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anteprima logo RID MANGUSTA 19, la FOLGORE si addestra alla guerra ibrida

Si è appena conclusa MANGUSTA, principale evento addestrativo che interessa la Brigata paracadutisti FOLGORE. L’evento, a carattere annuale, mira al mantenimento delle capacità operative acquisite durante i precedenti cicli addestrativi o nell’ambito della partecipazione ad attività multinazionali/NATO, nonché alla verifica della capacità delle minori unità di saper pianificare, preparare e condurre attività inerenti le operazioni avioportate in un contesto di Hybrid Warfare (guerra ibrida) e coerentemente al concetto Full Spectrum Operations / Unified Land Operations. In particolare, lo scopo di MANGUSTA 19 è stato quello di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata nell’ambito di una Joint Forcible Entry Operation (JFEO) condotta nelle fasi iniziali di una Joint Campaign, impiegando un’unità di livello Gruppo Tattico avioportato quale Early Entry Force in uno scenario semi permissivo, con proiezione delle forze, a seguito di ridislocazione dalla propria sede stanziale, da una o più Intermediate Staging Bases (ISB) situate al di fuori dell’Area di Operazione e con limitato supporto da parte della Nazione. Molto importante è stato anche l’aspetto dedicato all’ottimizzazione, all’integrazione e all’interoperabilità tra comandi/unità/assetti nazionali e americani, 173ª Brigata Aviotrasportata, e alla ricerca continua di sinergie con altri paesi alleati e partner. La 173ª Airborne Brigade USA costituisce in effetti da sempre il principale partner multinazionale della Brigata FOLGORE, e l’esercitazione MANGUSTA 19 ha permesso di consolidare ed implementare il livello di integrazione e interoperabilità conseguito nel corso dell’anno, attraverso le esercitazioni ALLIED SPIRIT X, IMMEDIATE RESPONSE, SWIFT RESPONSE 19 e SABER GUARDIAN 19. Nell’esercitazione è stata altresì inserita un’attività di visita a carattere addestrativo da parte di osservatori proveniente dalla Brigada Paracaidista spagnola e da unità dell’Esercito Polacco e Armeno.

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anteprima logo RID Solo 9+1 VIRGINIA nel Block V?

Dopo diversi rinvii e ritardi, sembra che la firma sul nuovo contratto di acquisto Multi-Year per i sottomarini d’attacco classe VIRGINIA da ordinare negli anni 2019 - 2023 sia imminente, ma sorprende il numero di battelli nell’accordo. Secondo il presidente della sotto-commissione della Camera per il potere marittimo, Onorevole Joe Courtney (Democratico, rappresentante del Connecticut) e il membro Rob Wittman (Repubblicano, rappresentante per la Virginia), l’accordo prossimo al completamento riguarda infatti soltanto 9 sottomarini, con un decimo battello in opzione. Di fatto, questi numeri sono appena sufficienti a garantire il piano d’acquisizione basato sull’acquisto di 2 battelli l’anno, addirittura mettendone uno in opzione. Scompare, soprattutto, l’undicesimo sottomarino, che era stato introdotto dalla Budget Request dell’Amministrazione Trump per l’anno 2020. Il budget, ancora da approvare nella sua forma definitiva, aveva infatti aggiunto un terzo VIRGINIA da ordinare l’anno prossimo. Va sottolineato che, al momento, l’US Navy e l’industria non hanno confermato né smentito le parole dei 2 onorevoli. La Marina ha iniziato l’acquisizione dei VIRGINIA nel Fiscal Year 1998, e quello da contrattualizzare è il quinto lotto (Block V) produttivo. Il Block IV include 10 battelli ordinati fra il 2014 e il 2018, mentre 8 battelli erano stati ordinati nel Block III (2009 – 2013) ed il Block II ha incluso 5 battelli (2004 – 2008). Il Block I (4 sottomarini) era stato oggetto di un “Block Buy”, un contratto cumulativo precedente all’autorizzazione alla produzione in grande serie e quindi legalmente diverso dal Multi Year Procurement. I 3 sottomarini da ordinare nel 2020 porterebbero la classe a 33 unità, sempre che il terzo scafo (SSN-812) venga confermato. Il Block V è importante perché introduce, su tutti i battelli, importanti riduzioni alla segnatura acustica e altri upgrade. La maggior parte dei sottomarini del lotto, inoltre, sarà equipaggiata con il Virginia Payload Module (VPM), una sezione aggiuntiva di scafo con 4 grandi tubi di lancio multi-missione, simili per diametro a quelli degli SSBN, per il trasporto di droni, equipaggiamento per forze speciali oppure, più comunemente, per ospitare fino a 28 missili TOMAHAWK (7 per tubo). Aggiunti ai 12 missili TOMAHAWK già presenti in lanciatori verticali a prua di ogni VIRGINIA, questi porterebbero il totale degli ordigni a bordo a 40. Il VPM è considerato un upgrade essenziale per migliorare la cosiddetta “letalità distribuita” della US Navy e per attutire la perdita capacitiva che deriverà, a partire dal 2026, dal progressivo ritiro dei 4 SSGN classe OHIO modificata, che di missili ne possono portare fino a 154 ciascuno. A settembre, un rapporto al Congresso specificava che la Marina intendeva equipaggiare di VPM il secondo dei 2 sottomarini ordinati nel 2019, il secondo e terzo dei 3 del 2020, il secondo dei 2 del 2021 e tutti i rimanenti degli anni successivi. Nel contratto da 9+1 sarebbero 7 i sottomarini con VPM. Il rapporto specificava anche che, non essendoci stato alcun ordine Long Lead precedente per il terzo battello da ordinare nel 2020, la costruzione del medesimo andrebbe, di fatto, a procedere con date simili a quelle dei battelli ordinati nel 2023. L’aggiunta all’ultimo minuto di un battello in più, in altre parole, non può comunque comprimere i tempi di acquisizione. Con il contratto Block IV si è cercato di comprimere i tempi di costruzione a 60 mesi per battello, ma entrambi i cantieri che si dividono il programma, ovvero General Dynamics Electric Boat e Huntington Ingalls Industries’ Newport News Shipbuilding, hanno incontrato difficoltà, quasi tutte dovute a ritardi dei sub-fornitori. I sottomarini stanno attualmente venendo consegnati con ritardi di 6 o 7 mesi, e il raggiungimento dell’ambizioso traguardo dei 60 mesi è ancora lontano. La complessità rappresentata dal VPM, oltre che un costo maggiore, costiuisce un potenziale ostacolo ulteriore alla rapida acquisizione di sottomarini. La differenza fra un VIRGINIA “base” e uno allungato, in termini di costo, è stimata in circa 400 milioni (2,8 miliardi contro 3,2). I ritardi preoccupano profondamente l’US Navy, che vorrebbe mettere in linea e poi mantenere una forza di 66 battelli d’attacco. Alla fine del 2018 erano però solo 51 e, con il ritiro dei più vecchi classe LOS ANGELES, si prevede che nel 2027 si toccherà un minimo di 42.

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anteprima logo RID IOC per gli F-35 norvegesi

La Norvegia ha dichiarato la capacità operativa iniziale (IOC, initial, Operational Capability) dei propri F-35 diventando il terzo Paese europeo a raggiungere un tale traguardo dopo Italia e Regno Unito. L’obbiettivo è stato centrato al termine di un dispiegamento operativo condotto sulla base aerea di Rygge, dove per la prima volta velivoli, piloti e tecnici hanno condotto una serie di attività lontano dalla base “stanziale” di Orland. La Norvegia ha pianificato l'acquisizione di 52 F-35A che opereranno oltre che dalla succitata base di Orland anche dalla base di Evenes. Il prossimo anno, inoltre, gli F-35A norvegesi verranno rischierati in Islanda nell’ambito della missione NATO di Air Policing.

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Il MOD britannico ha firmato il contratto per l’acquisizione di “oltre” 500 blindati 8x8 BOXER, annunciandolo nell’imminenza del periodo di “purdah” che precede le Elezioni politiche e che vede il divieto per il Governo di annunciare ordini o investimenti che possano influenzare il voto. Il BOXER è il veicolo selezionato per il requisito Mechanized Infantry Vehicle (MIV) ed è destinato ad equipaggiare i battaglioni di fanteria delle 2 brigate medie “STRIKE” annunciate dalla Strategic Defence and Security Review del 2015. Il BOXER per il Regno Unito saranno costruiti secondo l’ultimo standard evolutivo del veicolo, con il motore MTU portato ad erogare 815 HP e con il peso massimo incrementato a 38,5 tonnellate, lasciando così grandi margini per ulteriori sviluppi. L’ordine, valutato in 2,8 miliardi di sterline, riguarda 5 prototipi e 523 veicoli di serie.  I prototipi e i primi veicoli di serie saranno prodotti in Germania, con il coinvolgimento di entrambe le linee di produzione locali, sia quella di Krauss-Maffei Wegmann (KMW) sia quella di Rheinmetall, prima che entrino in azione le linee di produzione definitiva a Telford, sede industriale della Joint Venture Rheinmetall BAE Land Systems (RBSL) e Stockport, sede WFEL. Almeno il 60% del valore di ogni BOXER dovrebbe venire dal coinvolgimento dell’industria britannica. RBSL avrà responsabilità per i moduli missione, incluso potenzialmente il design di nuovi moduli, e William Cook, sotto contratto KMW fin dal 2017, si occuperà della fornitura di elementi in acciaio ad alta resistenza per gli scafi. Raytheon UK dovrebbe dovrebbe avere la responsabilità per l’elettronica compatibile con lo standard Generic Vehicle Architecture del MOD, Marshall dovrebbe occuparsi dei moduli ambulanza, mentre Rolls Royce MTU fornisce i motori. Ma svariati altri fornitori sono in lista. Il Regno Unito si è riservato opzioni per centinaia di ulteriori veicoli, fino ad un totale potenziale di ben 1.500. Anche senza ulteriori opzioni, comunque, il British Army diventa il maggiore utilizzatore di BOXER al mondo, superando anche la Germania (403, ordinati in 2 contratti separati).

Ulteriori dettagli su RID 12/19.

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anteprima logo RID Airbus, ecco l'UAV stealth LOUT

Nello stabilimento di Manching, Germania, Airbus ha ufficialmente svelato il suo LO UAV Testbed – LOUT. Si tratta di un dimostratore di UAV a bassa rilevabilità, sviluppato nell'ambito di un programma classificato lanciato ormai oltre 10 anni fa, utilizzato per condurre tutta una serie di test a terra volti a valutare il contenimento della segnatura radar, acustica, IR e visuale. La piattaforma in sè riguarda un UAV da penetrazione con forma a diamante con peso attorno alle 4 t e apertura alare di 12 m. Per ridurre al minimo la RCS, sono presenti baia armi interna, prese d'aria affogate sul dorso della fusoliera in configurazione DSI, condotte trattate con materiali radar assorbenti di nuova generazione, scarichi piatti, integrali alla struttura della sezione posteriore, cockpit trasparente e aperture conformali per i sensori. Ulteriori dettagli su RID 12/19.

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anteprima logo RID Convegno AIAD sulle prospettive per la difesa italiana e la sua industria.

Si è svolta oggi, presso il Centro Alti Studi della Difesa a Roma, la conferenza organizzata dall’AIAD dal titolo “Tra le sfide dell’Europa e le esigenze della NATO: quali prospettive per la Difesa Italiana e la sua Industria”. 

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anteprima logo RID CAPTOR-E sui TYPHOON tedeschi dal 2022

Secondo quanto dichiarato dal CSM della Luftwaffe, Gen. Gerhartz, quasi tutta la flotta di Eurofighter TYPHOON tedeschi – non solo i possibili Tr.4, ma anche i 77 Tr.2 e i 33 Tr.3, mentre sono esclusi i 33 Tr.1 - inizierà ad essere equipaggiata col nuovo sistema radar a scansione elettronica attiva CAPTOR-E a partire dal 2022. Il sistema, sviluppato dal consorzio Euroradar guidato da Leonardo e comprendente la spagnola Indra e la tedesca Hensoldt, andrà ad accrescere le capacità multiruolo/swing role degli apparecchi tedeschi, elemento fondamentale alla luce dell’imminente ritiro dei TORNADO IDS. Il Generale, tuttavia, non ha specificato se la versione del CAPTOR-E montata sui velivoli tedeschi sarà la stessa (basica) prevista per gli aerei destinati a Kuwait e Qatar, denominata EIS Entry-In-Service) o Mk0 - magari in attesa dell’entrata in servizio della versione Mk2/ECRS2 del CAPTOR-E destinata ad equipaggiare i caccia inglesi a partire dal 2024, profondamente rinnovata nell’hardware e attualmente ancora in fase di progettazione da parte di Leonardo UK - o se si tratterà di una variante più performante e conosciuta come R1 Plus Plus.

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anteprima logo RID Altri ACV LRIP all’USMC, i dettagli

Nell’ambito della fase LRIP, BAE Systems ed Iveco DV forniranno ulteriori ACV all'USMC.

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anteprima logo RID Una logistica 4.0 per l'Aeronautica

Negli ultimi anni, termini quali blockchain, machine learning, realtà aumentata, additive layer manufacturing e Internet of Things sono entrati prepotentemente nel linguaggio comune. D’altronde l’applicazione di tali tecnologie è in fase di larga espansione sia nel settore privato che in quello pubblico. Ad esempio, la possibilità di utilizzare la realtà aumentata nel campo della medicina, che sembrava quasi fantascienza qualche anno fa, oggi invece è una realtà concreta e quotidiana. Seppure la strada verso la digitalizzazione sia ancora lunga e in salita, i progressi realizzati nel nostro Paese sono numerosi e di rimarchevole importanza. In particolare, l’Aeronautica Militare, da sempre in prima linea per necessità e virtù nel campo dell’innovazione, ha intrapreso un percorso volto ad aumentare la conoscenza e l’impiego di tecnologie innovative nel settore della logistica all’insegna di quella che viene definita la ‘logistica 4.0’. Tale cambiamento di paradigma all’interno della Forza Armata, realizzato in collaborazione con Leonardo, è in primo luogo sintomo di una rinnovata volontà di rimanere al passo con i tempi e con le controparti europee ed internazionali. In secondo luogo, il processo verso la digitalizzazione risponde alla necessità di gestire, nel medio periodo, un importante turn-over di personale esperto, conseguentemente ai provvedimenti normativi di riduzione degli organici delle Forze Armate. Di fatto, grazie al supporto delle nuove tecnologie, le fondamentali competenze accumulate nel tempo possono essere trasmesse alle nuove generazioni che si occuperanno della logistica dell’Aeronautica Militare. Il Ce.S.I., grazie al supporto fornito dal Comando Logistico dell’Aeronautica Militare, ha redatto un Report che analizza le potenzialità di una sempre maggiore applicazione di tecnologie digitali all’interno del settore pubblico e, in particolare, del comparto logistico delle Forze Aree italiane. L’analisi si concentra non solo su casi particolari di utilizzo militare dei nuovi sistemi 4.0, ma anche sulla loro natura dual use, che li rende adatti per l’impiego civile. In realtà, l’intero Sistema Paese potrà beneficiare dei progressi realizzati dal settore Difesa nel processo di digitalizzazione.

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anteprima logo RID Vecciarelli, 4 Novembre e Forze Armate

Nell’occasione della celebrazione del 4 Novembre abbiamo potuto sentire in esclusiva il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, con il quale ci siamo intrattenuti sia sul significato della ricorrenza sia sull’attuale stato delle Forze Armate italiane, e con il quale torneremo rpesto a parlare. 

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anteprima logo RID Guerini, ecco le linee programmatiche

Il 30 ottobre il nuovo Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha esposto in Parlamento le linee programmatiche alle quali si ispirerà il suo mandato. Un appuntamento importante, dunque, che ci ha offerto subito interessanti spunti di riflessione che approfondiremo poi su RID 12/19. Una prima osservazione che ci viene di fare è che sparita quell’ossessiva enfasi sul duale che aveva caratterizzato la precedente Amministrazione. Le Forze Armate sono Forze Armate e l’attività di concorso alle altre Amministrazioni per la salvaguardia delle libere istituzioni e per la risposta alle pubbliche calamità è soltanto residuale. Finalmente! Peraltro, lo stesso Ministro Guerini ha esplicitamente affermato che i tempi sono ormai maturi per una riflessione circa il ruolo delle FA sul piano interno che possa pure scaturire in una riqualificazione dell’Operazione STRADE SICURE. Per quanto riguarda gli altri temi dell’audizione, il Ministro si è soffermato sugli scenari sottolineando come la Russia sia ormai “in tutta evidenza, una potenza in diretta competizione con le Organizzazioni euro-atlantiche di cui l’Italia è membro”, ma l’aspetto forse più interessante è stata la menzione rivolta alla Cina – un’autentica “prima” nei documenti politico-strategici italiani – la cui crescita nel settore militare rappresenta una sfida anche per la sicurezza dell’Italia. Più in generale, la relazione del Ministro ha tratteggiato uno scenario internazionale caratterizzato da una maggiore competizione tra stati e nel quale un'alleanza come la NATO torna a giocare il suo tradizionale ruolo di strumento di deterrenza e difesa e collettiva. Immancabile anche il passaggio sul Mediterraneo Allargato, con al centro la questione libica, la cui stabilità è vitale per l’Italia e nel cui ambito viene auspicata una riattivazione della componente navale dell’Operazione SOPHIA, ed interessante l’intenzione di rendere l’Italia promotrice di una conferenza internazionale sui Balcani per completarne la stabilizzazione. Sul fronte dello strumento e delle spese militari, il Ministro Guerini ha affermato l’intenzione di incrementare gradualmente gli investimenti per allineare alla media degli alleati europei il rapporto tra budget per la Difesa e PIL – seppur conteggiando nel novero anche le spese per la Cyber, intendimento che, come noto, non ci trova concordi – e di valorizzare tutto il comparto industriale di settore, alla luce della sua strategicità in termini tecnologici e di volano per tutto il sistema-Paese. In tale ottica, è stata chiaramente rilanciata la necessità di predisporre una legge pluriennali sugli investimenti per garantire la necessaria stabilità e certezza di pianificazione. Infine, 2 passaggi molto importanti sono stati dedicati anche alle spese di esercizio ed al personale. Nel primo caso, il Ministro ha chiaramente espresso la volontà di individuare nuove risorse per finanziare un settore vitale per garantire l’efficienza dello strumento militare, mentre per ciò che concerne il personale si è fatto riferimento alle recenti audizione dei Capi di Stato Maggiore ribadendo la necessità di rivedere la Riforma Di Paola e di passare dall’attuale modello di reclutamento “1 + 4” ad un modello “3 + 3”.

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anteprima logo RID La Francia inizia la costruzione delle fregate FDI

Con la cerimonia del taglio della prima lamiera, il 23 ottobre la Francia ha dato il via alla costruzione delle sue nuove Frégates de Défense et d’Intervention (FDI), inizialmente conosciute come Frégates de Taille Intermédiaire (FTI). 

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