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anteprima logo RID Air Policing, l’Italia rileva la Spagna nel Baltico

Il 1° settembre l'Aeronautica Militare italiana ha rilevato il comando della missione Baltic Air Policing (BAP) della NATO dall’Ejército del Aire alla base aerea di Šiauliai, in Lituania. Lo ricordiamo, la BAP è una forma regionale della missione di polizia aerea della NATO in tempo di pace (vedi RID 08/2020). Come la polizia aerea della NATO nel resto del territorio europeo (vedi RID 12/2018), la BAP è condotta per proteggere l'integrità dello spazio aereo degli Alleati. Dal 2004, 53 turnazioni da parte di 17 Alleati si sono succedute. Dal 2014, il dispositivo è rinforzato dalla Enhanced Air Policing (eAP), frutto di un altro accordo speciale parte delle misure di sicurezza della NATO introdotte per dimostrare la determinazione collettiva degli Alleati e dissuadere la Russia dall'aggressione o dalla minaccia di aggressione contro gli Alleati della NATO. Pertanto, il contingente spagnolo (4 EF-18AM HORNET con 130 uomini al seguito) era rinforzato da un distaccamento di 4 EF-2000 TYPHOON della Royal Air Force (RAF) sempre basati a Šiauliai, e da un distaccamento di 4 MIRAGE 2000-5 dell’Armée de l’Air (AdA) francese basati presso la base aerea di Ämari, in Estonia. Per il 54° turno in Lituania, il contingente italiano (con 4 EF-2000 al seguito) guiderà la missione, rinforzato da un analogo distaccamento tedesco con altri 4 EF-2000 TYPHOON. I caccia italiani saranno a Šiauliai domani, 4 settembre, e saranno pienamente operativi dall’8 settembre. Il 54° turno appena cominciato porta una novità. L'Italia sarà il primo paese a contribuire alla BAP per un anno intero. L'Aeronautica Militare ha accettato di eseguire la 54ª, 55ª e 56ª rotazione della missione oltre a svolgere missioni di Polizia Aerea su Albania, Slovenia e Montenegro – oltreché sul territorio nazionale, naturalmente. Con questa missione, il nostro Paese si conferma una volta di più uno dei principali provider di sicurezza del pianeta.

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anteprima logo RID Contratto per il radar CAPTOR-E Mk2 destinato ai TYPHOON inglesi

Leonardo UK e BAE Systems hanno ottenuto un contratto da 317 milioni di sterline per completare lo sviluppo ed integrare il nuovo radar AESA CAPTOR-E Mk2 – il cui sviluppo “UK-only” era partito già alcuni anni fa - sugli Eurofighter TYPHOON della RAF. Il Regno Unito segue così Spagna e Germania sulla strada del potenziamento del TYPHOON con il nuovo radar AESA (nel caso spagnolo e tedesco, si tratta della versione Mk1). A questo punto, tra i 4 Paesi partner del consorzio Eurofighter manca solo l’Italia a dover compiere una scelta in questa direzione. Ricordiamo che il radar CAPTOR-E Mk2 è sviluppato da Leonardo UK (Edinburgo e Luton), mentre BAE Systems ha la responsabilità dell’integrazione del sensore sui velivoli. Approfondimenti su RID 10/20.

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anteprima logo RID In aumento gli acquirenti del letale TOS-1A russo

L’ufficio stampa della Rosoboronexport ha annunciato che, dopo una serie di dimostrazioni a favore di alti ufficiali di nazioni estere, il sistema TOS-1A, catalogato dall’Esercito russo come "sistema lanciafiamme pesante", aumenterà il numero dei suoi acquirenti e di conseguenza la produzione.

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Sembrerebbero trovare conferma le indiscrezioni della stampa greca secondo le quali Francia e Grecia sarebbero in trattative avanzate per una commessa comprendente 18 caccia multiruolo RAFALE. Otto di questi velivoli verrebbero prelevati direttamente dalla linea dell’Aeronautica Francese, mentre 10 sarebbero nuovi. I RAFALE andrebbero eventualmente ad affiancare e sostituire i MIRAGE in servizio con l’Aeronautica Greca già a partire dalla fine degli anni Ottanta. Le voci su questa potenziale commessa si sono fatte via via più insistenti nel contesto dell’escalation di tensioni nel Mediterraneo centro-orientale che contrappongono Grecia e Turchia, e rispetto alle quali Parigi si è schierata decisamente dalla parte della Grecia. A metà agosto 2 caccia RAFALE sono stati rischierati per qualche giorno nella base Andreas Papandreou nella Cipro greca, dove hanno preso parte a manovre aeronavali congiunte tra le forze greche, francesi e italiane, prima di continuare poi le loro attività dalla base di Suda sull’Isola di Creta, dove nell’ultima settimana di agosto sono arrivati pure caccia emiratini. Più in generale, nella regione la situazione è appesa ad un filo e non si possono escludere nuovi incidenti che potrebbero provocare un’ulteriore escalation. La crisi è iniziata ormai diversi mesi fa con l’intervento turco in Libia, che ha ribaltato le sorti del conflitto, e con la firma di una serie di accordi tra Ankara ed il Governo di Tripoli sullo sfruttamento delle risorse energetiche e la delimitazione delle rispettive EEZ. Tali accordi hanno minato gli equilibri nella regione innescando una serie di reazioni politiche e militari e portando alla coagulazione di un blocco anti-turco attorno alla Grecia guidato dalla Francia. In questa sorta di coalizione dei volenterosi sono entrati subito gli EAU, nemico giurato della Turchia capofila di quella Fratellanza Musulmana che costituisce una minaccia esistenziale per il legittimismo degli Emiri di Abu Dhabi e Dubai, mentre la Germania e l’Italia mantengono una posizione più defilata che punta evidentemente a favorire la de-escalation ed il dialogo tra le parti. Non dimentichiamo, difatti, che in Germania vivono più o meno 3 milioni di Turchi e che tra i 2 Paesi esistono solide relazioni commerciali – l’intercambio tra Germania e Turchia vale 30 miliardi di euro - e militari. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro interscambio commerciale con la Turchia è più del doppio di quello con la Grecia – 16 miliardi contro poco meno di 7 miliardi – e pure la cooperazione militare è tradizionalmente sviluppata. Ricordiamo l’elicottero d’attacco ATAK – cooperazione che potrebbe essere replicata con il progetto ATAK 2 – la commessa per gli ATR-72 TMPA, la fornitura del satellite GOGTURK e del sistema di monitoraggio VTMS (Virtual Traffic Management System), ma buone prospettive ci sono anche per l’addestratore avanzato M-346.

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La normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Israele ed Emirati Arabi Uniti potrebbe avere delle rilevanti conseguenze anche sul piano militare: una di queste potrebbe riguardare la vendita degli F-35 al Paese del Golfo. Gli EAU da anni, infatti, premono su Washington per avere il sofisticato velivolo della Lockheed Martin ed avevano per questo sempre posticipato l'acquisizione di un nuovo caccia bloccando tanto la commessa RAFALE quanto quella Eurofighter TYPHOON (in entrambi i casi date per concluse). L'opposizione israeliana aveva finora bloccato tutto, ma con l’Amministrazione Trump e con il crescere in tutta la regione della minaccia iraniana gli scenari sono cambiati. Gli Stati Uniti stanno cercando di creare attorno all’Iran una cintura di contenimento basata sulla “triangolazione” tra Arabia Saudita, EAU ed Israele favorendo una cooperazione sottobanco (ma non troppo) che si è sviluppata sempre di più nell’ultimo triennio, ma che soprattutto Israele ed Emirati coltivano già da tempo. Adesso l’avvio di relazione diplomatiche tra i 2 Paesi potrebbe far cadere definitivamente l'opposizione di Tel Aviv e aprire le porte ad una commessa funzionale ad un’operazione geopolitica che incontra il favore anche di buona parte dei Democratici americani. Certo, da Israele stanno già facendo fuoco e fiamme per scongiurare ancora il trasferimento dell’F-35 ad un Paese arabo come gli EAU, ma nella fattispecie i timori e le preoccupazioni israeliane potrebbero essere tranquillamente leniti tenendo in considerazione alcuni fattori. Il primo; un’eventuale versione emiratina dell’F-35 sarebbe senza dubbio depotenziata. Ricordiamo che ciò accadde inizialmente, e per molti anni a seguire, pure per gli F-15 sauditi. A maggior ragione ciò potrebbe accadere per un aereo più sofisticato come l’F-35 rispetto al quale un Paese non NATO, privo di una vera industria militare, come gli EAU non avrebbe nessun tipo di accesso, a differenza, invece, degli Israeliani che hanno già “messo abbondantemente le mani” sul velivolo. Il secondo fattore riguarda il sistema logistico completamente informatizzato che governa il supporto del velivolo e che è rigorosamente nelle mani di Lockheed Martin e del Pentagono. In caso di impiego del velivolo da parte degli Emiratini in scenari “non graditi” agli Israeliani, dall’America non avrebbero nessun problema a limitare/ridurre l’operatività dell’aereo garantendo così la soddisfazione dell’interesse di sicurezza dell'alleato israeliano. Insomma, forse questa volta ci siamo davvero e la vendita dell’F-35 agli EAU potrebbe concretizzarsi.

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anteprima logo RID I REDBACK in viaggio per l’Australia

Sono in viaggio dalla Corea del Sud all’Australia i primi 2 prototipi del REDBACK Infantry Fighting Vehicle (IFV), prodotti dalla Hanwha Defence sudcoreana per partecipare alla prima serie di test che saranno condotti dall’Esercito australiano nell’ambito del programma Land 400 Phase 3.

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anteprima logo RID Il Belgio ordina 4 MQ-9B

Il Belgio ha firmato un contratto da 188,9 milioni di dollari con General Atomics Aeronautical Systems Inc (GA-ASI) per l’acquisto di 4 velivoli a pilotaggio remoto MQ-9B SKYGUARDIAN e 2 Ground Control Stations con consegne previste entro il 31 marzo 2024.

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anteprima logo RID AEGIS ASHORE per Guam

L’Ammiraglio Phil Davidson, alla guida dell’US Indo-Pacific Command (INDOPACOM), ha pubblicamente dichiarato che la sua principale priorità è assicurare uno scudo antimissilistico più efficace alle cruciali installazioni sull’isola di Guam. 

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Il Governo canadese ha confermato ufficialmente che sono 3 i concorrenti nella competizione per il nuovo caccia destinato all'Aeronautica.

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anteprima logo RID Si lavora alla consegna degli S-500 PROMETHEUS

Il Comandante delle Truppe Missilistiche di Difesa delle forze aereospaziali Russe, il Maggiore Generale Sergei Babakov, ha annunciato durante un intervista al quotidiano Krasnaya Zvezda che la pianificazione per la consegna del sistema antiaereo S-500 PROMETHEUS – anche conosciuto con la sigla 55R6M TRIUMFATOR-M - è stata ultimata e, nonostante il clima d’incertezza economica internazionale, a breve si entrerà nella fase di distribuzione ai reparti di punta dell’esercito Russo. 

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anteprima logo RID Al via l’upgrade degli F-15J giapponesi

Boeing ha sottoscritto con Mitsubishi Heavy Industries (MHI) un accordo per l’aggiornamento di 98 F-15J dell’Aeronautica Giapponese.

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anteprima logo RID L’F-15 EX rimpiazzerà anche l’F-15 E STRIKE EAGLE

Il nuovo cacciabombardiere pesante F-15 EX potrebbe rimpiazzare anche l’F-15 E STRIKE EAGLE e non solo gli F-15 C/D EAGLE degli USAF.

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