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anteprima logo RID USMC: primo test operativo per l’ACV

Nel primo test operativo del nuovo 8x8 anfibio, i Marines statunitensi hanno verificato con successo le sue prestazioni effettuando lanci e recuperi dall’LPD-25. Alla fine di gennaio 5 SUPERAV sono stati infatti trasportati a bordo dell’unità da assalto anfibio a bacino allagabile SOMERSET (LPD-25) in navigazione al largo di Camp Pendleton simulando un’operazione reale di sbarco. Nel corso dei test, che sono durati 3 giorni (per 50 ore di moto complessive) si sono volute verificare proprio la capacità di lancio e recupero da nave come previsto dall’ACV 1.2 (step previsto dal programma ACV come fase successiva all’ACV 1.1). I mezzi si sono comportati benissimo riuscendo a svolgere quanto stabilito nonostante le condizioni meteo molto variabili, con mare che ha superato lo stato 4 (ed è stato indicato come “stato 4,1”), cioè le condizioni molto mosse. Ricordiamo che il requisito (indicato nell’ACV 1.2) prevede che l’anfibio mantenga tale capacità (cioè quella di scendere in acqua ed essere recuperato dalla LPD) fino a stato 3. E’ evidente, quindi, che tali prestazioni - ben oltre il previsto - abbiano “fatto colpo” sulla “comunità anfibia” dell’USMC presente numerosa a queste prove, convincendo anche gli ultimi scettici sul fatto che un ruotato come il SUPERAV possa fare ciò che l’USMC ha sempre fatto solo con cingolati (per la verità il SUPERAV ha fatto molto meglio del AAV che andrà a sostituire). In parallelo prosegue anche il programma italiano VBA (Veicolo Blindato Anfibio) per un mezzo anfibio, anche se con alcuni cambiamenti molto significativi. Congiuntamente gli Stati Maggiori dell’Esercito e della Marina hanno infatti rivisto l’Esigenza Operativa destinata alla Joint Landing Force anfibia (su framework della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare, CNPM) tenendo ampiamente conto proprio dell’attività di sperimentazione effettuata dai Marines americani con il SUPERAV realizzato per gli USA. Il SUPERAV destinato all’Italia per il programma VBA non è più il veicolo “originario” presentato anni or sono poiché recepisce gran parte delle migliorie introdotte da Iveco DV per il programma ACV. L’idea sarebbe quella di ridurre al minimo (se non azzerare del tutto) l’attività di sperimentazione e certificazione del VBA facendo tesoro di tutto il lavoro svolto dall’USMC. Il VBA destinato ad EI ed MM sarebbe quindi di fatto un SUPERAV con minime modifiche rispetto alla versione ACV dei Marines, se non per la componente dell’armamento e delle dotazioni di comunicazioni e comando e controllo (realizzate interamente nel nostro Paese, ovviamente). Ulteriori dettagli su RID 3/2020, prossimamente in edicola.

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anteprima logo RID Libia, nuova missione dell’UE

L’UE ha deciso di lanciare una nuova missione nel Mediterraneo per garantire il rispetto dell’embargo di armi verso la Libia. La nuova missione prenderà il posto di SOPHIA, che sarà chiusa alla scadenza del suo mandato, il 20 marzo, ed agirà principalmente nelle aree orientali prospicienti le coste libiche. Inoltre, qualora dovessero tornare a crescere le partenze di migranti dalla Liba, la missione verrebbe bloccata, mentre il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di disponibilità di estendere la sorveglianza anche ai confini terrestri della Libia. Si tratta sicuramente dui un apsso in avanti postivo, ma prima di trarre ogni conclusione bisognerà attendere che venga messo nero su bianco il mandato, con le relative regole di ingaggio. Cosa potrebbe succedere se, per esempio, una nave turca che trasporta armi a Tripoli – magari scorata da una fregata – dovesse rifiutarsi di essere ispezionata? Uno scenario tutt’altro che irrealistico considerando la recente assertività di Ankara in tutto il Mediterraneo. E poi c’è la questione del confine con l’Egitto, attraverso il quale passano le armi – provenienti dallo stesso Egitto, ma pure dagli Emirati Arabi Uniti – destinate alle milizie di Haftyar. Stiamo parlando di un confine lungo oltre 1.000 km e sorvegliarlo in maniera efficace significherebbe dover mettere in campo un contingente molto robusto e articolato. Un’ipotesi al momento difficilmente praticabile. Le incognite, dunque, restano molte e l’impressione generale è che le opzioni realmente efficaci a disposizioni dei Paesi europei per risolvere la questione libica siano limitate, per non dire nulle.

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anteprima logo RID L’US Navy vuole ritirare le prime 4 LCS

Adesso è anche ufficiale. L’US Navy ha deciso di ritirare (molto) anzitempo le prime 4 LCS – 2 della classe FREEDOM e 2 della classe INDEPENDENCE - unità entrate in servizio tra 6 e 12 anni fa. La decisione dell’US Navy ha a che fare con i mutamenti di scenario, sempre più convenzionali, e con le relative limitazioni in termini di capacità combat delle LCS, nate essenzialmente per operare in contesti asimmetrici a bassa intensità. Non a caso, l’US Navy ha già da tempo lanciato un programma di potenziamento delle unità, che a questo punto resteranno in linea, per dotarle di missili antinave NSM e di missili leggeri HELLFIRE lanciabili da un modulo verticale - Surface-to-Surface Missile Module (SSMM) - da 24 pozzetti.

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anteprima logo RID Teheran presenta il missile balistico tattico RA’AD-500

Oltre al fallito lancio del satellite ZAFAR-1, il 9 febbraio Teheran ha anche presentato ufficialmente il nuovo missile balistico tattico a corto raggio RA’AD-500. 

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anteprima logo RID FCAS, via alla prima fase del programma di dimostrazione

Francia e Germania hanno concesso alle industrie partner – Dassault, Airbus, Thales, Safran, MTU Aero Engines e MBDA - il contratto relativo alla prima fase – 1A – del programma di dimostrazione del sistema di combattimento aereo del futuro FCAS. Il contratto ha un valore di 155 milioni di euro – suddivisi in parti eguali tra entrambi i Paesi – e copre un periodo di 18 mesi poiché il Parlamento tedesco si è rifiutato di autorizzare i fondi per l’intera fase di dimostrazione che terminerà nel 2026. Bisognerà, dunque, attendere il 2021 e le elezioni in Germania per maggiori fondi e per capire la reale dimensione degli sforzi. Da questa prima fase è esclusa la Spagna che entrerà nella successiva fase 1B. La fase 1A riguarderà, in particolare, gli studi di concetto e di design del caccia pilotato, il fulcro del sistema, del Remote Carrier/gregario e dell’architettura combat cloud, mentre l’obbiettivo dell’intero programma di dimostrazione è andare in volo con un dimostratore del caccia pilotato, propulso da una variante del motore Snecma M88, attuale propulsore del RAFALE, nel 2026.

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anteprima logo RID Cala la spesa militare americana

Quasi un pò a sorpresa, forse in vista di eventuali future frenate dell'economia globale, ma anche per stornare dei fondi verso la realizzazione del Muro con il Messico, il budget della Difesa americano cala rispetto all’anno scorso. E’ la prima volta da quando Trump è Presidente. Il Pentagono ha infatti presentato una richiesta di budget per l’anno fiscale 2021 pari a 705 miliardi di dollari, in riduzione rispetto al budget 2020 approvato al Congresso, che è stato pari a 712 miliardi di dollari, ed alla richiesta del Pentagono per lo stesso anno, pari a 718 miliardi di dollari. Al bilancio base bisogna poi aggiungere i 69 miliardi di dollari per le operazioni all’estero, che crescono di 3 miliardi di dollari rispetto al 2020. A giudicare dai numeri, dunque, l’impegno militare americano all’estero non cambia a conferma di un trend, già iniziato con il secondo mandato di Obama, di minimizzazione della presenza USA fuori area. In generale, le scelte del Pentagono paiono quest’anno caratterizzate da una razionalizzazione delle spese, con una revisione che dovrebbe portare oltre 5 miliardi di dollari di risparmi, mentre si chiede al Congresso un incremento del 3% dei salari del personale. L’investimento sulla prontezza operativa, ovvero su training, manutenzione, supporto, ecc. è in linea con il 2020, così come l’investimento sulla modernizzazione dello strumento militare nell'ottica del contrasto ad avversari “peer” o “near peer”. Per quanto riguarda gli investimenti, al comparto nucleare vanno 28,9 miliardi di dollari, tra cui spiccano i 2,8 miliardi di dollari per il bombardiere strategico B-21 RAIDER, che ha però anche capacità convenzionale, i 7 miliardi di dollari per il miglioramento della struttura di comando, controllo e comunicazione, ed i 4,4 miliardi di dollari per il procurement del primo SSBN COLUMBIA. Da menzionare anche i 474 milioni di dollari per il nuovo missile cruise aviolanciato con capacità nucleare Long-Range Stand-off (LRSO) e 1,5 miliardi di dollari per il nuovo missile balistico intercontinentale Ground Based Strategic Deterrent (GBSD), i cui fondi più che raddoppiano rispetto al 2020. Alla difesa antimissile vanno 20,3 miliardi di dollari, fondi che serviranno anche a finanziare lo sviluppo (664 milioni di dollari) del nuovo intercettore NGI (Next Generation Intercpetor) che affiancherà e poi rimpiazzerà gli attuali GBI (Groud Based Intercepotr) basati a Fort Greely e a Vandenberg. Massiccio anche l’investimento per la creazione della nuova Forza Spaziale, con il relativo Comando, che è pari a 15,4 miliardi di dollari, e per la cyber sicurezza e le cyber operazioni alle quali “toccano” 9,8 miliardi di dollari. Per quanto riguarda le forze aeree, la richiesta del Pentagono è pari a 56,9 miliardi di dollari. La parte del leonae la fa l’F-35 con il procurement di 79 velivoli (48 CTOL per l’USAF, 10 STOVL per i Marines 2 21 CV per Navy/Marines) per una spesa di 11,4 miliardi di dollari. Lo scorso anno, ricordiamolo, era stato finanziato il procurement di 98 F-35 per 12,6 miliardi di dollari. Da evidenziare anche l'acquisizione di 12 F-15EX, al costo di 1,6 miliardi di dollari, - il programma ha dunque superato lo scoglio parlamentare – e di 24 SUPER HORNET della Marina, per i quali vengono stanziati 2,1 miliardi di dollari. Il resto va ad elicotteri da combattimento AH-64E GUARDIAN, aereocisterne KC-46A, ecc. Al futuro caccia di sesta generazione va invece un miliardo di dollari “tondo tondo”, una cifra “white” già particolarmente significativa... Per le forze navali ci sono 32,3 miliardi di dollari. L’investimento piu’ importante riguarda il programma per l'acquisizione degli SSN classe VIRGINIA, 4,7 miliardi di dollari, seguito dai 3,5 MILIARDI PER il procurement di 2 DDG ARLEIGH BURKE e dai 3 miliardi di dollari per il programma relativo alle nuove portaerei a propulsione nucleare classe FORD. Da segnalare anche 1,1 miliardi di dollari per le nuove fregate FFG(X) – programma di cui quest’anno dovrebbe uscire il vincitore (che ci auguriamo sia la nostra Fincantieri). Tuttavia, il fatto a nostro avviso piu’ importante è la richiesta di 464 milioni di euro per lo sviluppo delle prime 2 Unmanned Surface Vessels (USV) (Large), che vengono così confermate dopo i primi stanziamenti del 2020. Si tratta delle unità sena pilota che nei contesti delle operazioni marittime distribuite dovranno operare come navi “porta missili”. Molto piu’ limitato l’investimento per le forze terrestri che è pari a 13 miliardi di dollari. Tra questi, spiccano i 521 milioni di dollari per l'acquisizione di 72 blindati anfibi ACV per i Marines, un’ottima notizia per la nostra Iveco DV, 1,4 miliardi per il procurement di 4.247 veicoli tattici Joint Light Tactical Vehicles e 1,5 miliardi di dollari per l’ammodernamento di 89 carri M1 ABRAMS. Nell’ottica delle operazioni multi-dominio ad ampio spettro è evidente che il comparto terrestre viene penalizzato rispetto a quello aeronavale e spaio-cibernetico. Per il settore munizionamento la richieta è di 21,3 miliardi di dollari, che servono a finanziare l'acquisizione di bombe a guida satellitare JDAM, SDB II, missili leggeri polivalenti aria-superficie HELLFIRE, razzi guidati per i lanciarazzi campali MLRS, ecc. Infine, ci sono gli investimenti rilevanti nel campo delle tecnologie cosiddette disruptive, necessarie per mantenere la superiorità strategica rispetto a concorrenti, come la Cina, sempre piu’ agguerriti in questo campo. Allo studio ed agli sviluppo nel campo delle armi ipersoniche vengono assegnati ben 3,2 miliardi di dollari, alla microelettronica 1,5 miliardi di dollari e 1,7 miliardi vanno invece ai sistemi autonomi. E poi ci sono 841 milioni di euro per l’Intelligenza Artificiale. Nel complesso la spesa in ricerca di base del Pentagono è pari a 14 miliardi, di cui 3,5 costituiscono il budget della DARPA. Ulteriori dettagli e approfondimenti su RID 3/20.

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anteprima logo RID Secondo tiro per il MARTE ER

Il missile anti-nave MARTE ER di MBDA ha completato con successo il suo secondo lancio sperimentale centrando in pieno il bersaglio. La prova è stata effettuata in Sardegna presso il PISQ (Poligono Interforze del Salto di Quirra). Rispetto al primo lancio, risalente alla fine del 2018, sono state testate diverse caratteristiche e funzionalità aggiuntive. Tra esse possiamo citare un sistema di navigazione integrato, una spoletta di prossimità con funzionalità fly-over, oltre che un weapon controller e un sistema di attuazione evoluti. Il missile era pure equipaggiato con un nuovo seeker, progettato e sviluppato dalla Divisione Seeker di MBDA. Il bersaglio galleggiante (simulante un’unità navale) è stato colpito in pieno (miss distance di "quasi zero") dopo una traiettoria di volo di circa 100 km. Il missile ha percorso una traiettoria di volo molto bassa sul mare (tipo sea skimming) a velocità molto elevata: è stato così spinto al limite del suo inviluppo di volo. Il volo ed il centro pieno hanno permesso di confermare che il comportamento del missile è stato pienamente aderente a quanto previsto. Nel corso del volo la telemetria ha potuto registrare, inoltre, un'enorme quantità di dati, dati che hanno mostrato un ottimo allineamento con i risultati della simulazione. Ulteriori dettagli su RID 3/2020, prossimamente in edicola.

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anteprima logo RID Iran, fallisce ancora lancio del satellite ZAFAR-1.

Per la quarta volta consecutiva in 2 anni, l’Iran ha fallito il lancio del nuovo satellite da osservazione scientifica e comunicazione ZAFAR (Vittoria in lingua Farsi) 1.

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Il Gruppo Navale dello SNMG 2 effettua una sosta operativa nella base navale greca di Souda

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anteprima logo RID Vicina la IOC per la nuova munizione STORMBREAKER

L’USAF dovrebbe ufficializzare il raggiungimento della capacità operativa iniziale per la nuova bomba planante GBU-53/B STROMBREAKER sui propri cacciabombardieri F-15E STRIKE EAGLE entro la prima metà del 2020. La STROMBREAKER, prodotta dalla Raytheon e precedentemente identificata come Small Diameter Bomb II, rappresenta un ordigno planante aviolanciato - con alette a scomparsa alloggiate all’interno della struttura centrale - appartenente alla classe SDB da 250 libbre (113 kg), caratterizzata da un’elevata precisione anche in caso di utilizzo contro bersagli mobili su lunghe distanze (70/75 km, mentre la distanza aumenta fino a 100/110 km in caso di bersagli fissi) e in ogni condizione meteo. Tali caratteristiche sono garantite dal sistema di guida terminale basato su un seeker trimodale che combina un radar attivo ad onde millimetriche, sensore all’infrarosso e canale laser semi-attivo (per utilizzo integrato con designatore laser aereo o terrestre), unitamente ad un sistema di navigazione a doppio canale inerziale e satellitare. Durante la planata iniziale e nella fase di mid-course, l’arma utilizza il sistema di navigazione e il sistema di ricezione dati bidirezionale e a doppia banda TacNet della Rockwell Collins (che consente la connessione col velivolo in Link-16, tramite il JTIDS, e con eventuale designatore terrestre/JTAC tramite connessione UHF) per le correzioni di rotta, gli aggiornamenti sulla posizione dell’obiettivo, l’eventuale re-targeting in volo e il possibile annullamento/aborto dell’attacco. La testata della STORMBREAKER, pari 47,6 kg, è doppia – a frammentazione ed esplosiva – e può essere attivata all’impatto, ad un’altezza preselezionata o esplodere “in differita” ed è in grado di perforare obiettivi corazzati, carri armati inclusi. Tutto ciò a fronte di dimensioni abbastanza contenute dell’arma (177 cm di lunghezza per 17,8 cm di diametro e peso complessivo di 94,3 kg). Attualmente, il programma di integrazione dell’ordigno sta per entrare nella fase immediatamente precedente alla IOC, denominata RAA (Required Assets Available), che impone alla Raytheon di fornire la disponibilità di un numero sufficiente di bombe per armare 12 STRIKE EAGLE - con 8 STORMBREAKER ciascuno – impiegabili con un rateo di 1,5 sortite ad aereo (18 missioni complessive, quindi 144 ordigni totali). Oltre all’imminente IOC a bordo degli F-15E dell’USAF, che possono imbarcarne fino ad un massimo di 28, suddivise su 7 travetti/sistemi di eiezione pneumatici BRU-61/A da 4 bombe ciascuno, la STORMBREKER è in corso si integrazione anche a bordo degli F-16 e degli F-22 dell’Aeronautica, degli F/A-18E/F SUPER HORNET della US Navy, mentre per il loro impiego sugli F-35 (tutte le varianti) bisognerà attendere la release Block 4 del software.

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Missione in Libano UNIFIL: i peacekeeper di Sector West in coordinamento con i colleghi libanesi nella Blue Hammer IV.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Somalia: il Comandante del COI visita il contingente italiano

Il Generale di Corpo d'Armata Luciano Portolano incontra il personale delle Forze Armate italiane impiegato per la Missione “EUTM Somalia”

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