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Argomento Selezionato: Eventi
anteprima logo RID Dicono di noi

AEROSPAZIO E DIFESA un case study sull’importanza di una corretta informazione Fake news, visioni ‘’distorte’’, enfatizzazione e strumentalizzazione sono solo alcuni modi di riportare una informazione e utilizzarla quindi in modo più o meno corretto. Da anni ormai (pensiamo alla nascita di Internet) viviamo immersi nelle informazioni. Senza informazioni non potremmo agire in nessun modo e nemmeno relazionarci. Per definizione le news sono strumenti individuali e collegiali, con le quali raggrupparci organizzativamente e socialmente.

anteprima logo RID DIFESA SERVIZI: IL 15 DICEMBRE A ROMA L'ANNIVERSARIO PER I PRIMI DIECI ANNI DI ATTIVITA'

Si terrà il prossimo mercoledì 15 dicembre, alle 19.00, presso l'hangar dell'Aeroporto Roma Urbe in via Salaria 825, l'evento "10 anni di Difesa Servizi una storia che vale", per celebrare insieme ad autorità civili e militari del mondo della Difesa, a partner commerciali e aziende di settore, i primi dieci anni di attività della Società in house del Ministero della Difesa.

a cura dello
anteprima logo RID Intelligenza artificiale e cambiamento delle organizzazioni, al CASD il workshop sull’innovazione della Difesa

Alla luce delle innovazioni delle armi ipersoniche e della prospettiva, sempre più realistica, il superamento del modello uomo-centrico delinea una compressione sempre più spinta dei tempi disponibili del decisore politico e militare. Tale modello fa emergere numerosi interrogativi in questa parte dell’Occidente sul presente e il futuro delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (AI), trattando aspetti che investono direttamente la Difesa e la Sicurezza. Infatti, stiamo assistendo a un passaggio oltremodo critico che esaspera ulteriormente l’attuale fase evolutiva, caratterizzata dal passaggio dalle macchine automatiche a quelle autonome. Ovviamente, una macchina rimane, per definizione, uno strumento che è stato progettato e costruito dall’essere umano anche nel caso del machine learning, poiché persino un apparato autoapprendente, che trae cioè le proprie «regole» dal diuturno apprendimento, solitamente non viene programmato in funzione di una realtà eccessivamente complessa. Esso, infatti, si limita a effettuare calcoli statistici sulla base di funzioni algebriche, mantenendo la sua competenza in uno specifico dominio senza possedere una cognizione del contesto. oggetto Dunque, una macchina, per quanto evoluta possa essere, non si porrà dei fini, semmai svolgerà delle funzioni. Tuttavia, ciò non significa che il problema della sua affidabilità si possa trattare facilmente, in quanto sussistono tutta una serie di elementi, dal controllo dei dati alla sicurezza del cloud e così via, che mantengono elevati i rischi. Da tutto questo ne deriva che l’elemento cardine del futuro sarà il dualismo nel rapporto uomo-intelligenza artificiale, che vedrà l’essere umano interagire con macchine dotate di livelli di «intelligenza» sempre più elevati e di un grado di «autonomia» (reasoning) che le porranno in condizione di espletare servizi sempre più performanti. Ma, fino a che punto ci si potrà fidare dei risultati ottenuti da esse in un processo di analisi? Se l’intelligenza artificiale consentirà di ottenere migliori risultati nei termini della razionalità e della rapidità rispetto a quelli conseguiti dall’essere umano, allora probabilmente quest’ultimo permarrà il dominus per quanto concernerà le decisioni su quante e quali funzioni delegare alle macchine . Questi temi sono stati affrontati nel corso del convegno organizzato da innov@difesa, evento che ha avuto luogo il 29 e il 30 novembre scorsi a Roma presso il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD); appunto l’impatto dell’Intelligenza artificiale (AI) sul cambiamento delle organizzazioni con una prospettiva al 2040. Il terzo workshop, conclusivo di un trittico di analisi e approfondimenti - i precedenti erano stati focalizzati sulle implicazioni etiche, legali e psicologiche (aprile 2021) e sulle esigenze formative, competenze digitali ed e-leadership (luglio 2021) – si è articolato in 2 giornate di lavoro. Nel corso della prima, in 2 diversi panel, si è trattato dei cambiamenti organizzativi (che investono la gestione dei dati e gli adeguamenti dell’organizzazione) e della velocità dei processi decisionali, con le connesse opportunità e le sfide derivanti dall’evoluzione della competizione (Hyperwar). Ai seguenti quesiti si è cercato di fornire una risposta: come il potere digitale trasformerà le relazioni internazionali? L’intelligenza artificiale rappresenterà la principale frontiera della competizione? L’intelligenza artificiale rivoluzionerà le convinzioni sui temi di Sicurezza e Difesa? Quali sono i potenziali impatti sugli interessi nazionali? Al termine della prima giornata del workshop è stata svolta un’attività interattiva che ha visto la partecipazione della totalità dei convenuti, in seguito sono stati aperti dei tavoli di discussione. Nel corso della mattinata del 30 novembre, invece, alla presenza dei vertici della Difesa e delle Forze Armate italiane sono state tratte le conclusioni attraverso gli studi e la convergenza delle risultanze delle attività svolte in precedenza, unitamente agli esiti del ciclo annuale di approfondimento, con la conseguente analisi dei rapporti che queste dinamiche per la Difesa implicano. innov@difesa, dipendente dall’Ufficio Generale Innovazione della Difesa (UGID), è il network che raccoglie le esperienze maturate in vari settori della società in un’ottica di sistema attraverso un approccio olistico. Questo avviene in conseguenza della complessità di quelle che sono oggi le operazioni multidominio. Tali operazioni, di natura multidisciplinare, necessitano dell’apporto del mondo accademico, industriale e della ricerca.

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anteprima logo RID Allo IAI presentato lo studio sul Next Generation Soldier

Lo scorso 29 novembre, presso la sede dell’Istituto Affari Internazionali, è stato presentato lo studio intitolato “The Next Generation Soldier: A Renewed System of Systems Approach?”.

anteprima logo RID NATO Industry Forum 2021

Difesa, industria e decisori politici: nella «tre giorni» italiana un momento di confronto in vista delle nuove strategie da approvare al vertice NATO di Madrid. A Roma il NATO Industry Forum 2021, a Pratica di Mare e su Nave Cavour a Civitavecchia l’esposizione dei sistemi d’arma «Occorre che il rapporto tra le Forze armate e l’industria evolva verso una sinergia tra tutte le componenti interessate, tenendo conto delle prioritarie esigenze di sviluppo capacitivo dello strumento militare e degli obiettivi di innovazione tecnologica e di competitività dell’intero paese», così si è espresso il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, attuale Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti. Egli lo ha fatto all’apertura della giornata dell’esposizione di mezzi ed equipaggiamenti prodotti dall’industria italiana del settore Diifesa. L’evento, che ha costituito la naturale prosecuzione della due giorni di lavori del Nato Industry Forum 2021 (NIF21), ha avuto luogo il 19 novembre scorso in 2 diverse sedi: la prima parte, in modalità statica, all’interno della base dell’Aeronautica Militare italiana di Pratica di Mare, dove sono stati collocati sistemi d’arma in dotazione alle forze terrestri e aeree dello strumento militare nazionale; la seconda, invece, a bordo della portaerei CAVOUR, nave ammiraglia della squadra navale della Marina e fiore all’occhiello della cantieristica italiana, per l’occasione ormeggiata al porto di Civitavecchia. Concepito su input della Rappresentanza italiana presso il Comitato Atlantico, l’evento è stato organizzato da Segredifesa assieme all’associazione delle imprese italiane per l’aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD), l’associazione per i servizi, le applicazioni e le tecnologie Ict per lo spazio (ASAS) e quella delle imprese per le attività spaziali (AIPAS). La giornata è seguita all’articolato momento di confronto costituito dal NIF21, che in occasione della sua VII edizione per la prima volta si è svolto in Italia nei 2 giorni precedenti, il 17 e il 18 novembre. Si può affermare che essa è stata una vera e propria vetrina delle eccellenze italiane nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell’industrializzazione nel campo della Difesa. A essa hanno tra gli altri preso parte, l’Ambasciatore Francesco Maria Talò (rappresentante permanente italiano presso il North Atlantic Council) e l’Onorevole Guido Crosetto (attuale presidente dell’AIAD), oltre a un nutrito gruppo di rappresentanti dell’industria e di attaché militari dei Paesi membri della NATO. Consistente la partecipazione delle imprese, più di 30, tra le quali Aerea, Leonardo, CIO, Elettronica, MBDA, Telespazio, Amazon Web Services EMEA, Thales Alenia Space, Beretta, Goriziane Engineering & ConstructionMAGroup, Rheinmetall, Telsy, Cubic e numerose altre. Per quanto concerne invece il NIF21 – evento che ha avuto invece luogo presso il Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, del quale la RID fornirà nel prossimo numero un dettagliato resoconto unitamente a un’intervista esclusiva con il Generale Paolo Ruggiero, Deputy Supreme Allied Commander Transformation – va rilevato che si è trattato di un importante momento di confronto tra l’universo dei decisori politici, quello dei militari e l’industria della Difesa, nel corso del quale sono state analizzate e discusse le nuove sfide lanciate negli scenari di oggi, per affrontare le quali risultano indefettibili nuove e appropriate strategie. Il fondamentale ruolo svolto dalla ricerca e dall’industria alla luce delle sopravvenute modalità del confronto su scala globale, sia esso con avversari «sistemici» che con attori «non statuali», quali le organizzazioni e i gruppi terroristici o i sodalizi criminali di natura transnazionale, hanno condotto alla cessazione della validità di non pochi paradigmi tradizionali. Si impone dunque la necessità di pianificare le difese con riferimento a un contesto che ormai da tempo si caratterizza per il multidominio su scala regionale e globale, poiché l’attuale dimensione conflittuale è allo stesso tempo fisica, virtuale e cognitiva. L’interrogativo da porsi è allora quello su che cosa davvero sia una minaccia alla sicurezza nazionale di un Paese, concetto rispetto al quale, sovente, le opinioni pubbliche non sono in possesso di una precisa cognizione. E questo soprattutto in fasi storiche come quella attuale, caratterizzate per la loro proteiformità, appunto laddove tutto muta e molto in fretta, inclusi i parametri relativi ai conflitti che, ancora fino a poco tempo fa, mantenevano la loro validità. Allo specifico riguardo, sottolineando il «fondamentale ruolo svolto dalla ricerca e dall’industria alla luce di queste sfide», il Generale Ruggiero ha rilevato come il NATO Industry Forum costituisca «un fondamentale momento di confronto, approfondimento e analisi che vede protagonisti tre attori chiave: il livello politico dell’Alleanza, quello militare e quello dell’industria, non esclusivamente del comparto Difesa, perché anche altre componenti contribuiscono allo sviluppo capacitivo di assetti nell’ambito delle aree di interesse della NATO». Ad avviso del Generale Portolano, anch’egli intervenuto al NIF21, si rende comunque necessario «un set-up nella cooperazione tra ricerca e industria che coinvolga anche le piccole e medie imprese, questo nel quadro della contribuzione allo sviluppo del nuovo concetto strategico dell’Alleanza».

anteprima logo RID Il NATO Defense College celebra il proprio 70° anniversario

Il NATO Defense College celebra il proprio 70° anniversario come unica istituzione accademica dell’Alleanza Atlantica

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