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anteprima logo RID Fincantieri abbandona (per ora) la gara polacca e TKMS presenta le MEKO-A300

 Fincantieri ha di recente abbandonato la competizione per la fornitura alla Marina Polacca di 3 nuove fregate - programma polacco MIECZNIK  - in quanto il cantiere locale che farà da prime contractor aveva chiesto di modificare pesantemente la FREMM, a cominciare dal sistema propulsivo: una richiesta quantomeno curiosa e che è stata ovviamente respinta al mittente dall’azienda italiana. La Marina Polacca ed il Governo polacchi dovrebbero, dunque, chiarirsi le idee prima di procedere con il programma. Nei giorni scorsi Thyssen-Krupp Marine Systems (TKMS) ha presentato la nuova generazione della sua fortunata piattaforma navale incentrata sul progetto modulare MEKO (MEhrzweck-KOmbination). Con l’A-300 si propone infatti di superare i modelli sviluppati con grande successo di export – e che hanno ispirato anche fregate e corvette costruite per la Marina Tedesca – negli anni ’80 e ’90, come MEKO-360, A-200 e MEKO-100 e 140. In quasi 40 anni (era il 25 febbraio 1982 quando alla Nigeria fu consegnata la fregata ARADU, prima MEKO modello 360) sono state costruite o programmate 78 tra fregate e corvette destinate a 14 paesi - Germania compresa – basate su tale concetto. Per la gara relativa a 3 fregate indetta dalla Polonia (peraltro “scontento” cliente 20 anni fa delle MEKO A-100, con una sola di 7 corvette ordinate effettivamente completata, e solo nel 2019 in configurazione OPV), TKMS ha ora sviluppato la nuova versione A-300: non una semplice evoluzione delle A-200, peraltro già radicalmente riconfigurate con nuovi sistemi e sensori e architettura stealth sin dagli anni 2000. Le MEKO A-300 (PL nella customizzazione offerta alla Polonia) infatti si presentano con un netto incremento dimensionale rispetto alle precedenti, con una lunghezza superiore di 20 m (125-130 circa) e un dislocamento salito da 3.700 a 5.500 t. Spazi che, assieme a una configurazione in parte ispirata alle (controverse) F-125 realizzate per la Marina Tedesca, permettono di imbarcare una ricca panoplia di armi e sensori, incentrata su 2 complessi VLS: uno a 32 celle Mk-41 a prora, per missili SAM a corto, medio e lungo raggio (anche con capacità anti-missile balistico); e un secondo a 36 celle per soli SAM a medio raggio (tipo CAMM/CAMM ER?), a centronave. Le MEKO-A300 gareggeranno assieme a prodotti inglesi e spagnoli nell’ambito del programma polacco MIECZNIK che mira entro il 2022 a selezionare il progetto destinato a fornire nel 2028-2034 3 sofisticate fregate multiruolo alla Marina Polacca. Almeno sulla carta, perché il programma potrebbe essere ristrutturato. Fincantieri ha, per esempio, di recente abbandonato la competizione in quanto il cantiere locale che farà d prime contractor aveva chiesto di modificare pesantemente la FREMM, a cominciare dal sistema propulsivo: una richiesta quantomeno curiosa e che è stata ovviamente respinta al mittente dall’azienda italiana. La Marina Polacca ed il Governo polacchi dovrebbero, dunque, chiarirsi le idee prima di procedere con il programma.

anteprima logo RID Gli F-35B dei Marines sulla portaeromobili giapponese IZUMO

Come anticipato lo scorso luglio, l’unità tuttoponte – definita ufficialmente cacciatorpediniere portaelicotteri, pur trattandosi a tutti gli effetti di una portaeromobili leggera - della Marina Giapponese IZUMO ha iniziato i test di appontaggio, movimentazione e ricovero sul ponte e decollo con 2 caccia a decollo corto ed atterraggio verticale F-35B appartenenti al VMFA-242 degli USMC di stanza ad Iwakuni. Le prove sulla IZUMO, effettuate tra il 3 ed il 7 ottobre a sudovest dell’isola di Shikoku, servono a certificare l’unità alla luce della prima parte degli interventi effettuati per renderla compatibile con gli F-35B (si veda https://www.rid.it/shownews/4316), 42 dei quali sono in via di acquisizione da parte delll’Aeronautica nipponica, con fine consegne previste entro il 2026. Oltre a rappresentare il primo esempio di velivoli ad ala fissa operanti da un’unità giapponese dal 1945, le operazioni di validazione degli F-35B sulla IZUMO rappresentano un ulteriore passo che Tokyo compie nel processo di allentamento del pacifismo costituzionale, in atto dal 2018, e per il rafforzamento delle proprie capacità di proiezione e di difesa – anche ricorrendo a collaborazioni e partnership che includano l’imbarco di velivoli alleati (americani, britannici) sulle proprie portaeromobili, in attesa di ricevere i propri - alla luce della percezione circa la minaccia rappresenta dalla Corea del Nord e, soprattutto, dalla Cina.

anteprima logo RID Varata la terza corvetta classe AL ZUBARAH per il Qatar

Si è svolto oggi, presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia), il varo tecnico della AL KHOR, terza unità della classe di corvette AL ZUBARAH, commissionate a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale, e prevista per la consegna nel 2022. Fincantieri è responsabile per la fornitura alla Marina del Qatar di 4 corvette, 2 OPV ed una nave anfibia tipo LPD. Quest’ultima dovrebbe essere equipaggiata con i mezzi anfibi di Iveco DV SUPERAV/ACV. Le trattative, come vi abbiamo dato conto su RID, sono in corso.

anteprima logo RID Gli USA schierano la prima task force navale completamente unmanned

Lo US Naval Forces Central Command (NAVCENT) ha annunciato la creazione di una nuova unitá operativa, la Task Force 59, inserita alle dipendenze e nell’area di responsabilitá, il Medioriente, della Quinta Flotta Americana. La novità significativa che rende la TF-59 unica nel suo genere è il fatto di essere composta per la sua totalità da sistemi e piattaforme unmanned, collegate ad un elevato impiego di Intellingenza Artificiale (AI). Tali piattaforme aggirano sotto il comando del Capitano di Vascello (Captain) Michael Brasseur, e aiuteranno la Quinta Flotta nel monitorare e agire in una delle aree più calde del pianeta, ovvero lungo la linea di comunicazione marittima (SLOC) che dal Golfo Persico, attraversando il sensibile Stretto di Hormuz, si dirama nel resto del mondo; una SLOC che è responsabile del trasporto del 35% dell’intero fabbisogno petrolifero del mondo. Nel dettaglio, la TF-59 comprenderà: i RUAS MQ-8B FIRE SCOUT, MQ-9B SEA GUARDIAN, la versione marittima del REAPER, e le piattaforme navali unmanned SEA HUNTER e SEAHAWK. La missione generale della task force è quella di fornire un’accurata situational awareness dell’area del Golfo Persico e delle aree di mare circostanti, con una particolare attenzione alla minaccia tridimensionale iraniana nei confronti non solo delle forze a stelle e strisce ma anche di tutto il traffico commerciale transitante nell’area, aereo e navale. Non pochi i vantaggi nell’utilizzare una task force di questo tipo al di là delle sue capacità operative: il risparmio nell’impiegare piattaforme generalmente meno costose rispetto a quelle dotate di un proprio equipaggio, non solo in termini di acquisto ma anche di manutenzione, di consumi e, molto “di moda” in questo periodo storico, anche in termini di emissioni ambientali. Ma il vero risparmio si registra su quello che è forse l’aspetto piú costoso di ogni piattaforma, l’equipaggio. Vista la sua peculiare composizione, la TF-59 agirà, oltre che da unità sperimentale per il test del suo Commando e Controllo (C2) e di nuove piattaforme sperimentali, anche da elemento di capability building, e “di vetrina”, a favore dei Paesi partner degli Stati Uniti nell’area: Arabia Saudita, Bahrain, UAE e Qatar.

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Il nuovo accordo di alleanza AUKUS continua a mostrare le sue molteplici sfaccettature a vantaggio della Difesa australiana e delle industrie del comparto dei 3 Paesi.

anteprima logo RID Royal Navy, iniziata la costruzione delle nuove fregate Type-31

Il 23 settembre nei rinnovati cantieri scozzesi della Babcock di Rosyth è avvenuta la cerimonia del taglio della prima lamiera della HMS VENTURER, prima delle 5 fregate medie Type-31 ordinate dalla Royal Navy (e a pochi giorni di distanza dal contratto per 2 unità destinate all’Indonesia, mentre anche in Polonia gareggiano per un programma di 3 fregate). L’avvio dei lavori per la VENTURER è avvenuto in una nuova struttura automatizzata realizzata da Babcock per gestire la costruzione in parallelo di 2 unità, costata 160 milioni di sterline e mirata a rafforzare i legami industriali tra Londra e una Scozia attraversata da nuove spinte indipendentiste. Nei piani inglesi le Type-31 rappresentano un’integrazione a costi più contenuti del programma mirato a sostituire le 13 fregate degli anni ‘90 Type-23/DUKE attualmente in servizio; sostituzione già avviata nel 2017 con la costruzione di 8 più grandi, complesse e costose Type-26/CITY, la cui consegna inizierà nel 2023, anno che vedrà anche il varo della VENTURER. Le 5 Type-31, del costo unitario di 250 milioni di sterline e previste nell’ambito della Royal Navy Integrated Force 2030 (che prevede anche altre 5 unità Type-32 modulari per impiego antisom e antimine, portando da 19 a 24 le unità di scorta della flotta inglese), saranno consegnate entro il 2028 con piena operatività entro il 2030. Si tratta di fregate medie stealth lunghe quasi 139 m e da 5700 t circa di dislocamento, spinte da un apparato tuttodiesel CODAD che garantisce una velocità superiore ai 28 nodi, un elevato livello di efficienza gestionale e automazione (che contribuisce a limitare l’equipaggio a 80-100 elementi a seconda della configurazione di missione, ma con alloggi per 160 effettivi) e ben 9.000 miglia di autonomia. La panoplia di armi e sensori, gestiti dal CMS TACTICOS di Thales, è relativamente spartana, benché vi siano spazi e predisposizioni per potenziarne le capacità. Le Type-31 si presentano armate con un modulo VLS a 12 celle per i missili sup/aria MBDA CAMM (raddoppiabile), cannone da 57/70 mm Mk-110 Bofors, 2 da 40 mm e diverse postazioni per armi da 7,62 tra mitragliatrici e minigun. A poppa, hangar e ponte di volo consentono di far operare un elicottero tipo WILDCAT o MERLIN, mentre una mission bay accoglierà droni USV/UUV e RHIB.

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