LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Piaggio Aerospace, contratto per la manutenzione dei motori dei MANGUSTA

Piaggio Aerospace ha ricevuto dalla Difesa un contratto da 35 milioni di euro per la manutenzione dei motori Rolls-Royce GEM MK1004 degli elicotteri d’attacco AW-129 MANGUSTA dell’Esercito Italiano. Più in dettaglio, il contratto – stipulato con la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l'Aeronavigabilità e della durata di 9 anni – impegna Piaggio Aerospace a effettuare attività di riparazione, ispezione e manutenzione del turbomotore anche presso le aree operative, e a svolgere analisi e indagini di carattere tecnico sul sistema propulsivo. Piaggio Aerospace garantirà anche il relativo supporto logistico. Piaggio Aerospace è licenziataria Rolls-Royce per il motore GEM MK1004 e ha collaborato alla stesura dei piani logistici e manutentivi necessari a soddisfare le esigenze operative dell’Esercito Italiano. Nelle prossime settimane, il Commissario Straordinario di Piaggio Aerospace Vincenzo Nicastro annuncerà la selezione della proposta migliore per rilevare la società.

anteprima logo RID SPIKE NLOS sugli AH-64E dell’US Army

Si è conclusa la campagna di test per l’integrazione, effettuata dal 96th Test Wing/780th Test Squadron dell’USAF presso la base aerea di Eglin, dei missili aria-sup israeliani SPIKE NLOS sugli elicotteri d’attacco AH-64E GUARDIAN dell’US Army. Nel corso dell’ultimo test, un missile SPIKE ha colpito un’imbarcazione stazionaria situata a 32 km di distanza, mentre il secondo lancio di prova contro un’imbarcazione in movimento è stato annullato a causa delle condizioni meteo. Lo SPIKE NLOS (Non-Line-Of-Sight) garantisce un incremento di gittata pari a 4 volte rispetto agli attuali missili aria-sup AGM-114 HELLFIRE che equipaggiano gli AH-64E, nonché dell’AGM-179 JAGM che li andrà a sostituire. È dotato di un sistema di guida doppio, che prevede sia la possibilità di direzionare il missile verso un determinato bersaglio fisso tramite l’inserimento delle coordinate dello stesso, sia quella di riprogrammazione/aggiustamento da parte dell’operatore, durante la fase terminale, tramite camera IR presente sul muso del missile. Quest’ultima caratteristica accresce sensibilmente l’accuratezza dell’arma anche contro bersagli mobili. Ulteriori dettagli su RID 6/21.

anteprima logo RID Corea del Sud, rollout per il prototipo del KF-X

Corea del Sud, rollout il prototipo del KF-X Korea Aerospace Industries ha effettuato nel proprio stabilimento di Sacheon il rollout del primo prototipo del futuro caccia nazionale KF-X, ridenominato KF-21 BORAMAE. Il velivolo condurrà adesso una serie di test a terra in vista del volo inaugurale che dovrebbe tenersi nel luglio 2022. Al momento è prevista la realizzazione di 6 prototipi. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Presidente sudcoreano  Moon Jae-in, intervenuto alla cerimonia, 40 KF-21 saranno consegnati all’Aeronautica entro il 2028 ed altri 80 entro il 2032. Il KF-21 rimpiazzerà F-4E PHANTOM ed F-5E TIGER. Tutti i dettagli su RID 6/21.

anteprima logo RID Test con drone dal gregario XQ-58A Valkyrie 

Durante il suo sesto test in volo, effettuato nell’area del poligono di Yuma, Arizona, l’UAV gregario Kratos XQ-58A VALKYRIE ha rilasciato un piccolo drone ALTIUS-600 dalla sua baia interna. L’ALTIUS-600, prodotto dall’azienda georgiana Area-I, può essere impiegato per svariate tipologie di missioni: guerra elettronica, ISR, “suicide”, ecc. Il drone - testato anche nell’ambito del programma Future Vertical Lift per il requsiti ALE (Air Launched Effects), ovvero i droni che dovranno essere lanciati dalle baie laterali apribili dell’elicottero FARA (Future Attack Reconnaissance Aicraft) – ha un peso di poco più di 12 kg ed un payload installato nel suo musetto di 2,7 kg. Il test doveva in particolare verificare il rilascio e la separazione in sicurezza del drone dalla baia del VALKYRIE.

anteprima logo RID Quali aerei da combattimento per l’USAF?

Solo pochi mesi fa gli analisti cercavano di capire cosa avrebbe comportato l'ambiziosa e costosissima strategia USA patrocinata dal Sottosegretario (USAF) Will Roper, volta non a sviluppare un nuovo caccia di 6a generazione secondo l’approccio tradizionale, bensì ad optare per un approccio “century like” (con riferimento ai velivoli da combattimento serie 100 realizzati a suo tempo negli USA), quindi per una sequenza di programmi meno ambiziosi, ma più rapidi, che avrebbe permesso di realizzare e introdurre in servizio aerei sempre allo stato dell’arte e con una vita operativa di 10-15 anni. Will Roper ha lasciato il suo ufficio con l’Amministrazione Trump, ed ecco che di “century” non si parla più. Il NGAD (Next Generation Air Dominance) rischia quindi di essere sviluppato così come accaduto per F-22 ed F-35: un super aereo da combattimento. Il che dimostra come sia bene prendere con le molle le “mode” d’oltreoceano, che spesso durano il breve spazio di una Presidenza, persino quando uno stesso Presidente ha 2 mandati. Perché i tempi necessari per cambiare davvero strategie e politiche di procurement sono molto lenti, specie in un Paese dove è presente un enorme complesso industriale-militare. Prima che un’amministrazione possa incidere davvero ci vuole tempo e tanta energia e un Congresso che supporta in pieno. Ecco però arrivare una nuova idea: l’USAF ha bisogno di un mix di capacità Hi-Lo, e quindi non può acquistare solo super-aerei come l’F-35 e il futuro NGAD, anche perché questi aerei hanno o avranno un costo operativo alto e non ha senso impiegarli in scenari e contro avversari relativamente poco sofisticati. La nuova pensata, proposta dal Capo di Stato Maggiore dell’USAF, Gen. Charles Brown, riguarda un aereo da combattimento meno avanzato, di 4,5 oppure 5a generazione, da sviluppare ed introdurre in servizio rapidamente, consentendo all’USAF di rinnovare comunque la sua linea da combattimento e magari incrementarla, senza doversi affidare completamente all’F-35 (paragonato ad una Ferrari che non si guida e non si usa tutti i giorni), spendendo meno e riducendo i tempi.

anteprima logo RID Su-34 per l’Algeria, ci siamo?

Negli ultimi giorni, diverse voci provenienti da Francia e Russia hanno riproposto l’imminente acquisto di 14 cacciabombardieri russi Su-34 FULLBACK da parte dell’Algeria. Gli aerei verrebbero consegnati entro il 2023, in 3 lotti, il primo dei quali costituito da 6 Su-34. Questi ultimi dovrebbero essere pronti entro la fine del 2021 – quindi, teoricamente, già in produzione - ed utilizzati in Russia, a partire dai primi mesi del 2022, per la formazione degli istruttori e del personale manutentivo. La presunta acquisizione, riproposta abitualmente negli ultimi 6 anni, farebbe del Paese maghrebino il primo acquirente estero dei FULLBACK. È vero che da anni – in particolare dal 2016, in seguito agli ottimi risultati ottenuti dai Su-34 nel teatro siriano – Algeri valuta il loro l’acquisto come naturali e, soprattutto, necessari sostituti dei 35 Su-24 FENCER ancora in servizio. Tali aerei rappresentano attualmente la principale piattaforma d’attacco dell’Aeronautica Algerina ma, nonostante i vari aggiornamenti anche recenti, come quello che li ha portati allo standard M2, iniziano a risentire del peso degli anni. Tuttavia, nonostante negoziati durati anni, l’acquisizione non si è mai concretizzata, soprattutto per il rifiuto algerino di accettare velivoli depotenziati nell’avionica rispetto a quelli utilizzati dai Russi. Il presunto accordo, infatti, sarebbe stato siglato sulla base di una variante “simil-standard” del FULLBACK, denominata Su-34ME, che differirebbe dalla versione russa nei sistemi di identificazione IFF e di comunicazione/trasmissione dati. Lo stesso accordo, ancora non ufficialmente confermato, parla di un’opzione per ulteriori 28 aerei necessari per la costituzione di 3 squadroni d’attacco completi, attualmente basati sui FENCER.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>