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Argomento Selezionato: Geopolitica
anteprima logo RID Libia, la Turchia schiera sistemi antiaerei a Mitiga

Alcune immagini e video apparsi in rete nelle ultime ore sembrano confermare l'invio di sistemi d'arma turchi rischierati presso l'aeroporto di Tripoli/Mitiga.

anteprima logo RID Il Generale bullo e il futuro della Libia

La mediazione del Presidente Putin e le pressioni incrociate che hanno portato aduna bozza per un cessate il fuoco permanente in Libia, bozza sottoscritta ieri da Serraj, non sono riuscite al momento a riportare a più miti consigli Haftar. Il Generale ha lasciato Mosca senza firmare non accettando di ritirare le sue truppe sulle linee di cessate il fuoco individuate, dimostrandosi ancora una volta ciò che è sempre stato: un inaffidabile bullo. Del resto la sua biografia parla chiaro. Tuttavia, un documento su cui dialogare adesso c’è e se alla fine Haftar si convincesse a firmare si aprirebbe una nuova stagione per il Paese del Nordafrica e con essa la strada per una missione di interposizione sotto mandato ONU per garantire il monitoraggio ed il rispetto di un cessate il fuoco permanente. Si parla già di un contingente dell’UE con soldati italiani, spagnoli, francesi e tedeschi. L’auspicio forte è che l’Italia possa guidare tale contingente attraverso il quale garantire in ultima analisi i suoi forti interessi in Tripolitania. Le 2 parti dovrebbero poi trovare un più ampio accordo politico sul futuro del Paese. Un accordo che potrebbe pure limitarsi a sancire la situazione di fatto sul terreno, ovvero la divisione del Paese in 2. Un esito che tutti gli attori in questi mesi volevano evitare (a parole) ma che poi alla fine potrebbe costituire uno sbocco fisiologico, dovuto al sostanziale equilibrio sul campo sancito dalle armi. La Libia tornerebbe così alle origini – prima cioè che l’Italia la inventasse come tale: con una Tripolitania e una Cirenaica separate ed un Fezzan sostanzialmente autonomo ed anarchico. A prescindere da quello che accadrà, le ultime settimane di conflitto hanno dimostrato soprattutto una cosa. A differenza di quanto ripetuto come un mantra dall’Italia, la forza militare è stata decisiva. In Libia si è creata infatti una gigantesca situazione di fatto segnata dallo stallo e dall’incapacità delle 2 parti di superarsi e “riunificare” il Paese, mentre 2 attori esterni – Russia e Turchia – hanno incrementato il loro peso nella crisi grazie al supporto militare offerto ai 2 contendenti. I 700-800 consiglieri russi – spediti da Putin in Libia per inquadrare le sgangherate “armate” di Haftar ed assicurasi una posizione di influenza in Cirenaica assieme all’alleato egiziano - ed i droni con qualche centinaia di miliziano jihadista siriano - inviati da Erdogna a dar manforte al maldanto Serraj per espandere la propria influenza in Cireniaca oltre l’”ottomana” Misurata – sono la dimostrazione che la politica del fatto compiuto, a fronte di uno scenario incerto e reso volatile dal “ripiegamento” americano, è un’opzione sempre più proficua. Chi non se ne rende conto, è perduto. Per inciso stiamo parlando dell’Italia che in questi mesi ha dormito il sonno dei giusti e dei pacifici non rendendosi conto che la sua “posizione di scuola” era stata superata dagli eventi. Il risultato è che nel suo cortile di casa ci sono oggi 2 ingombranti vicini che prima non c’erano.

anteprima logo RID Libia: partita la nuova offensiva di Haftar

Dopo la riorganizzazione delle proprie forze, in seguito alle ingenti perdite in termini di uomini, mezzi e soprattutto terreno subite la scorsa estate, con l’arrivo di rinforzi dalla Cirenaica - circa un migliaio di unità, principalmente appartenenti alla 106ª Brigata Forze Speciali) - e dal Fezzan - circa 200 uomini della Brigata Tariq Ibn Ziyad ed altrettanti del 302° Battaglione, provenienti  dall’area di Ueddan/Al-Jufra, rimpiazzati da 300 miliziani sudanesi del SLA posti a protezione delle postazioni meridionali - e di rifornimenti di materiale da Egitto ed EAU, lo scorso 11 dicembre è partita la nuova offensiva dell’LNA contro Tripoli.

anteprima logo RID Il budget del Pentagono fra Senato e Camera

Il Senato vota per 750 miliardi, in linea con Trump. Alla Camera, i Dem fissano limite a 733.

anteprima logo RID Petroliere in fiamme, una prima analisi

Ad oltre 24 ore dalle esplosioni che hanno gravemente danneggiato la Front Altair e la Kokuka Courageous cominciano ad emergere pochi, ma interessanti dettagli. 

anteprima logo RID Haftar resiste e contrattacca

Dopo che lo scorso 19 aprile le forze del GNA erano riuscite a far arretrare verso sud le forze del LNA, costrette a ripiegare da al-Azizia fino ad una decina di chilometri a nord di Gharyan, hub di comando e controllo del LNA per l’offensiva su Tripoli, durante i 5 giorni successivi le forze di Haftar sono riuscite ad arrestare la controffensiva delle milizie filo Serraj e a riguadagnare terreno almeno fino al villaggio di al-Hira, anche se alcune fonti parlano di una ritirata ancora più a nord delle milizie GNA/TPF. 

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