LEONARDO
Viaggi RID
anteprima logo RID A2/AD e Nuove Unità Expeditionary

Il proliferare delle bolle A2/AD ed in generale l’aumento degli scenari a più alto livello di contrasto militare stanno imponendo alle FA un riorientamento dottrinale verso nuove forme di lotta convenzionale “eterodosse”. I capifila di questa evoluzione sono senza dubbio l’US Navy ed i Marines con il concetto delle operazioni marittime distribuite e della letalità distribuita. Il nuovo Comandante dell’USMC ha dato un’ulteriore spinta in tale direzione con delle linee guida ancor più innovative nelle quali si mette l’accento sulla necessità per una forza navale/anfibia sempre più integrata di essere meno tracciabile, diffusa, ma non per questo meno letale. Da qui il via anche ad una riflessione su un complemento di unità più piccole, con e senza equipaggio, da affiancare alle tradizionali unità anfibie e di supporto. A nostro avviso in questo complemento dovrebbe figurare pure un nuovo tipo di unità, che si potrebbe definire Nuova Unità Expeditionary (NUE), appositamente concepita per operare nei contesti A2/AD supportando le Littoral Raid Force (LRF), ovvero unità di basso livello ordinativo “miste” - SOF + fanteria di Marina. Noi immaginiamo queste unità con un dislocamento compreso tra le 5.000 e le 8.000 con un ponte di volo configurato principalmente per operare con droni e remote carrier di diverso tipo (remote carrier ISR, EW, strike, “suicidi”), missili controcarro a lungo raggio montati su affusti, pozzetto universale per missili sup-aria a corto-medio raggio (tipo CAMM ER, per esempio) e missili antinave, e lanciarazzi “in pack”. Per questi sistemi sarebbe fondamentale la possibilità di essere campalizzabili per lo sbarco e/o il dispiegamento in siti avanzati di opportunità per impiantare le “contro-bolle”. Le NUE dovrebbero infine operare con un nuovo tipo di mezzi veloci da inserzione, lanciabili da un piccolo bacino allagabile, e con RHIB “oceanici ospitabili sulle fiancate in baiette con chiusura stealth. Sui prossimi numeri di RID dettagli, approfondimenti e novità.

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anteprima logo RID Altri 14.000 soldati USA in Medio Oriente?

Gli USA starebbero pensando di incrementare la loro presenza militare nel Medio Oriente con altri 14.000 soldati. Le voci circa questa eventualità si stanno rincorrendo ormai da giorni, alla luce di tensioni con l’Iran sempre più forti, e trovano ulteriore alimento dagli ultimi episodi accaduti in questi giorni. Il primo è il sequestro da parte del caccia tipo ARLEIGH BURKE USS FORREST SHERMAN – sequestro confermato da un portavoce del Pentagono – di un carico di componenti per missili di sospetta origine iraniana a bordo di un’imbarcazione (sembra) diretta in Yemen. L’altro episodio è un attacco contro la base aerea irachena di Al Asad, il principale hub del dispositivo militare americano nel Paese, non rivendicato da nessun gruppo, e condotto con droni, anche se alcune fonti parlano di razzi. A ciò bisogna aggiungere un’intensificazione dell’attività ricognitiva nei confronti di obbiettivi americani nell’area da parte di droni operati dalle milizie filo-iraniane.

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anteprima logo RID Laser, iniziati i test dalla USS PORTLAND?

L’US Navy sembra abbia iniziato i test di un nuovo laser ad alta energia a bordo della LPD classe SAN ANTONIO, USS PORTLAND. Al momento non ci sono conferme ufficiali. Nella fattispecie si tratterebbe di un complesso con un laser ad alta energia da 150 Kw sviluppato da Northrop Grumman assieme all’Office of Navale Research nell’ambito del programma  Solid-State Laser Technology Maturation (SSL-TM). Quest’ultimo ha l’obbiettivo di far maturare la tecnologia per un laser con il quale ingaggiare essenzialmente sciami di droni e piccole imbarcazioni o barchini.

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anteprima logo RID Rivoluzionare l'artiglieria leggera

Nel secondo dopoguerra e per tutto il corso della Guerra Fredda, le artiglierie “da campagna” occidentali hanno subito un progressivo processo di standardizzazione attorno ad un calibro “leggero” da 105mm, uno “medio” da 155mm e due “pesanti” da 175mm e da 203mm. La fine della Guerra Fredda, e il progressivo miglioramento delle prestazioni balistiche dei cannoni da 105 e 155mm, determinarono dapprima la radiazione dei calibri maggiori, poi la nascita dell’idea di utilizzare un calibro “universale”, standardizzando tutta la componente artiglieria su pezzi da 155mm sensibilmente più leggeri dei loro predecessori (un M777 americano pesa oggi circa 4,2t a fronte delle 7,2t del precedente M198 o delle 7,8t dell’FH70). D’altronde era evidente che i pezzi da 105mm avevano ormai raggiunto l’apogeo del loro sviluppo e non avrebbero potuto consentire, a meno di imprevedibili rivoluzioni tecnologiche, ulteriori significativi miglioramenti di gittata utile ed efficacia, mentre i nuovi mortai pesanti da 120mm ne insidiavano ruoli e funzioni. Nella pratica, però, i pezzi di minor calibro si sono dimostrati molto più difficili da eliminare di quanto si fosse inizialmente pensato: per quanto alleggeriti, i “nuovi” 155mm erano comunque troppo pesanti, tanto in termini di pezzo quanto di logistica di supporto, per operare adeguatamente in appoggio ad unità di fanteria leggera sempre più focalizzate su prontezza di ridispiegamento e leggerezza del treno logistico. Si aggiunga poi che, per ottenere tale “alleggerimento”, si era dovuto fare amplissimo ricorso a leghe speciali e a specifici processi di produzione, comportando prezzi finali di acquisto decisamente elevati; il risultato è stato che, ad oggi, nella NATO, gli M777 sono in uso unicamente agli Eserciti di USA e Canada, che comunque continuano a mantenere in servizio anche bocche da fuoco da 105mm. In particolare negli USA, le esigenze di leggerezza e mobilità restano sentite al punto da spingere alla realizzazione dell’Hawkeye, un autocannone 4x4 da 105mm (su chassis HMMWV e basato su un pezzo alleggerito e a basso rinculo) che, operato da soli 3 serventi (2 in emergenza), promette di rivoluzionare le capacità di trasporto e assalto aereo (elitrasportare un M119A3 e il suo HMMWV di traino richiede infatti due CH47, mentre l’Hawkeye è sufficientemente leggero per essere elitrasportato da un singolo velivolo).

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anteprima logo RID FCAS, sul motore si cambia

Dopo una battaglia durata quasi un anno, che ha visto in prima fila il Bundestag chiedere con forza un riequilibrio del programma, Safran e MTU Aero Engines hanno trovato un accordo sul propulsore che equipaggerà il futuro caccia pilotato del sistema di combattimento aereo FCAS. L’accordo prevede una formula di compromesso secondo la quale Safran sarà prime contractor della Fase 1 A riguardante una “prima tranche” di ricerca e sviluppo, mentre entro il 2021 verrà costituita una joint venture paritaria tra le 2 società che sarà responsabile per sviluppo, produzione e supporto post-vendita. Ricordiamo che inizialmente gli accordi prevedevano che Safran/Snecma fosse responsabile per il design e l’integrazione del motore ed MTU Aero Engines per la parte MRO (Maintenace Repair Operations).

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anteprima logo RID Il Vertice NATO di Londra

E’ ufficialmente partito oggi il Vertice NATO di Londra che giunge al termine di un anno nel quale l’Alleanza celebra il suo 70° anno di esistenza. Si tratta di un appuntamento molto delicato che vede da un lato l’emergere di nuove tensioni tra alleati e, dall’altro, il consolidamento di uno scenario sempre più imprevedibile e volatile. Tra i temi in discussione, meritano particolare menzione il burden sharing, ma anche la Cina. Per quanto riguarda il primo tema, la spinta dell’Amministrazione Trump sta portando i primi risultati se è vero, come sottolineato dal Segretario Generale Jens Stoltenberg, che gli alleati europei ed il Canada hanno aumentato nel 2019 le loro spese militari del 4,6%, quinto anno consecutivo di incremento, con una crescita complessiva di 130 miliardi di dollari, avendo come riferimento il quinquennio 2016-2020, mentre sempre quest’anno sono 9 i membri dell'Alleanza che hanno raggiunto la fatidica soglia del 2% di spese per la Difesa sul PIL. La Cina, invece, entra di prepotenza nell’agenda del Vertice, chiaramente su pressione americana, ma anche perché ormai si fa largo la consapevolezza pure tra i partner europei che con il tempo Pechino diventerà anche per il Vecchio Continente un concorrente, tanto economico quanto militare. Gli altri temi in agenda, non meno importanti, riguardano la dichiarazione ufficiale dello Spazio come nuovo dominio operativo - al pari di terra, cielo, mare e cyber-spazio – il controllo degli armamenti, dopo la fine del Trattato INF, l’ulteriore potenziamento della prontezza delle forze dell'Alleanza e l’aggiornamento del piano di azione contro il terrorismo. Sullo sfondo, come si accennava in apertura, si stagliano le tensioni tra alleati dovute alle spinte unilateraliste in campo commerciale dell'Amministrazione TRUMP, al ruolo sempre più ambiguo della Turchia dentro l'Alleanza, in particolare alla luce delle recenti operazioni militari di Ankara contro i Curdi dell’YPG nel Nordest siriano, ma anche agli strascichi delle dichiarazioni di un Macron – che aveva sancito la “morte cerebrale” della NATO – sempre più desideroso di imprimere il sigillo dell’Eliseo sul processo d’integrazione della difesa europea.

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anteprima logo RID Un caccia bimotore per la Marina Indiana

Non c’è pace per il TEJAS: il tribolato caccia nazionale indiano, noto più per il tortuoso ed interminabile sviluppo che per le sue prestazioni, subisce un altro smacco. La Marina Indiana lo ha infatti definitivamente bocciato, chiedendo al DRDO lo sviluppo di un design bimotore per l’uso sulle portaerei. La versione navalizzata del TEJAS proprio quest’anno aveva finalmente completato una serie di agganci al cavo d’arresto a terra, presso la pista di prova di Goa, ma la Marina ha non solo riconfermato la sua opposizione all’adozione del velivolo nella forma attuale, ma anche nella forma evoluta che era stata rivelata nel febbraio scorso. Ricordiamo infatti che all’inizio di quest’anno è stato rivelato il design del TEJAS MK2, ovvero la futura evoluzione del caccia indiano, che dovrebbe finalmente avere le prestazioni necessarie a soddisfare le esigenze delle FA di Nuova Delhi. Il MK2 “terrestre” è un velivolo ingrandito, con una fusoliera irrobustita e migliorata, dotato di superfici Canard e con il motore F404 rimpiazzato dal più potente F414: diverso abbastanza da non essere più conosciuto come Light Combat Aircraft ma come Medium Weight Fighter. Ulteriori e ancor più ampie modifiche erano proposte per correggere i difetti della variante navale: nei disegni visti in febbraio, il MK2 navale sfoggiava ali ridisegnate e più grandi, superfici orizzontali di controllo aggiunte alla coda e prese d’aria per i motori riprogettate. Anche questa proposta però non ha evidentemente rassicurato la Marina, che ora vuole uno sviluppo ulteriore del design verso una formula bimotore. Con rimarchevole ottimismo, si prevede il primo volo di questo nuovo velivolo nel 2026. Dovrebbe trattarsi di un velivolo pensato per operare, come i Mig-29K già in forza alla Marina, dalle attuali portaerei STOBAR (Short Take Off, But Arrested Recovery). A lungo termine il nuovo velivolo potrebbe rimpiazzare proprio i Mig-29K. In parallelo, la Marina Indiana continua comunque a puntare all’acquisizione di nuove portaerei più grandi ed equipaggiate con catapulte oltre ai cavi d’arresto. Per queste nuove navi è già aperta una gara (ad oggi sostanzialmente a 2 fra Dassault RAFALE e Boeing SUPER HORNET) per l’acquisizione in futuro di 57 caccia.

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anteprima logo RID La Spagna sceglie il PC-21

L’Ejercito del Aire ha scelto il turboelica svizzero Pilatus PC-21 (denominato E.27 dagli spagnoli) come sostituto dell’addestratore intermedio C-101 AVIOJET. 

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anteprima logo RID Nascono i Leonardo Labs

In occasione dell’Innovation Award, il cui appuntamento si è svolto oggi a Genova nella splendida cornice del Porto Antico, Leonardo ha lanciato i Leonardo Labs, gli incubatori tecnologici al centro della nuova road map per la ricerca e l’innovazione. Sviluppare progressivamente il know how tecnologico e di prodotto in un contesto internazionale sempre più competitivo, potenziando la ricerca e mettendola a fattor comune di tutte le strutture di business aziendali. È l’obiettivo dei Leonardo Labs,, presentata a Genova in occasione del Leonardo Innovation Award 2019. La road map punta al potenziamento della ricerca tecnologica aziendale anche attraverso il coinvolgimento di un network di competenze esterne nell’ottica dell’open innovation, all’accelerazione dei processi di digitalizzazione e allo sviluppo di tecnologie abilitanti come driver per competere in maniera efficace sui mercati internazionali. Nei nuovi laboratori è previsto, nei prossimi 5 anni, un importante inserimento di giovani ricercatori esterni di provenienza internazionale, focalizzati su attività ben definite e sotto la supervisione di esperti e ricercatori interni. Un’opportunità per attirare talenti anche dall’estero. Nascerà dunque una comunità interdisciplinare per lo sviluppo di tecnologie e prodotti del futuro. Tra le principali aree di ricerca già definite figurano i Big Data, il calcolo ad alte prestazioni e la simulazione, l’Intelligenza Artificiale e i sistemi autonomi (unmanned), le tecnologie quantistiche e la crittografia, la mobilità elettrica, i materiali e le strutture. Da un punto di vista organizzativo, i Leonardo Labs saranno strutture di ricerca centrali incaricate di lavorare su programmi di frontiera nel medio-lungo periodo, trasversali alle aree di business aziendali, r di studiare tecnologie altamente innovative anticipando le richieste del mercato. Queste nuove strutture sorgeranno in prossimità dei principali siti industriali di Leonardo in Italia con l’obiettivo di facilitare il trasferimento tecnologico e di massimizzare i benefici per i territori di riferimento, consolidando anche la collaborazione con le istituzioni locali. L’area di Genova, tra le sedi dei Leonardo Labs, ospiterà, in particolare, uno dei più potenti calcolatori esistenti che rafforzerà significativamente le capacità dell’azienda e nazionali nel super-calcolo, nei big data e nei sistemi autonomi e intelligenti.

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anteprima logo RID Iveco DV, contratto con l’Olanda per 918 12kN

Dopo l’annuncio dello scorso mese di settembre, Iveco DV ha firmato un contratto con il Ministero della Difesa olandese per la fornitura di un primo lotto di 918 veicoli tattici MTV (Medium Tactical Vehicle) in variante protetta. L’MTV è un 4x4 di nuova concezione nella categoria delle 12 t e che come tale va a collocarsi nel portafoglio di Iveco DV tra il VTLM e il VTMM. Tutti i dettagli su RID 1/2

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anteprima logo RID CAMM ER, completati i primi test

MBDA Italia ha completato una prima fase di test del nuovo missile sup-aria CAMM ER. La campagna ha avuto esito positivo confermando le performance dell’ordigno nel suo inviluppo. Il CAMM ER è l’ordigno che farà da base al sistema EMADS per Aeronautica ed Esercito, che sono le 2 FA che al momento hanno selezionato il sistema, con i quali rimpiazzerà a partire dal 2021 le linee a base ASPIDE dei sistemi SPADA e SKYGUARD. Pure la Marina ha un interesse per il CAMM ER che potrebbe equipaggiare, nell’ambito del sistema ALBATROS NG, i PPA L e le future European Patrol Corvette. Ulteriori dettagli su RID 1/20.

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anteprima logo RID Guerini, intesa Fincantieri-Naval Group è un'opportunità per Italia e Francia

L'alleanza fra Fincantieri e Naval Group costituisce per l'Italia e la Francia un'opportunità per guidare, nel settore navale, il processo d'integrazione dell'industria della difesa europea. Lo ha detto il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel seguito dell’audizione parlamentare sulle linee programmatiche del Ministero. "Più di 2 anni fa i Governi francese e italiano si sono preposti di costruire un'industria navale più efficiente e di sostenere le iniziative per una più profonda cooperazione militare fra i 2 Paesi e per il miglioramento del settore cantieristico internazionale. In questo spirito sono state studiate le modalità di un'alleanza progressiva, ambiziosa ed equilibrata nella consapevolezza che riunire i punti di forza italiani e francesi avrebbe consentito l'istituzione di un leader globale, in grado di ambire a diventare il più grande esportatore internazionale nei mercati civili e militari", ha spiegato il Ministro che ha poi proseguito: "il progetto ha trovato la concreta applicazione con l'avvio lo scorso giugno di una joint venture fra Fincantieri e Naval Group, mentre l'acquisizione dell'ex Stx France, ora Chantiers de l'Atlantique, è attualmente al vaglio dell'Unione Europea". Al momento, ha infine concluso Guerini, "sono stati individuati interessi comuni per progetti cofinanziati e per programmi che si innestano anche nella PESCO. Entrambe le tipologie di iniziativa costituiscono un catalizzatore in grado di aggregare altri partner europei e possono concretamente intercettare i fondi già stanziati per la difesa europea".

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