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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Doppia portaerei, una necessità per l’Italia

Perchè un Paese come l’Italia dovrebbe aver bisogno di 2 portaerei? Semplice: perché ciò significherebbe averne sempre una disponibile e farsi trovare in ogni momento pronti per una crisi, in uno scenario sempre più incerto, complesso e pericoloso. Ad oggi l’Italia ha una portaerei...e mezzo. Al Cavour, infatti, bisogna aggiungere la LHD TRIESTE, unità d’assalto anfibio dotata dello skijump per operare con gli F-35B. Il ponte del TRIESTE è già stato “trattato” per operare con il velivolo, ma all’unità manca ancora tutta la parte software e logistica – il sistema ALIS/ODIN ed il sistema JPALS – che consente l’integrazione con l’F-35B. Ciò significa che l’unità non può sostenere un distaccamento di F-35B in una campagna bellica, ma solo appontaggi e decolli e, contestualmente, il loro rifornimento e riarmo. Insomma, ad oggi il TRIESTE è solo una sorta di FARP (Forward Arming and Refueling Point) galleggiante, pur avendo già tutte le predisposizioni per recepire quelle modifiche a livello software e logistiche capaci di “trasformarla” in una portaerei (seppur penalizzata nelle capacità dalla presenza del bacino allagabile). La nostra raccomandazione è che tali predisposizioni possano essere implementate il prima possibile e che l’Italia possa così disporre di 2 portaerei dotate del velivolo di quinta generazione imbarcato. Una capacità che garantirebbe al nostro Paese la possibilità di giocare un ruolo di primo piano sulla scena internazionale sin dalle prime fasi di ogni crisi, anche quelle “più grigie”, ma anche di operare in scenari ad alta intensità – tutt’altro che improbabili negli scenari futuri - con, potenzialmente, 2 portaerei. In tale ottica, diventa quanto mai necessario qualificare per l’impiego da portaerei anche i piloti degli F-35B dell’Aeronautica Militare portando così la massa critica della “base” F-35B a 30 velivoli, a beneficio della sostenibilità nel tempo delle operazioni con velivoli stealth imbarcati. Con 30 F-35B, infatti, si potrebbe operare tranquillamente con 8-10 F-35B sul CAVOUR e 4-6 sul TRIESTE, una capacità che, nel campo occidentale, solo Stati Uniti e Regno Unito possono mettere in campo.

anteprima logo RID Cina e Russia mostrano i muscoli nel Pacifico, e il Giappone risponde

Si è conclusa la prima esercitazione aeronavale bilaterale russo-cinese nel Pacifico Occidentale. La Combined Task Force dei 2 Paesi, composta da 10 unità navali, ha attraversato lo Stretto di Tsugaru, compreso tra le 2 isole giapponesi di Hokkaido e Honshu, prima di manovrare verso sud costeggiando la costa orientale dell’arcipelago di Tokio, per poi dirigersi in Cina attraverso lo Stretto di Osumi, a sud dell’isola di Kyushu. Bilanciata la presenza nella Task Force tra i 2 Paesi, con la partecipazione di 5 unità ciascuno. La Chinese People’s Liberation Army Navy (PLAN) ha infatti partecipato con l’incrociatore Type 055 NANCHANG, il caccia Type 052D KUNMING, le fregate Type 0541A BINSHOU e LIUZHOU, accompagnate da una rifornitrice di squadra Type 903A. La Marina Russa ha partecipato invece con 2 incrociatori classe UDALOY, l’ADMIRAL TRIBUTS e l’ADMIRAL PANTELEYEV, 2 corvette classe STREREGUSHCHIY, la GROMKIY e la HERO OF RUSSIAN FEDERATION ALDAR TSYDENZHAPOV, supportate da un’unitá per il rilevamento e sperimentazione missilistica, la MARSHAL KRYLOV. I 2 Paesi hanno tenuto a precisare, ufficialmente, che lo scopo dell’esercitazione è stato quello di esercitarsi per “promuovere la stabilità in una regione caratterizzata da una certa volatilità”, navigando in acque internazionali. Il Contrammiraglio Bai Yaoping del Comando Territoriale Settentrionale del PLA e Vice-Comandante della PLAN, ha inoltre aggiunto quanto l’esercitazione sia la testimonianza della partnership strategica tra le 2 Potenze e quanto l’esercitazione abbia avuto il duplice risultato di migliorare le capacità delle 2 Forze Armate nello svolgimento di operazioni joint e combined, oltre a contribuire alla stabilità strategica regionale e internazionale sul mare. Non è stato dello stesso parere il Governo di Tokio che, viste le tensioni presenti con entrambi i Paesi riguardo alcune isole contestate e la questione del supporto giapponese a Taiwan, ha impiegato un massiccio numero di assetti e personale delle Japan Maritime Self-Defence Force (JMSDF) per monitorare da vicino le manovre aeronavali della Task Force russo-cinese. Sono state impiegate in questo delicato compito, un’intera serie di unitá, dai dragamine AOSHIMA e IZUSHIMA fino ad arrivare ai DDG YAMAGIRI e TAKANAMI, supportati con l’impiego degli MPA P-3C ORION basati presso la base di Hachinohe e di aerei intercettori dell’Aeronautica (JASDF) allertati dai continui voli dei Kamov Ka-27 e Ka-28, in volo sopra la formazione navale.

anteprima logo RID European Patrol Corvette: si delineano 2 versioni

Le European Patrol Corvette (EPC) saranno in 2 distinte configurazioni: Italia e Grecia concordano su una configurazione, denominata Full Combat Multipurpose, mentre Spagna e Francia invece sono interessate ad una variante nota come Long Range Multipurpose E’ quanto emerso a seguito della la prima riunione operativa tra la Marina Militare (capofila del progetto), i rappresentati di Spagna, Francia, Grecia e Portogallo, il Consorzio industriale (Naviris, Fincentieri, Naval Group, Navantia) e l’Agenzia europea per la difesa (EDA). Italia e Grecia hanno infatti concordato sull’esigenza di un pattugliatore (EPC denominata appunto Full Combat Multipurpose) da impiegare nell’ambito del Mediterraneo allargato, con focus specifico sul Mediterraneo centrale e orientale, per compiti prevalentemente di presenza e sorveglianza, dotato di una varietà di sistemi volti a garantire un'adeguata capacità di autodifesa. Spagna e Francia invece sono interessate ad una nave (EPC denominata appunto Long Range Multipurpose) con autonomia estesa per poter svolgere attività nei rispettivi territori d’oltremare. Le nuove corvette europee, realizzate su una piattaforma comune (cioè una base condivisa), saranno personalizzate in base alle esigenze dei Paesi partecipanti (Italia, Francia, Grecia e Spagna, mentre il Portogallo rimane un osservatore). Il loro dislocamento complessivo non sarà superiore alle 3.000 t, mentre la loro lunghezza non supererà i 110 m. Ulteriori dettagli su RID12/21.

anteprima logo RID Il Cantiere Navale Vittoria vara il pattugliatore OSUM della Guardia di Finanza

Il 19 ottobre scorso è stato varato, presso il Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo), il P-04 OSUM, il primo pattugliatore d’altura “green” destinato alla Guardia di Finanza. La cerimonia di varo dell’Offshore Patrol Vessel (OPV) da 60 m per la GdF si è tenuta alla presenza di Luigi Duò, Amministratore Delegato dell’azienda, e del Generale di Corpo di Armata Giuseppe Zafarana, Comandante Generale della Guardia di Finanza. L’azienda veneta, specializzata nella progettazione e realizzazione di imbarcazioni militari, paramilitari, da lavoro, commerciali e da trasporto fino a 100 m di lunghezza, si era aggiudicata l’ordine per la costruzione di questa unità (tipo OPV), dal valore complessivo di 32,4 milioni di euro, dal Comando Generale della Guardia di Finanza nel 2020. La consegna dell’unità è prevista invece nel 2022. Realizzata in collaborazione con Damen Shipyards Group, la nuova unità, costruita dal Cantiere Navale Vittoria, è lunga oltre 60 m, larga 9,5 m, ha un’immersione di 3,5 m ed è in grado di raggiungere una velocità massima superiore a 26 nodi. Lo scafo è dotato della caratteristica prua ad ascia (o Axe Bow) in grado di garantire un’ottima tenuta al mare anche in condizioni meteo-marine difficili, senza dover limitare la velocità. L’unità si caratterizza inoltre per l’introduzione di una propulsione diesel-elettrica alle andature di pattugliamento fino a 9 nodi che le consente di essere un mezzo a basse emissioni e a ridotto impatto ambientale. Ai 2 motori diesel principali di propulsione sono infatti affiancati motori elettrici reversibili da 270 kW di potenza ciascuno (che possono fungere da motori di propulsione in pattugliamento o fornire energia elettrica alle altre andature). A bordo il P-04 OSUM può ospitare fino a 30 persone di equipaggio a cui si potranno aggiungere ulteriori 8 elementi (per il personale Frontex). Ulteriori dettagli su RID 12/21.

anteprima logo RID Nuovi super-caccia AEGIS per la Corea del Sud

Con l’impostazione della chiglia presso i cantieri Hyundai Heavy Industries (HHI) di Ulsan, nei giorni scorsi è iniziata la costruzione del primo di 3 grandi cacciatorpediniere antiaerei AEGIS del programma KDX-III Batch-2, ordinati nel 2019 per 3,3 miliardi di dollari e destinati a essere consegnati alla Marina Sudcoreana tra 2024 e 2027. 

anteprima logo RID Giappone, varato il secondo sottomarino classe TAIGEI

Kawasaki Heavy Industries (KHI) ha varato nei propri cantieri di Kobe il secondo sottomarino classe TAIGEI, denominato HAKUGEI. Il primo battello della classe era stato varato nell’ottobre 2020 da Mitsubishi Heavy Industries (MHI) e verrà consegnato nel marzo 2022, dopodichè verrà impiegato come battello per lo svolgimento di test e sperimentazioni per le nuove tecnologie introdotte dalla classe TAIGEI. Quest'ultima, esteriormente molto simile alla classe SORYU in servizio, è caratterizzato tuttavia da diverse modifiche. La principale riguarda l'adozione di batterie agli ioni-litio – peraltro già introdotte sugli ultimi 2 SORYU – a cui bisogna aggiungere un CMS ed una suite sonar migliorati, nonchè l’utilizzo di materiali fonoassorbenti per rendere i sottomarini più silenziosi.

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