LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Terra
anteprima logo RID Un "105" per la CENTAURO II

Leonardo ha lanciato una variante della torretta HITFACT Mk II della blindo pesante CENTAURO II con cannone da 105 mm. Quest’ultimo è una variante ammodernata rispetto al cannone della CENTAURO originaria, di cui mantiene gli spessori per ridurre le problematiche di omologazione, ma che impiega però gli stessi materiali della bocca da fuoco da 120 mm che equipaggia la torre HITFACT Mk1 delle blindo CENTAURO dell’Oman. La HITFACT Mk2 può, pertanto, montare indifferentemente una delle 2 bocche da fuoco, con un risparmio in termini di massa attorno ai 750 kg nel caso di adozione del “105”. La scelta di Leonardo è dovuta al grande interesse per il calibro 105 mm che ancora oggi c’è nel mercato. Approfondimenti e dettagli su RID 8/20.

anteprima logo RID Un IFV robotico da Milrem Robotics

La società estone Milrem Robotics ha annunciato il lancio di un programma di sviluppo per un veicolo non pilotato da combattimento da 12 t equipaggiato con torretta remotizzata armata di cannone Bushmaster II da 30 mm (il fornitore della torretta non è stato ancora divulgato). Il prototipo dello scafo è stato appena terminato e a settembre inizierà le prove d mobilità seguite poco dopo dalle prime prove a fuoco. Il mezzo è dotato di cingoli in gomma e l’altezza, torre compresa, è stata contenuta entro 2,2 m per consentirne l’imbarco sul C-130 HERCULES.

anteprima logo RID Altre 40 CENTAURO II per l’EI

La Difesa ha dato ufficialmente il via libera all'acquisizione di altre 40 nuove blindo pesanti CENTAURO II. L’accordo, che sarà firmato nelle prossime settimane con l’industria, comprende in particolare l’aggiornamento del prototipo allo standard 3.0, quello più avanzato, l'approvvigionamento dei succitati veicoli più l’opzione per altri 56 esemplari ed un pacchetto di supporto logistico decennale. Al momento l’EI ha già ordinato 10 esemplari di CENTAURO II, più il prototipo. Il finanziamento complessivo per il programma nel periodo 2020-2030 è pari a 1,159 miliardi di euro. Ulteriori dettagli su RID 7/20.

anteprima logo RID Nuovo carro, l’Italia guarda a Spagna e Austria

L'Italia sta guardando anche a Spagna e Austria – con la Polonia più defilata - per stabilire una cooperazione per lo sviluppo di un futuro sistema di combattimento terrestre con al centro un nuovo carro da battaglia (MBT, Main Battle Tank). Una sorta di equivalente terrestre di programmi aerei quali il TEMPEST ed il FCAS. E’ un’opzione sicuramente ambiziosa ma sulla quale si sta lavorando intensamente considerando che in Europa al momento la cooperazione franco-tedesca sul Main Ground Combat System (MGCS) è esclusiva e che altre soluzioni – come un’eventuale cooperazione bilaterale con gli Americani o con gli Israeliani – al momento sembrano più sfumate. La cooperazione con questi 2 Paesi europei – più, appunto, eventualmente anche la Polonia - avrebbe il vantaggio di poter contare su una base industriale molto solida e su un partner di primo livello come General Dynamics Land Systems Europe (GDLSE) che raggruppa le competenze e le conoscenze di 3 specialisti europei del settore veicoli da combattimento, ovvero la spagnola Santa Barbara Sistemas, la svizzera Mowag e l’austriaca Styer. Al momento, tuttavia, si tratta di una delle ipotesi sul terreno e nessuna scelta ufficiale è stata compiuta in merito.

anteprima logo RID Nuovi dettagli sul Soldato Sicuro

Sono emersi nuovi dettagli circa il programma Soldato Sicuro, del quale c'eravamo già occupati in precedenza su queste pagine (vedi RID 02/2020 pagg. 26-27 e RID 04/2020 pagg. 26-31). Il programma in realtà si chiama ufficialmente SIC (Sistema Individuale per il Combattimento) - Soldato Sicuro e costituisce la prosecuzione del SIC (Sistema Individuale per il Combattimento) - Soldato Futuro a sua volta spin-off del Soldato Futuro inserito nell'ambito degli sviluppi paralleli al progetto Forza NEC (in realtà la CD&E, ovvero Concept Development and Experimentation, di Forza NEC). Tornando al SIC - Soldato Sicuro, come noto l'Esercito ha esperesso un'esigenza complessiva di 68.900 sistemi ad un costo stimato del programma pari a circa 1,635 miliardi di euro. A livello industriale tale progetto viene gestito dal Consorzio Sistema Soldato Sicuro, una realtà che mette assieme Leonardo, che detiene il 65% della Joint Venture, e Beretta, con il restante 35%. Tale consorzio, nel quale Marco De Fazio (Leonardo) ricopre attualmente la carica di Presidente, mentre Paolo Fabbricante (Leonardo) il ruolo di Direttore Commerciale e Emilio Bagni (Beretta) quello di Direttore Generale, è stato costituito il 18 luglio 2019 e si occupa della promozione e della commercializzazione di tale sistema. Il primo contratto sottoscritto da questa nuova realtà è stato firmato a dicembre 2019 dal Direttore degli Armamenti Terrestri (DAT), Tenente Generale Francesco Castrataro, e da Paolo Fabbricante, Direttore Commerciale del consorzio. Si tratta di un accordo, del valore di 532 milioni di euro (finanziati mediante il comma 1072 della legge di bilancio 2019), che prevede la realizzazione di 19.771 kit Soldato Sicuro e si sviluppa in un arco temporale di 9 anni (dal 2019 al 2027). In realtà esso costituisce solo la Fase 1 del programma attualmente approvato dagli organi parlamentari. Le commissioni di Camera e Senato hanno infatti dato luce verde ad un progetto più ampio, del valore di circa 755 milioni di euro, che sarà suddiviso in 2 fasi: alla Fase 1 soppracitata si aggiungerà infatti anche una fase 2, del valore di quasi 221 milioni di euro (220,8), finanziata mediante il comma 95 della Legge di Bilancio 2019.

anteprima logo RID Un "braccio" più lungo per l'artiglieria USA

"Le grandi battaglie si vincono con l'artiglieria" scriveva Napoleone. Oggi, a molti secoli di distanza, benché "l'arte della guerra" sia profondamente mutata, stiamo assistendo ad un grande ritorno di interesse proprio nei confronti dell'artiglieria più "tradizionale", quella che, in qualche modo, trae le sue origini dall'epoca di Bonaparte. Si tratta di un ritorno di interesse che è guidato dagli Stati Uniti, uno dei Paesi che, in passato, ha maggiormente trascurato questa componente e, proprio perché deciso da Washington, sarà probabilmente seguito un po' ovunque (si sa quanto gli USA riescano ad "influenzare" gli alleati e tutto il mondo occidentale..). Sono molti anni, infatti, che l'artiglieria americana "tradizionale", composta da un mix di obici/cannoni trainati e pezzi semoventi, versa in una situazione piuttosto critica, soprattutto per quanto riguarda il settore dei semoventi cingolati. \Come evidenziato in molti studi e ricerche, ultimo in ordine di tempo quello effettuato dalla RAND nel 2019, questa componente dell'US Army (e pure quella dei Marines) è surclassata, per numeri e per prestazioni, da quelle avversarie in quasi tutti gli ipotetici scenari analizzati. Ormai, infatti, la componente artiglieresca statunitense soffre non soltanto il confronto con la controparte russa (ricordiamo che, da sempre, Mosca dedica molte risorse allo sviluppo di questo tipo di capacità), ma anche quello con la Cina e persino quelli contro avversari "più modesti" come la Corea del Nord o l'Iran. Per fornire qualche "numero" di massima a corroborare queste affermazioni, ricordiamo che le Forze Armate statunitensi (US Army e Marines) dispongono di poco meno di 6.000 bocche da fuoco, tra semoventi da 155/39 mm (tipo M-109 nelle varie versioni), pezzi trainati (M-777, M-198) sempre da 155/39 mm e cannoni leggeri da 105 mm (M-119). Tale cifra si deve raffrontare con i circa 40.000 pezzi d'artiglieria (cannoni, obici e semoventi (1)) russi, con i circa 15.000 cinesi, con i 3.500 nordcoreani e con i 2.000 iraniani. Senza dimenticare, poi, che tutti i Paesi sopracitati dispongono di bocche da fuoco con gittate e prestazioni nettamente migliori rispetto a quelle americane: queste ultime sono sostanzialmente standardizzate sul pezzo da 155/39 mm, un'arma valida ma non certo modernissima (con una gittata massima standard di 24 km che sale a 30 km con il proietto tipo RAP, Rocket Assisted Projectile).