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anteprima logo RID Project 22160, le più recenti corvette russe classe VASILY BYKOV

Nell’ambito delle maggiori Marine, quella Russa è certamente una delle più interessate nei confronti delle unità leggere classificabili come corvette. A partire dalle realizzazioni risalenti agli anni ’60, ricorderemo le classi PETYA, GRISHA, PAUK, TARANTUL,NANUCHKA, fino ad arrivare alle BUYAN (vedi RID 8/2017 pagg. 36-42), alle KARAKURT (vedi RID 12/18 pagg. 82-86) e alle STEREGUSHCHY (vedi RID 5/19 pagg. 50-61). Recentemente alle ultime 3 classi se ne è aggiunta una quarta, designata Project 22160 e destinata essenzialmente alla Flotta del Mar Nero, il cui primo esemplare, battezzato VASILY BYKOV (numero identificativo 368), è stato consegnato il 20 dicembre 2018 mentre il secondo, battezzato DMITRIY ROGACHEV (numero identificativo 375), ha fatto seguito l’11 giugno 2019.

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anteprima logo RID NATO AGS, ricevuto il primo GLOBAL HAWK

La NATO ha ricevuto il primo dei 5 UAV per la sorveglianza e l'intelligence strategica RQ-4D GLOBAL HAWK. Il sistema NATO AGS, basato a Singonella, comprende un segmento terrestre di controllo ed analisi ed un segmento aereo costituito dai 5 succitati velivoli.

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anteprima logo RID OCEAN 2020, svolta la prima dimostrazione

Si è svolta tra il 20 e il 21 novembre nel Golfo di Taranto la prima dimostrazione in mare del progetto europeo OCEAN 2020. Il progetto è guidato da Leonardo - alla testa un team di 42 partner di 15 Paesi europei, comprese industrie, enti di ricerca e i Ministeri della Difesa italiano, di Grecia, Spagna, Portogallo e Lituania – è il più importante tra quelli finanziati dall’UE nell’ambito della PADR ( Preparatory Action on Defence Research), ovvero la fase “ricerca militare” del Fondo Europeo per la Difesa. Nella dimostrazione, coordinata dalla Marina Militare, sono stati impiegati 6 navi, 9 velivoli a pilotaggio remoto, 5 satelliti 2 reti di comunicazione a terra, 4 centri nazionali di coordinamento (Maritime Operation Centers – MOC) ed un prototipo di centro di comando (EU MOC) installato a Bruxelles. Lo scenario prevedeva l’interdizione di un natante ostile e l’intercettazione di una nave posamine nemica durante una operazione anfibia, con 2 obbiettivi di fondo:_ valutare l’impiego e l’integrazione dei velivoli unmanned – tra i quali l’SW-4 SOLO e L’AWHERO di Leonardo - in operazioni di sorveglianza marittima e l’interoperabilità degli assetti e delle comunicazioni a livello europeo. Approfondimenti e dettagli su RID 1/20.

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Il 16 novembre scorso, la seconda portaerei classe QUEEN ELIZABETH, HMS PRINCE OF WALES, ha fatto per la prima volta il suo ingresso nel porto di Portsmouth che sarà la base di entrambe le unità. Questo storico momento è giunto alla fine di un primo periodo di prove in mare concluse in anticipo e con pieno successo. La sorella, HMS QUEEN ELIZABETH, era nel frattempo in sosta a Norfolk, in Virginia, durante il dispiegamento WESTLANT 19 che l’ha vista impegnata in un intenso ciclo di prove con i suoi elicotteri e l’imbarco di F-35B britannici e dell’USMC. HMS PRINCE OF WALES al momento issa ancora la bandiera blu “Government Service Ensign” in quanto ancora formalmente di proprietà del costruttore. Diventerà a tutti gli effetti una nave della Royal Navy con una cerimonia programmata per il 10 dicembre, nel giorno del 78° anniversario dell’affondamento, da parte di aerei giapponesi, dell’omonima corazzata classe KING GEORGE V. L’approntamento dell’unità proseguirà a Portsmouth prima di ulteriori prove a febbraio 2020, seguite da un primo imbarco di F-35B nel 2021, nello stesso anno del primo dispiegamento operativo della sorella.

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Ancora non è chiara la dinamica che ha portato alla caduta dell’UAV PREDATOR/REAPER dell’AM nell’area di Tarhouna in Libia. La Difesa, così come fonti di RID in loco, ha parlato di problema tecnico, mentre le milizie di Haftar continuano a rivendicarne l’abbattimento. Un’ipotesi, quest’ultima, che non potrebbe essere esclusa visto che le forze di Haftar dispongono di sistemi antiaerei PANTSIR S-1 forniti dagli Emiratini e che negli ultimi mesi hanno abbattuto altri droni, ma anche velivoli pilotati appartenenti alle milizie fedeli al Governo Serraj, Secondo quanto dichiarato dalla Difesa, l’UAV stava operando nell’ambito del dispositivo aeronavale MARE SICURO che generalmente dispone di 2 velivoli non pilotati, di stanza a Sigonella, e che, all’occorrenza, potrebbero essere impiegati pure per il supporto della missione bilaterale in Libia, MIASIT, il cui contingente a Misurata è dispiegato in un’area più volte colpita negli ultimi mesi dagli attacchi dei miliziani del Maresciallo Haftar. Non c’è, pertanto, da stupirsi se il velivolo si trovasse nei cieli della Libia, ovvero in una zona vitale per l’interesse nazionale e per la sicurezza dell’Italia.

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anteprima logo RID Il Giappone ordina i JSM per i propri F-35

Il Ministero della Difesa giapponese ha firmato un accordo con l’azienda norvegese Kongsberg per la fornitura di missili aria-sup a medio-lungo raggio Joint Strike Missile (JSM) destinati agli F-35A LIGHTNING II delle Japan Air Self-Defense Forces (JASDF). 

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anteprima logo RID L'AM perde un PREDATOR in Libia

Uno degli UAS MQ-9 PREDATOR-B appartenente al 32° Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana è precipitato nell'area di Tarhouna, 65 km a sudest di Tripoli. Tale zona rappresenta la principale roccaforte in Tripolitania del LNA guidato da Haftar che, come noto, è in guerra contro il Governo internazionalmente riconosciuto guidato da Serraj e sostenuto dall'Italia. Nella mattinata di oggi, peraltro, proprio il Comandante della zona militare occidentale del LNA, Gen. Mabrouk Al-Ghazawi, aveva parlato dell'abbattimento ad opera delle difese aeree del LNA di un drone turco nell'area di Tarhouna. Tuttavia, in attesa di conferme ufficiali, fonti vicine a RID parlano di una caduta dovuta ad un problema tecnico del velivolo durtante una missione di sorveglianza dei flussi migratorinell'ambito dell'operazione MARE SICURO.

 

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Lo scorso 13 novembre, durante la Conferenza Internazionale IQPC di Berlino, il Vice Capo della Divisione programmi e acquisizioni dell’Armée de l’Air, Gen. Parisot, ha presentato un programma di aggiornamento che dovrebbe consentire il mantenimento in servizio del caccia multiruolo di 4ª Generazione RAFALE fino al 2070 circa, sia nell’Armée de l’Air che nella Marine Nationale. 

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anteprima logo RID Firmato il contratto per le Type 31E

La Royal Navy si è assicurata la firma dell’importante contratto con il team Babcock – OMT per la costruzione di 5 fregate Type 31E. Il team Babcock, con il design ARROWHEAD 140 derivato dalle unità AAW danesi della classe IVER HUITFELDT, era stato scelto in settembre battendo la concorrenza del team BAE Systems – Cammell Laird, con il design LEANDER e del binomio Atlas Elektronik UK - ThyssenKrupp Marine con un design su base MEKO A-200. La rapida conclusione di un contratto definitivo era indispensabile per la Marina che ha bisogno di queste navi a partire già dal 2023 per sostituire le prime Type 23 a lasciare il servizio attivo. L’annuncio di elezioni anticipate il 12 dicembre, che ha comportato lo scioglimento dell’attuale Parlamento il 6 novembre scorso, ha fatto scattare il cosiddetto periodo di “purdah” che impedisce al Governo uscente di annunciare grandi contratti ed investimenti che possano avere un impatto elettorale. Per la Royal Navy c’erano quindi forti paure per ritardi nelle procedure, ma pur senza fanfara il progetto si è assicurato il via libera. Il contratto, del valore di 1,25 miliardi di sterline, richiede che le 5 navi, da quasi 140 m e oltre 5.700 t, vengano costruite per un costo unitario medio di 250 milioni di sterline, a cui si aggiungerà una cifra, tuttora non rivelata, costituita da materiale fornito direttamente dal Governo britannico, che includerà sistemi, armi e contromisure trasferiti dalle Type 23 pensionate. Le nuove unità sembra introdurranno comunque un importante numero di nuovi sistemi, fra cui il radar AESA NS100 di Thales e il Combat Management System, che sarà il TACTICOS Baseline 2 della stessa azienda. Nuove anche le artiglierie, che al momento pare includeranno un BAE-Bofors MK110 da 57 mm e 2 mitragliere da 40 mm. Rispettare l’ambizioso obiettivo in termini di costi sarà la sfida principale per il team vincente e la Marina. Il team Babcock – OMT ha buone possibilità di successo in virtù del fatto che le 3 IVER HUITFELDT da cui discende il design sono costate alla Danimarca soltanto 940 milioni di dollari, più 209 milioni in equipaggiamento di ri-uso fornito dal governo danese. Al cambio del 2010, 940 milioni di dollari erano circa 656 milioni di euro. L’esatta modalità di costruzione è ancora da definire, in quanto una delle promesse del programma Type 31E era di costruire le navi in blocchi in diversi cantieri, così da supportare al massimo il settore. Il cantiere di Birkenhead, di proprietà Cammell Laird, potrebbe finire con il cambiare team e costruire parti delle ARROWHEAD 140, mentre la Harland & Wolff di Belfast è stata appena rilevata dalla londinese InfraStrata, industria del settore energetico che intende concentrarsi appieno sul suo core business. Il cantiere Ferguson Marine di Port Glasgow, sul Clyde, è stato appena nazionalizzato dal Governo scozzese a causa di difficoltà economiche, mentre Appledore, nel Devon, dovrebbe salvarsi in extremis dopo che Babcock ha abbandonato il sito sul finire del 2018, con discussioni in corso con diversi acquirenti interessati. Difficile dire al momento se possano rientrare nel progetto Type 31E. Ferguson Marine era inizialmente parte del team Babcock, ma la sua condizione ora è da riconsiderare. Babcock intende comunque costruire una nuova struttura coperta nel cantiere di Rosyth, che sarà in grado di assemblare 2 Type 31 contemporaneamente. I blocchi potrebbero anche finire per essere costruiti localmente.

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Sei unità navali, nove sistemi a pilotaggio remoto, cinque satelliti, due reti di comunicazioni a terra, quattro centri nazionali di coordinamento (Maritime Operation Centers - MOC), un prototipo di centro di comando (EU MOC) installato a Bruxelles: questi gli assetti previsti nella prima dimostrazione di OCEAN2020 (Open Cooperation forEuropean mAritime awareNess), il primo progetto europeo di ricerca militare per la sicurezza marittima, di cui Leonardo è capofila.

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anteprima logo RID Tre nuovi pattugliatori per il Senegal

Il Senegal ha acquistato dalla Francia 3 nuovi pattugliatori lanciamissili denominati OPV-58. Le navi, prodotte dalla joint venture Kership – 45% Naval Group e 55% Piriou – hanno una lunghezza di 62,2 m, una larghezza di 9,5 m, una velocità massima di 21 nodi, con un’autonomia di 4.500 miglia a 12 nodi, ed un equipaggio di 24 membri (con la possibilità di ospitare a bordo fino a 48 persone). L’armamento è composto da una coppia di lanciatori binati per missili antinave leggeri MBDA MARTE MKN/N, un cannone Leonardo da 76 mm SUPER RAPIDO con scudo stealth ed un affusto MBDA SIMBAD RC con lanciatore binato per missili sup-aria a corto raggio MISTRAL. Le unità verranno prodotte nei cantieri Piriou in Bretagna, ma la manutenzione e il supporto verranno assicurati a Dakar dove Piriou dal 2017 ha una partnership con la società Ngom & Frères.

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anteprima logo RID Elettronica negli EAU

Nell’ambito della partecipazione al Dubai Air Show, partito partito ufficialmente ieri, Elettronica sta presentando una serie di prodotti con interessanti prospettive nell’area. Del resto l’azienda romana vanta una lunga consuetudine negli Emirati Arabi Uniti. La gran parte delle unità della Marina Emiratina operano con apparati di guerra elettronica di marca Elettronica, così come l’intera flotta di MIRAGE 2000-9 è equipaggiata con i jammer dell’azienda - programma SAMET-21 (samet in arabo significa silenzioso) – mentre le forze terrestri impiegano apparati ELINT veicolari. In questa fase Elettronica, grazie anche all’apporto delle sue controllate Elettronica GmbH e CY4Gate, è in particolare impegnata sul fronte dell’escort jammer EDGE, che sta suscitando notevole interesse in tutta la regione del Golfo, e del sistema anti-drone ADRIAN, in considerazione della salienza che la minaccia dei droni sta assumendo, a maggior ragione dopo gli attacchi in Arabia Saudita ai siti ARAMCO. Notevole l’attenzione, infine, pure sui sistemi per le applicazioni “cooperative” di guerra elettronica nel contesto delle operazioni e degli scenari anti-A2/AD.

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