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anteprima logo RID Meno F-35 per il Regno Unito?

In vista della nuova Strategic Defence and Security Review (SDSR), si fanno sempre più insistenti le voci di un taglio da parte del Regno Unito agli acquisti di F-35. Londra vorrebbe così ridimensionare l’impegno finanziario sul caccia di Lockheed Martin per stornare le risorse così liberate sul TEMPEST, da sviluppare in cooperazione con Svezia e Italia. Al momento, ricordiamo, il Regno Unito ha ordinato 48 F-35B ed ha in programma l'acquisizione di un totale di 138 esemplari. Difficile, però, ipotizzare un taglio della metà dei velivoli, come apparso anche sulla stampa italiana, considerando il robusto coinvolgimento dell’industria britannica nel programma F-35, in particolare con Rolls Royce, responsabile del Lift System dell’F-35B, e BAE Systems, responsabile di importanti componenti strutturali dell’aereo – fusoliera posteriore, stabilizzatori orizzontali, ecc. - e della complessa suite di guerra elettronica del velivolo con la sua diramazione nordamericana. Più logico, dunque, sarebbe pensare ad una riduzione maggiormente contenuta e, magari, ad una rimodulazione con l’acquisto di un certo numero di F-35A, più costo-efficaci per le esigenze complessive della RAF. Rispetto all’F-35B, infatti, l’F-35A ha più autonomia e carico bellico, ad un costo inferiore.

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anteprima logo RID AW-169M per l’Austria

Il Ministero della Difesa austriaco ha ufficialmente annunciato l’acquisto di 18 elicotteri Leonardo AW-169M. La commessa, che dovrà essere contrattualizzata nei prossimi 6 mesi ha un valore di 300 milioni di euro. La prima macchina dovrebbe essere consegnata a metà 2020. Gli AW-169M rimpiazzeranno gli ALOUTEE III attualmente in servizio per compiti di collegamento e utility. L’Austria diventa così il primo cliente export per la variante militare dell’AW-169, dopo che questa in Italia è stata ordinata da Guardia di Finanza, Carabinieri ed Esercito.

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anteprima logo RID Leonardo: Profumo nominato presidente dell’ASD

Leonardo è lieta di annunciare la nomina di Alessandro Profumo alla Presidenza dell’Associazione europea delle industrie dell’Aerospazio Difesa e Sicurezza (ASD). L’Amministratore Delegato di Leonardo guiderà per i prossimi due anni questa organizzazione che rappresenta le più grandi aziende e oltre 3.000 PMI e associazioni di 18 paesi europei. La nomina è avvenuta oggi in occasione della riunione ‘virtuale’ del Board dell’Associazione.

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anteprima logo RID I primi RAFALE indiani in servizio

Lo scorso 9 settembre l’Aeronautica indiana ha formalmente immesso in servizio i primi 5 dei 36 RAFALE ordinati. Gli aerei – 3 monoposto EH e 2 biposto DH, giunti in India lo scorso 29 luglio – sono stati assegnati al 17° Stormo di stanza presso la strategica base aerea di Ambala, situata nel nordovest del Paese, a poco più di 200 km dai confini con Cina e Pakistan. Alla cerimonia di consegna erano presenti il Ministro della Difesa Singh - che ha sottolineato il valore tattico dei caccia, soprattutto nell’attuale “momento di tensione con la Cina nella regione himalayana” - e la sua controparte francese Parly, a testimonianza dell’importanza della commessa indiana per l’industria aeronautica francese (accordo del valore di 8 miliardi di euro). Ai suddetti 5 apparecchi, dovrebbero aggiungersene altri 4 durante il mese di ottobre, secondo un programma che prevede la costituzione del primo squadrone completo di 18 velivoli entro luglio 2021. Ulteriori dettagli su RID 11/20.

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anteprima logo RID Varato il primo OPV per il Qatar

Alla presenza del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, del vice Primo Ministro e Ministro della Difesa dello Stato del Qatar Khalid bin Mohammed Al Attiyah, del Capo di Stato Maggiore della Marina del Qatar Maj. Gen. Abdulla Hassan Al Suleiti, del Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Giuseppe Cavo Dragone, accolti dal Presidente e dall’Amministratore Delegato di Fincantieri Giampiero Massolo e Giuseppe Bono, si è svolto oggi presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) il varo tecnico del primo dei 2 OPV per la Marina del Qatar. La nave è stata denominata MUSHERIB . Il varo, avvenuto in forma privata e nella piena osservanza di tutte le prescrizioni sanitarie vigenti, è stato preceduto dal taglio della prima lamiera dell’unità SUMAYSIMAH, quarta corvetta/fregata leggera classe DOHA. MUSHERIB e DOHA, assieme ad una LPD polivalente con capacità anti-balistiche, fanno parte del programma per la costituzione della flotta della Marina del Qatar, per un totale di 7 navi. Programma che rappresenta il cardine della strategica cooperazione politico-militare tra l’Italia e lo Stato del Golfo. Il MUSHERIB, che verrà consegnato nel 2022, è stato progettato in accordo al regolamento RINAMIL for Fast Patrol Vessel (FPV) e sarà un’unità altamente flessibile con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento, al ruolo di nave combattente. Ha una lunghezza di circa 63 m, una larghezza di 9,2 m, una velocità massima di 30 nodi, ed un equipaggio di 38 effettivi. L’impianto di propulsione comprende 4 eliche a passo variabile, 2 a dritta e 2 a sinistra, ciascuna in linea con un motore diesel di propulsione. Inoltre, l’unità potrà impiegare un RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat), imbarcato tramite una gru poppiera. Approfondimenti su RID 11/20.

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anteprima logo RID Nuove FREMM per la MM, ci siamo

In un’audizione parlamentare il Generale Antonio Conserva, Capo dell’Ufficio Generale Pianificazione Programmazione e Bilancio  (UGPPB) di SMD, ha reso noto che un gruppo di lavoro istituito nell’ambito di Segredifesa sta già svolgendo un’analisi sulle 2 fregate FREMM che dovranno rimpiazzare in seno alla flotta della Marina Militare le 2 unità dello stesso tipo – SPARTACO SCHERGAT ed EMILIO BIANCHI - destinate all’Egitto nell’ambito di una commessa da oltre 1 miliardi di euro.

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anteprima logo RID Australia, 2 anni di ritardo per le nuove fregate?

Il programma per la fornitura delle fregate Type 26 britanniche all’Australia - classe HUNTER - avrebbe accumulato già ben 2 anni di ritardo. Le cause sarebbero molteplici: un design ancora da congelare, il problema della connessione tra BAE Systems e i fornitori australiani e la mancanza di ingegneri locali, come sottolineato dalla stessa BAE Systems. In realtà, chi scrive aveva già sollevato in tempi non sospetti questi problemi, a cominciare dalla mancanza di risorse umane a livello industriale in un Paese di soli 25 milioni di abitanti, incapace di gestire ed “assorbire” programmi così grandi e complessi. Ed il disastro dei sottomarini COLLINS potrebbe essere solo un “antipasto” rispetto a cosa potrebbe succedere con le fregate Type 26 e con i futuri BARRACUDA convenzionali. Ma tant’è, chi è causa del suo mal pianga se stesso verrebbe da dire. Gli Australiani hanno voluto scegliere una nave sulla carta, assumendo un rischio enorme, ancora più grande se si guarda ai quei problemi strutturali a cui si faceva cenno, quando potevano andare sul sicuro con la FREMM, ovvero con una nave molto valida e matura. Ma a nostro avviso 2 anni probabilmente saranno anche pochi visto che poi si dovrà integrare lo scafo britannico, con il sistema di combattimento AEGIS americano ed il radar australiano CEAFAR2 , più le interfacce, sempre australiane: un incubo.

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L’Assistant Secretary dell’USAF, Wil Roper, ha dichiarato durante l’Air, Space & Cyber Conference che un dimostratore del caccia di Sesta Generazione dell’USAF – NGAD (Next Gneration Air Dominance) – ha già iniziato una campagna di test in volo. La rivelazione dimostra come il programma sia piuttosto avanti. Del resto molti programmi americani, soprattutto aeronautici, per molti anni, sopratutto nella fasi di dimostrazione e riduzione del rischio, restano circondati da un alone di segretezza e “gelosamente” custoditi nel “calderone” delle iniziative “black” del Pentagono. E’ accaduto così per l’F-117, per l’RQ-170 SENTINEL e per il suo “fratello” più grande e performante RQ-180, solo per citarne alcuni. Non sarebbe, dunque, una novità e chi scrive da tempo sostiene che il dimostratore del caccia di sesta è da tempo in volo, così come ritiene che per anni abbiano volato i dimostratori del nuovo bombardiere B-21 RAIDER. L’USAF, però, ha deciso di uscire allo scoperto lanciando al mondo, leggi Cina e Russia, un messaggio piuttosto chiaro. Alcuni rendering circolati finora, mostrano un Next Gneration Air Dominance come un aereo tutt’ala compund, con bordo di uscita “crancked”, prese d’aria dorsali rigorosamente affogate, scarico stealth, anch’esso affogato nella struttura del velivolo, ed armi ad energia diretta. USAF ed US Navy porteranno avanti 2 programmi diversi per la sesta generazione – una buona notizia per il comparto aeronautico americano, soprattutot per Boeing, rimasta a bocca asciutta con F-35 e RAIDER – non ripercorrendo in questo modo la strada intrapresa con l’F-35.

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anteprima logo RID Gli USA accelerano sulle operazioni multi-dominio

Fra 31 agosto e 3 settembre scorsi, sui poligoni del Golfo del Messico, di Nellis in Nevada e di White Sands in New Mexico si è tenuta l’esercitazione ON RAMP 2 per valutare il nuovo Advanced Battle Management System (ABMS) dell’USAF che dovrà connettere molteplici piattaforme e capacità operative nell’ambito del Joint All-Domain Command and Control (JADC2) , il nuovo software di comando e controllo della Difesa americana destinato a rendere realtà le cosiddette operazioni multi-dominio. L’evento ha incluso, in particolare, una prova di difesa contro attacchi con armi stand-off, che sono stati affrontati con l’uso di diverse soluzioni innovative. I missili cruise erano rappresentati da aerobersagli BQM-167 SKEETER, capaci di volare a quote comprese fra 50 e 15.000 piedi e di effettuare virate fino a 9 G. Il 556th Test and Evaluation Squadron ha portato a termine un’intercettazione impiegando un velivolo a pilotaggio remoto MQ-9A REAPER armato di missili aria-aria SIDEWINDER 9X, dimostrando la capacità di questi velivoli a grande autonomia di contribuire alla difesa antimissile. Si tratta del secondo ingaggio aria-aria per i REAPER, dopo quello del 2018. Un caccia F-16 del 422nd Test and Evaluation Squadron ha invece abbattuto i bersagli con l’uso di razzi laser-guidati Advanced Precision Kill Weapon System II (APKWS), anche noti come AGR-20A. Una prima dimostrazione anti-cruise con l’APKWS si era tenuta a fine 2019 al largo della Florida, e questo nuovo successo è molto promettente. I principali meriti dell’APKWS sono il costo, molto inferiore a quello di un missile aria-aria propriamente detto, e il numero di munizioni che possono essere trasportate da un singolo caccia. Il successo più sorprendente è però stato l’abbattimento dei bersagli con l’uso dell’Hyper Velocity Projectile di BAE Systems, sparato da un obice semovente PALADIN XM1299, ovvero la versione evoluta con Extended Range Artillery Cannon da 58 calibri, schierato presso il poligono di White Sands Lo stesso proiettile, grazie ad un apposito sabot, può essere sparato anche dal classico “5 pollici” (127 mm) dell’US Navy. L’uso dell’HVP potrebbe potenziare notevolmente le capacità sia delle unità della US Navy, anche in funzione anti-missile antinave, oltre che aprire nuovi ruoli e capacità per le batterie d’artiglieria terrestre.

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Come si apprende dal sito dell’EI l’omologazione della nuova blindo pesante CENTAURO II sarà completata entro il mese di ottobre con l’emissione del relativo certificato. Giusto per ricordare ad oggi l’EI ha ordinato i primi 10 esemplari, più il prototipo, mentre lo scorso giugno è stato dato il via libera anche al procurement di un ulteriore lotto di 40 blindo (più 56 in opzione).

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anteprima logo RID UAV logistici cinesi in Tibet

La China Central Television (CCTV – la rete tv nazionale cinese) ha mostrato nei giorni scorsi alcune immagini che ritraggono alcuni vertical take off and landing (VTOL) UAVs impegnati nel rifornimento logistico di alcune unità dell’Esercito Cinese in Tibet. Secondo alcune fonti aperte, l’Esercito Popolare Cinese (PLA) impegnato nel Distretto Militare del Tibet, che utilizza da tempo UAV per compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), ha deciso di utilizzare velivoli ad ala rotante senza pilota per rifornire le unità militari distaccate in aree impervie di confine che non sono facilmente accessibili con ruotati o che presentano elevati rischi operativi. L’UAV mostrato nel video della CCTV, di cui non si conosce la designazione ufficiale ma sembrerebbe una versione potenziata del precedente modello XM-20, è un VTOL dotato di 6 mini-rotori in grado di trasportare un limitato payload; in questo caso si è trattato di cibo, acqua, medicine ed altri materiali. Sempre dalle immagini, di natura propagandistica, si è potuto osservare lo sciame di UAV procedere in formazione e lanciare i rifornimenti sulla posizione amica, invece di effettuare un atterraggio di precisione sulla stessa. Da sottolineare il fatto che l’area in cui il velivolo unmanned si vede operare, la Tibetan Plateau, si trova a circa 4.500 m sopra il livello del mare.

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E’ stata resa nota la (corposa) lista dei progetti italiani candidati agli stanziamenti del Recovery Fund che il Governo italiano spedirà a breve alla Commissione Europea. Tra questi ce ne sono alcuni di grande interesse militare, proposti sia dal Ministero dello Sviluppo Economico sia dal Ministero della Difesa. Il primo – oltre ad un piano da 3,5 miliardi per la “space economy” - ha proposto un piano di 25 miliardi in 5 anni per “consentire al comparto un salto tecnologico nella ricerca, nell’innovazione e nella costruzione di piattaforme duali ad elevatissime prestazioni, con ridotto impatto ambientale, totale sicurezza cyber ed innovazione digitale: elicotteri di nuova generazione FVL, aerei di sesta generazione, tecnologia sottomarina avanzata, tecnologia unmanned intersettoriale, I.A., navi”. Come si vede nel pacchetto del MiSE ci sono programmi molto importanti. Si va evidentemente dal TEMPEST ai sottomarini U-212 NFS, con tutte le tecnologie ad essi legate, passando per le “navi”. In questo caso il riferimento potrebbe essere alle EPC (European Patrol Corvette), ma anche ai progetti nazionali per le nuove unità anfibie (LPX) e per i nuovi cacciatorpediniere (DDX). Tuttavia, il riferimento a nostro avviso più rilevante, è quello agli “elicotteri di nuova generazione FVL”. Con questo acronimo come noto si identifica il programma dell’US Army FVL (Future Vertical Lift), rispetto al quale il Governo americano ha lanciato una massiccia campagna verso i Paesi alleati e partner per dare vita ad una sorta di “F-35 ad ala rotante” . L’Italia, dopo che l’EI ha messo nero su bianco il suo interesse per il programma nel documento “Le Cinque Sfide”, potrebbe essere a questo punto coinvolta (ma al momento non ci sono conferme e dettagli in merito) pure con l’industria nazionale. Il programma FVL per l’US Army prevede ad oggi lo sviluppo di una macchina da scout armato per il rimpiazzo dei KIOWA WARRIOR, FARA, e di un rimpiazzo per il BLACK HAWK, FLRAA, mentre, ricordiamo, l’EI ha già investito 500 milioni di euro per lo sviluppo dell’AW-249 e Leonardo sta continuando lo sviluppo del convertiplano con l’AW-609, che potrebbe avere importanti evoluzioni in applicazioni “governative”. L’FVL potrebbe, peraltro, portare in futuro anche allo sviluppo di una variante pesante d’attacco e ad un sostituto del CHINOOK. Venendo, invece, alle iniziative della Difesa – che coprono un arco di tempo compreso tra 1 e 5 anni – troviamo 2,2 miliardi di euro per una serie di progetti riguardanti la sicurezza e la resilienza cyber, 320 milioni per il 5G della Difesa, 350 milioni per addestramento “sintetico” e strumenti di connettività, 331 milioni per il potenziamento della capacità nazionale di ricerca e soccorso su alti fondali marini, anche attraverso l'incremento della sicurezza della navigazione a scopo preventivo, 253 milioni per il potenziamento delle capacità meteo dell’AM e 180 milioni per il completamento dell'ammodernamento tecnologico e capacitivo della Rete Interforze in Fibra Ottica Nazionale (RIFON). Ulteriori dettagli su RID 10/20.

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