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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Gli Ucraini contrattaccano a est di Kiev e i Russi avanzano dentro Mariupol. Le ultime

La giornata di ieri è stata contraddistinta dall’attacco alle navi russe ancorate nel porto di Bersyansk. Secondo alcune fonti si sarebbe trattato di un lancio (molto fortunato…) di un TOCHKA-U, che ha colpito alcune navi da sbarco, affondandone una (classe ALLIGATOR), e danneggiandone, piuttosto gravemente, altre 2. Va detto che i video che circolano circa l’evento non confermano inequivocabilmente l’impatto di un missile, ma soltanto una serie di conflagrazioni continue che confermerebbero come almeno la nave poi affondata avesse a bordo munizionamento che, attivato, ha poi investito i battelli contigui. L’ipotesi di un incidente al posto di un vero e proprio attacco, dunque, non è ancora del tutto da escludere, così come quella dell’attacco di un drone, ipotesi che circola oggi, o della ricaduta di frammenti di un TOCHKA-U intercettato dalla contraerea russa. A Kiev, le notizie sui semi-aggiramenti di truppe russe dislocate a ovest della città che le forze ucraine sono riusciti a mettere in atto nei giorni passati hanno oscurato eventi di più ampia portata verificatisi ad est della Capitale. È oramai accertato, difatti, come contrattacchi ucraini abbiano forzato i Russi a ritirarsi da Brovary fino a Bohdanivka. Ancora più significativa è l’avanzata delle truppe ucraine fino a Lukashi e in direzione Nova Basan. Oltre ad aver liberato in tal modo gran parte della minaccia che gravava sull’autostrada collegante la Capitale con Poltava, la manovra ha permesso agli Ucraini di rientrare nell’Oblast di Cehrnihiv. È ancora presto per dire se la sacca russa su quest’area sarà spezzata, ma è un fatto che i Russi potrebbero essere costretti a stabilire una linea difensiva ad est del fiume Suply. Altre forze rimaste a sud della suddetta autostrada, negli insediamenti di Hostroluchchya, Voitove e Usivka, sono sottoposte a un intenso rastrellamento, e probabilmente, quasi del tutto isolate. A questi rovesci i Russi stanno rispondendo con bombardamenti violentissimi su Chernihiv, che oltre ad aver causato dozzine di incendi nella città, avrebbero distrutto anche un ponte sul fiume Desna. A sud-est di quest’area, dalla zona di Sumy, anch’essa sottoposta a permanenti bombardamenti ma mai completamente circondata, negli ultimi giorni i Russi hanno sviluppato una manovra in direzione sud, chiaramente intesa a giungere a Poltava. È così che da 3 giorni si stanno combattendo violentissime battaglie sia a Okhtyrka che Trostyanets; di quest’ultima, almeno la metà dell’insediamento risulterebbe occupato. Poltava costituisce un nodo strategico, e, se persa, potrebbe offirire ai Russi la possibilità di minaccia sia di Dnipro e Kremenchuk, sia, soprattutto, Karkhiv, a rischio di essere aggirata alla spalle. A sud di quest’ultima, in ogni caso, continuano ad aver luogo, senza soluzione di continuità, gli assalti e contrassalti su Izyum, che al momento nuovamente risulterebbe “divisa” a metà. Ancora più a sud, Rubizhne, Severodonetsk e Popasna stanno conoscendo una sorta di pausa operativa dai tentativi di investimento terrestre, ma non dai terribili bombardamenti che ormai si stanno consumando quasi ora per ora. Diversa la situazione sul fronte Avdiivka-Toresk, dove un attacco combinato di forze russe e filo-russe sono riuscite a conquistare l’insediamento di Verkhnotoretske. Sebbene l’avanzata possa sembrare modesta, ben 2 linee difensive sarebbero stato travolte, nei fatti aprendo un gap nel dispositivo ucraino le cui conseguenze verranno probabilmente valutate nelle prossime ore: l'abbandono di Horlivka, di fronte a Donetsk, per esempio, costituisce un’eventualità non remota. Ma in questa fase è Mariupol l’obbiettivo principale per Mosca. Truppe russe e cecene sono segnalate sulle arterie che collegano il centro città al porto, in qualche caso accompagnate da camion che non altoparlanti diffondono notizie circa la caduta di Zaporizha e perfino Odessa, invitando la popolazione ad approfittare del corridoio umanitario che i Russi offrirebbero sino a Novoazovsk, in pieno terriotrio del Donbass separatista. Il dato che circola relativo a circa 15.000 residenti che avrebbero optato per questa possibilità è probabilmente reale. Ci risulta che a queste persone venga poi ritirato il passaporto ucraino e venga offerta una residenza e un posto di lavoro in località remote che vanno dagli Urali a, persino, le isole Shakalin. Continuiamo a ritenere che il futuro di una Mariupol occupata vedrà forme più o meno mascherate di trasferimenti di popolazione residente a beneficio di nuovi abitanti provenienti dalle repubbliche separatiste. Più ad ovest, il contrattacco ucraino dei giorni passati verso Kherson comincia a riprendere di mordente in forma di un esteso bombardamento di lanciarazzi multipli che, la notte scorsa, avrebbe investito l’aeroporto della città, con danni ancora da valutare. È noto come i Russi abbiano cominciato a costruire, con unità del genio fatte affluire dalla Crimea, una linea difensiva attorno alla città, al contempo tentando di aggirare l’avanzata ucraina con una contromanovra mirata a tagliarle la “coda” che la collega a Mykolaiv. Non sembra che l’iniziativa stia avendo gran successo, anche a causa di un incidente di fuoco amico in cui una colonna corazzata impegnata nella manovra è stata distrutta da una improvvida azione di attacco al suolo da parte di... aerei russi.

anteprima logo RID Ucraina, la situazione sul campo dopo 28 giorni di guerra

La situazione sul campo di battaglia in Ucraina non sembra dare segni di grandi cambiamenti rispetto ai giorni precedenti. Sul fronte di Kiev, nonostante l’afflusso di alcuni giorni fa di 2 brigate russe di fanteria di marina (una trasferita addirittura da Vladivostok), gli Ucraini sembrano aver ripreso la cittadina di Makariv, circa 60km ad ovest della capitale. Addirittura sembra che, con una manovra semi-aggirante imperniata sul villaggio di Moshchun, alcune unità russe siano state chiuse una sacca a Bucha, Irpin e Hostomel. Al momento, però, non è possibile verificare queste notizie. Anche a Brovary, al termine di un confuso combattimento notturno, forze meccanizzate russe sarebbero state disperse, e a rastrellamenti ancora in corso starebbero partecipando civili armati. Peraltro, sempre nel settore di Brovary, gli stessi Russi si stanno ormai da giorni trincerando, segno che l’offensiva in questo momento non ha slancio. A nord-est, in pochissimi giorni, la sacca di Chernihiv è riuscita a restringersi sulle periferie della città, oramai quasi completamente occupate dai Russi. La città, da diverso tempo in un decadimento pressoché totale dei servizi essenziali, è in procinto di affrontare una situazione che potrebbe portare a scenari simili a quelli di Mariupol. Spostandoci nel Donbass, nella zona di Izyum, ancora fortemente contesa con quasi quotidiani assalti e contrattacchi he se il Pentagono continua a darla per occupata dai Russi), sembra stiano affluendo truppe russe di fanterie di marina provenienti dalle flotte del Baltico e di quella Nord. Contese risultano pure le sempre più sofferenti Rubishne, Severodonetsk, Popasnaya e Vugledar, mentre a Marynka un assalto russo, sostenuto per giorni, è stato infine respinto. Kramatorsk, Konstantinivka, Avdiivka e Slovyansk da un paio di giorni risultano investiti da un picco di attacchi aerei e missilistici, mentre a Mariupol lo sforzo offensivo maggiore sarebbe oramai soprattutto imperniato sull’attività delle truppe cecene, impantanatesi però nelle gigantesche fabbriche Azovstal e, di nuovo, come nelle prime settimane dell’assedio, nei quartieri ad est del fiume Kalmyus. Il centro cittadino continua però ad essere bersagliato senza sosta con l’artiglieria. La città è sempre più isolata, dal momento che il sud dell’Oblast di Zaporizha è stato oramai tagliato fuori dal resto dell’Ucraina dalla morsa che insisteva su Huliaiopole da un lato, e la colonna proveniente da Volnovaha dall’altro. Da notare come sia stato confermato anche da fonti russe il grave danneggiamento patito da un pattugliatore Project 03160 RAPTOR,evidentemente avvicinatosi troppo alle coste di Mariupol, a causa di un missile controcarro 9M113 KONKURS sparato dagli ostinati difensori. Altro settore in movimento è quello fra Mykolaiv e Kherson. Mentre la controffensiva ucraina su quest’ultima si è arrestata abbastanza presto, alcuni contrattacchi russi si sono verificati sui paesi di Alexsandrivka e Bereznehuvate, che comunque risultano ancora in mano ucraina. I tentativi russi in direzione di Krivyi Rih, invece, sembrano ormai aver preso una direttrice che segue grossomodo il corso del Dnipr, con una manovra finora arrestata nei paesi di Hannivka e Mala Kostromka e sulla cittadina di Zelenodolsk.

anteprima logo RID UE: approvata la versione finale della "Bussola Strategica"

Oggi a Bruxelles si è discussa ed approvata la versione finale della Bussola Strategica (Strategic Compass). Con la conclusione dei lavori, l'Unione Europea raggiunge un traguardo importante, rafforzando la capacità di difesa comune in un momento storico che segna un autentico spartiacque in tema di sicurezza collettiva.

 

anteprima logo RID Ucraina, le forze di Kiev contrattaccano verso Kherson, ma i Russi prendono Izyum

Giornata importate in Ucraina, soprattutto sui fronti meridionale ed orientale. Le notizie sono frammentarie – e le propagande incrociate “mordono” forte – ma siamo comunque in grado di fare un quadro. A sud, le forze ucraine hanno alleggerito la pressione su Mykolaiv ed hanno contrattaccato con successo in profondità verso Kherson, favorite anche da un ristorno di forze russe verso Mariupol e supportate da elementi della 28ª Brigata dell’Esercito provenienti da Odessa. Nei fatti, si tratta del primo vero contrattacco degli Ucraini dall’inizio della guerra: un fatto che, ancora una volta, dimostra l’insufficienza delle forze russe e dei loro limiti a livello di ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance). Restando sempre nel sud, a Mariupol si combatte ferocemente casa per casa. La sacca cittadina sotto controllo ucraino si riduce poco a poco, mentre le forze russe e le milizie separatiste della Repubblica di Donetsk, appoggiate da unità di fanteria leggera cecena, stanno provando a dividere in 2 i difensori. Nel Donbass, le forze russe avrebbero, dopo una giorni di durissima battaglia, catturato la città di Izyum. Nostre fonti locali ci confermano la notizia. Adesso bisognerà capire se i Russi saranno in grado di consolidare questa conquista. Se ci riuscissero potrebbero minacciare alle spalle le forze ucraine dispiegate nel settore di Sloviansk e Kramatorsk, tagliandole praticamente fuori. Ieri i Russi sono entrati anche a Rubizhne, sempre nel Donbass, stringendo ancor di più la morsa su il grosso centro di Sievierodonetsk.

anteprima logo RID Gli ultimi eventi in Ucraina nel video-editoriale del Direttore

Il Direttore commenta gli ultimi eventi in Ucraina e dà appuntamento a tutti per l'imperdibile numero di RID di aprile.

anteprima logo RID Ucraina, contrattacchi ucraini ma le forze russe avanzano a Kiev e nel Donbass

Nelle ultime ore si sono avuti sviluppi molto importanti sul fronte della guerra ucraina. Nel Donbass, l’area di fronte alla Repubblica separatista di Lugansk è tornata ad essere interessata da un rinnovato impeto offensivo, che ha riguardato la cittadina di Lysychansk, dove forze russe sarebbero state respinte a seguito di forti perdite, e Rubizhne, i cui sobborghi ovest sono stati almeno parzialmente occupati. L’obiettivo finale di questi sforzi è certamente il grosso centro di Severodonetsk, di nuovo massicciamente sotto attacco da stamattina, da cui è possibile piombare sia sull’ostinata Avdiivka (bombardata da giorni senza sosta, in azioni che si sono oramai estese anche i vicini insediamenti di Zalizne, Toretsk, Volodymyrivka, e Verkhnotoretske) che su Slovyansk. In tal senso, in via precauzionale nell’eventualità di uno sfondamento che, evidentemente, non si esclude, gli Ucraini hanno fatto saltare i ponti di Bohorodychne e Mykolayivka, sebbene entrambe le località non siano state ancora direttamente interessate da combattimenti. Peraltro, sulla strada che collega Karkhiv alle 2 città strategiche di Slovyansk e Kramatorsk, scontri di una certa entità si sono registrati a Chuhuiv e, nuovamente, a Izyum. Quest’ultima è sostanzialmente divisa in 2 e resta ancora “contestata”. Gli Ucraini, però, sono riusciti ad alleggerire la pressione a nord di Kharkiv contrattaccando a Velyka Pysarivka e conquistando almeno una parte della città. Più a sud, sempre nel Donbass, da Volnovaha i Russi starebbero sviluppando una manovra, assai poco contrastata che, oltrepassando Vulhedar, sarebbe ora a Velyka Novosilka. Qualora essa riuscisse a riunirsi con le altre forze che da giorni assediano Huliaipole, l’intero sud dell’oblast di Zaporizha, fino al corridoio terrestre già stabilito sulle coste del Mar d’Azov, sarebbe chiuso in una sacca. Secondo ultimissime informazioni, le forze russe avrebbero quasi completato questa manovra, essendo entrati a Staromlynivka. Ovviamente questo isolerebbe ancora di più la già circondata Mariupol, da dove un grosso convoglio di residenti è riuscito finalmente a scappare, in quasi concomitanza con un rinnovato sforzo da parte delle forze assedianti che hanno occupato l’unico ospedale rimasto in funzione. Mariupol, comunque, da questa mattina risulterebbe attaccata anche da forze navali che, alla fonda di fronte al tombolo di Bilosaraiska Kosa, starebbero effettuando intermittenti tiri di lanciarazzi multipli (arma comune nel naviglio di origine sovietica, anche minore). In generale, seppur lentamente, l’area della città sotto il controllo degli Ucraini si riduce sempre più. Confusa continua ad essere la situazione alle spalle di Kryvyi Rih, dove forze provenienti da Kherson sarebbero state battute sia ad Arhanhelske che in un area imprecisata fra Bashtanka e Novyi Buh, dove qui sarebbero addirittura stati gli Ucraini a contrattaccare (il che potrebbe essere, dal momento che una brigata corazzata era localizzata a Kryvyi Rih fino a pochi giorni fa). Proprio a Kherson, ieri pomeriggio l’artiglieria ucraina ha colpito nuovamente l’aeroporto, trasformato in base aerea dai Russi, distruggendo almeno 6 elicotteri, e danneggiandone almeno altri 2. Si tratta del secondo attacco del genere in 10 giorni: il segno evidente dei limiti russi in termini di ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance). Nel frattempo, nelle aree occupate di Berdyansk, Melitopol, Enerhodar, e Polohy continuano a registrarsi arresti di attivisti e figure pubbliche locali, in genere (anche se non sempre) collegate alle manifestazioni di protesta pacifica che quasi quotidianamente contestano gli occupanti. La situazione ha cominciato a ripetersi con una certa frequenza anche in alcuni insediamenti dell’oblast di Kherson. Più a sud, la da tempo isolata Skadovsk è stata alla fine occupata dai Russi,  che non sembra siano stati contrastati dalle poche forze locali (per lo più unità della Difesa Territoriale arruolate alla bisogna). Sul fronte, di Odessa almeno 14 navi da sbarco sono tornate a posizionarsi di fronte alla città e salve più frequenti di missili (almeno una novantina), accompagnati ad attacchi aerei, si sarebbero registrate nelle ultime ore. Dalle navi, sarebbe stata cannoneggiata anche l’area di Tuuzla. I Russi starebbero saggiando le difese costiere ucraine, ma uno sbarco ci sembra poco probabile data anche la presenza di mine navali. Dunque, l’obbiettivo dovrebbe essere ancora quello di “fissare” nell’area di Odessa truppe ucraine che altrimenti potrebbero essere fatte affluire su altri fronti. Tuttavia, le vere novità provengono da Kiev. Nell’area nordovest della capitale si combatte ad Irpin, che sarebbe ancora contesa nonostante alcune fonti stamatitna avessero parlato di attraversamento da parte dei Russi dell’omonimo fume; Russi che però avrebbero preso Lypivka, Makariv, Kopyliv, Motyzhyn e Yasnohoridka, tagliando la grande arteria regionale P04. Importanti gli sviluppi anche ad est di Kiev. Duri combattimenti sono in corso nel settore di Brovary, ma le forze russe si sarebbero spinte più a sud fino a Lukashi e, sopratutto, fino ad interrompere nell’area dell’aeroporto di Boryspil l’autostrada M03, che collega Kiev con Poltava e Kharkhiv, e col Donbass. Stando così le cose, la sola autostrada “libera” sarebbe la M05, che collega Kiev con Odessa, visto che anche la M06, Kiev-Leopoli, sembra interrotta dai Russi.