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anteprima logo RID Biden crea la Task Force Cina

Il nuovo Presidente USA Biden ha dato il suo via libera alla formazione, in seno al Dipartimento della Difesa, di una nuova “China Task Force” (CTF) con lo scopo di rivalutare la policy strategica americana nei confronti di Pechino. Nel dettaglio, verranno passati in rassegna tutti i progetti in corso e le procedure previste in risposta alle sfide lanciate dalla potenza asiatica. Tale analisi e valutazione verrà articolata su 5 campi di azione: strategico, operativoe, tecnologico e di organizzazione delle forze armate, gestione e postura delle forze, ed infine, intelligence. La Task Force sarà anche responsabile di riesaminare le alleanze e le partnership americane ed il loro impatto sulle relazioni sino-americane, in particolare per le aree di interesse del Dipartimento della Difesa. Guidata da Ely Ratner, assistente speciale del nuovo Segretario della Difesa Lloyd Austin, la CTF sarò composta da 15 membri provenienti dall’Ufficio del Segretario, il Joint Staff, le Forze Armate, i Comandi Operativi e la comunità dell’Intelligence. E’ stato al tempo stesso già sottolineato che saranno coinvolti nel processo decisionale anche altre agenzie intergovernative, ad iniziare dal Dipartimento di Stato, per sostenere un approccio olistico nell’analisi e valutazione. La Task Force, definita ufficialmente uno “sprint effort”, ha già ricevuto il compito di presentare una prima valutazione alla Casa Bianca dopo soli 4 mesi e, secondo quanto dichiarato dal portavoce del Dipartimento della Difesa, vede la sua creazione come necessaria in risposta allo sforzo trasversale cinese di cambiare le strategie e le regole americane ed internazionali nella regione dell’Indo-Pacifico.

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anteprima logo RID La presenza militare russa e turca in Libia, nuovi dettagli

Uno dei punti più critici per il nuovo Governo libico approvato il 5 febbraio sarà la gestione dell’ingombrante presenza militare di Turchia e Russia. I militari di Ankara, insieme a circa 5-6.000 mercenari siriani, sono concentrati in alcune località dell’Ovest. La presenza russa invece è affidata soprattutto a mercenari della Wagner, che sarebbero circa 2.000-3.000 dispiegati soprattutto nella Libia centrale e, in numeri minori, anche in alcune località chiave in Cirenaica. Il dispositivo turco fa perno sul triangolo Tripoli – Khoms – al-Watiya. La base aerea di al-Watiya, strappata a maggio 2020 all’LNA di Haftar, è rapidamente diventato lo snodo principale. Già nella seconda metà dell’anno scorso Ankara ha rimesso in funzione la pista e riparato alcuni degli hangar rinforzati e delle altre infrastrutture della base, tra cui la viabilità interna e perimetrale. Si è quindi presto sostituita all’aeroporto tripolino di Mitiga come destinazione dei cargo C-130 e A400M con cui l’Aeronautica Turca garantisce i rifornimenti in Libia. A fine 2020 risalgono invece le 12 aree di stazionamento ai 2 lati della pista che potrebbero preparare un futuro dispiegamento degli F-16 di Ankara. Questo sia in caso di nuova escalation del conflitto, sia nel caso di un approfondimento della cooperazione in materia di difesa con Tripoli. La difesa di Watiya è garantita da almeno 5 MIM-23 HAWK (di cui 2 batterie HAWK 21, inizialmente dispiegate sull’aeroporto di Misurata, una delle quali probabilmente messa fuori uso da un raid aereo nemico su Watiya a luglio 2020), a cui si aggiunge il sistema missilistico sup-aria a corto-medio raggio H?SAR, asservito al radar 3D KALKAN, e i cannoni antiaerei Korkut e GDF-003 da 35 mm. Khoms potrebbe diventare il corrispettivo navale di Watiya. Benché la Turchia abbia usato in modo continuativo il porto di Misurata come punto d’ingresso in Libia, è nella città costiera 100 km a est di Tripoli che da aprile 2020 sono iniziati dei lavori di ripristino e ammodernamento delle strutture portuali. Qui peraltro stazionerebbero unità navali turche, tra cui almeno una fregata Classe G. Infine, la Turchia mantiene una presenza all’aeroporto di Mitiga nella capitale. Qui è basato il Defense Security Cooperation and Training Aid Consultation Command, centro di coordinamento delle attività di addestramento svolte dalle Forze Armate turche a favore delle forze del Governo di Unità Nazionale. A quello tripolino si affiancano altri 4 centri simili, rivelando l’importanza che Ankara attribuisce a queste attività per cementare i rapporti con i Libici e per dare risalto al lato “legittimo” del supporto militare fornito. Secondo il Ministero della Difesa turco, a fine novembre 2020 il training era stato ultimato per 2.300 militari libici. Gran parte dell’addestramento si svolge in Libia. A Tajoura, sud-est della capitale, Ankara ha creato un poligono di tiro compreso nel centro d’addestramento Omar al-Mukhtar (dedicato all’eroe della resistenza libica contro l’Italia coloniale, scelta piuttosto indicativa della volontà turca di sostituirsi all’Italia come referente per lo meno in Tripolitania). Alla base navale di Khoms si svolgono le attività di addestramento subacqueo. A Mitiga ha sede il team EOD per lo sminamento addestrato dai Turchi. Elementi della Guardia Costiera vengono addestrati anche al pattugliamento marittimo. Altre attività di training includono operazioni di controllo della folla e su terreno urbano (MOUT). In basi in territorio turco (tra cui Konya) si svolge invece l’addestramento all’uso di sistemi di difesa aerea e anti-drone. Per quanto riguarda la Russia, fin dal ritiro dai sobborghi di Tripoli avvenuto lo scorso giugno, i mercenari della Wagner si sono dedicati a consolidare le posizioni nella Libia centrale creando un dispositivo di postazioni fortificate, opere difensive e basi lungo la direttrice nord sud che da Sirte porta fino a Jufra. Il sistema difensivo russo è costruito attorno a una lunga trincea che corre parallela all’asse viario Sirte-Jufra coprendone il lato ovest. I lavori proseguono da mesi e, a fine gennaio, constavano di almeno 70 km di trincea e oltre 30 postazioni variamente fortificate. In gran parte concentrate alla periferia sud di Sirte, nei pressi della base aerea di Ghardabiya interamente occupata da elementi della Wagner, queste postazioni sono dislocate a intervalli regolari lungo l’intera trincea. Più di recente si sono moltiplicate le opere attorno allo snodo viario strategico di Jufra, dove si incontrano le 2 direttrici principali provenienti dalla Tripolitania, la più importante via per la Cirenaica non lungo la costa e l’unica direttrice veloce per il capoluogo del Fezzan, Sebha. Parallelamente all’avanzamento della diplomazia per la formazione di un nuovo esecutivo, passo che prevederebbe la contestuale riapertura della strada costiera tra Tripoli/Misurata e Agedabia/Bengasi, i mercenari hanno accelerato i lavori di espansione e fortificazione presso le basi aeree di Jufra e Brak al-Shati. Queste ultime potrebbero sostituire Ghardabiya come hub principale, se la presenza a Sirte dovesse diventare difficilmente sostenibile o troppo costosa politicamente, soprattutto in caso a Sirte venissero ricollocate alcune istituzioni libiche come proposto da più parti. Jufra e Brak si aggiungono così alla base aerea di al-Khadim, dove la presenza russa è accertata da tempo a fianco di quella emiratina. Tra quest’ultima e Jufra sono dispiegati gli almeno 14 aereirussi, tra SU-24 FENCER e Mig-29 FULCRUM, giunti in Libia via Siria a maggio 2020. Jufra, dove la Wagner è segnalata almeno da novembre 2019, conta su un sistema di difesa che include un numero non precisato SAM a corto raggio di PANTSIR-S1, una batteria di obici da 132 mm, radar portatili IL 122M GARMON e radar VHF early warning P-18 (SPOON REST D secondo la nomenclatura NATO). A Brak, la più recente tra le basi maggiori dove l’avvio dei lavori di fortificazione risale a ottobre 2020, sono dislocati dei PANTSIR S, 3 radar P-18 e un GARMON. La scelta di potenziare Jufra e Brak ha una valenza strategica di prim’ordine. La posizione centrale rispetto al territorio libico consente di mantenere una certa pressione sull’Ovest, garantire il controllo del bacino petrolifero della Sirte da cui proviene l’80% degli idrocarburi del Paese, e presidiare i principali snodi viari tra le 3 regioni storiche della Libia. Tutto ciò restando senza una forte presenza sulla fascia costiera, che potrebbe innescare una reazione da parte degli Stati Uniti e della NATO di fronte a una minaccia concreta al fianco sud dell’Alleanza, ma garantendosi comunque una libertà di manovra più che sufficiente nel Paese e un grado notevole di influenza sulla politica libica. In questo senso, il radicamento attuale della Wagner può essere propedeutico al ritorno in forze di aziende russe in Libia, alle quali spetterebbe il compito di entrare legalmente nello sviluppo delle infrastrutture strategiche, sia viarie che marittime (terminal petroliferi, porto di Tobruk). D’altro canto, elementi della Wagner continuano a mantenere una presenza discreta nei principali porti di esportazione degli idrocarburi, Sidra e Ras Lanuf. Non va infine sottovalutato il radicamento della Wagner nella regione meridionale libica, tra il campo petrolifero di Sharara, Ghat e al-Wigh (ma la presenza dei mercenari russi è segnalata anche nel quadrante sud-orientale del Paese, ricco di oro e terre rare), che rafforza la proiezione russa da nord verso l’Africa saheliana e centrale, dove la Wagner è già attiva in Paesi come la Repubblica Centrafricana.

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anteprima logo RID Consegnato il quarto P-72A

L'11 febbraio scorso è giunto a Sigonella l'ultimo velivolo P-72A. A differenza dei 3 precedenti, questo ultimo velivolo è stato consegnato nella configurazione cosiddetta Final Plus (FC Plus), con l'implementazione di numerosi upgrade su sensori, sul sistema di missione e sulle capacità di integrazione e comunicazione. In parallelo è stato il programma di retrofit per i 3 precedenti velivoli, configurati in Initial Capability (IC), con l'obiettivo di portarli nel più breve tempo possibile allo standard FC Plus. Ulteriori dettagli su RID 04/2021.

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anteprima logo RID Al via lo studio per i nuovi cacciamine della MM

Intermarine ha ricevuto il contratto per lo studio di riduzione del rischio e di definizione del progetto dei Cacciamine di Nuova Generazione (CNG) della Marina Militare. Il contratto si inquadra nell’ambito di una pianificazione che prevede la realizzazione nei prossimi anni di 12 nuove unità destinate a sostituire i 4 cacciamine classe LERICI e gli 8 cacciamine classe GAETA Le nuove unità verranno prodotte in 2 versioni: una costiera, da 60 m, e una d’altura, da 80 m. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

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anteprima logo RID Operativo il sistema NATO AGS di Sigonella

La NATO ha dichiarato la capacità operativa iniziale del sistema di sorveglianza AGS (Alliance Ground System) di Sigonella . Il sistema si basa su 5 UAV strategici categoria HALE (High Altitude Long Endurance) RG-4D PHOENIX, prodotti dalla Northrop Grumman per le esigenze della NATO sulla base dei GLOBAL HAWK americani. I velivoli sono dotati del radar a scansione laterale HISAR in banda X con una portata strumentale di 200 km su un arco di circa 120° e funzioni Syntetic Aperture Radar (SAR) e Ground Moving Target Indicator. Il sensore è dunque capace di scoprire e tracciare tutti i tipi di bersagli a terra, movimenti di truppe, nonché monitorare bersagli fissi ad alto contenuto strategico. Il tutto fornendo immagini radar ad alta risoluzione. Il sistema si compone poi di un segmento terrestre fisso comprendente la Mission Operation Support Centre (MOS) di Sigonella, vero cuore pulsante del sistema e sviluppata da Leonardo, di un segmento mobile basato su 2 Deployable UAV Control Center (DUCE) – utilizzabili come back-up nel caso in cui Sigonella non dovesse essere disponibile - 2 Transportable General Ground Station (TGGS), anche queste sviluppate da Leonardo, e 6 Mobile General Ground Station (MGGS) concepite per le esigenze di rischieramento. TGGS e MGGS sono unità mobili in grado di attingere direttamente alle rilevazioni dei PHOENIX in teatro (guidati da Sigonella o dai DUCE) in favore di unità a livello, rispettivamente, di divisione e di brigata o battaglione. In caso di necessità, entrambe le unità mobili possono fungere da relay tra il PHOENIX e Sigonella. A regime il personale addetto all’AGS supererà le 600 unità, a testimonianza della complessità e della rilevanza strategica del sistema. Con 5 macchine è possibile avere 2 macchine sempre in missione (una presumibilmente sul fronte orientale ed una sul fronte sud/Mediterraneo), 2 per rilevarle, ed una in manutenzione. Ogni missione può durare fino ad un massimo di 30 ore, con un tempo massimo di permanenza on-station di circa 20 ore. Sul fronte sud, uno dei target principali dell’AGS è senz’altro il dispositivo militare realizzato in Libia dai mercenari della Wagner e dai consiglieri russi. Si tratta di una serie di postazioni difensive che da Sirte si spingono a sud nel cuore del Fezzan fino alle basi di Jufra, dove è schierata un’aliquota di bombardieri tattici Su-24 e caccia MiG-29, e Brak Al Shati.

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anteprima logo RID Varata la seconda corvettona per il Qatar

Presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), si è svolto il varo tecnico della corvettona/fregata leggera DAMSAH, seconda di 4 unità denominate classe ZUBARAH. Contestualmente si è svolta anche l’impostazione della quarta unità, SUMAYSIMAH. La consegna delle navi è prevista rispettivamente nel 2022 e 2023.

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anteprima logo RID Il CAVOUR a Norfolk

La portaerei CAVOUR ha raggiunto la base navale della Seconda Flotta della US Navy di Norfolk, in Virginia. Ad accogliere l’ammiraglia della Squadra Navale della Marina impegnata nella campagna “Ready for Operations” (RFO), l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio. La portaerei italiana è approdata nella costa atlantica degli Stati Uniti al termine di un’impegnativa navigazione di 17 giorni, di cui 10 di traversata oceanica, dopo aver lasciato il 28 gennaio scorso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto. La campagna RFO avrà l’importante fine di conseguire la certificazione all’impiego operativo degli F35-B. Nave CAVOUR resterà in sosta nella base navale di Norfolk per 2 settimane dove verranno effettuati tutti i preparativi tecnici per la successiva attività in mare. A fine febbraio l’unità lascerà Norfolk per dare il via ai sea trials, che prevede in primis il susseguirsi di decolli e appontaggi dei nuovi velivoli F35-B sull’unità oltre che numerose prove tecniche condotte da un team di ingegneri e collaudatori dell’Integrated Test Force statunitense, necessarie per le verifiche tecniche di compatibilità tra l’aereo, la nave e i suoi sistemi. Il conseguimento delle certificazioni RFO costituisce un importante passo verso il raggiungimento della “Initial Operation Capability” ossia la capacità operativa iniziale della portaerei CAVOUR con il velivolo F35-B, prevista entro la fine del 2024, quando la Marina Militare potrà disporre di un adeguato numero di velivoli e piloti. L’iter si concluderà con l’acquisizione della “Final Operational Capability” dopo la consegna del 15° velivolo alla Marina.

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anteprima logo Marina Italiana Nave CAVOUR arrivata a Norfolk

Ieri, 13 febbraio 2021, la portaerei Cavour della Marina militare ha ormeggiato nella base navale della Seconda Flotta della US Navy di Norfolk, in Virginia. Ad accogliere l’ammiraglia della Squadra Navale della Marina impegnata nella campagna “Ready for Operations” (RFO), l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Armando Varricchio.

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anteprima logo RID L’USAF ordina altri E-11 BACN

Poco più di una settimana dopo aver siglato un nuovo accordo con Northrop Grumman, del valore di 3,6 miliardi dollari, relativo alle attività di ricerca e sviluppo, test ed integrazione di futuri payload connessi o contenibili nei sistemi aviotrasportati BACN (Battlefield Airborne Communications Node) - nello specifico 3 Bombardier E-11A, dopo la perdita di un aereo avvenuta in Afghanistan nel gennaio 2020, e 4 UAV EQ-4B Block 20 GLOBAL HAWK – nonché per la prosecuzione del supporto operativo dei payload attualmente presenti sui suddetti velivoli per i prossimi 5 anni, l’USAF ha confermato l’intenzione di acquisire 6 nuovi E-11A. Come noto, si tratta di aerei sviluppati sulla base del velivolo business Bombardier BD-700, utilizzati nel fondamentale ruolo di snodo/ponte di comunicazione aviotrasportata per favorire la distribuzione e lo scambio di informazioni in tempo reale oltre la linea dell’orizzonte anche tra sistemi diversi (radio su diverse frequenze, voce-datalink e viceversa o datalink di diversa cifratura/generazione/protocollo, ad eccezione di quelli utilizzati da velivoli F-22 e da F-35). Ciò garantisce enorme interoperabilità tra sistemi e mezzi di diversa generazione e provenienza annullando, al contempo, le difficoltà nelle comunicazioni radio e satellitari causate dall’orografia del terreno e dalla distanza, e favorendo la creazione di una picture operativa e tattica unica e condivisa tra diversi asset (aerei e terrestri). Alla luce del suddetto contratto quinquennale di supporto e dell’acquisizione di altri 6 aerei, è verosimile ritenere che gli E-11A – attualmente inquadrati presso il 430th Expeditionary Electronic Combat Squadron di stanza tra Kandahar e Al Dhafra - resteranno in servizio almeno fino al 2028, anche tenuto conto del previsto ritiro degli EQ-4B entro la fine di quest’anno. In prossimità della suddetta data, ovvero il 2028, dovrebbe essere completato lo sviluppo del nuovo sistema ABMS (Advanced Battle Management System) che garantirà il superamento della necessità di disporre di un assetto come il BACN. Uno degli elementi fondamentali del nuovo sistema sarà la piattaforma software gatewayONE, che consentirà la traduzione e la comunicazione, oggi impossibile, anche tra il sistema di trasmissione dati IFDL, presente sugli F-22, e MADL, utilizzato dagli F-35 e, probabilmente, dai futuri velivoli B-21 e NGAD. È probabile che il datalink gatewayONE venga installato a bordo delle nuove aerocisterne KC-46 PEGASUS. I 6 nuovi E-11 dovrebbero essere consegnati nel corso dei prossimi 5 anni. La formalizzazione del contratto d’acquisto dovrebbe avvenire entro marzo, ma il finanziamento del primo velivolo - la cui consegna è prevista per fine giugno - risulta già approvato.

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La Spezia. Oggi, venerdì 12 febbraio 2021, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare alla Spezia, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, si è svolta la cerimonia di conferimento dei brevetti da palombaro agli allievi del corso Ordinario 2020. La cerimonia di “imbascamento” prevede proprio la consegna del tipico berretto degli operatori del Gruppo Operatori Subacquei, il basco blu.

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anteprima logo RID Un MQ-8C FIRE SCOUT antisom

La Northrop Grumman e la britannica Ultra Maritime hanno annunciato di aver svolto con successo una dimostrazione impiegando il VTUAS (Vertical Take-off Unmanned Aerial System) MQ-8C FIRE SCOUT nel ruolo ASW (Anti-Submarine Warfare). Il velivolo senza pilota, derivato dall’elicottero leggero Bell 407, è stato impegnato in una ricerca acustica multistatica, con l’utilizzo di sonoboe della stessa Ultra, in una vasta area di mare della California. La ASW picture risultante è stata poi disseminata a differenti stazioni sia in mare che a terra, che hanno potuto utilizzarne i dati per pianificare le relative azioni di contrasto. Il responsabile del progetto riguardante la nuova capacità del FIRE SCOUT, Dan Redman, ha sottolineato quanto l’elevato payload della piattaforma permetta un’ampia versatilità di ruolo, spaziando dalla capacità ISTAR (Intelligence Surveillance Target Acquisition Reconnaissance) a quella di attacco, fino ad arrivare appunto anche a quella ASW. Lo stesso rappresentante della Northrop Grumman, a cui ha fatto eco il presidente della Ultra Marine, Thomas Link, ha però precisato che in quest’ultimo ruolo, il FIRE SCOUT non deve essere visto solo come un possibile sostituto delle piattaforme con equipaggio umano, quanto invece come un ottimo comprimario in grado di ampliare le capacità nell’ASW e i suoi effetti, grazie alla creazione di un binomio multiforze tra piattaforme manned e unmanned. Ulteriori dettagli su RID 4/21.

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anteprima logo RID FLOTLOG, impostata la prima sezione di prua

Si è svolta presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia l’impostazione della sezione di prua della JACQUES CHEVALLIER, prima di 4 unità LSS (Logistic Support Ship) ordinate a Fincantieri da Chantiers de l’Atlantique nell’ambito del programma FLOTLOG (“Flotte logistique”) della Marina Francese.Le sezioni saranno costruite tutte nel cantiere di Castellammare di Stabia, con consegne a Chantiers de l’Atlantique programmate tra il 2021 e il 2027. Il programma FLOTLOG prevede la costruzione di 4 navi di supporto logistico (LSS) per la Marina Francese, derivate dalla LSS VULCANO della MM, da parte del consorzio temporaneo formato da Chantiers de l’Atlantique e Naval Group nell’ambito del programma franco-italiano guidato da OCCAR (Organizzazione per la cooperazione congiunta in materia di armamenti) per conto di DGA, la Direzione generale per gli armamenti francese, e della sua controparte italiana NAVARM.

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