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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Il Ministro Guerini a Roma ha incontrato il Ministro delle Forze Armate della Repubblica francese Parly

L'incontro bilaterale tra i Ministri della Difesa di Italia e Francia si è svolto alla vigilia della stipula dell'accordo di cooperazione bilaterale rafforzata tra Italia e Francia, il Trattato del Quirinale, che sarà sottoscritto venerdì 26 novembre

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anteprima logo RID Cina e Russia realizzeranno insieme un nuovo elicottero pesante

Il Presidente della Russian Helicopters, Andrei Boginsky, ha annunciato che Cina e Russia hanno firmato, dopo negoziati condotti per circa un decennio, un contratto per sviluppare congiuntamente un nuovo elicottero da trasporto pesante. La macchina verrà principalmente sviluppata dalla Cina che, con l’Aviation Industry Corp of China (AVIC), curerà la progettazione, le prove tecniche, la realizzazione dei prototipi, la certificazione, la produzione di serie e la commercializzazione. La Russian Helicopters si occuperà, invece, sempre su dichiarazione di Boginsky, della trasmissione, l’elemento in assoluto più critico e delicato, assieme al motore, su un elicottero, che sarà una versione migliorata di quella impiegata sul Mi-26, il rotore di coda ed il sistema anti-ghiaccio. L'elicottero, definito al momento AC-332 AHL (Advance Heavy Lift), avrà un peso massimo al decollo di 38,2 t con una massima quota operativa di 5.700 metri. Secondo quanto riportato, sarà in grado di volare fino ad una distanza massima di 630 km senza fare rifornimento, raggiungere una velocità massima di 300 Km/h e trasportare fino a 10 t di carico (15 t se posizionate su un'imbracatura esterna). Con tali caratteristiche, il peso dichiarato del velivolo è stimato a 84.200 libbre (circa 38 t, come naticipato sopra), con una capacità di carico di 60 passeggeri. Boginsky ha inoltre affermato che 10 centri di manutenzione e assistenza sono in fase di creazione e modernizzazione, in Russia come all’estero. La creazione di uno accordo di sviluppo bilaterale tra le 2 nazioni arriva sulla scia della notizia secondo la quale Cina starebbe valutando la possibilità di acquistare 3 dozzine di elicotteri navali russi Kamov Ka-52K per operare dalle sue navi d'assalto anfibie Type 075.

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anteprima logo RID Un F-35B in azione sulla portaerei CAVOUR. Grandi manovre joint nel Mediterraneo

Per la prima volta un F-35B dell’Aeronautica Militare ha appontato e decollato dalla portaerei della Marina Militare CAVOUR. L’attività si è svolta nell’ambito di un’esercitazione che ha coinvolto la portaerei italiana e la britannica QUEEN ELIZABETH, e i loro gruppi aerei imbarcati, e che si è svolta in questi giorni nel Mediterraneo Centrale. Significativo che all’attività abbiano presenziato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore dell’AM, Gen. Luca Goretti, e il Capo di Stato Maggiore della MM, Amm. Enrico Credendino. Nel corso delle manovre 2 F-35B italiani sono appontati anche sulla QUEEN ELIZABETH e contestualmente 2 F-35B dello US Marine Corps, imbarcati sulla nave inglese, sono appontati sulla portaerei italiana CAVOUR. Inoltre, gli F-35B decollati dalle 2 portaerei hanno svolto un’impegnativa missione di combattimento aereo. Oltre al successo delle attività congiunte svolte dai velivoli di Marina e Aeronautica a bordo di nave CAVOUR, l'interazione con il gruppo portaerei britannico ha consentito di testare con successo le procedure tecnico-operative congiunte mirate al raggiungimento della piena interoperabilità tra le 2 Marine. Nel complesso si è trattato di un evento molto importante pure nell’ottica della capitalizzazione del bacino F-35B italiano – che a regime sarà composto da 15 aerei della MM ed altrettanti dell’AM – e del suo impiego da portaerei secondo una logica expeditionary e di forward basing da “piste corte mobili”. L’auspicio, adesso, è che il prossimo passo sia la completa carrier qualification dei piloti F-35B dell’AM per operazioni da portaerei ed un loro utilizzo durante i dispiegamenti navali italiani. A tal proposito ricordiamo inoltre che, oltre al CAVOUR, anche nave TRIESTE è dotata di skijump e di un pinte di volo “trattato” per permettere appontaggi, decolli e riarmo/rifornimento degli F-35B (seppur la navi manchi ancora delle dotazioni logistiche e di software per gestire una campagna aerea di un distaccamento di tali velivoli).

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anteprima logo RID Gli F-16V di Taiwan sono operativi

Il 18 novembre, con una cerimonia svoltasi alla presenza del Presidente Tsai Ing Wen, l'Aeronautica di Taiwan (ROCAF) ha dichiarato pienamente operativi gli F-16V del 4th Tactical Fighter Wing, presso la base aerea di Chiayi. Si tratta dei primi F-16 interessati dal grande programma denominato Phoenix Rising Project, dal valore stimato di 4 miliardi di dollari, lanciato nel 2016 dal Ministero della Difesa di Taiwan al fine di aggiornare la flotta di F-16. Al momento, secondo i rapporti, sono stati ammodernati 64 caccia su un totale di 141, dalla variante A/B a quella V. Inizialmente la ROCAF doveva ricevere 144 caccia aggiornati, la flotta originariamente era composta da 150 velivoli forniti dagli Stati Uniti negli anni ‘90, ma successivamente questo numero è stato ridotto a 141 a causa della troppa usura di 3 velivoli. Il completamento del lavoro, per il processo di aggiornamento dei caccia è previsto per il 2023.

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anteprima logo RID NATO Industry Forum 2021

Difesa, industria e decisori politici: nella «tre giorni» italiana un momento di confronto in vista delle nuove strategie da approvare al vertice NATO di Madrid. A Roma il NATO Industry Forum 2021, a Pratica di Mare e su Nave Cavour a Civitavecchia l’esposizione dei sistemi d’arma «Occorre che il rapporto tra le Forze armate e l’industria evolva verso una sinergia tra tutte le componenti interessate, tenendo conto delle prioritarie esigenze di sviluppo capacitivo dello strumento militare e degli obiettivi di innovazione tecnologica e di competitività dell’intero paese», così si è espresso il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, attuale Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti. Egli lo ha fatto all’apertura della giornata dell’esposizione di mezzi ed equipaggiamenti prodotti dall’industria italiana del settore Diifesa. L’evento, che ha costituito la naturale prosecuzione della due giorni di lavori del Nato Industry Forum 2021 (NIF21), ha avuto luogo il 19 novembre scorso in 2 diverse sedi: la prima parte, in modalità statica, all’interno della base dell’Aeronautica Militare italiana di Pratica di Mare, dove sono stati collocati sistemi d’arma in dotazione alle forze terrestri e aeree dello strumento militare nazionale; la seconda, invece, a bordo della portaerei CAVOUR, nave ammiraglia della squadra navale della Marina e fiore all’occhiello della cantieristica italiana, per l’occasione ormeggiata al porto di Civitavecchia. Concepito su input della Rappresentanza italiana presso il Comitato Atlantico, l’evento è stato organizzato da Segredifesa assieme all’associazione delle imprese italiane per l’aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD), l’associazione per i servizi, le applicazioni e le tecnologie Ict per lo spazio (ASAS) e quella delle imprese per le attività spaziali (AIPAS). La giornata è seguita all’articolato momento di confronto costituito dal NIF21, che in occasione della sua VII edizione per la prima volta si è svolto in Italia nei 2 giorni precedenti, il 17 e il 18 novembre. Si può affermare che essa è stata una vera e propria vetrina delle eccellenze italiane nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell’industrializzazione nel campo della Difesa. A essa hanno tra gli altri preso parte, l’Ambasciatore Francesco Maria Talò (rappresentante permanente italiano presso il North Atlantic Council) e l’Onorevole Guido Crosetto (attuale presidente dell’AIAD), oltre a un nutrito gruppo di rappresentanti dell’industria e di attaché militari dei Paesi membri della NATO. Consistente la partecipazione delle imprese, più di 30, tra le quali Aerea, Leonardo, CIO, Elettronica, MBDA, Telespazio, Amazon Web Services EMEA, Thales Alenia Space, Beretta, Goriziane Engineering & ConstructionMAGroup, Rheinmetall, Telsy, Cubic e numerose altre. Per quanto concerne invece il NIF21 – evento che ha avuto invece luogo presso il Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, del quale la RID fornirà nel prossimo numero un dettagliato resoconto unitamente a un’intervista esclusiva con il Generale Paolo Ruggiero, Deputy Supreme Allied Commander Transformation – va rilevato che si è trattato di un importante momento di confronto tra l’universo dei decisori politici, quello dei militari e l’industria della Difesa, nel corso del quale sono state analizzate e discusse le nuove sfide lanciate negli scenari di oggi, per affrontare le quali risultano indefettibili nuove e appropriate strategie. Il fondamentale ruolo svolto dalla ricerca e dall’industria alla luce delle sopravvenute modalità del confronto su scala globale, sia esso con avversari «sistemici» che con attori «non statuali», quali le organizzazioni e i gruppi terroristici o i sodalizi criminali di natura transnazionale, hanno condotto alla cessazione della validità di non pochi paradigmi tradizionali. Si impone dunque la necessità di pianificare le difese con riferimento a un contesto che ormai da tempo si caratterizza per il multidominio su scala regionale e globale, poiché l’attuale dimensione conflittuale è allo stesso tempo fisica, virtuale e cognitiva. L’interrogativo da porsi è allora quello su che cosa davvero sia una minaccia alla sicurezza nazionale di un Paese, concetto rispetto al quale, sovente, le opinioni pubbliche non sono in possesso di una precisa cognizione. E questo soprattutto in fasi storiche come quella attuale, caratterizzate per la loro proteiformità, appunto laddove tutto muta e molto in fretta, inclusi i parametri relativi ai conflitti che, ancora fino a poco tempo fa, mantenevano la loro validità. Allo specifico riguardo, sottolineando il «fondamentale ruolo svolto dalla ricerca e dall’industria alla luce di queste sfide», il Generale Ruggiero ha rilevato come il NATO Industry Forum costituisca «un fondamentale momento di confronto, approfondimento e analisi che vede protagonisti tre attori chiave: il livello politico dell’Alleanza, quello militare e quello dell’industria, non esclusivamente del comparto Difesa, perché anche altre componenti contribuiscono allo sviluppo capacitivo di assetti nell’ambito delle aree di interesse della NATO». Ad avviso del Generale Portolano, anch’egli intervenuto al NIF21, si rende comunque necessario «un set-up nella cooperazione tra ricerca e industria che coinvolga anche le piccole e medie imprese, questo nel quadro della contribuzione allo sviluppo del nuovo concetto strategico dell’Alleanza».

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anteprima logo RID Fusaro, il centro d’eccellenza di MBDA per i seeker

Durante un press tour organizzato da MBDA Italia, RID ha avuto la possibilità di approfondire le attività svolte presso il sito del Fusaro, in provincia di Napoli.

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anteprima logo RID L'S-500 in azione

Ecco un test del sistema missilistico antiaereo russo S-500 sup-aria. Il sistema è progettato per neutralizzare missili balistici, ipersonici e anche possibili satelliti in orbita bassa.

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anteprima logo RID IRON FIST, sentinella dei veicoli corazzati

L’IRON FIST è un sistema di protezione attiva (APS) israeliano, che offre una copertura di 360º. Il funzionamento è molto semplice: rileva la minaccia in arrivo e successivamente la neutralizza lanciando un piccolo missile. Il sistema è in prova anche sul nostro VBM FRECCIA.

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anteprima logo RID Parte la quarta ondata di progetti PESCO

Oltre a dare il via alla fase finale del percorso di approvazione della Bussola Strategica con la nuova forza di intervento rapido da 5.000 uomini – la cui approvazione definitiva è prevista a marzo – il Consiglio Europeo ha approvato la quarta “ondata” di progetti PESCO. Si tratta di 14 nuovi progetti che vanno ad aggiungersi agli altri per un totale di 60 progetti: una cifra enorme che rende l’idea di un calderone in cui c’è veramente di tutto, troppo. Tanto è vero che a fronte di pochissimi progetti – uno per tutti l’EUROMALE - che si sono effettivamente già concretizzati – anche grazie ai fondi dell’EDF (European Defence Fund) – ce ne sono molti altri che sono tuttora lettera morta. Di questi 14 nuovi progetti, 2 sono coordinati dall’Italia, che partecipa ad altri 3. Tra i progetti più interessanti, segnaliamo: il Medium size Semi-Autonomous Surface Vehicle (M-SASV), per una nuova unità di superficie semi-autonoma di medie dimensioni per compiti ISR, ASW, AsuW, ecc.; l’Essential Elements of European Escort (4E), per lo sviluppo di sistemi e apparati per le future unità di superficie da combattimento (Italia partecipante); il Next Generation Small RPAS (NGSR), per UAV tattici di nuova generazione per impiego a supporto di formazioni terrestri e per impiego da navi; il Rotorcraft Docking Station for Drones, per lo sviluppo di un nuovo sistema per consentire il lancio ed il recupero di micro-droni da elicotteri (Italia Paese guida); il Future Medium-size Tactical Cargo (FMTC) per un nuovo velivolo da trasporto tattico complementare all’A-400M; il Defence of Space Assets (DoSA), per il rafforzamento della “resilienza” delle risorse spaziali (Italia partecipante); lo Small Scalable Weapons (SSW), per lo sviluppo di una nuova famiglia di munizionamento low cost, capace di produrre effetti scalabili e dotato anche di capacità circuitante, per equipaggiare piattaforme aeree pilotate e non, e pure elicotteri, ed ingaggiare bersagli terrestri in movimento: personale e veicoli leggermente protetti (Italia Paese guida).

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anteprima logo RID Inizia la costruzione dei prototipi del SU-75 CHECKMATE

Il nuovo caccia russo SU-75 CHECKMATE è stato presentato al Dubai Airshow, nella cui cornice Yuri Slyusar, Direttore Generale di UAC (United Aircraft Corporation), ha comunicato l’inizio della produzione dei prototipi del velivolo nell’impianto a Komsomolsk sull’Amur. Sempre in questo contesto, l’Agenzia TASS ha riferito che Rostec e il Ministero della Difesa Russo hanno discusso del caccia, al fine di fornire il velivolo all'Aeronautica Russa: questo rappresenta il primo segnale di interesse da parte della stessa Aeronautica riguardo il SU-75, che è stato prevalentemente pensato come un prodotto volto all’esportazione. Tale interesse è rivolto soprattutto alla variante non pilotata del caccia. Infatti, la scorsa settimana, l’agenzia TASS ha presentato un rendering digitale del CHECKMATE senza equipaggio. Tra i Paesi interessati al CHECKMATE ci sono anche gli Emirati Arabi Uniti (EAU), anche se quest’ultimi, com’è noto, hanno la fornitura dell’F-35 già approvata dal Dipartimento di Stato, ma ostacolata dall’opposizione in ambiente congressuale. Ragion per cui gli EAU potrebbero utilizzare l’interesse verso il caccia russo come mezzo di pressione nei confronti degli Stati Uniti. Invece, un altro potenziale cliente del SU-75 potrebbe essere la Turchia. Infatti, sempre al Dubai Airshow, è stato mostrato un video promozionale del CHECKMATE, in cui a un certo punto si vede il caccia russo sorvolare uno schieramento di F-16 e F-4, e ciò potrebbe stare a sottolineare l’interesse turco, nonostante la Turchia abbia in progetto di costruire un caccia di quinta generazione di produzione nazionale.

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Italia e Slovenia hanno sottoscritto un accordo Government to Government (G2G) mediante il quale la Slovenia acquisirà un cargo da trasporto tattico Leonardo C-27J. L’Italia fornirà alla Slovenia anche la manutenzione e l’addestramento degli equipaggi di volo. L’accordo G2G - il primo di sempre per l’Italia - è stato siglato dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e dalla sua controparte slovena , Matej Tonin. La cooperazione governativa con la Slovenia giunge alla fine di un lungo iter condotto dal Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (SEGREDIFESA), che ha portato alla stesura di un Accordo di Attuazione, che tiene conto degli aspetti operativi, tecnici, logistici, addestrativi, legali e amministrativi e che ha costituito la base necessaria per la definizione della struttura contrattuale.

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anteprima logo RID Fincantieri e il Cantiere Navale Vittoria forniranno la nuova UAM alla Guardia Costiera

Il 15 novembre scorso è stato firmato, a Roma nella sede del Comando Generale delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, il contratto per la progettazione e la costruzione della nuova Unità d’Altura Multiruolo (UAM). La firma è avvenuta tra il Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone, e l’Amministratore Delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, quest’ultimo in rappresentanza delle 2 società coinvolte e cioè la stessa Fincantieri e il Cantiere Navale Vittoria: le 2 società infatti opereranno congiuntamente attraverso un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI). L’ordine, che conclude la procedura di gara di appalto ed ha un valore di circa 80 milioni di euro, prevede la costruzione di un’Unità d’Altura Multiruolo (più 5 anni di supporto), oltre a prevedere anche un’opzione per ulteriori 2 unità. Il progetto coniuga le esigenze operative della Guardia Costiera con l’esperienza maturata con le precedenti DATTILO e DICIOTTI (consegnate da Fincantieri nel 2013 e 2014). L’unità navale, lunga 85 m, sarà caratterizzata da un’eccellente tenuta del mare nonché da un’elevata manovrabilità, garantita da un sistema di propulsione elettrico di tipo azimutale (2 azipod) coadiuvato da 2 eliche di manovra prodiere. LA UAM sarà un’unità ampiamente multiruolo grazie alla presenza di un ampio ponte di lavoro con gru off-shore (dotato di una rampa di imbarco per veicoli ruotati), associata ad un ponte di volo per l’impiego di elicotteri e ad una serie di rescue zone (dotate di RHIB), più svariati sistemi antinquinamento e una zona ospedale. La nuova Unità d’Altura Multiruolo, grazie alle sue peculiari caratteristiche, potrà infatti operare nell’assolvimento delle diverse mission affidate alla Guardia Costiera: dal soccorso in mare alla sicurezza della navigazione, dalla tutela dell’ambiente marino a quella delle risorse ittiche, fino ad arrivare all’impiego nell’ambito della protezione civile. L’unità navale potrà essere impiegata in missioni d’altura a lungo raggio, con un’autonomia logistica di almeno 20 giorni (superiore a 4.800 miglia) nelle quali potrà assumere, grazie alle tecnologie e ad avanzati sistemi di comunicazione e scoperta presenti a bordo, anche il ruolo di Comando e Controllo per il coordinamento di mezzi aeronavali.

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