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anteprima logo RID La FREMM RIZZO interviene nel Golfo di Guinea

Il 3 aprile 2022 la fregata tipo FREMM LUIGI RIZZO è intervenuta per sventare un attacco pirata nel Golfo di Guinea.

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anteprima logo RID Leonardo, consegnata la sesta e ultima nave aggiornata alla Royal Bahrain Naval Force

La settimana scorsa si è svolta, presso il Quartier Generale della Royal Bahrain Navy a Mina Salman, la cerimonia di consegna dell’unità navale AL TAWEELAH, aggiornata e rimodernata da Leonardo.

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anteprima logo Marina Italiana INTERVENTO DI NAVE RIZZO IN ASSISTENZA AD UN MERCANTILE ATTACCATO DAI PIRATI NEL GOLFO DI GUINEA

Nella notte di ieri la fregata Luigi Rizzo, moderna nave della Marina Militare impegnata nelle acque del Golfo di Guinea nell’operazione antipirateria denominata Gabinia, ha ricevuto comunicazione di un attacco di pirati ai danni del mercantile Arch Gabriel, battente bandiera delle Isole Marshall, mettendo in atto una serie di azioni che hanno dissuaso i pirati dal persistere nell’attività illecita.

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anteprima logo RID La Fase 3 della Guerra in Ucraina, i Russi si ritirano dal nord ma premono sul Donbass

La nuova fase apertasi con un maggiore focus da parte di Mosca sui fronti dell’est e del sud si sta indubbiamente concretizzando. A Kiev, difatti, la totalità dei distretti di tutto l’Oblast, per la prima volta da varie settimane a questa parte, non ha visto scontri di alcun tipo. I Russi sono completamente ripiegati in Bielorussia. In pratica, la grande manovra di accerchiamento della capitale è fallita e gli Ucraini hanno ristabilito il controllo anche sulle aree di confine con la Bielorussia, Chernobyll compresa. A Chernihiv, le forze ucraine hanno riaperto le arterie che collegano la città alla Capitale e l’assedio russo può dirsi definitivamente spezzato, con pochissime truppe che ancora occupano piccoli capisaldi di resistenza, più che altro per essere state inopinatamente abbandonate a se stesse. Spostandoci più ad est, a Sumy, i Russi starebbero cercando di organizzare un dispsotivo di difesa, ma di ieri sera la notizia di un grande convolgio di centinaia di mezzi che stava lasciando l’area rietrando in Russia, mentre a Kharkiv la 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, rinforzata da elementi mobili della Difesa Territoriale, ha nei giorni scorsi attaccato e distrutto, in direzione sudest, 3 Battlr Group russi (uno del 59ª reggimento Corazzato e 2 della 138ª Brigata Motorizzata); liberando la rotabile fino a Chuviv. In questa fase il focus princiaple delle truppe di Mosca è il Donbass. Nell’area di Severodonetsk, i Russi stanno cercando di ammorbidire, tramite rinnovati attacchi aerei e artiglieria, le difese di Voyevodivka, Lysychansk, Kreminna, Zolote-4, Popasna, Toretsk, Novhorodske e Rubizhne. In quest’ultima si sarebbe attuata una forte penetrazione e si starebbe combattendo nella cittadina casa per casa. La manovra sarebbe stata facilitata da alcuni collaborazionisti locali, fra cui funzionari comunali; una situazione che pare si stia ripetendo proprio in queste ore anche a Milove, Stanytsia Luhanska, e Markivk. I combattimenti dentro Izyum sono continuati inesorabilmente dopo l’afflusso del 1° Reggimento Corazzato della Guardia russo, e l’insediamento è definitivamente caduto il giorno 1° aprile, anche in questo caso, sembra, a causa del tradimento di alcuni residenti che avrebbero rivelato i punti deboli del dispositivo difensivo. Le precedenti manovre di aggiramento della cittadina erano state arrestate con violenti scontri negli insediamenti di Kamyanka, Sukha Kamyanka, e Tykhotske, e, piuttosto curiosamente, la linea del fronte è più o meno rimasta la stessa anche dopo detta capitolazione di Izyum. Ciò non toglie che da queste aree, probabilmente, si svilupperanno le minacce future in direzione di Barvinkove, snodo fondamentale perché da lì passano i rifornimenti ferroviari per Slovyansk e Kramatorsk. E i grandi centri di Slovyansk e Kramatorsk potrebbero essere assaltate in concomitanza anche dalla direzione Horlivka/Svitlodarsk. Tuttavia, mentre la prima ormai risulta saldamente in mano russa, la seconda sta attendendo l’attacco: sulle arterie che da essa conducono fino al bivio Kramatorks-Slovyansk, inoltre, sono state create sin dal 2014 solide linee difensive con bunker e struttura indurite. Più a sud, nell’oblast di Donetsk, Avdiivka, Maryinka e Novomykhailivka sono state assaltate in forze, ma tutti i tentativi sono stati respinti. Le prime 2, più Krasnohorivka, al momento risultano sotto pesanti bombardamenti. A Mariupol un crescente ricorso ad armi termobarriche è stato riportato, come perdite molto rilevanti per la 150ª Divisione Motorizzata russa. Forse è anche per ripianarle che è stato riportato l’arrivo di ausiliari abkhazi. A sud-est di Zaporizha, le cittadine di Orikhiv, Huliaipole e Novoivanivka sono state sottoposte a intensi bombardamenti, non accompagnati da alcun tentativo di contrattacco terrestre. Sul fronte di Krivhy Rih, l’avanzata russa è stata negli ultimi giorni lenta, contraddittoria ma comunque inesorabile, ed è di ore recenti l’inizio di bombardamenti a fuoco indiretto di Inhulets, cittadina alla immediata periferia di detto grande centro. A Mykolaiv, i Russi sono riusciti a risollevare la situazione critica in cui negli ultimi giorni si erano trovati rintuzzando le numerose offensive locali ucraine tramite un esteso ricorso all’artiglieria, che, tra l’altro, ha anche consentito loro il rifornimento in sicurezza di rimpiazzi e munizioni, e il riordino di truppe in precedenza brevemente circondate in una linea del fronte coerente e riconnessa alla zona occupata. Questa linea del fronte è però sottoposta a una pressione sempre più crescente, e, con la liberazione da parte degli ucraini degli insediamenti di Zahradivka, Kochubeyivka, e Orlove, si è ritratta oramai sin quasi alle periferie di Kherson. Non per nulla l’aeroporto di questa città, divenuto ancora più insicuro che nel passato, risulta abbandonato in luogo di quello di Chaplynka, sul quale è stata ridispiegata la componente elicotteristica russa. Circa le aree occupate, è interessante rilevare come, perlomeno a Melitopol e a Energodar, i Russi abbiano cominciato ad organizzare una cosiddetta “Milizia del Popolo”, braccio armato ausiliario delle della unità della Rosgardya che, con fatica sempre maggiore, proteggono le amministrazioni fantoccio di tanto in tanto installate in oblast e municipalità.

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anteprima logo RID Consegnata alla Marina Saudita la prima corvetta AVANTE-2200

Con la fine di marzo l’Arabia Saudita ha ricevuto la prima delle 12 moderne unità destinate a mandare in pensione 17 datate fregate, corvette e FAC degli anni ’80. 

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anteprima logo RID Attacco aereo ucraino al deposito di carburante di Belgorod

Nella notte 2 elicotteri ucraini (probabilmente MI-24) hanno colpito con dei razzi (probabilmente S-8) un deposito di carburante di Belgorod (Russia).

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anteprima logo RID Guerra in Ucraina, la Russia cambia strategia

Nel corso della settimana la Russia ha colpito diversi siti di stoccaggio carburante.

Il 25 marzo 2022 è stato attaccato un deposito nell’area di Fastiv (Oblast di Kiev) e uno a Kalynivka (considerato dai Russi il più grande rimasto), il 26 marzo è toccato a un sito vicino Leopoli, il 27 marzo a Lutsk (Oblast di Volyn), infine il 30 marzo a Dnipro e a Lisichansk (Oblast di Lugansk).

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anteprima logo RID Gli USA inviano gli EA-18G GROWLER in Europa

Proseguendo il rischieramento di asset strategici e tattici nel teatro europeo, iniziato in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, il Pentagono ha deciso di inviare 6 caccia specializzati nella guerra elettronica (EW) e nella soppressione/distruzione delle difese aeree nemiche (SEAD/DEAD) EA-18G GROWLER presso la base aerea tedesca di Spangdahlem. 

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anteprima logo RID Consegnato il primo lotto di caccia J-10C al Pakistan

Lo scorso 11 marzo, presso la base aerea di Kamra/Minhas (Punjab), si è svolta la cerimonia di consegna ufficiale e di inserimento in servizio del primo lotto di 6 caccia multiruolo monomotore J-10C DRAGON di produzione cinese al 15° Squadrone dell’Aeronautica del Pakistan.

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anteprima logo RID 2% del PIL per la Difesa, se non ora quando?

Il dibattito che si è aperto sulla questione del 2% del PIL da destinare alla Difesa entro il 2024 merita una riflessione da parte nostra. Partiamo con ciò che è ovvio, ovvero l’impegno assunto in ambito NATO a partire dal 2014. Impegno “tendenziale”, certamente, ma che l’invasione russa dell’Ucraina ha reso più urgente e da raggiungere nel più breve tempo possibile. E proprio l’Ucraina ha dimostrato con tutta evidenza quanto sia importante disporre di uno strumento militare all’avanguardia, tecnologicamente evoluto e ben addestrato. Ma attenzione, l’Ucraina è solo la punta di un iceberg rappresentato da un sistema internazionale sempre più complesso, insicuro e competitivo. Già da anni si parla infatti di continuum tra competizione, crisi e guerra: tutto vero, la pace “classica” non esiste più, ed è stata “rimpiazzata” da uno stato di competizione permanente, che vale per l’amico ed il nemico ma anche per l’amico e l’amico. La ragione è molto semplice: siamo sempre di più, ovvero gli attori rilevanti sulla scena sono più numerosi, ma le risorse sono sempre quelle, o addirittura più scarse. Un sistema Paese, dunque, deve mantenersi competitivo e per farlo deve investire in settori strategici e ad alto contenuto tecnologico; il primo di questi è ovviamente la Difesa. Uno strumento militare all’avanguardia è dunque fondamentale per garantire la competitività di un Paese, intesa come capacità di deterrenza e di tutela degli interessi strategici, ma anche come capacità di mantenere e/o elevare il posizionamento relativo dello stesso Paese nella gerarchia internazionale: posizionamento funzionale alla garanzia del benessere dei cittadini e del soddisfacimento delle loro domande Cose abbastanza ovvie, come del resto è ovvio sottolineare la rilevanza del comparto industriale militare italiano. Alte spese in ricerca e sviluppo: 10/12% dei ricavi, contro un 2,5% dell’automotive. Alto moltiplicatore di valore – 3,4 - ovvero per ogni euro investito in difesa se ne generano 3,4 come valore complessivo per tutto il sistema economico. Volendo ancora fare una comparazione, l’automotive genera 2,2 euro. Alto moltiplicatore occupazionale: per ogni addetto diretto ce ne sono 3 indiretti e nell’indotto. E poi, ancora: il vantaggio competitivo che nel settore l’Italia continua ad avere verso quei Paesi emergenti che negli ultimi 20 anni hanno invece sbaragliato altre nostre manifatture. Infine, altissima propensione all’export, con tutto ciò che ne consegue in termini tanto di bilancia commerciale quanto di alleanze e partnership strategiche. Insomma, dati di fatto incontrovertibili che però vengono colpevolmente trascurati in un dibattito a tratti degno del peggior Costarica.

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anteprima logo RID Il loyal wingman ATS diventa MQ-28A GHOST BAT

L'Australia ha annunciato che il loyal wingman Airpower Teaming System (ATS), sarà ufficialmente rinominato MQ-28A GHOST BAT.

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anteprima logo RID Leonardo, firmato il contratto per la fornitura di un C-27J alla Slovenia

Leonardo e la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l'Aeronavigabilità del Segretariato Generale della Difesa / Direzione Nazionale degli Armamenti hanno firmato il contratto di acquisizione di un C-27J SPARTAN per il Ministero della Difesa sloveno.

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