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anteprima logo RID Leonardo lancia il FALCO XPLORER

Leonardo ha svelato oggi al Paris Air Show, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Presidente Gianni De Gennaro e dell’AD Alessandro Profumo, il mockup del nuovo UAV tipo MALE leggero (nella categoria del PREDATOR-A per intenderci) FALCO XPLORER. Il velivolo, del quale RID vi aveva parlato in anteprima e che internamente era noto come FALCO-48, del FALCO ha in realtà ben poco. Si tratta, infatti, di una macchina completamente nuova dal peso di 1,3 t, con un’apertura alare di 18,5 m, un payload di 350 kg ed una formula aerodinamica radicalmente diversa. La macchina segue infatti la classica configurazione di velivoli di questa categoria ed è caratterizzata da ala alta dritta con winglet, cellula filante cilindrica, con “gobba” nella sezione anteriore, deriva a V ed elica spingente, e con una vistosa carenatura ventrale per il radar. Pure la GCS (Ground Control Station) sarà un’evoluzione rispetto a quella della famiglia FALCO, anche se il riuso di componenti già usate sia sulla stessa GCS del FALCO che su quella del P1HH HAMMERHEAD è stato significativo. Il FALCO XPLORER è proposto con il radar AESA GABBIANO TS-UL, mentre per quanto riguarda la torretta elettro-ottica, esattamente come accade per il FALCO, si potranno montare sensori di Wescam o Flir Systems, ma anche apparati della stessa Leonardo come il LEOS. Il velivolo è accreditato di un’autonomia di 24 ore, contro le 15 del FALCO EVO, e di una quota operativa di 24.000 piedi. La macchina inizierà i test in volo subito dopo la chiusura del salone con un primo prototipo già completato presso lo stabilimento di Ronchi di Legionari. In una prima fase si valuteranno in particolare le qualità aerodinamiche e del volo, poi inizierà l’integrazione del sensori. L’obbiettivo è avere una prima capacità operativa già il prossimo anno. Tutti i dettagli su RID 8/19.

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anteprima logo RID Varato il primo PPA THAON DI REVEL

Oggi, presso il cantiere Fincantieri di Muggiano (La Spezia), il primo PPA classe THAON DI REVEL è stato varato alla presenza del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Valter Girardelli, e dell’AD di Fincantieri Giuseppe Bono. L’unità, che è in variante LiGHT, HA UN DISLOCAMENTO A pieno carico di 6.270 t che saliranno di un centinaio per le varianti Full, ed una lunghezza di 132,5 m, farà la sua prima uscita in mare nell’ottobre di quest’anno. La consegna è prevista nell’aprile 2021. Il secondo PPA è sempre un Light, il terzo un Light Plus, mentre il primo Full sarà il quarto. La nave ha un sistema di combattimento Leonardo ed una suite di guerra elettronica di Elettronica, ed ha tutti i volumi e le predisposizioni per evolvere in variante Full. Per quanto riguarda quest’ultima, una delle ultime novità riguarda la dotazione dei missili antinave/land attack TESEO EVO, qualora la MM decidesse effettivamente di installarli dando corso ad una delle opzioni previste, che sarebbe di 2 rampe binate sovrapposte per un totale di 4 missili. Peraltro, lo sviluppo del missile TESEO EVO potrebbe partire già nelle prossime settimane considerando che nell’ultimo DPP era già allocato il primo milioni del programma. In pratica la variante Full dei PPA costituirà un'unità di prima linea ad altissima polivalenza, con capacità che andranno dall'anti-balistico al land attack. A margine della cerimonia, l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono ha confermato che a breve potrebbe essere concesso a Fincantieri anche il contratto per i nuovi sottomarini U-212 NFS – anche se i numeri non sono ancora consolidati, dipende dallo stanziamento (2 battelli, 2+2 o 1+1) – mentre l’Amm. Girardelli ha confermato i progetti futuri per unità di seconda linea, un progetto che interessa anche a Francia, Polonia e Romania, rimpiazzo dei DDG DE LA PENNE, cacciamine, ecc. Tutti i dettagli su RID 7/19.

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anteprima logo RID Domani il varo del primo PPA

Presso il cantiere Fincantieri di Muggiano (La Spezia) il capoclasse dei nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura, PPA, è pronto per il varo, che avverrà domani sabato 15 giugno.

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E’ stata firmata oggi, a bordo della Fregata MARTINENGO ormeggiata all’interno dell’Arsenale della Spezia, l’intesa tra Fincantieri e Naval Group che era stata annunciata ad Euronaval lo scorso ottobre. La firma è stata apposta dai 2 AD, Giuseppe Bono e Hervè Guillou. L’accordo dà vita ad una società paritetica (50% Italia e 50% Francia) che si occuperà dei programmi bi-nazionali, di ricerca e innovazione, dell’export di alcune tipologie di unità militari, in particolare corvette e fregate, e del procurement. La sede operativa è Genova, mentre in Francia è sita la sede della ricerca e sviluppo. Il Presidente è Giuseppe Bono e l'AD Claude Centofanti, mentre il CDA avrà 6 membri: 3 per parte. Secondo quanto dichiarato da Bono e Guillot la joint venture è un primo passo di un piu' ampio processo di consolidamento della cantieristica europea, ma al momento non sono stati forniti dettagli sugli step successivi. Bono si è detto fiducioso inoltre che nelle prossime settimane possa arrivare il parere positivo delle autorità antitrust europee circa l'acquisizione da parte di Fincantieri di Chantiers de l'Atlantique, che è separata, come sottolineato piu' volte oggi, dalla joint venture nata oggi. Quest'ultima si occuperà soprattutto di ricerca e sviluppo, con 5 progetti già in atto, uno europeo e gli altri bilaterali, e di export, garantendo alle 2 società "madre" una fetta di mercato accessibile compresa tra il 25% ed il 28%. Tutti i dettagli su RID 7/19.

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Ad oltre 24 ore dalle esplosioni che hanno gravemente danneggiato la Front Altair e la Kokuka Courageous cominciano ad emergere pochi, ma interessanti dettagli. 

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anteprima logo RID Carri ARIETE in Lettonia

L’Italia ha rafforzato il proprio contingente in Lettonia – inserito nel battle group a guida canadese della Enhanced Forward Presence (EFP) NATO – con una piccola aliquota di carri ARIETE (dovrebbero essere 4-6). Due giorni fa, durante l'avvicinamento nella base di Adazi, avvenuto alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, tra il 9° Rgt. Alpini ed il 1° Rgt. Bersaglieri, si potevano vedere i carri assieme a veicoli da combattimento per la fanteria DARDO. Il dispositivo EFP è stato creato dopo dopo il summit di Varsavia del 2016 per rispondere alla crisi ucraina e rassicurare i Paesi baltici e dell’Est Europa. Il carro ARIETE, che non veniva dispiegato in teatro all’estero da oltre 10 anni, sarà oggetto come noto di un programma di aggiornamento già pianificato e finanziato.

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Verrà firmata domani, a bordo della Fregata MARTINENGO ormeggiata all’interno dell’Arsenale della Spezia, l’intesa tra Fincantieri e Naval Group che era stata annunciata ad Euronaval lo scorso ottobre.

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Sospetti, non confermati, che almeno una nave sia stata colpita da un siluro. 

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Leonardo ha reso noto di aver firmato con la Direzione Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità il contratto per la fornitura all’Aeronautica Militare del secondo lotto di addestratori intermedi M-345. In particolare, il contratto comprende 13 velivoli, i sistemi di addestramento e di simulazione a terra e il supporto logistico per 5 anni per un valore complessivo di 300 milioni di euro. Tutti i dettagli su RID n.7 e n.8.

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Lunedì scorso, a margine di un evento stampa a cui ha preso parte anche lo Scrivente, l’AD di Leonardo Alessandro Profumo ha auspicato che l’Italia possa aderire quanto prima al programma britannico TEMPEST per un caccia di nuova generazione. Del resto, Leonardo è già dentro al progetto con la sua componente UK e, aggiungiamo noi, alternative non ce ne sono. Il concorrente FCAS, come scriviamo da oltre un anno, è blindato e Francia e Germania hanno mostrato sin da subito l’inclinazione ad una partnership esclusiva. Londra, invece, ha tutto l’interesse a far entrare Paesi europei come l’Italia e la Svezia nel TEMPEST, per non restare del tutto isolata sul versante del Vecchio Continente. E chi sostiene che una hard Brexit potrebbe condizionare il progetto sbaglia poiché accordi governativi ad hoc consentirebbero di “regimare” la partnership in maniera comunque soddisfacente. Anzi, con un hard Brexit l’unico legame che continuerebbe a Legare Londra all’Europa sarebbe la difesa ed il Regno Unito avrebbe tutto l’interesse a coltivarlo, per mille e una ragione. La seconda questione riguarda i 2 programmi. Appare ormai chiaro che la strada per un unico grande programma europeo nel campo dei caccia di nuova generazione è impraticabile. Troppo piccola la torta industriale per accontentare le industrie dei 4 grandi. Una cosa però la si può fare. Troviamo delle sinergie. Sull’armamento, per esempio, e qui la presenza di MBDA potrebbe facilitare il tutto. Armi ad energia diretta, missili ipersonici, esche da guerra elettronica, ecc. richiedono grandi investimenti. Dunque pensare ad un pacchetto standard ed a spese di ricerca e sviluppo in comune sarebbe ottimale. Ma altre sinergie potrebbero riguardare pure il motore. Anzi, considerando che il motore è uno degli elementi più critici di un velivolo da combattimento, perché non svilupparne uno soltanto adattabile ai 2 progetti – mettendo assieme RR, Safran/Snecma, MTU Aero Engine e AioAero – in modo tale da abbassare gli enormi costi non ricorrenti? Infine un terzo settore potrebbe riguardare tutto ciò che sta attorno al caccia, soprattutto i droni ed il network che tiene assieme tutto il sistema. Anche in questo caso potrebbero esserci interessanti sinergie visto che la logica dei 2 programmi è comune. Facciamo presto però.

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La nota vicenda sull’imminente acquisizione di sistemi antiaerei/antimissile S-400 TRIUMPH da parte della Turchia (con consegne previste entro la fine di luglio), e la conseguente decisione statunitense di bloccare l’acquisto degli F-35 destinati ad Ankara, ha avuto ulteriori sviluppi. 

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anteprima logo RID UTC e Raytheon: una fusione militare-civile

Dopo mesi di rumors è arrivata ufficialmente la notizia: la multinazionale UTC Technologies, proprietaria tra l’altro di Pratt & Whitney e Collins Aerospace, ma con un business largamente civile e commerciale, e il colosso della difesa Raytheon hanno annunciato la fusione delle rispettive attività e la creazione di una nuova compagnia che si chiamerà Raytheon Technologies. L’operazione – una volta superate tutte le approvazioni dalle autorità preposte, cosa non scontata – dovrà essere chiusa entro la metà del 2020. A quel punto nascerà un nuovo soggetto militare-civile da quasi 100 miliardi di dollari di ricavi di cui gli azionisti di UTC deterranno il 57% (contro il 43% di quelli di Raytheon), con un range di attività che spazia dai sistemi di condizionamento, scale mobili e motori aeronautici, alla missilistica ed alla sensoristica. I segmenti di sovrapposizione sono limitati, riguardano in particolare i sistemi all’infrarosso e le comunicazioni, ed è quei dove probabilmente si rinuncerà a qualche asset, ma l’obbiettivo strategico di fondo è incrementare risorse e cassa attivando un cospicuo ciclo di investimenti in ricerca e sviluppo in settori chiave come l’ipersonico, i laser ad alta tecnologia, l’intelligenza artificiale, ecc. Del resto , la nuova strategia di difesa americana proprio questo richiede: investire su tecnologie avanzate per affrontare contesti convenzionali tra pari, leggi con Cina e Russia.

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