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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID AMIRAUX: le nuove fregate della Marina Francese

Nel quadro della costante evoluzione dello strumento aeronavale francese, il 2019 è stato per la Marine Nationale un importante anno di conferme. Consolidata l’ultima tranche del programma AQUITAINE/FREMM con le 2 unità dedicate alla difesa aerea e varato il primo battello d’attacco a propulsione nucleare della classe SUFFREN, l’attenzione si concentra adesso su un’importante direttrice di sviluppo riguardante la componente di superficie e ciò grazie all’avvio del programma per la costruzione di una nuova classe di fregate. Inizialmente note come Frégates de Taille Intermédiaire (FTI), all’inizio del 2019 esse hanno assunto la nuova denominazione di Frégates de Défense et d’Intervention (FDI), sancendo il passaggio da un percorso preliminare avviato formalmente alcuni anni fa dalla società francese Naval Group - all’epoca universalmente nota come DCNS - a uno di definizione progettuale e realizzazione concreta. L’ultima iterazione “onomastica” ha avuto luogo il 24 ottobre 2019, quando il Ministro della Difesa francese Florence Parly ha annunciato che le nuove fregate saranno inquadrate nella classe AMIRAUX (ammiragli) e che il primo esemplare è stato battezzato AMIRAL RONARC’H. All’edizione 2016 del salone parigino Euronaval risale invece il debutto di un nuovo progetto, battezzato BELHARRA - nome basco di una località della costa atlantica francese al confine con la Spagna, nota per il surf - o più esattamente BELH@RRA, per sottolineare l’ampio ricorso alla digitalizzazione e come incentivo per riaffermare la particolare attenzione posta dall’azienda transalpina verso il mercato dell’esportazione. A Euronaval 2016, DCNS pubblicizzava BELH@RRA come un nuovo concetto di unità militare di superficie idonea a compiti di presenza, gestione delle crisi e guerra navale, appositamente concepita per quelle Marine alla ricerca di una fregata compatta e comunque capace di svolgere missioni di lunga durata in autonomia o nell’ambito di una formazione navale. Un’altra peculiarità riguardava un elevato livello di digitalizzazione, inteso come ampio ricorso alla tecnologia informatica per generare, processare, scambiare, impiegare e conservare qualunque tipo d’informazione in un unico luogo fisico, per esempio la memoria di un computer. Dal punto di vista dei compiti, BELH@RRA fu presentata come una fregata in possesso di elevate capacità nei 3 classici domini della guerra navale (difesa antiaerea, lotta antisommergibile e contrasto antisuperficie), nonché in quelli della guerra asimmetrica e delle operazioni speciali, in piena consonanza con l’esperienza operativa accumulata dalla Marine Nationale in numerose missioni reali.

anteprima logo RID La Spagna acquista il 127 mm di Leonardo

La torre 127/64 LW VULCANO di Leonardo è stata acquistata dalla Marina Spagnola per le sue fregate F-110.

anteprima logo RID In servizio la seconda portaerei cinese

Con una cerimonia solenne svolta presso la base navale di Sanya-Yulin sull’isola di Hainan, la People’s Liberation Army Navy – PLAN, la Marina militare Cinese, ha ufficialmente introdotto in servizio la sua seconda portaerei, con numero identificativo 17, denominata SHANDONG. Come testimoniato dalla presenza del Presidente Xi Jinping, l’evento è stato di significativa importanza dato che la nuova unità navale è stata totalmente costruita in Cina. La SHANDONG, infatti, anche se simile alla prima della sua serie, la ex sovietica VARYAG acquistata dal Governo cinese nel 2001 dall’Ucraina e ribattezzata LIAONING, è stata totalmente costruita presso gli stabilimenti della Dalian Shipbuilding International Corporation (DSIC) e varata il 26 Aprile 2017. La SHANDONG è entrata in servizio dopo aver effettuato un intenso numero di prove in mare a partire dal maggio 2018, incluso l’attraversamento del delicato stretto di Taiwan. La somiglianza con la prima della classe è solo apparente, sono infatti evidenti alcune significative modifiche frutto dell’esperienza maturata dalla Marina Cinese con la LIAONING: l’hangar è stato notevolmente ampliato, ed è in grado di ospitare fino a 32 caccia J-15 (rispetto ai 26 della Liaoning), il ponte è passato da uno a 2 livelli con una maggiore visibilità verso l’esterno, ed infine il tonnellaggio è anch’esso notevolmente aumentato passando da 58600 a circa 70000 t. Nonostante la sede della cerimonia, la provincia di Hainan, possa apparire una provocazione o un modo per sottolineare “la forte volontà” con cui la Cina rivendica i suoi diritti nel South China Sea, va sottolineato il fatto che la presenza di una seconda portaerei cinese non cambia sostanzialmente l’equilibrio delle forze nel Pacifico, soprattutto nei confronti della US Navy. Con l’entrata in servizio della SHANDONG però la Cina, oltre ad entrare a far parte del ristretto club di elite dei Paesi che vanta più di una portaerei, ha però aumentato la sua capacità di coercizione nei confronti degli altri Paesi asiatici e la capacità di intervento nel difendere i propri interessi in possibili aree di crisi nel mondo.

anteprima logo RID La Francia ordina 6 OPV per la ZEE

Non solo portaerei, sottomarini e fregate di nuova generazione. La scorsa settimana infatti il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato, nel corso del Maritime Economy Congress di Montpellier, l’ordine ai cantieri Socarenam, di Boulogne-sur-Mer, per la costruzione di 6 nuovi OPV da 70 m, tipo POM (Patrouilleurs Outre-Mer), destinati alla sorveglianza della ZEE, e alla difesa delle zone di pesca nazionali, al fine di fronteggiare – ha sottolineato il Capo dello Stato – “un contesto di minacce crescenti alle nostre risorse di pesca, biodiversità e norme marittime internazionali”. La ZEE francese è tra l’altro, anche a causa dei resti del suo impero coloniale, la più vasta del mondo, pari a 4,5 milioni di km², superando di misura quella statunitense. Le nuove unità potranno raggiungere una velocità massima di 22 nodi, Ed avranno un’autonomia di 5.500 miglia, per missioni della durata di un mese. Saranno armate probabilmente con una mitragliatrice da 20 mm a comando remoto più armi leggere a puntamento manuale, e nella sezione centro-poppiera dispongono di baie di missione per RHIB, e un ponte di volo con un hangar destinato a droni ad ala fissa e rotante da 700 kg. I 6 OPV saranno consegnati tra 2022 e 2025, e andranno a sostituire i rimanenti pattugliatori degli anni ’80 classe P-400, LE MALIN, e ARAGO. Saranno così suddivise: 2 unità nel Pacifico, in Nuova Caledonia, nella base di Noumea; 2 navi nella base insulare di Port Réunion (Oceano Indiano); una a Papete, in Polinesia, e la sesta a disposizione in Francia per le turnazioni legate alla manutenzione.

anteprima logo Marina Italiana Ultimo ammaina Bandiera per le navi Astice, Murena e Porpora

La data di ieri, 5 dicembre, ha sancito gli ultimi momenti di vita operativa di tre unità della Marina, le navi Astice, Murena e Porpora, che hanno terminato, dopo circa 62 anni di attività al servizio della collettività la propria vita operativa.

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anteprima logo RID A2/AD e Nuove Unità Expeditionary

Il proliferare delle bolle A2/AD ed in generale l’aumento degli scenari a più alto livello di contrasto militare stanno imponendo alle FA un riorientamento dottrinale verso nuove forme di lotta convenzionale “eterodosse”. I capifila di questa evoluzione sono senza dubbio l’US Navy ed i Marines con il concetto delle operazioni marittime distribuite e della letalità distribuita. Il nuovo Comandante dell’USMC ha dato un’ulteriore spinta in tale direzione con delle linee guida ancor più innovative nelle quali si mette l’accento sulla necessità per una forza navale/anfibia sempre più integrata di essere meno tracciabile, diffusa, ma non per questo meno letale. Da qui il via anche ad una riflessione su un complemento di unità più piccole, con e senza equipaggio, da affiancare alle tradizionali unità anfibie e di supporto. A nostro avviso in questo complemento dovrebbe figurare pure un nuovo tipo di unità, che si potrebbe definire Nuova Unità Expeditionary (NUE), appositamente concepita per operare nei contesti A2/AD supportando le Littoral Raid Force (LRF), ovvero unità di basso livello ordinativo “miste” - SOF + fanteria di Marina. Noi immaginiamo queste unità con un dislocamento compreso tra le 5.000 e le 8.000 con un ponte di volo configurato principalmente per operare con droni e remote carrier di diverso tipo (remote carrier ISR, EW, strike, “suicidi”), missili controcarro a lungo raggio montati su affusti, pozzetto universale per missili sup-aria a corto-medio raggio (tipo CAMM ER, per esempio) e missili antinave, e lanciarazzi “in pack”. Per questi sistemi sarebbe fondamentale la possibilità di essere campalizzabili per lo sbarco e/o il dispiegamento in siti avanzati di opportunità per impiantare le “contro-bolle”. Le NUE dovrebbero infine operare con un nuovo tipo di mezzi veloci da inserzione, lanciabili da un piccolo bacino allagabile, e con RHIB “oceanici ospitabili sulle fiancate in baiette con chiusura stealth. Sui prossimi numeri di RID dettagli, approfondimenti e novità.