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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Sugli ZUMWALT missili ipersonici “triple-packed”

L’US Navy ha chiesto all’industria di ricevere delle proposte di opzione per equipaggiare i nuovi cacciatorpediniere DDG-1000 ZUMWALT con missili ipersonici. In particolare, l’obbiettivo è adottare sulle navi degli Advanced Payload Module (APM) in configurazione “triple-packed” per il lancio del missile attualmente in fase di sviluppo Intermediate-Range Conventional Prompt Strike (IRCPS). Quest’ultimo è basato su un grosso booster che accelera secondo una traiettoria balistica un veicolo planante destinato poi a colpire il bersaglio a velocità ipersonica con un profilo di rientro altamente manovrante e imprevedibile. Il glider dell’IRPCS, denominato  Common Hypersonic Glide Body (C-HGB), è sviluppato nell’ambito di una cooperazione con l’US Army che lo impiegherà dal suo  Long-Range Hypersonic Weapon (LRHW). Bisognerà capire a questo punto dove potranno essere installati sugli ZUMWALT gli APM. Forse al posto di uno o di entrambi  Advanced Gun Systems (AGS)  da 155 mm, ancora senza una munizione?

anteprima logo RID Nuovi concetti d'impiego per i PPA-L

Con il varo del terzo PPA, il primo in variante Light Plus dopo i primi 2 in variante Light, il programma per i nuovi Pattugliatori Polivalenti d’Altura della Marina Militare è entrato nel vivo. Con il mutamento degli scenari, il proliferare delle bolle A2/AD e, più in generale, dei contesti a più alto contrasto militare è quanto mai necessario ripensare e rimodulare i concetti operativi e d’impiego dei PPA, in particolare dei PPA-L. Questi ultimi sono unità dotate esclusivamente di armamento artiglieresco – cannone da 76 mm SOVRAPONTE e cannone da 127 mm LW VULCANO – e sono concepiti per compiti di sicurezza marittima, polizia di alto mare e per operazioni di risposta a disastri o calamità naturali. Tuttavia, in virtù della loro polivalenza e grazie alle aree modulari in coperta a centro nave e a poppa sotto il ponte di volo, i PPA-L potrebbero essere facilmente riconfigurati anche per operare in contesti più complessi ed a più alta densità di minaccia. Prima di tutto, si potrebbe pensare all’installazione di un sistema sup-aria a corto-medio raggio come l’ALBATROS-NG, che ne garantirebbe la protezione a costi relativamente bassi. Peraltro il sistema può contare pure su una semplicità e flessibilità installativa notevole, a tutto vantaggio della salvaguardia degli spazi a bordo nave. L’area modulare in coperta a centro nave, invece, potrebbe essere utilizzata per ospitare soluzioni shelterizzate per missili antinave leggeri come il MARTE ER oppure rampe per il lancio di loitering munitions o remote carrier. Questi sistemi potrebbe essere equipaggiati tanto con testate, per farli operare in modalità suicida, oppure con sensori ISR ed EW o, ancora, potrebbero semplicemente operare come esche per confondere i radar avversari. Per quanto riguarda l’area modulare poppiera, questa potrebbe essere configurata per il lancio di RHIB per incursori o di USV equipaggiati con moduli ASW, AsuW, EW, ecc. Da questo punto di vista, dunque, il PPA-L potrebbe essere impiegato anche come nave madre per il coordinamento di assetti non pilotati e di attacchi a sciame. Ma le combinazioni, proprio grazie alla flessibilità dei PPA, sono veramente tante. Di tutto questo parleremo in maniera più approfondita su RID 5/21.

anteprima logo RID TESEO EVO, firmato il contratto

Dopo il via libera parlamentare è finalmente arrivata anche la firma sul contratto tra MBDA Italia e l’Amministrazione Difesa per lo sviluppo, l’integrazione e la qualifica del nuovo missile antinave pesante, con capacità di light strike secondaria e di attacco a bersagli terrestri, TESEO MK2/E, noto anche come TESEO EVO. Si tratta di una prima fase, del valore di 150 milioni di euro, alla quale seguirà una seconda fase per valorizzare ulteriormente l’ordigno, acquisire un certo numero di esemplari ed un pacchetto di supporto logistico decennale. Il TESEO EVO equipaggerà in seno alla Marina Militare i nuovi cacciatorpediniere DDX e andrà in refit pure sulle fregate FREMM, e potrebbe equipaggiare anche i PPA-F che hanno la relativa predisposizione. Approfondimenti e dettagli su RID 5/21.

anteprima logo RID Varato il terzo PPA

Sabato 13 marzo, è stato varato il terzo PPA, primo PPA nella configurazione Light Plus. La nave, battezzata RAIMONDO MONTECUCCOLI, è infatti la prima dotata di sistema da difesa aerea SAAM ESD PPA, incentrato sul radar a 4 facce tipo KRONOS QUAD e sui missili ASTER 15 ed ASTER 30. Alla cerimonia, svoltasi in formato ristretto e nel pieno rispetto delle prescrizioni anti contagio, hanno partecipato la Senatrice Stefania Pucciarelli, Sottosegretario di Stato alla Difesa in rappresentanza del Ministro Lorenzo Guerini, l’Amm. Eduardo Serra, Comandante Logistico della Marina Militare, e il Dott. Giuseppe Giordo, Direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri. Ulteriori dettagli su RID 4/2021 in edicola a fine mese.

anteprima logo RID La US Navy punta a droni lanciabili da sottomarini

Secondo una nota del NAVSEA – il Comando responsabile per le acquisizioni di sistemi navali – l’US Navy è in procinto di assegnare un contratto alla AeroVironment per la fornitura di 120 micro UAV BLACKWING 10C lanciabili dai tubi lanciasiluri di unità subacquee. L’ordine verrà spalmato in un periodo che va da maggio 2021 a maggio 2023, con le prime consegne previste per il prossimo agosto. L’acquisizione di tale tipo di sistemi si colloca nell’ambito del programma SLUAS (submarine-launched unmanned aerial system) per il procurement di sistemi a basso costo utilizzabili in scenari caratterizzati da bolle A2/AD. In particolare, tale programma si basa sul requisito di un velivolo a pilotaggio remoto che consenta la scoperta ed il targeting di unità di superficie da parte di unità subacquee, riducendo sensibilmente le possibilità di rilevamento di queste ultime. La piattaforma delle AeroVironment è stata ampiamente testata dalla US Navy nel corso di prove effettuate tra il 2019 ed il 2020, tra le quali un lancio eseguito a profondità periscopica dal sottomarino d’attacco ANNAPOLIS della classe LOS ANGELES. Durante tale test, l’UAV ha dimostrato una capacità di controllo ben oltre la “Line of Sight”, ed ha fornito una soluzione di tiro ad integrazione del contatto sonar per il targeting simulato di un’unità di superficie. Il BLACKWING – derivato dalla loitering munition SWITCHBLADE 300 - è un velivolo a pilotaggio remoto di dimensioni ridotte (68,6 cm di apertura alare per un peso che si attesta sui 2 kg), idoneo ad essere alloggiato nei tubi – non è chiaro se lanciasiluri o quelli relativi ai falsi bersagli - delle unità subacquee (classiche e unmanned). Ogni UAV è inserito in un canister che viene espulso dai suddetti tubi fino a raggiungere la superficie. Successivamente, il velivolo viene a sua volta espulso dal canister – con possibilità di espulsione differita ed attuabile, ad esempio, dopo che il sommergibile ha lasciato l’area - e vengono dispiegate le ali e attivato il motore elettrico con elica spingente. Come detto, il profilo d’impiego tipico del sistema prevede il lancio da profondità periscopica. Non è chiaro se sia possibile un suo utilizzo da profondità maggiori. Per quanto concerne le caratteristiche tecniche, il payload del BLACKWING è costituito da un modulo con sensori elettro-ottici e all’infrarosso alloggiato sul muso. Il velivolo è equipaggiato con un sistema di navigazione inerziale/GPS con modulo anti-spoofing e con un data-link digitale per la trasmissione delle informazioni relative al targeting dell’obiettivo. Il range preciso del velivolo non è stato reso noto, ma dovrebbe attestarsi intorno alle 6 miglia nautiche e a circa 70 minuti di autonomia.

anteprima logo RID Consegnato alla Turchia secondo P-72 ASW

La Marina Turca ha ricevuto il secondo P-72 ASW: lo ha annunciato l’SSB turco sui social. Secondo l’SSB (cioè la Presidenza delle industrie della difesa, ex Sottosegretariato alla Difesa) il pattugliatore marittimo/velivolo ASW Leonardo P-72 ASW, che fa parte del programma MELTEM 3, costituirà un elemento strategico della Marina Turca. Il primo P-72 ASW, che è noto anche come ATR-72TMPA, impiega il sistema di missione AMASCOS (Airborne Maritime Situation & Control System) ed è dotato di AIS, Link 16 e sistemi d'arma di ultima generazione, come il siluro leggero Mk 54.

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