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anteprima logo RID Cinquanta F-35A per gli EAU?

Il Dipartimento di Stato americano avrebbe già inoltrato informalmente al Congresso la richiesta da parte degli Emirati Arabi Uniti per la fornitura di 50 F-35A. In caso di notifica formale, il Congresso avrebbe poi 30 giorni per dare o meno la sua approvazione. L’eventuale commessa, che a questo punto sembra ormai imminente, suggella un po' la relazione triangolare tra Israele, EAU ed Arabia Saudita – relazione “di fatto” in piedi da anni in funzione anti-iraniana – rispetto alla quale in ogni caso gli Americani continueranno a garantire il “qualitative edge” dello Stato Ebraico. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, sembra scontato che la variante emiratina degli F-35A sia depotenziata, sin particolare per ciò che concerne le capacità e le librerie elettroniche, senza dimenticare che in qualunque momento gli stessi Americani potrebbero limitarne l'operatività considerando la natura “tutta software” dell'aereo del suo sistema logistico integrato di supporto.

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anteprima logo RID F-35 e CAVOUR: IOC nel 2024

Nel corso di un’audizione parlamentare svoltasi ieri, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, ha confermato che la capacità operativa iniziale (IOC) dell’F-35B sulla portaerei CAVOUR sarà presumibilmente conseguita nel 2024. Cavo Dragone ha anche confermato l’anticipazione di RID sullo slittamento ai primi mesi del prossimo anno della crociera operativa della stessa CAVOUR negli Stati Uniti.

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anteprima logo RID Un nuovo sottomarino da Naval Group

Al salone virtuale Euronaval 2020 Naval Group ha presentato una versione migliorata del suo sottomarino virtuale SMX31E. L'SMX31E era già stato presentato come uno studio di concetto (concept study), ma adesso ci sono elementi meno teorici e più realistici. La versione attuale è un sottomarino completamente elettrico con caratteristiche più vicine ad un ipotetico battello operativo. L’SMX31E è lungo 77 m con un diametro massimo di 12 m e un dislocamento stimato in 3.200 t. Secondo Naval Group, la formula completamente elettrica porterebbe vantaggi significativi sotto molti aspetti. In primo luogo, l'automazione e l'uso di attuatori elettrici ridurrebbe la necessità di operazioni di manutenzione in mare e, quindi, limitando l’equipaggio a sole 15 persone. Questo sarebbe anche l'effetto di sistemi d'arma e sistemi di gestione del combattimento (CMS) sempre più autonomi. In secondo luogo, l'assenza di motori diesel e la completa dipendenza dalle batterie agli ioni di litio (o equivalenti) garantirebbe al battello una traccia acustica e infrarossa estremamente bassa, ulteriormente ridotta grazie al design idrodinamico all'avanguardia e alle piastrelle acustiche di nuova generazione (a forma di scaglie di pesce) poste lungo tutto lo scafo. Terzo, la permanenza in mare sarebbe simile a quella dei sottomarini a propulsione nucleare, ma al prezzo di una velocità ridotta. In effetti, l'SMX31E sembra una piattaforma ottimizzata per la presenza e sorveglianza a lungo raggio. Sarebbe in grado di effettuare missioni di 60 giorni a 5 nodi o 30 giorni a 8 nodi. L'SMX31E è stato pensato per fungere anche da nave madre per una pletora di AUV/UUV di diverse dimensioni. Due grandi baie di missione ospiteranno grandi veicoli subacquei autonomi (AUV), mentre altri UUV e/o AUV più piccoli saranno collocati nel vano siluri. Il battello sarebbe dotato di tubi lanciasiluri e sarebbe in grado di trasportare fino a 24 siluri pesanti o un mix di armi e mezzi senza equipaggio. Grazie ai suoi prosecutor senza equipaggio, Naval Group stima che il sottomarino potrebbe avere una capacità di sorveglianza 10 volte superiore a quella di un classe BARRACUDA. Se l'SMX31E dovesse essere sviluppato così com'è, Naval Group ritiene che sarebbero necessari 10 anni di studio, con altri 10 anni per lo sviluppo e le prove in mare. Infatti, la società lo definisce come il "sottomarino per il 2040". Più realisticamente, lo studio servirà come punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie destinate a migliorare le classi di sottomarini SCORPENE e BARRACUDA esistenti e, probabilmente, per contribuire agli studi (e allo sviluppo) recentemente avviati per la sostituzione degli SSBN LE TRIOMPHANT.

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anteprima logo RID Legge Di Paola, si cambia

Il nuovo Modello organico delle Forze Armate italiana a 150.000 uomini, introdotto dalla Legge 244/2012 “Di Paola” e da raggiungere entro il 2024, sarà con molta probabilità rivisto. Sul tema si è espresso ieri anche il Consiglio Supremo di Difesa nel cui ambito si “è convenuto sulla necessità di effettuare una verifica della Legge 244/2012, al fine di individuare eventuali correttivi in relazione al mutato contesto di riferimento, e di procedere al completamento del processo di riforma della Difesa in senso unitario e interforze”. Vedremo quali correttivi verranno adottati in tal senso. L’auspicio è che non si arrivi ad una mera deroga, o un mero aumento degli organici, ma che si riveda lo strumento militare nel suo complesso, che si ponga mano sul serio al rapporto tra componente operativa e non operativa, e che finalmente ci si indirizzi verso una Riserva nel vero senso della parola. Insomma, se si vuole davvero rivedere la “Di Paola” lo si faccia seriamente ed in maniera strategica, e non adottando provvedimenti contingenti e di breve respiro. Il Consiglio Supremo di Difesa ha affrontato pure la situazione legata alla pandemia – rispetto alla quale potrebbe crescere il ruolo della Sanità Militare – e degli scenari internazionali, con particolare riferimento alla Libia ed al Mediterraneo Orientale. Molto interessante anche il passaggio dedicato all’industria della difesa ed agli investimenti nel settore che “favoriscono lo sviluppo dell’intero Sistema Paese e fungono da traino soprattutto nei settori ad elevata tecnologia” con un riferimento all’”allocazione pluriennale delle risorse” che rimanda all’esigenza di predisporre quanto prima una legge quinquennale o sessennale per dare certezza alla pianificazione finanziaria nel settore più avanzato della manifattura italiana. Un’esigenza, quest’ultima, prevista dal Libro Bianco 2015 a cui finora non è stato possibile dare risposta poiché, ricordiamolo, l’approvazione del Disegno di Legge che avrebbe dato implementazione a buona parte del contenuto del Libro Bianco non arrivò a causa dello scadere della scorsa legislatura. L’auspicio, pertanto, è che quieto Parlamento, che ha ancora di fronte a sé un orizzonte di 3 anni, possa riprendere in mano il Libro Bianco o, quanto meno, alcuni dei suoi contenuti per consentirne l'implementazione.

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anteprima logo RID La corsa agli armamenti ipersonici

Per alcuni decenni gli Stati Uniti sono stati impegnati militarmente nelle cosiddette “guerre minori”, dall’Iraq all’Afghanistan. La Russia, caduta l’Unione Sovietica nel 1989, non ha più rappresentato un reale pericolo militare, se mai, dopo l’avvento di Putin, una nazione rivale a livello politico con capacità di proiezione di potenza in varie zone del globo (ma non più "il nemico" per motivi di ideologia politica). La Cina, pur essendo un gigante, è sempre stata vista, almeno fino a tempi recenti, come tecnologicamente arretrata, con Forze Armate molto numerose ma con potenzialità tecniche modeste e con capacità di proiezione di potenza solo locali (a parte il caso estremo del potenziale impiego, puramente teorico, di missili balistici a testata nucleare). Oggi le cose sono completamente cambiate, la Russia ha rialzato la testa e sta recuperando le sue capacità militari e tecnologiche. La Cina, apparentemente in modo inaspettato, ma in effetti prevedibile, e grazie anche al contributo economico e tecnologico indiretto ma fortissimo fornito dall’Occidente (USA ed Europa in testa) è diventata un nemico, o meglio “il nemico”, del massimo livello in tutti sensi. Le capacità militari e tecnologiche di Pechino sono ormai notevoli. In più la possibilità cinese di proiezione di potenza a livello globale, sia commerciale che economica, è molto preoccupante. Essa si manifesta, ad esempio, con l’espansione in Africa, ma anche in Europa. Sul versante militare la crescita tecnologica di Pechino si sta manifestando con armamenti aeronautici, navali e terrestri di notevole valore tecnologico. Ma è nel settore delle armi missilistiche, a breve, media e lunga portata, che i progressi sono stati più marcati tanto da rappresentare la minaccia più sentita per l’Occidente. Negli ultimi anni in tale settore si sono aggiunte le armi ipersoniche, una categoria di sistemi nei quali la Cina, e pure la Russia, sembra abbiano acquisito una posizione di vantaggio rispetto agli USA. Posizione che, però, gli Stati Uniti stanno provando a recuperare.

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anteprima logo RID Iran, annuncia la prima nave anfibia

L’Iran, tramite il proprio Capo di Stato Maggiore della Marina, Rear Admiral Hossein Khanzadi, ha annunciato sulle proprie trasmissioni di Stato e a fonti di stampa russe, il varo della prima unità anfibia (previsto per novembre), che avrà il nome di KHALIJ-E FARS (Golfo Persico). Secondo quanto dichiarato dall’Ammiraglio Khanzadi, l’unità sarà in grado di trasportare ed operare con reparti di volo dotati di elicotteri e droni, combinati con altri sistemi d’arma a lunga gittata. L’unità avrà, secondo quanto dichiarato, una notevole autonomia che gli permetterà di operare in oceano per un lungo periodo senza rifornimenti, in grado quindi di garantire una permanente presenza strategica nell’area di operazione. Sulla base delle informazioni fornite, la LHA iraniana avrà una lunghezza di 231 m e sarà in grado di imbarcare fino a 7 elicotteri, un gruppo di droni e piattaforme aeree per la guerra elettronica. I droni imbarcati potrebbero rivelarsi una combinazione di SEPEHER, SHAHAB-2 e HODHOD-4, ma l’intenzione è quella di permettere alla nuova unità di operare anche con il più grande UAV MOHAJER e con una combinazione di loitering munition. L’Ammiraglio Khanzadi ha inoltre annunciato che, sempre a novembre, verranno presentati anche l’”incrociatore” DENA, il cacciamine modello SABA e la lanciamissili ZEREH. Lo sforzo cantieristico iraniano, se si considerano le significative restrizioni dovute alle sanzioni imposte dalla Comunità Internazionale, riguarda pure la componente subacquea, con la costruzione del quarto esemplare del sottomarino FATEH che, secondo la Marina Iraniana, avrà propulsione AIP.

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Il via libera alla produzione a pieno rateo dell’F-35 slitta al prossimo anno, presumibilmente nalla seconda parte. I motivi di questo rinvio – ricordiamo che la “luce verde” doveva essere data a dicembre 2019 – sono dovuti ai ritardi nei nest in ambiente simulato JSE (Joitn Simulated Environment), test che permettono di emulare alcune minacce più sofisticate che nei test live non è possibile ottenere, dovuti in parte anche al COVID 19. Quest’anno Lockheed Martin conta di consegnare 121 F-35 contro i 141 previsti proprio a causa delle problematiche dovute alla pandemia.

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anteprima logo RID L’SBS in azione nella Manica

Fonti giornalistiche britanniche hanno l’avvenuto intervento di un team dello Special Boat Service (SBS) britannico per riprendere il possesso di una petroliera, in pieno Stretto della Manica, e risolvere il tentativo di dirottamento effettuato da alcuni clandestini rinvenuti a bordo del mercantile. L’azione è avvenuta al largo delle Isola di Wight e ha riguardato la petroliera ANDROMEDA, proprietà della compagnia greca Navios, partita da Lagos in Nigeria e diretta verso la raffineria di Fanley nel Southampton Water. Secondo la ricostruzione della BBC, durante l’ultima tratta della navigazione, l’equipaggio sembra aver rinvenuto 7 clandestini a bordo del mercantile, probabilmente imbarcati illegalmente nel porto di partenza che, rifiutando di essere confinati in un alloggio, hanno incominciato a minacciare l’equipaggio tanto da costringere quest’ultimo a riparare nella cosiddetta “cittadella” e chiedere l’intervento dei soccorsi. L’allarme di tentativo di dirottamento è stato subito raccolto dalle Autorità inglesi che, vista la delicata situazione in ambiente navale, hanno deciso di attivare il reparto delle Forze Speciali che vede nel mare il suo più congeniale ambiente operativo, l’SBS. Data l’elevata prontezza operativa di tale reparto, tramite 2 elicotteri WILDCATS e 2 AW101 MERLIN Mk.4, la Royal Navy ha rapidamente infiltrato a bordo del mercantile un team di 16 operatori del SBS che hanno velocemente neutralizzato la minaccia e arrestato i 7 sospetti, colti completamente di sorpresa dall’azione e dalla professionalità degli uomini di sua Maestà.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Riapre al pubblico il Museo Storico dell'Aeronautica Militare

Dopo lavori di ristrutturazione, il Museo di Vigna di Valle riapre con grandi novità, che anticipano quelle che saranno realizzate per il Centenario AM del 2023

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anteprima logo RID Esercito Italiano: le novità del Concetto Operativo 2020-2035

Quest’anno l’Esercito ha ultimato il proprio Concetto Operativo 2020-2035, un documento cardine per lo sviluppo delle capacità delle forze terrestri. Tale lavoro, che si innesta nell’alveo delle 5 sfide/opportunità dell’EI, note anche come le 5 linee programmatiche (relative a personale, organizzazione, addestramento e approntamento, capacità e sistemi d’arma e infrastrutture), ha l’obiettivo di “fare da ponte” tra la pianificazione a medio termine e quella a lungo termine (1). Abbiamo avuto modo di studiare in maniera approfondita questo documento e riteniamo utile metterne in evidenza gli aspetti più importanti.

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anteprima logo RID Il Pentagono alla conquista dello Spazio

Si possono formulare molte critiche nei confronti dell’ Amministrazione Trump, ma non certo quella di non star perseguendo, con grande coerenza e chiarezza di intenti, un ampio programma per la riformulazione delle linee guida per tutte le politiche complessive di Difesa e sicurezza degli Stati Uniti. Dopo la nuova “National Security Strategy” (pubblicata il 18 dicembre 2017) sono via via venute la “National Defense Strategy” (19 gennaio 2018), la “Nuclear Posture Review” (2 febbraio 2018), la “Missile Defense Review” (17 gennaio 2019) e adesso la “Defense Space Strategy”, annunciata il 17 giugno 2020. Pur se esisteva già in precedenza una “National Security Space Strategy”, formulata nel 2011 dall’Amministrazione Obama, il nuovo documento è il primo a livello mondiale a parlare esplicitamente di una strategia difensiva/offensiva per l’uso dello Spazio a scopi militari. Questa strategia deve ovviamente essere messa in relazione con la riattivazione dell’US Space Command (US SPACECOM) il 29 agosto 2019 e la creazione di una nuova forza armata, la US Space Force (USSF) il 20 dicembre 2019. Si tratta peraltro di un fenomeno, una specie di “corsa alla militarizzazione dello Spazio”, che non è certo limitato ai soli Stati Uniti: ad esempio, la NATO ha di recente definito lo Spazio come un “dominio operativo”, il Regno Unito sta formulando una sua Defence Space Strategy e ha ricondotto il comando e controllo di tutte le attività spaziali di interesse militare sotto l’Air Command della RAF, la Francia ha attivato un suo Comando Operazioni Spaziali e ha formalmente trasformato l' "Armée de l' Air" in "Armée de l' Air et de l' Espace", e anche l’Italia, pur se su scala più modesta, sembra si stia muovendo nella stessa direzione. Naturalmente, l’uso di sistemi spaziali (soprattutto satelliti) per compiti strettamente militari di early warning, comunicazioni, sorveglianza e ricognizione è una realtà già ben consolidata da molti anni, e in un numero crescente di Paesi. Ciò che sta prendendo forma sono la razionalizzazione e il coordinamento di queste attività, con la creazione di strutture ad hoc per la gestione dei relativi sistemi – un processo per certi aspetti non dissimile da quello che portò alla formazione delle aeronautiche militari come forze armate indipendenti.

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anteprima logo RID Primo test missilistico dal DDG1000 ZUMWALT

Il 13 ottobre scorso, presso il poligono navale di Point Mugu, il DDG1000 USS ZUMWALT, capostipite della classe omonima, ha concluso con successo il primo lancio reale di un missile STANDARD SM-2 dai suoi lanciatori verticali MK57. Il MK57 Peripheral Vertical Launch System è un nuovo lanciatore verticale pensato per l’installazione lungo il perimetro dello scafo, così da ridurre la concentrazione delle armi e quindi la vulnerabilità ai colpi avversari. Un modulo MK57 ha 4 celle di lancio, a differenza del ben noto modulo MK41 che ne raggruppa 8. Le celle MK57 sono significativamente più larghe (28 pollici contro 25, 71 cm contro 63) per consentire l’adozione di futuri missili di maggiori dimensioni. Il lancio ha visto la nave dimostrare la sua capacità di scoprire, tracciare ed abbattere un missile antinave. Questo è un passaggio fondamentale per completare l’attivazione dei sistemi di bordo in vista dell’operatività iniziale, in programma per il 2021. Secondo gli attuali piani, una delle principali armi dei DDG1000 sarà il più avanzato missile SM-6 Block II, in virtù della sua polivalenza che gli consente di ingaggiare anche bersagli di superficie oltre che volanti. Questi grandi cacciatorpediniere stealth, originariamente concepiti per missioni di attacco contro costa, sono infatti ora visti come un potente strumento per la lotta di superficie contro navi nemiche. Ulteriori dettagli su RID 12/20.

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