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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID La Fase 3 della Guerra in Ucraina nel video-commento del Direttore #6

Il Direttore fa il punto sulla Fase 3 della Guerra in Ucraina, con il ripiegamento dal nord ed il riorientamento degli sforzi russi ad est e sud.

anteprima logo RID Guerra in Ucraina, la Fase 3 è entrata nel vivo. La situazione sul campo ed alcune considerazioni tattiche

Per la prima volta è possibile affermare non solo che la sacca che si era chiusa attorno Chernihiv non esiste più, ma che l’intero Oblast omonimo è stato abbandonato dai Russi, come già avvenuto per l’Oblast di Kiev. Lo stesso potrebbe accadere per Sumy, dove la presenza russa è in corso di ridimensionamento. Il ripiegamento delle truppe di Mosca, a parte alcune eccezioni, è avvenuto in buon ordine ed è stato coperto con efficacia dal fuoco dell’artiglieria e dagli attacchi aerei, in particolare con elicotteri d’attacco. In tale contesto una grossa colonna meccanizzata dell’Esercito Ucraino è stata neutralizzata lungo l’autostrada Kiev Zhytomyr. Le forze russe sono ripiegate in Bielorussia e Russia, dove si stanno riorganizzando e ricondizionando, ed i materiali e gli organici, per quanto possibile, vengono rimpinguati. Un parte di queste forze rigenerate verrà probabilmente ridiretta sui fronti orientali e meridionali, adesso divenuti prioritari per Mosca. Alcune unità, ci risulta siano già state ridispiegate in tal senso, ma prima che la Russia possa veramente aumentare la pressione nel Donbass in maniera decisiva dovranno passare almeno 2-3 settimane. Sul campo, intanto, Kharkiv continua ad essere sottoposta a bombardamenti aerei e terrestri. La 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, tuttavia, sta mantenendo la sua pressione sull’area di Chuviv, con il probabile intento di minacciare gli schieramenti arretrati di quel 6° Corpo d’Armata russo che recentemente ha conquistato la strategica Izyum. Qui tale Corpo, rinforzato da unità paracadutiste del 36° Corpo d’Armata, e con l’appoggio massiccio di sbarramenti con lanciarazzi multipli termobarici TOS-1, è riuscito ad avere ragione sia dell’81ª e che delle 95ª Brigate Aviotrasportate ucraine, che hanno dovuto abbandonare gli insediamenti di Topolske, Kamyanka e Mala Komuyshuvakha. Con la prevista (questione di ore) caduta di Tykhotske, su cui in parte sono ripiegate, la linea Barvinkove-Slovyansk è probabilmente destinata a divenire, assieme a Mariupol, uno dei più importanti hot spot strategici dell’intero conflitto. L’obbiettivo di Mosca è chiaro: insaccare o tagliare fuori le forze di Kiev nell’area dei 2 grandi centri di Kramatorsk e Sloviansk. Nell’area di Severodonetsk, sembra che i Russi abbiano già ricevuto a rinforzo alcune delle unità ritirate dai fronti di Kiev e Chernihiv. I così rimpinguati 8° e 20° Corpi d’Armata, dunque, stanno lentamente ma inesorabilmente avendo ragione dell’intero fronte di Severodonetsk, Lysychansk e Popasna, con quest’ultima sempre più in crisi. Nella serata di ieri alcuni report la davano per presa dai Russi. Solo Rubizhne sembra tenere ancora, ma è sotto costante attacco aereo e di artiglieria. Più a sud altre unità dello stesso 8° Corpo d’Armata, schierate sul fronte di Horlivka, sono riuscite ad allargare il gap apertosi nei giorni scorsi ad ovest di tale città, conquistando definitivamente l’insediamento di Novabakhmutivka. Le vicine Marinka, Makiivka e Svitlodarsk, però, per il momento restano in mano ucraina e gli attacchi russi sono stati respinti. A Mariupol, continua, seppur lentamente, l’avanzata delle forze russe: al momento l’epicentro della battaglia è il grande sito delle acciaierie Azovstal. Si tratta di una città nella città, dove i difensori possono sfruttare tunnel, cunicoli, strutture in cemento armato e così via; sarà molto difficile ed occorrerà molto tempo per le truppe di Mosca averne ragione. Di ieri è la notizia che in un altro quartiere della città, si sarebbero arresi quasi 300 elementi della 36ª Brigata di Fanteria di Marina ucraina: stiamo cercando di verificare la notizia. Di sicuro, in alcune zone occupate è stato “acclamato spontaneamente” un nuovo sindaco indicato da Mosca. E’ chiaro che nel sud e nell’est del Paese, Mosca può più facilmente fare leva sulla componente russofona, mentre nella stessa Mariupol ci risulta che almeno il 30% della locale Polizia sia passato con gli invasori. Infine, a nord di Kherson, gli Ucraini hanno liberato l’insediamento di Olexandrivka, mentre a sud-ovest l’avvicinamento a quello di Bilozerka ha provocato la rabbiosa reazione di salve di BM-30 SMERCH che sono giunti a colpire persino Mykolaiv, con danni consistenti ad ospedali e orfanotrofi. La dimostrazione che i Russi mantengono ancora una certa presenza non lontano dalla strategica cittadina lungo la strada per Odessa. Parallelamente, la Russia, con alterna intensità, sta continuando la sua campagna aereo-missilistica tesa a colpire obbiettivi strategici in profondità nel territorio ucraino come depositi e siti di stoccaggio del carburante, ed infrastrutture strategiche in generale con l’evidente obbiettivo di indebolire lo sforzo di alimentazione del conflitto da parte degli Ucraini e ammorbidirne la posizione negoziale.

anteprima logo RID La Fase 3 della Guerra in Ucraina, i Russi si ritirano dal nord ma premono sul Donbass

La nuova fase apertasi con un maggiore focus da parte di Mosca sui fronti dell’est e del sud si sta indubbiamente concretizzando. A Kiev, difatti, la totalità dei distretti di tutto l’Oblast, per la prima volta da varie settimane a questa parte, non ha visto scontri di alcun tipo. I Russi sono completamente ripiegati in Bielorussia. In pratica, la grande manovra di accerchiamento della capitale è fallita e gli Ucraini hanno ristabilito il controllo anche sulle aree di confine con la Bielorussia, Chernobyll compresa. A Chernihiv, le forze ucraine hanno riaperto le arterie che collegano la città alla Capitale e l’assedio russo può dirsi definitivamente spezzato, con pochissime truppe che ancora occupano piccoli capisaldi di resistenza, più che altro per essere state inopinatamente abbandonate a se stesse. Spostandoci più ad est, a Sumy, i Russi starebbero cercando di organizzare un dispsotivo di difesa, ma di ieri sera la notizia di un grande convolgio di centinaia di mezzi che stava lasciando l’area rietrando in Russia, mentre a Kharkiv la 92ª Brigata Meccanizzata ucraina, rinforzata da elementi mobili della Difesa Territoriale, ha nei giorni scorsi attaccato e distrutto, in direzione sudest, 3 Battlr Group russi (uno del 59ª reggimento Corazzato e 2 della 138ª Brigata Motorizzata); liberando la rotabile fino a Chuviv. In questa fase il focus princiaple delle truppe di Mosca è il Donbass. Nell’area di Severodonetsk, i Russi stanno cercando di ammorbidire, tramite rinnovati attacchi aerei e artiglieria, le difese di Voyevodivka, Lysychansk, Kreminna, Zolote-4, Popasna, Toretsk, Novhorodske e Rubizhne. In quest’ultima si sarebbe attuata una forte penetrazione e si starebbe combattendo nella cittadina casa per casa. La manovra sarebbe stata facilitata da alcuni collaborazionisti locali, fra cui funzionari comunali; una situazione che pare si stia ripetendo proprio in queste ore anche a Milove, Stanytsia Luhanska, e Markivk. I combattimenti dentro Izyum sono continuati inesorabilmente dopo l’afflusso del 1° Reggimento Corazzato della Guardia russo, e l’insediamento è definitivamente caduto il giorno 1° aprile, anche in questo caso, sembra, a causa del tradimento di alcuni residenti che avrebbero rivelato i punti deboli del dispositivo difensivo. Le precedenti manovre di aggiramento della cittadina erano state arrestate con violenti scontri negli insediamenti di Kamyanka, Sukha Kamyanka, e Tykhotske, e, piuttosto curiosamente, la linea del fronte è più o meno rimasta la stessa anche dopo detta capitolazione di Izyum. Ciò non toglie che da queste aree, probabilmente, si svilupperanno le minacce future in direzione di Barvinkove, snodo fondamentale perché da lì passano i rifornimenti ferroviari per Slovyansk e Kramatorsk. E i grandi centri di Slovyansk e Kramatorsk potrebbero essere assaltate in concomitanza anche dalla direzione Horlivka/Svitlodarsk. Tuttavia, mentre la prima ormai risulta saldamente in mano russa, la seconda sta attendendo l’attacco: sulle arterie che da essa conducono fino al bivio Kramatorks-Slovyansk, inoltre, sono state create sin dal 2014 solide linee difensive con bunker e struttura indurite. Più a sud, nell’oblast di Donetsk, Avdiivka, Maryinka e Novomykhailivka sono state assaltate in forze, ma tutti i tentativi sono stati respinti. Le prime 2, più Krasnohorivka, al momento risultano sotto pesanti bombardamenti. A Mariupol un crescente ricorso ad armi termobarriche è stato riportato, come perdite molto rilevanti per la 150ª Divisione Motorizzata russa. Forse è anche per ripianarle che è stato riportato l’arrivo di ausiliari abkhazi. A sud-est di Zaporizha, le cittadine di Orikhiv, Huliaipole e Novoivanivka sono state sottoposte a intensi bombardamenti, non accompagnati da alcun tentativo di contrattacco terrestre. Sul fronte di Krivhy Rih, l’avanzata russa è stata negli ultimi giorni lenta, contraddittoria ma comunque inesorabile, ed è di ore recenti l’inizio di bombardamenti a fuoco indiretto di Inhulets, cittadina alla immediata periferia di detto grande centro. A Mykolaiv, i Russi sono riusciti a risollevare la situazione critica in cui negli ultimi giorni si erano trovati rintuzzando le numerose offensive locali ucraine tramite un esteso ricorso all’artiglieria, che, tra l’altro, ha anche consentito loro il rifornimento in sicurezza di rimpiazzi e munizioni, e il riordino di truppe in precedenza brevemente circondate in una linea del fronte coerente e riconnessa alla zona occupata. Questa linea del fronte è però sottoposta a una pressione sempre più crescente, e, con la liberazione da parte degli ucraini degli insediamenti di Zahradivka, Kochubeyivka, e Orlove, si è ritratta oramai sin quasi alle periferie di Kherson. Non per nulla l’aeroporto di questa città, divenuto ancora più insicuro che nel passato, risulta abbandonato in luogo di quello di Chaplynka, sul quale è stata ridispiegata la componente elicotteristica russa. Circa le aree occupate, è interessante rilevare come, perlomeno a Melitopol e a Energodar, i Russi abbiano cominciato ad organizzare una cosiddetta “Milizia del Popolo”, braccio armato ausiliario delle della unità della Rosgardya che, con fatica sempre maggiore, proteggono le amministrazioni fantoccio di tanto in tanto installate in oblast e municipalità.

anteprima logo RID Guerra in Ucraina, la Russia cambia strategia

Nel corso della settimana la Russia ha colpito diversi siti di stoccaggio carburante.

Il 25 marzo 2022 è stato attaccato un deposito nell’area di Fastiv (Oblast di Kiev) e uno a Kalynivka (considerato dai Russi il più grande rimasto), il 26 marzo è toccato a un sito vicino Leopoli, il 27 marzo a Lutsk (Oblast di Volyn), infine il 30 marzo a Dnipro e a Lisichansk (Oblast di Lugansk).

anteprima logo RID Attacco aereo ucraino al deposito di carburante di Belgorod

Nella notte 2 elicotteri ucraini (probabilmente MI-24) hanno colpito con dei razzi (probabilmente S-8) un deposito di carburante di Belgorod (Russia).

anteprima logo RID 2% del PIL per la Difesa, se non ora quando?

Il dibattito che si è aperto sulla questione del 2% del PIL da destinare alla Difesa entro il 2024 merita una riflessione da parte nostra. Partiamo con ciò che è ovvio, ovvero l’impegno assunto in ambito NATO a partire dal 2014. Impegno “tendenziale”, certamente, ma che l’invasione russa dell’Ucraina ha reso più urgente e da raggiungere nel più breve tempo possibile. E proprio l’Ucraina ha dimostrato con tutta evidenza quanto sia importante disporre di uno strumento militare all’avanguardia, tecnologicamente evoluto e ben addestrato. Ma attenzione, l’Ucraina è solo la punta di un iceberg rappresentato da un sistema internazionale sempre più complesso, insicuro e competitivo. Già da anni si parla infatti di continuum tra competizione, crisi e guerra: tutto vero, la pace “classica” non esiste più, ed è stata “rimpiazzata” da uno stato di competizione permanente, che vale per l’amico ed il nemico ma anche per l’amico e l’amico. La ragione è molto semplice: siamo sempre di più, ovvero gli attori rilevanti sulla scena sono più numerosi, ma le risorse sono sempre quelle, o addirittura più scarse. Un sistema Paese, dunque, deve mantenersi competitivo e per farlo deve investire in settori strategici e ad alto contenuto tecnologico; il primo di questi è ovviamente la Difesa. Uno strumento militare all’avanguardia è dunque fondamentale per garantire la competitività di un Paese, intesa come capacità di deterrenza e di tutela degli interessi strategici, ma anche come capacità di mantenere e/o elevare il posizionamento relativo dello stesso Paese nella gerarchia internazionale: posizionamento funzionale alla garanzia del benessere dei cittadini e del soddisfacimento delle loro domande Cose abbastanza ovvie, come del resto è ovvio sottolineare la rilevanza del comparto industriale militare italiano. Alte spese in ricerca e sviluppo: 10/12% dei ricavi, contro un 2,5% dell’automotive. Alto moltiplicatore di valore – 3,4 - ovvero per ogni euro investito in difesa se ne generano 3,4 come valore complessivo per tutto il sistema economico. Volendo ancora fare una comparazione, l’automotive genera 2,2 euro. Alto moltiplicatore occupazionale: per ogni addetto diretto ce ne sono 3 indiretti e nell’indotto. E poi, ancora: il vantaggio competitivo che nel settore l’Italia continua ad avere verso quei Paesi emergenti che negli ultimi 20 anni hanno invece sbaragliato altre nostre manifatture. Infine, altissima propensione all’export, con tutto ciò che ne consegue in termini tanto di bilancia commerciale quanto di alleanze e partnership strategiche. Insomma, dati di fatto incontrovertibili che però vengono colpevolmente trascurati in un dibattito a tratti degno del peggior Costarica.