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Argomento Selezionato: Industria
anteprima logo RID IGEA-HITS, il sistema di tracciamento di CY4GATE

A partire dal 20 maggio i dipendenti Elettronica potranno contare, nell’ambito della vita aziendale, su un ulteriore elemento di sicurezza contro il rischio di infezione da Covid19.

anteprima logo RID Domitilla Benigni nominata Presidente della CY4GATE

Domitilla Benigni, Ingegnere Elettronico e COO di Elettronica S.p.A., assume il ruolo di Presidente del CdA della società di cyber security e cyber intelligence CY4GATE, guidata dal CEO Eugenio Santagata e partecipata all’81% dal Gruppo Elettronica.

anteprima logo RID Boeing consegna il 100° P-8A Poseidon alla US Navy

Boeing ha consegnato oggi alla Marina Militare statunitense il 100° P-8A, proprio quando la flotta globale, che comprende i velivoli della Marina indiana e dell’Aeronautica Militare australiana e britannica, sta per raggiungere le 300.000 ore di volo in missioni anti-sommergibile, offrendo inoltre capacità di ricognizione aerea in tutto il mondo. 

anteprima logo RID Prestazioni che prevalgono

Con l'avvento di sofisticati sistemi radar e di comunicazione, il rumore di fase è diventato il fattore più importante da affrontare nella fase di progettazione e validazione di questi sistemi. Questo perché la stabilità di fase è il parametro chiave per la capacità di un radar di acquisire il bersaglio, o per garantire l'integrità spettrale nei sistemi di comunicazione, e anche per poter efficacemente ridirigere il fascio radar generato da antenne a scansione elettronica attiva (AESA). Questo è ancor più vero quando si parla di progetti di ultima generazione per radar multifunzionali sviluppati per far fronte alla crescente complessità delle missioni e alle difficoltà causate dalla saturazione di segnali elettronici all’interno di ambienti congestionati di emettitori e contesi , oltre che dai rapidi progressi nelle capacità di guerra elettronica (EW).

anteprima logo RID Dal RAFALE allo SCAF/FCAS

Il Système de Combat Aérien du Futur (SCAF)/Future Combat Air System (FCAS) ha cominciato il suo lungo percorso di gestazione nel mese di febbraio con la firma del contratto iniziale da 155 milioni di euro (equamente ripartiti tra Francia e Germania), che coprirà 18 mesi di studio, per la prima fase del programma di dimostrazione. Ma l’industria francese, la Direction Générale de l’Armement (DGA) e le Forze Armate hanno ben chiaro il percorso evolutivo che porterà dall’attuale RAFALE al futuro SCAF/FCAS. Storia di politiche industriali Parigi ha salutato con sollievo il via libera del comitato del bilancio del Bundestag per lo SCAF/FCAS (al quale sarà dedicata una monografia su uno dei prossimi numeri di RID). Annunciato il 13 luglio 2017 durante l’annuale Consiglio dei Ministri franco-tedesco, il progetto prevede la sostituzione, all'orizzonte 2040, del Dassault RAFALE francese e degli Eurofighter TYPHOON tedeschi e spagnoli (la Spagna si è aggregata nel febbraio 2019). Parigi e Berlino avevano concordato un equilibrio per evitare litigi di governance: la Francia sarebbe stata Paese guida per lo sviluppo del caccia pilotato, elemento centrale dello SCAF/FCAS, la Germania per il nuovo carro (MGCS). La Francia ha dimostrato più volte impazienza sulle tempistiche, sia per ragioni tecniche che politiche. Le ragioni tecniche sono evidenti. L’Europa non ha sviluppato alcun caccia di quinta generazione mentre gli Stati Uniti finanziano già, con investimenti considerevoli, la sesta. Lungi dall’affrettarsi a recuperare il ritardo, i Governi dei principali Paesi europei continuano a dimostrare scarso interesse per gli investimenti nel settore Difesa, nonostante questi siano tra i più produttivi ed economicamente trainanti. Paradosso dovuto al fatto che, sul lato della domanda, la natura di monopolio del mercato degli armamenti maggiori implica la dipendenza diretta tra necessità statali/militari e sviluppo di nuovi sistemi. Oggi pressoché tutti i Paesi europei sono ripiegati su se stessi, stretti tra la necessità di non creare nuovo debito pubblico e quella di rispondere ai propri cittadini avidi di misure sociali. La Francia di questi anni, tra gilet gialli, riforma del sistema pensionistico e liberalizzazione del settore trasporti, con un debito pubblico che non smette di crescere, non fa certo eccezione. In questo quadro, in molti hanno provocatoriamente affermato di recente che i veri Ministri della Difesa in Europa sono i Ministri delle Finanze, e sarebbe meglio invitare direttamente loro alle riunioni ministeriali UE e NATO. Una provocazione, certo, ma la realtà non è troppo diversa. Ciononostante, la DGA e gli industriali francesi hanno trovato il Presidente Emmanuel Macron e il suo esecutivo piuttosto ricettivi alle richieste delle FA francesi e ben consci delle loro necessità di modernizzazione, cui si aggiungono i temi tecnologici e industriali. Al tempo stesso, il Cancelliere tedesco Angela Merkel si è dimostrata una convinta sostenitrice del binomio franco-tedesco alla guida dell’Europa, così come della volontà di approfondire i legami industriali nel settore militare. La Germania ha posto non pochi problemi, soprattutto per la necessità continua di far passare tutte le decisioni per il Bundestag, cosa che allunga di molto i tempi e che rischia di affossare interi programmi, tenendo presente anche pudori e ritrosie da parte di ampie fette della politica tedesca. La finestra di opportunità per lanciare i programmi terminerà tra il 2021 e il 2022, ovvero le rispettive date di scadenza dei mandati di Macron e Merkel, e, ahinoi, a questo punto crisi da Coronavirus permettendo. Secondo la DGA, la grande sfida del programma binazionale è di poter finanziare la costruzione del dimostratore entro il 2022, per poterlo avere in volo nel 2026. In altre parole, l’incertezza politica in Francia e Germania potrebbe determinare l’elezione di Governi molto più critici sulle spese militari o, nel caso tedesco, coalizioni composte da troppe anime per poter esprimere posizioni nette sull’argomento.

anteprima logo RID Elettronica al 14esimo posto delle grandi aziende italiane in cui si lavora meglio nel 2020

Elettronica si posiziona al 14esimo posto delle grandi aziende italiane in cui si lavora meglio nel 2020. Unica società italiana dell’Aerospazio e Difesa mai inserita nella graduatoria, Elettronica si è guadagnata questo riconoscimento, testimonianza del benessere in azienda, in una selezione tra le 60 finaliste nell’ambito delle 153 che hanno partecipato all’indagine.

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