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Argomento Selezionato: Spazio
anteprima logo Stato Maggiore Difesa COSMO-SKYMED DI SECONDA GENERAZIONE SPICCA IL VOLO E SI INGRANDISCE

l secondo satellite della costellazione COSMO-SkyMed, finanziata dall'Agenzia Spaziale Italiana con fondi assegnati dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dal Ministero della Difesa, è stato lanciato dalla base di Cape Canaveral Air Force Station. La costellazione rappresenta un fiore all'occhiello dell'industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio e con il contributo di un numero significativo di piccole e medie imprese

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anteprima logo RID Lanciato il 2º COSMO-SKYMED di Seconda Generazione

Dopo 4 rinvii, il 2º satellite COSMO-SKYMED di Seconda Generazione (CSG) è stato messo in orbita tramite un razzo FALCON 9. Il vettore privato, della società SPACE X, si è alzato dalla sua piattaforma di Cape Canaveral, in Florida, alle 18.11 di lunedì 31 gennaio, corrispondenti alle 00.11 del 1º febbraio ora italiana. Si tratta del 2º satellite della costellazione italiana COSMO-SKYMED di Seconda Generazione (e, complessivamente, del 6º esemplare), grazie al quale le capacità complessive del sistema risulteranno ampliate e migliorate. Ricordiamo che COSMO-SKYMED rappresenta la prima costellazione di satelliti a uso duale, civile e militare, una costellazione che da oltre 15 anni è impegnata nel monitoraggio dell’ambiente e del territorio, nella sicurezza e nella gestione delle emergenze. I dati raccolti dai satelliti radar COSMO-SKYMED permettono, infatti, di fornire informazioni utili sia a supporto della vita quotidiana di tutti i cittadini, sia a tutelare e preservare il nostro Pianeta. Questa seconda generazione di satelliti si caratterizza per una serie di nuove funzionalità, per migliori prestazioni e per una maggiore flessibilità di utilizzo. “La costellazione di satelliti COSMO-SKYMED di Seconda Generazione costituisce una risorsa di fondamentale importanza per la Difesa, grazie alle capacità di osservazione della Terra in qualsiasi condizione meteorologica - ha commentato Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa. “A livello strategico, consentirà alla Difesa di avere un quadro informativo costantemente aggiornato dei potenziali fattori di rischio e la tempestiva valutazione della situazione operativa, al fine di supportare il processo decisionale per operare le scelte più opportune”. Ricordiamo infine che COSMO-SKYMED è un programma promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con i contributi del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero della Difesa. Infine, a livello industriale, le aziende italiane giocano un ruolo di primo piano in COSMO-SKYMED, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio, insieme a un numero significativo di PMI che hanno grandi quote di lavoro e responsabilità. Thales Alenia Space (Thales 67%, Leonardo 33%) è infatti la capocommessa responsabile dell'intero sistema, mentre Telespazio (Leonardo 67%, Thales 33%) ha realizzato il segmento di Terra e ospita, nel Centro spaziale del Fucino, il centro di comando e controllo della costellazione. Leonardo contribuisce inoltre al programma fornendo i sensori di assetto stellare per l’orientamento del satellite, i pannelli fotovoltaici e le unità elettroniche per la gestione della potenza elettrica. Infine, i dati generati dai satelliti COSMO-SKYMED sono commercializzati in tutto il mondo dalla società e-Geos (Telespazio 80%, ASI 20%).

anteprima logo RID Spazio: il test antisatellite russo scatena l’ira di Washington. Si torna alla Guerra Fredda

La Russia ha condotto un test antisatellite che ha lasciato in orbita migliaia di frammenti scatenando le durissime reazioni degli Americani. Nel test, un vecchio satellite spia KOSMOS-1408, messo in orbita nel 1982, è stato distrutto da un missile lanciato da terra che, secondo alcune fonti, sarebbe il nuovo intercettore antibalistico denominato S-550. La distruzione del satellite avrebbe lasciato in orbita oltre 1.500 detriti, mettendo pure in pericolo la stessa Stazione Spaziale Internazionale e i suoi astronauti che si sono rifugiati per qualche ora nella navicella CREW DRAGON. I test ASAT (Anti Satellite) riportano pericolosamente indietro la mente ai tempi della Guerra Fredda, quando erano una consuetudine da parte di USA e URSS come testimonia anche questo articolo, uscito recentemente su RID e che rendiamo per l’occasione disponibile in PDF. Oggi, c’è un rinnovato interesse da parte delle grandi potenze per l’ASAT considerando l’importanza che hanno lo Spazio e i satelliti per le comunicazioni militari, ma anche per la guida armi e la navigazione. In un ipotetico scenario di conflitto armato tra USA e Russia, o USA e Cina, non a caso, una delle prime mosse dei contendenti sarebbe quella di neutralizzare i satelliti dell’avversario.

anteprima logo RID Una nuova arma ipersonica per la Cina?

Secondo quanto emerge da alcune fonti della stampa generalista – smentite ufficialmente da Pechino - la Cina avrebbe testato una nuova arma ipersonica basata su veicolo planante (HGV) in grado di raggiungere lo spazio e, successivamente, di seguire una rotta semi-orbitale intorno al globo, prima di effettuare la planata terminale verso il bersaglio. 

anteprima logo RID COSMO SKYMED SEC.GEN., altri 2 satelliti

Sono stati siglati con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e il Ministero della Difesa i contratti per gli ultimi 2 satelliti, Satellite 3 e 4, della costellazione COSMO SKYMED Seconda Generazione. COSMO SKYMED è una costellazione satellitare per l’osservazione della Terra dell’ASI e del Ministero della Difesa realizzata da Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio. I satelliti, che sono impiegabili tanto per applicazioni militari quanto civili/commerciali, dispongono di radar SAR in grado di catturare immagini ad alta risoluzione e di monitorare ciò che avviene sulla superficie terrestre. Con le innovazioni della Seconda Generazione, va citata la capacità di acquisire simultaneamente 2 immagini di 2 aree a centinaia di chilometri di distanza tra loro e, quindi, di servire eventualmente anche 2 richieste che sarebbero state in conflitto per qualsiasi altro sistema satellitare.

anteprima logo RID Il Pentagono alla conquista dello Spazio

Si possono formulare molte critiche nei confronti dell’ Amministrazione Trump, ma non certo quella di non star perseguendo, con grande coerenza e chiarezza di intenti, un ampio programma per la riformulazione delle linee guida per tutte le politiche complessive di Difesa e sicurezza degli Stati Uniti. Dopo la nuova “National Security Strategy” (pubblicata il 18 dicembre 2017) sono via via venute la “National Defense Strategy” (19 gennaio 2018), la “Nuclear Posture Review” (2 febbraio 2018), la “Missile Defense Review” (17 gennaio 2019) e adesso la “Defense Space Strategy”, annunciata il 17 giugno 2020. Pur se esisteva già in precedenza una “National Security Space Strategy”, formulata nel 2011 dall’Amministrazione Obama, il nuovo documento è il primo a livello mondiale a parlare esplicitamente di una strategia difensiva/offensiva per l’uso dello Spazio a scopi militari. Questa strategia deve ovviamente essere messa in relazione con la riattivazione dell’US Space Command (US SPACECOM) il 29 agosto 2019 e la creazione di una nuova forza armata, la US Space Force (USSF) il 20 dicembre 2019. Si tratta peraltro di un fenomeno, una specie di “corsa alla militarizzazione dello Spazio”, che non è certo limitato ai soli Stati Uniti: ad esempio, la NATO ha di recente definito lo Spazio come un “dominio operativo”, il Regno Unito sta formulando una sua Defence Space Strategy e ha ricondotto il comando e controllo di tutte le attività spaziali di interesse militare sotto l’Air Command della RAF, la Francia ha attivato un suo Comando Operazioni Spaziali e ha formalmente trasformato l' "Armée de l' Air" in "Armée de l' Air et de l' Espace", e anche l’Italia, pur se su scala più modesta, sembra si stia muovendo nella stessa direzione. Naturalmente, l’uso di sistemi spaziali (soprattutto satelliti) per compiti strettamente militari di early warning, comunicazioni, sorveglianza e ricognizione è una realtà già ben consolidata da molti anni, e in un numero crescente di Paesi. Ciò che sta prendendo forma sono la razionalizzazione e il coordinamento di queste attività, con la creazione di strutture ad hoc per la gestione dei relativi sistemi – un processo per certi aspetti non dissimile da quello che portò alla formazione delle aeronautiche militari come forze armate indipendenti.

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