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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Nuovo test balistico da Israele

Israele ha effettuato il test di un razzo motore dalla base aerea di Palmachim, a sud di Tel Aviv. E’ presumibile che il test sia parte dello sviluppo di una nuova variante della famiglia di missili balistici tipo JERICHO. Attualmente Israele ha in servizio il JERICHO II a medio raggio ed il JERICHO III a raggio intermedio/lungo raggio, entrambi equipaggiabili con testate atomiche. Al test avrebbero partecipato anche un velivolo specializzato nelle rilevazione telemetriche, 2 G550 – uno in configurazione AEW e l’altro in configurazione SIGINT – e velivoli da trasporto C-130. Da tempo, si parla di una nuova variante del JERICHO – designata come JERICHO IIIA o JERICHO IV – con una gittata a tutti gli effetti equiparabile alla gittata classica dei missili balistici intercontinentali, ICBM (laddove sulla gittata effettiva del JERICHO III non c’è accordo tra le fonti).

anteprima logo RID Laser, iniziati i test dalla USS PORTLAND?

L’US Navy sembra abbia iniziato i test di un nuovo laser ad alta energia a bordo della LPD classe SAN ANTONIO, USS PORTLAND. Al momento non ci sono conferme ufficiali. Nella fattispecie si tratterebbe di un complesso con un laser ad alta energia da 150 Kw sviluppato da Northrop Grumman assieme all’Office of Navale Research nell’ambito del programma  Solid-State Laser Technology Maturation (SSL-TM). Quest’ultimo ha l’obbiettivo di far maturare la tecnologia per un laser con il quale ingaggiare essenzialmente sciami di droni e piccole imbarcazioni o barchini.

anteprima logo RID Un caccia bimotore per la Marina Indiana

Non c’è pace per il TEJAS: il tribolato caccia nazionale indiano, noto più per il tortuoso ed interminabile sviluppo che per le sue prestazioni, subisce un altro smacco. La Marina Indiana lo ha infatti definitivamente bocciato, chiedendo al DRDO lo sviluppo di un design bimotore per l’uso sulle portaerei. La versione navalizzata del TEJAS proprio quest’anno aveva finalmente completato una serie di agganci al cavo d’arresto a terra, presso la pista di prova di Goa, ma la Marina ha non solo riconfermato la sua opposizione all’adozione del velivolo nella forma attuale, ma anche nella forma evoluta che era stata rivelata nel febbraio scorso. Ricordiamo infatti che all’inizio di quest’anno è stato rivelato il design del TEJAS MK2, ovvero la futura evoluzione del caccia indiano, che dovrebbe finalmente avere le prestazioni necessarie a soddisfare le esigenze delle FA di Nuova Delhi. Il MK2 “terrestre” è un velivolo ingrandito, con una fusoliera irrobustita e migliorata, dotato di superfici Canard e con il motore F404 rimpiazzato dal più potente F414: diverso abbastanza da non essere più conosciuto come Light Combat Aircraft ma come Medium Weight Fighter. Ulteriori e ancor più ampie modifiche erano proposte per correggere i difetti della variante navale: nei disegni visti in febbraio, il MK2 navale sfoggiava ali ridisegnate e più grandi, superfici orizzontali di controllo aggiunte alla coda e prese d’aria per i motori riprogettate. Anche questa proposta però non ha evidentemente rassicurato la Marina, che ora vuole uno sviluppo ulteriore del design verso una formula bimotore. Con rimarchevole ottimismo, si prevede il primo volo di questo nuovo velivolo nel 2026. Dovrebbe trattarsi di un velivolo pensato per operare, come i Mig-29K già in forza alla Marina, dalle attuali portaerei STOBAR (Short Take Off, But Arrested Recovery). A lungo termine il nuovo velivolo potrebbe rimpiazzare proprio i Mig-29K. In parallelo, la Marina Indiana continua comunque a puntare all’acquisizione di nuove portaerei più grandi ed equipaggiate con catapulte oltre ai cavi d’arresto. Per queste nuove navi è già aperta una gara (ad oggi sostanzialmente a 2 fra Dassault RAFALE e Boeing SUPER HORNET) per l’acquisizione in futuro di 57 caccia.

anteprima logo RID Il Vertice NATO di Londra

E’ ufficialmente partito oggi il Vertice NATO di Londra che giunge al termine di un anno nel quale l’Alleanza celebra il suo 70° anno di esistenza. Si tratta di un appuntamento molto delicato che vede da un lato l’emergere di nuove tensioni tra alleati e, dall’altro, il consolidamento di uno scenario sempre più imprevedibile e volatile. Tra i temi in discussione, meritano particolare menzione il burden sharing, ma anche la Cina. Per quanto riguarda il primo tema, la spinta dell’Amministrazione Trump sta portando i primi risultati se è vero, come sottolineato dal Segretario Generale Jens Stoltenberg, che gli alleati europei ed il Canada hanno aumentato nel 2019 le loro spese militari del 4,6%, quinto anno consecutivo di incremento, con una crescita complessiva di 130 miliardi di dollari, avendo come riferimento il quinquennio 2016-2020, mentre sempre quest’anno sono 9 i membri dell'Alleanza che hanno raggiunto la fatidica soglia del 2% di spese per la Difesa sul PIL. La Cina, invece, entra di prepotenza nell’agenda del Vertice, chiaramente su pressione americana, ma anche perché ormai si fa largo la consapevolezza pure tra i partner europei che con il tempo Pechino diventerà anche per il Vecchio Continente un concorrente, tanto economico quanto militare. Gli altri temi in agenda, non meno importanti, riguardano la dichiarazione ufficiale dello Spazio come nuovo dominio operativo - al pari di terra, cielo, mare e cyber-spazio – il controllo degli armamenti, dopo la fine del Trattato INF, l’ulteriore potenziamento della prontezza delle forze dell'Alleanza e l’aggiornamento del piano di azione contro il terrorismo. Sullo sfondo, come si accennava in apertura, si stagliano le tensioni tra alleati dovute alle spinte unilateraliste in campo commerciale dell'Amministrazione TRUMP, al ruolo sempre più ambiguo della Turchia dentro l'Alleanza, in particolare alla luce delle recenti operazioni militari di Ankara contro i Curdi dell’YPG nel Nordest siriano, ma anche agli strascichi delle dichiarazioni di un Macron – che aveva sancito la “morte cerebrale” della NATO – sempre più desideroso di imprimere il sigillo dell’Eliseo sul processo d’integrazione della difesa europea.

anteprima logo RID F-35, via alla Fase 2 e altri 27 aerei per l'Italia

Come annunciato dal Ministro della Difesa Guerini, l’Italia ha dato il via libera alla Fase 2 del programma F-35. La Fase 2 è associata alla produzione pluriennale e comprende per l’Italia l'acquisizione di altri 27 velivoli (21 F-35A e 6 F-35B) che andranno ad aggiungersi ai 28 esemplari già ordinati. Nei prossimi giorni dovrebbe partire l'acquisizione dei cosiddetti materiali a lunga durata (long lead items) dei primi velivoli di questo ulteriore lotto da 27 F-35, con un primo contributo di 32 milioni di euro. Peraltro, la Fase 2 è importante perché oltre a garantire il potenziamento delle attività nello stabilimento di Cameri lo rende più attrattivo per quei Paesi eventualmente interessati a produrre lì i propri F-35.

anteprima logo RID Guerini, intesa Fincantieri-Naval Group è un'opportunità per Italia e Francia

L'alleanza fra Fincantieri e Naval Group costituisce per l'Italia e la Francia un'opportunità per guidare, nel settore navale, il processo d'integrazione dell'industria della difesa europea. Lo ha detto il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel seguito dell’audizione parlamentare sulle linee programmatiche del Ministero. "Più di 2 anni fa i Governi francese e italiano si sono preposti di costruire un'industria navale più efficiente e di sostenere le iniziative per una più profonda cooperazione militare fra i 2 Paesi e per il miglioramento del settore cantieristico internazionale. In questo spirito sono state studiate le modalità di un'alleanza progressiva, ambiziosa ed equilibrata nella consapevolezza che riunire i punti di forza italiani e francesi avrebbe consentito l'istituzione di un leader globale, in grado di ambire a diventare il più grande esportatore internazionale nei mercati civili e militari", ha spiegato il Ministro che ha poi proseguito: "il progetto ha trovato la concreta applicazione con l'avvio lo scorso giugno di una joint venture fra Fincantieri e Naval Group, mentre l'acquisizione dell'ex Stx France, ora Chantiers de l'Atlantique, è attualmente al vaglio dell'Unione Europea". Al momento, ha infine concluso Guerini, "sono stati individuati interessi comuni per progetti cofinanziati e per programmi che si innestano anche nella PESCO. Entrambe le tipologie di iniziativa costituiscono un catalizzatore in grado di aggregare altri partner europei e possono concretamente intercettare i fondi già stanziati per la difesa europea".

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