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anteprima logo RID Giappone, varato il secondo sottomarino classe TAIGEI

Kawasaki Heavy Industries (KHI) ha varato nei propri cantieri di Kobe il secondo sottomarino classe TAIGEI, denominato HAKUGEI. Il primo battello della classe era stato varato nell’ottobre 2020 da Mitsubishi Heavy Industries (MHI) e verrà consegnato nel marzo 2022, dopodichè verrà impiegato come battello per lo svolgimento di test e sperimentazioni per le nuove tecnologie introdotte dalla classe TAIGEI. Quest'ultima, esteriormente molto simile alla classe SORYU in servizio, è caratterizzato tuttavia da diverse modifiche. La principale riguarda l'adozione di batterie agli ioni-litio – peraltro già introdotte sugli ultimi 2 SORYU – a cui bisogna aggiungere un CMS ed una suite sonar migliorati, nonchè l’utilizzo di materiali fonoassorbenti per rendere i sottomarini più silenziosi.

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anteprima logo Marina Italiana MARE APERTO 2021: ESERCITAZIONE CON UNA UNITÀ DEL GRUPPO GRIMALDI

Il 12 ottobre 2021, nell’ambito dell’attività addestrativa della Marina Militare denominata Mare Aperto 2021, si è svolta un’esercitazione che ha attivamente coinvolto il mercantile “Eurocargo Malta” del Gruppo Grimaldi, la Confederazione Italiana Armatori (CONFITARMA), il Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) con la sua Centrale Operativa e la fregata FREMM “Carabiniere”.

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anteprima logo RID Dalla Cina un nuovo UAV lancia-droni

La CCTV, la televisione nazionale cinese, ha mostrato un video della Aviation Industry Corporation of China in cui viene presentato un nuovo UAV, di chiara formula stealth, agire quale piattaforma di lancio di ulteriori sistemi unmanned in attacco ad una flotta avversaria in navigazione. Nel dettaglio, il velivolo stealth non pilotato è una versione navalizzata del GJ-11 SHARP SWORD che, nelle immagini, sembra decollare dal ponte di volo di una delle nuove unità anfibie TYPE 075. Nel video, si vedono un paio di GJ-11 procedere al rilascio di 6 droni esca che, assumendo una determinata formazione in posizione avanzata , simulano una formazione di caccia d’attacco. Quest’ultima ha il compito di procedere verso l’obiettivo ed attirare l’attenzione dei sistemi d’arma a bordo delle unità navali nemiche ingannadoli. La forma dei decoys aviolanciati è molto simile agli ADM-160 Miniature Air-Launched Decoy (MLAD), prodotti dalla Raytheon. Questi ultimi sono dei veri e propri missili cruise di dimensioni contenute che possono imbarcare, quale payload, una testata da guerra, oppure una suite di guerra elettronica in grado di disturbare i radar avversari, creando falsi eco o interferenze. Il video della TV cinese mette anche in risalto come l’attacco alla formazione navale avvenga utilizzando decoys e altri UAV, con una tattica ormai famosa, definita a “swarm” (sciame), disorientando le difese e quindi la reazione avversaria. Anche se il video ha chiaramente un carattere altamente promozionale, quest’ultimo si ritiene perfettamente in linea con le generali ambizioni nazionali che potrebbero, sempre piú concretamente e velocemente, evolvere in capacitá operative reali.

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anteprima logo RID Ecco il LAV-25 lancia loitering munitions

L’azienda israeliana UVision ha mostrato un’immagine di un blindato 8x8 da ricognizione dei Marines LAV modificato e dotato di lanciatore per loitering munitions. Nella fattispecie si tratta di un LAV portamortaio su cui è installato il Multi-Canister Launcher (MCL) per il lancio della loitering munitions HERO-120. L'azienda israeliana ha di recente ricevuto un contratto per fornire l’MCL e la HERO-120 ai Marines nell’ambito del programma Organic Precision Fires-Mounted, OPF-M. Il lanciatore, dotato di 8 celle, può utilizzare anche altre 2 loitering della famiglia HERO: la HERO-30 e la HERO-400EC. I Marines contano di utilizzare l’MCL con la HERO-120 anche da piccole unità di superificie non pilotate. Ulteriori dettagli sui prossimi numeri di RID.

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anteprima logo RID Elettronica compie 70 anni tra innovazione continua e anticipazione del futuro

Il 12 ottobre a Roma ha avuto luogo la celebrazione dei primi 70 anni di Elettronica. All’evento hanno partecipato importanti esponenti politici, militari e dell’imprenditoria provenienti da tutto il mondo.

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anteprima logo RID Fincantieri abbandona (per ora) la gara polacca e TKMS presenta le MEKO-A300

 Fincantieri ha di recente abbandonato la competizione per la fornitura alla Marina Polacca di 3 nuove fregate - programma polacco MIECZNIK  - in quanto il cantiere locale che farà da prime contractor aveva chiesto di modificare pesantemente la FREMM, a cominciare dal sistema propulsivo: una richiesta quantomeno curiosa e che è stata ovviamente respinta al mittente dall’azienda italiana. La Marina Polacca ed il Governo polacchi dovrebbero, dunque, chiarirsi le idee prima di procedere con il programma. Nei giorni scorsi Thyssen-Krupp Marine Systems (TKMS) ha presentato la nuova generazione della sua fortunata piattaforma navale incentrata sul progetto modulare MEKO (MEhrzweck-KOmbination). Con l’A-300 si propone infatti di superare i modelli sviluppati con grande successo di export – e che hanno ispirato anche fregate e corvette costruite per la Marina Tedesca – negli anni ’80 e ’90, come MEKO-360, A-200 e MEKO-100 e 140. In quasi 40 anni (era il 25 febbraio 1982 quando alla Nigeria fu consegnata la fregata ARADU, prima MEKO modello 360) sono state costruite o programmate 78 tra fregate e corvette destinate a 14 paesi - Germania compresa – basate su tale concetto. Per la gara relativa a 3 fregate indetta dalla Polonia (peraltro “scontento” cliente 20 anni fa delle MEKO A-100, con una sola di 7 corvette ordinate effettivamente completata, e solo nel 2019 in configurazione OPV), TKMS ha ora sviluppato la nuova versione A-300: non una semplice evoluzione delle A-200, peraltro già radicalmente riconfigurate con nuovi sistemi e sensori e architettura stealth sin dagli anni 2000. Le MEKO A-300 (PL nella customizzazione offerta alla Polonia) infatti si presentano con un netto incremento dimensionale rispetto alle precedenti, con una lunghezza superiore di 20 m (125-130 circa) e un dislocamento salito da 3.700 a 5.500 t. Spazi che, assieme a una configurazione in parte ispirata alle (controverse) F-125 realizzate per la Marina Tedesca, permettono di imbarcare una ricca panoplia di armi e sensori, incentrata su 2 complessi VLS: uno a 32 celle Mk-41 a prora, per missili SAM a corto, medio e lungo raggio (anche con capacità anti-missile balistico); e un secondo a 36 celle per soli SAM a medio raggio (tipo CAMM/CAMM ER?), a centronave. Le MEKO-A300 gareggeranno assieme a prodotti inglesi e spagnoli nell’ambito del programma polacco MIECZNIK che mira entro il 2022 a selezionare il progetto destinato a fornire nel 2028-2034 3 sofisticate fregate multiruolo alla Marina Polacca. Almeno sulla carta, perché il programma potrebbe essere ristrutturato. Fincantieri ha, per esempio, di recente abbandonato la competizione in quanto il cantiere locale che farà d prime contractor aveva chiesto di modificare pesantemente la FREMM, a cominciare dal sistema propulsivo: una richiesta quantomeno curiosa e che è stata ovviamente respinta al mittente dall’azienda italiana. La Marina Polacca ed il Governo polacchi dovrebbero, dunque, chiarirsi le idee prima di procedere con il programma.

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anteprima logo RID Nuovi dettagli sull’UCAV russo S-70

Un recente video pubblicato dal Ministero della Difesa russo ha offerto alcuni dettagli aggiuntivi sull’UCAV S-70 OKHOTNIK, nonché sull’attuale stato del programma. Per quanto concerne lo stato del programma, dalle informazioni comunicate dal video ad oggi risulta completo un solo velivolo utilizzato come testbed, ma almeno altri 3 sarebbero in costruzione. Di questi, uno dovrebbe essere un ulteriore dimostratore da impiegare per attività di test, mentre gli altri 2 dovrebbero essere esemplari di pre-produzione e rispecchiare maggiormente il design finale del velivolo. Per quanto riguarda i dettagli che emergono dall’analisi delle immagini, in primo luogo, si notano le dimensioni generose del S-70 – in termini di apertura alare – che non si discostano particolarmente da quelle del caccia Su-57 FELON, ripreso accanto ad esso. Sulla parte dorsale sono presenti diverse antenne, prese d’aria e scarichi di piccole dimensioni, mentre affogato nella zona inferiore destra della sezione anteriore – non lontano dal muso – si nota la presenza di un sistema elettro-ottico con doppia “finestra”. Gli scarichi del motore appaiono ancora senza alcun tipo di schermatura strutturale elemento che, secondo quanto comunicato dalla Sukhoi, sarà introdotto negli esemplari finali al fine di incrementare la bassa osservabilità posteriore dell’OKHOTNIK, riducendone la traccia termica/IR. La soluzione adottata dovrebbe prevedere l’eliminazione degli ugelli e la totale copertura del motore turbogetto AL-41F – che non sarà dotato di postbruciatore - all’interno della parte centrale della struttura seghettata di coda dell’UCAV. Tutti i dettagli su RID 11/21.

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anteprima logo RID Prende forma la prima batteria di missili ipersonici dell’US Army

La prima batteria di missili superficie-superficie ipersonici dell’US Army sta prendendo forma sulla base interforze di Lewis-McChord nello stato di Washington. I veicoli lanciatori sono stati consegnati fra il 14 e il 15 settembre, mentre una cerimonia ufficiale si è tenuta il 7 ottobre ed il missile, noto come  Long Range Hypersonic Weapon, è stato da poco ribattezzato DARK EAGLE. I primi canister-lanciatori, per solo uso addestrativo, erano stati consegnati già in marzo, ed equipaggiamento accessorio è arrivato a più riprese durante l’anno. La batteria è stata consegnata al 5th Battalion del 3rd Field Artillery Regiment, un’unità appartenente alla 17th Field Artillery Brigade allineata al 1st Army Corps. La 17th Field Artillery Brigade è il cuore della prima Multi Domain Task Force formata dall’US Army, attivata nel 2019 e rischierata nel teatro Asia-Pacifico. Il DARK EAGLE impiega il glider ipersonico Common Hypersonic Glide Body (C-HGB), frutto di una cooperazione con l’US Navy e destinato dunque ad equipaggiare anche i primi missili ipersonici lanciati da navi e sottomarini. Il veicolo lanciatore impiega una motrice Heavy Expanded Mobility Tactical Truck M983A4 per trainare un rimorchio M870 modificato con una rampa TEL per 2 missili in canister sigillati. I canister sono lunghi circa 30 piedi, ovvero 9 m. La batteria si compone di 4 lanciatori, mentre il comando e controllo ricorre all’ Advanced Field Artillery Tactical Data System 7.0, un sistema già maturo ed operativo, adattato per la nuova arma. Il missile DARK EAGLE è accreditato di una velocità che arriva a toccare Mach 17, anche se questa è quasi certamente la velocità all’apice della traiettoria, quando inizia la picchiata. La velocità terminale del glider ipersonico sarà più prossima a Mach 5. La gittata esatta rimane incerta, ma è sicuramente superiore a 1.700 miglia (2.700 km). Oltre alla elevata velocità terminale, la pericolosità dei glider ipersonici viene dalla loro capacità di manovrare, rendendosi bersagli sfuggenti e meno prevedibili. Fin qui è stata quindi rispettata la tabella di marcia del programma, che si è sviluppato rapidamente dopo l’avvio nel 2019. Il Tenente Generale Neil Thurgood, Direttore dei progetti per Ipersonico, Armi ad Energia Diretta e Spazio, oltre che capo del Rapid Capabilities and Critical Technologies Office dell’Esercito, ha ribadito che i lanciatori, per il momento privi di missili, consentiranno di avviare l’addestramento del personale in vista del primo lancio nel 2022. Questa prima batteria servirà a far passare il progetto da una fase di sviluppo ad una di maturità tecnica e potenziale producibilità in serie. Per il 2023, la batteria prototipo avrà una “residuale” capacità operativa e potrà potenzialmente essere impiegata come arma contro “bolle” Anti Access Area Denial (A2AD) avversarie. Ulteriori dettagli su RID 11/21.

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anteprima logo RID Israel National Drone Initiative 2021, il prossimo 14 ottobre avrà luogo il terzo workshop internazionale

Il workshop, che avrà luogo nell’area metropolitana di Tel Aviv il prossimo 14 ottobre, è il terzo del suo genere e vedrà la partecipazione di numerosi operatori del settore da diversi paesi del mondo, delle imprese, di investitori e di funzionari dello Stato di Israele. Questi ultimi porranno a fattor comune le esperienze maggiormente significative da loro maturate in un approccio congiunto alle capacità esprimibili nel campo dei velivoli a pilotaggio remoto. Si tratta di vettori il cui impiego in aree urbanizzate avviene sempre più di frequente; aree caratterizzate dalla presenza di un numero elevato di persone, che richiedono dunque un continuo affinamento delle procedure operative ai fini di garantire la massima cornice di sicurezza, non soltanto per quanto concerne gli usi in ambito militare o di polizia, ma anche riguardo alle applicazioni in campo medico e sanitario, nella ricerca e nel soccorso, in ambiti commerciali e in tutti quelli possibili in un territorio fortemente antropizzato come quello di una metropoli. Non costituisce una novità il fatto che in Israele si stia lavorando a una rete nazionale di controllo centralizzato del volo di sistemi a pilotaggio remoto (SAPR), i cosiddetti «droni», attribuendo a queste macchine alcune rotte predefinite in vista di un loro impiego sempre più diffuso. Il progetto NAAMA (o NAAMA Initiative) prevede l’approntamento di una regolamentazione più agile in materia oltreché il supporto all'ecosistema al fine di abilitare i velivoli a pilotaggio remoto all’impiego in aree urbanizzate (UAM) nello spazio aereo dello Stato ebraico, ambiente notoriamente caratterizzato da una serie di strettissimi controlli a fini di sicurezza, che impongono sensibili limitazioni alle aerovie civili, con il totale divieto di sorvolo delle zone sovrastanti la linea di confine. Si tratta di un settore attualmente ancora prevalentemente orientato a sviluppi nel campo militare e della sicurezza più in generale, che tuttavia si apre a indubbie prospettive per quanto potranno concernere le applicazioni civili. Ma, se una carente regolamentazione della specifica materia unita ai non eccessivi incentivi finanziari hanno finora reso difficoltoso il decollo del settore in campo civile, un progetto pilota, sviluppato dall'Israel Innovation Authority, ha portato al compimento di non indifferenti passi in avanti nel corso degli ultimi mesi, facendo registrare significativi progressi nel sorvolo a bassa quota delle aree urbane, a cominciare da quella di Hadera. Si tratta sostanzialmente di separare lo spazio aereo per i droni e mappare le loro rotte evitando collisioni in ambienti densamente trafficati. È stato possibile ottenere questo primo risultato anche grazie alla collaborazione fornita dal locale Ministero dei Trasporti attraverso la Ayalon Highways Company (azienda a capitale pubblico con competenze nei settori delle infrastrutture e dei trasporti), l'Autorità per l'aviazione civile israeliana (CAAI) e la Smart Mobility Initiative promossa dall'ufficio del Primo ministro. Israel National Drone Initiative 2021 avrà luogo giovedì 14 ottobre 2021 alle 18:00 (ora di Israele), per la partecipazione a essa sarà necessario registrarsi. Info: Innovation@sf.mfa.gov.il; ContactUsEng@innovationisrael.org.il

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anteprima logo RID L’incidente al sottomarino USS CONNECTICUT nel Mar Cinese Meridionale: le ipotesi

Il 2 ottobre il sottomarino nucleare statunitense USS CONNECTICUT (SSN 22) è stato coinvolto in una collisione subacquea, mentre operava nel Mar Cinese Meridionale. Un portavoce della VII Flotta ha detto che a bordo vi sono 11 feriti lievi e che l’unità sta rientrando a Guam navigando in superficie con i propri mezzi, per evidenti ragioni di sicurezza, mentre ha assicurato che il reattore nucleare non ha subito alcun danno. Non sono ancora note le cause dell’incidente, e su questo si stanno diffondendo diverse teorie. La prima considerazione da farsi è che, con ogni probabilità, più di una collisione frontale, si sia trattato di una sorta di “strisciata” contro qualcosa. Infatti, bisognerebbe confrontarsi con quel che accadde allo USS SAN FRANCISCO (SSN 711) della Classe LOS ANGELES, l’8 gennaio 2005. Il battello si schiantò improvvisamente contro un rilievo sommerso a 350 miglia a sud di Guam, mentre navigava in velocità. L’impatto distrusse la prua, e causò la morte di un marinaio ed il ferimento di 97 membri dell’equipaggio su un totale di 137. Il Comandante venne punito per non aver rispettato le procedure standard di sicurezza in navigazione. Visto il tipo di danni descritti, relativamente limitati, si possono quindi ipotizzare diverse ipotesi alternative: 1) Il CONNECTICUT ha strisciato contro il fianco di un rilievo sommerso, e per sua fortuna non si è schiantato, contrariamente a quanto accaduto con il SAN FRANCISCO. 2) Visto che il battello è uno delle 3 sole unità della classe SEAWOLF, estremamente costoso e capace, viene solitamente impiegato per missioni speciali di sorveglianza e raccolta informazioni. Si potrebbe quindi ipotizzare un urto, o uno striscio, a velocità moderata contro un rilievo sommerso in prossimità di una delle isole artificiali costruite dai Cinesi nel Mar Cinese Meridionale, dove gli scavi e gli scarichi hanno certamente alterato la configurazione del fondale e dei rilievi. 3) Ci potrebbe essere stata una collisione con una balena o capodoglio. Quest’ultimo avrebbe certamente avuto la peggio, ma l’urto potrebbe aver causato danni leggeri allo scafo. 4) Il battello potrebbe essere entrato in collisione contro una struttura artificiale posata dai Cinesi, in una posizione sconosciuta: ad esempio un traliccio equipaggiato con sistemi di sorveglianza acustica per proteggere l’area dalle incursioni delle unità statunitensi. Qualcosa di simile al SOSUS (Sound Surveillance System) posato in Nord-Atlantico dagli statunitensi durante la Guerra Fredda. 5) Se in zona ci fosse stato un sommergibile diesel-elettrico cinese, posato sul fondo, avrebbe avuto una traccia acustica estremamente limitata, e non si potrebbe quindi escludere una collisione/striscio accidentale. In tal caso, però, anche il battello cinese avrebbe riportato danni. Però, pur senza doversi certo aspettare trasparenza da parte cinese, questa sarebbe stata una ghiotta occasione per accusare gli Americani di avventurismo e di condotta pericolosa nel cortile di casa, quindi il silenzio degli organi cinesi tenderebbe a far escludere questa ipotesi. 6) Quel che, invece, si tende ad escludere è l'impatto/striscio contro un battello cinese in navigazione, specie se a propulsione nucleare. In tal caso i sensori acustici passivi del CONNECTICUT avrebbero dovuto rilevarlo tempestivamente. In caso contrario sarebbe un vero disastro, perché questi battelli dovrebbero essere sofisticatissimi, e molto più avanzati delle controparti russe e cinesi. Dall’esame dei danni riportati si potrà capire presumibilmente qualcosa di più, anche se le certezze in questi casi sono comunque piuttosto labili.

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Ieri sera, presso l’hangar 44 dell’Aeroporto di Roma Urbe, è stato presentato il calendario 2022 dell’Aeronautica Militare.

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anteprima logo Aeronautica Italiana CALENDARIO AERONAUTICA MILITARE 2022: DAI PRIMORDI DEL VOLO AL VOLTO PIÙ MODERNO E TECNOLOGICO DELLA FORZA ARMATA

Velivoli ed elicotteri in “configurazione operativa” per mostrare, in 12 scatti, il volto più moderno e tecnologico dell’Aeronautica Militare, accompagnati da altrettante immagini storiche di velivoli che hanno preceduto la nascita dell’AM, in una singolare interpretazione evolutiva del mezzo aereo: questi i temi portanti del Calendario 2022 dell’Aeronautica Militare, che si inserisce nel percorso che porterà la Forza Armata a festeggiare, il 28 marzo 2023, i suoi primi cento anni di vita.

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