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anteprima logo RID TEMPEST, nuova intesa tra Italia e UK

Il Sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo ha firmato oggi con la sua controparte britannica, Jeremy Quin, un accordo che rafforza ulteriormente la cooperazione dei 2 Paesi nei programmi Eurofighter TYPHOON e, soprattutto, TEMPEST. Il Sottosegretario Tofalo ha dichiarato a tal proposito che “Con la firma di oggi abbiamo messo solide basi sul lavoro congiunto che ci porterà in futuro alla 6ª Generazione di velivoli”. In pratica, tale accordo si inserisce nel contesto della cooperazione con gli Inglesi sul nuovo caccia avviata formalmente nel settembre 2019, con la sigla sulle prime intese governative e industriali.

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anteprima logo RID L’USAF accelera sull’"aereo arsenale"

L’USAF ha emesso una RFI (Request For Informations) per esplorare delle possibili opzioni riguardanti un areo “arsenale” per il lancio in massa di missili a lungo raggio e droni di vario tipo. La RFI servirà per analizzare le eventuali prospettive di mercato e arrivare ad una prototipizzazione di quanto verrà poi scelto. Al momento, l’USAF è indecisa se optare per un design ex novo oppure se procedere alla modifica/trasformazione di un aereo cargo per adattarlo a tale requisito. Nel gennaio 2020, l’Air Force Research Laboratory e l’Air Force Special Operations Command avevano già testato con successo il rilascio di simulacri di missili cruise dalla rampa posteriore di un MC-130 J COMMANDO II attraverso un pallet speciale. Ulteriori dettagli su RID 8/20.

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anteprima logo RID Usa-Cina, prove di forza e la tensione sale

Gli USA stanno conducendo in questi giorni una serie di manovre nel Mar Cinese Meridionale con la portaerei REAGAN e la portaerei NIMITZ, culminate con una dimostrazione di forza che ha visto un B-52H del 2° Stormo Bombardieri dell’USAF unirsi ai gruppi di volo delle 2 unità dopo essere decollato dalla sua base stanziale di Barksdale, in Lousiana. Il velivolo ha effettuato una missione di ben 28 ore, prima di ridislocarsi sulla base di Andersen, a Guam. Una tale tipologia di missione rientra nel concetto Dynamic Force Emplyement, recentemente adottato dall’USAF per tenere nell’incetrezza gli avversari, leggi Cina e Russia, circa le linee e le direttrici di dispiegamento dei propri assetti. In pratica, il concetto, discendente dalla dottrina delle oeprazioni multi-dominio e distribuite, prevede di limitare al massimo il dispiegamento peramente dei velivoli in base avanzate, a vantaggio di dispiegamenti temporalmente limitati utilizzando anche basi secondarie e siti improvvisati. A tal proposito, da almeno un anno gli Stati Uniti stanno potenziando le installazioni presso l’atollo di Wake, a ovest delle Guam, per consentire il dispiegamento ed il supporto di bombardieri ed altre tipologie di velivolo e non solo la sosta intermedia per dislocamenti nel Pacifico. Probabilmente, l’intenzione degli USA è trasformare Wake, fuori dal raggio di azione dei missili a medio raggio e raggio intermedio cinesi, in una sorta di backup di Guam e in un grande hub per le operazioni aeree nel Pacifico. Contestualmente, la Cina sta svolgendo una serie di esercitazioni nei mari regionali - Mar Cinese Meridionale, Mar Cinese Orientale e Mar Giallo – con il coinvolgimento di Marina, Aeronautica ed Esercito. La crisi del COVID 19 ha accentuato la competizione tra Pechino e Washington e dallo scorso gennaio si è assistito ad una vera e propria escalation di manovre militari nella regione da parte di di entrambe le potenze.

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anteprima logo RID Da Voith un propulsore elettrico per i futuri cacciamine

Voith ha presentato il nuovo propulsore Voith Schneider elettrico (eVSP), potenzialmente candidato ad equipaggiare i futuri cacciamine della Marina Militare. Tra i vantaggi del nuovo eVSP vi sono l'elevata efficienza e la riduzione della complessità, poiché il motore sincrono a magneti permanenti è già integrato nell'elica. La completa omissione degli ingranaggi riduce al minimo il rumore e libera spazio critico sulla nave. Il sistema di azionamento combina la tecnologia del VSP con oltre un decennio di know-how elettrico del Voith Inline Thruster (VIT). Inoltre, l'eVSP offre agli operatori navali una maggiore sicurezza grazie a un elevato grado di flessibilità nella scelta della generazione di energia (fonte di energia) e bassi requisiti di manutenzione in virtù di un design robusto. I costi di follow-up in esercizio e manutenzione sono quindi notevolmente ridotti. Principio funzionale ulteriormente sviluppato Il nuovo eVSP utilizza un motore sincrono a magneti permanenti come unità principale, che è completamente integrato nel VSP e riduce significativamente il volume di olio richiesto. Inoltre, non sono richiesti ingranaggi o trasmissioni, consentendo un funzionamento continuo e una conversione praticamente senza perdita di potenza della trasmissione elettrica con caratteristiche di risposta dinamica. Un altro importante vantaggio dell'eVSP è il suo peso notevolmente ridotto nonchè l'incrementata facilità di progettazione e di installazione grazie all'eliminazione dei militi indotti dall'albero di trasmissione. L'eVSP offre gli stessi vantaggi di un propulsore Voith Schneider convenzionale. Il principio fondamentale del VSP, la combinazione di azionamento e controllo in un'unica unità, è stato continuamente sviluppato e perfezionato negli ultimi 90 anni. Le navi con VSP progettate per i parchi eolici offshore hanno dimostrato di garantire il mantenimento della posizione impostata con grande precisione anche ad altezze d'onda fino a 4,5 m. Il VSP è anche l'unico propulsore al mondo in grado di ridurre in modo significativo il rollio delle navi e quindi aumentare significativamente il comfort e la sicurezza a bordo, oltre ad aumentare il range di lavoro in sicurezza. La prima applicazione La prima fornitura di propulsori elettrici Voith Schneider (eVSP) sarà fatta alla compagnia di navigazione norvegese Østensjø per equipaggiare 4 nuove navi offshore per parchi di energia eolica, garantendo alle unità un importante risparmio energetico di risorse. Le 4 navi saranno costruite in Spagna e saranno attrezzate per l'applicazione della tecnologia dell'idrogeno CO2 neutrale. Tra i vantaggi del nuovo eVSP vi sono, in particolare, l'elevata efficienza e la riduzione della complessità, poiché il motore sincrono a magneti permanenti è già integrato nell'elica. Le applicazioni navali dell'eVSP I sistemi di propulsione Voith Schneider equipaggiano, tra l'altro, unità cacciamine di parecchie Marine al mondo, garantendo elevata manovrabilità in sicurezza, resistenza allo shock, silenziosità ed ampia capacità operativa. Le caratteristiche dell'eVSP consentono di continuare a garantire la manovrabilità e la capacità operativa di sempre incrementando le caratteristiche di efficienza, sicurezza e silenziosità, oltre a garantire una riduzione  di costi di manutenzione, pesi e spazio d'installazione.

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anteprima logo RID India, via libera all'acquisto di altri MiG-29 e Su-30

L’India ha approvato l'acquisizione di 33 nuovi caccia dalla Russia: 21 MiG-29 e 12 Su MKI. Nel pacchetto, che ha un valore di 2,4 miliardi di dollari, rientra anche l’aggiornamento di 59 MiG-29 attualmente in servizio. I MiG-29 verranno acquistati off the shelf in Russia, mentre i Su-30 MKI saranno prodotti, come buona parte degli MKI che operano con l’Aeronautica Indiana, dalla HAL su licenza.

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anteprima logo RID Fincantieri acquisisce il controllo di Support Logistics Services

Fincantieri, attraverso la propria controllata Insis, ha acquisito una quota di maggioranza del capitale di Support Logistic Services (SLS), società con sede a Guidonia Montecelio (Roma), specializzata nella realizzazione, installazione e manutenzione di sistemi di comunicazione satellitare, sistemi radar e di comunicazione radio, per applicazioni in ambito militare e civile.

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anteprima logo RID Il nuovo Referendum svizzero sul futuro caccia

La Svizzera ci riprova: la popolazione sarà chiamata a votare il prossimo 27 settembre in un nuovo Referendum sul tema AIR 2030, ovvero il programma di rimpiazzo degli attuali Boeing F/A-18 HORNET e Northrop F-5E/F Tiger II.

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anteprima logo RID Niente AEGIS Ashore per il Giappone

Il Governo giapponese ha ufficialmente abbandonato i suoi piani per la costruzione di 2 siti AEGIS Ashore per la difesa antimissilistica. Il Governo di Shinzo Abe aveva approvato il dispiegamento del sistema AEGIS Ashore nel 2017, prevedendo la costruzione di un sito di lancio a Yamaguchi, nel sud del paese, e ad Akita, a nord, così da offrire una copertura completa e permanente in funzione soprattutto anti-Corea del Nord. Le proteste delle comunità locali hanno trovato un appiglio nel rischio, seppur limitato, che i booster acceleratori dei missili SM-3 Block IIA possano ricadere su aree popolate. Gli sforzi per assicurare la riduzione dell’area di rischio di caduta tramite modifiche al software dei missili non hanno avuto successo, e il costo di modifiche hardware è ritenuto proibitivo a questo punto del programma. L’SM-3 Block IIA è uno sviluppo congiunto americano e giapponese a cui Tokyo ha già contribuito con 1,02 miliardi di dollari. I missili sono impiegati anche dalle navi, lanciati dai pozzi MK41, ed è la Marina Giapponese che subirà le conseguenze della decisione di rinunciare ai siti a terra. Saranno infatti i 7 cacciatorpedinieri con capacità antibalistiche già in servizio, con un ottavo esemplare in costruzione, a dover garantire la copertura del territorio nipponico, “aiutati” soltanto in parte dal dispiegamento a Narashino, Hamamatsu, Ashiya e Tsuiki di batterie PATRIOT PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE). Tokyo riesaminerà ora le opzioni per rafforzare le proprie difese antimissile. Potrebbero essere necessarie ulteriori unità navali, ma il premier Abe punta anche al rafforzamento delle capacità di strike preventivo anche se queste comportano ulteriori deviazioni dai rigidi dettami puramente difensivi della Costituzione. Da definire anche cosa fare con i contratti già firmati ed in parte già pagati: secondo il Ministro della Difesa Taro Cono, il Giappone si è già impegnato per oltre metà della spesa prevista e dovrà trovare soluzioni alternative in accordo con gli Stati Uniti.

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anteprima logo RID Laser, l'USAF ritarda i test in volo

L'USAF ha ritardato l'avvio dei test in volo del nuovo laser aeroportato Self-Protect High Energy Laser Demonstrator (SHIELD) Advanced Technology Demonstration (ATD) dal 2021 al 2023. Il sistema mira a proteggere i caccia, ed altre tipologie di velivolo, su cui è installato dalla minaccia dei missili attaccanti. I motivi dello slittamento del programma sono dovuti al COVID 19 e, soprattutto, ad alcune difficoltà tecniche, non specificate, ancora da superare. Lo sviluppo dello SHIELD era stato avviato dall'Air Force Research Laboratory (AFRL) nel 2013 ed il sistema avrebbe dovuto iniziare i test in volo con un prototipo a bordo di un caccia nel 2021. Lockheed Martin ha la responsabilità per lo sviluppo del laser a stato solido, Northrop Grumman del sistema di controllo del fascio e Boeing del pod. Ulteriori dettagli su RID 8/20.

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anteprima logo RID Svezia, ecco i soldi per il TEMPEST

Il Ministro della Difesa svedese, Peter Hultqvists, intervenendo in videoconferenza ad un forum dei leader NATO organizzato dall’Ambasciata Britannica a Stoccolma, ha annunciato una serie di misure volte a rafforzare le Forze Armate svedesi per far fronte alle minacce, sia cyber che fisiche, provenienti dalla Russia. Queste iniziative sono supportate da un sostanzioso incremento di budget: fra 2021 e 2025 saranno spesi 7,5 miliardi di euro addizionali, grazie ad un accordo concluso fra il Partito Centrista e quello Liberale. Di particolare interesse fra le misure annunciate è il via allo sviluppo di un nuovo caccia come successore del Saab GRIPEN. Il 18 luglio 2019, durante il RIAT, il ministro Hultqvists aveva come noto siglato un Memorandum of Understanding con il Regno Unito per collaborare nello allo sviluppo congiunto di nuove soluzioni e concetti per una nuova capacità Joint Combat Aircraft. In pratica, Saab si era allineata al Team TEMPEST britannico, pur senza entrare a farne direttamente parte, per condividere lo sviluppo di tecnologie e sistemi sia per l’aggiornamento dei TYPHOON e GRIPEN esistenti sia per l’uso, appunto, su un futuro nuovo caccia. Ricordiamo infatti che, ad oggi, il progetto TEMPEST è puramente relativo alla maturazione di tecnologie e sistemi, fase preliminare a dimostrazione e sviluppo, e all’acquisizione di un nuovo velivolo. L’intenzione svedese di avviare formalmente un programma per un nuovo caccia apre la strada alla prossima fase della collaborazione. Al momento il Team TEMPEST e la RAF sono impegnati a compilare il Business Case da sottomettere al Governo britannico entro dicembre. L’obiettivo è avere il nuovo caccia pronto nel 2035-2040 per cominciare a rimpiazzare i TYPHOON. La Svezia, nel frattempo, comincerà presto ad immettere in servizio i nuovi GRIPEN E, mantenendo al contempo in servizio anche gli attuali modelli C/D (mono e biposto) così da schierare 6 Squadron di caccia. Ricordiamo che anche l’Italia è parte del progetto TEMPEST, mentre si attendono ancora le decisioni di Tokyo in merito alla partnership internazionale che dovrà facilitare lo sviluppo di un nuovo caccia nazionale giapponese.

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anteprima logo RID Gli IFV pesanti israeliani

In virtù della sua condizione molto particolare Israele dispone di capacità militari piuttosto uniche. Uno dei settori in cui questa unicità si può notare in maniera evidente è senza dubbio quello dei veicoli terrestri. L'IDF (Israeli Defence Force) e le industrie israeliane hanno infatti sviluppato i carri della famiglia MERKAVA che, nel panorama degli MBT (Main Battle Tank), costituiscono un esempio di notevole originalità. Forse ancor più particolari ed originali sono state le soluzioni adottate da Tel Aviv nel campo degli IFV (Infantry Fighting Vehicle), soluzioni che hanno portato alla nascita di una nuova categoria di veicoli nota anche come HIFV (Heavy Infantry Fighting Vehicle), cioè veicoli da combattimento per la fanteria pesanti (o iperpesanti) (1). Contrariamente al resto del mondo, infatti, l’Esercito Israeliano non ha adottato alcun veicolo da combattimento per la fanteria “classico” (come il BRADLEY), ma ha optato per mezzi derivati (o ottenuti per trasformazione) dagli MBT: prima realizzando soluzioni basate sul carro britannico CENTURION (ed anche, in piccole quantità, sull'M-48 statunitense), seguite poi dall’ACHZARIT, ottenuto modificando profondamente i carri T-54/55 catturati, e infine, producendo il NAMER, derivato dall'MBT MERKAVA.

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anteprima logo RID Una nuova “triade” per Washington

Ritengo importante e doveroso fare subito una premessa, anche se ritorneremo meglio su questi punti in seguito. Tutta la logica della deterrenza nucleare, che è ciò che ha impedito conflitti generalizzati per i decenni passati, si basa sull’assoluta credibilità della minaccia: gli Stati impegnati nel “grande gioco” devono cioè essere perfettamente coscienti che distruggere l’avversario con armi nucleari, significherebbe essere distrutti a loro volta (MAD, Mutually Assured Destruction). Questa credibilità si basa soprattutto sull’esistenza di arsenali nucleari moderni ed efficienti. Ne consegue che i programmi di uno Stato per rinnovare la propria panoplia, introducendo nuovi sistemi per sostituire quelli obsoleti o non più mantenibili, non costituiscono di per sé alcuna nuova minaccia nei confronti delle altre potenze, né segnalano l’inizio di una nuova “corsa agli armamenti”: si tratta semplicemente di mantenere l’efficienza complessiva del deterrente. “Di per sé”. Perché esistono anche altre considerazioni, su cui torneremo alla fine. Gli Stati Uniti si stanno impegnando (anche se certi aspetti, e particolarmente quelli finanziari, sono ancora incerti) in quello che molto probabilmente è il più grande programma di riarmo nucleare mai concepito, e che mira alla sostituzione progressiva nell’arco dei prossimi decenni di tutti gli elementi principali della cosiddetta “triade”, cioè delle armi nucleari basate a terra, in mare o aeroportate. In aggiunta a questa intera nuova generazione di armi dichiaratamente strategiche, si sta progettando e sviluppando anche tutta una nuova classe di armi nucleari “tattiche” o “di teatro”, la cui reale ragion d’essere nel quadro di una dottrina di deterrenza complessiva basata sul MAD può essere oggetto di discussioni.

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