LEONARDO
Viaggi RID
anteprima logo RID Consegnato alla Turchia secondo P-72 ASW

La Marina Turca ha ricevuto il secondo P-72 ASW: lo ha annunciato l’SSB turco sui social. Secondo l’SSB (cioè la Presidenza delle industrie della difesa, ex Sottosegretariato alla Difesa) il pattugliatore marittimo/velivolo ASW Leonardo P-72 ASW, che fa parte del programma MELTEM 3, costituirà un elemento strategico della Marina Turca. Il primo P-72 ASW, che è noto anche come ATR-72TMPA, impiega il sistema di missione AMASCOS (Airborne Maritime Situation & Control System) ed è dotato di AIS, Link 16 e sistemi d'arma di ultima generazione, come il siluro leggero Mk 54.

a cura di
anteprima logo RID Guerriglia navale in Medioriente

Azioni quasi speculari lungo le 2 principali rotte marittime del Medio Oriente. Attacchi portati dai guerriglieri yemeniti Houti con barchini-bomba radiocomandati (con esplosivo di tipo bellico) e talvolta con mine. Mine che tornano negli incidenti avvenuti a est dello Stretto di Hormuz ma anche davanti alle coste irachene. L’ultimo episodio ha riguardato la HELIOS RAY, nave di proprietà di un israeliano danneggiata nel Golfo di Oman. Sulla fiancata 2 squarci attribuiti, a seconda delle fonti, a razzi, missili e ovviamente a ordigni magnetici applicati nella parte superiore della chiglia. Il cargo, partito da Damman (Arabia S.), era diretto a Singapore.    Da Gerusalemme hanno rilanciato lo scenario che vede l’intervento di incursori iraniani a bordo di piccole imbarcazioni. Commandos che si avvicinano ai bersagli e procedono con la loro missione. Se queste ricostruzioni sono corrette si può ipotizzare la presenza di una nave-madre o di un’unità d’appoggio. Il Golfo e l’area yemenita sono attraversate ogni giorno da imbarcazioni che possono fare da copertura, i famosi dhow coinvolti in attività legali ma anche in traffici d’ogni tipo. Un rapporto dell’ONU ha riportato denunce sul coinvolgimento di contrabbandieri locali riconvertiti, dopo un addestramento, a missioni militari. E c’è sempre attenzione sul mercantile iraniano SAVIZ, che incrocia regolarmente in queste acque e che è sospettato da far da guida “ghost” per gli alleati locali.  In sintesi: minacce multiple, tattiche e mezzi diversi, possibilità di negare responsabilità, ed operazioni calibrate a seconda degli obiettivi e delle necessità.

a cura di
anteprima logo RID Resilienza e industria della difesa

Si svolgerà oggi in modalità digitale – piattaforma Zoom, dalle 18.30 alle 20, per partecipare: eventi@ventoeassociati.it - l’incontro del ciclo Resistenza & Resilienza - “Industria Italiana della difesa: le strategie dei grandi gruppi nazionali tra atlantismo ed europeismo”. L’evento, organizzato dalla società di comunicazione strategica Vento e Associati, sarà moderato dal Direttore di RID Pietro Batacchi e vedrà la partecipazione di Domitilla Benigni, CEO & COO Elettronica S.p.A. e Chairman CY4GATE S.p.A; Daniele Marantelli, responsabile del dipartimento Politiche Aerospaziali del Pd; dell’On. Angelo Tofalo, già Sottosegretario alla Difesa; Leonardo Tricarico, Presidente della Fondazione Icsa, già Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, e dell’On. Raffaele Volpi, Presidente del Copasir. I temi spazieranno dalla tenuta del comparto difesa a fronte della pandemia, ai grandi programmi di procurement atlantici e comunitari.

a cura di
anteprima logo RID UAV rifornisce portaerei dell’US Navy

Un BLUE WATER Maritime Logistic Unmanned Aerial System (UAS) ha effettuato con successo il trasporto di “un carico leggero di carattere logistico” dal Centro di Manutenzione (MARMC) della base navale di Norfolk in Virginia alla portaerei FORD, presente in porto. Il BLUE WATER che ha condotto il rifornimento è in forza all’Air Test and Evaluation Squadron 24 (UX-24) del Naval Air System Command (NAVAIR) basato presso la NAS di Patuxent River nel Maryland. Secondo quanto dichiarato dal Contrammiraglio John Meier, Comandante del Naval Air Force Atlantic, la dimostrazione effettuata rappresenta un punto di svolta per lo sviluppo tecnologico della capacità che incrementerà sensibilmente l’efficienza logistica dell’Aviazione navale e della US Navy. Il BLUE WATER è una versione ibrido-elettrica dell’UAV V2.5, prodotto dalla texana Skyways, ed è dotato di un sistema di guida completamente autonomo che controlla ogni fase di volo tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il suo raggio massimo d’azione è di circa 500 miglia, ed è in grado di trasportare un carico utile, fino a 14 kg, che può essere rilasciato su un determinato punto o portato direttamente a destinazione, anche se quest’ultima è rappresentata da un’unità navale in navigazione. Pur non rappresentando un’alternativa per i trasporti a lungo raggio che necessitano di velivoli ad ala fissa e rotante per fronteggiare le condizioni meteo e lo stress del viaggio, il BLUE WATER emerge come valida opzione complementare per i rifornimenti logistici nave-nave in mare. Per quest’ultimi movimenti, infatti, oggigiorno vengono impiegate le piattaforme pilotate (FW e RW) anche per il trasporto di pezzi di rispetto di ridotte dimensioni ma che possono essere di primaria importanza soprattutto per unità navali come le portaerei. Gli UAV come quello della Skyways presentano inoltre molteplici ed importanti potenzialità per altri compiti, come il rilascio in emergenza di rifornimenti medici ed il trasporto di documenti o informazioni classificate fra unità che, visto l’attuale impiego di sempre più performanti apparati di guerra elettronica e cyber sul campo di battaglia, ne prevengono il disturbo o l’intercettazione.

a cura di
anteprima logo RID Quanti F-35B taglierà UK?

Secondo alcune anticipazioni giornalistiche apparse sull’autorevole quotidiano britannico Times, nel prossimo documento integrato di revisione strategica riguardante le Forze Armate, l’intelligence e la politica estera, che sarà ufficialmente pubblicato il prossimo 16 marzo, verrà richiesto che il numero di F-35B per la RAF e per la Royal Navy sia tagliato del 65%, passando da 138 a soli 48 aerei da acquisire entro il 2025. In pratica, non verrebbero acquistati più velivoli dopo i primi 48 già ordinati e i fondi risparmiati verrebbero dirottati per lo sviluppo del futuro sistema di combattimento aereo TEMPEST, nonché verso un sensibile ampliamento della flotta di velivoli a pilotaggio remoto, con un focus sul programma MOSQUITO/LANCA, volto all’acquisizione di UAV gregari/loyal wingmen. Per quanto tale scelta possa trovare parziale spiegazione nella volontà di rimodulare gli stanziamenti in favore di un programma maggiormente dilatato nel tempo e che dovrebbe vedere un ampio coinvolgimento del settore industriale britannico, se confermata rappresenterebbe un rischio notevole in termini di riduzione capacitiva per il Regno Unito nel medio termine, tenuto conto che il TEMPEST non vedrà la luce prima di 15 anni. Nelle anticipazioni, oltretutto, si parla del ritiro anticipato di 24 dei più anziani TYPHOON Tr.1, ritiro inizialmente previsto intorno al 2030 dopo la loro riconversione in velivoli “aggressors” nella fase finale della loro vita operativa. Con un taglio di simili proporzioni alla flotta di F-35B, peraltro, non troverebbe spiegazione la scelta di dotarsi e mantenere le 2 portaerei classe QUEEN ELIZABETH II, a meno che non si voglia limitare l’impiego dell’intera flotta di 48 F-35B ai rischieramenti a bordo di tali unità o alternare le aliquote di LIGHTNING II tra imbarchi su una singola portaerei e schieramenti a terra. Va tenuto presente che una componente imbarcata credibile di F-35B su una singola QE viene stimata in 24 aerei, il che implicherebbe una flotta di 70 aerei, considerando i velivoli in manutenzione o impegnati in attività addestrative e rischieramenti oltremare. Al netto delle suddette anticipazioni, e alla luce di queste ultime considerazioni, si potrebbe dunque ipotizzare un’eventuale riduzione a 80-100 aerei.

a cura di
anteprima logo RID General Atomics, ecco il successore del REAPER

L’azienda statunitense General Atomics ha pubblicato un secondo rendering, dopo quello dello scorso settembre, riguardante il futuro UAV che verrà proposto come sostituto degli MQ-9 REAPER nell’ambito del programma MQ-NEXT. Dal disegno si evince che il nuovo velivolo – ancora senza una denominazione ufficiale – avrà una classica struttura “tutt’ala”, priva di impennaggi di coda e, secondo quanto comunicato dalla GA, caratterizzata da bassa segnatura radar/IR/acustica, che includerà la schermatura delle prese d’aria. Come il REAPER, sarà un UAV di tipo MALE (medium-altitude, long endurance) caratterizzato da un’elevata flessibilità operativa che gli consentirà di svolgere sia missioni di sorveglianza/ricognizione/acquisizione bersagli, che d’attacco. Secondo i programmi risalenti allo scorso giugno, l’USAF prevede il ritiro dei propri MQ-9 nel 2030. Oltre alla General Atomics, al programma MQ-NEXT partecipano per ora anche Boeing, Kratos, Lockheed Martin e Northrop Grumman.

a cura di
anteprima logo RID La Cina aumenta ancora le spese militari

La Cina ha annunciato l’ennesimo aumento del budget della Difesa, per una percentuale del 6,8%, in lieve aumento rispetto al precedente 6,6%. Il Paese raggiunge quindi i 208,58 miliardi di dollari americani (1035 miliardi di yuan) annuali, come dichiarato dal Ministro della Finanze cinese. Secondo quanto dichiarato dal Primo Ministro cinese, Li Keqiang, secondo in ordine di importanza dopo il Segretario Generale Xi Jinping, l’aumento è stato ritenuto necessario per continuare l’opera di rafforzamento delle Forze Armate nazionali (PLA). Egli ha inoltre precisato che l’aumento sarà in particolare destinato all’addestramento e alla prontezza operativa dei reparti del PLA, ma anche alla modernizzazione ed allo sviluppo di nuove tecnologie. Pur non nascondendo le ben chiare preoccupazioni relative alle dispute territoriali nel continente asiatico, in particolare con l’India, il braccio di ferro attualmente in corso nel Mar Cinese Meridionale e la non risolta situazione di Taiwan, il Primo Ministro non ha fornito maggiori dettagli sui progetti che godranno dell’aumento annunciato. È facilmente intuibile che chi godrà di una cospicua fetta di tali stanziamenti sarà la Marina Cinese (PLA-N) che procede al varo delle sue unità navali con una velocità e frequenza senza paragoni. Tra queste va segnalata la recente uscita dal cantiere dei nuovi incrociatori Type 055, classe REHNAI, identificati all’ormeggio nella base navale nei pressi di Sanya nell’Isola di Hainan, nel Mar Cinese Meridionale. Il Type 055 rappresenta il top della produzione di unità di superficie cinese, insieme alla terza portaerei e alle 2 unità anfibie portaelicotteri, 2 delle quali hanno già iniziato le prove tecniche in mare.

a cura di
anteprima logo RID Vola il Loyal Wingman di Boeing Australia

Il primo esemplare di Airpower Teaming System (ATS) di Boeing Australia ha compiuto con successo il primo volo sul poligono di Woomera. L’ATS, frutto di una collaborazione fra Boeing e la Royal Australian Air Force, è un velivolo senza pilota pensato per accompagnare in missione gli aerei pilotati. Si tratta quindi di un cosidetto “Loyal Wingman”, gregario, con spiccate doti di autonomia, anche grazie all’uso di Intelligenza Artificiale che consente al velivolo un alto grado di autonomia anche nel volo in formazione. Per questo primo volo, l’ATS è stato supervisionato da un pilota Boeing in Ground Station. Il progetto veniva da una serie di test di rullaggio a terra che hanno dimostrato la maturità del velivolo, prodotto localmente in Australia con il coinvolgimento di oltre 35 firme dell’industria aeronautica locale. Lo sviluppo, grazie alle più moderne tecniche di design digitale, ha richiesto solo 3 anni. Più tardi quest’anno seguiranno altri voli e test per proseguire la maturazione del sistema. L’ATS è un velivolo monomotore di rilevanti dimensioni (11,7 m di lunghezza) e con un design improntato alla bassa osservabilità (stealth). Secondo Boeing il velivolo ha un raggio d’azione di 2.000 miglia, ma non ci sono ancora indicazioni relative alla velocità, che ragionevolmente si colloca comunque nella fascia alta subsonica o transonica. Contestualmente al primo volo, il Governo australiano ha siglato un nuovo ordine per altri 3 velivoli ATS con cui continuare lo sviluppo oltre che l’integrazione di payload di missione. Con queste aggiunte, il programma riguarda al momento un totale di 6 ATS, per un valore complessivo di 115 milioni di dollari sui prossimi 3 anni. Boeing sta già offrendo l’ATS e sviluppi derivativi dello stesso per i programmi di gregari che stanno partendo in diversi paesi, a cominciare dallo SKYBORG dell’USAF, mentre Regno Unito e Australia hanno concluso un accordo per la condivisione di dati sui rispettivi programmi anche se la RAF non ha selezionato l’ATS per il suo dimostratore MOSQUITO, atteso al primo volo entro il 2023.

a cura di
anteprima logo RID UCAV per la LHD ANADOLU

Secondo quanto dichiarato durante una recente intervista dal proprio AD Haluk Bayraktar, l’azienda turca Baykar sta sviluppando un velivolo da combattimento a pilotaggio remoto in grado di decollare ed appontare sulle 2 future tuttoponte/unità d’assalto anfibio turche della classe ANADOLU. Come noto, nei piani originari turchi tali unità avrebbero dovuto accogliere i cacciabombardieri F-35B a decollo corto ed atterraggio verticale, ma l’espulsione della Turchia dal programma ha, almeno momentaneamente, cancellato tale possibilità. Per quanto riguarda il futuro UCAV imbarcabile, non è chiaro se il velivolo in sviluppo rappresenterà una variante degli attuali UAV prodotti dalla Baykar - ANKA, BAYRAKTAR TB2, o dei più recenti “super” MALE AKINCI e AKSUNGUR - o se si tratterà di un progetto completamente nuovo. Tuttavia, per quanto l’AKSUNGUR – prossimo all’entrata in servizio - appaia ottimizzato per il pattugliamento marittimo, con incluse capacità ASuW e ASW, è difficile che il nuovo UCAV imbarcato sia basato su tale velivolo o sull’AKINCI, entrambi eccessivamente grandi e, soprattutto, pesanti (rispettivamente 3 e le 5 t in confronto al TB2 che si attesta intorno ai 700 kg) e maggiormente complessi da gestire su un ponte di volo, soprattutto alla luce dell’inesistente esperienza turca nel campo dell’aviazione imbarcata ad ala fissa. Altro elemento attualmente sconosciuto è quello riguardante il sistema di recupero, tenuto conto che nell’intervista viene espressamente indicata la capacità di appontaggio del futuro UCAV imbarcato.

a cura di
anteprima logo RID Arrivati in Libia gli osservatori ONU

Il 2 marzo è atterrato a Tripoli il team di osservatori ONU chiamato a monitorare la tregua raggiunta il 23 ottobre scorso tra le forze di Haftar e i gruppi armati della Tripolitania, in vista delle elezioni generali previste per dicembre 2021. Non si tratta della forza di interposizione di cui si era vagheggiato nei mesi scorsi, ma di una missione di breve periodo con scopi di raccolta informativa. Il gruppo è composto da 10 persone (personale ONU di stanza a New York e a Tunisi, in quest’ultimo caso afferente alla missione UNSMIL), viaggerà sempre disarmato e si fermerà in Libia per 5 settimane. La protezione del team è affidata al Comitato militare 5+5, organo formato da rappresentanti militari dell’Est e dell’Ovest. Gli obiettivi della missione sono 2: monitorare il cessate-il-fuoco lungo la linea di contatto (che passa grossomodo lungo la direttrice nord-sud tra Sirte e Jufra) e verificare la presenza o meno di mercenari stranieri. Oltre alla capitale, i funzionari ONU dovrebbero fare tappa anche a Misurata e Bengasi, mentre già oggi sono arrivati a Sirte per incontri preliminari con il 5+5. Non è chiaro se quello atterrato a Tripoli sia l’unico team che sarà inviato nel paese. Da alcune fonti si apprende che il compito di verificare lo stato dell’arte sui mercenari spetterebbe a un secondo gruppo di osservatori che arriverebbe nel Paese nel prossimo futuro. Altre fonti (diplomatiche, di stanza a New York) invece sostengono che i 10 osservatori manderanno al quartier generale ONU un rapporto preliminare sulla tregua e sui mercenari già il 19 marzo. Non è chiaro il metodo di indagine che seguirà il team e soprattutto se sarà libero di spostarsi per il paese, al di là delle sole città costiere, oppure se potrà basarsi soltanto su informazioni fornite dalle parti. In questo secondo caso, è possibile che gli osservatori ricostruiscano solo parzialmente il quadro libico specie per quanto riguarda gruppi armati stranieri attivi nel Paese. Secondo l’ONU sarebbero presenti circa 20.000 mercenari, tra cui elementi siriani assoldati dalla Turchia (ma in parte ridispiegati in Nagorno Karabakh lo scorso autunno), mercenari russi della Wagner, ed un massiccio numero di sudanesi. Ma già il 1° marzo sono stati segnalati movimenti della Wagner, che avrebbe spostato verso est i suoi effettivi presenti nella base di Ghardabiya, pochi km da Sirte, su 8 bus e 2 pick-up Toyota. Un trasferimento “leggero” che fa ipotizzare non una vera e propria smobilitazione quanto piuttosto un semplice spostamento temporaneo di uomini da un’area dove l’occhio degli osservatori ONU può arrivare facilmente. Non si registrano per ora movimenti in altre parti del Paese dove i mercenari russi hanno costruito in pochi mesi imponenti opere difensive, concentrate nell’area centrale libica attorno a Jufra e Brak al-Shati, e neppure presso i terminal petroliferi di Sidra e Ras Lanuf e il sito estrattivo di Sharara, dove è segnalata da tempo una presenza russa.

a cura di
anteprima logo RID CAVOUR, via alle prove con l’F-35B

Sono iniziate le prove in mare per la certificazione della portaerei della Marina Militare CAVOUR all’impiego delgi F-35B con la fase d’integrazione sulla nave del velivolo. Il primo appontaggio è stato effettuato da un F-35B dei Marina appartenente alla Integrated Test Force di Patuxent River. Durante la sosta a Norfolk prima delle prove in mare, ai 580 membri di equipaggio della portaerei si è aggiunto il personale italiano addestrato ad operare sul velivolo nella base dei Marines a Beaufort, nonché il personale statunitense della ITF, fondamentale come abbiamo visto sopratutto in questa prima fase. Dopo aver accertato la compatibilità tra l’F-35B e la portaerei CAVOUR verrà dichiarata la "Ready for Operations", per avviare le attività che porteranno al conseguimento, entro il 2024, della “Initial Operational Capability” (IOC). L’iter sarà completo con l’acquisizione della “Final Operational Capability” dopo la consegna dell’ultimo velivolo previsto dal programma.

a cura di
anteprima logo RID Primo contratto per l’ALBATROS-NG

MBDA Italia ha ricevuto il primo contratto per il nuovo sistema navale antiaereo a corto-medio raggio ALBATROS-NG. Il sistema, basato sul missile CAMM-ER, è destinato ad un cliente export ed entrerà in servizio nella Marina del Paese in questione, la cui identità non è stata resa nota dall’azienda, nel 2024. L’ABATROS-NG è un sistema concepito per l'autodifesa di navi come corvette, fregate legger e pattugliatori e per la protezione di navi cosiddette consorti poste nelle vicinanze. Con questo sistema, sviluppato e realizzato interamente in tutte le sue componenti da MBDA Italia, l’azienda punta a rimpiazzare gli attuali sistemi ALBATROS a base ASPIDE. SU RID di aprile (RID 4/21) un’analisi completa, tecnica ed operativa, dell’ALBATROS-NG.

a cura di
  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>