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anteprima logo RID La Turchia trasforma in drone suicida un aerobersaglio. Una lezione anche per l'Italia

La Turchia continua ad investire in droni ed annuncia un nuovo sviluppo, piuttosto basico nel concetto ma comunque dal potenziale grande impatto operativo: la realizzazione di un nuovo drone “kamikaze” ottenuto modificando l’aerobersaglio SIMSEK. Il SIMSEK da attacco è armato di una testata da circa 5 kg di esplosivo e può volare dai 100 ai 200 km quando lanciato in volo da velivoli senza pilota più grandi. Oltre alla capacità di aviolancio, spicca la capacità di produrre un gran numero di questi sistemi: già oggi Turkish Aerospace produce un centinaio di SIMSEK l’anno. Il SIMSEK è nato nel 2009 come bersaglio per le esercitazioni, e può volare a 400 nodi (740 km/h) e ad altitudini comprese fra 1000 e 15.000 piedi (dai 300 ai 4500 metri). Come altri droni-bersaglio comparabili, è stato inizialmente concepito per il lancio con catapulta pneumatica su rimorchio, imbarcabile anche su unità navali, ma già dall’anno scorso è stata dimostrata la capacità di aerolancio, inizialmente dal velivolo dall’UAV tipo MALE ANKA. Rispetto ad una loitering munition, il SIMSEK è più simile ad un vero e proprio missile, che dipende probabilmente da indicazioni provenienti dal velivolo lanciatore. La quantità di esplosivo trasportata è a sua volta ridotta, ma l’alta velocità e il basso costo del SIMSEK lo rendono comunque un pericoloso mini-missile stand off che potrebbe trovare uso per saturare, con il lancio in grandi numeri, le capacità di difesa aeree avversarie. La capacità di lanciare un drone da un velivolo senza pilota più grande è significativa anche perché apre la strada allo sviluppo di tattiche di swarming, impiegando droni che, al posto dell’esplosivo, potrebbero impiegare Jammer o sensori. La Turchia si è già imposta come un esportatore di sistemi unmanned e anche questa combinazione di velivoli potrebbe presto finire in mano ad altri Paesi ed organizzazioni para-militari.

anteprima logo RID La VINSON si prepara ad accogliere il primo CAW con F-35C e CMV-22B

La portaerei classe NIMITZ USS CARL VINSON sarà la prima ad ospitare un gruppo di volo imbarcato – il Carrier Air Wing 2 - composto da uno squadrone (il VFA-147 Argonauts) di caccia omniruolo F-35C LIGHTNING II e dai convertiplani di collegamento CMV-22B OSPREY.

anteprima logo RID Primo test in volo con un drone dotato di AI

L’USAF ha effettuato il primo test in volo con un drone dotato di un modulo di intelligenza artificiale nell’ambito del programma SKYBORG. Il drone in questione è il Kratos UTAP-22 MAKO. La Kratos, assieme a Boeing e Gneral Atomics, è stata messa sotto contratto per realizzare e consegnare una serie di prototipi da impiegare per la validazione del concetto SKYBORG che punta a creare un network di droni gregari capaci di operazioni autonome coordinate e di una svariata tipologia di compiti: scorta, strike, ISR, EW, ecc. Il test in questione è stato effettuato dalla base di Tyndall, in Florida, ed ha avuto una durata di 2 ore e 10 minuti. Il MAKO era equipaggiato con un modulo AI denominato SKYBOR ACS (Autonomy Core System). Ulteriori dettagli RID 6/21.

anteprima logo RID F-22 a F-35 si parlano con i loro datalink attraverso l’U-2

Il progetto HYDRA, portato avanti dagli Skunk Works di Lockheed Martin in cooperazione con USAF, Missile Defense Agency ed elementi di US Navy e US Army ha concluso con successo un’importante dimostrazione di networking mettendo in comunicazione i datalink proprietari di F-22 ed F-35. Per la prima volta, i 2 caccia stealth hanno potuto scambiare informazioni nelle 2 direzioni usando i loro datalink a bassa probabilità d’intercettazione invece dell’universale ma più vulnerabile Link 16. L’esperimento ha visto coinvolti 5 F-35 e un singolo F-22. Tramite l’U-2, impiegato come nodo di comunicazione, il Multifunction Advanced Data Link (MADL) dell’F-35 e l’Intra-Flight Data Link (IFDL) hanno potuto scambiare informazioni per la prima volta, riducendo i tempi d’ingaggio da minuti a secondi. Il sistema HYDRA è un “Open Systems Gateway”, costituito da un sistema di missione aperto e modulare, operativo sullo speciale computer Enterprise Mission Computer 2 (EMC2), conosciuto anche come “Einstein Box”. Questo potente computer funge da interprete e connettore fra i diversi datalink: oltre a MADL e IFDL si può connettere anche al comune Link 16, così da disseminare le informazioni ai caccia di Quarta Generazione e a molteplici altre piattaforme, anche navali e terrestri. Il Gateway integra anche il datalink Tactical Targeting Network Terminal (TTNT) tipico degli F-18 SUPER HORNET e degli EA-18G GROWLER della US Navy. Il TTNT è stato usato anche per connettersi, tramite Airborne Sensor Adaptation Kit (A-Kit), al sistema di comando e controllo delle batterie di missili contraerei dell’US Army, l’ Integrated Battle Command System (IBCS). In questo esperimento, HYDRA ha connesso il laboratorio sperimentale del sistema IBCS a Fort Bliss, Texas, con i sensori di bordo di F-35 e F-22, consentendo l’ingaggio simulato di bersagli da parte di batterie di missili PATRIOT. Dall’U-2 in volo ad altissima quota, HYDRA può usare i sistemi di comunicazione Beyond Line of Sight per connettere non solo le forze in teatro ma anche i comandi superiori in tutto il globo, appoggiandosi per esempio al Common Mission Control Center (CMCC). Durante la dimostrazione, HYDRA ha connesso in rete sia il CMCC sia lo Shadow Operations Center della base area di Nellis, in Nevada. Quest’ultimo è il principale laboratorio al lavoro sul concetto di sistema C3 Joint All-Domain Command and Control (JADC2), che deve fondere in rete tutti i sistemi di comando e controllo interforze per consentire un’istantanea condivisione della situazione su tutto il campo di battaglia, facilitando l’ingaggio da parte del sistema d’arma meglio posizionato, a prescindere dall’appartenenza di Forza Armata.

anteprima logo RID Finlandia, al rush finale la gara per il nuovo caccia

La gara per l'acquisizione di un nuovo caccia per l’Aeronautica Finlandese per il rimpiazzo degli F/A-18 attualmente in servizio è alle battute finale. Le 5 aziende partecipanti hanno presentato l’offerta finale in vista della selezione della proposta giudicata migliore entro l’anno. Il requisito riguarda il procurement di 64 velivoli per un programma il cui costo è stimato in 9 miliardi di euro. I 2 grandi favoriti sembrerebbero il GRIPEN E e l’F-35. Oltre al caccia, Saab ha offerto anche 2 GLOBALEYE Airborne Early Warning & Control (AEW&C), nell’ambito di una vera e propria integrazione tra Aeronautica Svedese e Finlandese avente al centro, appunto, il GRIPEN E, mentre Lockhedd Martin è “forte” di un’offerta che prevede il solo velivolo di Quinta Generazione in gara. Buone possibilità, però, sembra avercele anche il TYPHOON con un’offerta, presentata da BAE Systems per conto del Consorzio Eurofighter, che prevede una configurazione del caccia europeo dotata del nuovo radar AESA CAPTOR-E Mk2, lo stesso che equipaggerà in refit i TYPHOON T3 della RAF. Un po' più defilati, invece, sembrano essere il RAFALE e il SUPER HORNET.

anteprima logo RID Contratto per il DASS dei TYPHOON QUADRIGA tedeschi

Leonardo ha sottoscritto per conto del consorzio EURODASS – comprendete anche Indra, Hensoldt e Elettronica (quest’ultima co-design authority del sistema assieme a Leonardo) – un contratto per la fornitura dei sistemi di autoprotezione elettronica DASS PRAETORIAN degli Eurofighter TYPHOON destinati all’Aeronautica Tedesca nell’ambito del programma QAUDRIGA. Il programma, come noto, prevede la fornitura di 38 nuovi velivoli per rimpiazzare i TYPHOON Tranche 1 attualmente in servizio. Il sistema DASS dei TYPHOON QUADRIGA avrà la stessa configurazione presente a bordo dei TYPHOON T3A dei Paesi del consorzio. A ciò bisogna aggiungere tuttavia la predisposizione per accogliere un ricevitore digitale per il sistema ESM. Ulteriori dettagli su RID 6/21.

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