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anteprima logo RID Ucraina, le forze di Kiev contrattaccano verso Kherson, ma i Russi prendono Izyum

Giornata importate in Ucraina, soprattutto sui fronti meridionale ed orientale. Le notizie sono frammentarie – e le propagande incrociate “mordono” forte – ma siamo comunque in grado di fare un quadro. A sud, le forze ucraine hanno alleggerito la pressione su Mykolaiv ed hanno contrattaccato con successo in profondità verso Kherson, favorite anche da un ristorno di forze russe verso Mariupol e supportate da elementi della 28ª Brigata dell’Esercito provenienti da Odessa. Nei fatti, si tratta del primo vero contrattacco degli Ucraini dall’inizio della guerra: un fatto che, ancora una volta, dimostra l’insufficienza delle forze russe e dei loro limiti a livello di ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance). Restando sempre nel sud, a Mariupol si combatte ferocemente casa per casa. La sacca cittadina sotto controllo ucraino si riduce poco a poco, mentre le forze russe e le milizie separatiste della Repubblica di Donetsk, appoggiate da unità di fanteria leggera cecena, stanno provando a dividere in 2 i difensori. Nel Donbass, le forze russe avrebbero, dopo una giorni di durissima battaglia, catturato la città di Izyum. Nostre fonti locali ci confermano la notizia. Adesso bisognerà capire se i Russi saranno in grado di consolidare questa conquista. Se ci riuscissero potrebbero minacciare alle spalle le forze ucraine dispiegate nel settore di Sloviansk e Kramatorsk, tagliandole praticamente fuori. Ieri i Russi sono entrati anche a Rubizhne, sempre nel Donbass, stringendo ancor di più la morsa su il grosso centro di Sievierodonetsk.

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anteprima logo RID Nasce il primo progetto di UAV Aggressor: il BANDIT

L’Air Force Research Laboratory (AFRL) Aerospace Systems Directorate dell’USAF ha assegnato un contratto definito di Small Business Innovation Research alla Blue Force Technologies per lo sviluppo di un veicolo aereo senza pilota da combattimento (UCAV) che supporti le missioni di addestramento al combattimento aereo (ADAIR).

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anteprima logo Marina Italiana NAVE THAON DI REVEL INIZIA LA VITA OPERATIVA

Consegnata oggi alla Marina Militare presso il cantiere navale di Fincantieri al Muggiano (SP) la prima unità navale di questa classe.

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anteprima logo RID Esercito, circolare interna e warfighting

Ormai da qualche giorno si parla di una circolare ad uso interno dell’Esercito Italiano: documento pubblicato, ripreso e commentato dalle più svariate testate giornalistiche (quotidiani, web, tv, radio). Si tratta di una circolare che tocca 4 elementi chiave dell’EI (personale, addestramento, impiego e sistemi d’arma) con l’obiettivo sostanziale di incrementare l’efficienza delle unità operative ad elevata prontezza dell’EI. Data la situazione internazionale, ed in particolare per le fortissime tensioni in atto tra NATO e Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina, lo Stato Maggiore dell’EI mette nero su bianco una serie di interventi volti ad incrementare l’efficienza e le capacità delle proprie unità operative. Tra le altre cose la circolare richiede ai reparti di addestrarsi esclusivamente al warfighting, cioè sostanzialmente alla guerra convenzionale, concentrandosi sulle principali missioni istituzionali della Difesa, le cosiddette 1a e 2a missione. Si tratta della difesa del nostro Paese e di quella dell’area euro-atlantica (cioè NATO nell’ambito dell’Art. 5). Sostanzialmente nulla di nuovo o di strano, data la situazione di tensione internazionale ed il fatto che le FA devono mantenersi pronte per ogni evenienza. Strane, invece, sono state certe reazioni politiche scomposte e assolutamente fuori luogo. I vertici militari dovrebbero essere censurati se la preparazione al combattimento o l’efficienza dei mezzi non risultassero idonei (vedi per esempio il caso della Germania nel 2018): in Italia, invece, sembra che la situazione sia opposta. Pare che le nostre Forze Armate debbano occuparsi solo di STRADE SICURE e di Protezione Civile, attività molto importanti, sia chiaro, ma si tratta pur sempre di missioni “ancillari” (e infatti la circolare prevede che tali attività ottengano il benestare dello SME); il “core” dello strumento militare resta sempre un altro, ovvero fare la guerra. Tornando infine alla circolare, ci siano concesse pure alcune osservazioni tecniche finali sui reparti e sui sistemi d’arma. Il documento pone infatti l’accento sull’artiglieria. Un accento a nostro avviso più che giusto, per una serie di ragioni. Innanzitutto, a giudicare da quanto sta emergendo dal conflitto in Ucraina, l’artiglieria sembra tornata di grande attualità, con un massiccio utilizzo da ambo le parti. Secondariamente l’Esercito Italiano dispone del semovente PzH-2000 (70 esemplari), concepito dal consorzio tedesco Krauss Maffei Wegmann (gruppo KNDS) e Rheinmetall e realizzato su licenza (68 dei 70 esemplari) da Leonardo (allora Oto Melara). Su tratta, probabilmente, di uno dei migliori semoventi d’artiglieria da 155 mm (155/52 mm) al mondo. Se viene associato poi al munizionamento guidato a gittata accresciuta VULCANO di Leonardo (munizionamento in fase di approvvigionamento e destinato a tutte le bocche da fuoco da 155 mm dell’EI) il binomio che ne scaturisce lo rende, senza alcun dubbio, il miglior sistema d’arma della categoria. Ha infatti una cadenza di tiro, una gittata ed una precisione senza pari: il suo unico limite è, forse, l’elevato peso della piattaforma (ma, si sa, ogni sistema d’arma è frutto di compromessi). Fatte queste osservazioni si capisce bene perché lo Stato Maggiore dell’Esercito concentra la sua attenzione sull’artiglieria in generale (anche i pezzi trainati FH-70 dovrebbero ricevere a breve il VULCANO) e su quella semovente in particolare.

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anteprima logo RID Ucraina, gli ultimi sviluppi

É da ieri notte che si susseguono voci circa un tentativo di colpo di stato nei confronti del Presidente Lukashenko, considerate le informazioni, che circolano da tempo, relative a una profonda spaccatura nelle Forze Armate di quel Paese, generatasi a causa di una larvata opposizione verso l’appoggio di vario tipo fornito dalla Bielorussia alle operazioni russe in Ucraina. Al momento, però, non si è verificato nulla del genere. Altri hanno parlato invece di false flag attuate dai Russi, forse in complicità con lo stesso establishment di Minsk, mirate a generare il casus belli con cui giustificare un eventuale ingresso in campo delle Forze Armate bielorusse. Qualora quest’ultima ipotesi sia vera, e l’effetto desiderato si... avveri, sarà da vedere se truppe bielorusse apriranno un altro fronte, con conseguenze potenzialmente devastanti per gli Ucraini, nella Volinia (sui cui confini i sono verificati, effettivamente, voli sempre più costanti di UAV ORLAN-10), oppure se saranno mandate di rincalzo nelle operazioni che i Russi stanno effettuando su Kiev. Sulla Capitale, nella giornata di ieri, furiosi combattimenti si sono avuti sia a est che a ovest. L’area di Brovary, ad est, avrebbe visto il consolidamento delle posizioni russe nei sobborghi di Bohdanivka e Velyka Dymerka, mentre ad ovest sono tuttora contese quanto meno Irpin e Vorzel. A Irpin sembra che un’aliquota di paracadutisti sia riuscita ad attraversare l’omonimo fiume per stabilire una testa di ponte. La notizia, tuttavia, è da confermare. Chernihiv, Kharkiv e Sumy hanno visto le operazioni offensive terrestri russe praticamente fermarsi: la principale preoccupazione delle truppe di Mosca sembra adesso l’approntamento di concentrazioni logistiche e di appoggio sia avanzate sia nelle retrovie. Di certo i bombardamenti contro queste città continuano senza sosta, ed è in questo quadro che è da inquadrarsi la strage avvenuta ieri a Chernihiv, con la morte di 10 residenti per via di un ordigno che ha centrato una fila di persone davanti a un forno per la distribuzione del pane. La situazione di Cernihiv probabilmente è la più complicata perché la città è ormai tagliata fuori. Molto più “dinamica” la situazione nelle aree a est del Paese localizzate di fronte alle repubbliche separatiste del Donbass. Severodonetsk, benchè ancora “protetta” da una rete di più piccoli insediamenti su cui ancora si combatte (a Rubizhne, per esempio, i Russi ancora non riescono a spingersi oltre la faticosamente conquistata periferia) ha visto un’importante manovra di ricognizione offensiva che è stato respinta dopo una confusa serie di scontri. Nelle aree antistanti i “territori” della Repubblica di Donetsk, invece, le località di Avdiivka, Marinka, Zalizne, Volodymyrivka, Pivnichne, Stavky, Verkhnotoretske e Ocheretyne sono state oggetto di pesanti scambi di artiglieria. Sembrerebbe che si stia registrando un basso morale nelle truppe di quella repubblica separatista, che starebbe sottoponendo ad arruolamento coatto porzioni sempre più importanti della popolazione onde ripianare le perdite patite nell’assedio di Mariupol, assedio che ormai si è trasformato in una feroce battaglia urbana. In particolare, i Russi e le milizie filo-russe starebbero cercando di tagliare in 2 il “pocket” di resistenza dentro la città costiuito da elementi del Reggimento AZOV della Guardia Nazionale, della 36ª Brigata di Fanteria di Marina, della 56ª Brigata Meccanizzata dell’Esercito, e della 12ª Brigata della Guardia Nazionale. Più a sud, un combattimento avvenuto a Velyka Novosilka avrebbe arrestato le forze russe giunte a chiudere la morsa con quelle assedianti Huliaiopole. Sul fronte di Kryvyii Rih le operazioni russe sembrano si siano spostate sulle vie di comunicazione che, costeggiando le rive occidentali del Dnipr, possono portare sia verso Zaporizha (città che ha cominciato a subire bombardamenti nelle sue aree urbane) che all’investimento di Kryvyii Rih dalla verticale sud della città. Quest’ultima sarebbe la direttrice d’avanzata scelta dai Russi, come dimostrerebbero i combattimenti, tutt’ora in corso, nei piccoli insediamenti di Velyka Kostroma e Mala Kostroma. In ogni caso, a nord-est di questi scontri, la città di Nikopol (come anche il vicino villaggio di Oleksiyivka), sempre sulla sponda ovest del Dnipr, ha cominciato ad essere bombardata con artiglieria spiegata sulla sponda opposta del fiume, nell’occupata Enerhodar, a cui è difficile rispondere con la controbatteria perchè sede della nota centrale nucleare.

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anteprima logo RID Ucraina, contrattacchi ucraini ma le forze russe avanzano a Kiev e nel Donbass

Nelle ultime ore si sono avuti sviluppi molto importanti sul fronte della guerra ucraina. Nel Donbass, l’area di fronte alla Repubblica separatista di Lugansk è tornata ad essere interessata da un rinnovato impeto offensivo, che ha riguardato la cittadina di Lysychansk, dove forze russe sarebbero state respinte a seguito di forti perdite, e Rubizhne, i cui sobborghi ovest sono stati almeno parzialmente occupati. L’obiettivo finale di questi sforzi è certamente il grosso centro di Severodonetsk, di nuovo massicciamente sotto attacco da stamattina, da cui è possibile piombare sia sull’ostinata Avdiivka (bombardata da giorni senza sosta, in azioni che si sono oramai estese anche i vicini insediamenti di Zalizne, Toretsk, Volodymyrivka, e Verkhnotoretske) che su Slovyansk. In tal senso, in via precauzionale nell’eventualità di uno sfondamento che, evidentemente, non si esclude, gli Ucraini hanno fatto saltare i ponti di Bohorodychne e Mykolayivka, sebbene entrambe le località non siano state ancora direttamente interessate da combattimenti. Peraltro, sulla strada che collega Karkhiv alle 2 città strategiche di Slovyansk e Kramatorsk, scontri di una certa entità si sono registrati a Chuhuiv e, nuovamente, a Izyum. Quest’ultima è sostanzialmente divisa in 2 e resta ancora “contestata”. Gli Ucraini, però, sono riusciti ad alleggerire la pressione a nord di Kharkiv contrattaccando a Velyka Pysarivka e conquistando almeno una parte della città. Più a sud, sempre nel Donbass, da Volnovaha i Russi starebbero sviluppando una manovra, assai poco contrastata che, oltrepassando Vulhedar, sarebbe ora a Velyka Novosilka. Qualora essa riuscisse a riunirsi con le altre forze che da giorni assediano Huliaipole, l’intero sud dell’oblast di Zaporizha, fino al corridoio terrestre già stabilito sulle coste del Mar d’Azov, sarebbe chiuso in una sacca. Secondo ultimissime informazioni, le forze russe avrebbero quasi completato questa manovra, essendo entrati a Staromlynivka. Ovviamente questo isolerebbe ancora di più la già circondata Mariupol, da dove un grosso convoglio di residenti è riuscito finalmente a scappare, in quasi concomitanza con un rinnovato sforzo da parte delle forze assedianti che hanno occupato l’unico ospedale rimasto in funzione. Mariupol, comunque, da questa mattina risulterebbe attaccata anche da forze navali che, alla fonda di fronte al tombolo di Bilosaraiska Kosa, starebbero effettuando intermittenti tiri di lanciarazzi multipli (arma comune nel naviglio di origine sovietica, anche minore). In generale, seppur lentamente, l’area della città sotto il controllo degli Ucraini si riduce sempre più. Confusa continua ad essere la situazione alle spalle di Kryvyi Rih, dove forze provenienti da Kherson sarebbero state battute sia ad Arhanhelske che in un area imprecisata fra Bashtanka e Novyi Buh, dove qui sarebbero addirittura stati gli Ucraini a contrattaccare (il che potrebbe essere, dal momento che una brigata corazzata era localizzata a Kryvyi Rih fino a pochi giorni fa). Proprio a Kherson, ieri pomeriggio l’artiglieria ucraina ha colpito nuovamente l’aeroporto, trasformato in base aerea dai Russi, distruggendo almeno 6 elicotteri, e danneggiandone almeno altri 2. Si tratta del secondo attacco del genere in 10 giorni: il segno evidente dei limiti russi in termini di ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance). Nel frattempo, nelle aree occupate di Berdyansk, Melitopol, Enerhodar, e Polohy continuano a registrarsi arresti di attivisti e figure pubbliche locali, in genere (anche se non sempre) collegate alle manifestazioni di protesta pacifica che quasi quotidianamente contestano gli occupanti. La situazione ha cominciato a ripetersi con una certa frequenza anche in alcuni insediamenti dell’oblast di Kherson. Più a sud, la da tempo isolata Skadovsk è stata alla fine occupata dai Russi,  che non sembra siano stati contrastati dalle poche forze locali (per lo più unità della Difesa Territoriale arruolate alla bisogna). Sul fronte, di Odessa almeno 14 navi da sbarco sono tornate a posizionarsi di fronte alla città e salve più frequenti di missili (almeno una novantina), accompagnati ad attacchi aerei, si sarebbero registrate nelle ultime ore. Dalle navi, sarebbe stata cannoneggiata anche l’area di Tuuzla. I Russi starebbero saggiando le difese costiere ucraine, ma uno sbarco ci sembra poco probabile data anche la presenza di mine navali. Dunque, l’obbiettivo dovrebbe essere ancora quello di “fissare” nell’area di Odessa truppe ucraine che altrimenti potrebbero essere fatte affluire su altri fronti. Tuttavia, le vere novità provengono da Kiev. Nell’area nordovest della capitale si combatte ad Irpin, che sarebbe ancora contesa nonostante alcune fonti stamatitna avessero parlato di attraversamento da parte dei Russi dell’omonimo fume; Russi che però avrebbero preso Lypivka, Makariv, Kopyliv, Motyzhyn e Yasnohoridka, tagliando la grande arteria regionale P04. Importanti gli sviluppi anche ad est di Kiev. Duri combattimenti sono in corso nel settore di Brovary, ma le forze russe si sarebbero spinte più a sud fino a Lukashi e, sopratutto, fino ad interrompere nell’area dell’aeroporto di Boryspil l’autostrada M03, che collega Kiev con Poltava e Kharkhiv, e col Donbass. Stando così le cose, la sola autostrada “libera” sarebbe la M05, che collega Kiev con Odessa, visto che anche la M06, Kiev-Leopoli, sembra interrotta dai Russi.

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anteprima logo RID L’Australia annuncia l’aumento delle sue FF.AA.

Il Primo Ministro Australiano, Scott Morrison, ha annunciato un nuovo piano per incrementare le capacità e i numeri dell’Australian Defence Force (ADF) per rispondere all’incertezza dell’attuale scenario internazionale. 

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anteprima logo RID La Camera impegna il Governo a spendere il 2% del PIL per la Difesa

Giornata molto importante oggi alla Camera dei Deputati, dove è stato approvato un ordine del giorno collegato al Decreto Ucraina che impegna il Governo ad “avviare l'incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2% PIL”. L’Ordine del Giorno, di iniziativa del Capogruppo in Commissione Difesa della Lega Paolo Roberto Ferrari, è stato approvato a stragrande maggioranza facendo registrare la convergenza di tutte le principali forze politiche rappresentate in Parlamento. Si tratta di un passaggio fondamentale, un vero e proprio crocevia nel mezzo di una guerra, quella in Ucraina, che sta dimostrando quanto sia fondamentale disporre di uno strumento militare moderno ed all’avanguardia, capace di tutelare la sicurezza e gli interessi del Paese. L’Italia si allineerebbe così a tutti quei Paesi europei che hanno già annunciato un aumento delle spese militari: dalla Svezia, alla Germania, dove il Cancelliere Scholz ha promesso per il 2022 un raddoppio del budget della Difesa, che passerebbe così da una cinquantina di miliardi di euro a 100 miliardi. E pure la richiesta dell’Amministrazione Biden per l’anno fiscale 2023 dovrebbe portare il Pentagono a “lambire” quota 800 miliardi di dollari. Insomma, la Guerra in Ucraina sembra aver dato un messaggio molto chiaro al quale tutti i Paesi avanzati sembrano voler rispondere imboccando la strada dell’aumento delle spese militari.

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anteprima logo RID Gli ultimi eventi in Ucraina nel video-editoriale del Direttore

Il Direttore commenta gli ultimi eventi in Ucraina e dà appuntamento a tutti per l'imperdibile numero di RID di aprile.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa NATO, Guerini: L'unione e la solidarietà sono la forza dell'Alleanza

NATO, Guerini: "L'unione e la solidarietà sono la forza dell'Alleanza, il tentativo russo di dividerci non ha avuto successo. Putin voleva meno NATO e ha ora più NATO"

"Da questa sede esce messaggio molto chiaro di una rafforzata sicurezza sul fianco orientale dell'Alleanza. Italia continua a fare la sua parte e promuove sempre ogni forma di dialogo possibile che ponga fine all'aggressione russa in Ucraina"

Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha partecipato a Bruxelles al Consiglio Atlantico dei Ministri della Difesa della NATO, presieduto dal Segretario Generale Jens Stoltenberg . Nella sessione di apertura, allargata a Ucraina, Georgia, Finlandia, Svezia e Unione Europea, si è discusso dell'aggressione russa all'Ucraina. Nel pomeriggio il focus sulle misure di rafforzamento della sicurezza, nel medio lungo termine, sul fianco orientale dell'Alleanza.  

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anteprima logo RID Ucraina, gli ultimi aggiornamenti. I Russi avanzano, ma lentamente e la “coperta è corta”

I timori di alcuni giorni orsono di un ingresso in guerra di truppe bielorusse non si è sopito: difatti la regione della Volinia ha visto nella giornata del 14 marzo un aumento delle loro manovre a ridosso del confine con l’Ucraina. Anche un’attività di UAV bielorussi nei pressi di possibili punti di passaggio sarebbe stata registrata, ed è possibile che lo scopo di questi sviluppi sia limitato all’immobilizzazione di truppe ucraine che altrimenti potrebbero essere fatte affluire sui fronti al momento attivi, a cominciare da quello, caldissimo, di Kiev. Si tratterebbe, in tal caso, di un trucco simile a quello attuato per diversi giorni ad Odessa, con navi da sbarco che hanno minacciosamente stazionato di fronte alle coste per poi ritirarsi nei porti della Crimea. Peraltro, sembra che proprio ieri alcune di esse abbiano fatto nuovamente apparizione, in concomitanza di qualche attacco aereo e missilistico sulla città. Probabilmente, anche in questo caso nessun sbarco sarebbe in vista, e lo scopo sarebbe quello di tenere truppe ivi dislocate onde prevenirne il rishieramento. Nei dintorni di Kiev (che, comunque, continua ad essere bersagliata da attacchi missilistici che hanno colpito proprietà dell’Antonov e vari quartieri residenziali) ulteriori tentativi russi di oltrepassare, ad ovest, il fiume Irpin non sono stati coronati da successo, mentre ad est della Capitale gli scontri si sono spinti fino a Brovary dove, assieme al vicino sobborgo di Vyshgorod, si combatte strada per strada. È probabile che questo rinnovato impeto offensivo stia beneficiando di truppe che, oramai distolte da Chernihiv (chiusa da giorni in una sacca), sarebbero state ridispiegate proprio sulla Capitale. Due ulteriori assalti su Chernihiv, difatti, sono stati attuati con forze assai meno numerose del solito, che però si sono mosse in aderenza a un ben ampio sostegno di fuoco di lanciarazzi multipli e attacchi aerei. Benchè entrambi i tentativi siano stati respinti, molti danni sono stati riportati lungo il tracciato di questa sorta di tapis-roulant. La vicina Nizhyn è stata parimenti soggetta a sostenute salve di BM-27 URAGAN, risultati in infrastrutture critiche oramai quasi completamente fuori uso. Anche Sumy è martellata con l’artiglieria, con l’aggiunta di un più marcato ricorso ad attacchi aerei ( in generale, in questi ultimi giorni l’Aeronautica Russa è molto più attiva). Più a sud, Izyum, i ripetuti tentativi russi di prendere questa strategica cittadina sono stati respinti, anche se i Russi rimarrebbero acquartierati in una parte di essa e starebbero cercando di aggirarla per spingersi più a sud. Se la mancata caduta di Izyum ha per il momento precluso l’investimento di Slovyansk e Kramatorsk (con la seconda comunque fatta oggetto di vari attacchi aerei), la vicina Avdiivka continua ad essere martellata pesantemente con salve di lanciarazzi multipli; persino qualche TOCHKA-U è stato utilizzato da un paio di giorni a questa parte. L’impiego di questo missile balistico tattico, che si riteneva fosse oramai catalogabile fra i sistemi di seconda linea nell’Esercito Russo, potrebbe nascondere una minore disponibilità dell’ormai super-impiegato ISKANDER. Peraltro un TOCHKA-U ucraino è stato lanciato, probabilmente come rappresaglia, anche su Donetsk, provocando almeno una ventina di vittime. Alle spalle di Dnipro, dove oggi è stato colpito l’aeroporto (pista distrutta), e di Zaporizha, è da almeno 3 giorni che si stanno combattendo confusi scontri con truppe che, dopo il fallimento del tentativo di forzamento di Voroznesensk, sono state ridirette praticamente nella direzione opposta. Ad esse si sono aggiunte forze che fino a ieri occupavano Kherson, ormai sempre più presidiata dalle forze di polizia fatte affluire nei giorni passati dalla Crimea. Si tratta di azioni poco note, su cui è difficile avere informazioni, ma che sembrano preoccupare sempre più i comandi ucraini a causa di qualche successo locale da parte dei Russi. Mariupol sta continuando a respingere tutti gli attacchi, alcuni dei quali penetrati più volte in città, ed un convoglio di circa 160 autovetture è riuscito per la prima volta fortunosamente a guadagnare un percorso di salvezza verso Zaporizha: non sembra però che si tratti di un vero e proprio green corridor. È forse in questo quadro che è da leggersi l’attracco, avvenuto ieri, di navi russe al porto di Berdyansk, dove, oltre a catturare più di una dozzina di battelli della modesta Guardia Costiera ucraina, che li aveva abbandonati al momento dell’occupazione, hanno scaricato una certa quantità di munizionamento. È possibile, dunque, che il secondo porto del Mar d’Azov (dove segnaliamo un’occupazione sempre più dura, con l’arresto persino del capo locale della chiesa ortodossa ucraina), in larga parte intatto, venga utilizzato per far affluire anche truppe di rincalzo per le azioni su Mariupol, distante solo una novantina di chilometri. Un’alternativa è che tali rinforzi siano impiegati per sostenere la lenta avanzata verso Zaporizha. Una colonna mossasi da Melitopol è riuscita a raggiungere Vasylivka dopo molte ore, continuamente bersagliata e rallentata da intermittenti tiri di lanciarazzi multipli ucraini impegnati in un a sorta di arretramento a contrasto dinamico.

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anteprima logo RID Ucraina, l’attacco a Yavoriv e le altre notizie dal fronte

Il 13 marzo si è aperto con la notizia del bombardamento missilistico avvenuto in una base vicino Lviv, precisamente il Centro per le Operazioni di Peacekeeping di Yavoriv. L’attacco sarebbe avvenuto con missili da crociera lanciati da bombardieri e/o da navi della flotta russa nel Mar Nero (8 missili secondo il MoD russo). È possibile che vi fossero consiglieri militari stranieri, anche se è ancora ignoto se essi risultino fra le vittime (35 secondo fonti ucraine, 135 secondo fonti russe), oppure membri della Brigata Internazionale che si sta costituendo a supporto dell’Ucraina. Un’ulteriore ipotesi riguarderebbe le possibilità che per quella base passino gli aiuti militari provenienti dall’estero, dichiarati esattamente il giorno prima, dai Russi, legittimi obiettivi militari. Sia come sia, azioni come queste, compiute molto vicine al confine polacco (Paese NATO) possono potenzialmente portare a conseguenze incalcolabili nella situazione generale, per esempio in caso di un “near miss”. Di sicuro la base era un obbiettivo ad alto valore militare ed uno snodo strategico per gli aiuti occidentali che dalla Polonia entrano in Ucraina. Sul fronte terrestre negli ultimi giorni si sta registrando una situazione di stallo con delle parziali eccezioni. Nell’area di Luhansk, le forze russe e filo-russe assedianti Rubizhne si sono ritirate in direzione di Kapitolivka dopo essersi accontentate di averne conquistato una modesta porzione. Esse, dunque, non soltanto avrebbero rinunciato alla manovra su Severodonetsk (che comunque è oggetto di bombardamenti artiglieria orami da qualche giorno), ma si starebbero muovendo a supporto delle altre truppe che non riescono ad aver ragione di Izyum. Quest’ultima, ripetiamo ancora una volta, costituisce un nodo strategico per prendere Kramatorsk e Slovyansk alle spalle. L’accresciuto interesse verso Kramatorsk e Slovyansk è dimostrato dalla crescente pressione a cui sono soggette. Attacchi missilistici avvenuti nella notte fra il 12 e il 13 marzo sarebbero stati in gran parte intercettati, ma almeno uno ha danneggiato un treno impegnato nell’evacuazione di civili dalla stazione di Slovynask. Anche un aereo risulterebbe abbattuto, ma attacchi similari sono avvenuti anche nella contigua area di Liman, fino a danneggiare il venerabile monastero di Sviatohirsk, uno dei principali simboli della Cristianità Ortodossa. L’area è estremamente boscosa, e probabilmente unità ucraine ivi schierate preoccupano le truppe russe che vorrebbero avanzare. Anche Pokrovosk, Ocheratyne, Avdiivka, Ternovo, Horlivka e Novotroitske, più o meno di fronte Kramatorsk, sono regolarmente sotto il fuco dell'artiglieria russa. Attorno Kiev, ulteriori scontri si sono verificati ad Irpin, come anche a Baryshivka, Kalytianska, e Velykodymerska. Muovendo da Makariv in direzione sud e sud-est, verso Vitrivka e Bobrytsa (nel mezzo delle autostrade E40 ed E45) i Russi avrebbero incontrato una forte resistenza da parte di truppe ucraine inferiori per numero, con scontri che a un certo punto si sarebbero concentrati su Kopyliv e Yasnohorodka, dal risultato finale ancora tutto da chiarire. Ad est della capitale, i tentativi di tagliare le vie di comunicazione con Poltava sono stati tutti respinti. Un UAV kamikaze è inoltre stato abbattuto sulla Capitale, mentre la base aerea di Vasylkiv è stata oggetto di un attacco aereo che ha scatenato 2 grossi incendi, uno dei quali relativi a un importante deposito di carburante. A Sumy, in procinto di essere chiusa in una sacca, un attacco aereo ha lasciato la città senz’acqua, mentre a Chernihiv continui attacchi aerei con missili e razzi hanno quasi completamente interrotto le forniture di elettricità, acqua, e risaldamento per svariate ore, poi in parte ripristinate. Un Su-34 risulterebbe però abbattuto, e un altro danneggiato. Nella notte fra l’11 e il 12 marzo, inoltre, un distaccamento di truppe russe è riuscito a giungere nel centro della città scatenando una dura battaglia presso l’hotel Ukraina: il distaccamento è stato poi respinto. Su Kharkiv non sono state tentate ulteriori azioni offensive, sebbene alcuni sabotatori sarebbero stati colti sul fatto mentre preparavano attacchi con bombe ed esplosivi. Nelle aree a sud-est di Zaporizha continuano i rastrellamenti russi dei villaggi e di cittadine a nord del corridoio che corre da Bersyansk a Mariupol. Tuttavia nessun consolidamento nell’area risulta ancora possibile, per acclarata mancanza di truppe. Mariupol sarebbe stata in alcuni quartieri ormai occupata, cosa che non avrebbe però fermato i numerosissimi attacchi di fuoco indiretto che hanno ridotto anche il centro in un cumulo di macerie. Nel mezzo di esse sono in corso furiosi combattimenti strada per strada. Nelle stesse aree occupate del fronte sud la situazione si starebbe facendo sempre più difficile. A Melitopol, una dimostrazione di protesta contro il recente arresto del sindaco (cosa che si è poi ripetuta nel paese di Dniprorudne) si sarebbe tradotta in ulteriori arresti sul posto, tra cui quello di una nota e influente attivista civica, e un analogo episodio si sarebbe verificato a Berdynask, dove sarebbero in aggiunta in atto minacce ai giornalisti locali affinché lavorino per la stazione radio impiantata dai Russi qualche giorno fa. A Kehrson, invece, dopo l’ondata di arresti di qualche giorno fa, l’ufficio di amministrazione dell’Oblast ha ricevuto una richiesta russa di cooperazione per la messa in opera di un referendum mirato alla costituzione di una Repubblica Popolare di Kherson. Un’iniziativa non più incline all’annessione dunque, quanto a un modello similare che in questi anni si è avuto con l’LPR e il DPR. La richiesta è stata comunque respinta. A Skadovsk, divenuta suo malgrado una enclave ucraina in una zona altrimenti totalmente occupata, una sessantina di veicoli russi si sarebbe acquartierato all’ingresso della città. Infine, dalla DPR ci giungono notizie, non confermate, di alcuni scontri armati fra elementi pro-ucraini e pro-separatismo, avvenuti a Donetsk. Dal momento che, dal 2014 ad oggi, praticamente nulle sono risultate le forme di resistenza all’interno delle repubbliche separatiste, è possibile che anche l’Ucraina, da parte sua, si riuscita nel tempo a infiltrare proprie cellule dormienti.

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