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anteprima logo RID COLUMBIA, via alla costruzione dei primi 2 battelli

L’US Navy ha concesso a General Dynamics Electric Boat (GDEB) il contratto, del valore di 9,5 miliardi di dollari, per la costruzione ed i test dei primi 2 sottomarini nucleari lanciamissili balistici, SSBN, COLUMBIA. I COLUMBIA, di cui al momento sono previsti 12 esemplari, rimpiazzeranno i classe OHIO attualmente in servizio.

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anteprima logo Marina Italiana Concluso l’intervento della fregata Martinengo sul mercantile attaccato dai pirati nel Golfo di Guinea

Si è concluso nella serata di ieri, 7 novembre, l’intervento della fregata Martinengo in soccorso del mercantile Torm Alexandra attaccato dai pirati in acque internazionali al largo delle coste del Benin nel Golfo di Guinea.

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anteprima logo RID Le origini della medicina tattica

Nel 1984 il colonnello medico Ron Bellami pubblicò un articolo dal titolo: come le persone muoiono sul campo di battaglia. I dati furono raccolti a seguito delle guerre in Korea e in Vietnam, gettando le basi per un cambiamento negli interventi preospedaliero per i pazienti traumatizzati. Dalla raccolta delle informazioni in merito ai decessi sui campi di battaglia emerse che il: 9% morì per emorragie massive, il 31% per lesioni al sistema nervoso centrale, 1% per ostruzione delle vie aeree, il 7% per lesioni da onda d’urto, il 5% pneumotorace iperteso, il 12% infezioni e shock, il 25% lesioni toraciche irrecuperabili e il 10% lesioni toraciche recuperabili.

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anteprima logo RID Germania, via libera per 38 nuovi TYPHOON

Il Parlamento tedesco ha approvato il budget da 5,5 miliardi di euro per l'acquisizione di 38 nuovi Eurofighter cosiddetti Tranche 4 nell’ambito del programma denominata QUADRIGA. Nel pacchetto rientrano anche servizi e supporto logistico. I velivoli rimpiazzeranno i TYPHOON Tranche 1 attualmente in Servizio con l’Aeronautica Tedesca e saranno equipaggiati, tra l’altro, anche con il nuovo radar AESA CAPTOR-E MK1. Quest’ultimo andrà in refit pure sugli Eurofighter TYPHOON Tranche 2 e 3 in servizio. Dei 38 esemplari, 3 saranno destinati alle attività sperimentali e di test. Ulteriori dettagli su RID 12/20.

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anteprima logo RID SSNX il nuovo SEAWOLF?

Stanno iniziando ad emergere i primi “dettagli” sul futuro sottomarino nucleare d’attacco dell’US Navy – programma SSNX. Ancora siamo al livello di studi – con il primo milione di euro stanziato nel budget per l’anno fiscale 2021 – ma qualcosa si può già dire. L’SSNX per prima cosa sarà molto diverso dagli attuali VIRGINIA. Sarà più “grosso” ed avrà come compito primario quello di dare la caccia ai sottomarini ed alle navy russe e cinesi. Si parla già di un dislocamento superiore a quello dei VIRGINIA e che potrebbe spinegrsi fino a 12.000 t in immersione, e forse più. Per intenderci un oridne di grandezza simile a quello del battello “speciale” JIMMY CARTER (nella foto) della classe SEAWOLF. Del resto, l’obbiettivo al momento è proprio quello di sviluppare un sottomarino attagliato sui requisiti degli scenari cosiddetti “peer”. E’ possibile anche che non ci saranno moduli di lancio verticali, ma solo tubi lanciasiluri, con un numero di armi che potrebbe essere superiore alle 60, dai cui però potrebbero essere lanciati pure missili land attack e rilasciati operatori delle forze speciali. Molto sviluppate saranno inoltre le capacità d’intelligence e guerra elettronica, nonché quelle di attacco Cyber e Cyber-EW.

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anteprima logo RID Etiopia, si va verso la guerra civile?

Il Primo Ministro etiope Abiy Ahmed ha imposto lo stato d’emergenza e disposto l’invio delle Forze Armate nella turbolenta regione del Tigrè in risposta ad un attacco contro un’istallazione dell’Esercito federale nella regione. Al momento, nessuna organizzazione ha rivendicato l’attacco, anche se sono forti i sospetti di un’azione perpetrata dalle frange più estremiste del Movimento per l’Indipendenza del Tigrè (MIT), gruppo nato nel marzo 2020 con l’obbiettivo di perseguire l’autodeterminazione dell’etnia tigrina e costituire un’entità statuale autonoma da Addis Abeba. Molto probabilmente, il MIT è stato creato dallo stesso Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino (FLPT), partito che rappresenta gli interessi dell’omonimo gruppo etnico e che da circa un anno è in aperto contrasto con Addis Abeba e con il Governo di Ahmed, per non esporsi direttamente. L’invio dei militari federali e l’attacco all’infrastruttura dell’Esercito è soltanto l’ultimo episodio all’interno della travagliata relazione tra il FLPT e il Governo federale, aggravatasi ulteriormente a partire dallo scorso settembre, quando le autorità locali del Tigrè avevano organizzato le elezioni amministrative e parlamentari nonostante il divieto di Ahmed, che le aveva rinviate sine die a causa dell’emergenza pandemica. La conseguenza di questa violazione alle disposizioni governative era sta la sospensione immediata del pagamento degli stipendi per la pubblica amministrazione, l’interruzione nell’erogazione dei sussidi federali e il blocco di qualsiasi relazione ufficiale tra le istituzioni locali e le autorità centrali. Le ragioni delle posizioni radicali della comunità tigrina (7% della popolazione totale etiope) e del FLPT attengono ai profondi cambiamenti introdotti dal Premier Ahmed nel sistema politico nazionale, riassumibili nel superamento del sistema etno-federalista e nella ridefinizione degli equilibri etnici di potere nel Paese. Quest’ultimo fattore si è tradotto nel ridimensionamento sostanziale dell’influenza tigrina, un tempo dominante nelle istituzioni civili, militari ed economiche, a favore di quella degli Oromo (34% della popolazione), gruppo a cui appartiene lo stesso Abyi Ahmed. Privati del loro potere, i tigrini hanno reagito in maniera assertiva, dipingendo come dispotica ed autoritaria la gestione di Ahmed, provando ripetutamente ad assassinarlo e, ora, sfidando frontalmente le istituzioni federali. In questo senso, l’invio delle truppe nel Tigrè potrebbe acuire ulteriormente le tensioni e trasferire il confronto dal piano politico a quello apertamente militare. Il rischio dello scoppio di un conflitto interno su base etnica diventa, così, ogni settimana più probabile e, con esso, la possibilità che altre etnie insoddisfatte dell’amministrazione Ahmed o semplicemente desiderose di rinegoziare i contenuti della loro relazione con il governo centrale imbraccino le armi ed imitino quanto sinora fatto dai tigrini.

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anteprima logo RID CY4GATE si aggiudica gara NATO per sistemi cyber defence e cyber intelligence

CY4GATE - società attiva nel mercato cyber a 360°, comunica che in data odierna si è aggiudicata la gara per lo sviluppo evolutivo delle attività di Modelling e Simulation della cyber defence e cyber intelligence di un importante Centro di Eccellenza della NATO.

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anteprima logo RID  Gli USA riarmano Taiwan

Negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare notevolmente le difese di Taiwan in chiave anticinese. L'ultimo passo in questa direzione è stato dato con il via libera alla vendita di 4 UAV super-MALE armati MQ-9B REPAER. Nelle scorse settimane, invece, la “luce verde” aveva riguardato la fornitura di 100 lanciatori da difesa costiera per missili antinave HARPOON Block II, di 11 lanciatori mobili HIMARS per missili balistici tattici ATACMS (con 64 missili), e di 135 missili aria-superficie standoff SLAM-ER per equipaggiare i caccia F-16. Per non dimenticare la vendita di 66 nuovi F-16 Block 70/72 approvata nel 2019 e partita, senza troppi clamori, questa estate con la concessione del relativo contratto a Lockheed Martin.

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anteprima logo RID Presentato all’Esercito l’UGV THEMIS

La dita estone specializzata MILREM Robotics ha presentato all’Esercito Italiano nel corso di una dimostrazione l’UGV (Unmanned Goround Vehicle) THEMIS. Per l’occasione il veicolo era equipaggiato con il modulo Milrem’s Intelligent Functions Integration Kit (MIFIK) con il quale è possibile implementare la navigazione attraverso waypoint e la funzione “follow me”. Il THEMIS è già stato venduto a 9 Paesi, di cui 7 Paesi NATO (tra cui Francia e UK), mentre l’azienda ha lanciato di recente anche il veicolo non pilotato da combattimento per il supporto delle unità meccanizzate TYPE-X.

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anteprima logo RID Il Pentagono alla conquista dello Spazio

Si possono formulare molte critiche nei confronti dell’ Amministrazione Trump, ma non certo quella di non star perseguendo, con grande coerenza e chiarezza di intenti, un ampio programma per la riformulazione delle linee guida per tutte le politiche complessive di Difesa e sicurezza degli Stati Uniti. Dopo la nuova “National Security Strategy” (pubblicata il 18 dicembre 2017) sono via via venute la “National Defense Strategy” (19 gennaio 2018), la “Nuclear Posture Review” (2 febbraio 2018), la “Missile Defense Review” (17 gennaio 2019) e adesso la “Defense Space Strategy”, annunciata il 17 giugno 2020. Pur se esisteva già in precedenza una “National Security Space Strategy”, formulata nel 2011 dall’Amministrazione Obama, il nuovo documento è il primo a livello mondiale a parlare esplicitamente di una strategia difensiva/offensiva per l’uso dello Spazio a scopi militari. Questa strategia deve ovviamente essere messa in relazione con la riattivazione dell’US Space Command (US SPACECOM) il 29 agosto 2019 e la creazione di una nuova forza armata, la US Space Force (USSF) il 20 dicembre 2019. Si tratta peraltro di un fenomeno, una specie di “corsa alla militarizzazione dello Spazio”, che non è certo limitato ai soli Stati Uniti: ad esempio, la NATO ha di recente definito lo Spazio come un “dominio operativo”, il Regno Unito sta formulando una sua Defence Space Strategy e ha ricondotto il comando e controllo di tutte le attività spaziali di interesse militare sotto l’Air Command della RAF, la Francia ha attivato un suo Comando Operazioni Spaziali e ha formalmente trasformato l' "Armée de l' Air" in "Armée de l' Air et de l' Espace", e anche l’Italia, pur se su scala più modesta, sembra si stia muovendo nella stessa direzione. Naturalmente, l’uso di sistemi spaziali (soprattutto satelliti) per compiti strettamente militari di early warning, comunicazioni, sorveglianza e ricognizione è una realtà già ben consolidata da molti anni, e in un numero crescente di Paesi. Ciò che sta prendendo forma sono la razionalizzazione e il coordinamento di queste attività, con la creazione di strutture ad hoc per la gestione dei relativi sistemi – un processo per certi aspetti non dissimile da quello che portò alla formazione delle aeronautiche militari come forze armate indipendenti.

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anteprima logo RID CY4GATE ottiene il Nato Commercial and Governmental Entity Code

CY4GATE - società attiva nel mercato cyber a 360°, comunica di aver ottenuto, dopo un processo di selezione, il “NATO Commercial and Governmental Entity Code” (CAGE), un identificatore univoco assegnato dall'Organismo Centrale di Codificazione (OCC) ai fornitori di varie agenzie governative o di difesa, nonché alle agenzie governative stesse e alle varie organizzazioni dei Paesi che aderiscono al NATO Codification System (NCS).

 

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anteprima logo RID Da Thales ecco BLUESCAN

Thales ha presentato un nuovo software di gestione delle tracce acustiche battezzato BLUESCAN e dedicato alla lotta antisommergibile (Anti-Submarine Warfare, ASW). Si tratta di un software pensato per essere installato a bordo di unità di superficie e che consente di fondere le rivelazioni sonar di tutti i sensori presenti in area di operazioni. Il BLUESCAN è costruito per lavorare con tutti i sonar presenti nel catalogo Thales, siano essi sonar a scafo (BLUEMASTER, BLUEHUNTER, BLUEWATCHER), sonar a profondità variabile (CAPTAS-4C, CAPTAS-2, CAPTAS-1), sonar attivi (FLASH, C-FLASH), sonoboe (SONOFLASH) e cortine antisiluro trainate (TORPEDO ALERT). Dal punto di vista operativo, BLUESCAN permette di presentare agli operatori un’immagine acustica di insieme che permette agli operatori di decidere rapidamente e in modo informato. In quanto programma di gestione, la suite suggerisce e permette di disporre i sensori a disposizione in posizione ideale per creare uno schermo acustico stratificato nel braccio di mare (o intorno alla formazione navale) che si vuole proteggere. Questo consente anche di mettere sotto pressione gli equipaggi dei sottomarini attaccanti, costretti a cambiare spesso posizione, velocità e piano d’attacco – con un aumento del rischio di essere scoperti. La gestione dello schermo acustico permette inoltre di coordinare le misure anti-siluro, che vengono attivate in modo coordinato dalle diverse unità navali e aeree in teatro. L’utilizzo di BLUESCAN è molto utile in ogni scenario che veda la presenza contestuale di navi, elicotteri e aerei. Ma si renderà indispensabile con la diffusione di USV e UAV sempre più capaci e con sensori di bordo sempre più sofisticati. Un numero crescente di Marine militari studia con attenzione gli approcci distribuiti all’ASW, con sensori montati a bordo di sistemi teleguidati e autonomi. A tal proposito, BLUESCAN possiede già elementi di intelligenza artificiale (AI) che verranno ulteriormente sviluppati prossimamente. L’AI faciliterà lo svolgimento di 3 missioni principali: gestione di grandi quantità di dati nel corso della missione e in fase di analisi post-missione, gestione contestuale di diversi USV, UAV e UUV/AUV e creazione di modelli comportamentali tramite il processo di machine learning (dunque automatizzazione crescente del sistema). Come ben specificato dal personale Thales, la sfida tecnica principale di BLUESCAN è la connettività, ovvero il dialogo continuo e costante tra sistemi diversi in ambienti operativi multipli, spesso appartenenti a generazioni diverse. Per esempio, negli scenari proposti si ipotizzava la collaborazione tra una fregata classe AQUITAINE (dunque sistema legacy), una fregata classe AMIRAUX (sistema futuro), un Breguet ATLANIQUE-2 (sistema di vecchia generazione), un NH-90 CAIMAN, un generico MALE, un generico RUAV, e diversi USV ed UUV – era presente perfino un relais comunicazioni a bordo di un ipotetico dirigibile. Dunque, si tratta di creare un protocollo di comunicazione universale (o perlomeno comune ai prodotti Thales) per le emissioni sonar. Per facilitare la gestione di così tanti dati e la loro trasmissione, l’idea di Thales è di mettere ciascun sensore in grado di eseguire un’analisi preliminare dei segnali sonar per poi inviare all’unità ospite soltanto l’informazione utile in formato sintetico. L’integralità dei dati raccolti verrà comunque stoccata per poter procedere all’analisi post-missione. In operazione, BLUESCAN procederà quindi all’aggregazione delle rilevazioni utili in un’immagine d’insieme e alla sua redistribuzione a tutti gli effector. Il programma è concepito come evolutivo. Il BLUESCAN V1 è una suite che, nella versione V2, permette di aggregare fonti multiple da diversi ambienti operativi. L’obiettivo finale è giungere alla versione V3, ovvero un approccio globale alla sorveglianza acustica che potrà prevedere un articolato centro comando a terra, un server dedicato e un cloud per una completa (e forse continua) situational awareness su vaste aree marittime.

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