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anteprima logo RID Un IFV robotico da Milrem Robotics

La società estone Milrem Robotics ha annunciato il lancio di un programma di sviluppo per un veicolo non pilotato da combattimento da 12 t equipaggiato con torretta remotizzata armata di cannone Bushmaster II da 30 mm (il fornitore della torretta non è stato ancora divulgato). Il prototipo dello scafo è stato appena terminato e a settembre inizierà le prove d mobilità seguite poco dopo dalle prime prove a fuoco. Il mezzo è dotato di cingoli in gomma e l’altezza, torre compresa, è stata contenuta entro 2,2 m per consentirne l’imbarco sul C-130 HERCULES.

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anteprima logo RID Filippine, quale elicottero d'attacco?

Il Segretario della Difesa delle Filippine, Delfin Lorenzana, in una recente intervista rilasciata alla CNN-Philippines, ha dichiarato che il Governo locale è ancora alla ricerca di un accordo con la Turchia per l’acquisto di un pacchetto di 8-10 elicotteri d’attacco ATAK T-129. Nella stessa intervista Lorenzana ha però precisato che non è stato firmato nessun contratto di acquisto in tal senso, ma che esiste la forte volontà da parte del Governo di Manila di arrivare ad un accordo economicamente idoneo al budget stanziato. Quest’ultima dichiarazione segue quella effettuata qualche giorno prima, in cui lo stesso Lorenzana annunciava l’impossibilità da parte delle Forze Armate Filippine di acquistare elicotteri AH-64E APACHE e AH-1Z VIPER, offerti dagli Stati Uniti in Foreign Military Sales (FMS). Troppo onerosa la spesa: 1,5 miliardi di dollari per 6 APACHE o 450 milioni dollari per 6 VIPER, a fronte del budget fissato dal Governo Filippino in 257 milioni di dollari (13 miliardi di PHP). La vendita del T-129 alle Filippine, ufficializzata nel dicembre 2018, è stata congelata dall’intervento del US CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act) a seguito dell’acquisto turco del sistema missilistico S-400 russo. Le sanzioni americane continuano infatti a vietare l’autorizzazione all’esportazione del motore del T-129, lo LHTEC T800-4A, costruito da una joint venture tra Rolls-Royce e la statunitense Honeywell, impedendo di conseguenza la vendita dell’elicottero oltre che alle Filippine pure al Pakistan. Tenuto in considerazione l’enorme impatto che l’emergenza COVID-19 avrà sul bilancio delle Filippine, è probabile che la cifra stanziata per l’acquisto degli elicotteri d’attacco possa addirittura subire un ritocco al ribasso il che limiterebbe ancora di più il numero dei velivoli acquistati, tenendo in considerazione che nel pacchetto richiesto dovranno essere inclusi anche le parti di rispetto, i sistemi d’arma ed il supporto tecnico logistico post-vendita. Se si considera che allo stato attuale, la Turkish Aerospace (TA) è ancora alla ricerca di un idoneo sostituto del T800, la dichiarazione di Lorenzana potrebbe nascondere alcune mosse strategiche. La prima è quella di forzare la mano americana ad una vendita a prezzi notevolmente inferiori o optare a qualche surplus dell’US Army, assicurando poi un idoneo pagamento per le parti di ricambio e per i sistemi d’arma; vista invece la recente vicinanza del Governo Filippino alla Russia, come confermato dall’annunciato acquisto di 17 elicotteri medio-pesanti Mi-17 annunciata a marzo, un’ulteriore opzione potrebbe essere esplorare proprio in Russia la possibilità di un elicottero di attacco che risponda ai requisiti filippini.

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anteprima logo RID FREMM all’Egitto: operazione strategica

Come anticipato da RID, la fornitura per 2 fregate FREMM all’Egitto ha ottenuto il via libera definitivo ed è cosa fatta. Si tratta di un'operazione molto importante per ragioni tanto geopolitiche quanto industriali. Riguardo al primo aspetto, con la commessa si rafforzano le relazioni con l’Egitto, un partner strategico per l’Italia ed una pedina fondamentale per la stabilità e gli equilibri della regione, e si riequilibra l’assertività turca favorendo un contrappeso. Per quanto riguarda gli aspetti industriali, Fincantieri porta a casa anche l’opzione per altre 2 FREMM e realizzerà le 2 unità che dovranno andare a rimpiazzare BIANCHI e SCHERGAT in seno alla flotta della Marina Militare. Un’operazione “win win”, dunque, che denota anche – finalmente! - una certa maturità della classe politica che nella vicenda ha saputo tenere separati gli aspetti morali dagli affari di stato.

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anteprima logo RID Elettronica presenta ADRIAN

Lo scorso 9 giugno il CEO Office Director e SVP Governmental & Institutional Relations di Elettronica, Lorenzo Benigni e Paolo Izzo, Chief Sales Officer, hanno presentato l’innovativo sistema antidrone di Elettronica chiamato ADRIAN (Anti Drone Interception Acquisition Neutralization) ai rappresentanti delle Forze Armate italiane e delle Istituzioni in contesto rappresentativo FOB (Forward Operating Base). 

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anteprima logo RID Il T-7A passa la Critical Design Review

Il futuro addestratore avanzato dell’USAF T-7A RED HAWK fa un ulteriore passo verso l’avvio della produzione. Nei giorni scorsi, infatti, l’azienda costruttrice Boeing e l’Air Force hanno concluso ed approvato, dopo circa 18 mesi di lavoro, le Critical Design Review (CDR) riguardanti la finalizzazione delle caratteristiche strutturali dell’aereo e degli annessi sottosistemi. Il consolidamento del design del velivolo è avvenuto dopo l’abituale analisi, prevista da ogni CDR, sulle capacità della piattaforma (aereo + sistemi) di rispondere, in questo caso, alle avanzate esigenze addestrative degli equipaggi destinati ai velivoli di 4ª e 5ª generazione (F-22 ed F-35 inclusi). Nello specifico, l’analisi si è incentrata sul nuovo sistema di eiezione, sull’integrazione tra il motore GE-F404 e la propulsione desiderata e sul posizionamento e le caratteristiche dei piloni subalari. Il programma T-7A è ufficialmente partito nel settembre 2018, dopo la vittoria del candidato presentato dalla Boeing (in partnership con la Saab) nella gara per la sostituzione dell’ormai vetusto T-38C TALON come addestratore avanzato dell’Aeronautica Statunitense. Il contratto, del valore di 9,2 miliardi di dollari, prevede la fornitura di 351 RED HAWK e di 46 simulatori. Oltre a tale ordine, la Boeing prevede buone opportunità di vendita dell’aereo sul mercato internazionale, al quale non è improbabile che possa rivolgersi anche con una variante “light combat” o “fighter attack”, come spesso avviene nel caso degli addestratori.

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Come vi abbiamo dato conto, la commessa per la vendita all’Egitto delle 2 fregate tipo FREMM GP (General Purpose) EMILIO BIANCHI e SPARTACO SCHERGAT sembra aver ottenuto definitivamente il via libera del Governo. Si tratta di un’operazione da 1,1 miliardi di euro di cui condividiamo gli obbiettivi geopolitici di fondo. L’Egitto, oltre ad essere il più importante Paese arabo e dell’Africa, è un nostro prezioso partner strategico al quale ci legano solidi rapporti commerciali e, soprattutto energetici – l’ENI controlla il giacimento di gas naturale di Zohr, nelle acque egiziane, ovvero il più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo – ed un Paese fondamentale per la stabilità e gli equilibri della regione, vitale per la sicurezza e gli interessi italiani. La vera questione, adesso, è però compensare la Marina Militare che perde 2 importanti unità di prima linea. E su questo aspetto non ci possono essere equivoci o ritardi. In tutto il Mediterraneo si sta assistendo ad una “gara navale” senza precedenti che, la crisi del COVID 19, può al limite solo rallentare. Abbiamo visto quello che, nonostante la pandemia, è stata capace di fare la Turchia nel nostro giardino di casa. Ankara ha proiettato in Libia, ovvero nel Mediterraneo Centrale, oltre 10.000 miliziani siriani filo-turchi, 300-400 consiglieri (appartenenti in particolare forze speciali ed intelligence), decine di UAV armati, sistemi veicolari KORAL per la guerra elettronica, che hanno interferito pure con le nostre attività navali nell’area, ed una fregata a dare copertura contro gli attacchi degli UAV emiratini WING LOONG operanti in supporto alle forze di Haftar. Un intervento riuscito che in poche settimane ribaltato le sorti del conflitto. In una situazione del genere, dunque, l’Italia ha tutto l’interesse a rafforzare l’Egitto per riequilibrare la Turchia, ma, attenzione, per le stesse ragioni, non si può permettere di indebolire la flotta. Per cui raccomandiamo una delle 2 alternative. La prima: esercizio immediato dell’opzione per i 3 PPA mancanti in variante Full, sfruttandone la modularità e la versatilità per ricavarne una variante in grado di esprimere pure capacità antisom. La seconda: ordine immediato a Fincantieri per 2 nuove FREMM ASW. Se non si compensa la Marina, pertanto, la vendita delel FREMM all’Egitto sarebbe solo una mera operazione di cassa, e non un’operazione strategica di sistema.

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Il Governo ha presentato al Parlamento l’annuale delibera sulle missioni internazionali. Il documento – arrivato con grande ritardo per via della crisi del COVID 19 e del consenso che doveva ancora materializzarsi nella compagine governativa su alcune interventi – dovrebbe essere discusso a partire da domani in Senato. Tra le nuove missioni di quest’anno, la più importante è senz’altro TAKUBA, nel Sahel, che comprende un robusto contingente di forze speciali – 200 unità – ed 8 aeromobili: probabilmente 4 elicotteri NH-90 da trasporto e 4 elicotteri d’attacco MANGUSTA, per garantire la copertura e la protezione degli spostamenti e dei dispiegamenti in un teatro particolarmente vasto, anche se non ci sono conferme ed indicazioni ufficiali al riguardo. TAKUBA è una missione che raggruppa alcuni Paesi europei e che opererà a fianco dell’Operazione francese BARKHANE. Il compito sarà accompagnare, assistere e consigliare le forze locali nelle operazioni contro i gruppi jihadisti nell’area. In pratica stiamo parlando di una missione di assistenza militare e contro-terrorismo pura, dunque di una missione ad alto rischio. L’Italia accresce così la sua presenza nel Sahel che, tra TAKUBA e la missione bilaterale in Niger, arriva a 600 uomini. Un altro nuovo intervento è quello nel Golfo di Guinea, dove sono molto forti gli interessi dell’ENI e la minaccia della pirateria, con un dispositivo composto da 2 navi. Nuova anche la missione dell’UE in Iraq – EUAM (European Union Advisory Mission in support of security sector reform in Iraq) – alla quale l’Italia mette disposizione per il momento solo 2 uomini, e la partecipazione all'implementazione del cosiddetto framework NATO per il sud con 6 uomini. A ciò bisogna aggiungere la missione europea IRINI nel Mediterraneo Centrale, che ha preso il posto di SOPHIA, per la quale l’impegno italiano è quantificato in una nave e 3 mezzi aerei. Gli altri impegni restano sostanzialmente gli stessi dello scorso anno, per un totale complessivo di circa 7.500 militari italiani impegnati all’estero ed una spesa di 1,1 miliardi di euro. Molto interessanti anche i cambiamenti registrati relativamente all’impegno nell’ambito della coalizione anti-Daesh in Iraq e Kuwait. Proprio in Kuwait, infatti, l’Italia ha deciso di schierare una batteria di missili terra-aria SAMP-T. Da una parte si tratta di una mossa che si spiega alla luce della crescita della minaccia missilistica iraniana nell’area, e della connessa esigenza di proteggere i nostri assetti in teatro, dall'altra ci sono anche ragioni commerciali visto l’interesse del Kuwait per il sistema. Da sottolineare pure ciò che emerge a proposito delle capacità della componente aerea presente in Kuwait con il riferimento alla “generazione di effetti in ambiente elettromagnetico (compreso il C-UAS) e di informazioni operative a supporto della missione”. Si tratta, evidentemente, di quanto esprimibile dal C-27J JEDI dell’Aeronautica Militare che , ricordiamolo, è in grado di fornire una “bolla tattica” andando a disturbare tanto le comunicazioni quanto i segnali radio per la detonazione degli IED e quelli di guida e controllo dei droni. Infine, un accenno anche al Libano che ad oggi diventa l’impegno italiano più importante. Ai 1076 miliari della missione UNIFIL, infatti, vanno aggiunti i 140 componenti della missione bilaterale di assistenza militare alle Forze Armate Libanesi (LAF).

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anteprima logo RID CY4GATE: al via roadshow e bookbuilding per la quotazione su AIM

CY4GATE - società attiva nel mercato cyber a 360° - nell’ambito del progetto finalizzato alla crescita e al proprio posizionamento competitivo in Italia e all’estero, ha avviato le attività propedeutiche all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie su AIM Italia - gestito da Borsa Italiana S.p.A..

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Secondo fonti di RID, il Governo avrebbe dato il via libera alla vendita di 2 fregate FREMM tipo General Purpose – la EMILIO BIANCHI e la SPARTACO SCHERGAT – all’Egitto. A livello di Presidenza del Consiglio la decisione era stata presa da tempo, restava solo da attendere il consenso della compagine governativa nella sua interezza; consenso che sembrerebbe dunque essere arrivato. La commessa ha un valore di 1,1 miliardi di euro, e consentirà all’Egitto di rafforzare la propria flotta nell’immediato per contro-bilanciare le crescenti aspirazioni turche. L’Egitto si conferma così il principale partner strategico dell’Italia nel Mediterraneo, assieme all’Algeria, ed una pedina fondamentale per la strategia del nostro Paese in un contesto sempre piu’ complesso e “rimodellato” negli ultimi 4-5 dalle rinnovate ambizioni turche e russe. A questo punto, però, diventa fondamentale compensare la Marina Militare e reintegrare quanto prima la flotta, proprio per i motivi appena elencati e per far sì che il nostro Paese non perda posizioni nella “gara navale” in atto nel Mediterraneo.

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Per i nostri lettori e per chi in generale non ha potuto seguirci, ecco la registrazione integrale del Webinar da noi organizzato svoltosi ieri lunedì 8 giugno. L'appuntamento ha riscontrato un notevole successo con quasi 200 partecipanti collegati. Il tema: la crisi del COVID 19 e la resilienza sistemica garantita dall'industria della difesa. I partecipanti: Sottosegretario alla Difesa On. Angelo Tofalo, Presidente AIAD Guido Crosetto, AD di Leonardo Alessandro Profumo, AD di Fincantieri Giuseppe Bono, Presidente ed AD di Elettronica Enzo Benigni, Managing Director di MBDA Italia Pasquale Di Bartolomeo.

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L'USAF dovrebbe acquistare a breve un primo lotto di 8 missili ipersonici Lockheed Martin AGM-183A Air-Launched Rapid Response Weapon (ARRW). Con queste armi, l'USAF conta di svolgere il prossimo anno una prima campagna live di test in volo dai bombardiere B-52H. L'ARRW si compone di un booster a combustibile solido e di un glide planante non propulso in grado di sviluppare velocità fino a 20 Mach e colpire l'obbiettivo. Ulteriori dettagli su RID 7/20.

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Si è svolto oggi il webinar organizzato da RID riguardante la resilienza dell’industria della Difesa durante il COVID 19 e la sua importanza per la ripresa del Paese a seguito della pandemia. 

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