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anteprima logo RID T-6C TEXAN II per la Tunisia

Il Dipartimento di Stato americano ha dato il via libera all'acquisizione da parte della Tunisia di 12 addestratori basici T-6C TEXAN II, l’ultima evoluzione della fortunata famiglia TEXAN. La commessa, qualora formalizzata, ha un valore stimato in oltre 230 milioni di dollari e comprende anche supporto logistica e fornitura di ricambi. Non è chiaro dalla comunicazione ufficiale della Defense Security Cooperation Agency (DSCA) se quella in questione sia la versione del T-6C “Plus” dotata anche di 6 hardpoint, di cui 2 dedicati al trasporto di serbatoi supplementari.

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anteprima logo RID Altri 20 F-35 per la Corea del Sud

La sudcoreana Defense Acquisition Program Administration (DAPA) ha di recente conefrmato l’acquisto di altri 20 F-35 a partire dal 2021, quando le consegne dei primi 40 velivoli ordinati nel 2014 verranno completate. La ROKAF (Republic of Korea Air Force) ha già ricevuto 8 esemplari e conta di arrivare a 13 entro l’anno. Non è chiaro se questo ulteriore lotto comprenderà la variante convenzionale oppure quella a decollo corto e atterraggio verticale. La Corea del Sud punta infatti nei prossimi anni a sviluppare delle portaerei per contrastare gli sviluppi in questo settore tanto della Cina quanto del Giappone.

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anteprima logo RID F-35B britannici su HMS Queen Elizabeth

Primo grande test per la nuova portaerei sulla strada per il primo dispiegamento operativo nel 2021. 

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anteprima logo RID Svelato il KF-X

Nel corso del salone della difesa ADEX è stato per la prima volta mostrato al pubblico il mock-up del futuro caccia sudcoreano KF-X. Ad un primo sguardo il modello si presenta con elementi aerodinamici di F-35 ed F-22, una soluzione propulsiva bimotore, prese d’aria convenzionali, derive verticali a V ed un assieme di carichi e pod esterni. Tra questi, missili aria-aria a corto raggio IRIS-T, aria.-aria a lungo raggio MBDA METEOR, pod Lockheed Martin SNIPER ed un IRST di fronte al cockpit che dovrebbe essere un derivato dello SKYWARD-G che Leonardo ha realizzato per il GRIPEN E. Nel complesso, la bassa rilevabilità non sembra particolarmente ricercata tanto è vero che nella prima versione operativa, Block I, non dovrebbe esserci la baia armi interna. Insomma, un progetto che così come è stato mostrato si presenta abbastanza vecchio. Secondo le prime brochure aziendali, il KF-X sarà un caccia nella categoria delle 25 t, dunque ben più leggero dell’F-35, mentre il rollout del primo prototipo è atteso nel 2021. Approfondimenti e dettagli su RID 12/19

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anteprima logo RID Fregate francesi per la Grecia?

La Grecia ha firmato un accordo (SOI, Statement Of Intent) con la Francia per avviare formalmente le negoziazioni per l’acquisto di 2 fregate tipo BELHARRA. Le unità costituiscono la variante export delle fregate sviluppate per la Marina Francese da Naval Group, Frégates de Défense et d’Intervention (FDI). La Marina Greca da anni prova ad acquisire nuove fregate per potenziare la propria flotta, ma la crisi economica e la mancanza di risorse finora glielo hanno sempre impedito. Vedremo se questa sarà la volta buona.

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anteprima logo RID I Curdi e la politica di potenza

I Curdi hanno raggiunto un accordo preliminare con il Governo di Damasco e la Russia per consentire il dispiegamento delle forze di Assad del Nordest della Siria. Il rischieramento è iniziato ieri e le forze fedeli ad Assad sono già a Manbij, sono segnalate in direzione di Ain Issa, mentre altre unità sono entrate a Raqqa e nella base aerea di Tabqa, da dove si sono ritirate le forze americane presenti fino a pochi giorni fa. Nel frattempo l’offensiva turca sta rallentando attorno alle città di confine di Tal Abyad e Ras Al Ayn, anche se le forze turche ed i miliziani filo Erdogan si sono spinti fino all’autostrada M4 – importante arteria di comunicazione tra Hasakah e Kobane - nell’area tra le 2 cittadine. Vedremo se adesso ci sarà un confronto tra Turchi e Siriani oppure se verrà semplicemente raggiunta una “soglia di spartizione” tra Ankara e Damasco, sotto la mediazione russa, come accaduto per Aleppo e Idlib. Ancora una volta, pertanto, in Medio Oriente la fa da padrona la logica della politica di potenza, una logica che l’Europa e l’Occidente in generale non sembrano più in grado di capire e gestire.

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anteprima logo RID Crescono le spese militari francesi

Il Ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha presentato al Consiglio dei Ministri una bozza di Budget per la difesa per il 2020. Se sarà approvata e trasformata in legge, essa prevede di incrementare gli stanziamenti di 1,7 miliardi di euro rispetto al budget 2019, per un totale di 37,5 miliardi, con un aumento del 4,5%. Il piano da tramutare in legge prevede che l’aumento di 1,7 miliardi sia annuale fino al 2022, mentre dal 2023 l’incremento dovrebbe essere di ben 3 miliardi, per arrivare nel 2025 alla fatidica soglia del 2% richiesta in ambito NATO. Nel 2020 il budget difesa rappresenterebbe l’1,86% del PIL. Per quanto riguarda i fondi, 6,8 miliardi di euro andrebbero ai principali programmi d’acquisizione in corso, con 821 milioni destinati alla ricerca e all’innovazione, e 4,7 miliardi al deterrente nucleare. Sul fronte acquisizioni è prevista la consegna di 12.000 fucili HK-416F, 128 veicoli tattici multiruolo 6x6 GRIFFON e delle prime 4 blindo da ricognizione JAGUAR. Alla Marina sarà consegnato il primo SSN classe BARRACUDA, il SUFFREN, mentre sul fronte aeronautico arriveranno 2 A-400M, 2 pattugliatori ASW ATLANTIQUE modernizzati, ATL2, 1 aerocisterna KC330 MRTT PHÈNIX e i primi 2 MIRAGE 2000D aggiornati (Rènovès). Per le operazioni di sicurezza esterna ed interna sono stanziati 1,1 miliardi, con un incremento di 250 milioni sulle dotazioni precedenti, e 100 milioni aggiuntivi riservati alle paghe per le operazioni di sicurezza sul fronte domestico. Per quanto riguarda il personale, saranno create 300 nuove posizioni, fra cui 93 in ambito Cyber, mentre al neonato Comando Spaziale andranno 448 milioni di euro.

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anteprima logo RID Via all’ATR STOL

Il Consiglio di Amministrazione di ATR – joint venture tra Leonardo ed Airbus - ha dato il via libera al lancio del nuovo ATR 42-600S STOL (Short Take Off and Landing), ovvero una variante capace di decollare ed atterrare da piste corte – 800 m, mentre adesso un ATR-42 ha bisogno di 1.050 m di pista. Si potranno così raggiungere 500 nuovi aeroporti in tutto il mondo. L’ATR STOL potrebbe andare sul mercato in 3 anni ottenendo nello stesso arco di tempo la certificazione. La joint venture ha già registrato per questa nuova variante un impegno per l’acquisizione di 20 velivoli da parte di Elix Aviation Capital e Air Tahiti. Anche le fusoliere di questo nuovo membro della famiglia ATR verranno prodotte nello stabilimento Leonardo di Pomigliano d’Arco.

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anteprima logo RID Attacco a petroliera iraniana nel Mar Rosso?

Questa mattina sono circolate notizie di origine iraniana su 2 esplosioni a bordo della petroliera SABITI, battente la bandiera di Teheran e in navigazione nel Mar Rosso a circa 100 km al largo del porto saudita di Jeddah. Le esplosioni sono state inizialmente attribuite ad un attacco missilistico, lanciato secondo alcuni da velivoli e secondo altre fonti dalla costa. Tuttavia le foto della nave hanno mostrato un incendio a bordo, poi domato, con danni di lieve entità e nessun ferito, mentre l’agenzia iraniana IRNA ha reso noto che la perdita di petrolio è stata arrestata. Si potrebbe dunque pensare ad un sabotaggio o ad un semplice problema a bordo. L’unità trasporta un milione di barili di greggio ed è di proprietà della compagnia di stato iraniana NITC. Inizialmente anche l’identità della petroliera in difficoltà è stata fonte di confusione, poiché nelle immediate vicinanze si trovava anche la SINOPA ed i primi rapporti suggerivano che fosse questa la nave colpita. Un particolare interessante è che la SABITI avrebbe navigato a lungo prima dell’attacco con il transponder spento. In tutta la regione, dopo episodi analoghi accaduti nei mesi scorsi a petroliere emiratine, e l’attacco contro i siti petroliferi sauditi di ARAMCO del mese scorso, la tensione resta altissima.

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anteprima logo RID PRIMAVERA DI PACE nel Kurdistan siriano

Sono iniziate ieri le operazioni militari turche nel Kurdistan siriano dopo gli annunci degli scorsi giorni ed il via libera da parte dell’Amministrazione Trump. Alla campagna, denominata PRIMAVERA DI PACE, partecipano le Forze Armate e le Forze Speciali regolari turche ed i miliziani del filo-Ankara National Syrian Army (NSA), ex FSA (Free Syrian Army). Al momento vanno registrati una serie di attacchi aerei contro la città di confine di Ras Al Ayn ed un'incursione terrestre nell’area di Tal Abyad, respinta dai miliziani Curdi dell’YPG. Nonostante le dichiarazioni e le analisi, gli obbiettivi di Erdogan sembrano per ora limitati, ovvero creare un’area di sicurezza lungo il confine turco-siriano all’interno del cosiddetto cantone curdo di Hasakah/Kobane/Qamishli. Poi, a seconda delle reazioni americane e della comunità internazionale, nonché di Russia ed Iran - si vedrà se andare oltre oppure no. Del resto stiamo parlando di un’area molto vasta – paragonabile come estensione a Lombardia, Veneto ed una parte del Piemonte – che si estende dal confine iracheno fino alla riva orientale dell’Eufrate all’altezza di Manbij. Per occuparla interamente non basterebbe probabilmente un anno ed una forza d’invasione massiccia. Basti pensare che la Turchia per l'Operazione SCUDO DELL’EUFRATE - che ha portato tra il 2016 ed il 2017 alla conquista dell’area molto più piccola nel nord della Siria tra Al Bab, Jarabulus e Azaz - ha messo in campo tra i 6.000 e gli 8.000 regolari, più oltre 10.000 miliziani dell’FSA e delle Syrian Turkmen Brigades, e che per raggiungere tutti gli obbiettivi ha impiegato ben 7 mesi. A ciò aggiungiamo che i Curdi dell’YPG rappresentano un osso molto duro. Stiamo parlando di non meno di 30.000/40.000 miliziani (a cui bisogna aggiungere circa 15.000 effettivi dell’Asaysh, la sicurezza interna), motivati, ben armati e addestrati dagli Americani da cui hanno inoltre ricevuto durante la campagna contro ISIS armi, munizioni, equipaggiamenti e veicoli di vario tipo. E che l'operazione sia molto più complessa di quanto possa sembrare lo dimostra il fatto che gli Americani hanno lasciato le loro postazioni lungo il confine, ma non le altre basi diffuse su tutto il territorio del Nordest siriano. Ricordiamo che in quest’aerea gli USA hanno almeno 1.500 soldati, tra forze speciali, consiglieri e Marines, distribuiti tra una decina di basi, comprese 3 installazioni aeree che consentono di operare con aerei da trasporto, elicotteri, convertiplani e velivoli non pilotati. Oltre agli Americani, nella regione operano pure forze speciali francesi e britanniche. Poi, come si diceva, bisognerà vedere come reagiranno Russi e Iraniani, ovvero Damasco. Uno scenario potrebbe essere quello di una luce verde da parte di Assad a Eerdogan, in cambio di un via libera alle forze governative su Idlib, dove la Turchia ha una presenza militare discreta e può contare un paio di gruppi che operano come proxi insieme ai gruppi filo-qaedisti. Da questo punto di vista potrebbe suonare sinistra, per i Curdi, la nota di ieri del Ministero degli Esteri siriano che stigmatizzava l'attacco turco ma ne riteneva responsabile alcuni gruppi curdi… Non dimentichiamo che in questa zona della Siria restano sotto controllo curdo le principali ricchezze petrolifere del paese, che Damasco vorrebbe riprendersi. Insomma il grande gioco è solo agli inizi.

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anteprima logo RID Da Bell ecco il 360 INVICTUS, la proposta per la gara FARA

Bell Textron ha presentato il rendering della propria proposta riguardante il futuro elicottero da scout armato a pilotaggio tradizionale - ma con opzione per utilizzo unmanned – per la gara FARA (Future Attack Reconnaissance Aircraft) dell’US Army e la sostituzione dei già ritirati OH-58D KIOWA WARRIOR. Il design dell’apparecchio, denominato 360 INVICTUS, appare maggiormente tradizionale rispetto a quello dei concorrenti e fortemente ispirato al progetto di elicottero stealth Boeing/Sikorsky RAH-66 COMANCHE risalente agli anni ‘80 e mai entrato in servizio (seppur un suo stretto aprente fosse stato impiegato nel raid di Abbotabad che portò alla cattura di Bin Laden nel 2011...). Con il COMANCHE, l’INVICTUS condivide la scelta di adottare un rotore principale singolo a 4 pale (derivato più piccolo di quello pentapala presente sull’utility medio-pesante civile 525 RELENTLESS), un rotore anticoppia integrato nella struttura del trave di coda, tipo fenestron, e leggermente inclinato, le dimensioni (adatte al trasporto all’interno di un C-17 GLOBEMASTER III), il carrello totalmente retrattile e, in generale, le linee della fusoliera. L’elicottero avrà un armamento principale costituito da un cannone da 20 mm (che sarà il General Dynamics XM915 già selezionato dall’Esercito Americano) posizionato sotto al muso, razzi (guidati e non), missili HELLFIRE e futuri ordigni adatti al combattimento in ambienti urbani montabili su lanciatori integrati presenti in 2 piccole baie laterali (altra comunanza col COMANCHE) poste sotto ciascuna delle semiali, anch’esse equipaggiabili con piloni subalari per il trasporto di payload supplementare. Peraltro, tali semiali dovrebbero garantire circa il 50% della portanza necessaria durante la velocità di crociera, il che permetterebbe al rotore di dedicare maggior potenza alla spinta dell’apparecchio. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

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anteprima logo RID Altri 9 F-35 per l’Olanda, buone notizie per l’Italia

L’Olanda ha confermato l’acquisto di 9 F-35 supplementari, che portano il programma da 37 a 46 velivoli. I caccia aggiuntivi permetteranno all’Aeronautica Olandese non solo di meglio sostenere le operazioni della flotta, ma di cominciare a costituire un terzo Squadron, in aggiunta ai 2 programmati finora. Il numero di F-35 dovrebbe aumentare ulteriormente in seguito, probabilmente di 6 velivoli, per completare la dotazione di questa terza unità. L’Aeronautica Olandese finora ha pianificato la flotta F-35 sulla base dell’impegno costante per la difesa dello spazio aereo nazionale e, al contempo, sulla base della necessità di sostenere un contingente di 4 velivoli in rischieramenti all’estero. Il terzo squadrone potrebbe consentire un modesto aumento di questa capacità “di proiezione”. Gli F-35 olandesi sono attualmente in produzione presso lo stabilimento di Cameri, dove dovrebbe essere realizzato pure questo ulteriore lotto a tutto vantaggio dell’industria del nostro Paese e della sua expertise nel campo della quinta generazione di velivoli da combattimento.

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