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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Varato il secondo PPA

Si è svolta oggi, presso il cantiere Fincantieri del Muggiano (la Spezia), la cerimonia di varo del Pattugliatore Polivalente d’Altura (PPA), FRANCESCO MOROSINI, seconda unità classe THAON DI REVEL. La cerimonia di varo tecnico della nave, che è sempre in configurazione Light, si è svolta a porte chiuse data la situazione legata al COVID-19. I PPA hanno un dislocamento a pieno carico di 6.270 t, una lunghezza di 132,5 m e possono raggiungere un velocità massima di 31 nodi. Il FRANCESCO MOROSINI, che costituisce il secondo PPA (oltre che il secondo PPA Light) realizzato su un totale complessivo di 7 unità, dovrebbe essere consegnato nel corso del 2022.

anteprima logo RID Drone carrier, una nave per il futuro

In un momento di grande mutamento degli scenari internazionali e di grande trasformazione dottrinale, in campo navale si stanno studiando progetti in grado di operare in futuro accanto alle navi dal design tradizionale. Abbiamo già parlato al proposito delle nuove unità leggere anfibie a cui stanno pensando US Navy e Marines e delle NUE (Nuove Unità Expeditionary), un concetto, quest’ultimo, da RID reso agli onori della cronoca e sottoposto all’attenzione degli Stati Maggiori. Adesso è il momento di parlare delle “drone carrier”, un ulteriore concetto che si sta delineando e sul quale sta conducendo una riflessione pure la Marina Militare. Ci riferiamo in particolare a navi madre con un dislocamento attorno alle 15.000 t, condotte da un equipaggio numericamente molto contenuto, assistito da robusti moduli di intelligenza artificiale, e configurate per operare con droni di ogni tipo – aerei, navali e subacquei – con i quali condurre operazioni di disturbo, stimolo e saturazione delle difese avversarie. Unità del genere offrirebbero una minore segnatura rispetto alla tradizionale portaerei o alla tradizionale nave anfibia, mettendo però in campo una serie di capacità con le quali aumentare le potenziali linee d’attacco ed i dilemmi per l’avversario. In pratica, il compito di tali navi sarebbe demoltiplicare i gruppi navali e loro capacità incrementandone allo stesso tempo la resilienza. Approfondimento su una monografia di prossima uscita come x-Trà.

anteprima logo RID Francia, parte la costruzione delle nuove navi logistiche

Nei cantieri Chantiers de l’Atlantique di Saint Nazaire si è svolta la cerimonia del taglio della lamiera della prima delle 4 nuove unità logistiche BRF (Bâtiment Ravitailleur de Force (BRF) destinate alla Marina Francese e derivate dalle VULCANO prodotte da Fincantieri per la Marina Italiana. La consegna è prevista nel 2022. Le BRF, che hanno un dislocamento a pieno carico di 31.000 t, fanno parte di un programma congiunto franco-italiano gestito dall’OCCAR, entrato ufficialmente nel vivo con l’ordine assegnato nel gennaio 2019 ad un raggruppamento temporaneo d’impresa tra Chantiers de l’Atlantique e Naval Group. Nell’ambito del programma, Fincantieri realizza il troncone prodiero delle unità nel suo cantiere di Castellammare di Stabia. La consegna del troncone per la BRF capoclasse è prevista il prossimo anno. Ulteriori dettagli su RID 7/20.

anteprima logo RID IRINI, la missione prende forma

Pur con qualche ritardo, dovuto a problemi e rimpalli di natura politica, la missione nel Mediterraneo IRINI che ha rimpiazzato SOPHIA sta prendendo forma. Al momento, la missione ha iniziato ad operare con una nave francese e 2 velivoli da pattugliamento – uno lussemburghese ed uno polacco – ed è curioso che l’Italia, che ne detiene il Comando con l’Amm. Fabio Agostini e che ne ospita il Quartier Generale – non abbia ancora implementato il proprio impegno. Ieri il Ministro degli Esteri Di Maio ha detto che il contributo del nostro Paese, che verrà formalizzato nel Decreto Missioni a breve in Parlamento (presumibilmente la prossima settimana), riguarderà una nave, un MPA P-72A ed un UAV REAPER per un dispositivo complessivo di circa 500 uomini.

anteprima logo RID Portaerei, la confusione dell’US Navy

Il Segretario dell’US Navy ad interim James McPherson, d’accordo con il Segretario in pectore Kenneth Braithwaite, ha deciso di interrompere lo studio Future Carrier 2030 che avrebbe potuto portare al taglio del programma per le nuove portaerei FORD, limitandole a 4 esemplari, ed all'acquisizione di portaerei più piccole a propulsione convenzionale. Lo studio era stato lanciato dal precedente Segretario Thomas Modly, dimessosi dopo aver silurato il Comandante della portaerei THEODORE ROOVELT per la vicenda COVID 19, e la sola notizia del suo avvio aveva immediatamente suscitato le levata di scudi delle lobby congressuali legate alla cantieristica americana. L’US Navy sembra dunque voler proseguire con il programma FORD, ma resta comunque l’ipotesi sul tavolo di rinunciare a 2 unità della classe con il numero delle portaerei che si ridurrebbe così da 11 a 9. Del resto i costi delle FORD sono esorbitanti e l’US Navy deve valutare bene se un investimento così massiccio è realmente costo-efficace alla luce dei nuovi scenari a più alto contrasto militare e della proliferazione di sistemi a lungo raggio antinave balistici e da crociera, e di loitering munitions e droni. Non a caso, la US Navy, unitamente ai Marines, ha elaborato la dottrina delle DMO (Distributed Maritime Operations) che richiede l’impiego di forze navali – incluse nuove tipologie di unità piccole e non pilotate, o a basso livello di pilotaggio - in grado di operare in maniera dispersa e distribuita per offrire al nemico una minore impronta di targeting, più linee d’attacco e “dilemmi” con i quali mandarne in confusione il dispositivo e ribaltare l'iniziativa a proprio vantaggio. In questo contesto, è stato avviato una revisione delle forze – INFSA (Integrated Naval Forces Structure Assesment) – che porterà alla ristrutturazione delle forze navali americane e che verrà resa pubblica nelle prossime settimane.

anteprima logo RID Corvette europee, i dettagli

Le nuove corvette europee stanno iniziando a prendere forma. Il programma - che rientra nel pacchetto PESCO (Permanent Structured Cooepration) e che al momento vede ufficialmente partecipare Italia (nazione guida), Francia, Spagna e Grecia – prevede la realizzazione di una famiglia di corvette modulari adattabili a esigenze diverse. Nella fattispecie, la Marina Militare, nel cui ambito le EPC sono ancora denominate PPX, punta ad un grosso pattugliatore polifunzionale – a differenza, per esempio, dei Francesi che vogliono una corvetta – da circa 3.000 t di dislocamento ed attorno ai 110 m di lunghezza con il quale rimpiazzare le classi COMANDANTI (nella foto) e CASSIOPEA con un’esigenza quantificata in 8 esemplari. L’armamento prevede un modulo da 8 celle per missili MBDA ASTER o CAMM ER – ancora la Marina non ha preso nessuna decisione in merito – ed un cannone Leonardo SOVRAPONTE da 76 mm con munizionamento VULCANO per il tiro controcosta. Il sensore principale sarà il Leonardo AESA GRAND NAVAL. Al momento non è prevista la dotazione di missili sup-sup antinave MARTE ER o TESEO EVO, mentre per quanto riguarda eventuali capacità antisom non si esclude la possibilità di dotare le navi di una cortina trainata. Riguardo a quest’ultimo aspetto c’è, per esempio, una grande differenza con la Grecia che vuole il sonar a scafo per le proprie navi. L’apparato propulsivo sarà diesel-elettrico e le unità avranno un ponte di volo dimesionato per operare con un elicottero NH-90 armabile con missili antinave MBDA MARTE ER. Come si vede, dunque, la Marina al momento sembra intendere le EPC come pattugliatori a cui affidare compiti di “seconda linea” mentre quelli di prima linea e più combat verrebbero lasciati a FREMM, PPA e DDG. A tal proposito non ci sono novità circa la vendita di 2 FREMM GP alla Marina Egiziana e le eventuali forme di compensazione per la MM che resterebbe con 2 unità combattenti in meno, uno scenario francamente inaccettabile a fronte della “gara navale” in atto in tutto il Mediterraneo.

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