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Argomento Selezionato: Intelligence
anteprima logo RID Attacco a petroliera iraniana nel Mar Rosso?

Questa mattina sono circolate notizie di origine iraniana su 2 esplosioni a bordo della petroliera SABITI, battente la bandiera di Teheran e in navigazione nel Mar Rosso a circa 100 km al largo del porto saudita di Jeddah. Le esplosioni sono state inizialmente attribuite ad un attacco missilistico, lanciato secondo alcuni da velivoli e secondo altre fonti dalla costa. Tuttavia le foto della nave hanno mostrato un incendio a bordo, poi domato, con danni di lieve entità e nessun ferito, mentre l’agenzia iraniana IRNA ha reso noto che la perdita di petrolio è stata arrestata. Si potrebbe dunque pensare ad un sabotaggio o ad un semplice problema a bordo. L’unità trasporta un milione di barili di greggio ed è di proprietà della compagnia di stato iraniana NITC. Inizialmente anche l’identità della petroliera in difficoltà è stata fonte di confusione, poiché nelle immediate vicinanze si trovava anche la SINOPA ed i primi rapporti suggerivano che fosse questa la nave colpita. Un particolare interessante è che la SABITI avrebbe navigato a lungo prima dell’attacco con il transponder spento. In tutta la regione, dopo episodi analoghi accaduti nei mesi scorsi a petroliere emiratine, e l’attacco contro i siti petroliferi sauditi di ARAMCO del mese scorso, la tensione resta altissima.

anteprima logo RID Incidente sul sottomarino speciale russo LOSHARIK

Quattordici sommergibilisti russi sono morti in un incendio a bordo di uno dei sottomarini speciali, assegnati al 29th Special Submarine Squadron basato ad Olenya Bay

anteprima logo RID La narco-guerra in Messico

La crisi messicana è un conflitto a bassa intensità dilatato da forme di narco-terrorismo.

anteprima logo RID Le nuove priorità della CIA

E’ molto raro che il Direttore della CIA parli. E lo è ancora meno se si tratta di farlo in pubblico. Per questo il recente discorso tenuto a Louisville, Kentucky, da Gina Haspel, la nuova responsabile dell’Agenzia, è stato seguito con grande attenzione. E lei, tra ricordi personali e professionali, ha indicato la futura strategia dell’esercito di spie al suo comando. Sono 6 le priorità rilanciate dall’account ufficiale. Le sintetizziamo, aggiungendo qualche nota. Primo. “E’ necessario accrescere il reclutamento, includendo profili diversi”, più agili nel seguire una società che corre veloce. Secondo. Gli agenti dovranno concentrare i loro sforzi contro il terrorismo, ma dedicare anche tempo e risorse nel tenere testa “agli avversari più duri”. E’ chiaro che per anni l’intelligence ha dovuto scarpinare per parare i colpi prima di al Qaeda, quindi dello Stato Islamico. Ora non basta in quanto gli USA devono vedersela con problemi nuovi e antichi. I dossier iraniano e nordcoreano, la sfida cinese e il continuo duello con la Russia rappresentano solo alcuni dei fronti. Terzo. Salirà il numero di uomini schierati all’estero, questo per estendere la raccolta di informazioni in aree critiche. Quarto. Servono professionisti che conoscano più lingue straniere, elementi capaci di cogliere meglio culture diverse o lontane. E’ chiaro il tentativo di colmare un gap spesso emerso in molti quadranti: la CIA ha un mare di dati, però fatica a comprendere il teatro dove si muove, le sfumature, i dettagli. Compiendo errori di valutazione. Quinto. Migliorare e intensificare la collaborazione con altri dipartimenti investigativi (esempio l’FBI): in America come in Europa le gelosie di “reparto” sono forti, la mancata comunicazione di un dettaglio può rivelarsi fatale. Sesto. Investire nella battaglia contro le organizzazioni dei narcotrafficanti, visto che i Cartelli hanno provocato un alto numero di vittime tra gli americani.

anteprima logo RID Intrighi afro-francesi

Una storia di barbe finte “private”, di mercenari coinvolti in trame africane, intrigo tra passato e presente. La Polizia francese ha annunciato l’arresto di 3 persone in Alta Savoia, Corsica e Orleans. Tra loro 2 sono ex appartenenti alla DGSE, la Direction générale de la sécurité extérieure, ossia il servizio segreto incaricato delle missioni all’estero. Il terzetto è sospettato di aver organizzato un piano – non attuato – per eliminare Ferdinand Mbaou, un oppositore congolese da tempo residente in Europa. I dettagli sono scarsi e l’inchiesta è protetta dal riserbo vista la delicatezza, tuttavia - secondo quanto emerso dall’incriminazione - è possibile che volessero usare dell’esplosivo.  La storia è solo in parte sorprendente: un anno fa erano apparse indiscrezioni, molto dettagliate, su un'imminente campagna contro esuli congolesi in Occidente e si indicavano possibili azioni in Belgio, Francia e Italia. Addirittura si parlava di azioni da parte di speciali team assistiti da ex spie ingaggiate dai responsabili della sicurezza di Brazzaville, uomini fedeli al Presidente Denis Sassou-Nguesso. Molti governi e regimi africani affiancano i loro apparati di sicurezza e repressione con consulenti stranieri. I Francesi hanno sempre dominato il mercato, ma devono vedersela con concorrenti piuttosto aggressivi. Gli Israeliani hanno una loro tradizione di legami-rapporti in alcuni Paesi, però ci sono anche Russi e Cinesi. Di solito sono consiglieri che si occupano di addestramento, protezione ravvicinata, contromisure, un impegno che tuttavia può estendersi – in alcune situazioni – a “missioni coperte”.

anteprima logo RID Sotto l’inferno, sopra le spie

Sui cieli di Libia continuano a volare velivoli da ricognizione e intelligence americani, una presenza seguita – anche dagli appassionati via web– e ormai nota. Sono più di 2 anni che gli aerei statunitensi decollano da una serie di basi per condurre missioni nello scacchiere libico-tunisino. I turboelica "speciali" Beechcraft KING AIR 350 ER partono da Pantelleria, raggiungono la costa nordafricana e poi rientrano. EP-3 ARIES II e ATR-42-300 si staccano dalla pista di Souda Bay, a Creta, altro punto d’appoggio nel Mediterraneo meridionale. Non meno frequenti le “navette” di un Dornier C-146A del Comando Forze Speciali: trasporta uomini e materiali dalla Germania o dall’Italia verso l’aeroporto di Misurata, la città dove il Pentagono ha creato un avamposto. Washington continua a mantenere un profilo basso nel conflitto, però al momento opportuno gioca le sue carte. Intanto cerca di puntellare le milizie amiche fornendo informazioni su reparti ostili e più in generale osserva lo sviluppo caotico della crisi marcando le posizioni. Quindi, con i voli prosegue nell’individuazione di terroristi jihadisti: i Beechcraft, in coordinamento con attività sul terreno, ricostruiscono “il sentiero di vita” quotidiana dei militanti. Nascondigli, percorsi, abitudini, luoghi di incontro. Dati che sono poi fondamentali per sferrare raid affidati molto spesso agli UAV MQ-9 REAPER basati a Sigonella o, in alternativa, ai cacciabombardieri pesanti F-15 E STRIKE EAGLE in arrivo dalla Gran Bretagna. Il 28 agosto il Pentagono ha condotto uno strike nella località di Bani Walid uccidendo Walid Abu Hreiba, un guerrigliero dello Stato Islamico dal passato importante. Sembra che nel 2013 sia stato coinvolto in una clamorosa rapina in una banca di Sirte, sottraendo decine di milioni in valuta pregiata, quindi è cresciuto di ruolo partecipando alle fasi successive della guerra fino alla temporanea sconfitta della fazione. Rovescio che ha spinto Abu Hreiba a cercare rifugio a Bani Walid dove avrebbe cercato di riorganizzare il network, attività che lo ha tramutato in un “target di alto valore”. Non certo l’unico. Nel 2018 gli Stati Uniti hanno eseguito una mezza dozzina di raid (2 soli in giugno contro membri ISIS e Al Qaeda, ed un altro a fine agosto) mentre durante l’anno precedente sarebbero stati 12.

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