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anteprima logo RID Armi laser per la cannoniera volante AC-130J

Lockheed Martin ha annunciato di aver ultimato i lavori di assemblaggio e i relativi test per il suo Airborne High Energy Laser (AHEL), il quale è stato già consegnato alla US Air Force (USAF) per una valutazione. Quest’ultima vedrà una prima fase di integrazione con gli altri sistemi in uso presso la Forza Armata e una seguente fase di test a terra prima di procedere all’imbarco ed alle relative prove in volo con il primo velivolo designato ad imbarcare armi laser, la temibile cannoniera volante AC-130J GHOSTRIDER. Quest’ultima, la quarta e più recente generazione della serie AC-130, è già in possesso di un ampio spettro di equipaggiamenti di supporto di fuoco: cannone da 105 mm, mitragliera da 30 mm, missili AGM-176A GRIFFIN, più la predisposizione ad imbarcare missili AGM-114 HELFIRE, Small Diameter (SDB) e bombe guidate GBU-39, GBU-69 e GBU-44 VIPER STRIKE. L’armamento laser fornirà ancora maggiore potenza di fuoco al GHOSTRIDER da sempre impegnato nel supporto alle Forze Speciali statunitensi (USSOCOM), e non solo, come delle altre forze terrestri in ogni teatro caratterizzato da una minaccia aerea limitata. Anche se si ipotizza una potenza compresa tra i 60 e i 150 Kilowatt, non sono ancora state diffuse le reali capacità del sistema laser che dovrebbe essere in grado di effettuare sia azioni difensive di protezione, intercettando eventuali minacce missilistiche oppure droni, sia offensive, permettendo di neutralizzare mezzi terrestri.

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anteprima logo RID L’IRON DOME a Guam

Il 94th Army Air and Missile Defence Command (AAMDC) dello US Army ha annunciato l’intenzione di schierare sull’Isola di Guam una delle 2 batterie del sistema missilistico superficie-aria IRON DOME, acquistate da Israele, con l’ottica di proteggere l’area da possibili minacce portate da droni kamikaze e misisli cruise. Il rischieramento rientra all’interno dell’operazione definita “Iron Island”, e include lo svolgimento di test per valutare le reali capacità del sistema contro la minaccia in questione. Nel dettaglio, la batteria ed il personale arriveranno nell’isola del Pacifico per la fine di ottobre, con una prima esercitazione già pianificata per novembre. Quest’ultima ha lo scopo di raccogliere i dati relativi per quanto riguarda il rischieramento e il sostentamento del sistema e, soprattutto, l’integrazione con la batteria Terminal High Altitude Area Defence (THAAD) già presente in loco. Come noto il sistema IRON DOME, balzato alle cronache dopo l’efficiente e concreta risposta agli attacchi portati da Hamas allo stato di Israele, è costruito localmente dalla Rafael ma co-sviluppato insieme alla Raytheon americana, ed è stato concepito per intercettare minacce balistiche quali razzi e colpi di mortaio, ma recentemente avrebbe dimostrato anche buone capacità contro i droni kamikaze lanciati contro Israele dai miliziani di Hamas. Allo stato attuale, le Forze Armate statunitensi non hanno manifestato la volontà di acquistare ulteriori batterie per un motivo ben noto: l’opinione pubblica a stelle e strisce è sempre, e ancora, molto suscettibile agli annunci di acquisti di materiale e sistemi d’arma stranieri, soprattutto se impiegati per la difesa di truppe o cittadini americani, anche riguardo a sistemi che hanno manifestato tutta la loro efficienza come l’IRON DOME. L’attenzione dei vertici militari statunitensi si focalizza molto di più sulla valutazione della possibilità di incorporare parti del sistema d’arma israeliano nelle capacità di protezione aerea americane, per avere un completo spettro di risposte alla minaccia multipla portata da missili da crociera e droni, razzi, artiglieria e fuoco di mortai.

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anteprima logo RID Il Cantiere Navale Vittoria vara il pattugliatore OSUM della Guardia di Finanza

Il 19 ottobre scorso è stato varato, presso il Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo), il P-04 OSUM, il primo pattugliatore d’altura “green” destinato alla Guardia di Finanza. La cerimonia di varo dell’Offshore Patrol Vessel (OPV) da 60 m per la GdF si è tenuta alla presenza di Luigi Duò, Amministratore Delegato dell’azienda, e del Generale di Corpo di Armata Giuseppe Zafarana, Comandante Generale della Guardia di Finanza. L’azienda veneta, specializzata nella progettazione e realizzazione di imbarcazioni militari, paramilitari, da lavoro, commerciali e da trasporto fino a 100 m di lunghezza, si era aggiudicata l’ordine per la costruzione di questa unità (tipo OPV), dal valore complessivo di 32,4 milioni di euro, dal Comando Generale della Guardia di Finanza nel 2020. La consegna dell’unità è prevista invece nel 2022. Realizzata in collaborazione con Damen Shipyards Group, la nuova unità, costruita dal Cantiere Navale Vittoria, è lunga oltre 60 m, larga 9,5 m, ha un’immersione di 3,5 m ed è in grado di raggiungere una velocità massima superiore a 26 nodi. Lo scafo è dotato della caratteristica prua ad ascia (o Axe Bow) in grado di garantire un’ottima tenuta al mare anche in condizioni meteo-marine difficili, senza dover limitare la velocità. L’unità si caratterizza inoltre per l’introduzione di una propulsione diesel-elettrica alle andature di pattugliamento fino a 9 nodi che le consente di essere un mezzo a basse emissioni e a ridotto impatto ambientale. Ai 2 motori diesel principali di propulsione sono infatti affiancati motori elettrici reversibili da 270 kW di potenza ciascuno (che possono fungere da motori di propulsione in pattugliamento o fornire energia elettrica alle altre andature). A bordo il P-04 OSUM può ospitare fino a 30 persone di equipaggio a cui si potranno aggiungere ulteriori 8 elementi (per il personale Frontex). Ulteriori dettagli su RID 12/21.

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anteprima logo RID La loitering munition israeliana HERO-30 per le SOF italiane

E’ arrivato in Parlamento lo schema di decreto ministeriale per l’approvazione del programma di acquisizione della loitering munition HERO-30 dell’azienda israeliana Uvision da parte delle Forze Speciali italiane. L’HERO-30 è una piccola munizione circuitante del peso di 3 kg, con una carica bellica di 500 g, un range di una quarantina di chilometri ed un’autonomia di 30 minuti. E’ propulsa da un motore elettrico, che aziona un’elica nella sezione di coda, e può colpire il bersaglio ad una velocità di 100 nodi dopo averlo acquisito con un piccolo sensore ottico frontale. Per il lancio viene sfruttato un canister portatile. La munizione verrà utilizzata dai distaccamenti operativi delle forze speciali per compiti di force protection e di eliminazioni mirate. Il vantaggio delle loitering munition è che queste possono essere guidate contro il bersaglio dal sensore, mentre l’operatore può fino all’ultimo istante far abortire la missione grazie alla modalità “main in the loop”. Anche la Marina Militare ha già formalizzato un’esigenza per equipaggiare le future unità anfibie LXD con loitering munitions e l'auspicio è che anche certi reparti dell’EI - a cominciare da paracadutisti e dalle altre forze leggere – se ne dotino quanto prima. L’azienda israeliana Uvision è stata messa di recente sotto contratto anche dai Marines americani per la fornitura della più prestante HERO120 nell’ambito del programma  Organic Precision Fire Mounted (OPF-M)

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anteprima logo RID Intervento del Presidente della FILE – FEDERAZIONE ITALIANA LIBERI EDITORI

Nei giorni scorsi l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, ha proposto di azzerare il fondo per il pluralismo nell'editoria per dirottare maggiori risorse sulla televisione pubblica. Il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, ha immediatamente replicato che tagliare il fondo per l'editoria significa azzerare il pluralismo, condannando alla chiusura immediata centinaia di giornali che vivono con grande difficoltà questo momento. Alcune considerazioni sono necessarie. L'apporto del canone Rai al fondo per il pluralismo ammonta a circa 110 milioni di euro e rappresenta, quindi, appena una goccia nel mare nei conti della concessionaria pubblica. Non è tanto un problema di risorse, ma di logica nell’allocazione delle risorse. La Rai è sicuramente garanzia di pluralismo e la sua storia, come le sue migliaia di dipendenti, vanno certamente tutelati. Ma sorprende che chi ha questo delicatissimo incarico possa pensare di risolvere il problema, anzi, di alleviare appena un po' il problema dei conti dell’azienda che gestisce, condannando alla chiusura altre imprese editrici, che a loro volta sono tutela di diversità, con la loro storia e con le loro migliaia di dipendenti. Il pluralismo dell'informazione per definizione è pluralità e non possono esistere figli di un Dio minore. L’intervento di Andrea Riffeser Monti a tutela delle realtà di dimensioni minori, con particolare riferimento alle testate locali e alle cooperative giornalistiche, apre la strada ad una nuova stagione in cui non devono più esserci contrapposizioni tra gli uni e gli altri, i grandi e i piccoli, ma deve consolidarsi un sistema che nella sua complessità e con le sue differenze garantisce il pluralismo. Purtroppo, alcune guerre ideologiche hanno fatto perdere di vista negli anni la logica dell’intervento pubblico. La sua indispensabilità per una compiuta democrazia è stata sottolineata di recente dalla Corte Costituzionale, che ha richiamato Parlamento e Governo al sostegno del pluralismo dell'informazione. Interventi sporadici hanno invece provocato effetti che hanno reso il mercato dell’editoria molto fragile. La transizione al digitale è al tempo stesso una causa della crisi e un’opportunità per il settore. Ma non è più tempo di attendere. La concentrazione della raccolta pubblicitaria, le dinamiche di mercato degli “over the top”, i fallimenti editoriali e le conseguenti concentrazioni di testate giornalistiche sono sotto gli occhi di tutti. È storia di questi giorni l’incredibile vicenda della Gazzetta del Mezzogiorno che non riesce a tornare in edicola. E del resto anche le edicole stanno vivendo da anni una continua decimazione, in un silenzio assordante o con inutili proclami, con l'effetto di rendere l’acquisto di un giornale una sorta di caccia al tesoro. Una riforma di tutto il sistema è quantomai non solo necessaria, ma urgente. Non è più il tempo di Stati generali e simili passerelle. Il sottosegretario all'editoria Giuseppe Moles si è impegnato, subito dopo l'insediamento, a portare a compimento una seria riforma del settore. Manca solo un anno e mezzo alla fine della legislatura. È arrivato il momento di aprire una seria riflessione politica, assieme a tutti gli operatori dell'informazione, associazioni datoriali e Federazione Nazionale della Stampa, che nasca dalla conoscenza delle tante e diverse realtà di questo settore e che giunga ad una legge che possa garantire al Paese e ai suoi cittadini cultura, diversità, conoscenza.

Roberto Paolo Presidente File - Federazione italiana liberi editori

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anteprima logo RID Una nuova arma ipersonica per la Cina?

Secondo quanto emerge da alcune fonti della stampa generalista – smentite ufficialmente da Pechino - la Cina avrebbe testato una nuova arma ipersonica basata su veicolo planante (HGV) in grado di raggiungere lo spazio e, successivamente, di seguire una rotta semi-orbitale intorno al globo, prima di effettuare la planata terminale verso il bersaglio. 

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Con l’impostazione della chiglia presso i cantieri Hyundai Heavy Industries (HHI) di Ulsan, nei giorni scorsi è iniziata la costruzione del primo di 3 grandi cacciatorpediniere antiaerei AEGIS del programma KDX-III Batch-2, ordinati nel 2019 per 3,3 miliardi di dollari e destinati a essere consegnati alla Marina Sudcoreana tra 2024 e 2027. 

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anteprima logo RID SCARLET DRAGON: intelligenza artificiale per trovare, identificare e colpire obiettivi

Procede senza sosta in USA lo sviluppo del progetto joint, o per meglio dire la serie di esercitazioni, chiamato SCARLET DRAGON, che vede l’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI, Artificial Intelligence) per trovare, identificare e colpire obiettivi con l’utilizzo di differenti piattaforme e sorgenti di fuoco a grandi velocità. Nell’ultima esercitazione effettuata, svolta sotto la leadership dell’US Army, il complesso sistema ISTAR&Fires, guidato da un modulo di AI, è stato in grado di ricognire più di 7.200 km di spazio terrestre e marittimo sulla costa orientale, attraverso 4 Stati, per trovare e distruggere obiettivi delle dimensioni di 10 piedi quadrati (circa 1 metro quadrato). Tale complessa operazione è stata effettuata “live”, con successo, utilizzando 20 piattaforme ed unità differenti, aeree, navali e terrestri delle 4 Forze Armate americane. A queste ultime si è aggiunto anche il determinante supporto del National Geospatial-Intelligence Center che ha fornito le immagini satellitari al software gestito dalla AI per vagliare, trovare ed identificare gli obiettivi. Lo staff a guida delle esercitazioni non ha fornito i tempi che sono stati necessari al sistema per identificare e colpire tutti gli obiettivi: è stato semplicemente confermato che dalla prima esercitazione, effettuata nel dicembre 2020, all’ultima si è registrato un decremento del tempo necessario di circa il 50%, il che testimonia i significativi progressi e miglioramenti effettuati. Dal marzo scorso la ricerca dei target è effettuata attraverso un’elevata integrazione multi-dominio che vede coinvolte anche altre agenzie del Governo statunitense. Il Tenente Generale Erik Kurilla, Comandante del 18° Airborne Corps e responsabile dell’ultima attività, ha sottolineato che il progetto SCARLET DRAGON ha il compito di incrementare le capacità combat di tipo joint e, tramite l’impiego dell’AI, incrementare l’ampiezza, la velocità e l’accuratezza del processo di targeting americano. Il secondo compito è invece quello di trovare nuove metodologie per applicare in modo sempre più efficiente, e letale, le nuove tecnologie emergenti ed il loro utilizzo asservito all’AI. Il prossimo appuntamento è fissato per l’inizio del 2022 con una, già annunciata, maggiore attenzione al data-centric warfare al fine di testare rivoluzionari modi per ottenere la superiorità sull’avversario.

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anteprima logo RID La Cina allarga 3 basi aeree a ridosso di Taiwan

Pechino prosegue il consolidamento delle proprie infrastrutture militari situate nella parte orientale del Paese in vista di futuribili operazioni contro Taiwan

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anteprima logo RID Scontri a Beirut lungo l’ex linea del fronte

Da ieri mattina, in alcuni quartieri di Beirut si stanno verificando scontri tra miliziani di Hezbollah e Amal da un lato e uomini armati di affiliazione non chiara, ma probabilmente maroniti, dall’altra.

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anteprima logo RID TYPHOON: una batteria di Tomahawk ed SM-6 per l’US Army

L’US Army ha rivelato la composizione della batteria “TYPHOON”, precedentemente nota come Mid Range Capability, una componente essenziale dei piani per il potenziamento dell’artiglieria a lungo raggio.

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La missione Unity 23 verrà svolta nel 2022 a seguito del completamento delle verifiche tecniche e aggiornamento dei velivoli per il volo suborbitale di Virgin Galactic

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