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anteprima logo RID Completati primi test del nuovo jammer pod NGJ-MB

Il nuovo pod jammer in banda media NGJ-MB (Next Generation Jammer Mid-Band) della Raytheon, in via di sviluppo per gli EA-18G GROWLER, ha recentemente completato una parte della prima fase di test presso la struttura dedicata alle prove ambientali ed alle valutazioni di sistemi destinati alla guerra aerea della base navale di Patuxent River. 

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anteprima logo RID La Germania rinnova l'embargo all'Arabia Saudita

Secondo indiscrezioni di stampa locali, la Germania ha deciso di estendere l'embargo sulle armi all'Arabia Saudita fino al 31 dicembre 2020. Il blocco sarebbe così rinnovato per la terza volta. L'embargo, fortemente voluto dal Parlamento tedesco, è dovuto al coinvolgimento di Riad nel conflitto in Yemen ed al caso Kashoggi, il giornalista saudita dissidente assassinato e fatto a pezzi nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre 2018.

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anteprima logo RID Dai cacciamine alle navi madre

Le mine e le contromisure mine (MCM) hanno vissuto diverse stagioni. All’inizio c’erano solo i dragamine. Unità costruite in legno per avere una minor segnatura magnetica, che trainavano le cosiddette sweeps, ovvero linee con cesoie esplosive per tagliare i cavi d’ormeggio delle mine, facendole così salire in superficie perché potessero venire distrutte, oppure linee con generatori acustici e/o magnetici per simulare il transito di una grossa unità navale, provocando così l’esplosione delle mine ad influenza. Inevitabilmente i dragamine dovevano transitare attraverso il campo minato, esponendosi al rischio di innescare così le mine che avrebbero dovuto rimuovere. Inoltre operavano senza avere preventiva conoscenza di dove fossero posizionate le mine, cercando di aprire corridoi sicuri dove le altre navi potessero poi transitare. A titolo di esempio, durante la Guerra di Corea la US Navy perse 4 dragamine, affondati dalle stesse mine che stavano cercando di dragare. L’avvento poi di mine ad influenza dotate di contatori, in modo cioè da non esplodere necessariamente al primo passaggio, oppure con sensori programmabili, in modo da selezionare un determinato tipo di bersaglio, oppure di alternare fasi attive e fasi di letargo, hanno reso l’attività dei dragamine sempre meno affidabile, dato che non era affatto certo che dopo il loro passaggio il canale d’accesso fosse divenuto veramente sicuro. Oltre a ciò, i dragamine stessi operavano in condizioni molto rischiose, non più accettabili nel mondo post-bellico. Si è così arrivati ai cacciamine, prima attraverso la trasformazione di alcuni dei dragamine pre-esistenti, e poi con la massiccia costruzione di unità specializzate con scafo in composito o - più raramente - in acciaio amagnetico o in alluminio. I cacciamine scoprono la presenza di eventuali mine attraverso l’impiego di sonar a profondità variabile (Variable Deep Sonar, VDS) e/o di veicoli subacquei telecomandati (Remote Operated Vehicle, ROV). Una volta scoperte le mine, provvedono ad eliminarle con l’impiego di sommozzatori o di ROV che depositano cariche esplosive sulla mina stessa, tornando a bordo della nave prima dell’esplosione. In tal modo i cacciamine operano in prossimità della minaccia, senza necessariamente passare sopra le mine (sempre che il sonar sia riuscito a scoprirle…). Per contro, dovendo resistere ad esplosioni ravvicinate, lo scafo dei cacciamine ha forme tondeggianti, che impongono alcune limitazioni d’impiego (basse velocità e poca stabilità al rollio). Inoltre le operazioni di MCM richiedono molto tempo, visto che per ogni oggetto simile ad una mina che viene individuato si deve ricorrere a mettere in mare un ROV e a fargli svolgere l’intero ciclo di avvicinamento, riacquisizione, classificazione, identificazione, posa carica esplosiva, ritorno verso la nave e recupero. Il tempo necessario è difficilmente compatibile con l’avanzamento delle operazioni e, nel caso di un campo minato con decine di ordigni, i tempi sono estremamente lunghi. Le operazioni notturne o con condizioni meteo sfavorevoli sono spesso un impedimento al normale svolgimento delle attività visto che la messa a mare ed il recupero dei mezzi richiede comunque stabilità, visibilità e grande perizia marinaresca. Il desiderio di ridurre ulteriormente il rischio per navi ed equipaggi e la contemporanea necessità di accelerare le operazioni hanno portato gradualmente verso un’altra soluzione. Le unità di contromisure mine stanno diventando delle vere e proprie navi-madre che trasportano e impiegano numerosi tipi di mezzi unmanned, mantenendosi al di fuori dell’area di pericolo.

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anteprima logo RID Gli USA testano arma ipersonica

Il 19 marzo scorso, gli Stati Uniti hanno completato con successo un nuovo test del glider ipersonico, denominato Common Hypersonic Glide Body (C-HGB), destinato ad essere il primo veicolo offensivo da oltre Mach 5 ad entrare in servizio attivo. Il razzo è stato lanciato dal Pacific Missile Range Facility di Kauai, nell’arcipelago delle Hawaii. Il glider ha colpito la zona d’impatto prevista. La gittata utile del sistema è stimata in superiore alle 3.200 miglia. Questo veicolo planante (glider) ipersonico è relativamente poco ambizioso nelle sue caratteristiche di manovrabilità a velocità estreme, ma ha il vantaggio di essere ormai maturo e pronto per l’adozione. Il glider discende da ricerche dell’US Army che avevano portato, già sul finire degli anni 70’, a test con un veicolo planante di forma conica, messo a punto dal Sandia National Laboratories con il nome Sandia Winged Energetic Reentry Vehicle Experiment (SWERVE).  Lo SWERVE era sopravvissuto alla manovra di Pull Up a Mach 12 che interrompe la caduta balistica del veicolo di rientro e lo mette su una rotta planante a Mach 8 per arrivare a colpire il suo bersaglio. Nonostante quel successo, il programma non era proseguito verso il servizio attivo poiché si voleva sviluppare un veicolo con maggiori capacità di manovra in fase terminale, sia per superare le difese avversarie sia per ottenere una maggior precisione sul bersaglio. Tuttavia, in tempi recenti, i progressi russi e cinesi nel settore ipersonico hanno portato il Pentagono a decidere di resuscitare lo SWERVE e svilupparlo come C-HGB senza aspettare la maturazione dei più avanzati Tactical Boost Glide allo studio da parte della DARPA. Il C-HGB sarà comune ad Esercito e Marina, che però stanno sviluppando diversi vettori per lanciarlo. L’US Army, con il suo programma Long-Range Hypersonic Weapon (LRHW), punta ad equipaggiare nel corso del 2021 una prima batteria missili con 4 veicoli lanciatori, composti da una motrice Heavy Expanded Mobility Tactical Truck (HEMTT) M983A4 con rimorchio M870 modificato con la rampa TEL per 2 missili in canister sigillati. I canister saranno lunghi circa 30 piedi, ovvero 9 m, e i razzi propulsori avranno un diametro di circa 82 centimetri (32 pollici). I test di lancio sono pianificati nel 2022 e dal 2023 questa prima unità avrà una prima capacità operativa. Il veicolo C-HGB equipaggerà anche i vettori Prompt Global Strike della US Navy, che entro il 2025 dovrebbero essere lanciati nei primi test da sottomarini, in particolare dagli SSGN e poi dagli SSN classe VIRGINIA Block V allungati con Payload Module. Il 5 marzo scorso, NAVSEA ha siglato un contratto con Northrop Grumman per lo sviluppo, produzione ed integrazione del sistema SEA SHRIKE, un modulo di lancio a canister destinato all’integrazione all’interno dei tubi di lancio di grande diametro (sono derivati dai tubi per i TRIDENT 2 D5) del Virginia Payload Module. Si ritiene che questo sistema sia il lanciatore per il Prompt Global Strike. Il C-HGB era anche destinato ad armare il missile aerolanciato Hypersonic Conventional Strike Weapon (HCSW) dell’USAF per trasporto su B-52, ma nonostante lo sviluppo stesse procedendo bene, l’USAF ha deciso di terminare questo sforzo con il budget 2021 puntando tutto sul più ambizioso AGM-183A Air-launched Rapid Response Weapon (ARRW), che usa un glider più raffinato di nuova concezione montato su un razzo più piccolo. Secondo l’USAF le minori dimensioni permettono di trasportare il doppio delle armi su un B-52 rispetto all’HCSW, e dovrebbero consentire l’integrazione dell’ARRW anche su F-15, vantaggi ritenuti tatticamente essenziali.

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anteprima logo RID Rolls-Royce conclude i test preliminari sul motore F130

La Rolls Royce ha completato la fase di test preliminari del motore F130, in gara per la sostituzione dei propulsori Pratt & Whitney TF33 a basso rapporto di diluizione che attualmente equipaggiano i bombardieri B-52STRATOFORTRESS dell’USAF.

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anteprima logo RID L’AC-130W provato nell’interdizione navale

Il Dipartimento della Difesa Americano ha annunciato che l’US Navy ha condotto un’esercitazione nel Golfo Persico, definita “unica del suo genere”, in cui hanno partecipato un pattugliatore classe CYCLONE e un Maritime Multimission Aircraft (MMA) Boeing P-8 POSEIDON, entrambi assegnati al Naval Forces Central Command (NAVCENT), e una cannoniera volante AC-130W STINGER II appartenente allo Special Operations Command Central (SOCCENT). Secondo quanto dichiarato dalle fonti americane, lo scenario dell’esercitazione era quello di una classica missione di sicurezza marittima, la scorta ad un convoglio navale, in un area costiera contestata. Durante il movimento di questo convoglio veniva simulato l’attacco di mezzi di superficie veloci, quale minaccia asimmetrica alle navi facenti parte della formazione navale; alla positiva identificazione della minaccia da parte del P-8 POSEIDON e poi del pattugliatore, veniva autorizzato l’uso della forza con l’intervento della cannoniera AC-130W STINGER II che, tramite la sua incredibile potenza di fuoco, ingaggiava l’obiettivo distruggendolo. Il Comandante del Destroyer Squadron 50 e della Combined Task Force 55, Captain Peter Mirisola, al termine dell’esercitazione ha sottolineato che l’inserimento della cannoniera volante in un operazione navale joint accresce significativamente l'abilità di scoprire, tracciare, ingaggiare e distruggere ogni genere di mezzo di superficie che tenti di minacciare la libera circolazione sul mare, specificando, in particolare quello del Golfo Persico. L’esercitazione a fuoco ha messo in risalto l’efficacia nell’effettuare una ricognizione armata in ambiente marittimo con una cannoniera volante, grazie, oltre che all’armamento, alla sua formidabile precisione più volte testata in combattimento. Come ribadito anche dal Comandante della 5ª Flotta Americana, il Vice Adm. Jim Malloy, non è la prima volta che gli Stati Uniti utilizzano un mezzo aereo per svolgere questo delicato compito (sin dalla crisi del Golfo 1987-88), ma avere un mezzo letale e dalla lunga autonomia come l’AC-130W STINGER II in questo ruolo eleva le capacità dello strumento aereo, in supporto a quello navale, ad un livello di sicurezza per quest’ultimo mai raggiunto sino ad oggi. La cannoniera volante della Lockheed Martin è l’ultima versione migliorata, e pesantemente armata, del leggendario HERCULES, dotata di mitragliera GAU-23 da 30 mm, un cannone M102 da 105 mm, munizioni di precisione, e bombe GBU-39 Small Diameter Bomb e GBU-53/B STORMBREAKER dalla precisione e letalità formidabili nel ruolo CAS e, da oggi, anche nell’interdizione navale; alle capacità di fuoco va aggiunta pure un’autonomia di 2.500 miglia nautiche, con la possibilità di estenderla grazie al rifornimento in volo.

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anteprima logo RID Dal Giappone 2 nuove armi ipersoniche

Dopo Stati Uniti e Russia, anche il Giappone punta allo sviluppo autoctono di armi ipersoniche stand-off aviolanciabili. La ATLA, l’Agenzia della Difesa nipponica responsabile per le acquisizioni e lo sviluppo tecnologico, ha ufficialmente svelato i progetti di sviluppo parallelo per un missile ipersonico, denominato semplicemente HCM (Hypersonic Cruising Missile) e per una munizione planante ipersonica, denominata HVGP (Hyper Velocity Gliding Projectile). Il primo sistema sarà dotato di una propulsione basata su motore di tipo scramjet, mentre la munizione planante HVGP sarà equipaggiata con un motore a razzo a combustibile solido, sganciabile una volta raggiunta l’altitudine di planata, e con un sistema di controllo della stessa basato su propulsori di manovra e una mini-deriva. Entrambe le armi saranno configurabili con 2 diverse testate. Una utilizzabile nella variante antinave - denominata SEA BUSTER – e composta da 2 stadi di detonazione: una carica cava anti-corazza e una testata principale perforante (non a caso, nell’immagine di presentazione dell’arma, viene raffigurato l’esempio di utilizzo contro un ponte di volo di una portaerei). Nella versione aria-sup, invece, la testata dovrebbe essere di tipo penetrante multipla (MEFP) ad alta densità, costituita da una carica sagomata formata da proiettili autoforgianti che al momento dell’esplosione formano uno sciame di frammenti in grado di colpire diversi obiettivi a velocità ipersonica. Ulteriori approfondimenti e dettagli su RID 5/20.

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anteprima logo RID FLRAA, selezionati DEFIANT e VALOR

L’US Army ha scelto le aziende finaliste per la gara Future Long Range Assault Aircraft  (FLRAA), volta a trovare un rimpiazzo per gli elicotteri BLACK HAWK a partire dal 2030. Si tratta di Bell, con il convertiplano V-280 VALOR, e del team Sikorsky/Boeing con l’SB-1 DEFINAT, elicottero compound con rotore coassiale. Le aziende avranno adesso 2 anni di tempo per affinare ulteriormente I loro design sulla base dei requisiti, condurre i relativi test e ridurre ancora i rischi tecnici e industriali industriali. Nel 2022 verrà poi scelto il vincitore con l’obbiettivo di avere in volo la prima unità con le nuove macchine nel 2030. A breve dovrebbero essere scelti anche i 2 finalisti della gara FARA, che dovrà portare all'acquisizione di un nuovo elicottero da ricognizione armata per il rimpiazzo dell’OH-58D KIOWA WARRIOR, il cui ruolo dopo il ritiro dal servizio è attualmente ricoperto dal “team” elicottero d’attacco AH-64E GUARDIAN e UAV tattico RQ-7B SHADOW. Ulteriori approfondimenti su RID 5/20.

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anteprima logo RID Covid-19, ridimensionata DEFENDER EUROPE 20

Il Comando Americano per l’Europa (USAREUR) ha annunciato durante una conferenza stampa che l’esercitazione DEFENDER EUROPE 20, pianificata nella zona centrale Europea ed in Georgia nei mesi di Aprile e Maggio 2020, sará sensibilmente ridotta a causa della diffusione del virus Covid-19. La riduzione è stata imputata a motivi relativi alla salvaguardia della popolazione civile e la salute, sicurezza e prontezza operativa del personale militare coinvolto. Altre quattro esercitazioni legate alla DEFENDER EUROPE 20 sono state totalmente cancellate: la DINAMIC FRONT, la JOINT WARFIGHTING ASSESSMENT, la SABER STRIKE e la SWIFT RESPONSE; inoltre, molte delle truppe sbarcate per partecipare a queste, ed altre esercitazioni nel Vecchio Continente, hanno già iniziato il rientro negli States, come la 1st Cavalry Division e la 2nd Brigade della 1st Armored Division. L’unica unità che rimarrà e parteciperà alle attività addestrative sarà la Armoured Brigade Combat Team (ABCT) basata sulla 2nd Brigade della 3rd Infantry Division in quanto sarà la prossima unità USA in rotazione in Europa il prossimo anno. L’esercitazione pianificata originariamente si basava sul dispiegamento di una forza americana a livello divisionale in Europa di circa 20.000 uomini, quale forza da combattimento in supporto alla NATO. Un tale dispiegamento, per un’esercitazione, non può che far ricordare le esercitazioni REFORGER in Germania Ovest, durante la Guerra Fredda, effettuate in risposta ad una simulata minaccia di invasione da parte delle forze del Patto di Varsavia. La DEFENDER EUROPE 2020 avrebbe dovuto essere il più significativo dispiegamento USA in Europa per un’esercitazione degli ultimi 25/30 anni.

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anteprima logo RID I B-2 di nuovo in Europa

Il 12 marzo 3 bombardieri strategici stealth B-2 SPIRIT appartenenti al 131th ed al 509th Bomb Wing di stanza a Whiteman (Missouri) sono giunti alla base RAF di Fairford. Il trasferimento dei bombardieri è stato supportato da aerocisterne KC-10 EXTENDER del 305th Air Mobility Wing. Due dei 3 aerei hanno prima effettuato uno scalo presso la base aerea di Lajes (Azzorre), mentre un B-2 è arrivato in Inghilterra direttamente dal Missouri. I velivoli giunti a Lajes hanno, poi, eseguito una simulazione di strike sull’isola scozzese di Garvie (poligono di Cape Wrath), prima di atterrare a Fairford scortati da caccia F-15C EAGLE del 48th Fighter Wing di Lakenheath. I B-2, rischierati in Europa come parte della Bomber Task Force Europe, parteciperanno ad attività addestrative congiunte con assetti ed infrastrutture statunitensi già presenti nel Vecchio Continente, nonché con quelli di alleati NATO e paesi partner, in diverse aree poste sotto la responsabilità dell’EUCOM. Questo tipo di rischieramenti abituali – l’ultimo dei quali era avvenuto lo scorso agosto e durato circa 3 settimane - servono anche ad agevolare la familiarizzazione degli equipaggi con operazioni effettuate nel teatro europeo ed a validare ulteriormente la capacità di strike globale dell’USAF.

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anteprima logo RID Grandi manovre per i Marines

Nell'estate del 2019, il Comandante del Corpo dei Marines, il generale David H. Berger, ha pubblicato la sua Commandant’s Planning Guidance che stabilisce la nuova struttura delle forze, il nuovo impianto dottrinale generale e i conseguenti piani di addestramento. Dopo un decennio di operazioni molto diverse, con un notevole impegno in Iraq, Afghanistan e altri ambienti prettamente terrestri, i Marines torneranno al loro ruolo di origine. Come ha affermato il Comandante Berger, "il Corpo dei Marines sarà addestrato ed equipaggiato come una forza di spedizione navale pronta a operare all'interno di spazi marittimi contestati, in simbiosi con le operazioni della U.S. Navy. Il Corpo dei Marines completerà le capacità navali con la proiezione di forza su isole, coste e ambiente costiero”. Dopo una breve fase di riflessione, le prime trasformazioni sono in atto dall’inizio del 2020. Le 3 Marine Expeditionary Forces (MEF) rimarranno la pietra angolare dell'organizzazione, ma saranno riadattate ai requisiti specifici delle flotte della US Navy. Pertanto, la I MEF sarà adattata alle esigenze della 3rd Fleet, che ha come missione la deterrenza strategica e il conflitto convenzionale, e la II MEF si allineerà alle esigenze delle 2nd Fleet e 6th Fleet. La III MEF ha un ruolo considerato “speciale”, in quanto assegnato al seguito della 7th Fleet nel teatro definito ormai come indo-pacifico, principale focus strategico degli Stati Uniti. In questi mesi, i dettami del Comandante Berger sono già stati assorbiti e l’intero cambio dottrinale è in fase di implementazione. In particolare, le Marine Expeditionary Unit (MEU) continueranno a rimanere task force ad alta prontezza ed efficacia, ma non saranno più la punta di diamante dei Marines. Piuttosto, saranno strumenti limitati per le crisi puntuali. Le loro dimensioni saranno modulari e non più basate sul "paradigma delle 3 navi" (una LHA/LHD, una LPD e una LSD). Invece, un processo di generazione delle forze verrà messo in piedi a seconda degli scenari e del livello di minaccia, specialmente negli ambienti anfibi complessi e vasti del Pacifico. Il mix di forze attraverso cui tutto ciò diventerà un nuovo CONcept of OPerationS (CONOPS) è ancora in discussione, così come la dottrina e le tattiche correlate. Tuttavia, il Generale Berger ha già anticipato quali risorse faranno la differenza, a partire dalle Expeditionary Sea Bases (ESB), che sono poste al centro del processo di generazione delle forze, e dai catamarani veloci Expeditionary Fast Transport (EFT). Le 11 EFT della classe SPEARHEAD sono considerate una risorsa ideale per un rapido spiegamento e sono attualmente in forza al Military Sealift Command (MSC), con una dodicesima unità pianificata nel 2020. I nuovi concetti operativi dei Marines rendono la collaborazione con l’MSC del tutto inedita, con navi di seconda linea che vengono richieste dai Marines come gap filler per compiti di prima linea, in attesa di emanare un requisito apposito. Per operazioni rapide e/o puntuali, i Marines stanno inoltre studiando la possibilità di procurarsi LHD/LPD veloci, dalle linee stealth, con capacità di supporto di fuoco diretto ed economicamente sostenibili (leggi: spendibili). Come ricorda il Comandante Berger: "Non importa di che crisi si tratti, i nostri leader civili dovrebbero sempre avere chiara i mente un’opzione: inviare i Marines". E il Corpo dei Marines dovrà essere pronto ad agire di conseguenza.

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anteprima logo RID Continua l’upgrade dei TYPHOON della RAF con JANUS

Dopo aver completato il progetto CENTURION che ha preparato il TYPHOON a prendere il posto del TORNADO GR4 nelle missioni aria-suolo ed ha introdotto il missile aria-aria a lungo raggio METEOR, la Royal Air Force sta ora lavorando a JANUS. Questo nuovo progetto, meno esteso ma non meno importante, continuerà a sviluppare la Human Machine Interface (HMI), fattore fondamentale per consentire al singolo pilota di occuparsi efficacemente di tutti gli aspetti della missione. Ora che il TYPHOON è, con le ultime aggiunte capacitive, un vero velivolo swing-role capace di eccellere sia nell’aria-aria che nell’aria-suolo durante la stessa missione, è più che mai importante che ogni funzione sia intuitiva e che la presentazione delle informazioni al pilota sia agile e completa. Sarà inoltre ulteriormente potenziato il sistema di autodifesa DASS PRAETORIAN, con la RAF che ha siglato un contratto con SAAB per integrare nuovi lancia-contromisure avanzati. La RAF, come noto, intende integrare su TYPHOON anche le contromisure attive BRITE CLOUD sviluppate da Leonardo UK. A ciò bisogna poi aggiungere il miglioramento del sistema IFF. Non sono previste nuove armi, ma verrà integrato il nuovo pod di targeting LITENING V, che andrà a sostituire il precedente modello III. Il LITENING V ha superiori capacità di scoperta e un sensore elettro-ottico a risoluzione molto più elevata, in parte utile pure per la scoperta aria-aria. Il pod può inoltre vantare funzioni di ricognizione tattica molto più sviluppate rispetto al predecessore, e Rafael garantisce anche la possibilità di integrare un side-scan radar all’interno del pod. Le capacità avanzate del LITENING V saranno particolarmente utili alla RAF poiché l’unica capacità operativa del TORNADO GR4 che il progetto CENTURION non aveva replicato era quella della ricognizione. Ulteriori approfondimenti su RID 5/20.

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