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anteprima logo RID Ucraina, gli ultimi aggiornamenti. I Russi premono su Sloviansk e Kramatorsk

Si stanno delineando ormai sempre più chiaramente i contorni della Fase 3 della Guerra in Ucraina, con il focus dell’azione russa sul Donbass. 

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anteprima logo RID La NATO accelera sull'innovazione tecnologica

Il 7 aprile 2022, a seguito della Ministeriale Esteri della NATO il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha annunciato l’approvazione della Charter of the Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (DIANA).

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anteprima logo RID Gli Americani testano un missile cruise ipersonico

Il mese scorso è avvenuto con successo il primo test dell’Hypersonic Air-breathing Weapon Concept (HAWC) sviluppato da Lockheed Martin.

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anteprima logo RID Al via la costruzione della F-110 per l’Armada

Con la cerimonia del taglio della prima lamiera presso il cantiere Navantia di El Ferrol, il 6 aprile è iniziata la costruzione della fregata multiruolo RAMON DE BONIFAZ, prima delle 5 unità tipo F-110 ordinate da Madrid nel 2019 con un contratto da 4,3 miliardi di euro. 

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anteprima logo Aeronautica Italiana Cento anni di Aeronautica Militare a fumetti

Cento anni di Aeronautica Militare a fumetti:
12 graphic novel per celebrare i 100 anni della Forza Armata

Il progetto editoriale verrà presentato alla 28ma edizione di Romics, il 10 aprile 2022

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anteprima logo RID La Fase 3 della Guerra in Ucraina nel video-commento del Direttore #6

Il Direttore fa il punto sulla Fase 3 della Guerra in Ucraina, con il ripiegamento dal nord ed il riorientamento degli sforzi russi ad est e sud.

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anteprima logo RID Guerra in Ucraina, la Fase 3 è entrata nel vivo. La situazione sul campo ed alcune considerazioni tattiche

Per la prima volta è possibile affermare non solo che la sacca che si era chiusa attorno Chernihiv non esiste più, ma che l’intero Oblast omonimo è stato abbandonato dai Russi, come già avvenuto per l’Oblast di Kiev. Lo stesso potrebbe accadere per Sumy, dove la presenza russa è in corso di ridimensionamento. Il ripiegamento delle truppe di Mosca, a parte alcune eccezioni, è avvenuto in buon ordine ed è stato coperto con efficacia dal fuoco dell’artiglieria e dagli attacchi aerei, in particolare con elicotteri d’attacco. In tale contesto una grossa colonna meccanizzata dell’Esercito Ucraino è stata neutralizzata lungo l’autostrada Kiev Zhytomyr. Le forze russe sono ripiegate in Bielorussia e Russia, dove si stanno riorganizzando e ricondizionando, ed i materiali e gli organici, per quanto possibile, vengono rimpinguati. Un parte di queste forze rigenerate verrà probabilmente ridiretta sui fronti orientali e meridionali, adesso divenuti prioritari per Mosca. Alcune unità, ci risulta siano già state ridispiegate in tal senso, ma prima che la Russia possa veramente aumentare la pressione nel Donbass in maniera decisiva dovranno passare almeno 2-3 settimane. Sul campo, intanto, Kharkiv continua ad essere sottoposta a bombardamenti aerei e terrestri. La 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, tuttavia, sta mantenendo la sua pressione sull’area di Chuviv, con il probabile intento di minacciare gli schieramenti arretrati di quel 6° Corpo d’Armata russo che recentemente ha conquistato la strategica Izyum. Qui tale Corpo, rinforzato da unità paracadutiste del 36° Corpo d’Armata, e con l’appoggio massiccio di sbarramenti con lanciarazzi multipli termobarici TOS-1, è riuscito ad avere ragione sia dell’81ª e che delle 95ª Brigate Aviotrasportate ucraine, che hanno dovuto abbandonare gli insediamenti di Topolske, Kamyanka e Mala Komuyshuvakha. Con la prevista (questione di ore) caduta di Tykhotske, su cui in parte sono ripiegate, la linea Barvinkove-Slovyansk è probabilmente destinata a divenire, assieme a Mariupol, uno dei più importanti hot spot strategici dell’intero conflitto. L’obbiettivo di Mosca è chiaro: insaccare o tagliare fuori le forze di Kiev nell’area dei 2 grandi centri di Kramatorsk e Sloviansk. Nell’area di Severodonetsk, sembra che i Russi abbiano già ricevuto a rinforzo alcune delle unità ritirate dai fronti di Kiev e Chernihiv. I così rimpinguati 8° e 20° Corpi d’Armata, dunque, stanno lentamente ma inesorabilmente avendo ragione dell’intero fronte di Severodonetsk, Lysychansk e Popasna, con quest’ultima sempre più in crisi. Nella serata di ieri alcuni report la davano per presa dai Russi. Solo Rubizhne sembra tenere ancora, ma è sotto costante attacco aereo e di artiglieria. Più a sud altre unità dello stesso 8° Corpo d’Armata, schierate sul fronte di Horlivka, sono riuscite ad allargare il gap apertosi nei giorni scorsi ad ovest di tale città, conquistando definitivamente l’insediamento di Novabakhmutivka. Le vicine Marinka, Makiivka e Svitlodarsk, però, per il momento restano in mano ucraina e gli attacchi russi sono stati respinti. A Mariupol, continua, seppur lentamente, l’avanzata delle forze russe: al momento l’epicentro della battaglia è il grande sito delle acciaierie Azovstal. Si tratta di una città nella città, dove i difensori possono sfruttare tunnel, cunicoli, strutture in cemento armato e così via; sarà molto difficile ed occorrerà molto tempo per le truppe di Mosca averne ragione. Di ieri è la notizia che in un altro quartiere della città, si sarebbero arresi quasi 300 elementi della 36ª Brigata di Fanteria di Marina ucraina: stiamo cercando di verificare la notizia. Di sicuro, in alcune zone occupate è stato “acclamato spontaneamente” un nuovo sindaco indicato da Mosca. E’ chiaro che nel sud e nell’est del Paese, Mosca può più facilmente fare leva sulla componente russofona, mentre nella stessa Mariupol ci risulta che almeno il 30% della locale Polizia sia passato con gli invasori. Infine, a nord di Kherson, gli Ucraini hanno liberato l’insediamento di Olexandrivka, mentre a sud-ovest l’avvicinamento a quello di Bilozerka ha provocato la rabbiosa reazione di salve di BM-30 SMERCH che sono giunti a colpire persino Mykolaiv, con danni consistenti ad ospedali e orfanotrofi. La dimostrazione che i Russi mantengono ancora una certa presenza non lontano dalla strategica cittadina lungo la strada per Odessa. Parallelamente, la Russia, con alterna intensità, sta continuando la sua campagna aereo-missilistica tesa a colpire obbiettivi strategici in profondità nel territorio ucraino come depositi e siti di stoccaggio del carburante, ed infrastrutture strategiche in generale con l’evidente obbiettivo di indebolire lo sforzo di alimentazione del conflitto da parte degli Ucraini e ammorbidirne la posizione negoziale.

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anteprima logo RID Cacciamine italiani in Mar Nero?

Mentre Russia e Ucraina si rimpallano la responsabilità della presenza di mine vaganti in Mar Nero, il 28 marzo il ministero della Difesa italiano ha offerto di supportare la Romania nelle operazioni di bonifica con 2 cacciamine classe GAETA  (quando i Turchi riaprianno gli stretti ancora chiusi)

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anteprima logo RID La FREMM RIZZO interviene nel Golfo di Guinea

Il 3 aprile 2022 la fregata tipo FREMM LUIGI RIZZO è intervenuta per sventare un attacco pirata nel Golfo di Guinea.

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anteprima logo RID Leonardo, consegnata la sesta e ultima nave aggiornata alla Royal Bahrain Naval Force

La settimana scorsa si è svolta, presso il Quartier Generale della Royal Bahrain Navy a Mina Salman, la cerimonia di consegna dell’unità navale AL TAWEELAH, aggiornata e rimodernata da Leonardo.

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anteprima logo Marina Italiana INTERVENTO DI NAVE RIZZO IN ASSISTENZA AD UN MERCANTILE ATTACCATO DAI PIRATI NEL GOLFO DI GUINEA

Nella notte di ieri la fregata Luigi Rizzo, moderna nave della Marina Militare impegnata nelle acque del Golfo di Guinea nell’operazione antipirateria denominata Gabinia, ha ricevuto comunicazione di un attacco di pirati ai danni del mercantile Arch Gabriel, battente bandiera delle Isole Marshall, mettendo in atto una serie di azioni che hanno dissuaso i pirati dal persistere nell’attività illecita.

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anteprima logo RID La Fase 3 della Guerra in Ucraina, i Russi si ritirano dal nord ma premono sul Donbass

La nuova fase apertasi con un maggiore focus da parte di Mosca sui fronti dell’est e del sud si sta indubbiamente concretizzando. A Kiev, difatti, la totalità dei distretti di tutto l’Oblast, per la prima volta da varie settimane a questa parte, non ha visto scontri di alcun tipo. I Russi sono completamente ripiegati in Bielorussia. In pratica, la grande manovra di accerchiamento della capitale è fallita e gli Ucraini hanno ristabilito il controllo anche sulle aree di confine con la Bielorussia, Chernobyll compresa. A Chernihiv, le forze ucraine hanno riaperto le arterie che collegano la città alla Capitale e l’assedio russo può dirsi definitivamente spezzato, con pochissime truppe che ancora occupano piccoli capisaldi di resistenza, più che altro per essere state inopinatamente abbandonate a se stesse. Spostandoci più ad est, a Sumy, i Russi starebbero cercando di organizzare un dispsotivo di difesa, ma di ieri sera la notizia di un grande convolgio di centinaia di mezzi che stava lasciando l’area rietrando in Russia, mentre a Kharkiv la 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, rinforzata da elementi mobili della Difesa Territoriale, ha nei giorni scorsi attaccato e distrutto, in direzione sudest, 3 Battlr Group russi (uno del 59ª reggimento Corazzato e 2 della 138ª Brigata Motorizzata); liberando la rotabile fino a Chuviv. In questa fase il focus princiaple delle truppe di Mosca è il Donbass. Nell’area di Severodonetsk, i Russi stanno cercando di ammorbidire, tramite rinnovati attacchi aerei e artiglieria, le difese di Voyevodivka, Lysychansk, Kreminna, Zolote-4, Popasna, Toretsk, Novhorodske e Rubizhne. In quest’ultima si sarebbe attuata una forte penetrazione e si starebbe combattendo nella cittadina casa per casa. La manovra sarebbe stata facilitata da alcuni collaborazionisti locali, fra cui funzionari comunali; una situazione che pare si stia ripetendo proprio in queste ore anche a Milove, Stanytsia Luhanska, e Markivk. I combattimenti dentro Izyum sono continuati inesorabilmente dopo l’afflusso del 1° Reggimento Corazzato della Guardia russo, e l’insediamento è definitivamente caduto il giorno 1° aprile, anche in questo caso, sembra, a causa del tradimento di alcuni residenti che avrebbero rivelato i punti deboli del dispositivo difensivo. Le precedenti manovre di aggiramento della cittadina erano state arrestate con violenti scontri negli insediamenti di Kamyanka, Sukha Kamyanka, e Tykhotske, e, piuttosto curiosamente, la linea del fronte è più o meno rimasta la stessa anche dopo detta capitolazione di Izyum. Ciò non toglie che da queste aree, probabilmente, si svilupperanno le minacce future in direzione di Barvinkove, snodo fondamentale perché da lì passano i rifornimenti ferroviari per Slovyansk e Kramatorsk. E i grandi centri di Slovyansk e Kramatorsk potrebbero essere assaltate in concomitanza anche dalla direzione Horlivka/Svitlodarsk. Tuttavia, mentre la prima ormai risulta saldamente in mano russa, la seconda sta attendendo l’attacco: sulle arterie che da essa conducono fino al bivio Kramatorks-Slovyansk, inoltre, sono state create sin dal 2014 solide linee difensive con bunker e struttura indurite. Più a sud, nell’oblast di Donetsk, Avdiivka, Maryinka e Novomykhailivka sono state assaltate in forze, ma tutti i tentativi sono stati respinti. Le prime 2, più Krasnohorivka, al momento risultano sotto pesanti bombardamenti. A Mariupol un crescente ricorso ad armi termobarriche è stato riportato, come perdite molto rilevanti per la 150ª Divisione Motorizzata russa. Forse è anche per ripianarle che è stato riportato l’arrivo di ausiliari abkhazi. A sud-est di Zaporizha, le cittadine di Orikhiv, Huliaipole e Novoivanivka sono state sottoposte a intensi bombardamenti, non accompagnati da alcun tentativo di contrattacco terrestre. Sul fronte di Krivhy Rih, l’avanzata russa è stata negli ultimi giorni lenta, contraddittoria ma comunque inesorabile, ed è di ore recenti l’inizio di bombardamenti a fuoco indiretto di Inhulets, cittadina alla immediata periferia di detto grande centro. A Mykolaiv, i Russi sono riusciti a risollevare la situazione critica in cui negli ultimi giorni si erano trovati rintuzzando le numerose offensive locali ucraine tramite un esteso ricorso all’artiglieria, che, tra l’altro, ha anche consentito loro il rifornimento in sicurezza di rimpiazzi e munizioni, e il riordino di truppe in precedenza brevemente circondate in una linea del fronte coerente e riconnessa alla zona occupata. Questa linea del fronte è però sottoposta a una pressione sempre più crescente, e, con la liberazione da parte degli ucraini degli insediamenti di Zahradivka, Kochubeyivka, e Orlove, si è ritratta oramai sin quasi alle periferie di Kherson. Non per nulla l’aeroporto di questa città, divenuto ancora più insicuro che nel passato, risulta abbandonato in luogo di quello di Chaplynka, sul quale è stata ridispiegata la componente elicotteristica russa. Circa le aree occupate, è interessante rilevare come, perlomeno a Melitopol e a Energodar, i Russi abbiano cominciato ad organizzare una cosiddetta “Milizia del Popolo”, braccio armato ausiliario delle della unità della Rosgardya che, con fatica sempre maggiore, proteggono le amministrazioni fantoccio di tanto in tanto installate in oblast e municipalità.

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