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anteprima logo Aeronautica Italiana Anatolian Eagle: conclusa l'esercitazione multinazionale in Turchia

Venerdi 28 giugno si è conclusa l'esercitazione  "Anatolian Eagle 2019" (AE19).  L'esercitazione annuale a guida dell'Aeronautica Turca si svolge presso la base aerea di Konya,  è una delle più complesse  in ambito internazionale e costituisce un'opportunità importante per lo sviluppo ed il consolidamento di tattiche ed addestramento delle Forze Armate partecipanti, messe alla prova in diversi scenari operativi, di volo e di intelligence articolati e dinamici. Non si tratta di una competizione tra i diversi "attori", bensì un momento di crescita e confronto costruttivo tra le unità impegnate.

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anteprima logo RID La Cina rischiera caccia J-10 nelle Paracel

Secondo alcune immagini satellitari risalenti al 19 giugno, la Cina ha rischierato almeno 4 caccia multiruolo J-10 sull’isola di Yongxing, facente parte dell’Arcipelago delle Paracel nel Mar Cinese Meridionale, arcipelago rivendicato anche da Taiwan e Vietnam. Non è la prima volta che l’Aeronautica Cinese invia i propri velivoli da combattimento sull’Isola. Basterebbe ricordare i recenti rischieramenti di cacciabombardieri JH-7, dei velivoli multiruolo J-11B, dei quali uno risalente ai primi giorni di giugno, e un altro avvenuto nella tarda primavera del 2018, quasi ad indicare una presenza semi-permanente e a rotazione più o meno regolare di velivoli da combattimento sull’Isola. Lo scorso anno, inoltre, un bombardiere H-6K ha effettuato una serie di atterraggi touch-and-go sulla pista di 2.700 m, appena ripavimentata ed incrementata nelle dimensioni, seguiti da una breve permanenza sull’Isola, a voler dimostrare le capacità di utilizzo dell’aeroporto anche da parte di assetti strategici. Tuttavia, la presenza dei J-10 rappresenta un’assoluta novità. Dalle immagini satellitari non è possibile determinare la variante del velivolo presente sull’isola. Non è da escludere che si tratti della nuova J-10C, i cui primi esemplari sono stati immessi in servizio nell’aprile 2018 ed equipaggiati con nuova suite EW, radar AESA più potente ed armati con i nuovi missili aria-aria a medio raggio PL-15. E’ possibile, inoltre, che il rischieramento dei velivoli citati, inclusi i J-10, si inseriscano in un progetto più ampio che includerebbe la creazione di uno spazio aereo limitato da una ADIZ (zona di identificazione di difesa aerea), seguito in tempi maggiormente dilatati, da una vera e propria bolla A2/AD a copertura di un’area non inferiore ai 1.000 km dall’Isola di Yongxing.

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anteprima logo RID Si mette male per Haftar?

Gli ultimi giorni hanno visto un sensibile indebolimento nell’offensiva di Haftar su Tripoli, nonché un arretramento complessivo del LNA (Libyan National Army), che ora si trova in grosse ambasce dopo la conquista della strategica cittadina di Gharyan, il centro di partenza dell’offensiva del Generale, da parte delle forze del GNA (Goverment of National Accord) fedeli a Serraj. Nei primi giorni di giugno, l’offensiva di Haftar è stata bloccata - nonostante i bombardamenti effettuati ai danni dell’Aeroporto di Mtiga contro alcuni velivoli (un drone turco ed un aereo cargo AN-124 con probabili rifornimenti destinati al GNA e provenienti dalla Turchia), l’unico operativo nella capitale libica - dalla decisa controffensiva del GNA contro le postazioni del LNA nell’area dell'ex Aeroporto Internazionale di Tripoli. Il controllo di tale zona, dove continuano gli scontri, sarebbe di grande importanza per il GNA che da lì potrebbe garantirsi la possibilità di colpire il vicino quartiere di Qasr Ben Ghashir, da dove partono gli attacchi con razzi contro la capitale. Per quanto riguarda Gharyan, nelle ultime 48 ore i velivoli d’attacco leggero L-39ZO delle forze governative hanno effettuato 4/5 raid tra Aziziyah e Gharyan, che hanno spianato la strada dall’avanzata delle truppe di terra, costringendo le forze del LNA ad arretrare inizialmente fino al confine nord di Gharyan (villaggi di Abu Rashada, Abu Hashiba e Qawasim) e, successivamente, fino al centro della città, per poi lasciarla completamente. Al momento sembra però improbabile che le forze del GNA proseguano l’avanzata ancor più in profondità, tenuto conto del numero di perdite subite (non meno di 40 uomini) e della relativa strettezza della porzione di territorio appena riconquistato - che va da Twaishah ed al Sawani, ad ovest dell’ex Aeroporto Internazionale di Tripoli, fino alla periferia sud di Gharyan – territorio particolarmente vulnerabile sul fianco orientale nel caso di controffensive provenienti da Qasr Ben Ghashir. D’altro canto, la caduta della cittadina rappresenta un durissimo colpo per le forze guidate da Haftar, considerando l’enorme valore di Gharyan come principale e fondamentale hub logistico e di rifornimento carburante per le unità del LNA impegnate nella battaglia di Tripoli. Una prima risposta, il LNA l’ha data nelle ultime ore con 5/6 raid aerei contro le postazioni del GNA nel centro della città. Tuttavia, è difficile pensare che ciò basti a riprendere il controllo sull’area, anche tenendo conto che le forze di terra iniziano a pagare le conseguenze dell’eccessiva estensione delle linee di rifornimento e che, un’eventuale offensiva da Qasr Ben Ghashir, implicherebbe lo spostamento di uomini e mezzi dal fronte per il controllo dell’ex Aeroporto di Tripoli, al momento impensabile. I problemi per Haftar, non finiscono qui. Come già evidenziato da RID in precedenza, infatti, nel Fezzan l'LNA continua a subire attacchi - con diverse perdite - da parte di miliziani del Daesh e contro tale minaccia difficilmente potrà rispondere tramite l’invio di unità di rinforzo, tutte impegnate nelle operazioni su Tripoli, o attingendo alle unità lasciate a presidiare la Cirenaica. Il deterioramento della situazione nel Fezzan per il LNA potrebbe essere arrestato da un più massiccio supporto degli sponsor esterni. Nello specifico, va evidenziato che, dalla metà di giugno, gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto l’utilizzo in concessione di una base militare situata nell’estremo nord del Niger, a pochi chilometri di distanza dal confine libico e dal Fezzan meridionale. È verosimile ritenere che, nelle prossime settimane, da tale base vengano effettuate operazioni da parte di mezzi aerei emiratini in funzione ISR ed attacco al suolo, a supporto alle forze di Haftar impegnate nel difficile controllo del Fezzan, in particolare dell’area a sud di Saba. Gli Emiratini, inoltre, proseguono il loro supporto militare a favore delle forze di Haftar. Durante la prima settimana di giugno il LNA ha ricevuto complessi antiaerei russi a breve-medio raggio PANTSIR-S1 - montati su camion MAN SX45 8X8 - provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e giunti in Libia via aerea all’aeroporto di Benina/Bengasi, dove dovrebbero essere stati piazzati a protezione della base. Tenuto conto che si tratta di un sistema mai stato in dotazione ai Libici, è estremamente probabile che, insieme ai mezzi, sia stato inviato anche personale tecnico e manutentivo (emiratino, o magari russo). Come noto, il supporto militare esterno non è una prerogativa esclusiva del LNA. Nelle ultime settimane, si sono intensificati gli invii di sistemi d’arma ed equipaggiamenti vari provenienti dalla Turchia e destinati al GNA. Nei giorni scorsi, ad esempio, le milizie di Serraj hanno ricevuto un paio di UCAV BAYRAKTAR TB2 con relativa stazione di controllo (e, verosimilmente, anche in questo caso, personale tecnico turco), nonché almeno una ventina di MRAP KIRPI e VURAN, tutti inviati da Samsun via mare su una nave battente bandiera moldava. Del resto, di recente, è stato lo stesso Erdogan a confermare ufficialmente il supporto militare e la “vendita” di mezzi ai “Fratelli Musulmani” libici.

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anteprima logo RID Gli F-35 della RAF in azione in Siria

A partire dallo scorso 16 giugno, i 6 F-35B LIGHTNING II appartenenti al 617° Squadrone “Dambusters” della RAF rischierati dallo scorso 21 maggio ad Akrotiri (Cipro), hanno effettuato le prime missioni operative nel teatro siriano nell’ambito dell’Operazione anti-Daesh SHADER. 

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anteprima logo RID Primi dettagli sui nuovi cacciamine della MM

Stanno emergendo una serie di dettagli sul Cacciamine di Nuova Generazione della Marina Militare, conosciuto anche come Caccimine Oceanico Veloce, il cui programma di acquisizione partirà nel 2020. Al momento si sta pensando ad un’unità ampiamente modulare da 1.300-1.400 t di dislocamento e 75-80 m di lunghezza, con scafo in materiale composito amagnetico ed un piccolo ponte di volo per un RUAV. La nave sarà in grado di accogliere 1 USV (Umanned Surface Vehicle) di taglia grande, che per l'immissione in acqua sfrutterà uno scivolo poppiero, e 2 USV di taglia media, più 6 AUV (Autonomous Underwater Vehicle) medi ed altri 8 piccoli, 10-12 ROV e fino a 30-40 cariche di contro-minamento. L’autoprotezione sarà fornita da torrette del calibro compreso tra i 12,7 mm ed i 40 mm, ma si sta discutendo pure della possibilità di adottare un sistema sup-aria a cortissimo raggio. Ulteriori aggiornamenti su RID 8/19.

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Secondo quanto si apprende dal DPP 2019, il programma di Ammodernamento di Mezza Vita (AMV) del carro ARIETE è stato ridimensionato. Lo stanziamento complessivo è stato ridotto da 421,7 milioni di euro a 297,3 milioni di euro, comprensivi dei primi 35 milioni per l’aggiornamento di 3 carri prototipali. Il numero di mezzi interessati dall’aggiornamento è stato programmato in 125.

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Pochi i dettagli relativi all'AIM-260, prodotto Lockheed Martin, ma sicuramente sarà ben maggiore la gittata. 

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anteprima logo RID Leonardo presenta il Drone Contest

All’Innovation day di Torino, Leonardo ha annunciato l’avvio del Drone Contest,

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anteprima logo RID Cerimonia di avvicendamento del CSMM

Si è svolta ieri, a Palazzo Marina a Roma, la cerimonia di avvicendamento tra l’Amm Valter Girardelli e il suo successore Amm. Giuseppe Cavo Dragone come nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.

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L'Australia avvia l'acquisizione del sistema missilistico NASAMS, scelto come rimpiazzo per gli RBS-70. 

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anteprima logo RID Trump, Iran e "diplomazia della violenza"

In seguito all’abbattimento dello UAV da ricognizione RQ-4 BAMS-D, testbed per lo sviluppo di alcuni sistemi destinati ad equipaggiare nuovi UAV da ricognizione marittima MQ-4C TRITON in via di acquisizione dalla US Navy, nelle ultime ore si sono avuti ulteriori sviluppi. 

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anteprima logo RID Riparte il CAMM ER

Buone notizie da DPP 2019-2021, di cui RID è venuta in possesso di una copia in anteprima. Il sistema sup-aria a corto-medio raggio per la difesa antiaerea MBDA CAMM ER è stato reinserito nella pianificazione finanziaria e quest’anno riceverà un primo finanziamento da un milione di euro. Lo stanziamento crescerà poi a 10 milioni di euro nel 2020 ed a 15 milioni nel 2021. Il programma, che mira al completamento dello sviluppo del sistema, si concluderà nel 2024 con un onere complessivo di 95 milioni di euro. Entro l’anno sono confermati i primi 2 tiri del missile.

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