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Argomento Selezionato: Terra
anteprima logo RID Rivoluzionare l'artiglieria leggera

Nel secondo dopoguerra e per tutto il corso della Guerra Fredda, le artiglierie “da campagna” occidentali hanno subito un progressivo processo di standardizzazione attorno ad un calibro “leggero” da 105mm, uno “medio” da 155mm e due “pesanti” da 175mm e da 203mm. La fine della Guerra Fredda, e il progressivo miglioramento delle prestazioni balistiche dei cannoni da 105 e 155mm, determinarono dapprima la radiazione dei calibri maggiori, poi la nascita dell’idea di utilizzare un calibro “universale”, standardizzando tutta la componente artiglieria su pezzi da 155mm sensibilmente più leggeri dei loro predecessori (un M777 americano pesa oggi circa 4,2t a fronte delle 7,2t del precedente M198 o delle 7,8t dell’FH70). D’altronde era evidente che i pezzi da 105mm avevano ormai raggiunto l’apogeo del loro sviluppo e non avrebbero potuto consentire, a meno di imprevedibili rivoluzioni tecnologiche, ulteriori significativi miglioramenti di gittata utile ed efficacia, mentre i nuovi mortai pesanti da 120mm ne insidiavano ruoli e funzioni. Nella pratica, però, i pezzi di minor calibro si sono dimostrati molto più difficili da eliminare di quanto si fosse inizialmente pensato: per quanto alleggeriti, i “nuovi” 155mm erano comunque troppo pesanti, tanto in termini di pezzo quanto di logistica di supporto, per operare adeguatamente in appoggio ad unità di fanteria leggera sempre più focalizzate su prontezza di ridispiegamento e leggerezza del treno logistico. Si aggiunga poi che, per ottenere tale “alleggerimento”, si era dovuto fare amplissimo ricorso a leghe speciali e a specifici processi di produzione, comportando prezzi finali di acquisto decisamente elevati; il risultato è stato che, ad oggi, nella NATO, gli M777 sono in uso unicamente agli Eserciti di USA e Canada, che comunque continuano a mantenere in servizio anche bocche da fuoco da 105mm. In particolare negli USA, le esigenze di leggerezza e mobilità restano sentite al punto da spingere alla realizzazione dell’Hawkeye, un autocannone 4x4 da 105mm (su chassis HMMWV e basato su un pezzo alleggerito e a basso rinculo) che, operato da soli 3 serventi (2 in emergenza), promette di rivoluzionare le capacità di trasporto e assalto aereo (elitrasportare un M119A3 e il suo HMMWV di traino richiede infatti due CH47, mentre l’Hawkeye è sufficientemente leggero per essere elitrasportato da un singolo velivolo).

anteprima logo RID Iveco DV, contratto con l’Olanda per 918 12kN

Dopo l’annuncio dello scorso mese di settembre, Iveco DV ha firmato un contratto con il Ministero della Difesa olandese per la fornitura di un primo lotto di 918 veicoli tattici MTV (Medium Tactical Vehicle) in variante protetta. L’MTV è un 4x4 di nuova concezione nella categoria delle 12 t e che come tale va a collocarsi nel portafoglio di Iveco DV tra il VTLM e il VTMM. Tutti i dettagli su RID 1/2

anteprima logo RID Qatar, salta l’acquisto del VBCI?

Sembrerebbe definitivamente saltato l’acquisto da parte del Qatar dell’IFV 8x8 Nexter VBCI. Nel dicembre 2017, il Ministero della Difesa del Qatar aveva firmato una LOI (Letter Of Intent) con Nexter per il procurement di 490 mezzi, programma AL RAYAN, per la Guardia dell’Emiro e per l’Esercito, ma interminabili negoziazioni non avevano finora portato a nessun contratto. Ebbene, adesso, per non meglio specificati problemi politici, le trattative sarebbero definitivamente saltate. Fonti di RID ci confermano questo scenario come pure un rientro nella partita – considerata la necessità del Qatar di dotarsi di un nuovo 8x8 da combattimento – del CIO con il suo FRECCIA. Del resto, ad oggi il Qatar rappresenta assieme al Kuwait il principale partner politico-militare italiano nel Golfo.

anteprima logo RID Truppe Alpine: prove di combat power

Dopo aver messo in primo piano le attività specialistiche, sia su terreno innevato sia su parete, ed aver investito nel settore duale in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini, il Comando Truppe Alpine ha rivolto la propria attenzione al tema che dovrebbe rappresentare il core business dei reparti militari, ossia quello del combat power. L’occasione è stata offerta dall’approntamento di una Compagnia Alpini, per la precisione la 34a del 3º Rgt. Alpini/Btg. Alpini SUSA, che entro fine anno avvicenderà i bersaglieri del 1º Reggimento nell’ambito dell’Enhanced Forward Presence (EFP), NATO, e che in particolare andrà a costituire una delle pedine del Multinational Battle Group Latvia. “Abbiamo approfittato di quest’occasione per sperimentare l’impiego di assetti che abbiamo già in dotazione, riutilizzandoli però in modo innovativo,” ha esordito il Gen.C.A. Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine. L’occasione è stata la LARAN 2019 svoltasi nel poligono di Monteromano a metà settembre, e conclusasi il 23 e 24 dello stesso mese con un’esercitazione a fuoco continuativa. Nel poligono laziale si sono schierati alcuni dei reparti della Brigata Alpina TAURINENSE, al comando del Gen.B. Davide Scalabrin, e in particolare il Complesso Minore basato sulla citata 34a Compagnia del 3º Alpini comprendente anche elementi del Reggimento Nizza Cavalleria (1º) e del 1º rgt. Artiglieria da Montagna. Fra gli assetti in dotazione citati dal Gen. Berto uno è il BV-206 nelle diverse versioni in dotazione: BV-206S7 blindato e BV-206D non protetto. “Rispetto all’impiego abituale, qui i BV sono stati impiegati per fornire alla fanteria non solo la mobilità ma anche la protezione e la potenza di fuoco, al massimo delle loro possibilità, in un ambiente non artico e senza montagne,” ha proseguito il Comandante delle Truppe Alpine.

anteprima logo Esercito Italiano Esercitazione Scorpion Legacy 2019

La componente pesante del Reggimento “Nizza Cavalleria” (1°) di Bellinzago Novarese (NO), su piattaforma Blindo Armata “Centauro”, ha terminato ieri l'importante esercitazione internazionale denominata "Scorpion Legacy 2019", presso il comprensorio addestrativo del Land Forces Combat Training Center "Getica" di Cincu in Romania.

a cura dell'
anteprima logo RID Altri 464 T-90 per l’India

Il Ministero della Difesa indiano ha concesso all’Ordnance Factory Board (OFB) un contratto per la produzione su licenza di un’ulteriore serie di 464 carri da battaglia T-90 che andranno ad aggiungersi ai circa 1600 già in servizio. La maggior parte dei T-90 BHISHMA è prodotta nello stabilimento di Avadi, nell’India Meridionale, nell’ambito di un accordo di trasferimento di tecnologia con la Russia che aveva invece fornito i primi carri completi. Questa ulteriore fornitura di T-90 dimostra ancora una volta come il carro russo sia ritenuto tuttora più affidabile del carro nazionale ARJUN, figlio di un travagliato e problematico programma trentennale.

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