase causata dal dispositivo. Questa misurazione residua ha una sensibilità inferiore a −80 dB. Per una flessibilità ancora maggiore, comunque, l’FSWP consente agli utenti di utilizzare in alternativa una sorgente esterna come oscillatore locale per la misurazione.

 

Sequenze complesse di impulsi e raffiche per misurazioni delle prestazioni reali

Le applicazioni radar avanzate utilizzano raffiche o sequenze di impulsi complesse. Di conseguenza, gli stessi tipi di segnali sono richiesti per poter testare accuratamente i componenti radar in modalità operative realistiche.

L’FSWP può generare impulsi, sequenze e raffiche basate sulla pulse descriptor word (PDW) originale del sistema radar, fornita dal produttore.

Condizioni operative reali come il riscaldamento delle componenti durante la parte "on" della trasmissione e il loro effetto sulle stabilità di fase e di ampiezza del sistema può quindi essere analizzata con grande precisione e con modalità ben definite all’interno di un ambiente riproducibile.

 

Completa flessibilità delle misurazioni per supportare ogni requisito dei test

L'opzione FSWP-K6P consente agli utenti di scegliere se effettuare misurazioni utilizzando l’analizzatore di spettro a banda larga o il sensibilissimo tester per il rumore di fase. Con l’uso di quest'ultimo, gli utenti possono alternativamente misurare direttamente il segnale pulsato, oppure impiegare la modalità di test residuo utilizzando impulsi generati internamente per stimolare il dispositivo da testare.

La stabilità di fase e di ampiezza può essere visualizzata per ogni singolo impulso, permettendo di calcolare e visualizzare la deviazione dalla media ad ogni punto di campionamento.

L’FSWP può calcolare la media dei valori lungo un’intera raffica o calcolare la differenza tra gli impulsi, fornendo la stabilità di fase e di ampiezza da impulso a impulso.

Entrambe queste tecniche di calcolo della media producono risultati più fluidi da analizzare e tracce più complete.

 

Rohde & Schwarz offre:

 

? Alta sensibilità nelle misurazioni del rumore di fase grazie all’uso di correlazioni incrociate e rumorosità estremamente bassa per le fonti interne di riferimento

? tip. –172 dBc (1 Hz) a frequenza portante 1 GHz e Offset 10 kHz

? Misura simultanea del rumore di ampiezza e del rumore di fase

? Sorgente interna per la misurazione del rumore di fase additivo, anche su segnali pulsati

? Ampia gamma dinamica grazie al basso livello medio di rumore (DANL) di –156 dBm (1 Hz) (senza uso di

Cancellazione del rumore) e alto TOI di tip. 25 dBm

 

Segui la nostra serie di articoli e webinar sulle ultime soluzioni per i test su apparati radar ed EW. Il prossimo mese sarà incentrato sui test per jammer di ultima generazione e per l’analisi e valutazioni delle prestazioni di sistemi a banda ultralarga.

Per maggiori informazioni visita:

www.rohde-schwarz.com/aerospacedefense/multifunctional-radar

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anteprima logo RID Boeing e Embraer, salta tutto

Clamoroso, ma non troppo. Con un breve ma netto comunicato Boeing ha annunciato la propria decisione di terminare il processo di completamento della partnership con la brasiliana Embraer. L’operazione, del valore di 4,2 miliardi di dollari, era in fase di finalizzazione, mancava solo il via libera dell’antitrust europeo, ed avrebbe portato alla creazione di 2 joint venture: una sugli aerei commerciali, con l’80% in mano a Boeing, ed una sul cargo militare KC-390, controllata con il 51% dai Brasiliani. Embraer ha reagito duramente alla decisione di Boeing, che innescherà a questo punto una battaglia legale tra le 2 società, e si prepara a fronteggiare una situazione molto grave considerando l'acquisizione da parte di Airbus della famiglia di narrow body C-Series della Bombardier, principale concorrente di Embraer. Dietro la mossa di Boeing ci sono le conseguenze della questione 737 MAX ma, sopratutto, la crisi del COVID 19 che ha portato al crollo del mercato dei velivoli commerciali e che sta colpendo duramente la “cassa” di Boeing.

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anteprima logo RID Elettronica al 14esimo posto delle grandi aziende italiane in cui si lavora meglio nel 2020

Elettronica si posiziona al 14esimo posto delle grandi aziende italiane in cui si lavora meglio nel 2020. Unica società italiana dell’Aerospazio e Difesa mai inserita nella graduatoria, Elettronica si è guadagnata questo riconoscimento, testimonianza del benessere in azienda, in una selezione tra le 60 finaliste nell’ambito delle 153 che hanno partecipato all’indagine.

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anteprima logo RID COVID19, giù le mani dalla Difesa

In questi giorni drammatici, la Difesa e le Forze Armate stanno dando un contributo fondamentale nella grande guerra al COVID19. Personale, equipaggiamenti, strutture vengono messe a disposizione nell’ambito di un’operazione di concorso alla risposta ad una grave emergenza in atto sul territorio nazionale. E’ uno dei compiti “residuali” delle FA ed è un qualcosa che le stesse Forze Armate hanno sempre fatto e sempre faranno. Bisogna, però stare attenti e non utilizzare la più grave sfida che sta affrontando l’Italia, e il mondo, dalla Seconda Guerra Mondiale per strumentalizzare e manipolare a fini politici il ruolo delle Forze Armate. Da più parti, infatti, queste sembrano essere tirate per la giacchetta, ma la cosa ben peggiore, e che in futuro potrebbe arrecare gravi danni allo strumento militare, è che la contingenza possa essere trasformata in elemento strutturale, ovvero che si approfitti di questa crisi per snaturare le Forze Armate che restano un’organizzazione per la difesa “esterna” della Nazione e per la tutela dei suoi interessi vitali, nonché per la garanzia della pace e della stabilità interazionale. E’ sacrosanto che in momenti come questi le FA diano un contributo essenziale sul piano interno, ma le FA non sono e non possono essere un surrogato della Protezione Civile, anche se a molti, troppi, piacerebbe che fosse così. Il mestiere di un soldato è combattere e prepararsi a combattere. Spero che anche i vertici delle nostre Forze Armate le tengano bene a mente e non si facciano “ingolosire” dal consenso che l’impiego dei militari in patria generalmente porta con sé. C’è poi, addirittura, chi ha chiesto un ridimensionamento delle missioni internazionali per recuperare eventualmente risorse e soldati da destinare all’impiego sul fronte del contrasto al COVID19. Sarebbe sbagliato per 2 motivi molto semplici. Il primo, lo abbiamo già ampiamente ricordato: lo strumento militare deve garantire la difesa dell’interesse nazionale e le necessarie condizioni di stabilità nelle aree d’interesse dell’Italia. Il secondo, ha che fare, invece, con la percezione e con la deterrenza. In questo momento, ritiri/ridimensionamenti nei dispositivi all’estero potrebbero essere interpretati come un segno di debolezza ed incidere di conseguenza sulla percezione di gruppi e/o attori desiderosi di mutare assetti regionali a proprio vantaggio ed a detrimento dei nostri interessi. Questo discorso vale per l’Italia, ma vale per tutti quei Paesi impegnati all’estero. Sicuramente, nonostante la crisi di COVID19, che colpisce un po' tutti, terroristi e guerriglieri compresi, c’è chi è comunque pronto ad approfittare dei vuoti che potrebbero crearsi. Lo abbiamo visto negli scorsi giorni in Libia, con il Generale Haftar che ha pesantemente attaccato Tripoli. Infine, c’è un altro aspetto che vogliamo sottolineare. La pandemia provocherà – anzi, lo sta già facendo – una grave crisi economica. Il settore Difesa – basandosi su un ciclo più lungo rispetto al civile/commerciale – probabilmente verrà meno colpito, anche perché, superata la fase acuta della crisi, si tornerà ad uno scenario geo-strategico in cui il riarmo è la strada maestra seguita un po' ovunque. Certo, ci potrà essere una pausa, ma la tendenza è questa. Per cui pensare che, per via di COVID19, si possa tornare ad usare la Difesa italiana come il classico bancomat da cui attingere cash, sarebbe un errore molto grave. Un errore che potrebbe pregiudicare la sicurezza dell’Italia, in un mondo che, finita la pandemia, sarà ancor più competitivo e pericoloso.

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anteprima logo RID Da oggi in edicola RID 5/20

Nonostante la pandemia da COVID 19, RID è andata regolarmente in edicola in questi due mesi, ed oggi è in uscita il numero di maggio (RID 5/20). Tanti gli articoli monografici e di approfondimento. In apertura un'analisi sugli UAV nei nuovi scenari oeprativi ed a seguire due grandi approfondimenti: uno sul motore turboelica CATALYST, che vede l'Italia tornare protagonista nel settore con Avio Aero, ed uno sull'aggiornamento del RAFALE in vista del programma FCAS/SCAF. E poi, ancora: tutto sui sottomarini nucleari cinesi, i cambiamenti nel comparto di artiglieria americano e due monografie, una sui Royal Marines ed una sul'arsenale missilistico iraniano. Nel notiziario tanti aggiornamenti sui programmi italiani ed internazionali, focus sulla gara FARA dell'US Army e sull'attività jihadista in Mozambico, in un'area dove sono forti anche gli interessi italiani e dell'ENI.

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anteprima logo RID Guam, niente più bombardieri (permanenti)

L’USAF ha formalmente messo a fine alla presenza permanente, basata su rotazioni semestrali, di bombardieri strategici presso la Andersen Air Force Base di Guam. Cinque B-52H hanno lasciato la base in questi giorni. La missione, denominata  Continuous Bomber Presence Mission, durava ininterrottamente dal 2004. La decisione dell’USAF è in linea con il concetto di Dynamic Force Employment secondo il quale le forze dovranno essere dispiegate nei teatri d’interesse in maniera meno prevedibile e dinamica ricorrendo a rischieramenti ad hoc di breve periodo. In tale ambito i bombardieri da ora in avanti verranno dispiegati nell’Asia Pacifico a partire dalle basi stanziali negli USA su basi e siti diversi – dalle Hawai, alla stessa Guam, ma anche in siti non comuni per questo genere di attività (Isola di Wake - in maniera flessibile e secondo le esigenze in modo tale da lasciare nell’incertezza Cina e Russia e complicarne sorveglianza e, nel caso,l il targeting.

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anteprima logo RID Nuovi droni e missili per l'Iran

Nonostante l’epidemia di Covid-19, particolarmente diffusa nel Paese, durante la scorsa settimana l’Iran ha presentato 2 nuovi sistemi d’arma. Il primo è un UCAV dal nome ancora sconosciuto che, secondo i dati ufficiali, sarebbe in grado di trasportare ordigni guidati, avrebbe un’autonomia di 8 ore/1.500 km (non è specificato se con carico bellico o solo con payload da sorveglianza e ricognizione), una tangenza operativa di 45.000 piedi e sarebbe basato su un sistema propulsivo a turbogetto. Sempre stando alle dichiarazioni ufficiali, 3 di questi nuovi apparecchi sarebbero stati consegnati ad inizio mese all’Aeronautica Iraniana. Durante la presentazione, inoltre, si è parlato di una recente consegna di alcuni droni bersaglio KARRAR-3 e NASEH (derivati dal MQM-107 STREAKER americano) e di un ulteriore lotto di 10 UCAV ABABIL-3. Riguardo a quest’ultimo, durante l’evento è stato mostrato un video in cui il velivolo sgancia un missile che colpisce con precisione un veicolo blindato. L’ordigno in questione - anch’esso ancora privo di una designazione ufficiale – è stato genericamente definito un nuovo missile anticarro, probabilmente discendente della famiglia GHAEM/QAEM. Alcune fonti collegano questo nuovo missile al completamento di un’opera di ingegneria inversa (l’ennesima da parte dell’Iran) dell’israeliano SPIKE-LR, uno dei quali sarebbe caduto in mani iraniane – via Hezbollah – nel 2006. Il nuovo missile dovrebbe prevedere 2 varianti a seconda del tipo di guida utilizzata - TV o infrarosso – e, stando al suddetto video, risulta già testato ed integrato sull’ABABIL-3.

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anteprima logo RID Germania, sì a 93 nuovi Eurofighter TYPHOON

Secondo l’agenzia AFP, il Ministro della Difesa tedesco  Annegret Kramp-Karrenbauer ha confermato l’intenzione del Governo tedesco di ordinare 93 nuovi caccia Eurofighter TYPHOON, in aggiunta a 30 F/A-18EF SUPER HORNET ed a 15 E/A-18G GROWLER. In particolare, 55 TYPHOON ed i 30 SUPER HORRNET verranno acquistati per rimpiazzare la flotta di cacciabombardieri TORNADO IDS, mentre gli altri 38 TYPHOON sostituiranno i 33 TYPHOON T1 attualmente in servizio (progetto QUADRIGA). I 15 GROWLER, invece, rimpiazzeranno i TORNADO ECR. Si tratta di un progetto molto ambizioso, che compenserebbe in larga parte Airbus e l’industria aerospaziale europea, con importanti ricadute anche sul comparto Italiano – a cominciare da Leonardo, ma senza dimenticare Elettronica, Aerea, Avio Aero, MBDA Italia, ecc. - ma sulla cui fattibilità nei numeri indicati pesa la necessità di garantire adeguati finanziamenti anche al programma FCAS/SCAF, soprattutto alla luce del fatto che la Germania, così come la Francia, dovrà fare nel settore dei caccia tattici da combattimento un salto di un’intera generazione, dalla quarta alla sesta, non avendo acquistato l’F-35. Alla fine, pertanto, la scelta più logica per Berlino sarebbe stata acquistare un piccolo numero di F-35 al posto dei SUPER HORNET – per il compito dello strike nucleare con la bomba a caduta B-61/12 - e gli Eurofighter per le altre esigenze, guerra elettronica compresa, con la variante Eurofighter ECR proposta da Airbus.

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anteprima logo RID La USS AMERICA nel Mar Cinese Meridionale

In questi giorni l’ammiraglia dell’Expeditionary Strike Group 7, l’unità d’assalto anfibio USS AMERICA, sta effettuando massicce operazioni aeronavali di addestramento - singole e congiunte con altre marine – nel Mar Cinese Meridionale. Nelle manovre è coinvolta anche la componente imbarcata dell’unità comprendente 6 caccia F-35B, convertiplani MV-22 OSPREY ed elicotteri CH-53E SUPER STALLION. Come noto, l’area è contraddistinta da una sempre più forte assertività da parte di Pechino e da diverse contese con vari stati rivieraschi (Malesia e Vietnam in primis) esacerbatesi, negli anni recenti, a causa dei comportamenti cinesi. Proprio in questi giorni nella zona sono presenti unità della Guardia Costiera cinese, rischierate a circa 200 miglia dalla costa malese orientale (non lontano dalle Luconia Shoals) in seguito ad una contesa riguardante le attività di esplorazione petrolifera di una nave appartenente alla malese Petronas. Tenuto conto della temporanea assenza nell’area della portaerei ROOSEVELT, attualmente bloccata a Guam per le note vicende legate al contagio da Covid-19 di circa 700 marinai, è probabile che Washington voglia mantenere in zona l’AMERICA in quanto assetto navale maggiormente significativo attualmente disponibile. Nell’area, peraltro, sono state inviate anche le 2 LCS che sono schierate abitualmente a rotazione a Singapore, in questo caso si tratta della USS MONTGOMERY e della USS GABRIELLE GIFFORDS.

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Il 15 aprile nel porto di Sidney equipaggi cileni (ridotti a causa del Covid-19) hanno alzato le insegne dell’Armada nazionale sulle fregate MELBOURNE e NEWCASTLE, le ultime 2 delle 6 unità classe ADELAIDE, variante australiana delle O.H. PERRY americane, acquistate dal Paese sudamericano dopo 6 mesi di trattative. Si tratta in particolare delle 2 unità del secondo lotto, costruite localmente su licenza dal 1985, e consegnate nel 1992-1993, con alcune modifiche poi retrofittate sulle unità realizzate negli USA tra 1977 e 1984, come i 3 m di lunghezza in più per disporre di ponte di volo e hangar ampliati, e sensoristica più avanzata. Le 2 fregate sono poi state radicalmente ammodernate tra 2006 e 2009 con il programma FFG Upgrade Project, quando era stato montato un modulo VLS a 8 celle a configurazione quadpack per 32 nuovi missili sup/aria ESSM, integrati missili HARPOON RGM-84L Block-2 e STANDARD SM-2MR Block-IIIA, siluri antisom MU-90, e una nuova dotazione di sensori. Radiate tra giugno e ottobre 2019, erano state offerte alla Polonia, prima di essere selezionate dal Cile, che a fine 2019 ha avviato il disarmo delle fregate antiaeree CAPITAN PRAT e ALMIRANTE LATORRE (nomi ripresi dalle 2 unità ex RAN); 2 delle 8 fregate acquistate sempre di seconda mano dall’Armada tra 2003 e 2008, e appartenenti alla variante “L” delle KORTENAER olandesi. Ulteriori dettagli su RID 6/20.

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anteprima logo RID Primo volo per l'F-15QA

La Boeing ha riferito che lo scorso 14 aprile a St. Louis è stato effettuato il primo volo di prova del nuovo F-15QA destinato all’Aeronautica Qatarina. Il test è durato circa 90 minuti durante i quali radar e sistemi avionici hanno risposto in modo soddisfacente, così come la cellula messa alla prova con l’attuazione di manovre – decollo con cabrata ad un angolo di 70/90° e virate strette – da 9g. Una volta in servizio, la variante in oggetto rappresenterà la configurazione maggiormente avanzata dell’F-15E STRIKE EAGLE ed un testbed per le tecnologie e le soluzioni strutturali relative all’F-15EX SUPER EAGLE destinato all’USAF – opzione per 144 velivoli, di cui 8 già contrattualizzati e finanziati con 1,1 miliardi di dollari, in sostituzione degli F-15C/D EAGLE - che condividerà una buona parte dei sistemi con i caccia qatarini. Sebbene esternamente l’F-15QA (che sta per Qatari Advanced) sia molto simile allo STRIKE EAGLE, con l’unica differenza visibile riguardante la presenza di 11 punti d’attacco tra piloni subalari e ventrali rispetto ai 9 degli F-15E, molte delle caratteristiche strutturali e delle dotazioni avioniche sono differenti. Riguardo alle prime, le ali sono state riprogettate nella struttura interna e rese maggiormente solide senza alterarne l’aerodinamica. Passando agli aggiornamenti avionici, i velivoli qatarini saranno dotati di un abitacolo completamente riprogettato con nuovo computer di missione, di un unico grande schermo touchscreen da 10x19 pollici ad alta definizione e di un nuovo HUD progettato da BAE Systems. Inoltre, saranno equipaggiati con un IRST integrato Lockheed Martin AAS-42 TIGER EYES, nonché di un sistema radar AESA APG-82(V)1 (in questo caso, lo stesso presente sugli STRIKE EAGLE dell’USAF) integrato con sistema di puntamento montato sui caschi di entrambi i membri dell’equipaggio, e di una suite EW interamente digitalizzata, unite a sistemi per il controllo del volo fly-by-wire totalmente digitali e ad un nuovo sistema propulsivo basato su 2 motori GE-F110-129 (gli stessi presenti sugli F-15 sudcoreani, singaporiani e sauditi). Come detto, l’aereo rappresenta il primo di 36 F-15QA ordinati dal Qatar (con opzione per altri 36 caccia) in base ad un accordo di 6,2 miliardi di dollari firmato nel 2017 (non inclusivo dell’addestramento e della manutenzione, inseriti in un contratto successivo firmato nel 2019), e dovrebbe essere consegnato, insieme ad altri 5 apparecchi, il prossimo marzo. I programmi iniziali, inoltre, prevedono la consegna dell’intera flotta di F-15QA entro la fine del 2023 (2026, invece, per l’eventuale secondo lotto dei 36 opzionati).

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anteprima logo RID SUPER HORNET Germania, ci siamo?

Le voci si rincorrono sempre di più. L’ultima è stata rilanciata dal Der Spiegel secondo il quale la Difesa tedesca avrebbe ufficialmente comunicato agli Stati Uniti la decisione di acquistare 45 caccia multiruolo F/A-18E/F per rimpiazzare i cacciabombardieri TORNADO. Il pacchetto, come da tempo riporto anche su Portale Difesa e RID, sarebbe di 15 15 EA-18G GROWLER per la guerra elettronica e 30 SUPER HORNET per i compiti di strike nucleare con la bomba a caduta B-61/12.

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